venerdì, settembre 28, 2007, ore 12:48

 
Immagino di dar via ad una serie di reazioni, ma quello che scrivo poi e’ frutto di considerazioni personali che nulla hanno a che vedere con razzismi o altro.
 
Concludo i miei 5 giorni di residence a Roma, in un’amena localita’ a lato dell’Ardeatina, con cancelli Faac, guardie giurate e telecamere, la porta della casetta era semiblindata ed il tutto per una ventina di unita’ abitative di cui qualcuna usata tipo residence come la mia.
 
La sera vedo Santoro parlare dei fatti di Gorgo e sento la gente lamentarsi di come le loro case non siano sicure dall’assalto di bande.
 
Mi viene da chiedermi dove viviamo,in certe regioni si lasciava la porta aperta per i vicini ed ora la gente corre a comprarsi la pistola.
 
Che tristezza! E’ proprio vero che se non si e’ esposti a certi eventi non si sviluppano gli anticorpi.
 
In Belgio la polizia era municipale e se squilla un allarme sai che qualcuno arriva nel giro di dieci minuti... a quando in Italia?
 
Il mondo cambia ed io faccio fatica a riconoscerlo.
 
Trouble
Oh trouble set me free
I have seen your face
And it's too much too much for me

Trouble
Oh trouble can't you see
You're eating my heart away
And there's nothing much left of me

I've drunk your wine
You have made your world mine
So won't you be fair
So won't you be fair

I don't want no more of you
So won't you be kind to me
Just let me go where
I'll have to go there

Trouble
Oh trouble move away
I have seen your face
and it's too much for me today

Trouble
Oh trouble can't you see
You have made me a wreck
Now won't you leave me in my misery

I've seen your eyes
and I can see death's disguise
Hangin' on me
Hangin' on me

I'm beat, I'm torn
Shattered and tossed and worn
Too shocking to see
Too shocking to see

Trouble
Oh trouble move from me
I have paid my debt
Now won't you leave me in my misery

Trouble
Oh trouble please be kind
I don't want no fight
And I haven't got a lot of time
 
(Trouble – Cat Stevens)
 
Il viaggiatore sta spostandosi verso il Nord Ovest.
 
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mercoledì, settembre 26, 2007, ore 19:17

 
Ho preparato due valigie, una con le camicie con le maniche corte per Roma ed una con quelle con le maniche lunghe per Amsterdam, da lunedi lavoro li’.
 
Dormo con difficolta’ queste notti patendo un po’ gli sbalzi di temperatura, sono passato dagli 8-15 di Bruxelles ai 18-26 di Roma, il mio corpo fatica ad abituarsi e cosi’ soffro un po.....
 
Se penso poi che tra pochi giorni ritorno al mio frigorifero di paese giuro che inizio a domandarmi come si faccia a lavorare a certe temperature.
 
Tra sonno e caldo io non farei altro che dormire... ad ogni buon conto e’ bello mangiare ancora fuori godendosi il tepore serale e non patendo il freddo.
 
We want to multiply, are you gonna do it
I know you're qualified, are you gonna do it
Don't be so circumscribed, are you gonna do it
Just get yourself untied, are you gonna do it

Feel the heat pushing you to decide
Feel the heat burning you up, ready or not

Some like it hot and some sweat when the heat is on
Some feel the heat and decide that they can't go on
Some like it hot, but you can't tell how hot 'til you try
Some like it hot, so let's turn up the heat 'til we fry

The girl is at your side, are you gonna do it
She wants to be your bride, are you gonna do it
She wants to multiply, are you gonna do it
I know you won't be satisfied until you do it

Some like it hot and some sweat when the heat is on
Some feel the heat and decide that they can't go on
Some like it hot, but you can't tell how hot 'til you try
Some like it hot, so let's turn up the heat 'til we fry

Feel the heat pushing you to decide
Feel the heat burning you up, ready or not

Some like it hot and some sweat when the heat is on
Some feel the heat and decide that they can't go on
Some like it hot, but you can't tell how hot 'til you try
Some like it hot, so let's turn up the heat 'til we fry

Some like it hot, some like it hot
Some like it hot, some like it hot
Some like it hot, some like it hot
Some like it hot, some like it hot
 
(Some like it hot – Power Station)
 
Il viaggiatore soffre del cambio di temperature.
 
