mercoledì, settembre 27, 2006, ore 08:19

 
Una lunga corsa in macchina questa macchina, quattro ore di sonno e poi via, in ritardo come sempre per Charleroi, cinquanta chilometri da passare attraverso lavori in corso e nebbia, a lottare con l’orlogio che ricorda come sempre il ritardo.
 
Il tachimetro sale, la macchina va e seppure lievemente in ritardo arriva a destinazione, al ritorno traffico come sempre e l’ufficio che mi aspetta.
 
Alla radio Supertramp, nella testa mille pensieri, positivi e negativi, in un mix legato come sempre da nodi indissolubili, rallento e respiro a fondo.
 
Oggi cerchero’ di riposare un po’ dopo, nel pomeriggio, magari disteso sul divano, lascero’ lentamente disperdere quelle nebbie e quell’asfalto, le route a morderlo rabbiosamente mentre la lancetta oscillava attorno ai 160, chissa come mai, ma mi sveglio anche cosi’, attento , preciso, pulito nella guida, ma stanco nel corpo.
 
Sara’ una giornata da caffe, una giornata di stress, ma anche una giornata vissuta intensamente cosi’ come e’ iniziato il giorno.
 
Il battito del cuore sospirando rallenta.
 
It was an early morning yesterday
I was up before the dawn
And I really have enjoyed my stay
But I must be moving on
 
Like a king without a castle
Like a queen without a throne
Im an early morning lover
And I must be moving on
 
Now I believe in what you say
Is the undisputed truth
But I have to have things my own way
To keep me in my youth
 
Like a ship without an anchor
Like a slave without a chain
Just the thought of those sweet ladies
Sends a shiver through my veins
 
And I will go on shining
Shining like brand new
I'll never look behind me
My troubles will be few
 
Goodbye stranger its been nice
Hope you find your paradise
Tried to see your point of view

(Goodbye stranger – Supertramp)
 
Il viaggiatore e’ legato all’asfalto ed all’alba da strane sensazioni.
 
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sabato, settembre 23, 2006, ore 22:05

 
Il lavoro mi sta mettendo sempre piu’ sotto pressione e con ritorni minimi, sembra quasi i managers vogliano che mi sposti ad un altro ruolo.
 
Ho cosi’ iniziato ad aggiornare il curriculum online e cercare dentro e fuori dall’azienda attuale.
 
In quattro giorni ho ricevuto nove offerte di lavoro, due dagli Stati Uniti, ma senza seguito, una per una posizione dove avrei un salario piu’ basso dell’attuale che ho prontamente rifiutato e poi il resto.
 
Il resto e’ anche un po’ strano, un posto da project manager che devo ancora verificare, ma soprattutto un’offerta dal Canada, per il Canada e gli States, come responsabile tecnico e la facolta’ di installare una struttura di supporto tecnico, in pratica di creare dal nulla e decidere come far crescere una struttura tecnica.
 
Una sfida non da poco in un’azienda di dimensioni piu’ limitate dell’attuale, ma comunque sul mercato da 12 anni, il presidente di origini italiane mi ha parlato e ne e’ restato ne sono restato colpito, sembra una persona con cui potrei andare d’accordo.
 
La citta’ sarebbe Montreal ed il fiume San Lorenzo mi attira, ci sarebbero sicuramente delle sfide ed un possibile rischio in merito a cosa fare se non funziona.
 
Potrei prendermi un sabbatico dall’azienda ed andare a lavorare da loro per un periodo per vedere se funziona, la prossima settimana due interviste con due direttori diversi e vediamo come va.
 
Sembra qualcosa di interessante ed in cui potrei investirmi, dall’altro lato burcerei parecchi ponti e dovrei decidere come comportarmi per il salario e per le spese attuali che mi restano a Bruxelles.
 
Sono di nuovo di fronte ad una scelta simile a quella che mi si e’ prospettata sette anni fa, fare di nuovo il passo lungo sperando di non rompersi la gamba o restare conservativo a scaldare la scrivania in attesa di un’opportunita’ piu’ conservativa, come sempre la vita’ ci offre rischi ed opportunita’ sta a noi decidere che strada prendere.
 
