mercoledì, aprile 30, 2008, ore 11:39

Prendere fiato

 

 

 
Una delle prime regole per parlare in pubblico e’ il saper prendere fiato, ci si rende conto che spesso il silenzio vale letteralmente piu’ di mille parole.
 
Nella nostra vita credo sia anche cosi’, almeno per me lo e’ come nelle conversazioni amo le parole ed i silenzi cosi’ nel pianificare le mie giornate amo i momenti di attivita’ e quelli di riposo.
 
Non vedo valore nel lavoro se poi non posso usare parte dei guadagni per delle ferie, e’ come in un’eterna bilancia, che oscilla tra braccio destro e sinistro a seconda del carico.
 
Essere sbilanciati per me secondo me alla lunga non paga, meglio fermarsi a riflettere e fare un grosso respiro.
 
Anche nei momenti di maggior sforzo spesso basta solo prendere dei grossi respiri, per riuscire a superare degli ostacoli.
 
Io penso di andare a riposarmi qualche giorno in Bretagna, spero che voi vi godiate questo ponte lungo in mille modi tutti piacevoli.
 
So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trust in who we are
And nothing else matters
Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters
Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters
Never care for what they do
Never care for what they know
But I know
So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trust in who we are
And nothing else matters
Never care for what they do
Never care for what they know
But I know
Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters
Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters
Never care for what they say
Never care for games they play
Never care for what they do
Never care for what they know
And I know
So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trust in who we are
No, nothing else matters
 
(Nothing else matters – Metallica)
 
Il viaggiatore e’ tornato stanco da Amsterdam, ma non vede l’ora di mettersi per strada.
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mercoledì, aprile 30, 2008, ore 11:15

REGOLAMENTO:
 
- indicare il link di chi vi ha coinvolti
 
zucca, questa me la paghi....
 
- inserire il regolamento del gioco sul blog
 
fatto
 
- citare sei cose che vi piace fare e perche'
 
vedi sotto
 
- coinvolgere altre sei persone
 
 
- comunicare l'invito sul loro blog
 
vado a farlo
 
Sei cose che mi piace fare (in ordine sparso):
 
1) Perdermi nuotando nel mare, amo fare immersioni e lasciarmi andare a fare il morto
 
2) Guidare la macchina per vedere posti nuovi diversi, sono sempre in viaggio se posso
 
3) Ballare, tutto e di piu' perche' la vita e' una sola ed almeno godersela ballando
 
4) Mangiare bene, forse troppo, sono un patito della Guida Michelin e del Gambero Rosso, non parliamo poi del capitolo bere....
 
5) Toccare chi mi sta vicino, come potrei vivere senza il contatto fisico? Spesso mi sembra la parola non basti
 
6) Parlare, parlare ed ancora parlare, se non leggo, parlo e talvolta anche ascolto, perche'? Forse perche' mi piace ascoltare la mia voce, o forse perche' ho tante, troppe cose da dire....
 
UlisseIlViaggiatore
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venerdì, aprile 18, 2008, ore 16:20

 
Mi ritrovo in questi giorni a dare consigli sulla base di mie proprie esperienze e mi rendo conto che anche questo vuol dire invecchiare, si perche’ le prime volte si riducono e molte sono le cose che anche se non stancamente si ripetono.
 
Canzoni sentite si sovrappongono ad altre sentite di nuovo ed il gusto forse diventa’ un po’ retro’ amante di quegli anni ottanta che sono quelli dell’adolescenza.
 
Saranno gli anni che passano, i posti che si hanno gia’ visitato, le esperienze che si hanno maturato, ma viene voglia di prendere fiato, anche perche’ le forze per correre sono sempre meno.
 
Almeno la vista tiene e la flessibilita’ pur ridotta e’ ancora li’ per compiere giri su me stesso che sono sempre una sorpresa quando riescono bene.
 
Il fisico sembra sempre lo stesso, ma a recuperare da forti malattie ci vuole piu’ tempo ed io sono un po’ sconsolato.
 
Dall’altro lato, leggo rapido come non mai, o come mi si dice divoro i libri, sono sempre un attento osservatore e cerco di aiutare dove possibile, solamente vorrei ancora l’energia di qualche anno fa, ma bisogna essere smaliziati e risparmiarla per quello che conta veramente.
 