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martedì, settembre 25, 2007, ore 15:49

 
Sono nella citta’ eterna da due giorni, ma il caldo per chi come me giunge da climi freddi non aiuta.
 
Ho viaggiato di notte dormendo solo una novantina di minuti, successivamente soste a Valenza Po, Ovada, Lucca, permanenza per una notte e Pisa.
 
Splendide giornate, ma somma carenza di sonno, che si paga alla scrivania, la testa ciondola ed il sonno incombe, riusciro’ ad arrivare alla fine del turno?
 
Dormi bambino nel tuo lettino,
vegliano gli angeli il tuo dormir.
Dormi bambino nel tuo lettino ,
vegliano gli angeli il tuo dormir.

Fa sogni d'oro mentre la mamma
la ninna nanna canta per te.
Fa sogni d'oro mentre la mamma 
la ninna nanna canta per te.
 
(Filastrocca)
 
Il viaggiatore deve anche lavorare quando vorrebbe dormire.
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venerdì, settembre 21, 2007, ore 11:30

 
Confesso che sono dovuto andare a guardare la soluzione, ma questo simpatico scenario sembra sia vecchio come il mondo ed io non lo avevo ancora incontrato e non ne venivo fuori.
 
Studenti d'Ingegneria che hanno dato I.A. prego astenersi.
 
(In realta’ bisogna sfatare due assunzioni ed io ci arrivavo solo con la prima, viene usato per la valutazione del metodo di ragionamento di una persona in certi colloqui di assunzione, tempo concesso 5 minuti)
 
Il complesso degli U2 sta per fare un concerto a Dublino.
Mancano 17 minuti all'inizio del concerto ma, per raggiungere il palco, i membri del gruppo devono
attraversare un piccolo ponte che è tutto al buio, disponendo di una sola torcia elettrica. Sul ponte
non possono andare più di due persone per volta. La torcia è essenziale per l'attraversamento, per
cui deve essere portava avanti e indietro (non può essere lanciata da una parte all'altra) per
consentire a tutti di passare. Tutti sono dalla stessa parte del ponte.
Ciascun componente del complesso cammina a una velocità diversa. I tempi individuali per
attraversare il ponte sono:
- Bono, 1 minuto
- Edge, 2 minuti
- Adam, 5 minuti
- Larry, 10 minuti
Se attraversano in due, la coppia camminerà alla velocità del più lento.
Ad esempio: se Bono e Larry attraversano per primi, quando arrivano dall'altra parte saranno
trascorsi 10 minuti. Se Larry torna indietro con la torcia saranno passati altri dieci minuti, per cui la
missione sarà fallita.

(Test attitudinale per colloqui di lavoro)
 
Il viaggiatore è anche preso da calcoli mentali mentre dovrebbe rilassarsi.
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mercoledì, settembre 19, 2007, ore 18:55

 
Ma che ora e’?
 
La cosa strana quando si lavora con gli States e’ che ti devi uniformare al loro senso del tempo, sulla base di dove vivono o hanno lavorato piu’ a lungo le persone sono solite considerare quel fuso orario il loro.
 
Il mio team e’ sparso geograficamente, cosa che aiuta molto nel cercare di tenere i meeting ad orari accettabili, quindi non e’ semplice trovare un’ora di riferimento, anzi.
 
Io dopo anni di abitudine a riferirmi tutto sul tempo della East Coast o EST, ho dovuto riabituarmi a considerare i tempi negli States, come un variegato insieme di fusi orari, in cui il “mio” cliente e’ situato giusto nel mezzo in quello Central.
 
Un’ora in piu’ non e’ una tragedia tutto sommato, a dover far i calcoli con la west coast e le loro 9 ore di differenza diventerei matto o mi ritroverei a dover usare una calcolatrice o il world time clock.
 
