lunedì, marzo 31, 2008, ore 15:00

 
Partito ancora convalescente per Londra sabato sono ritornato a Bruxelles domenica in tarda serata, stanco ma contento.
 
Avevo prenotato i biglietti per la mostra persa qualche mese prima: il Primo Imperatore e l’esercito di terracotta, ho potuto finalmente vederla con calma, anche a rischio di restare chiuso nel British Museum.
 
Statue incredibili, per il tempo in cui sono state prodotte e per la capacita’ di fornire tratti distintivi a quella che rimane una gran produzione standard di massa.
 
Immagini notevolissime come l’airone di bronzo curvo ad abbeverarsi o i gioielli di giada, fermi a rappresentare un tempo lontano, un piccolo spazio in cui possiamo rivedere una realta’ diversa, lontana.
 
Londra poi e’ la solita cosmopolita, con tanti italiani, ma forse questa volta ancora di piu’ spagnoli, a significare un sorpasso della disponilibita’ economica pari a quello della produzione finanziaria.
 
Cucine orientali a buon prezzo ed ottima qualita’, cinese e thai, e tante Metro con un abbonamento sempre piu’ costoso ahime’.
 
Je suis un homme de cro-magnon
Je suis un singe ou un poisson
Sur la terre, en toute saison
Moi je tourne en rond, je tourne en rond

Je suis un seul puis des millions
Je suis un homme au coeur de lion
A la guerre, en toute saison
Moi je tourne en rond, je tourne en rond

Je suis un homme plein d'ambitions
Belle voiture et belle maison
Dans la chambre, dans le salon
Moi je tourne en rond, je tourne en rond

Je fais l'amour et la révolution
Je fais le tour de la question
J'avance, avance à reculons
Oui je tourne en rond, je tourne en rond

Tu vois, j'suis pas un homme
Je suis le roi de l'illusion
Au fond qu'on me pardonne
Je suis le roi, le roi des cons

J'ai fait le monde à ma façon
Coulé dans l'or et le béton
Corps en cage et coeur en prison
Moi je tourne en rond, je tourne en rond

Assis devant ma télévision
Je suis de l'homme la négation
Pur produit de consommation
Mais mon compte est bon, mon compte est bon

Tu vois, j'suis pas un homme
Je suis le roi de l'illusion
Au fond qu'on me pardonne
Je suis le roi, le roi des cons

C'est moi le maître du feu, le maître du jeu
Le maître du monde, et vois ce que j'en ai fait
Une terre glacée, une terre brûlée
La terre des hommes que les hommes abandonnent!

Je suis un homme au pied du mur
Comme une erreur de la nature
Sur la terre, sans d'autres raisons
Moi je tourne en rond, je tourne en rond

Je suis un homme et je mesure
Toute l'horreur de ma nature
Pour ma peine, ma punition
Moi je tourne en rond, je tourne en rond

(Je suis un homme – zazie)
 
Il viaggiatore e’ stanco ma sorridente.
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giovedì, marzo 20, 2008, ore 15:29

 
Sono tre giorni che arrivo a 38 e mezzo di febbre ed oltre, nonostante l’Aspirina C, mi sono ridotto ai cocktails di farmaci mescolando l’aspirina al paracetamolo, ha un effetto momentaneo ma poi la sera tornano i brividi e la febbre sale sale senza fermarsi piu’.
 
Pensavo bastasse sudare per spegnerla, ma questa volta sembra che almeno fino a Pasqua dovro’ riguardarmi :-/
 
 
"Never know how much I love you
Never know how much I care
When you put your arms around me
I get a fever that's so hard to bear
You give me fever
When you kiss me
Fever when you hold me tight
Fever
In the morning
Fever all through the night
Sun lights up the daytime
Moon lights up the night
I light up when you call my name
And you know I'm gonna treat you right

You give me fever
When you kiss me
Fever when you hold me tight
Fever
In the morning
Fever all through the night

Everybody's got the fever
That is something you all know
Fever isn't such a new thing
Fever started long ago

