giovedì, settembre 29, 2005, ore 18:25

 
Stacco di nuovo e torno a viaggiare, il sonno non arriva ma almeno leggo, per il resto poi si vedra’, training finito, valigie quasi preparate e poi via di corsa, verso l’orizzonte.
 
Posso vuotare il frigo, ridurre il riscaldamento e tornarmene al sole in Italia, sono allegro finalmente.
 
Quando torno dovro’ svezzare 6 laureati che hanno passato una selezioni in mezzo a quattrocento per entrare nel nostro team ed uno o piu’ forse diventeranno un giorno una rogna in piu’ da gestire nel team.
 
Un passo alla volta le cose sembrano andare nella giusta direzione anche se i divani non sono ancora’ li’ e se il lavoro resta troppo, cerchiamo di essere ottimisti e di cumulare giorni di vacanza per quando non se ne potra’ piu’.
 
Non so se riusciro’ a seguirvi dall’Italia, ma vi pensero’ sicuramente, al lavoro impegnati/e come non mai ed io finalmente a dormire e/o guidare, chissa’ sognare.
 
Una notte ti porterò
nel mio regno vicino al mare
c'è una stella tutta mia
non va mai via

La tua pelle accarezzerò
con i petali di un bel fiore
ma l'amore si farà
finchè ti va

Ninna nanna ninna nanna
ninna nanna per noi due
Ninna nanna ninna nanna
le mie gambe tra le tue
potrei berti un cielo azzurro
quando è l'ora del caffè
sotto un sole da ramarro
non avendo pane e burro
tu potrai mangiare me
oh oh

Una notte ti porterò
nel mio regno vicino al mare
dove sta solo io lo so
tu lascia fare

Ninna nanna ninna nanna
ninna nanna per noi due
Ninna nanna ninna nanna
le mie gambe tra le tue
potrei berti un cielo azzurro
quando è l'ora del caffè
sotto un solo da ramarro
non avendo pane e burro
tu potrai mangiare me
oh oh oh...

Ninna nanna ninna nanna
ninna nanna per noi due
Ninna nanna ninna nanna
le mie gambe tra le tue
potrei berti un cielo azzurro
quando è l'ora del caffè
sotto un sole da ramarro
non avendo pane e burro
tu potrai mangiare me.
oh oh...

(Ninna nanna –Loredana Berte)
 
Il viaggiatore non ha piu’ un lenzuolo sul letto, ma una matassa informe.
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martedì, settembre 27, 2005, ore 14:49

 
Continuo a dormire non benissimo, per quanto lo stress si stia pian piano riducendo alla previsione di un po’ di vacanze di nuovo, qualche giorno a Torino, qualcun altro a Trieste, pochi a Roma ed infine Siena/San Gimignano spero.
 
Un giro per l’Italia che spero mi dia da pensare ad altro che al lavoro, un minor stress nei riguardi delle mie giornate e dei miei risvegli.
 
Ho rifinito ancora dei particolari nell’appartamento e ne sono francamente felice e se continua cosi’ va a finire che saro’ molto contento del risultato finale, ora posso finalmente procedere con calma.
 
Sembra che sia quello la cosa difficile di questi giorni, rallentare, sono entrato in un cerchio che prima o poi dovro’ spezzare, ma in cui al momento mi ritrovo a girare giorno dopo giorno.
 
Alle volte mi sento molto criceto.
 
I only smoke weed when I need to,
And I need to get some rest,
I confess, I burnt a hole in the mattress,
Yes, yes, it was me, I plead guilty,
And on the count of three I pull back the duvet,
Make my way to the refrigerator,
One dry potato inside, no lie
Not even bread, jam,
When the light above my head went bam!
I can't sleep, something's all over me,
Greasy, insomnia please release me,
And let me dream about making mad love on the heath,
Tearing off tights with my teeth.
But there's no relief,
I'm wide awake in my kitchen,
It's dark and I'm lonely,
Oh, if I could only get some sleep,
Creaky noises make my skin creep,
I need to get some sleep,
I can't get no sleep....

(Insomnia –Faithless)
 
Il viaggiatore si rigira inquieto nel letto.
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venerdì, settembre 23, 2005, ore 16:29

 
Ragionavo in questi giorni sul concetto di sesso, corporalita’ e pudore e come certe espressioni si intreccino con il sentimento popolare sino a rendere certi termini e parole prendano significati o creino suggestioni diverse.
 
L’italiano la cosidetta lingua dell’amore ha sicuramente una certa pruderia quando si tratta del rapporto fisico, termini come libidinoso, evocano personaggi squallidi da bava alla bocca, nascosti nell’ombra con le mani tremolanti alla visione di un corpo nudo.
 
Idem per termini come ninfomane, allupato e via dicendo, non ho trovato una maniera simpatica di dire aver voglia di lasciarsi andare con qualcuno, se non lo sdolcinato voglia di fare l’amore, quasi si volesse prendere le distanze da certi atti impuri o dal loro pensiero.
 
Anche per certi termini stranieri come sexy ci siamo lasciati andare ad espressioni come attira lo sguardo, ma se non in conversazioni private non diciamo mai anche che possa legarsi a pensieri ed eventuali desideri quasi siano sempre solo atti di peccato da cui nascondersi o di cui non si parla.
 
Nei paesi di lingua inglese, anche in clima di puritanesimo hanno sempre utilizzato un termine adatto a tutto questo, “horny”, che non saprei come tradurre se non voler essere porcellino/a, con un sorriso di condiscenza che mi sento sempre di apprezzare.
 