I got to have a shot of what you got is oh so sweet.
You got to make it hot, like a boomerang I need a repeat,

Gimme all your lovin, all your hugs and kisses too,
Gimme all your lovin, dont let up until were through,

You got to whip it up and hit me like a ton of lead,
If I blow my top will you let it go to your head?

Gimme all your lovin, all your hugs and kisses too,
Gimme all your lovin, dont let up until were through.

You got to move it up and use it like a screwball would.
You got to pack it up, work it like a new boy should.

Gimme all your lovin, all your hugs and kisses too.
Gimme all your lovin, dont let up until were through.
 
Lola smiled and took me by the hand,
she said, "Little boy, gonna make you a man."
Well I'm not the world's most masculine man,
but I know what I am and that I'm a man, so is Lola.
Lo lo lo Lola. Lo lo lo Lola.
 
(Gimme all your lovin – ZZ Top)
 
Il viaggiatore inizia a risparmiare delle energie per il weekend.
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mercoledì, aprile 16, 2008, ore 20:25

 
Bruxelles mi affascina in primavera, perche’ di solito la temperatura sale a livelli quasi estivi, le piante cambiano colore, si vedono i primi fiori e finalmente il grigiore uniforme diventa un verde chiaro che sa di fresco.
 
Nel mio caso poi significa che escono maggiormente anche i leprotti davanti al posto di lavoro e li puoi vedere mentre saltellano spostandosi attraverso il giardino.
 
Le case poi si riempiono di nuove piante e fiori, per rinnovarne i colori e sostituire quelle morte in inverno, ivi compreso l’appartamento in cui vivo e tutto sembra testimoniare la rinascita della vita.
 
Le giornate diventano piu’ lunghe e si puo’ apprezzare una maggior quantita’ di sole, quando non piova.
 
Il tempo continua ad essere variabile come sempre e puo’ scapparci anche qualche grandinata, che pero’ viene prontamente ricacciata da squarci nelle nuvole.
 
Primavera e’ solitamente tempo di cambiamenti, trasformazioni e quant’altro, io pero’ quest’anno almeno mi ritrovo ad assaporarne gli odori e a cercare solamente di riposarmi, forse sto ancora recuperando dai giorni della faringite.
 
I met her in a club down in North Soho
where you drink champagne and it tastes just like Coca Cola
C-O-L-A Cola.
She walked up to me and she asked me to dance.
I asked her her name and in a dark brown voice she said, "Lola"
L-O-L-A Lola, lo lo lo Lola
 
Well, I'm not the world's most physical guy,
but when she squeezed me tight, she nearly broke my spine
Oh my Lola, lo lo lo Lola, lo lo lo Lola
Well, I'm not dumb but I can't understand
why she walks like a woman and talks like a man
Oh my Lola, lo lo lo Lola, lo lo lo Lola
 
Well, we drank champagne and danced all night,
under electric candlelight,
she picked me up and sat me on her knee,
She said, "Little boy, won't you come home with me?"
 
Well, I'm not the world's most passionate guy,
but when I looked in her eyes,
I almost fell for my Lola,
Lo lo lo Lola, lo lo lo Lola
I pushed her away, I walked to the door.
 
I fell to the floor, I got down on my knees.
I looked at her, and she at me.
Well that's the way that I want it to stay.
I always want it to be that way for my Lola.
Lo lo lo Lola.
 
Girls will be boys, and boys will be girls.
It's a mixed up, muddled up, shook up world,
except for Lola. Lo lo lo Lola. Lo lo lo Lola.
Well, I left how just a week before,
and I never ever kissed a woman before
 
Lola smiled and took me by the hand,
she said, "Little boy, gonna make you a man."
Well I'm not the world's most masculine man,
but I know what I am and that I'm a man, so is Lola.
Lo lo lo Lola. Lo lo lo Lola.
 
(Lola – the Kinks)
 
Il viaggiatore oggi cantava questa canzone tornando a casa nel tramonto.
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lunedì, aprile 07, 2008, ore 19:56

 
Sono ancora debole che cerco di recuperare le energie spese a letto con la febbre, eppure mi muovo, anche troppo.
 