Romeo loved Juliet
Juliet she felt the same
When he put his arms around her,
He said Julie, baby, you're my flame.
Thou givest fever
When we kisseth
Fever with thy flaming youth
Fever, I'm a fire
Fever, yay, I burn forsooth

Captain Smith and Pocahontas
Had a very mad affair
When her daddy tried to kill him,
She said daddy, no, don't you dare
He gives me fever,
With his kisses, fever when he holds me tight
Fever I'm his Mrs.
Daddy, won' t you treat him right

Now you've listened to my story,
Here's the point that I have made
Chicks were born to give you fever
Be it farenheit or centigrade
They give you fever
When you kiss them
Fever if you live, you learn
Fever, till you sizzle
What a lovely way to burn
What a lovely way to burn
What a lovely way to burn
What a lovely way to burn.
What a lovely way to burn."

(Fever – Ella Fitzgerald)
 
Il viaggiatore e’ molto molto debole.
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venerdì, marzo 14, 2008, ore 18:17

 
Leggevo un articolo interessante sull’atutale situazione dei residenti all’estero triestini, un rapporto recente il valuta attorno al dieci per cento della popolazione stanziale.
 
Il giornalista in un impeto di ottimismo ne descrive i tratti rilevanti, la capacita’ di successo, l’emigrazione verso paesi emergenti nell’economia mondiale, Stati Uniti, Inghilterra, Belgio, Francia, Svizzera, Germania e via dicendo.
 
Io sono piu’ perplesso dainumeri coinvolti, circa un quarto e’ nella fascia d’eta’ tra i 19 ed i 40 anni, parliamo di 2500 unita’, per una citta’ di circa 130.000 anime, un numero decisamente elevato se comparato con gli esigui dati in merito alle nascite.
 
Sembra che la ridotta immigrazione sia l’unico fattore a concedere un afflusso di persone che limiti l’incidenza delle morti in questo quadro di decrescita demografica e progressivo invecchiamento della popolazione residente.
 
Io mi spingo un po’ oltre, e valuto l’impatto che questo ha sulla capacita’ di innovare, di andare oltre e di migliorarsi di quanti restano, a mio avviso molto scarsa se non nulla.
 
Sembra che chi rimane voglia perpetrare lo status quo a costo di sacrifici personali per la comodita’ di aver un ambiente circostante conosciuto e tranquillo o semplicemente viva protetto in quest’atmosfera e non ha nessuna voglia di muovere le acque.
 
Altri invece, per non vivere di precarieta’ e perche’ non riescono o non vogliono sposarsi il milionario di turno come qualcuno suggerisce finiscono per prendere l’amara strada dell’esilio.
 
Mi domando cosa ne sara’ di questa societa’ che cannibalizza i propri figli e li rigetta verso altri paesi, riuscira’ mai a cambiare e diventare un qualcosa di diverso, quel pases di bengodi a cui tutti aspirano?
 
There's no time for us
There's no place for us
What is this thing that builds our dreams yet slips away from us?
Who wants to live forever?

There's no chance for us
It's all decided for us
This world has only one sweet moment set aside for us
Who wants to live forever?
Who dares to love forever
When love must die?

But touch my tears with your lips
Touch my world with your fingertips
And we can have forever
And we can love forever
Forever is our today

Who wants to live forever?
Forever is our today
Who waits forever anyway?

(Who wants to live forever – Queen)
 
Il viaggiatore ogni tanto si sente un grosso peso in spalla, essere cittadino di un paese che non ha saputo offrirgli la giusta opportunita’.
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sabato, marzo 08, 2008, ore 13:17

 
La notte per me ha un’apparenza sempre romantica, i lampioni li immagino accompagnati da un sax struggente come quello della canzone sotto menzionata, forse quella che piu’ preferisco di tutte quelle menzionate finora.
 
Mi hanno recentemente chiesto il perche’ del testo di una canzone per ogni post, la realta’ e’ forse che penso che ogni passo della nostra vita ha una colonna sonora che lo accompagna.
 