I miei pomeriggi sono quindi diventati mattine e le mattine tornano ad essere mie a prezzo di qualche lunga serata, non male come cambio.
 
Il problema e’ relazionarsi con gli altri intorno quando ti chiedono che ora e’ o a che ora conti di fare qualcosa, forse siamo tutti abituati a vivere in un solo fuso orario e la mente sfugge certi meccanismi, per cui mi troverei a rispondere sulla base del mio fuso orario lavorativo, strane esperienze.
 
Ad ogni buon conto qualsiasi sia il fuso e l’ora del tempo non bisogna mai dimenticarsi di vivere, giorno per giorno!!!

Che or'è, scusa ma che or'è
Che non lo posso perdere l'ultimo spettacolo
Fine del Mondo in Mondovisione, diretta da San Pietro per l'occasione
La borsa sale, i maroni no, Ferri batte il record di autogol
Le liste del Giudizio Universale saranno trasmesse dai telegiornali
A reti unificate e poi sulla pagina 666
Prima però su Canale 9 ci sarà il terzo Festival del dolore
Con la finale dei casi umani meno meno umani che mai
I puttanieri ci diano dentro, che là di là niente ciccia, niente
Niente ma tu giri più leggero, bruciando le tue scorte di preservativi
Fiorin fiorello, l'amore è bello se ci sei tu
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo, che rete è?
Destra, sinistra, su, giù, centro, fine del Mondo con palle in giramento
Che chi è fuori è fuori e chi è dentro è dentro, e fuori TV non sei niente
Ultimo appello per i merdaioli, finitevi la merce che di là non funziona
Altro girone, altro regalo, niente caramelle per i leccaculo
OK, il girone è giusto, OK!
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo, che rete è? Che ora è? Che rete è? Che ora è?
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo, che rete è?
Forse là di là mancherà qualcosa: casa, chiesa, tele e cosa?
Serial killers, serial politici, morti in diretta, i migliori casi clinici
Cazzi vostri in onda, OK!
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo?
A che ora è la fine del Mondo, che rete è?

(A che ora è la fine del Mondo? – Ligabue)
 
Il viaggiatore è sempre preso da calcoli mentali per sapere che ora sia in un’altro paese, un’altra citta’. Buona giornata, mondo.
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lunedì, settembre 17, 2007, ore 19:43

 
Sto lentamente muovendomi dal terreno sicuro degli ..enta verso quello ripido degli ....anta, sono sinceramente stupito perche’ gli anni passano e non mi sento poi cosi’ diverso.
 
Guardavo una videocassetta con me stesso dieci anni fa e pensavo che certi movimenti ero ancora in grado di compierli, seppure senza la stessa dimestichezza xhe ore ed ore di allenamento avevano consentito di raggiungere.
 
Al contrario di certi Peter Pan italiani non pretendo di essere sempre giovane a venti, trenta, quaranta anni e cosi’ via, ma mi limito a sincerarmi dei miei attuali limiti e divertirmi evitando eccessi.
 
Faccio ancora tardi la sera, ma evito di vedere le ore piccole troppo da vicino, dormo finalmente un po’ di piu’ e quando mi sento stanco mi riposo.
 
Spero di continuare cosi’ e la presenza di pochi capelli bianchi mi evitano quel look brizzolato che mi lascia tanto perplesso, i capelli cadono un po’ piu’ spesso ma sono rimpiazzati sempre da altri per adesso... speriamo continui cosi’...
 
L’eta cambiano e con esse i nostri desideri io sinceramente non ho rimpianti ed anzi inizio a prenderci un po’ di gusto e mi prendo qualche soddisfazione.
 
