domenica, novembre 27, 2005, ore 10:33

 
Preso come sono dal lavoro non riesco a postare, forse oggi almeno un po’ mi metto alla pari, in quello che credo possa essere un seguito al precedente post mi sono permesso un paio di riflessioni sul film balzato in testa alle classifiche di visione dei cinema.
 
Qualche commento sulla produttrice innanzitutto, tra Legami e le Eta’ di Lulu Francesca Neri ha saputo creare un alone di sensualita e mistero per quanto la riguardava, quella chioma rossa ha sicuramente raccolto sguardi sognanti di un pubblico maschile.
 
Noi maschietti siamo un po’ cosi’ in preda ed eterni turbamenti che certe immagini non fanno che stimolare.
 
In merito ai contenuti il libro non mi e’ piaciuto, anzi mi sembrava scritto parecchio male, in merito al film devo aspettare di vederlo eventualmente per commentarlo, dato che l’autrice si e’ disassociata, dove averne ceduto i diritti ed uno o piu’ litigi con la produttrice.
 
In merito al pubblico, ho letto divertito molti commenti, posso solo ricordare quando usci’ nove settimane e mezzo, le code infinite per poterlo vedere in multisala, i contenuti cambiano ma non le reazioni mi verrebbe da dire.
 
Io sono legato un po’ a quelle visioni di satin, lingerie, di potere maschile sulla donna che Kim Basinger ed il tenebroso Mickey Rourke avevano saputo evocare, le orge dozzinali di un’adolescente alla scoperta del proprio essere donna e in teoria del grande Amore mi lasciano maggiormente perplesso.
 
Ho riso di gusto pero’ a leggere di sedicenni con il blocco per gli appunti neanche andassero a scuola, che siano forse i tempi che cambiano o dovremmo iniziare a parlare seriamente di sesso a scuola?

Shot through the heart, and your to blame, darling
You give love a bad name

An angel's smile is what you sell
You promise me heaven then put me through hell
Chains of love, got a hold on me
When passion's a prison you can't break free

You're a loaded gun ... yeah
There's nowhere to run
No-one can save me, the damage is done

Shot through the heart, and your to blame
You give love a bad name
I play my part and you play your game
You give love a bad name
You give love a bad name

You paint your smile on your lips
Blood red nails on your fingertips
A school boys dream, you act so shy
Your very first kiss was your first kiss goodbye

You're a loaded gun
There's nowhere to run
No-one can save me, the damage is done

Shot through the heart, and your to blame
You give love a bad name
I play my part and you play your game
You give love a bad name
You give love.....

Shot through the heart and your to blame
You give love a bad name
I play my part and you play your game
You give love a bad name

Shot through the heart and your to blame
You give love a bad name
I play my part and you play your game
You give love a bad name

You give love....
You give love a bad name
You give love....
You give love a bad name
You give love....
You give love a bad name

(Give love a bad name – Bon Jovi)
 
Il viaggiatore lavora, ma pensa e legge.
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giovedì, novembre 17, 2005, ore 19:30

 
Negli Stati Uniti vi e’ la diffusa opinione che le donne del sud siano bollenti, un po’ come Kathleen Turner nel bellissimo Brivido Caldo di Kasdan, anni fa parlavo con una texana insieme ad un collega statunitense in visita in un pub irlandese(quelle cose che succedono un po’ solamente a Bruxelles) ed al termine della conversazione questo italo-americano mi commentava con interesse quanto fossero calde le donne texane.
 
Ho visto recentemente due film distinti come soggetto e tipologia: il diavolo vestito di blu con Denzel Washington e Jennifer Beals, In the cut con Meg Ryan, entrambi pero’ parlavano di carnalita’, di sesso vissuto con passione, in termini vivaci, sentiti.
 
Le conversazioni erano in quello che verrebbe definito linguaggio un po’ “spinto”, o magari verace, senza mezzi termini e forse anche quello mi piace di una certa tipologia di rapporto il saper dire quello che si vuole e come lo si vuole.
 
