lunedì, settembre 29, 2008, ore 23:17

How high is the sky?

 

Me lo sto domandando in questi giorni, si’ perche’ un po’ sto tirando i remi in barca, un po’ devo cominciare a capire dove andare poi, perche’ questo viaggio e’ durato aldila’ di ogni piu’ florida previsione.

 

Ho raggiunto obiettivi maggiori di quelli che mi ero prefissato, che avevo immaginato, o perfino sognato, non sono arrivato insomma, ma sono giunto dove non speravo mai di essere.

 

Dieci anni fa la mia colonna sonora era Un attimo ancora, Gemelli Diversi, ripetuta ossessivamente, senza fine, in quella speranza che certi momenti potessero prolungarsi oltre ogni ragionevole comprensione, poi lentamente e’ subentrato lo scoramento, la decisione di cambiare e la colonna sonora e’ diventata quella del post.

 

Avevo delle necessita’, delle convinzioni ma soprattutto una gran rabbia in corpo, una voglia di provare me stesso, di dimostrare agli altri cosa ero in grado di fare, il bisogno assoluto, compellente di andare oltre, di guadagnare quell’autonomia che mi consentisse di non dover piu’ dipendere da altri.

 

Ed ora sono qui a guardare il cielo ed a domandarmi cosa ancora, dove voglio andare, quali mare voglio solcare, quali desideri veri mi spingano verso quale direzione, se sia giunto il momento di rientrare nei ranghi e rallentare.

 

Mi fa paura rallentare, specie in una realta’ dinamica come la compagnia dove lavoro, sono in uno stato strano, di grazia particolare, per cui faccio meno di prima ma mi riesce tutto molto meglio.

 

Forse per questo guardo il cielo oggi e sorrido, sento di aver raggiunto un importante traguardo, grazie all’aiuto di molti, blog e bloggers inclusi.

 

Che giorno sia non sai, mentre vai

dove adesso non mi vedi

ovunque sei sarai

dentro i miei sogni ormai



Muovo le ali di nuovo

riprovando a non cadere da solo nel vuoto

per cominciare a diventare cosi come , che avrei dovuto

solo se avessi comunque davvero voluto

e tutte le cose che vedo

cosi nuove che alle volte nemmeno ci credo

ed ho paura che il calore di un raggio di sole che ho sopara la testa

sciolga le ali di cera o mi abbagli la vista

e ora non starmi a sentire

tanto guarda ho anche paura di farti capire

sono bene o male solo e soltanto parole

come gocce che non cambiano il livello del mare,

non scende e non sale

ma sotto qualcosa si muove

e sono tutte quelle voci che tornano nuove

e tornano piu forti in un giorno come gli altri



Muovo le ali di nuovo

verso un posto nuovo

muovo le ali di nuovo

perche cerco un posto nuovo

muovo le ali di nuovo

verso un posto nuovo, diverso



Dentro ai miei sogni ormai cosa c' e cosa resta?

soltanto i mostri che ho dentro alla testa

non era oro quello che brillava,

nen era eterno quello che restava,

non era amore neanche quello che mi amava

eppure mi sembrava

la sola cosa sicura che avevo, ma

mi sveglio lentamente, non puo piovere per sempre

nessuno ti dice mai niente, infatti a me

nessuno mi ha detto mai niente

e qual' veramente il problema?

rimanere da soli o cambiare sistema

e se una cosa importante vale meno di zero

e una cazzata qualunque diventa un delirio

io spingo e vado avanti in un giorno come tanti



E allora tiro due righe sul conto

e sono stanco di scappare da quello che ho intorno

perche ho bisogno di provare di nuovo da solo a capire se cado

 

(Muovo le ali di nuovo – Tiromancino)

Il viaggiatore e’ molto piu’ rilassato di qualche anno fa e ringrazia tutti anche per questo.
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lunedì, settembre 29, 2008, ore 22:13

Wild life

 

Sto bene ma sono semplicemente senza un attimo di respiro sul lavoro, vedo di postare rapido solo per brevi aggiornamenti.

 

Dopo le volpi a Bruxelles ho visto dei cinghialotti sulla strada per Opicina, sembra veramente che la natura attorno mi sorrida.

 

Ho lasciato Trieste sabato sera, guidato tutta la notte per arrivare a Bruxelles, ero stanco, non ho decisamente piu’ la forza di una volta.

 

Il lunedi prima nuova lezione di Tango, una gioia per le caviglie, spot turn dell’uomo sul giro, grande soddisfazione comunque nel notare che riuscivano, oggi riprovo, chissa’ che non sia un bis.

 

I giorni a TS sono passati di corsa, senza un attimo di respiro, devo trovare un po’ di tempo per delle ferie vere, temo che dovro’ adattarmi al mordi e fuggi pero’, gioie e dolori del fatto di avere tutti colleghi americani con ferie minime.