I went to the crossroad, fell down on my knees
I went to the crossroad, fell down on my knees
Asked the Lord above "Have mercy, now save poor Bob, if you please"

Yeoo, standin' at the crossroad, tried to flag a ride
Ooo eeee, I tried to flag a ride
Didn't nobody seem to know me, babe, everybody pass me by

Standin' at the crossroad, baby, risin' sun goin' down
Standin' at the crossroad, baby, eee, eee, risin' sun goin' down
I believe to my soul, now, poor Bob is sinkin' down

You can run, you can run, tell my friend Willie Brown
You can run, you can run, tell my friend Willie Brown
That I got the crossroad blues this mornin', Lord, babe, I'm sinkin' down

And I went to the crossroad, mama, I looked east and west
I went to the crossroad, baby, I looked east and west
Lord, I didn't have no sweet woman, ooh well, babe, in my distress

(Crossroads blues – Robert Johnson)
 
Il viaggiatore sta considerando molte alternative.
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mercoledì, settembre 20, 2006, ore 16:14

 
Sono passati una serie di mesi da quando ho ricominciato a ballare, non ho ancora preso un paio di Paul in buffalo come scarpe come nel passato ma probabilmente lo faro’ presto, che dire del resto?
 
Che aveva ragione il mio maestro, persona con mille difetti, ma con la gran abilita’ di sparare delle grosse verita’: il ballo ti entra nel sangue, quando calchi certe superfici ed assumi determinate movenze ed il ritmo invade le tue orecchie, si e' ballerino in primo luogo dentro noi stessi.
 
Il corpo ricorda e cosi’ passo a passo, mano a mano, ti ritrovi a provare sequenze conosciute, a guardare video ed a ricordarti perche’ ti muovi in un determinato modo.
 
Il ballo poi e’ veramente un’esperienza diversa, a seconda di come ti senti, di come lo fai e di dove sei, ma e’ anche un po’ come quella lingua parlata con diversi accenti che pero’ riconosci come una sorta di mezzo di espressione comune.
 
E sei li’ che parli, con gli occhi sorpresi di certi maestri percui certi passi o idee risultano completamente nuovi o inaspettati, ma e’ solo il tuo corpo che si sta svegliando dal letargo e prendendo il sopravvento, andando in automatico.
 
Il tango poi e’ per me come un amico ritrovato, un rifugio, mi ero abbandonato tra le sue braccia, fuggendo al rigore del ballo da sala per le competizioni, ne amavo la liberta’, da schemi, da riferimenti e dal tempo, incentrando tutto su quello che dovrebbe essere il primo degli elementi per chi balla, la coppia.
 
Lo avevo considerato piu’ come un mezzo espressivo per spettacoli e/o esibizioni non essendo all’epoca la milonga molto diffusa nella mia citta’, ma ne ero anche incuriosito per quegli strani figuri che andavano a degli stages pomeridiani durante il weekend per raffinare il loro stile.
 
In Belgio, lo stile piu’ diffuso non e’ quello da sala o il Tango Nuevo, bensi la milonga, ballata al buio, in piccoli angoli nascosti in cortili ed illuminati da candele, uno stile preciso, raffinato, ballato con competenza, grazia e curatissimo nei dettagli.
 
Ed e’ per me una nuova scoperta, un modo diverso di ballare, piu’ vergine e mi ci diverto, ritrovo poi certi automatismi, la parziale indifferenza verso una tale abbondanza di belle ragazze per cui quello che veramente attira lo sguardo e l’attenzione e’ molto piu’ la bellezza di un movimento o gesto che la sinuosita’ piu’ o meno pronunciata di un corpo.
 