I classici parlavano da sempre dei nostri istinti fauneschi/satireschi per gli uomini e ninfoidi per le donne e non si lasciavano fuorviare da un certo perbenismo, la civilta’ ha iniziato ipocritamente a negare questi istinti, salvo in rare occasioni e certe espressioni si sono perse, fino a che spero non torneranno in un futuro a risorgere spinte dai nostri bisogni primari.
 
Io sono una persona fisica che non ha mai ipocriticamente detto tali pulsioni non esistessero ed anzi ha sempre preferito vederle manifestarsi in chi mi circonda.
 
E voi?
 
Quando ero piccolo tutti mi scherzavano
per le dimensioni del mio pene, ed io non stavo bene.
Soffrivo le pene per colpa del pene, ma più il problema non si pone:
sì, perchè il pene mi dà il pane, son diventato un grande attore
e, benchè schiavo dell'amore, mi son comprato una moto.
E ora son schiavo della moto, non faccio più moto,
infatti vado solo in moto,
ma ora sono diventato un mito:
ho rilanciato il film muto
perchè sono muto,
e se vedrete il filmato sicuramente converrete con noi che questà è verità.
John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto.
John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto.
Trenta centimetri
di dimensione artistica.
Su di ciò la critica è concorde
nel ritenermi sudicio.
Perchè non hanno capito
non parlo perchè son rapito,
e poi in faccia non son mai inquadrato
però dal pubblico son venerato:
ho rilanciato il film muto
perchè sono muto
e se fossi stato ceco
avrei lanciato il film ceco
e se fossi stato m
avrei lanciato il filmmm.
Dicon che faccio film penosi
perchè lavoro col pene.
E insomma il pene mi dà il pane, il pene mi da sì la moto
ma la moto non da pene
perchè funziona bene
si si la moto non da pene
perchè funziona bene
John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto
John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto.

(John Holmes –Elio e le storie tese)
 
Il viaggiatore non ama l’ipocrisia e spesso preferisce chi senza essere grossolano di pane al pane e vino al vino.
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mercoledì, settembre 21, 2005, ore 15:37

 
Spinto da un commento di Any provo a rappresentare cosa sia vivere con me, spero di riuscire ad essere sincero senza essere severo con me stesso come sono di solito.
 
I pochi amici ed i molti conoscenti dicono che sono disponibile, di buona compagnia ed una persona che sa ascoltare.
 
Chi mi vive o mi ha vissuto accanto ha sicuramente un’altro modo di vedermi: severo, pretenzioso, superbo(..vorresti insegnare sempre la materia al maestro..), di poche parole, spesso stanco, le giornate scandite da telefonate di lavoro e molto corte.
 
Si perche’ tendo a chiedere di piu’ al partner che agli amici, in fondo gli chiedo quanto o similarmente a quanto chiedo a me stesso.
 
Per il resto sono spesso triste, amo cenare fuori, ogni tanto mi diverto a passeggiare ma mai troppo, odio le folle, amo il cinema ed i teatri, preferisco restare in compagnie ridotte a due persone, me e la partner, anche se so stare bene da solo.
 
Sono abbastanza passionale anche se lo dissimulo bene, spesso vivo pensando che in amore non esista mai la parola no e non mi do limiti precisi, il che comporta che spesso sono visto come esigente e un po’ anche morboso, senza pero' mai essere possessivo e/o geloso.
Mi guardo intorno ma spesso con spirito contemplativo, sono rigorosamente monogamo e fedele, anche di fronte alle altrui tentazioni.
 
Sono insomma una brutta bestia a cui e’ difficile stare vicino, ma mi piace essere cosi’ perche’ in fin dei conti chi insiste vuol dire che tiene veramente a me ed e’ cosi’ che voglio sia la mia compagna.
 
Un dipinto in chiaro e scuro? Un puzzle di quelli strani, dalle forme contorte e dalle mille figure, un nome solo Ulisse, nessuno....
 
Dice che era un bell'uomo e veniva veniva dal mare
parlava un'altra lingua però sapeva amare
e quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato
l'ora più dolce prima d'essere ammazzato
Così lei restò sola nella stanza la stanza sul porto
con l'unico vestito ogni giorno più corto
e benché non sapesse il nome e neppure il paese
m'aspetto' come un dono d'amore fino dal primo mese.
Compiva sedici anni quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna le cantò a ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva sapeva di mare
giocava a far la donna con il bimbo da fasciare.
E forse fu per gioco o forse per amore
che mi volle chiamare come nostro Signore
Della sua breve vita il ricordo il ricordo più grosso
e' tutto in questo nome che io mi porto addosso
E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino
E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto io sono Gesù Bambino
E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino
per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino


(4 marzo 1943 –Lucio Dalla)
 
Il viaggiatore ama il mistero e crede che quello piu’ grande sia in fondo quello che ci ritorna il nostro sguardo allo specchio.
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martedì, settembre 20, 2005, ore 17:32

 
Guido la nuova macchina da qualche mese ed inizio finalmente a trovarci le giuste soddisfazioni, un po’ come certi bambini a provare certi nuovi giocattoli.
 
Mi siedo al volante e mi godo questa vista, il sedile mi avvolge ed il motore e’ silenzioso come solamente certe auto tedesche sanno essere.
 
