martedì, gennaio 29, 2008, ore 23:05

 
Quanto si puo’ vivere per il futuro? E’ una domanda a cui cerco di rispondere da tempo, con scarsa fortuna.
 
Molti colleghi mi chiedono dove e come farei a ritirarmi a 45-50 anni e dove li trovo i soldi per farlo.
 
Io in realta’ proprio a questo guardavo negli anni a venire e continuo a pensare oggidi, a scapito della gallina oggi ho continuato a scegliere l’uovo domani sperando in una distesa di pulcini e non in una frittata.
 
Investo molto tanto del mio stipendio tra mutuo ed azioni, lasciando una cifra per il quotidiano ristretta rispetto a quelle che sarebbero le mie potenzialita’.
 
Ho fatto una scelta ponderata, sperando in un futuro migliore e piu’ tranquillo, lontano da certi stress lavorativi.
 
Il problema sorge con le spese di medio conto, le piccole infatti le gestisci con l’immediato, le grosse con l’emergenza, ma finisci per tralasciare le medie procastinandole ad un altro giorno.
 
Questa almeno la mia risposta, che ve ne siano altre?
 
Vorrei alle volte saper prevedere prima quali spese arrivino nel futuro prossimo venturo, dato che i capitali all’orizzonte brillino per la voro assenza.
 
These mist covered mountains
Are a home now for me
But my home is the lowlands
And always will be
Some day youll return to
Your valleys and your farms
And youll no longer burn
To be brothers in arms

Through these fields of destruction
Baptisms of fire
Ive watched all your suffering
As the battles raged higher
And though they did hurt me so bad
In the fear and alarm
You did not desert me
My brothers in arms

Theres so many different worlds
So many differents suns
And we have just one world
But we live in different ones

Now the suns gone to hell
And the moons riding high
Let me bid you farewell
Every man has to die
But its written in the starlight
And every line on your palm
Were fools to make war
On our brothers in arms

(Brothers in arms – Dire Straits)
 
Il viaggiatore diventera’ proprietario tra sette anni dell’appartamento dove vive.
 
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venerdì, gennaio 25, 2008, ore 11:34

 
Si dice sempre che bisogna comunicare, comunicare e quando non ci si capisce comunicare ancora di piu’.
 
Tanto spesso, troppo, quando quello che si vuol dire non viene inteso e volto contro di noi si finisce per tacere, tanto piu’ gli argomenti sono vicini al cuore tanto peggio ci si ritrova nel dire qualcosa.
 
Siamo strani esseri noi umani, vogliamo fortemente certe cose e spesso sono le stesse ma poi nel momento della verita’ rispuntano le nostre debolezze ed il voler andare a senso unico, il voler affermare le nostre certezze, le nostre verita’.
 
Non si riesce a capire il brivido che da un paio di labbra nello sfiorarci perche’ si vorrebbe una manifestazione pubblica, intensa di quel sentimento e ci si finisce per convincere che il desiderio non vi sia.
 
Ognuno e’ fatto a modo proprio, ma talvolta e’ difficile capirlo, specie se ci si circonda delle proprie certezze come delle proprie mura ed allora iniziano le discussioni.
 
Affermazioni offerte come dichiarazioni di intenti che sembrano uno straparlare fuori luogo e talvolta offensivo, come una corda che invece che essere tirata finisce per essere contorta in nodi che diviene via via piu’ difficile districare.
 
Tanta sofferenza per niente in realta’ quando basterebbe alle volte ascoltare con il cuore e dimostrare un po’ di empatia invece di sentirsi feriti perche’ qualcuno non ci riflette come uno specchio, ma lo fa a modo suo, magari un po’ contorto.
 
E le notti finiscono per essere solitarie, con tanto freddo addosso ed intorno.
 
My life is brilliant.

My life is brilliant.
My love is pure.
I saw an angel.
Of that I'm sure.
She smiled at me on the subway.
She was with another man.
But I won't lose no sleep on that,
'Cause I've got a plan.

You're beautiful. You're beautiful.
You're beautiful, it's true.
I saw your face in a crowded place,
And I don't know what to do,
'Cause I'll never be with you.

Yeah, she caught my eye,
As we walked on by.
She could see from my face that I was,
Fucking high,
And I don't think that I'll see her again,
But we shared a moment that will last till the end.