 

Mi e’ arrivato l’aumento ed un bonus stratosferico, che pero’ le tasse si mangeranno in gran parte, questa cosa mi da proprio fastidio, per quale ragione ne deve godere la collettivita’ se io mi faccio il mazzo... mah....

 

Mi sa che dovro’ trovare altre cose a cui dedicarmi, sul lavoro mi sono preso piu’ delle soddisfazioni preventivate quasi otto anni fa specie sul lato finanziario... chissa’...

Cela fait quelques heures déjà

que je me trouve dans ce grand lit immense

tu es tellement loin de moi

dans ton sommeil tu bouges dans tous les sens

et cela fait au moins 36 fois

qu'j'apprends par coeur les dessins du plafond

j'essaie en vain de compter les moutons

mais je n'fais rien que d'me monter l'bourrichon

je chuchotte

dis réveille-toi

car moi je dors pas

toute la soirée tu papottes

maintenant tu dors comme une marmotte

dis réveille-toi

j'veux que tu m'dorlottes moi

toute la soirée tu papottes

et moi ...

je voulais faire des mamours, mamours à mon amour

je voulais faire des mamours jusqu'au levé du jour

pff q'j'ai chaud

si chaud, j'ouvre la fenêtre

peut-être le vent te sortira de ton songe

j'fredonne, je tousse, je fais n'importe quoi,

secoue sournoisement l'edredon

A quoi ça sert tout ça

j'ai beau me fatiguer moi

j'dors toujours pas, toi tu réagis pas

J'essaie en vain de recompter les moutons

mais je n'fais rien que d'me monter l'bourrichon

je chuchotte

dis réveille-toi

car moi je dors pas

toute la soirée tu papottes

maintenant tu dors comme une marmotte

dis réveille-toi

j'veux que tu m'dorlottes moi

toute la soirée tu papottes

et moi ...

je voulais faire des mamours mamours, mamours à mon amour

je voulais faire des mamours jusqu'au levé du jour

Tu vois je voulais juste te faire des mamours

Des mamours des mamours

Des mamours des mamours

Des mamours mon amour

Des mamours des mamours

Des mamours comme du velours

Pourquoi pas tous les jours

Des mamours des mamours

Des mamours mon amour

Je voulais faire des mamours, mamours à mon amour

Laisse-moi veiller sur ton corps

Ton corps si mou, normalement si fort

Et toi ... continue... à faire semblant... que tu dors

Tu n'dis rien, donc t'es d'accord

Le matin...c'est la fin.


(Faire des mamour – Axelle Red)

Il viaggiatore e’ tranquillo, celebrava ieri con un bicchiere di Ardberg.
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martedì, settembre 02, 2008, ore 20:12

L’attesa

 

Ci sono periodi in cui bisogna aspettare, un po’ come l’uva che deve maturare o il vino che deve poter svilupparsi e dare il meglio di se’ o come quando si aspetta qualcosa e non si sa se o quando arrivera’.

 

Io non sono bravo ad aspettare, mi consumo nell’attesa, spesso mi metterei a correre di scatto, quando in realta’ i frutti sono ancora acerbi solo per poter vedere quale sara’ il risultato.

 

In questi giorni ho cercato di calmarmi ed aspettare, ma quanta sofferenza.

 

Ecco allora che ho ricominciato a leggere molto, Matthew Reilly in questo momento, visitare citta’ vicine nel weekend, cucinare un po’, andare al cinema(per inciso Wanted e’ da evitare) e verifico quotidianamente come le cose si evolvano, la pazienza e’ veramente una dote per chi ne e’ dotato.

 

Tra gli avvenimenti degni di nota la visione di due diverse volpi in due serate diverse, decisamente questo e’ l’anno della volpe devo decidermi ad affinare anche io la mia mente e capire che a voler forzare le porte non sempre si trova la via d’uscita.

 

Strano come negli scacchi l’attesa era il momento del pathos, quello in cui si preparava una strategia, una trappola e si attendeva il passo falso dell’avversario, oggidi’ non riesco a vederla cosi’, sono in attesa che parecchie cose si concretizzino e vorrei vederle da subito, ma come il vino deve arrivare il momento giusto.

 

Aspettiamo....

 

Ah nella vita vedi uno e sta bene

Ah nella vita vedi un altro meno bene

Ah nella vita se uno non sta bene

Ah nella via l'altro sta piu’ bene

Ride sul settimanale ride

Lo so che tutto quello che svanisce

tornera’  piu’ chiaro

Lo so tu vai a stare con qualcuno

io non lo trovo e mi abbandono

al nonsense della vita



Ah nella vita uno fa finta di leggere il giornale

Ah ma la vita e’ lottare per la vita

Ah nella vita le gare d'appalto

la subdola importanza

della confezione convenienza

Ride

Quando stavo bene lei piangeva sempre

se stavo meno bene lei era piu’ tranquilla

Ah nella vita...



(Ah nella vita – Riccardo Senigallia)

 Il viaggiatore ha appena ricevuto dal Portogallo una bottiglia di Aguardente Velha per la sua collezione.
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