Un collega parlava di un matrimonio per la cui festa di addio al celibato lui e gli amici hanno pagato una notte in un prive di un night club al futuro sposo, ora che certi scenari non si siano mai presentati prima del matrimonio o che li si viva solo al di fuori del proprio rapporto rappresenta secondo me una vera e propria ipocrisia.
 
Mi sembra da ragazzini lasciarsi vincere da una maglietta trasparente o essere rapiti alla visione di un paio di gambe che escono da uno spacco qualsiasi, chissa forse maturando i miei gusti sono cambiati, ma cerco rapporti piu’ intensi in cui la componente psichica trova altrettanto se non di piu’ soddisfazione di quella fisica e soprattutto di riuscire a soddisfare tutti i cinque sensi.
 
Alla quantita’ ed alla durata, forse mi ritrovo a preferire la qualita’, perche’ non si e’ ventenni a vita e perche’ ho scoperto in me malizie o magari un modo di vedere il rapporto un po’ diverso, non solo nella varieta’ ma anche nel modo in cui questa varieta’ viene ricercata, senza necessariamente trascendere o prevaricare le esigenze del partner.
 
Al bando le prestazioni assolute o almeno non essere alla ricerca del record, quanto piuttosto saper cogliere, vedere i momenti di maggior intensita’ e coltivarli fino a che non sia giunto il momento di prendere fiato di nuovo e chiudere la giornata in attivo.

Whatta man, whatta man, whatta mighty good man!

I wanna take a minute or two, and give much respect to -
To the man’s that’s made a difference in my world.
And although most men are hoes, he goes on the down-low
Cuz I never heard about him with another girl.
But I don’t sweat it because it’s just pathetic to let it,
Get me involved in that he said she said crowd.
I know that ain’t nobody perfect, I give props to those who deserve it,
And believe me y’all he’s worth it.
So here’s to the future cuz we got through the past,
I finally found somebody who can make me laugh. (ha ha ha)
You so crazy...i think I wanna have yo baby.

Whatta man, whatta man, whatta man, whatta mighty good man!

My man is smooth like barry, and his voice got bass.
A body like arnold with a denzel face. he’s smart like a doctor
With a real good rep, and when he comes home, he’s relaxed with pep.
He always got a gift for me everytime I see him.
Alot of snot nose, ex-flames couldn’t be him.
He never ran a corny line once to me yet, so I give him stuff
That he’ll never forget. he keeps me on cloud 9 just like intended.
He’s not a fake wannabe, tryin’ to be a pimp. he dresses like a
Davadon, but even in jeans, he’s a God sent original,
The man of my jeans.

Yes my man says he loves me, never says he loves me not. not to
Rush me good and touch me in the right spot.
See other guys that I’ve had, they’ve tried to play all the mac,
But everytime they tried, I’ve said that’s not it!
But not this man, he’s got the right potion, baby rub it down
And make it smooth like lotion. he’s the origional highway to
Heaven. from seven to seven he’s got me open like 7 eleven, and
Yes it’s me that he’s always choosin. with him I’m never loosin,
And he knows that my name is not susan. he always has heavy
Conversation for the mind, whuch means a lot to to me cuz good men
Are hard to find.

Whatta man, whatta man, whatta man, whatta might good man!

Whatta mighty mighty good man! know what I’m saying? whatta
Might mighty good man ya’ll! y’all don’t hear me. now check
Him out.

My man gives real lovin, that’s why I call him killa. he’s not a
Wam bam, thank-you-ma’am, he’s a thrilla. he takes his time,
And does everything right. knocks me out with one shot for
The rest of the night. he’s a real smooth brotha, never in a
Rush. and he gives me goose pimples with every single touch, spends
Quality time with his kids when he can. secure in his manhood
Cuz he’s a real man. a lover, and a fighter, and he’ll knock
Another out. don’t take him for a sucka, cuz it’s not what he’s
About. everytime I need him, he always got my back. never dis-
Respectful, cuz his momma taught him that.