You're beautiful. You're beautiful.
You're beautiful, it's true.
I saw your face in a crowded place,
And I don't know what to do,
'Cause I'll never be with you.

You're beautiful. You're beautiful.
You're beautiful, it's true.
There must be an angel with a smile on her face,
When she thought up that I should be with you.
But it's time to face the truth,
I will never be with you.

(You are beatiful – James Blunt)
 
Il viaggiatore e’ una strana creatura alle volte.
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mercoledì, gennaio 23, 2008, ore 18:52

Una vita “normale”

 

 
Conoscendo le costanti piogge ed il tempo pessimo che colpiscono il Belgio dieci mesi all’anno molti restano sorpresi nel sentirmi dire che tutto sommato sono contento di viverci.
 
Le ragioni sono tante, molte, vedo di elencarne qualcuna:
 
Bruxelles e’ una capitale sui generis, senza eccessivo traffico salvo certi punti in certi momenti, con un’indole tranquilla e placida che ben si sposa con la mia naturale pigrizia.
 
Il Belgio ha uno stile di vita “normale”, nel senso che vi e’ una scala mobile minima per incrementare i salari di fronte all’aumento del costo della vita, per la sanita’ paghi cifre ragionevoli sia per i medici che per le medicine, i servizi di trasporto pubblici funzionano e sono ragionevolmente puliti(salvo forse i treni, in difficolta’ ma mai come il disastro italiano), vi sono concerti a prezzi ragionevoli circa cinquanta euro per cranio, circoli ed associazioni per divertirsi, ballare, a scpo ricreativo e via dicendo.
 
Tutto ha una regolazione seppur minima, per cui sei garantita/o nello stipulare un  mutuo che non salira’ oltre ad un certo tasso se lo scegli variabile o l’unica alternativa diventa il tasso fisso.
 
In molte parti della citta’ sembra di essere a Babele con lingue di tutti i tipi e generi che si riversano nell’aria.
 
Vi e’ un parco in ogni angolo, anche tra grattacieli, a diffondere un po’ di ossigeno nei nostri torturati polmoni.
 
Gli stipendi consentono uno stile di vita ragionevole e costanti traslochi consentono la scelta di una casa o un appartamento in affitto in tempi e costi accettabili.
 
Tutto questo val bene un po’ di pioggia.
 
Hans plays with Lotte, Lotte plays with Jane
Jane plays with Willi, Willi is happy again
Suki plays with Leo, Sacha plays with Britt
Adolf builds a bonfire, Enrico plays with it
-Whistling tunes we hid in the dunes by the seaside
-Whistling tunes we piss on the goons in the jungle
It's a knockout
If looks could kill, they probably will
In games without frontiers-war without tears
Games without frontiers-war without tears

Jeux sans frontieres

Andre has a red flag, Chiang Ching's is blue
They all have hills to fly them on except for Lin Tai Yu
Dressing up in costumes, playing silly games
Hiding out in tree-tops shouting out rude names
-Whistling tunes we hide in the dunes by the seaside
-Whistling tunes we piss on the goons in the jungle
It's a knockout
If looks could kill they probably will
In games without frontiers-wars without tears
If looks could kill they probably will
In games without frontiers-war without tears
Games without frontiers-war without tears

(Games without frontiers – Peter Gabriel)
 
Il viaggiatore e’ quasi recuperato dall’influenza.
 
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domenica, gennaio 20, 2008, ore 11:13

 
Ritorno da tre giornate ad Amsterdam, giorni vissuti a ritmi frenetici ma non come in passato, segno che vi e’ una maggior fiducia nel non essere necessario, nel lasciare il team gestire i problemi.
 
Un corso interessante, un trainer coinvolgente e la costante sorpresa di quanta gente abile e competente lavori ancora da noi, una piacevole sorpresa che rende certi corsi molto graditi aldila delle presentazioni che si guarda o degli esercizi che si compiono.
 
Il solito hotel mi ospitava, anche se stavolta in un’ala troppo rumorosa per la presenza di un incrocio trafficato in basso e con due letti invece del solito megaletto, ma va bene cosi’.
 
Ho gustato una cena al ristorante argentino ed una ipercostosa ma offerta dalla vendita ad un ristorante con menu a base di pesce, serate rilassanti quindi seppur nella caotica notte di Amsterdam.
 