La cantina si riempie, i vini si riposano e maturano ed io sorrido osservandoli e pensando a quanto sappiamo riflettere alle volte la nostra situazione personale.
Father:
It's not time to make a change,
Just relax, take it easy.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to know.
Find a girl, settle down,
If you want you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy.
I was once like you are now, and I know that it's not easy,
To be calm when you've found something going on.
But take your time, think a lot,
Why, think of everything you've got.
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.
Son:
How can I try to explain, when I do he turns away again.
It's always been the same, same old story.
From the moment I could talk I was ordered to listen.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.
Father:
It's not time to make a change,
Just sit down, take it slowly.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to go through.
Find a girl, settle down,
if you want you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy.
Son:
All the times that I cried, keeping all the things I knew inside,
It's hard, but it's harder to ignore it.
If they were right, I'd agree, but it's them you know not me.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.
(Father and Son – Cat Stevens)
 
Il viaggiatore ha iniziato ad aprire una serie di bottiglie italiane e francesi con notevole soddisfazione.
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mercoledì, settembre 12, 2007, ore 23:31

 
Dormo piu’ a lungo finalmente, mi alzo a ore piu’ comuni verso le otto e la mattina e’ libera, in attesa di lavorare con i miei colleghi il pomeriggio.
 
Sono passati un paio d’anni che domandavo ad un collega belga perche’ avesse cercato un lavoro simile, quando lo portava a lavorare la sera, nel suo caso anche la notte, la risposta era una sola, mi da piu’ tempo libero e di organizzarmi come voglio.
 
Beh nel mio caso e’ proprio cosi’ sto considerando cosa faro’ di mattina, ma penso che riusciro’ ad organizzarmi le girnate proprio bene, l’ufficio lo vedo sempre piu’ raramente lavorando pacificamente da casa.
 
Il telefono non squilla piu’ come prima, il cellulare ancora meno, sembra un vero e proprio paradiso rispetto allo stress di prima.
 
Alle volte dovro’ smettere di lavorare un po’ piu’ tardi, ma in generale la situazione sembra migliore, per non parlare poi del tempo che riesco a dedicare nuovamente alla cucina, delle occasioni che mi ritaglio per pensare un po’ alla vita privata e via dicendo.
 
Mi dispiace lasciare un team a se’ stesso, ma fa anche questo parte del crescere e lo stagno in cui nuotavo era oramai troppo piccolo per me, almeno ho un buono acquisto come ricordo della mia partecipazione e l’ho prontamente convertito in una macchina fotografica(Sony DCS T100 argento).
 
Il futuro e’ un po’ di la da definire ma per questo c’e’ tempo....
 
Sittin' on the dock of the bay
Sittin' in the morning sun
I'll be sittin' when the evening comes
Watching the ships roll in
Then I watch them roll away again, yeah
I'm sittin' on the dock of the bay
Watchin' the tide roll away, ooh
I'm just sittin' on the dock of the bay
Wastin' time
I left my home in Georgia
Headed for the Frisco Bay
Cuz I've had nothing to live for
And look like nothing's gonna come my way
So, I'm just gonna sit on the dock of the bay
Watchin' the tide roll away, ooh
I'm sittin' on the dock of the bay
Wastin' time
Looks like nothing's gonna change
Everything still remains the same
I can't do what ten people tell me to do
So I guess I'll remain the same, listen
Sittin' here resting my bones
And this lonely mess won't leave me alone, listen
Two thousand miles I roam
Just to make this dock my home, now
I'm just gonna sit at the dock of a bay
Watchin' the tide roll away, ooh
Sittin' on the dock of the bay
Wastin' time

(Sitting on the dock of the bay – O. Redding)
 
Il viaggiatore sta forse cambiando in una persona diversa? Piu’ matura? Mi dicono che maturo e non invecchio... speriamo almeno il vino risulti buono...
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martedì, settembre 11, 2007, ore 12:46

 
Dopo una serie di tentativi falliti per una ragione o per l’altra e forse anche per qualche sottile pressione del manager uscente sono stato contattato da un gruppo globale basato negli Stati Uniti.
 
Il manager ed il gruppo sembravano ok, ho passato i colloqui e mi hanno preso volendomi al piu’ presto, ho perso il titolo da supervisore e sono stato colpito ingiustamente nella valutazione di fine anno, con possibili ripercussioni finanziarie per il bonus.
 