Whatta man, whatta man, whatta man, whatta mighty good man!

(Whatta man – En Vogue)
 
Il viaggiatore lavora, ma fantastica.
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lunedì, novembre 14, 2005, ore 18:17

 
Io non amo lavorare, avrei cosi’ tanti interessi che se potessi mi riposerei e mi lascerei a seguirli tutti giorno dopo giorno.
 
Uno dei sogni che mi aveva guidato ad accettare questo lavoro era la promessa che di li a poco avrei potuto vivere di rendita, tanto per fare alcuni calcoli simili a quelli che facevo io nella bolla della speculazione vi erano colleghi che grazie a stock options avevano trecento millioni virtuali di lire a due anni dall’assunzione.
 
Quest’articolo del Corriere me lo ha fatto ricordare quel sogno di chiudere a 35 anni, al momento l’ho rinviato a 40 o 45, ma spero sempre di farcela prima o poi per poi dedicarmi ad altro, lettura, relax, musica e via dicendo.
 
Se ne parlava con un collega, ora che la bolla della speculazione su Internet e’ scoppiata i nostri risparmi e le nostre azioni dovranno essere meno speculative e piu’ sul lungo termine, io rimango confidente pero’ che non mi tocchera’ aspettare fino a 60 anni per godermi un po’ di riposo.
 
L’appartamento sara’ mio tra 9 anni e poi magari riusciro’ finalmente a ricavare dei soldi dalle azioni, al momento ci pago solamanete sopra le tasse, e mi ritirero’ a bere mojito e guardare il mare.
 
Ed allora ricomincio a lavorare duramente pregustandomelo quel momento come il protagonista di Collateral che guarda sempre la cartolina dell’isola dei tropici mentre guida nel traffico tormentato di Los Angeles.

I`ve seen the future, I can`t afford it
Tell me the truth sir, someone just bought it
Say mr. whispers! Here come the click of dice
Roulette and blackjacks - gonna build us a paradise
Larger than life and twice as ugly
If we have to live there, you`ll have to drug me
 
Maybe these luxuries can only compensate
For all the cards you were dealt at the hands of fate
So tell me
Tell me! tell me! How to be a millionaire
Tell me! tell me! How to be a millionaire!
 
Millionaire! Billionaire! Trillionaire!
 
Hardly surprising if you might consider
Loyalties go to the highest of bidders
What`s my opinion? I`d give you ten to one
Give me a million, a franchise on fun
But there are millions who often get nowhere
And there`s just one secret I think you should share
 
Maybe these luxuries can only compensate
For all the cards you were dealt at the hands of fate
So tell me
Tell me! tell me! How to be a millionaire
Tell me! tell me! How to be a millionaire!
 
Who wants to be millionaire?
I do! - I don`t! - I do!
Who wants to be millionaire?
I do! - I don`t!
 
I`ve seen the future and I can`t afford it

(How to be millionaire – ABC)
 
Il viaggiatorecontinua su ritmi notevoli sbuffando.
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lunedì, novembre 14, 2005, ore 11:57

 
Un paio di film raccontano tramite immagini cosa possa fare la routine e quanto sia necessaria in certe situazioni di stress, penso al Steve Mc Queen della Grande Fuga ed al suo guantone e palla da baseball per la cella o a Eddie Murphy, il suo scalcagnato walkman e la sua voce stonata a ripetere il refrain di Roxanne, ecco molti di noi arbitriprima di andare incampo eravamo e siamo cosi’, a creare il vuoto per affrontare dodici giocatori urlanti, le panchine e un palazzetto infuocato.
 
Ci vuole tempo percostruirsi quella calma interiore, energie ed abitudine, io ci ho lavorato a lungo, i giocatori/le giocatrici spesso quella calma non la vedono o vogliono sconvolgerla, ma agli arbitri e’ richiesta tranquillita’ e costanza, decisione dopo decisione, palla dopo palla, senza perdere i nervi.
 