E’ sicuramente adatta come berlina per me, placida in citta’ e grintosa in autostrada con velocita’ massime che sono da casco da pilota come qualcuno ama dire(un collega italiano ha osato portarla a 255kmh di tachimetro sulla Roma-Civitavecchia).
 
Io mi accontento di buone medie, una ottima ripresa, tanta potenza e tantissima sicurezza, per il resto non occorre andare al massimo, basta ogni tanto farla sgranchire quando le strade sono vuote o si cerca di arrivare a casa un po’ prima.
 
Ho toccato il mio limite massimo con controllo e tranquillita’ a 208kmh e non credo andro’ troppo oltre, anche se e’ un bel giocattolo a certe velocita’ bisogna fare attenzione.
 
Una serie ottimale di optional vari mi custodisce in citta’, park distance control, o in autostrada, cruise control, comodita’ ovunque sia nel sedile che nel poggiabraccio e poi una serie di sguardi a seguire questa piccola ammiraglia blu laguna.
 
Mi sa gia’ che mi manchera’ quando dovro’ ritornarla tra tre anni, ma questa e’ un’altra storia...
 
La puzza di benzina
mi fa girar la testa
quando sto su di lei
è proprio la mia festa
mi guardo quando passo
sui vetri dei negozi
mi accorgo che con lei
mi sento proprio Fonzie.
Lei non è mai gelosa
non è mai preoccupata
per essere sorridente
basta una lucidata
e quando io la guardo
e penso che è la mia
mi sento il più gasato
pischello che ci sia.
Ma lo sai che c’hai una bella moto
stasera voglio uscire con te.
Ma lo sai con quella bella moto
stasera sono tutta per te.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Uno perché a me mi piace andare veloce
che quando sali su vedrai poi come ti piace
due perché con te potremmo andare in giro
col serbatoio pieno e col giubbotto nero
fazzoletto al collo e lo sguardo incazzato
per me una birra media e per te un gelato
in giro per il mondo come sopra un razzo
anche se poi abbiamo fatto il giro del palazzo.
Ma lo sai che c’hai una bella moto
stasera voglio uscire con te.
Ma lo sai con quella bella moto
stasera sono tutta per te.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Io ci starei...
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Io ci starei...
Ma lo sai che c’hai una bella moto
stasera voglio uscire con te.
Ma lo sai con quella bella moto
stasera sono tutta per te.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.

(La mia moto –L. Cherubini in arte Jovanotti)
 
Il viaggiatore crede nel detto, gli uomini sono per le donne ed i motori, gioie e dolori di questa vita quotidiana.
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lunedì, settembre 19, 2005, ore 18:27

 
.....Ovvero la dolce meta’.
 
Leggevo con interesse e divertimento questa analisi molto geeky del rapporto uomo-donna e della possibilita’ di incontrare qualcuno/a risponda ai nostri requisiti nella scelta di un partner.
 
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare io vi vedo una ragione di speranza, si speranza nei riguardi di quello che veramente chiediamo a chi ci sta vicino.
 
Forse abbandoneremo finalmente quella logica di Ken e Barbie o delle veline perfette per apprezzare le qualita’ di chi ci siamo scelti e con cui abbiamo instraurato un rapporto, senza voler cercare la perfezione che certi media ci propongono.
 
Ognuno di noi deve saper venir a compromessi con le nostre aspirazioni senza martirizzarsi, ma senza neppur agire da principessa del pisello e contrariarsi per ogni minuzia che urta la nostra sensibilita’.
 
Il problema e’ che spesso non siamo soddisfatti di quello che abbiamo e guardiamo oltre o vogliamo cambiare il nostro partner nel nostro ideale e nel cercare di farlo guastiamo un rapporto che magari potrebbe prosperare.
 
In amore non sempre l’erba del vicino e’ piu’ erbe, ma ci vuole tempo e pazienza per capirlo e noi esseri umani siamo persone curiose per natura sempre a domandarci il se ed a rincorrere dei ma.
 
La pazienza e’ una grande virtu nei rapporti, ma spesso manca quando ce ne sarebbe maggior bisogno, allora basta guardare ai grandi numeri per capire che e’ meglio uno sforzo con chi ci e’ vicino che tanti tentativi nei riguardi del buio circostante.
 
Invece di fare come Diogene e girare con la lanterna in cerca dell’uomo, guardiamo il nostro vicino/a e vediamo come possiamo andare d’accordo con quel bipede che ci sta di fronte.
 
Let's go!
 
Don't wantcha for the weekend, don't wantcha for a night
I'm only interested if I can have you for life, yeah
Uh, I know I sound serious and baby I am
You're a fine piece of real estate, and I'm gonna get me some
land
 
Oh, yeah
So, don't try to run honey, love can be fun
There's no need to be alone when you find that someone
 
 
(I'm gonna getcha)
I'm gonna getcha while I gotcha in sight
(I'm gonna getcha)
I'm gonna getcha if it takes all night
(Yeah, you can betcha)
You can betcha by the time I say "go," you'll never say "no"
(I'm gonna getcha)
I'm gonna getcha, it's a matter of fact
(I'm gonna getcha)
I'm gonna getcha, don'tcha worry 'bout that
(Yeah, you can betcha)
You can bet your bottom dollar, in time you're gonna be mine
Just like I should - I'll getcha good
 
Yeah, uh, uh
I've already planned it - here's how it's gonna be
I'm gonna love you and - you're gonna fall in love with me
Yeah, yeah
 
Oh, yeah
So, don't try to run honey, love can be fun
There's no need to be alone when you find that someone
 
Yeah, I'm gonna getcha baby I'm gonna knock on wood
I'm gonna getcha somehow honey yeah, I'm gonna make it good
Yeah, yeah, yeah, yeah
 
Oh, yeah
So, don't try to run honey, love can be fun
There's no need to be alone when you find that someone
 
Oh, I'm gonna getcha, I'm gonna getcha real good
Yeah, you can betcha, oh, I'm gonna getcha
(I'm gonna getcha) just like I should, I'll getcha good
Oh, I'm gonna getcha good!