Ne ho in compenso guadagnato in autonomia ed inizio nuovamente a viaggiare un po’, strano il mondo, lavoro un terzo di quanto facessi prima, posso parlare piu’ liberamente, a livelli piu’ alti di prima e trovo gente che mi ascolta, per gli stessi soldi, una storia al limite dell’assurdo.
 
Io speriamo che me la cavo.
 
Con settembre ho completato la transizione ed al momento tutto sembra andare per il meglio, siamo nella fase di lancio ed i prossimi mesi saranno determinanti per il futuro, io cerco di fare del mio meglio e vediamo cosa ne salta fuori, forse anche una posizione per un po’ nella east o west coast.
 
Ho sacrificato le ferie e mi ritrovo con 43 giorni e mezzo di vacanze da fare, quasi due mesi, ma credo che prima o poi una lunga vacanza in Australia o negli States aiutera’ a consumarne un po’.
 
Per il resto la cantina si allarga, i DVD ed i mobili per ospitarli pure ed i CD continuano a risuonare in quell’appartamento cosi’ vicino alla Comunita’ Europea, se solo il sole si vedesse piu’ spesso.... ma questa e’ un’altra storia.
 
Se guardo la mia vita  
Io mi accorgo che ho  
Nascosto dentro di me  
Il mare più grande che c’è  
E quanta vita ho viaggiato  
Scoprendo mille città  
Io senza troppi perché  
Come stanotte con te  
I love you man  
I love you man  
I love you man  
I love you man  
E qualche volta ho peccato  
Perfino di ingenuità  
In qualche letto sbagliato  
Qua e là  
Ma dimmi chi non lo fa  
Trent’anni vedi non mi fanno male  
Mi sento giusta così  
Con questa notte da spogliare  
E questo mare che poi ci bagnerà  
I love you man…  
Qualche illusione ce l’ho  
Qualche ricordo si sa  
Qualche valigia disfatta qua e la  
Ma dimmi chi non ne ha  
Trent’anni vedi non mi fanno male  
E mi va bene così  
E non ho voglia di fermare  
Questo mare  
Che poi ci bagnerà  
I love you man  
I love you man…
 

(Il mare piu’ grande che c’e’ – Fiordaliso)
 
Il viaggiatore sta cambiando ufficio e ritorna nello stabile che per primo l’aveva accolto sette anni e mezzo fa, che sia un circolo che inizia nuovamente dopo essersi concluso?
 
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lunedì, settembre 10, 2007, ore 19:05

 
Quest’anno vacanze limitate, parte della fregatura rifilatami con il cambio di ruolo era anche questa, pochi giorni quindi nel periodo peggiore in termini di traffico, inizio agosto e ferragosto.
 
Per poter godere il sole e non finire spennato dall’alta stagione ho scelto una amena localita’ della Slovenia, Bohinj, mai scelta fu piu’ azzeccata, il turismo in zona e’ ancora limitato e soprattutto familiare, l’acqua pur se fredda era splendida e dopo un po’ ci si abituava, quale era il piacer epoi di scaldarsi al sole senza la salsedine.
 
Un vero sogno, con le montagne che s specchiavano sul lago, un ‘altro lago nelle vicinanze, Bled con un castello e ciliegina sulla torta una cascata accessibile attraverso un sentiero di montagna ed una vedetta a 1400 metri d’altezza.
 
Tante canoe e kayak, un’infinita’ di trekkers e qualche paraglider che si sobbarcava una notevole scarpinata per qualche minuto di liberta’ assoluta.
 
Riposo e pace per chi quest’anno cercava soprattutto una maniera di staccare, ve lo raccomando se non avete troppe pretese da una localita’ turistica ed amate i mega gelati e le paste creme enormi.
 
Nei prossimi giorni vi raccontero’ di piu’ degli ultimi sviluppi, ma al momento prendo congedo....
 