Il training autogeno da arbitro mi e’ servito molto anche sul lavoro, in fin dei conti siamo in simili scenari, situazioni stressanti dove si deve essere precisi e non perdere la calma, fischiare , guardare i collaboratori, riflettere, decidere ed attenersi a quella decisione fino alla fine, costi quel che costi, senza ascoltare le urla circostanti, creandosi un silenzio interiore ed uno distrorto senso del tempo, dove i secondi diventano minuti.
 
Ho imparato a fare a meno se proprio devo dei momenti preparatori e fingere di aver potuto completare con calma la mia colazione eventualmente, pronto a qualsisasi cosa il lavoro mi scaraventi addosso, freddo, con una maschera sul viso e pronto a cogliere ogni segnale su quale sia la decisione piu’ opportuna.
 
Le cose sono un po’ peggiori sui rapporti interpersonali, potete urlarmi contro che io tendo ad essere placido esternamente, replicare magari in maniera fredda, tagliente, ma non sembro esser mai pronto ad accettare le critiche e spesso, troppo spesso sembro invece incline a non badarci.
 
Internamente ribollo spesso e finisce che accumulo tensioni che si manifestano dopo in crampi muscolari, senza che in realta’ io possa farvi niente, il mio condizionamento interno fa si che in situazioni che reputo pericolose mi rifugio nella mia corazza.
 
Forse anche per questo preferisco non discutere quando lavoro, stress si accumula a stress e magari scopro le mani tremarmi, mio tic usuale, o peggio inizio a non riuscire a focalizzarmi ed eventualmente compiere errori, una situazione difficilmente concessa nella mia realta’ lavorativa.
 
Chi mi circonda si sente escluso, irrilevante e trascurato, ma anche questo purtroppo e’ uno dei prezzi da pagare nello starmi a fianco, insieme con il fatto di dover accettare le vacanze come momento di recupero da tanto stress e non come occasione di chiarimenti cosi’ a lungo rinviati.
 
Forse mi illudo, ma io continuo a sperare casa sia un sinonimo di pace in cui le tensioni quotidiane si allontanino e per un momento il sorriso affiori.

I think that you're the one
When everytime you call me lady
I don't know what it is
That makes me feel like this just lately yeah

- Those heavenly calls
- You knew I was on my own
- Those heavenly calls
- We stepped into the unknown

Let me sleep
So I can dream of you
Let me sleep
So I can be with you

What's a girl to do when she's alone
With you just tell me
And here we are again yeah acting
Like we're friends don't held me

Hold me close, let me be with you

- At least tonight, we'll be misunderstood

Let me sleep
Oh let me sleep
Let me sleep so I can dream of you
Let me sleep so I can be with you
Let me sleep so I can dream of you
Let me sleep so I can be with you
Let me sleep
Let me sleep so I can be with you
 
(Let me sleep – Texas)
 
Il viaggiatore ha lavorato quattro giorni festivi come fossero feriali, senza pace e con mille pensieri, a quando la pace?
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domenica, novembre 13, 2005, ore 08:52

 
Stavo per partire per il lontano continente l’Australia terra selvaggia a seguito di un paio di nonni viaggiatori ed a salutare due lontani parenti, prozio e bisnonna di cui non avevo ricordo.
 
Molti sono i ricordi di quel viaggio, uno degli ultimi con mio nonno paterno purtroppo, colpito troppo presto da una di quelle brutte malattie che riescono a spezzare anche i fisici piu’ forti.
 
Era soleggiato quell’inverno nell’altro emisfero temperature sopra ai 50 gradi e soprattutto mare e spiagge che rendevano strano il natale vissuto cosi’.
 
Per fortuna c’era Rundle street la via dei negozi ove echeggiava Downtown di Petula Clark e Myer, ah le vetrine di quell’enorme negozio di mille cose nel periodo natalizio si popolavano di mille animali cartonati semoventi che rappresentavano storie diverse, mamma oca ed i suoi piccoli, il signor Riccio e via dicendo.
 
