martedì, agosto 12, 2008, ore 15:50



Corso di fiammingo intensivo questa settimana, domanda interessante dalla docente, come catturi le parole nuove?


Un discorso piu’ ampio che tocca come gestire lingue diverse ed input diversi, molto particolare perche’ anche il mio approccio e’ tale.


Da un paio di anni a questa parte uso una lingua straniera per le annotazioni, in questo caso l’inglese, preferisco evitare di scriverle in italiano perche’ questo mi porterebbe ad una traduzione invece che ad una traslazione linguistica.


Scelgo l’inglese quindi non parlando o scrivendo a sufficienza la lingua per potere offrire una spiegazione, un’analogia.


Ho iniziato a compartimentalizzare le lingue che parlo, penso spagnolo, italiano, francese, tedesco e fiammingo quando mi trovo a dover formulare una parola o un discorso, aiuta molto e poi consolido il tutto con delle letture dedicate.


Trovo infatti che leggere aiuti questa tattica fornendomi vocaboli altrimenti mai considerati, ho gia’ detto dell’aumentata velocita’ di lettura, credo che sia dovuta anche a questa suddivisione interiore.


Ho ricominciato con il fiammingo e mi ritrovo a colmare voragini, ma anche ad apprezzare quanto sono andato avanti da solo per altri versi, e’ veramente una lingua particolare per quanto mi riguarda.


Mi sa che lavoro all’opposto della scuola italiana, inizio solo ora a guardare alla grammatica, eppure parlo, con tante difficolta’ ma anche divertimento.


Parle-moi de tes guerres

Parle-moi de tes droits

Parle-moi de ce pere

Qui te bat tant de fois

Parle-moi de tes peurs

Parle-moi je te crois

Parle-moi de ton coeur

Qui se meurt au combat



Blotti sans bruit

Le long du couloir

La’ ou la lumiere

Se perd et s'egare

Tu te replis

Perdu dans le noir

Suppliant l'homme

Qui te tue du regard

Parle-moi des journees de pluie

Parle-moi de ce qui fait ta vie

Parle-moi des milliers de cris

Qui hante ton corps et te meurtrit

Parle-moi petit a petit

Parle-moi encore quand tout se dit

Parle-moi un peu je t'en prie

Parle-moi parle-moi parle-moi



Parce qu'aujourd'hui au fond de ta chambre

Tu refais le lit de tes mains qui tremblent

Pense que demain quand tu seras grand

Tout peut changer demain peut te surprendre

Tu ne peux pas rester seul ici

Ne jamais abandonner ta vie

Tu ne peux pas t'enfermer dans l'oubli

Pour plus que jamais tu ne supplies



yeah yeah .......


 (Parle-moi – Nadyia)

 

Il viaggiatore sta faticando a trovare le parole giuste in una lingua non sua.

 
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mercoledì, agosto 06, 2008, ore 23:12



Il Portogallo e’ strano, sembra un paese rimasto agli anni cinquanta, volevo fotografare come ricordo un barbiere di lusso in centro a Porto, marmo e specchi ovunque, vecchie poltrone in pelle e grandi lavandini, indimenticabile.


I frullati poi erano incredibili, ogni giorno di un frutto diverso, fresco, fragola(morango) / melone(meloa) /anguria(numancia) e via dicendo a prezzi per noi ormai scomparsi, un euro e settanta o due max.


Mi sono perso nella contemplazione di questo grande affresco che sono le piastrelle usate ovunque tipo nella splendida stazione centrale per raccontare storie in bianco e blu(gli azulejos).


La gente era veramente gentile e cercava di capire tra un mezzo spagnolo, inglese e/o portoghese, tanto che piano a piano mi sono abituato alla lingua, ordinando sempre piu’ in portoghese al ristorante.


Tanto che negli ultimi due giorni con mia grande sorpresa mi sono ritrovato con una guida sorpresa dal mio “ottimo” accento ed un cameriere che ha iniziato a discutere una serie di cose in dialetto pensando fossi un’altra persona.