I keep on fallin in love with you
Sometimes I love ya
Sometimes you make me blue
Sometimes I feel good
At times I feel used
Loving you darling
Makes me so confused

I keep on fallin in and out of love with you
I never loved someone way that I loved you

Oh,oh,oh I never felt this way
How do you give me so much pleasure and cause me so much pain
Just when I think I've taken more than would a fool I start fallin back in love with you

I keep on fallin in and out of love with you
I never loved someone way that I loved you(oh baby)

oh,oh,oh,oh,ooooh(yeahyeah)
Oh,oh,oh,oh,fallin(fall)(fall)(fall)(fall)

I keep on fallin in and out of love with you
I never loved somebody way that I love you

(Fallin’ – Alicia Keys)
 
Il viaggiatore si ritrova di nuovo a dire come il buon vecchio Paul Newman nello spaccone: sono tornato.
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lunedì, settembre 11, 2006, ore 22:54

 
Tremila chilometri dopo, ritorno a queste pagine, piu’ riposato e stanco allo stesso tempo, con odori nuovi da ricordare, paesi diversi da ripensare e mille cose da sistemare, come al solito il rientro e’ duro, per fortuna ho ancora qualche giorno di ferie.
 
Sono partito l’altro sabato, sosta a Orleans, poi a Bayonne(una citta’ molto romantica con pochi ponti a cavallo di un fiume), quindi Donostia Sant Sebastian(dialetto impossibile il basco, presente su mille insegne stradali), quindi la capitale dell’Aragona, Saragozza(una citta’ calda, vivace ed allegra), poi Castelldefels e Barcellona(visite e spiaggia), quindi Andorra ed infine Limoges(meravigliose ceramiche e porcellane).
 
Che dire?
 
E’ stata una vacanza online, ovunque avevo o wireless o ADSL per gestire le prenotazioni nei posti da visitare in seguito, hotel anonimi ed a buon prezzo, Ibis, Formula1 o B&B, che offrivano pero’ un parcheggio ed erano spesso vicini al centro.
 
Il mio spagnolo si e’ rivelato sorprendentemente sufficiente e fin eccessivo se confrontato con il resto dei turisti nei vari luoghi, il sole era al solito latitante al Nord e presente al Sud.
 
Un gran tristezza l’idea di tornare nel grigio Nord ed abbandonare tutto il calore latino, ma chissa cosa riserva il futuro, per adesso archiviamo questo viaggio come un’esperienza positiva.
 
Che forse sia anche questo crescere?
 
Vendo el inventario de recuerdos de la historia mas bonita que en la vida escuche

Vendo el guión de la película mas triste y la mas bella que en la vida pude ver

Vendo los acordes, la brillante melodía y la letra que en la vida compondré

Vendo hasta el cartel donde se anuncia el estreno del momento que en la vida viviré

Entiendo que te fueras, y ahora pago mi condena pero
no me pidas que quiera vivir

Sin tu luna, sin tu sol, sin tu dulce locura
me vuelvo pequeña y menuda, la noche te sueña y se burla
te intento abrazar y te esfumas

vendo una cámara gastada que captaba la mirada que en la vida grabare

vendo dos entradas caducadas que eran de segunda fila que en la vida romperé

vendo dos butacas reservadas hace siglos y ahora caigo que en la vida me senté

vendo hasta el cartel donde se anuncia el estreno del momento que en la vida viviré entiendo que te fueras, y ahora pago mi condena pero no me pidas que quiera vivir

sin tu luna, sin tu sol sin tu dulce locura
me vuelvo pequeña y menuda, la noche te sueña y se burla
te intento abrazar

sin tu luna sin tu sol sin tu dulce locura
llorando como un día de lluvia mi alma despega y te busca
en un viaje un viaje del que no vuelve nunca.

subiré cada noche a buscar a tu luna en mi tejado
el recuerdo de un abrazo que me hace tiritar

sin tu luna sin tu sol sin tu dulce locura
me vuelvo pequeña y menuda
la noche te sueña y se burla
te intento abrazar

sin tu luna sin tu sol sin tu dulce locura
llorando como un día de lluvia mi alma despega y te busca en un viaje del que nunca volverá
 
(La dulce locura – La Reja de Van Gogh)
 
Il viaggiatore vorrebbe partire di nuovo per altre terre sempre in viaggio e mai stanco.
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