(I’m gonna getcha good –Shana Twain)
 
Il viaggiatore investe tutto se’ stesso in ogni rapporto, non importa quale sia il risultato finale si considera sempre come un vincitore.
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venerdì, settembre 16, 2005, ore 09:38

 
Secondo me la vita va vissuta ove possibile, stare negli angoli a guardare il fiume che scorre non e’ vivere, ma vegetare.
 
Penso sia cosi’ per i molti piaceri della vita, tra cui metto sicuramente amori, cibo, amicizie, viaggi, motori e tutte quelle spezie che rendono cosi’ saporita la nostra vita di ogni giorno.
 
Si puo’ scivolare ogni tanto, ma magari si finisce per rimbalzare ed una volta che stai salendo guardi verso il basso con un sorriso, di quelli che ti restano incollati anche quando inizi a scendere di nuovo.
 
E’ un po’ come quell’altalena sogno proibito del nostro parco giochi da piccoli, un continuo sali e scendi in un continuo equilibrio che cambia sempre ma resta sempre con un perno al centro, noi.
 
E diffido delle armature lucide, intonse, perche’ mai provate alla vita, un po’ come chi dice di aver avuto grandi esperienze e poi parlando scopri che hanno difficolta’ a discuterle  nel dettaglio, oppure praticano una sola posizione.
 
La vita e’ bella perche’ varia, almeno secondo me e piu’ si sperimenta e meglio si conosce, tanto che chi mi circonda spesso finisce per essere sorpreso/a o spiazzato/a da uno o piu’ dei miei commenti che mi ritrovo a dover spiegare.
 
Cosi’ e’ per le mie letture, la mia videoteca e via dicendo, spade scalfite, scudi scheggiati di una vita da guerriero che fatica ancora a trovare pace, seppure sia costantemente al galoppo su destrieri sempre piu’ possenti.
 
Chissa, forse un giorno mi fermero’ piu’ placido al fiume, ad abbeverare il cavallo e scendero’ dall’arcione per distendere le membra al sole e nuotare in calme acque o forse scivolero’ a terra nell’ennesima manovra azzardata, ma anche questa e’ vita..
 
Guardami quando mi parli........
Guardami quando mi parli........
Guardami quando mi parli........
Guarda se è "vero"!?
Guardami quando mi parli.......
Guarda se "tremo"!?
 
...mmhh!....Smettila di parlare....
Guardando il muro!!!
 
E..... se qualcosa mi devi dire....
Dimmelo "duro"!
 
Guardala in faccia la Realtà!
e quando è dura!.......
 
sarà "sfortuna"......
........SFORTUNA!!!!!
 
Guardala in faccia La Realtà!
.......è più "sicura"!
 
Guardala in faccia La Realtà...
è "meno dura"!.....
 
Se c'è qualcosa che non ti va?!?...
.....dillo alla Luna!.....
 
Può darsi che "porti fortuna"!...
.....dirlo alla Luna!.........
 
Guardami in faccia quando mi parli!
se sei "sincera"!
 
Se non mi guardi quando mi parli....
non sei "sicura"!
 
La voglio in faccia la "verità"....
e se "sarà dura"!.....
 
La chiamerò "sfortuna"!....
.....Maledetta SFORTUNA!!!!!!!!

(Dillo alla luna –Vasco Rossi)
 
Il viaggiatore ama le sfide.
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giovedì, settembre 15, 2005, ore 18:50

 
Giornata contradditoria, sommerso dal lavoro, ma con un minimo di sollievo dal mal di testa fino a pomeriggio inoltrato, forse perche’ ho dormito meglio.
 
Sconsiglio vivamente a chi soffre di mal di testa la visione di questo film peraltro mooolto carino se vi piace la matematica, sembra che i numeri di Fibonacci ultimamente mi perseguano, tra il teorema del papagallo, pattern recognition, il film e codice a Zero di Follet, manca solo che inizio a calcolarmi a mente le tabelline come alle superiori.
 
E’ strano come ci siano cose che pian piano si stanno perdendo, giovani che dietro a computer e calcolatrici non fanno piu’ due piu’ due, altro che estrarre radici quadrate, eppure servirebbe e tanto.
 
Non che i mezzi odierni non siano efficaci, ma devi sapere sempre impostare un’operazione e per farlo almeno un minimo devi capire come gestire questi benedetti numeri.
 
Io fin da piccolo facevo molte delle operazioni a mente e questa abitudine mi e’ tornata utile poi nel tempo, quando in cassa qualcuno sbagliava i conti o quando dovevo capire le implicazioni di certi cambiamenti di salario e via dicendo.
 