Quello che ha lasciato il segno pero’ sono le mattine, la citta’ mostra un altro volto, quieta, silenziosa, con dei leggeri vapori che si alzano dai canali, sembra quasi che una lenta risacca trasporti le persone da un luogo all’altro.
 
Qualche bicicletta spuntava qui e la e mi attraversava la strada mentre lentamente nel traffico ancora accettabile mi dirigevo verso il quartiere dello stadio, una radio tutta rock a cercare di svegliarmi in attesa di fare colazione in ufficio con dei toast farciti con uova all’occhio di bue.
 
Una mattina poi era tutta una leggera nebbiolina, una di quelle situazioni in cui ti domandi se devi proprio andare a lavorare.
 
So, so you think you can tell
Heaven from Hell,
Blue skys from pain.
Can you tell a green field
From a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?

And did they get you to trade
Your heros for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange
A walk on part in the war
For a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls
Swimming in a fish bowl,
Year after year,
Running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears.
Wish you were here.

(Wish you were here – Pink Floyd)
 
Il viaggiatore sta recuperando dall’influenza.
 
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sabato, gennaio 12, 2008, ore 19:55

 
Pensavo in questi giorni quanto sia strana la nostra attitudine nei confronti dei giochi, ogni rappresentazione nostra nel gioco ci rappresenta o almeno rappresenta un nostro aspetto coltivato o nascosto.
 
Cerchero’ di spiegarmi meglio, con una serie di esempi, gli scacchi ad esempio, per me rappresentano la strategia, il vedere tre, quattro passi avanti dove si arrivera’ e mettere in essere una sequenza di mosse per arrivarci, in un certo qual senso vince chi vede meglio e piu’ lontano, idem seppur in minor misura per la dama.
 
Il bridge rappresenta l’abilita’ di pensare in maniera diversa, fuori dalla scatola, se non lo sapeste i punti si basano sulla licitazione ed in un torneo si e’ in due coppie e si giocano le stesse mani a posizioni invertite vince chi riesce a fare un miglior punteggio con le stesse carte, viene premiato chi rompe gli schemi e riesce a dichiarare delle mani con esito migliore di chi non le ha dichiarate.
 
Il poker e’ l’abilita’ di rischiare, di scegliere la giusta mano, valutare le carte che si ha in mano e cosa potrebbero avere i nostri avversari e lanciarsi, nella giusta mano cn confidenza nei propri mezzi, lo consiglio molto a chi di natura e’ titubante.
 
Il blackjack e lo chemin-de-fer o baccara sono giochi molto statistici, di calcolo, si valutano le carte uscite e le probabilita’ pro o contro e si prende un rischio calcolato, lo vedo molto per le persone analitiche.
 
La roulette e’ invece il regno della casualita’, l’amore del tutto o niente, rosso o nero, per chi crede solamente al caso ed alla fortuna, io non sono mai riuscito ad abituarmi ad un simile approccio casuale, fattivo come sono.
 
Il mio gioco preferito gli scacchi anche se devo dire che sono un ludomane e riconosco ad ogni gioco il suo valore.
 
Hey girl, is he everything you wanted in a man?
You know I gave you the world
You had me in the palm of your hand
So why your love went away
I just can't seem to understand
Thought it was me and you babe
Me and you until the end
But I guess I was wrong

Don't want to think about it
Don't want to talk about it
I'm just so sick about it
Can't believe it's ending this way
Just so confused about it
Feeling the blues about it
I just can't do without ya
Tell me is this fair?

Is this the way it's really going down?
Is this how we say goodbye?
Should've known better when you came around
That you were gonna make me cry
It's breaking my heart to watch you run around
'Cause I know that you're living a lie
That's okay baby 'cause in time you will find...

What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around

Now girl, I remember everything that you claimed
You said that you were moving on now
And maybe I should do the same
Funny thing about that is
I was ready to give you my name
Thought it was me and you, babe
And now, it's all just a shame
And I guess I was wrong

Don't want to think about it
Don't want to talk about it
I'm just so sick about it
Can't believe it's ending this way
Just so confused about it
Feeling the blues about it
I just can't do without ya
Can you tell me is this fair?