Mi sono molto divertito, specie ad apprezzare la genuinita’ della cucina e delle persone, un’esperienza veramente interessante ed appagante.


E’ stata una nuova esperienza per me ritrovarmi a mangiare pasticcini, in un paese dove la lingua mi era quasi sconosciuta, ma resa facile dalla disponibilita’ della popolazione.


You're beautiful, that's for sure

You'll never ever fade

You're lovely but it's not for sure

That I won't ever change

And though my love is rare

Though my love is true



I'm like a bird, I'll only fly away

I don't know where my soul is, I don't know where my home is

(and baby all I need for you to know is)

I'm like a bird, I'll only fly away

I don't know where my soul is , I don't know where my home is

All I need for you to know is



Your faith in me brings me to tears

Even after all these years

And it pains me so much to tell

That you don't know me that well

And though my love is rare

Though my love is true



It's not that I wanna say goodbye

It's just that every time you try to tell me that you love me

Each and every single day I know

I'm going to have to eventually give you away

And though my love is rare

And though my love is true

Hey I'm just scared

That we may fall through


(I’m like a bird – Nelly Furtado)

 

Il viaggiatore ama le lulas(calamari alla griglia).

 
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lunedì, agosto 04, 2008, ore 10:42

Seimila chilometri tra mari e monti

 

Ritorno dal Portogallo e la Spagna con una valigia vuota, un mucchio di vestiti sporchi, delle gambe a pezzi, ma rapito dall’incanto di terre mai viste, lingue parlate raramente e piatti sconosciuti.

I piedi mostrano nuove vesciche, ma gli occhi non riescono a celare il sorriso interiore, i pensieri quelli vagano sempre.

Un paio di giorni trascorsi a Madrid sono stati un tiepido inizio per poi perdersi in quella strana terra che e’ il Portogallo, un posto dove salvano le rovine delle chiese e ti fanno pagare per entrarci(Lisbona), dove insieme a dei bellissimi Azulejos trovi palazzi in rovina.

Incontri splendidi monasteri nel deserto tipo Alcobaca o spiagge incontaminate in Algarve con scogliere a picco e onde da brivido tipo Ariffana e mangi calamari e pesce grigliato insieme a frullati di frutta fresca, scenari che sembrano dispersi nel tempo in una magica Brigadoon, in cui i Pasteis de Nata sono una semplice ciliegina sulla torta.

Sono poi uscito dal sogno per andare nella citta del Flamenco alle pendici della Sierra, Granada e perdermi nel palazzo moresco dell’Alhambra e stordirmi di cervezas e tapas.

Per finire con una ultima giornata di mare e sole a Castedeffels cercando di recuperare per le ultime due guidate ed una tappa a Limoges per spezzare la lunga guidata verso casa, Bruxelles.

Sto ancora cercando di prendere fiato e di organizzare tutti i ricordi, ma che esperienza!:-)

Llueve.... Esta noche mientras llueve
Tu me empapas en quereres
Yo te calo de amor y
Llueve... Tu me dices que me quieres
No hace frio pero llueve
Esta noche de sol

Las gotas de la lluvia que no cesa de caer
Parecen mariposas en el filo de tu piel
La luna esta que no se va
El sol empieza a arder
Te abrigo con estrellas
Tu me arropas el querer ...... Y

Tiemblo....no hace frio pero tiemblo
Suena musica en mis sueños
Cuando baila el amor.

Las gotas de la lluvia que no cesan de caer
Parecen mariposas en el filo de tu piel
La luna esta que no se va
El sol empieza a arder
Te abrigo con estrellas
Tu me arropas el querer ...... Y

Sueño..... Y no siempre es cuando duermo
Si me abrazas me despierto
En un mundo mejor.........y
Tiemblo...... Suena musica en mis sueños
No hace frio pero tiemblo
Esta noche de sol
Cuando baila el amor

 (Lueve – Rosana Arbelo)

 

Il viaggiatore ha recuperato tre CD di Rosana al FNAC a dieci euro l’uno, e’ contentissimo.

 

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