Don't know why, there's no sun up in the sky
Stormy weather, since my man and I ain't together
Keeps raining all the time
Life is bare, gloom and misery everywhere
Stormy weather, just can't get my poor old self together
I'm weary all the time, the time, so weary all of the time
When he went away, the blues walked in and met me
If he stays away, old rocking chair will get me
All I do is pray, the lord above will let me
walk in the sun once more
Can't go on, everything I had is gone
Stormy weather, since my man and I ain't together
Keeps raining all the time
Keeps raining all of the time
I walk around heavy-hearted and sad
Night comes around and I'm still feeling bad
Rain pourin' down, blinding every hope I had
This pitter andd n patter and beating, spattering driving  me mad
Love, love, love, love, the misery will be the end of me
When he went away, the blues walked in and met me
If he stays away, old rocking chair will get me
All I do is pray, the lord above will let me
Walk in the sun once more
Can't go on, everything I had is gone
Stormy weather, since my man and I ain't together
Keeps raining all the time, the time
Keeps raining all the time
 
(Stormy weather –Ella Fitzgerald)
 
Il viaggiatore in una sua strana maniera ama i numeri e non solo quelli alti della biancheria femminile.
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mercoledì, settembre 14, 2005, ore 16:04

 
Continuo a portarmi in giro un pallone al posto della testa, ma cerco di non pernsarci.
 
Ieri ho messo delle lampadine ad un abat jour, a cui si e’ rotto l’abat jour, beh, seppure al momento nudo con le lampadine a vista, la lampada mi piace un sacco, basta sfiorarne la base per accenderla e chiuderla, niente interruttore, comodo.
 
Ho mostrato il mio appartamento ad un collega russo con famiglia che pensava di mettere degli armadi a muro simili al mio(alti specchi con una minima cornice) ed ho finito per condurlo in mezzo al marasma di disordine in un tour della residenza.
 
Ho saputo il giorno dopo che il mio collega parlando con un altro gli diceva che casa di lusso mi fossi fatto, piccole soddisfazioni.
 
Ieri una persona di cui tengo in massimo conto il parere mi ha detto che casa mia sembra un posto adatto per una famiglia, laddove quella del mio collega genovese un nido da single.
 
Piccole cose ma aiutano, specie quando la testa scoppia.
 
Tell'ment de gens veulent
Tell'ment être aimés
Pour se donner peuvent
Tout abandonner
Tellement d'erreurs qu'on
pourrait s'éviter
Si l'on savait juste un peu patienter

Donne-moi le temps
D'apprendre ce qu'il faut apprende
Donne-moi le temps
D'avancer comme je le ressens
Y'a pas d'amour au hasard
Ou qui arrive trop tard
J'appendrai le temps d'attendre

Tellement de rêve qui
se trouvent gâchés
A vivre tout, juste pour s'évader
Est ce que nos peurs valent
A ce point la peine
Pour exiger aussi peu de nous même ?

Tu auras le temps
De prendre ce que tu veux prendre
Tu auras le temps de nous faire avancer ensemble
Tant de gens se cherchent
Se désirent, se suivent et se perdent
Donnons nous la peine
De se découvrir, se connaître
Je ne laisserai pas l'amour au hasard
Ni qu'il soit trop tard
Si la patiente s'apprend
J'apprendrai ce qu'est attendre
Je prends le temps
Pour que tu m'attendes
Le temps
Pour toi
 
(Donne moi le temps –Jennifer)
 
Il viaggiatore andra’ presto a casa a cercare di riposare.
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martedì, settembre 13, 2005, ore 15:00

 
Penso di conoscere la differenza tra mal di testa ed emicrania, io per fortuna ho sempre sofferto di mal di testa, di solito gestiti tramite novalgina e sonno.
 
Ho visto pero’ persone iniettarsi da sole caffeina per poter passare una crisi di emicrania, credo che tutto stia nelle grandezze delle cose, cosi’ come per i problemi, tutto dipende da quando grande e’ la cosa che ci angustia.
 
Mi pongo dei limiti e prendo novalgina quando passo questi limiti, ma so che mi bastera’ e dopo un po’ eventualmente passera’, altri preferiscono soffrire ed altri ancora prendere delle misure piu’ drastiche, e’ tutto un come ed un quanto tra problemi e soluzioni.
 
A perdere il senso della misura e ad iniziare sempre e subito un’escalation continua va a finire che le persone credono non si sia in grado di tollerare certi disguidi, di affrontare le difficolta’, ma si sia solo una lagna.
 
Confondere mal di testa con emicrania e’ possibile anche se sbagliato, ma non accorgersi che l’altra persona sta male e’ segno di disinteresse o di voler guardare solo a se’ stessi.
 
Un male comune a questo mondo che ci circonda ma verso cui io mostro il mio piu’ profondo rigetto, cerco sempre ove possibile di capire i problemi altrui, anche se non posso offrirvi rimedio, perche’ penso che una parola amica, una presenza aiuti, e per questo non prendo necessariamente posizione, dico sono qui, stringi pure la mia spalla se vuoi.
 
Chissa’ perche’ quando ho il mal di testa tutto cio’ diventa piu’ difficile...

Heal me..steal me..feel me..heal me
When things don’t turn out right
And it feels like you lost the fight
When things don’t work out quite the way
Friend you can look my way

Oh..let’s start thinking with our hearts
Then this world, can make a new start..start

Why won’t you..heal me
Love won’t you..steal me
Into the night..feel me
(I believe, I believe, I believe)
Heal me

If there’s been a change of plans
Someone to let go of your hand
When things ain’t looking quite the way
You’ve got a place to stay

Oh..let’s start thinking with our hearts
Then this world, can make a new start..start

And there ain’t no reason for us to lose our faith in this world
If only us people on eath can just change the love will unfurl,
Unfurl..funny innit?