Quando guardo al blog lo vedo come uno specchio che riflette i miei stati d’animo, i miei pensieri, mi vedo alla finestra, con un bicchiere in mano, un liquore ambrato, lo stereo che diffonde le sue note nella stanza in penombra e fuori il tempo scorre mentre io mi racconto.
 
Sono strane note introspettive, quelle che questa canzone mi suscita, un po’ come Jeff Goldblum in tutto in una notte, alla ricerca dello spirito vero della vita, o Don Johnson in Miami Vice, cavaliere indomito in mezzo alla corruzione ed agli sprechi, forse anche per quello mi piace tanto guidare di notte, sentirmi puro nell’oscurita’ circostante.
 
Ho letto un post di recente molto interessante che parlava dell’imprinting e di come certi cartoni animati e/o serie televisive possano aver segnato la nostra esistenza e come ci poniamo nei riguardi delle figure maschili e/o femminili.
 
Io non saprei dire se ci credo fino in fondo, ma di sicuro quel lato sognatore, osservatore, distaccato che ogni tanto si affaccia nel mio animo e’ nato nell’adolescenza, in quelle corse notturne negli autobus verso il Circolo della Marina a Barcola per incontrare la compagnia dell’epoca, in quelle lanterne che illuminavano il piazzale quando si ballava l’unica serie di lenti il giovedi’ d’estate verso le dieci, in quel mare che sciabordava lento nella risacca mentre fumavo l’occasionale sigaretta, in quel sorriso triste che riscaldava una tormentata adolescenza come tante, in quelle luci che vedevo dal balcone in Via Fabio Severo quando ancora vi abitava mia nonna paterna che illuminavano una Trieste diversa, un rifugio, per un cavaliere senza cavallo e pistola.
 
Le serate a ballare il Mambo Triestino al Paradiso fino alle due sono state la naturale estensione di quella persona in divenire, cosi’ pure gli unici stivali mai posseduti comprati a quindici anni, un’idea romantica dell’esistenza, legata al mare, all’essere in mezzo ad edifici in una citta’ rasserenata da una brezza marina, lenta, addormentata, mentre il motore romba e sfreccio via su di una Volkswagen Scirocco come quella di mio zio all’epoca.
 
Momenti in cui ho provato sensazioni simili per analogia potrebbero essere quando passeggiavo a Zara tra i resti del periodo romano in cerca di un ristorante per datteri o mussoli in una calda notte d’estate, o la serata di Capodanno di due anni fa a Trani, splendidamente illuminata in un carosello di suoni ed un profumo di salsedine.
 
Quanti sogni avevo, quanti sogni ancora ho, quanto in fondo sono sempre rimasto lo stesso, a rabbrividire quanto sento quel sax vibrare per le sue note pronto a scendere e mettere in moto la macchina per partire ancora una volta per un lungo viaggio possibilmente verso l’ignoto.
 
The sun goes down, the night rolls in
You can feel it starting all over again
The moon comes up and the music calls
You're gettin' tired of starin' at the same four walls
You're out of your room and down on the street
Movin' through the crowd and the midnight heat
The traffic crawls, the sirens scream
You look at the faces, it's just like a dream
Nobody knows where you're goin',
Nobody cares where you've been
'Cause you belong to the city
You belong to the night
Livin' in a river of darkness
Beneath the neon lights
You were born in the city
Concrete under your feet
It's in your moves, it's in your blood
You're a man of the street
When you said goodbye, you were on the run
Tryin' to get away from the things you've done
Now you're back again, and you're feeling strange
So much has happened, but nothing has changed
You still don't know where you're goin',
You're still just a face in the crowd
 
It's in your blood, it's in your moves
You're a man of the street
You can feel it, you can taste it
You can see it, you can face it
You can hear it, hey, you're getting near it, hey
You wanna make it 'cause you can take it
You belong to the city, you belong to the night
You belong to the city, you belong to the night
You belong, you belong
You Belong To The City


(You belong to the city – Glenn Frey)
 
Il viaggiatore ogni tanto ha bisogno dei suoi momenti introspettivi e forse chiude un po’ fuori chi lo circonda, lo segnala con un blando sorriso e lo sguardo lievemente perso a guardare l’orizzonte.
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martedì, marzo 04, 2008, ore 15:29

 
Come parecchi sanno ho una notevole cantina di vini, ma ancora una maggiore riserve di liquori.
 