Quelle forme lontane erano le gioie di ogni bambino ed ogni occasione era buona per fermarsi a guardarle, per incollare il naso alle vetrine in rapida successione, per cercare di seguire il filo delle diverse storie.
 
Ancor’oggi se domandi a mia madre il miglior ricordo di Copenhagen ti racconta la storia dei bambini con i nasi incollati sotto la neve a guardare le vetrine dei negozi di giocattoli, beh per me Adelaide e’ anche questo, quelle vetrine, Downtown ed un’altra canzone, scritta appositamente per Intrigo internazionale e cantava con la voce d’usignolo da quella simpatica biondina che rispondeva al nome di Doris Day.
 
Ieri mi sono perso nel guardare il complicato intreccio di In the cut al solo suono di quella voce ed alle foto in bianco e nero, rendendomi conto che anche il mio passato lo e’ forse in parte e non mi occorre immaginarmelo, lo vedo come fosse oggi, coperto solo lievemente dalla patina del tempo, convinto che un piccolo soffio potrebbe rimuoverla.

When I was just a little girl
I asked my mother
What will I be
Will I be pretty
Will I be rich
Here's what she said to me
 
Que sera, sera
Whatever will be, will be
The future's not ours to see
Que sera, sera
What will be, will be
 
When I grew up and fell in love
I asked my sweetheart
What lies ahead
Will we have rainbows
Day after day
Here's what my sweetheart said
 
Que sera, sera
Whatever will be, will be
The future's not ours to see
Que sera, sera
What will be, will be
 
Now I have Children of my own
They ask their mother
What will I be
Will I be handsome
Will I be rich
I tell them tenderly
 
Que sera, sera
Whatever will be, will be
The future's not ours to see
Que sera, sera
What will be, will be
Que Sera, Sera

(Que sera, sera – Doris Day)
 
Il viaggiatore pensa che vi sia una grande verita’ di fondo in questa canzone, per quanto possiamo programmare, per quanto forte possiamo volerle le cose bisogna alla fine viverle per vederle realizzare ed allora armati del nostro coraggio ci facciamo forza e guardiamo avanti... Que sera, sera
 
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martedì, novembre 08, 2005, ore 20:13

 
Nella mia adolescenza avanzata coltivavo le letture di Skorpio e Linus, ma ancora di piu’ mi perdevo nei racconti di Mister No e di Corto Maltese, paesi lontani ai tropici, Manaus, l’Amazzonia, le grandi pianure, il Sertao.
 
Un’occasione unica nel mio viaggio attraverso l’Italia e’ capitata a Siena dove la mostra di Pratt e’ stata estesa fino a qualche giorno dopo la mia partenza, mi sono cosi’ perso tra le calli veneziane, le pampas argentine e quei personaggi cosi’ pittoreschi come Rasputin e Morgana.
 
A casa avevo un poster del Cancro(segno zodiacale) appeso con Corto Maltese in soggiorno, una meraviglia, con lui seduto sulla sua poltrona in legno imbottita, berretto da marinaio in testa e sigaretta fumante alla bocca.
 
Credo di averli sempre sognati quei mari del sud che Corto avrebbe visto, i gabbiani all’orizzonte in plancia ad una corvetta, vele al vento, o quelle conversazioni filosofiche con Rasputin, avventurieri alla fine del mondo o in citta’ magiche come Venezia.
 
Ero rapito a Porta Palazzo ad osservare una sedia in legno era molto simile a quella vista nei fumetti, sono ancora dispiaciuto di non aver trovato un mezzo per prenderla e riportarmela nel mio soggiorno, strana la vita.
 
Ci sono simboli che ti incontreranno non importa che cammino tu faccia, canzoni che ti accompagneranno dapertutto e sogni che non ti lasceranno mai, purche’ tu sappia sempre ricordarti chi sei.