If they stole your rights
And you’re lost in the night
When skies don’t look bright
My friend don’t lose sight
When you just cannot fight no more
That’s when I need you
That’s when I really need you
That’s when I need you to call me
 
(Heal me –Ronan Keating)
 
Il viaggiatore ha avuto un mix di buone e cattive notizie in questi giorni, ma la compagnia costante di una stanchezza cosmica.
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martedì, settembre 13, 2005, ore 09:08

 
Io sono una persona moderata, se non altro nei miei rapporti umani, sono quello che cerca la via di mezzo ed evita ove possibile discussioni, che non ama mettere in difficolta’ l’altro e che soprattutto ha un forte senso del decoro in pubblico.
 
Sono una persona che ritiene vi siano momenti e momenti, occasioni in cui si discute ed in cui non lo si fa, luoghi dove ci si puo’ insultare ed altri in cui e’ meglio mordersi le labbra e stare zitti.
 
Rispetto ove possibile gli altri e spero mi rispettino anche loro nelle mie richieste, cerco ove possibile di non essere troppo abitudinario ed accettare le situazioni diverse da quelle che sono le mie preferenze.
 
Ascolto quanto mi viene detto anche se posso magari essere in disaccordo, vivo lasciando vivere anche se questo come detto alle volte viene frainteso con l’indifferenza.
 
Mi espongo poco sotto il profilo dei conflitti dialettici e se lo faccio di solito e’ perche’ sono convinto della giustezza di quanto dico e penso di aver una possibilita’ di farlo capire.
 
Alle volte mi ritiro in un angolo per lasciar passare la buriana, perche’ ad urlare bisogna essere almeno in due e magari l’altro/a si stanca dopo un po’.
 
Cerco di farmi gli affari miei ed altrettanto mi aspetto dagli altri, ma il piu’ delle volte ne resto deluso.
 
Ma quando il collega mi domanda cosa succede dopo avermi sentito discutere al telefono allora divento un elicottero e le pale partono dal basso...
Questo mondo
corre come un aeroplano
e mi appare
più sfumato e più lontano.
Per fermarlo
tiro un sasso controvento
ma è già qui che mi rimbalza
pochi metri accanto.
Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
E allora siamo un po' preoccupati
per i nostri figli
ci spaventano i loro silenzi
i nostri sbagli.
L'importante è insegnare quei valori
che sembrano perduti
con il rischio di creare nuovi disperati.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Non a caso la nostra coscienza
ci sembra inadeguata
quest'assalto di tecnologia
ci ha sconvolto la vita.
Forse un uomo che allena la mente
sarebbe già pronto
ma a guardarlo di dentro
è rimasto all'ottocento.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Io
che non riesco più a giudicare
non so neanche che cosa dire
della mia solitudine.
Guardo
con il mio telecomando
e mi trovo in mezzo al mondo
e alla sua ambiguità.
C'è qualcuno che pensa
di affrontare qualsiasi male
con la forza innovatrice
di uno Stato liberale.
Che il mercato risolva da solo
tutte le miserie
e che le multinazionali siano necessarie.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Ma noi siamo talmente toccati
da chi sta soffrendo
ci fa orrore la fame, la guerra
le ingiustizie del mondo.
Com'è bello occuparsi dei dolori
di tanta, tanta gente
dal momento che in fondo
non ce ne frega niente.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Io
che non riesco più a ritrovare
qualche cosa per farmi uscire
dalla mia solitudine.
Cerco
di afferrare un po' il presente
ma se tolgo ciò che è falso
non resta più niente.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto quello che si sente
quello che si dice
il falso è un'illusione che ci piace
il falso è quello che credono tutti
è il racconto mascherato dei fatti
il falso è misterioso
e assai più oscuro
se è mescolato
insieme a un po' di vero
il falso è un trucco
un trucco stupendo
per non farci capire
questo nostro mondo
questo strano mondo
questo assurdo mondo
in cui tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto, tutto, tutto.
(Il tutto e’ falso – Scrive Luporini/Gaber Canta Gaber)
 
Il viaggiatore non tollera chi non sa farsi gli affari suoi.
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lunedì, settembre 12, 2005, ore 19:18

 
Ognuno di noi vive a modo suo la tensione ed i suoi atti quotidiani, quello che bisogna cercare di evitare per quanto possibile, e’ giudicare i gesti degli altri senza avere tutti gli elementi.
 
Ci si crea mille teorie basati su mille sospetti che poi magari si rivelano infondate a nostro detrimento ed il tutto va a nuocere nel nostro rapporto con gli altri.
 
Io preferisco non dettare limiti cosi’ che ogni singolo gesto diviene piu’ apprezzato perche’ unico, altri vi vedono disinteresse e menefreghismo, io amo tanto piu’ questo vivere senza pretese quanto offro senza richieste.
 
Mi astengo magari dal focalizzarmi solamente su certi aspetti, o sono troppo alla ricerca di una pausa dalle molteplici tensioni alle volte, tanto da perdere il senso del tempo.
 
Ma non e’ questo pure un riposarsi alle volte?
 
Per chi mi circonda puo’ sembrare un abbandono, un’apatia anche se e’ solo stanchezza, ma chi sono io per voler imporre il mio modo di vivere ad altri?
 