Is this the way things are going down?
Is this how we say goodbye?
Should've known better when you came around
(should've known better that you were gonna make me cry)
That you were going to make me cry
Now it's breaking my heart to watch you run around
'Cause I know that you're living a lie
That's okay baby 'cause in time you will find

What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around

What goes around comes around
Yeah
What goes around comes around
You should know that
What goes around comes around
Yeah
What goes around comes around
You should know that

Don't want to think about it (no)
Don't want to talk about it
I'm just so sick about it
Can't believe it's ending this way
Just so confused about it
Feeling the blues about it (yeah)
I just can't do without ya
Tell me is this fair?

Is this the way things are going down?
Is this how we say goodbye?
Should've known better when you came around
(should've known better that you were gonna make me cry)
That you were going to make me cry
Now it's breaking my heart to watch you run around
'Cause I know that you're living a lie
But that's okay baby 'cause in time you will find

What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around
What goes around, goes around, goes around
Comes all the way back around

[Comes Around interlude:]

Let me paint this picture for you, baby

You spend your nights alone
And he never comes home
And every time you call him
All you get's a busy tone
I heard you found out
That he's doing to you
What you did to me
Ain't that the way it goes

You cheated girl
My heart bleeds girl
So it goes without saying that you left me feeling hurt
Just a classic case
A scenario
Tale as old as time
Girl you got what you deserved

And now you want somebody
To cure the lonely nights
You wish you had somebody
That could come and make it right

But girl I ain't somebody with a lot of sympathy
You'll see

(What goes around comes back around)
I thought I told ya, hey
(What goes around comes back around)
I thought I told ya, hey
(What goes around comes back around)
I thought I told ya, hey
(What goes around comes back around)
I thought I told ya, hey

See?
You should've listened to me, baby
Yeah, yeah, yeah, yeah
Because
(What goes around comes back around)

(What goes around – Justin Timberlake)
 
Il viaggiatore ama giocare, e non ama perdere.
 
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martedì, gennaio 08, 2008, ore 18:05

 
Dieci anni fa conoscevo un giovane imprenditore del Nord Est, persona veramente visionaria, con una forte consapevolezza della propria abilita’ oratoria ed una capacita’ di rappresentare il futuro come fosse presente.
 
Aveva capito un gran verita’, nel mercato italiano del lavoro, se ti rivolgi a giovani, specie a giovani laureati di successo puoi fidelizzarli con pochi semplici gesti, un ambiente moderno, giovane, creativo paga molto piu’ di certi salari, la gente fara’ la fila anche per avere uno stage.
 
Decise quindi di spendere soldi per una formidabile sede, con biliardi, salotti, cucina, letti e quant’altro e la gente faceva la fila per poter lavorare con il gruppo piu’ giovane e dinamico del Nord Est.
 
Aveva una forte capacita’ di delega, specie per gli aspetti tecnici, mantenendo il focus sugli aspetti commerciali e sulla crescita del business, coinvolgeva cosi’ i nuovi addetti in progetti importanti, fino a che erano cresciuti per diventare l’ossatura di un dipartimento, ed allora li premiava con un aumento ed un contratto di consulenza per tenere il costo del personale al piu’ basso possibile.
 
I “vecchi” programmatori seguivano gli stagisti e chi era capace riceveva eventualmente un’offerta e restare.
 
Il crollo dell’E-Commerce pero’ lo ha costretto a vendere il suo giocattolino ad un’altra azienda ed ora ci riprova con simili idee in un nuovo di azienda/e dopo un anno sabbatico.
 
Nel periodo che ho lavorato a Trieste ero assunto da una ditta’ che funzionava su principi simili, molto body rental presso il cliente, premi sulla base dei risultati ed autonomia.
 
Il lavoro finisce per interessare chi vi partecipa, vi e’ un piccolo problema pero’ noi le risorse tecniche gestiamo il progetto e lo portiamo in porto pero’ vediamo una percentuale minima dei ricavi collegati alla nostra attivita’, una minima parte andra’ al commerciale che ha chiuso la vendita’ e poi la maggior parte andra’ a riempire le tasche dell’imprenditore.
 
All’estero come ho scoperto questa situazione si ripete pero’ almeno i salari sono piu’ importanti ed in certe aziende si rendono conto che le risorse tecniche sono necessarie per ottenere risultati ed ottenere nuove commesse, il che riempie almeno in parte le nostre tasche del frutto del lavoro, ma per ottenere tutto cio’ bisogna sacrificarsi e muoversi lontano dalle proprie citta’.
 