Vissuto tanto Tango in questi giorni, meglio queste sere, splendide sale di teatro stile rococo francese, anfiteatri all’aperto in centro citta’ dove una volta tanto si sente suonare un bandoneon insieme al violino e si vede tante persone ballare, diverse in eta’, generi, abiti, ma tutte appassionate per il tango.
 
Mi stanco presto e cerco di non esagerare, respiro a fondo e mi fermo eventualmente dopo una serie di giri, salvo in un paio di occassioni quando mi dimentico la recente malattia e salgo di giri.
 
Nella prima alle prese con un workshop in mezzo a coppie di qualita’ di danza superiore, su di un argomento a me ostico, mi ritrovo a superarmi, forse data la qualita’ dei docenti e sviluppare figure prima in stile baile de salon, e finisco esaltandomi in stile milonguero nella difficolta’ generale, posto la sequenza per chi si diverte a provare con i passi sul pavimento.
 
 
Arrivo a casa e cedono i quadricipiti, troppo acido lattico, preso com’ero dal girare non mi sono accorto di essere in riserva, un po’ di magnesio, una banana ed un te’ verde caldo, cena e via di nuovo in milonga.
 
Rivedo i docenti:
 
 
 
Assisto alla loro esibizione e mi riscaldo con una prima milonga, mi stanco con una seconda, alla terza, mi abbandono al corpo che stranamente si esalta ed inizia a masticare i terzi di tempo e le variazioni che conosceva ma che non praticava da tempo, accellerazioni senza fine con una serie di passettini, arrivo alla fine, contento ma distrutto, oggi sto ancora recuperando ed i piedi hanno a malapena smesso di fumare.
 
Je fais le plein d'essence,
Je pense aux vacances,
Je fais la gueule,
Et je suis pas le seul
 
le ciel est gris,
les gens aigris
je suis pressé
je suis stressé
 
j'aime plus paris
on court partout ca m'ennuie
je vois trop de gens,
je me fous de leur vie
j'ai pas le temps,
je suis si bien dans mon lit
 
prépare une arche
delanoë
tu vois bien,
qu'on veut se barrer
même plaqué or, paris est mort
il est 5 hors, paris s'endort
 
je sens qu'j'étouffe
je manque de souffle
je suis tout pale
sur un petit pouf
 
j'aime plus paris,
non mais on se prend pour qui,
jveux voir personne,
coupez mon téléphone
vivre comme les nones,
jparle pas de john
 
j'aime plus paris
 
passé le périph,
les pauvres r
n'ont pas le bon gout
d'etre millionaire
 
pour ces parias,
la ville lumière
c'est tout au bout,
du RER
y a plus de titi
mais des minets
 
paris sous cloche
ca me gavroche
il est finit, le paris d'Audiard
Mais aujourd'hui, voir celui d'édiar
 
j'aime plus paris,
non mais on se prend pour qui,
je vois trop de gens
je me fous de leur vie
j'ai pas le temps
je suis si bien dans mon lit
 
j'irais bien, voir la mer
écouter les gens se tairent
j'irais bien boire une bière
faire le tour de la terre
 
j'aime plus paris,
non mais on se prend pour qui
je vois trop de gens
je me fous de leur vie
j'ai pas le temps
je suis si bien dans mon lit
 
pourtant paris,
c'est toute ma vie
c'est la plus belle
j'en fais le pari
il n'y a qu'elle
c'est bien l'ennuie
j'aime plus paris..

(J’aime plus Paris – Thomas Dutronc)
 
Il viaggiatore oggi preferisce di gran lunga Bruxelles a Parigi.
UlisseIlViaggiatore
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venerdì, aprile 04, 2008, ore 13:37

 
Sono giornate brevi queste, mattinate in cui l’ADSL non funziona e devi andare in ufficio, vedi la natura risvegliarsi, senti passeri cantare tra i cespugli, vedi del verde ove era tutto grigio.
 
Ti prepari con calma la sera per luoghi magici, un po’ misteriosi dove per cinque giorni si respirera’ e vivra’ Tango, Milonga dopo Milonga in diverse zone della citta’ per il festival locale annuale di Bruxelles o Bruxelas che dir si voglia se preferite lo spagnolo al francese.
 