Mi spiace solamente che se vi sono attese possano essere disilluse, questo per chiunque e forse anche per questo gli impegni si moltiplicano fino a sommergermi.
 
E chi piu’ conta meno si sente apprezzato...
E non so perché quello che ti voglio dire
poi lo scrivo dentro una canzone
non so neanche se l'ascolterai
o resterà soltanto un'altra fragile illusione
se le parole fossero una musica
potrei suonare ore ed ore, ancora ore
e dirti tutto di me.
Ma quando poi ti vedo c'è qualcosa che mi blocca
e non riesco a dire neanche come stai
come stai bene con quei pantaloni neri
come stai bene oggi
come non vorrei cadere in quei discorsi
già sentiti mille volte
e rovinare tutto
come vorrei poter parlare senza preoccuparmi,
senza quella sensazione che non mi fa dire
che mi piaci per davvero
anche se non te l'ho detto
perché è squallido provarci
solo per portarti a letto
e non me ne frega niente
se dovrò aspettare ancora
per parlarti finalmente
dirti solo una parola
ma dolce più che posso,
come il mare come il sesso
finalmente mi presento.
E così, anche questa notte è già finita
e non so ancora dentro come sei
non so neanche se ti rivedrò
o resterà soltanto un'altra inutile occasione
e domani poi ti rivedo ancora
e mi piaci per davvero
anche se non te l'ho detto
perché è squallido provarci
solo per portarti a letto
e non me ne frega niente
se non è successo ancora
aspetterò quand'è il momento
e non sarà una volta sola
ma spero più che posso
che non sia soltanto sesso
questa volta lo pretendo.
Preferisco stare qui da solo
che con una finta compagnia
e se davvero prenderò il volo
aspetterò l'amore e amore sia
e non so se sarai tu davvero
o forse sei solo un'illusione
però stasera mi rilasso,
penso a te
e scrivo una canzone
dolce più che posso
come il mare come il sesso
questa volta lo pretendo
perché oggi sono io,
oggi sono io.
(Oggi sono io – Scrive A. Britti Canta Mina)
 
Il viaggiatore cenera’ da solo invece che con i colleghi perche’ i mal di testa non perdonano, ma la novalgina aiuta.
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lunedì, settembre 12, 2005, ore 08:09

 
La cena e’ riuscita abbastanza bene, giornata estiva, tavoli all’aperto per le vie di Bruxelles, un ristorantino a lato della Grand Place e discorsi sull’Arabia Saudita e la sua difficile integrazione con le figure femminili, sulle torri di Dubai e su diversi viaggi negli States.
 
Ritornato a casa e nei giorni successivi mi sono ritrovato di colpo uomo nordico, con riposi difficili e risvegli verso le due o le tre del mattino, un unico piacere, la lettura.
 
Strana questa comunanza tra spirito latino e capacita’ di vivere nelle lande della nebbia e del ghiaccio, per ritemprare lo spirito mi sono dedicato alla lettura di Henning Mankell
 
Il primo dei romanzi e’ il ritorno del maestro di Tango, strana comunanza tra musica argentina e desolate distese di ghiaccio popolate di renne, ma anche questa e’ una realta’ dei paesi del settentrione.
 
Sabato poi, passeggiando tra i vari reparti di Media Markt, la versione locale di Media World, mi rimane appeso alle dita un CD di tutti i successi di Paco de Lucia.
 
Si apre cosi’ nel pomeriggio di domenica l’album dei ricordi, quel soggiorno troppo breve a Granada, condito di ritmi conosciuti ma cosi’ diversi nei nomi, si perche’ la tradizione regionalista spagnola vuole che le rumbhe diventino boleri, mentre la rhumba ha un ritmo piu’ rapido, il paso doble una danza simile ad una mazurka, mentre il paso doble internazionale lo si puo’ incontrare in una sevillana, se non fosse che nella sevillana la donna assedia l’uomo e non e’ l’uomo a toreare con una mantilla, ma in fondo cosa importa, quello che conta e’ il ritmo.
 
Quel ritmo che riscalda il sangue anche in queste fredde notti condite da acquazzoni occasionali e musiche indimenticabili.
 
 
 
(Mi sembrava bello includere un player con la musica a lato ed il video qui sopra)
 
Every heart beat is a miracle
simply breathing out and breathing in
every planet in the system, every distant star
dances to a master rythm, beating for all eternity

The rythm is magic, feel it in your soul
rythm is the power of creation
in every living thing, the force within
the rythm is magic, the rythm is king

A dancer steps into the mystery
naitive instinct feels the living spell
she surrenders to the power, rythm holds the key
spirit opens like a flower, breathing for all eternity

The rythm is magic, feel it in your soul
rythm is the power of creation
in every living thing, the force within
the rythm is magic, the rythm is king

La magia del ritmo, siente su vibrar
bebe su poder de sensaciones
en todo lo que ves, la fuerza es
la magia del ritmo, la magia de ser

El milagro de un latido respirando en cada palpitar
las distancias se connectan con la exhaltacion el secreto es en el ritmo
prueba de ver su inmensidad

The rythm is magic, feel it in your soul
rythm is the power of creation
in every living thing, the force within
the rythm is magic, the rythm is king

The rythm is magic, feel it in your soul
rythm is the power of creation
in every living thing, the force within
the rythm is magic, the rythm is king

The rythm is magic, siente su vibrar!
bebe su poder de sensaciones!
en todo lo que ves, la fuerza es
the rythm is magic, the rythm is king

The rythm is magic,
siente siente siente siente su vibrar
en todo lo que ves, la fuerza es
the rythm is magic, the rythm is king

(The rhythm is magic – Marie Claire d’Ubaldo)
 
Il viaggiatore batteva i talloni e schioccava la dita nel suo appartamento mentre la musica lo circondava in un fragoroso abbraccio.
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mercoledì, settembre 07, 2005, ore 20:08

 
Troppo lavoro, decisamente tanto in queste giornate, dovrei seguire l’aggiornamento alla nuova versione del software che supporto, ma lo faccio mentre il manager e’ fuori dall’ufficio e quindi devo gestire il team oltre a risolvere un paio di situazioni estemporanee qui e li.
 
