Parecchio tempo fa mi ritrovavo a provare per ore sequenze di ballo per delle competizioni o un’esibizione, molta stanchezza ma anche soddisfazione per piccoli miglioramenti, specie se avvenivano in occasione di una cosa imparata ad una lezione privata, perche’ altrimenti continuare a pagare?
Per Capodanno ho vissuto di nuovo simili sensazioni, gambe doloranti, stress da prestazione, voglia di catturare passi divenuti molto complessi per un corpo oramai poco abituato a simili contorsioni.
Giri dopo giri e sequenze si ripetevano e variavo il tempo a stravolgere il sentire comune ma a rendere il corpo senza dimensione temporale con accellerazioni e/o controtempi in spazi magari anche esigui.
Si ho passato tre giorni a divertirmi e contorcermi in una vancanza benessere tango vedi qui, al termine del quale nonostante Jacuzzi a profusione le gambe protestavano come non mai ma hanno iniziato a ricordare, i piedi doloranti per le scarpe nuove hanno iniziato ad allungarsi, mentre il metacarpo andava a cercare il pavimento.
Fatiche che pero’ danno soddisfazioni, momenti oramai messi in disparte che vengono pian piano rivissuti ed una fiammata di quell’antica disciplina rivive ahime anche in discussioni animate sull’attenzione o mancata tale a certe figure.
Per me pero’ anche questo e’ il ballo passione sanguigna che mi spinge a fare meglio, a soffrire ed a cercare la prestazione, che poi mi dara’ il divertimento.
Strano a dirsi in tanta concentrazione, il ballo piu’ genuino, “facile”, con le figure meno elaborate e’ stato quello che e’ riuscito meglio, forse anche per il sorriso della ballerina, un ballo preciso, nei tempi, di una precisione scandita come un metronomo.
Una prestazione che tanti hanno osservato e che ha spinto uno di loro ad avvicinarmisi il giorno dopo per complimentarsi, incredulo che una simile massa potesse muoversi cosi’ a tempo ed in leggerezza.
Questa era e sara’ forse sempre la gran verita’ per quanto riguarda le mie danze, devo divertirmi e rilassarmi per riuscire a liberare quella leggerezza d’anima che il peso del corpo continua a voler appesantire e tener per terra.
Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar
Come entro, ci trovo il Maffini, il Maffini ch'e' sempre depresso.
Fra un sospiro, un lamento e un espresso
ha negli occhi l'infelicita'.
L'infelicita'
Poi c'e' l'Aldo, il Turchetti e il Carmelo
e un balordo che chiamano Dante,
dice lui che fa il rappresentante,
di che cosa, nessuno lo sa.
Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.
Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.
Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar
Entra la Ines, con quella biondina,
che ho saputo che vive a Voghera,
non c'e' santi vien qui ogni sera,
se ci parlo non rispondera'.
Non rispondera'
Poi c'e' il Nico, che gioca al pallone,
mette giu' un sacco d'arie e pretese,
cambia d'abito sei volte al mese,
e' riserva pero' in serie A.
Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.
Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.
Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera,
la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar
In saletta, i ras del ramino,
puntuali son li dalle nove.
Sempre i soliti mai facce nuove,
Dio che noia la sera qui al bar.
La sera qui al bar
Non vi dico che cosa e' il padrone
se dimentico di consumare,
non mi molla continua a fissare
finche' crollo e non prendo un caffe'.
Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico che ci sia.
Ma per fortuna che c'e' il Riccardo
che da solo gioca al biliardo,
non e' di grande compagnia
ma e' il piu' simpatico, il piu' simpatico,
non e' di grande compagnia,
flic po pu patata',
ma e' il piu' simpatico che ci siaaaa,
che noia qui al bar, che noia la sera,
la sera vedersi qui al bar.
Don't give up now, we're proud of who you are
Don't give up, you know it's never been easy
Don't give up, 'cause I believe there's a place
There's a place where we belong
(Il Riccardo – Giorgio Gaber)
Il viaggiatore se ne va a letto in punta di piedi.