Mille piacevoli ricordi hanno ricominciato a danzarmi in testa, la musica suonava, le camicie luccicavano di sudore attorno e si sentiva quell’elettricita’ nell’aria, era di nuovo quel giorno, il giorno della prima serata di tango in milonga.
Era un pomeriggio assolato, con la tepura fuori, le finestre aperte e tanti appassionati a rincorrersi in una stretta sala su del parquet tirato a nuovo per l’occasione, mille tavoli e sedie attorno e tante conversazioni di sottofondo, ma con un solo vero scopo, essere li’ sotto le luci a provare e riprovare.
Per un momento mi sono lasciato andare, senza disciplina, senza rispetto per la ballerina ed ho voluto ballare come ancora so, in mezzo ad una sala affollata, impegnata in sacadas, ochos e voleos, inseguendo delle note di Piazzola, perso dietro la melodia, lasciando libero il corpo di esprimersi come voleva.
Preso nel vertice compaiono i primi usuali timori, la faccia persa della partner, quella che spesso mi viene riservata quando innesto il turbo, giustamente, o mi lancio in figure sconosciute o poco praticate, il caldo che richiedeva il suo giusto pedaggio in termini di sudore, i piedi lamentosi per velocita’ e movimenti non praticati da troppo tempo e l’euforia diviene pian piano sofferenza ed inizia cosi’ anche il ricordo delle difficolta’ iniziali, del necessario assestamento e di come il corpo sia cambiato con gli anni....
Respiro allora e sorrido di me stesso, mi scuso del cambiamento repentino di ritmo e mi fermo dirigendomi verso una delle finestre aperte, tanti prolungati respiri, un attimo di rilassamento e si ricomincia, negli angoli questa volta, lentamente, come e’ giusto, per dare alla partner il tempo di crescere e di acclimatarsi con una realta’ nuova ed il sorriso riappare.
Mi sono sentito a mio agio di nuovo seppure un po’ a mordere il freno un po’ come lo spaccone di Paul Newman, che di fronte al giovane Tom Cruise sente che puo’ ancora dare, in maniera diversa, ma con la gioia di non essere costretto a quei riflettori, di non dover provare qualcosa a qualcun altro se non a me stesso.
Ed alla fin fine il sorriso e’ riapparso, ridevo di me e di quanto tutto sommato certe note possono ancora smuovermi facilmente.
Tango milongón,
Tango compadrón,
que a pesar de bailarse con todas las ganas
Se baila como sin ganas,
como en carriles de lentitud;
eres un estado del alma de la multitud.
Fernán Silva Valdés.
Año:1922
Chissa perche’ ma il video di questa canzone mi e’ restate nel cuore, forse perche’ vi vedo la passione della musica e del ballo, e forse anche quella dell’amore:
When we were together I was blown away
Just like paper from a fan
But you would act like I was just a kid
Like we were never gonna last
Now I've got someone who cares for me
He wrote my name in silver sands
I think you know you've lost the love of your life
And you said, I was the best you've ever had
Because I'm in demand
You're thinking of the way you should have held my hand
And all the times you said you didn't understand
You never had our love written in your plans
But now I'm in demand
Don't ever think you saw the best in me
There's a side you'll never know
Cos love and loving are two different things
Set your sites far too low
Now I've got someone who cares for me
He wrote my name in silver sands
I think you know you've lost the love of your life
And you said, I was the best you've ever had
It's only when I fall a sleep
I see that winning smile
When my dreams just move along
You've lost the race by miles
Yeah yeah yeah yeah yeah
Yeah yeah yeah yeah yeah
Yeah yeah yeah yeah yeah
Never had our love written in your plans
Yeah yeah yeah yeah yeah
You know I'm in demand
You see I'm in demand
You know I'm in demand
You know I'm in demand
You never had our love written in your plans
You know I'm in demand
You see I'm in demand
You need me in demand
You want me in demand
(In demand – Texas)
Il viaggiatore e’ tornato su di una pista da ballo.