Some people call me the space cowboy, yeah
Some call me the gangster of love
Some people call me Maurice
Cause I speak of the pompitous of love

People talk about me, baby
Say I'm doin' you wrong, doin' you wrong
Well, don't you worry baby
Don't worry
Cause I'm right here, right here, right here, right here at home

Cause I'm a picker
I'm a grinner
I'm a lover
And I'm a sinner
I play my music in the sun

I'm a joker
I'm a smoker
I'm a midnight toker
I sure don't want to hurt no one

I'm a picker
I'm a grinner
I'm a lover
And I'm a sinner
I play my music in the sun

I'm a joker
I'm a smoker
I'm a midnight toker
I get my lovin' on the run
Wooo Wooooo

You're the cutest thing
That I ever did see
I really love your peaches
Want to shake your tree
Lovey-dovey, lovey-dovey, lovey-dovey all the time
Ooo-eee baby, I'll sure show you a good time

Cause I'm a picker
I'm a grinner
I'm a lover
And I'm a sinner
I play my music in the sun

I'm a joker
I'm a smoker
I'm a midnight toker
I get my lovin' on the run

I'm a picker
I'm a grinner
I'm a lover
And I'm a sinner
I play my music in the sun

I'm a joker
I'm a smoker
I'm a midnight toker
I sure don't want to hurt no one

People keep talking about me baby
They say I'm doin' you wrong
Well don't you worry, don't worry, no don't worry mama
Cause I'm right here at home

You're the cutest thing I ever did see
Really love your peaches want to shake your tree
Lovey-dovey, lovey-dovey, lovey-dovey all the time
Come on baby and I'll show you a good time
 
(The Jocker – Steve Miller Band)
 
Il viaggiatore ama questa canzone, alle volte finisce pure per cantarla guidando e guardandosi allo specchietto.
 
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giovedì, settembre 06, 2007, ore 08:44

 
Torno al blog come ad un luogo caro e mai abbandonato, torno al blog come nella canzone sapendo che questo luogo e’ oramai una casa, torno al blog perche’ dopo un’anno di mobbing, iperlavoro, stress indicibile finalmente ho cambiato ruolo e posizione.
 
Mi sono ricavato un angolo a riportare negli States, a fare il senior per gli stessi soldi, meno lavoro e forse piu’ soddisfazioni personali.
 
L’addio si e’ concluso con una serie di delusioni e vergognose piccole ripicche, ma anche questo probabilmente lo superero’ nei prossimi mesi, finalmente posso svegliarmi ad un’ora piu’ normale, lavoro magari un po’ piu’ verso la sera, ma non ho obblighi di orario e posso gustarmi la sensazione di essere tornato ad avere il controllo di me e di quello che mi vedo succederne attorno.
 
Respiro, finalmente, con calma e lascio che la musica serena mi porti via, ali al vento, fino a quella lontana caje di Buenos Aires dove la magia di corpi in movimento si unisce al suono del mare ed al vociare della gente in un ritmo lento, roco e liberatorio allo stesso tempo.
 
Ho molto da raccontare, concerti, vacanze ed altro ancora, ma al momento vi e’ solo il pensiero di poter tornare a scrivere e gustarmi nuovamente questo piccolo angolino di pace troppo a lungo negletto.
 
Buongiorno a voi tutti ed in bocca al lupo ovunque voi siate!
 
Vuelvo al Sur,
como se vuelve siempre al amor,
vuelvo a vos,
con mi deseo, con mi temor.
 
Llevo el Sur,
como un destino del corazón,
soy del Sur,
como los aires del bandoneón.
 
Sueño el Sur,
inmensa luna, cielo al reves,
busco el Sur,
el tiempo abierto, y su después.
 
Quiero al Sur,
su buena gente, su dignidad,
siento el Sur,
como tu cuerpo en la intimidad.
 
Te quiero Sur,
Sur, te quiero.
 
Vuelvo al Sur,
como se vuelve siempre al amor,
vuelvo a vos,
con mi deseo, con mi temor.
 
Quiero al Sur,
su buena gente, su dignidad,
siento el Sur,
como tu cuerpo en la intimidad.
Vuelvo al Sur,
llevo el Sur,
te quiero Sur,
te quiero Sur...
 
(Vuelvo al sur – Parole di Solanas su musiche di A. Piazzolla)
 
Il viaggiatore e’ tornato portando con se un’aria di bandoneon.
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