Ci sarebbero parecchi punti da chiarire e forse non e’ neppure l’ora adatta, ma cerchero’ di essere chiaro e sintetico in merito al mio precedente post sui giovani virgulti e fanciulle.
Io mi sono specializzato con un tecnico che non amava troppo l’esposizione, ma aveva un’esperienza notevole, poi tra i suoi indirizzamenti, qualche libro ed un ulteriore corso mi sono ritrovato alla mia prima esperienza come programmatore per approdare poi al mio ruolo di sistemista o come amo definirmi system integrator.
Nel cambiare tre lavori ho visto situazioni diverse e tenuto corsi io stesso, uno dei corsi a neolaureati, un introduzione ai rudimenti delle reti informatiche.
Nella prima esperienza eravamo tutti giovani, E-People come amavano definirci nella marca trevigiana(ebbene si e’ l’azienda di web hosting che alcuni conoscono), tutti con un contratto di collaborazione o assunti con salari d’ingresso, parecchia improvissazione e tutti lasciati a noi stessi anche gli stagisti per vedere cosa combinavamo, io sono passato a fare il web master per un paio di giorni in 30 giorni di mattinate infernali(treno TS-TV al mattino ed alla sera, in mezzo lavoro), mentre la mia povera vicina, laureanda in ingegneria a Padova era ancora dietro ad installarsi il PC ed a rincorrere le basi di Java, altri laureati invece erano diventati senior ed avevano potuto prendere alloggio a prezzo ridotto con assistenza dell’azienda, il mio feeling era misto, sfruttavano tutti, ma cercavano persone capaci, laureate o meno.
L’azienda successiva assuemva quasi solo laureati in ingegneria informatica, spesso con il massimo dei voti, e beh capitava che dovessi sporcarmi le mani io per aiutare sul codice alle volte, persone capaci, ma armate di buona volonta’ e conoscenza specifica, io ero oramai avviato al ruolo di senior e dovevo crescere chi arrivava eventualmente.
Nel nuovo lavoro il gap si e’ dimostrato fino maggiore, come sapete se avete letto il blog il mio gruppo e’ composto da laureati con eventuali PHD in elettronica e/o master di specializzazione ed io mi ritrovo a farne il supervisore, persone capaci, ma mi hanno fatto rendere conto che il titolo di laurea non e’ tutto, la capacita’ di capire il cliente e la tua azienda vale cento volte tanto.
Questo Corso era al limite dell’assurdo, mi sono ritrovato a spiegare concetti base a degli scolaretti che di fronte a 12 fogli di termini mi hanno chiesto se avessi documentato le 90 e passa pagine di contenuto che avevo appena riversato su di loro, ho almeno visto qualche viso alzarsi sorridente dal quaderno di appunti alla mia negazione.
Un giorno e mezzo passato a riversare concetti che probabilmente dovremo coprire nuovamente in sede di mentoring di qui ad una settimana, uno sforzo immane i cui risultati sono tutti da dimostrare.
I manager sono scettici e sperano che il tutto riesca come operazione per poter risparmiare sui nostri esosi salari, io temo invece i clienti se li sbranino ed io sia poi chiamato a rimediare.
Strana cosa tra una ventina di candidati e otto per il mio specifico settore, brilla l’assenza di italiani/francesi, mentre spiccano due spagnole ed un portoghese, che sia un ulteriore ricambio tra i paesi latini?
Io posso solo augurarmi loro se la cavino in qualche maniera in questo grande mare in tempesta, io ho solo alzato delle vele al vento
I am sailing, I am sailing,
I am flying, passing high clouds,
to be with you, to be free.
Can you hear me, can you hear me
thro' the dark night, far away,
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
Can you hear me, can you hear me,
thro' the dark night far away.
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
We are sailing, we are sailing,
home again 'cross the sea.
We are sailing stormy waters,
to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free,
Oh Lord.
(Sailing –Rod Stewart)
Il viaggiatore veleggia a vista perso nell’orizzonte lontano.