Bevo raramente e se lo faccio di solito e’ perche’ sono a mio agio, ogni bibita ha il suo bicchiere, basso tumbler in cristallo per i whiskeys o bicchierino da liquore o baloon per le acqueviti tipo Cognac e/o Armagnac.
 
Ieri pensavo che ogni momento o stato d’animo per quanto mi riguarda ha il suo drink, cognac/armagnac per la riflessione, grappa per la digestione, whiskeys per la conversazione, liquore dolce(Sheridan, Drambuie, Irish Mist, Batida) per sorridere ed infine il Rum per ritemprare.
 
Ieri mi sono versato in un basso tumbler un Mount Gay Extra Old, liscio come va gustata una simile delizia ed il raffredore sembrava gia’ quasi scomparso, che sia un elisir?
 
Si la vida te trae limones, pide tequila y sal y llamame
 
Incontriamo e fronteggiamo talmente tanti problemi che dobbiamo pur saper sorriderne, o no?
 
What would you think if I sang out of tune,
Would you stand up and walk out on me?
Lend me your ears and I'll sing you a song
And I'll try not to sing out of key.

Oh, I get by with a little help from my friends
Mm, I get high with a little help from my friends
Mm, gonna try with a little help from my friends

What do I do when my love is away
(Does it worry you to be alone?)
How do I feel by the end of the day,
(Are you sad because you're on your own?)

No, I get by with a little help from my friends
Mm, I get high with a little help from my friends
Mm, gonna try with a little help from my friends

Do you need anybody
I need somebody to love
Could it be anybody
I want somebody to love.

Would you believe in a love at first sight
Yes, I'm certain that it happens all the time
What do you see when you turn out the light
I can't tell you but I know it's mine,

Oh, I get by with a little help from my friends
Mm, I get high with a little help from my friends
Mm, gonna try with a little help from my friends

Do you need anybody
I just need someone to love
Could it be anybody
I want somebody to love.

Oh, I get by with a little help from my friends
With a little help from my friends.

(With a little help from my friends – Joe Cocker)
 
Il viaggiatore passa dalla tequila al rum con cognizione di causa.
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martedì, marzo 04, 2008, ore 00:18

 
Trieste ha una spendida canzone che parla del suo motto, via cosi’ che va bene, qualsiasi cosa ci presenti il destino, in dialetto:
 
Viva la e po’ bon
 
Peccato che un’altra espressione comune e’ diventata il suo motto reale, un molto piu’ triste, non si puo’, in dialetto:
 
Nosepol
 
Nei giorni scorsi ero in un Texas travolto dai We can change o semplicemente We can di Obama.
 
E pensavo a questi slogan che tanto sanno infiammare o rappresentare un popolo, non ho potuto trattenermi dal ridere quando ho incontrato un motto particolare che pero’ mi rappresenta molto e che tradotto liberamente significa se la vita ti prende a schiaffi porgi l’altra guancia, ovvero in ogni gran male vi e’ sempre un minimo di bene:
 
Si la vida te trae limones, pide tequila y sal y llamame
 
Incontriamo e fronteggiamo talmente tanti problemi che dobbiamo pur saper sorriderne, o no?
 