I'm tired of telling the story
Tired of telling it your way
Yeh I know what I saw
I know that I found the floor

Before you take my heart, reconsider
Before you take my heart, reconsider
I've opened the door
I've opened the door

Here comes the summer's son
He burns my skin
I ache again
I'm over you

I thought I had a dream to hold
Maybe that has gone
Your hands reach out and touch me still
But this feels so wrong

Before you take my heart, reconsider
Before you take my heart, reconsider
I've opened the door
I've opened the door

Here comes the summer's son
He burns my skin
I ache again
I'm over you

Before you take my heart, reconsider
Before you take my heart, reconsider
I've opened the door
I've opened the door

Here comes the summer's son
He burns my skin
I ache again
I'm over you

Here comes the winter's rain
To cleanse my skin
I wake again
I'm over you

Here comes the summer's son
He burns my skin
I ache again
I'm over you

Here comes the winter's rain
To cleanse my skin
I wake again
I'm over you

I'm over you

(Summer son – Texas)
 
Il viaggiatore contrariamente alle sue abitudini suggerisce un libro ed un cd, il primo un ricordo d’infanzia toccante e struggente ma molto commovente, il secondo un nuovo album che riporta un gruppo ai suoi ritmi ed ai recenti successi.
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lunedì, novembre 07, 2005, ore 19:15

 
Vado al massimo, vado a gonfie vele.
 
Penso di aver accumulato momenti di grande stanchezza, quando preparavo la matura e mi sono bruciato lo stomaco con i troppi caffe o quando ritornavo alle quattro del mattino da Cattolica dopo esser partito al mattino, arrivato il pomeriggio e ballato alle dieci di sera o come piu’ recentemente come quando tornato da Boston, presi la macchina da Bruxelles e partii la notte per giungere il sabato a Trieste e partire la domenica pomeriggio con i beni che avevo prelevato dalla mia stanza, ormai molto piu’ vuota.
 
Stanco come in questo periodo pero’ dubito, mille lavori, sono in ritardo su tutto tanto che mi ritrovo a lavorare la domenica per seguire da oggi un training con calma e senza l’assillo dei clienti.
 
Il lavoro sta costringendo molti team a questi ritmi e nessuno sembra badarci piu’ di tanto, presto dovrei finalmente riavere la linea funzionante da casa ed almeno una cosa sara’ risolta e potro’ lavorare dalla spelonca.
 
Manca solo i mali di stagione iniziino a colpire nei ranghi e penso che cado per terra distrutto, dura la vita in certe aziende.
 
Il problema non e’ solo in quantita’ purtroppo, ma anche sulla qualita’, la tipologia e natura delle richieste sono assurde, giovedi stavo per lasciar l’ufficio in orario che mi arrivano due bombarde come e-mail e poi telefonata del manager di turno che mi chiede di seguire su di una situazione data un’escalation al Vicepresidente, e concorrente assenza dei due manager in linea ed un nuovo Direttore.
 
Sei poi non riesci neppure a dormire preso da mille pensieri non ne vieni piu’ fuori o peggio pensi di venirne fuori con i piedi in avanti.
 
Al momento stringo i denti ed insisto.
 
Tu mi fai girar
tu mi fai girar
come fossi una bambola
poi mi butti giù
poi mi butti giù
come fossi una bambola
Non ti accorgi quando piango
quando sono triste e stanca tu
pensi solo per te

No ragazzo no
No ragazzo no
del mio amore non ridere
non ci gioco più
quando giochi tu
sai far male da piangere
Da stasera la mia vita
nelle mani di un ragazzo no,
non la lascerò più

No ragazzo no
tu non mi metterai
tra le dieci bambole
che non ti piacciono più
oh no, oh no

Tu mi fai girar,
tu mi fai girar...
poi mi butti giù,
poi mi butti giù...

(La bambola –Patty Pravo)
 
Il viaggiatore ha le vertigini da quanto gira.
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domenica, novembre 06, 2005, ore 23:57

 
Ci sarebbero parecchi punti da chiarire e forse non e’ neppure l’ora adatta, ma cerchero’ di essere chiaro e sintetico in merito al mio precedente post sui giovani virgulti e fanciulle.
 
