lunedì, ottobre 09, 2006, ore 10:17

 
Competizione e meritocrazia, sono parole quasi scomparse dal nostro vocabolario quotidiano, tra scuole iperbuoniste per cui bocciare e’ un peccato grave e realta’ lavorative del tipo vogliamoci bene e lasciamoci in pace.
 
Una conoscente ha applicato a Bruxelles per un dottorato, ma se la prima fase l’ha superata, la seconda l’ha vista soccombere alla concorrenza, sin qui non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che....
 
E’ dovuta tornare d’urgenza in loco dalla Colombia dove era tornata a vivere per seguire le pratiche data l’inefficienza dell’Universita’, per farlo ha dovuto vendere delle terre eredita’ di famiglia ed infine a fine ottobre dovra’ lasciare il paese per il visto in scadenza.
 
Una di quelle storie dove parteggi per lei in ogni caso e finisci per dimenticarti che meritocrazia vuol dire anche questo, aver i migliori titoli e riuscire a vincere una competizione tra tanti bravi concorrenti.
 
Un po’ quel lascia e raddoppia dei tempi che furono, dove la bravura veniva premiata, un po’ come ho vissuto io la selezione per la Sant’Anna a Pisa, dove la qualita’ dei candidati era a dir poco notevole, sono eventi che ti fanno pensare e capire che a giocare con i migliori si puo’ vincere e si puo’ perdere, quello forse non conta troppo, ma l’averci provato ed essere andato fino in fondo si.
 
Ed e questa forse la mia consolazione per lei, la conferma che ha fatto quanto ha potuto, a costo di gravi sacrifici personali per crearsi quella possibilita’ e l’ha inseguita fino in fondo, anche se non e’ arrivata prima al traguardo.
 
Un excollega mi ha detto un paio di mesi una splendida frase: dentro sei uno tra i tanti, persone tutte molto competenti, fuori sei uno tra i migliori, ma il gioco diventa qualcosa di diverso, tutti guardano a te per essere guidati.
 
La sfida del primeggiare tra simili persone ha un peso, ma anche un maggior valore a mio modo di vedere, mi ricorda un torneo di scacchi scolastico concluso in testa con una serie interminabile di vittorie che non mi disse niente, laddove un quinto posto conquistato a spinte giocando contro dei giovani campioni in erba io che venivo dalle elementari mi ha lasciato tutt’altro segno.
 
No, non vivo male
so che tu mi vuoi diversa
ma leggere il giornale
non mi ha mai convinta

tutto quel che so
è che morirei
per un pomeriggio insieme
basta poco e non ti lascio mai...

non mi raccontare
di cravatte e di camicie
io ne farei tele
da mettere in cornice
tutto quel che vuoi
io te lo darei
ma resta un desiderio acceso
...no, ti prego, non cambiarmi mai!!!

non amo le cose da grandi
non fanno per me
son come le rose e i diamanti
inutili se
deludono i mondi confusi e I sogni che ho
niente cose da grandi
...è tutto quel che so...

non pensare male
se io vivo di momenti
rubi sui tuoi anni
io ne ho appena venti

mai uguali noi, arrabbiarti non puoi
troppe volte ad aspettarsi
no, ti prego, non ti cambiarmi mai!!!

non amo le cose da grandi
non fanno per me
son come le rose e i diamanti
inutili se
deludono i sogni confusi che ho
niente cose da grandi
è tutto quell che so

niente cose da grandi
per sempre tua sarò...
 
(Cose da grandi – Irene Grandi)
 
Il viaggiatore e’ il tipico giocatore d’azzardo che punta sempre al raddoppio, ma sa perdere con classe, anche se non lo fa volentieri.
 
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lunedì, ottobre 02, 2006, ore 23:13

 
Periodo strano, di quelli come domenica quando nel cielo assolato ha iniziato a piovere, per poi salire splendido sopra al Parco della Woluwe un arcobaleno di quelli grandi che pensi che al termine non vi sia una pentola, bensi un mega marmittone.
 
Il mio umore e’ un po’ come il barometro in questi giorni, sale e scende, tra alti e bassi continui, mille pensieri che si accavallano e sono intervallati ogni tanto da qualche sorriso, di fronte a certe telefonate oppure in certi rari momenti.
 
Musica a palla e come al solito e’ un variare costante tra mille generi diversi, eppure.. eppure stranamente una cosa vi e’ comune con l’allegria, il fischio, un po’ come nella canzone qui sotto che si accavalla con una melodia lenta, ritmata a condire passi lenti in mille direzioni che sono concentrici a dimostrare il momento sconclusionato.
 
Ricordero’ qui solamente un momento molto lieto di domenica, ho ballato tanto, troppo, come non facevo e non mi ricordavo da tempo, tre ore di Mambo, Waltz, Paso Doble e Foxtrot, ma quello che mi ha colpito e’ stato l’allegria, il sorriso di quella mia estemporanea compagna di ballo della prima ora.
 
Credo che abbia una vita molto piu’ dura della mia a giudicare dai capelli caduti per la chemio e dalla cicatrice al collo per una tracheotomia, che tolgono molta femminilita’ e bellezza, ma lasciano spazio alla persona che vi e’ all’interiore, la ferita probabilmente non si cicatrizzera’ mai completamente, eppure lei ne sorrideva e viveva, con allegria, assaporando ogni momento e cacciando con un sorriso ogni preoccupazione.
 
Il suo bacio sulla guancia prima di andarsene come a non voler dimenticare nessuno di chi ci ha accompagnato un attimo in quel lungo viaggio che e’ la vita mi ha fatto accantonare ogni preoccupazione per una sera, perche’ e’ vero che il momento va vissuto, ci pensera’ il vento a spazzare via la nebbia....
 
I follow the Moskva
Down to Gorky Park
Listening to the wind of change
An August summer night
Soldiers passing by
Listening to the wind of change

The world is closing in
Did you ever think
That we could be so close, like brothers
The future's in the air
I can feel it everywhere
Blowing with the wind of change

Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow dream away
In the wind of change

Walking down the street
Distant memories
Are buried in the past forever
I follow the Moskva
Down to Gorky Park
Listening to the wind of change

Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow share their dreams
With you and me
Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow dream away
In the wind of change

The wind of change
Blows straight into the face of time
Like a stormwind that will ring the freedom bell
For peace of mind
Let your balalaika sing
What my guitar wants to say

Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow share their dreams
With you and me
Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow dream away
In the wind of change
 
(The wind of change – Scorpions)
 
Il viaggiatore e’ partito molte volte alla ricerca del pentolone alla fine dell’arcobaleno, ma se volendo accellerare il percorso non finisse per perdere di vista cose preziose alle volte?
 
UlisseIlViaggiatore
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