Its all the same, only the names will change
Everyday it seems were wasting away
Another place where the faces are so cold
Id drive all night just to get back home

Im a cowboy, on a steel horse I ride
Im wanted dead or alive
Wanted dead or alive

Sometimes I sleep, sometimes its not for days
And the people I meet always go their separate ways
Sometimes you tell the day
By the bottle that you drink
And times when youre all alone all you do is think

I walk these streets, a loaded six string on my back
I play for keeps, cause I might not make it back
I been everywhere, still Im standing tall
Ive seen a million faces an Ive rocked them all

Im a cowboy, on a steel horse I ride
Im wanted dead or alive
Im a cowboy, I got the night on my side
Im wanted dead or alive
Wanted dead or alive

(Wanted dead or alive – Bon Jovi)
 
Il viaggiatore e’ sempre pronto a dividere tequila, sale e limoni.
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domenica, marzo 02, 2008, ore 10:37

 
Una settimana impossibile mi attendeva manco a saperlo nell’altro continente, sono diventato un esperto di aerei ed aeroporti, tra infinite rotture di aerei e tempeste di neve.
 
Lasciata l’Europa lunedi per ora di pranzo mi sono ritrovato senza aereo a Washington, ad aspettare per nove ore fino a che esausto mi hanno lasciato andare a dormire qualche ora per riprovare l’indomani mattina alle sei a prendere un volo per Chicago, dove un’ennesima rottura mi ha condannato ad altre ore di attesa.
 
Ventitre ore per raggiungere il Texas, la camera prenotata in hotel cancellata, il volo di ritorno prenotato per il periodo sbagliato hanno reso impossibile dormire piu’ di venti ore in questi giorni.
 
Per il resto meeting il giorno, cocktails e birra la sera, ritmi frenetici spesi in un paese che sembra diventato quello dei balocchi visto il rapporto attuale del cambio.
 
Ricordo un filetto perfetto, degli ottimi Margaritas a base di Don Julio Anejo, cartoni di quarto di litro di caffe Starbucks bold quasi decente e tante, troppe quasi birre, tra cui la mia preferita resta la Sam Adams lager.
 
La meta finale Austin e’ in realta’ forse la meno texana delle citta’ texane, citta’ universitaria, con uno splendido fiume che la attraversa, sulle cui rive una folla infinita si spende a fare jogging senza sosta.
 
Io sono decisamente contento di essere tornato.
 
Hey, man I'm alive I'm takin' each day and night at a time
I'm feelin' like a Monday but someday I'll be Saturday night

Hey, my name is Jim, where did I go wrong
My life's a bargain basement, all the good shit's gone
I just can't hold a job, where do I belong
I'm sleeping in my car, my dreams move on

My name is Billy Jean, my love was bought and sold
I'm only sixteen, I feel a hundred years old
My foster daddy went, took my innocence away
The street life aint much better, but at least I get paid

And Tuesday just might go my way
It can't get worse than yesterday
Thursdays, Fridays ain't been kind
But somehow I'll survive

Hey man I'm alive I'm takin' each day and night at a time
Yeah I'm down, but I know I'll get by
Hey hey hey hey, man gotta live my life
Like I ain't got nothin' but this roll of the dice
I'm feelin' like a Monday, but someday I'll be Saturday night

Now I can't say my name, and tell you where I am
I want to roll myself away, don't know if I can

I wish that I could be in some other time and place
With someone elses soul, someone elses face

Oh, Tuesday just might go my way
It can't get worse than yesterday
Thursdays, Fridays ain't been kind
But somehow I'll survive

Hey, man I'm alive I'm takin' each day and night at a time
Yeah I'm down, but I know I'll get by
Hey hey hey hey, man gotta live my life
I'm gonna pick up all the pieces and what's left of my pride
I'm feelin' like a Monday, but someday I'll be Saturday night

Saturday night Here we go

Some day I'll be Saturday night
I'll be back on my feet, I'll be doin' alright
It may not be tomorrow baby, that's OK
I ain't goin' down, gonna find a way, hey hey hey

Hey man I'm alive I'm takin' each day and night at a time
Yeah, I'm down, but I know I'll get by
Hey hey hey hey, man, gotta live my life
Like I ain't got nothin' but this roll of the dice
I'm feelin' like a Monday, but someday I'll be Saturday night
I'm feelin' like a Monday, but someday I'll be Saturday night
Saturday night __________, all right, all right
Saturday night __________,

(Someday I’ll be Saturday night – Bon Jovi)
 
Il viaggiatore e’ in un fuso orario tutto suo.
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