Io mi sono specializzato con un tecnico che non amava troppo l’esposizione, ma aveva un’esperienza notevole, poi tra i suoi indirizzamenti, qualche libro ed un ulteriore corso mi sono ritrovato alla mia prima esperienza come programmatore per approdare poi al mio ruolo di sistemista o come amo definirmi system integrator.
 
Nel cambiare tre lavori ho visto situazioni diverse e tenuto corsi io stesso, uno dei corsi a neolaureati, un introduzione ai rudimenti delle reti informatiche.
 
Nella prima esperienza eravamo tutti giovani, E-People come amavano definirci nella marca trevigiana(ebbene si e’ l’azienda di web hosting che alcuni conoscono), tutti con un contratto di collaborazione o assunti con salari d’ingresso, parecchia improvissazione e tutti lasciati a noi stessi anche gli stagisti per vedere cosa combinavamo, io sono passato a fare il web master per un paio di giorni in 30 giorni di mattinate infernali(treno TS-TV al mattino ed alla sera, in mezzo lavoro), mentre la mia povera vicina, laureanda in ingegneria a Padova era ancora dietro ad installarsi il PC ed a rincorrere le basi di Java, altri laureati invece erano diventati senior ed avevano potuto prendere alloggio a prezzo ridotto con assistenza dell’azienda, il mio feeling era misto, sfruttavano tutti, ma cercavano persone capaci, laureate o meno.
 
L’azienda successiva assuemva quasi solo laureati in ingegneria informatica, spesso con il massimo dei voti, e beh capitava che dovessi sporcarmi le mani io per aiutare sul codice alle volte, persone capaci, ma armate di buona volonta’ e conoscenza specifica, io ero oramai avviato al ruolo di senior e dovevo crescere chi arrivava eventualmente.
 
Nel nuovo lavoro il gap si e’ dimostrato fino maggiore, come sapete se avete letto il blog il mio gruppo e’ composto da laureati con eventuali PHD in elettronica e/o master di specializzazione ed io mi ritrovo a farne il supervisore, persone capaci, ma mi hanno fatto rendere conto che il titolo di laurea non e’ tutto, la capacita’ di capire il cliente e la tua azienda vale cento volte tanto.
 
Questo Corso era al limite dell’assurdo, mi sono ritrovato a spiegare concetti base a degli scolaretti che di fronte a 12 fogli di termini mi hanno chiesto se avessi documentato le 90 e passa pagine di contenuto che avevo appena riversato su di loro, ho almeno visto qualche viso alzarsi sorridente dal quaderno di appunti alla mia negazione.
 
Un giorno e mezzo passato a riversare concetti che probabilmente dovremo coprire nuovamente in sede di mentoring di qui ad una settimana, uno sforzo immane i cui risultati sono tutti da dimostrare.
 
I manager sono scettici e sperano che il tutto riesca come operazione per poter risparmiare sui nostri esosi salari, io temo invece i clienti se li sbranino ed io sia poi chiamato a rimediare.
 
Strana cosa tra una ventina di candidati e otto per il mio specifico settore, brilla l’assenza di italiani/francesi, mentre spiccano due spagnole ed un portoghese, che sia un ulteriore ricambio tra i paesi latini?
 
Io posso solo augurarmi loro se la cavino in qualche maniera in questo grande mare in tempesta, io ho solo alzato delle vele al vento
 
I am sailing, I am sailing,
I am flying, passing high clouds,
to be with you, to be free.
Can you hear me, can you hear me
thro' the dark night, far away,
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
Can you hear me, can you hear me,
thro' the dark night far away.
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
We are sailing, we are sailing,
home again 'cross the sea.
We are sailing stormy waters,
to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free,
Oh Lord.