Forse anche per questo in Italia certi scenari sono cosi’ di successo, specie se puoi restare a lavorare vicino casa.
 
I've got the brains, you've got the looks
Let's make lots of money
You've got the brawn, I've got the brains
Let's make lots of money

(Money)
I've had enough of scheming and messing around with jerks
My car is parked outside, I'm afraid it doesn't work
I'm looking for a partner, someone who gets things fixed
Ask yourself this question: Do you want to be rich?

I've got the brains, you've got the looks
Let's make lots of money
You've got the brawn, I've got the brains
Let's make lots of money

You can tell I'm educated, I studied at the Sorbonne
Doctorate in mathematics, I could have been a don
I can program a computer, choose the perfect time
If you've got the inclination, I have got the crime

Oh, there's a lot of opportunities
If you know when to take them, you know?
There's a lot of opportunities
If there aren't, you can make them
Make or break them

I've got the brains, you've got the looks
Let's make lots of money (Oooooooh)
You've got the brawn, I've got the brain
Let's make lots of money

(Money Money Money)
Money (Money Money)

(Aaaah ah ah ah ah aaaah)
Money (Money)
(Aaaah ah ah ah ah aaaah - Di du da di da bu di ba)
(Money)

You can see I'm single-minded, I know what I could be
How'd you feel about it, come and take a walk with me?
I'm looking for a partner, regardless of expense
Think about it seriously, you know, it makes sense

Let's (Got the brains)
Make (Got the looks)
Let's make lots of money (Oohh money)
(Let's) You've got the brawn
(Make) I've got the brain
Let's make lots of money (Oohh money)
I've got the brains (Got the brains)
You've got the looks (Got the looks)
Let's make lots of money (Oohh money)
Money

(Opportunities – Pet Shop Boys)
 
Il viaggiatore tornera’ in Italia da dirigente o come imprenditore temo, spero da pensionato.
 
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lunedì, gennaio 07, 2008, ore 23:46

 
Parecchio tempo fa mi ritrovavo a provare per ore sequenze di ballo per delle competizioni o un’esibizione, molta stanchezza ma anche soddisfazione per piccoli miglioramenti, specie se avvenivano in occasione di una cosa imparata ad una lezione privata, perche’ altrimenti continuare a pagare?
 
Per Capodanno ho vissuto di nuovo simili sensazioni, gambe doloranti, stress da prestazione, voglia di catturare passi divenuti molto complessi per un corpo oramai poco abituato a simili contorsioni.
 
Giri dopo giri e sequenze si ripetevano e variavo il tempo a stravolgere il sentire comune ma a rendere il corpo senza dimensione temporale con accellerazioni e/o controtempi in spazi magari anche esigui.
 
Si ho passato tre giorni a divertirmi e contorcermi in una vancanza benessere tango vedi qui, al termine del quale nonostante Jacuzzi a profusione le gambe protestavano come non mai ma hanno iniziato a ricordare, i piedi doloranti per le scarpe nuove hanno iniziato ad allungarsi, mentre il metacarpo andava a cercare il pavimento.
 
Fatiche che pero’ danno soddisfazioni, momenti oramai messi in disparte che vengono pian piano rivissuti ed una fiammata di quell’antica disciplina rivive ahime anche in discussioni animate sull’attenzione o mancata tale a certe figure.
 
Per me pero’ anche questo e’ il ballo passione sanguigna che mi spinge a fare meglio, a soffrire ed a cercare la prestazione, che poi mi dara’ il divertimento.
 
Strano a dirsi in tanta concentrazione, il ballo piu’ genuino, “facile”, con le figure meno elaborate e’ stato quello che e’ riuscito meglio, forse anche per il sorriso della ballerina, un ballo preciso, nei tempi, di una precisione scandita come un metronomo.
 
Una prestazione che tanti hanno osservato e che ha spinto uno di loro ad avvicinarmisi il giorno dopo per complimentarsi, incredulo che una simile massa potesse muoversi cosi’ a tempo ed in leggerezza.
 
Questa era e sara’ forse sempre la gran verita’ per quanto riguarda le mie danze, devo divertirmi e rilassarmi per riuscire a liberare quella leggerezza d’anima che il peso del corpo continua a voler appesantire e tener per terra.
 
Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar

Come entro, ci trovo il Maffini, il Maffini ch'e' sempre depresso.
Fra un sospiro, un lamento e un espresso
ha negli occhi l'infelicita'.
L'infelicita'

Poi c'e' l'Aldo, il Turchetti e il Carmelo
e un balordo che chiamano Dante,
dice lui che fa il rappresentante,
di che cosa, nessuno lo sa.

Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.

Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.

Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar

Entra la Ines, con quella biondina,
che ho saputo che vive a Voghera,
non c'e' santi vien qui ogni sera,
se ci parlo non rispondera'.
Non rispondera'

Poi c'e' il Nico, che gioca al pallone,
mette giu' un sacco d'arie e pretese,
cambia d'abito sei volte al mese,
e' riserva pero' in serie A.

Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.

Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.

Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera,
la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar

In saletta, i ras del ramino,
puntuali son li dalle nove.
Sempre i soliti mai facce nuove,
Dio che noia la sera qui al bar.
La sera qui al bar

Non vi dico che cosa e' il padrone
se dimentico di consumare,
non mi molla continua a fissare
finche' crollo e non prendo un caffe'.

Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.

Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico, il piu' simpatico,
non e' di grande compagnia,
flic po pu patata',
ma e' il piu' simpatico che ci siaaaa,
che noia qui al bar, che noia la sera,
la sera vedersi qui al bar.
Don't give up now, we're proud of who you are
Don't give up, you know it's never been easy
Don't give up, 'cause I believe there's a place
There's a place where we belong

(Il Riccardo – Giorgio Gaber)
 
Il viaggiatore se ne va a letto in punta di piedi.
 
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sabato, gennaio 05, 2008, ore 12:22

 
C’e’ stato un periodo in cui ero particolarmente depresso e scoraggiato ed ero alla ricerca di nuove motivazioni, mi sono rifugiato come mio solito nella lettura, di alcuni classici, Verga per il filone della letteratura italiana, ma ancor di piu’ Steinbeck e Powell per la letteratura americana.
 
Sono sempre stato affascinato dalla lotta biblica dell’uomo con la natura e noi stessi, non per niente Ulisse e’ il mio nick preferito, Furore pero’ fu una botta allo stomaco, lo lessi in pochi giorni, I pensieri si accavallavano ed io a cercare di dipanarli.
 
Una delle mie maggiori assunzioni e’ che noi siamo sempre noi stessi, un’isola vicino ad un continente, gli altri, e se non sappiamo evolverci? Se inseguiamo sempre le stesse strade che ci riportano a vicoli senza uscita?
 
Questi ed altri quesiti mi ponevo, valutando quali potessero essere le alternative, cercare un Eldorado lontana o valutare possibili alternative?
 
Il cambiamento ci spaventa tanto che spesso tendiamo a riproporre soluzioni consolidate a nuovi problemi, abbiamo paura di mollare il nostro lenzuolo come Linus in Peanuts, finendo per farne una sciarpa quando cresciamo.
 
Nel mio caso pero’ la sciarpa l’ho voluta, dovuta lasciar andare, cercare una strada diversa, maturare una nuova esperienza, costruire quelle basi tanto cercate invano in altri, per poterle mettere in primo luogo da me e poterle poi offrire ad altri.
 
A quello che spero’ sia meta’ di questo cammino, guardavo in questi giorni con interesse altri che cercavano simili risposte, io, un po’ scettico, forse perche’ di fronte ad una realta’ molto diversa o ambizioni dissimili, mi sono ritrovato a fare paragoni e sperare per il loro meglio.
 
Si’ perche’ per costruire una casa non vi e’ un solo modo o materiale, io ho scoperto che per me senza le fondamenta non sarebbe mai stata in piedi, ma altri potrebbero riuscire dove io ho fallito ad assemblarla e rinfonzarla strada facendo, spero tanto che non arrivi un forte vento a spazzarla via quando quei puntelli sono ancora provvisori.
 
Una frase mi restera’ di questa vacanza: “… si puo’ volere tanto bene anche troppo….”, io mi auguro che dei pulcini possano diventare fieri galli e galline coltivando la loro visione del mondo e mantenendo quella intatta visione del mondo e non debbano restare in una stia tenuti al guinzaglio per il troppo affetto, un abbraccio puo’ dar calore al freddo, ma puo’ anche limitare I movimenti.
 
In this proud land we grew up strong