Telecamere affiorano ovunque per questo ballo che sdoganato da certi luoghi chiusi e poco illuminati in queste giornate popola saloni enormi con candelabri, arazzi e tende di fine Novecento.
 
Lo spirito rimane pero’ lo stesso, ballare tutta la notte fino a quando ai rintocchi della mezzanotte scendono in pista per le loro esibizioni i professionisti, quei maestri che vedi faticare per farsi notare in mezzo a coppie argentine e te la gusti fino in fondo a vedere questo baile spumeggiante cacciare l’inverno e riscaldare l’anima.
 
Io sono ancora in recupero con il fiatone dopo tanta febbre e convalescenza o forse non sono ancora recuperato del tutto, ma me mi piace lo stesso partecipare, almeno poter dire io c’ero.
 
Qué ganas de llorar
en esta tarde gris,
en su repiquetear
la lluvia habla de ti.
Remordimiento de saber
que, por mi culpa, nunca,
vida, nunca te veré.
Mis ojos al cerrar
te ven igual que ayer,
temblando al implorar
de nuevo mi querer.
Y hoy es tu voz que vuelve a mí,
en esta tarde gris.

Ven,
triste me decías,
que en esta soledad
no puede más el alma mía...
Ven,
y, apiadate de mi dolor,
que estoy cansada de llorar,
de sufrir y esperar
y de hablar siempre a solas
con mi corazón.
Ven,
que te quiero tanto,
que si no vienes hoy
voy a quedar ahogada en llanto...
No,
no puede ser que siga así,
con este amor clavado en mí
como una maldición.

No supe comprender
tu desesperación
y alegre me alejé
en alas de otro amor.
Qué solo y triste me encontré
cuando me vi tan lejos
y mi engaño comprobé.
Mis ojos al cerrar
te ven igual que ayer
temblando al implorar
de nuevo mi querer
y hoy es tu voz que sangra en mí
en esta tarde gris.

(En esta tarde gris – Anibal Troilo)
 
Il viaggiatore e’ un ballerino difficile.
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martedì, aprile 01, 2008, ore 12:42

 
Una cosa strana per una persona con una scarsa manualita’ come la mia e’ la passione per i fornelli, forse perche’ come nel ballo riesco talvolta a dar corpo alla mia latente e ridotta creativita’.
 
Oggi ho preparato un po’ di ragu’, come si raccomandava una simpaticissima cuoca istriana, tanta carne tanta cipolla nel soffritto, non proprio leggera come ricetta, ma sicuramente gustosa.
 
Mipiace variare, un po’ come nel fare l’amore, aggiungere talvolta sapori nuovi, in questo caso ho privilegiato il cumino oltre ad un po’ di farina per amalgamare meglio e sfumato il soffritto con il vino rosso, la carne con il vino bianco.
 
Altre volte uso la noce moscata ed abbondo di pepe, oppure uso un po’ di curry e cambio le verdure per il soffritto, oggi cipolla rossa.
 
La vita e’ bella perche’ varia e per me certi minimi cambiamenti ed un pizzico di fantasia la rendono sempre diversa eppur saporita’, se restassimo ingessati sempre nelle stesse ricette, finiremmo per ripetere l’ovvio e disconoscere un intero universo di possibilita’.
 
The video game says "Play me"
Face it on a level but it takes you every time on a one on one
Feeling running down your spine
Nothing gonna save your one last dime cause it owns you
Through and through

The databank knows my number
Says I gotta pay cause I made the grade last year
Feel it when I turn the screw
Kicks you round the world, there ain't a thing that it can't do
Do to you

Who made who, who made you?
Who made who, ain't nobody told you?
Who made who, who made you?
If you made them and they made you
Who picked up the bill, who? And who made who?

Who made who, who turned the screw?

Satellites send me picture
Get it in the eye, take it to the world (take it to the wire)
Spinning like a dynamo
Feel it going round and round
Running out of chips, you got no line in an 8-bit town
So don't look down, no

Ain't nobody told you, who made who?

(Who made who – AC/DC)
 
Il viaggiatore e’ uno strano cuoco.
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