(Sailing –Rod Stewart)
 
Il viaggiatore veleggia a vista perso nell’orizzonte lontano.
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venerdì, novembre 04, 2005, ore 17:58

 
Sommerso dal lavoro non riesco neppure a postare eppure lo vorrei, ispirazioni non mancano quotidianamente, ma se non voglio restare bloccato sulla sedia qualche pausa caffe me la devo prendere.
 
Il training e’ andato bene, ma vi sono troppi ulteriori argomenti da discutere che temo prenderanno un intero post, vi rinvio ai post successivi.
 
Il lavoro incalza e le ore nell’ufficio aumentano, come previsto a novembre le richieste sono aumentate ed io sono come una trottola a correre dietro a tutto.
 
I divani e delle tende fanno bella figura nella spelonca che mi vede sempre meno ma anche questo merita un approfondimento in un nuovo post.
 
Il conto corrente oscilla tra il rosso ed il verde in mezzo a casini combinati dalla banca ma anche questo merita un post separato.
 
Dovevo parlarvi di una mostra quasi a concludersi a Siena su Corto Maltese ed Hugo Pratt, ma anche questo merita maggior tempo e qualche riga qui e li’.
 
Volevo discutere di amore e guerra e di come l’uno mal si concili con l’altro ma spesso vengano a sovrapporsi in discussioni che non dovrebbero aver luogo, ma non voglio rattristarvi.
 
Volevo recensire e commentare un paio di vostri post, ma il tempo e’ tiranno.
 
Volevo parlare dell’alloggio e di come stia diventando impossibile costruirsi un futuro nel nostro paese che non implichi una vita di fatiche e difficolta’, ma non sono un politico.
 
I disservizi di splinder sono all’ordine del giorno, ma questa non e’ una novita’ e non merita scriverci sopra.
 
Vi leggo ogni giorno con interesse e vi ringrazio per i minuti di relax che mi offrite, io al momento posso al massimo respirare e devo lavorare, chissa quando potro’ vivere.
 
Les pieds dans le sable blanc il marchait sur la plage
Le garçon à la peau d'or le garçon de mon âge
Qui ne se doutait pas que j'entrerais dans sa vie
Et que pour moi l'été mettait son cœur en folie
Pour mieux me le donner pour mieux me le garder

Les pieds dans le sable blanc elle marchait sur la plage
En cueillant au bord de l'eau de jolis coquillages
Guidée par l'étoile de mer elle venait vers mon cœur
Et sous le ciel bleu elle m'a donné tant de bonheur
Que depuis ce temps là j'ai le goût le goût de chanter

Le bonheur c'est la mer
Lorsque revient l'été
Le bonheur c'est qu'on est pu se rencontrer
Sur la plage ensoleillée

Les pieds dans le sable blanc elle marchait sur la plage
En cueillant au bord de l'eau de jolis coquillages
Guidée par l'étoile de mer elle venait vers mon cœur
Et sous le ciel bleu elle m'a donné tant de bonheur
Que depuis ce temps là j'ai le goût le goût de chanter

Les pieds dans le sable blanc il marchait sur la plage
Le garçon à la peau d'or le garçon de mon âge
Qui ne se doutait pas que j'entrerais dans sa vie
Et que pour moi l'été mettait son cœur en folie
Pour mieux me le donner pour mieux me le garder

Les pieds dans le sable blanc nous marchions sur la plage
En cueillant au bord de l'eau de jolis coquillages
Sans se douter que l'amour était là dans nos vies
Et que pour nous l'été mettait nos cœurs en folie
Que depuis ce temps là on a le goût, le goût de chanter
potrei berti un cielo azzurro
quando è l'ora del caffè
sotto un sole da ramarro
non avendo pane e burro
tu potrai mangiare me.
oh oh...

(La mer et la sable –Ginette Reno)
 
Il viaggiatore vegeta e cerca nuove forze, in un eterno rincorrersi di lento e rock in confronto ai quali la destra e la sinistra di Gaber secondo me avevano molto piu’ valore, ma di Signor G ve ne era solamente uno e purtroppo ci ha lasciati.
UlisseIlViaggiatore
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