Facendo sette cose in contemporanea e’ un miracolo riesca a respirare ed a ricordare cosa devo fare, ma tanto e’, alla fin fine sono pagato anche per questo.
 
Le giornate almeno fanno mostra di uno splendido sole all’orizzonte, che concilia alla guida con il finestrino abbassato.
 
Mi e’ arrivato l’ultimo conto da saldare per l’appartamento, o almeno io spero che sia tale ed inizio a guardare con desiderio a possibili vacanze ad ottobre, riusciro’ a sopravvivere fino a quel giorno?
 
Ed i DVD direte? Continuano a scorrere, tra eroi Marvel e danze meravigliose in Tango di Saura, fino a complotti con Denzel Washington, chissa cosa riservera’ il piccolo schermo(un 32 pollici sin troppo pesante) nei prossimi giorni, forse una maratona Alias...
 
Six o’clock already
I was just in the middle of a dream
I was kissin’ valentino
By a crystal blue italian stream

But I can’t be late
’cause then I guess I just won’t get paid
These are the days
When you wish your bed was already made

It’s just another manic monday
I wish it was sunday
’cause that’s my funday
My I don’t have to runday
It’s just another manic monday

Have to catch an early train
Got to be to work by nine
And if I had an air-o-plane
I still couldn’t make it on time

’cause it takes me so long
Just to figure out what I’m gonna wear
Blame it on the train
But the boss is already there

All of the nights
Why did my lover have to pick last night
To get down
Doesn’t it matter
That I have to feed the both of us
Employment’s down

He tells me in his bedroom voice
C’mon honey, let’s go make some noise
Time it goes so fast
When you’re having fun
 
(Manic mondays – Bangles)
 
Il viaggiatore vi lascia per una cena in compagnia di colleghi della vendita sperando paghino loro.
UlisseIlViaggiatore
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domenica, settembre 04, 2005, ore 09:19

 
Questa mattina prima di arrivare al lavoro ho finito l’ennesimo libro di Gibson, l’Accademia dei sogni, chissa perche’ ogni volta lo leggo rapito, come all’ascolto di un profeta che mi svelera’ il tempo a venire, un po’ come e’ stato per il cyberspazio, ieri sera mille pensieri suscitati dal libro che cerchero’ di raccontare.
 
Come alcuni di voi sapranno lavoro da oramai 7 anni nell’Information Technology, circondato da ingegneri e mi ritrovo ad avere un discreto archivio di esempio in merito al modo di ragionare di chi lavora nel settore.
 
Esistono nelle mie categorie tre tipi diversi di successo, con i loro limiti e le loro controindicazioni:
 
a) Il pensiero lineare
 
Sono quelle persone inquadrate, classiche, affidabili, ma limitate, necessarie ma odiate, i c.d. geek, per loro se A = B e B = C allora per la proprieta’ transitiva A = C e cosi’ via per D e E.
 
Sanno scavare fino in fondo ad ogni cosa e sono quelli che aspettano direttive e sanno farti sempre la domanda che ti mette in crisi.
 
b) Il pensiero a matrici
 
Mi piacerebbe trovare una migliore definizione, sono quelle persone che riconoscono lo schema, i pattern, percui A = C = E e raccolgono B e D in questo insieme.
 
I jolly per ogni scenario sanno seguire il metodo dei lineari, ma lo trovano noioso alla lunga, hanno la tendenza a tirare la conclusione troppo rapidamente e fare errori che i primi non farebbero, ma sono fatalisti che li accettano pur di andare rapidamente.
 
c) Il pensiero speculativo
 
Sono quelli per cui A = E e tutto il resto viene di conseguenza, senza badare troppo alle circostanze in cui l’insieme viene a crearsi, ottimi programmatori sono terribili nelle spiegazioni e vivono in un mondo tutto loro.
 
Io per titoli di studio non farei parte di questo mondo, ma mi hanno promosso sul campo e mi ritrovo nella categoria b, a dover fare da tramite tra le tre tipologie ed a poter seguire di tanto in tanto le mie intuizioni, a rivedere i miei schemi.
 
Ecco perche’ parecchi di noi sono stati scacchisti e forse continuano ad esserlo, per quanto per me sia stata una breve e lieta parentesi agonostica, e’ un’ottima scuola per ragionare in uno dei modi presentati e per tirarne fuori risultati, noi giocatori matriciali a volte ci innamoriamo troppo delle nostre teorie e diventiamo impazienti e sbagliamo, ma spesso mettiamo in crisi i lineari e sbaragliamo con una maggiore precisione gli inventivi e cosa strana alle volte pizzichiamo in errore matriciali piu’ bravi di noi.
 
Da giocatore ho potuto vincere in torneo molti giocatori piu’ qualificati di me, la differenza in ELO non conta parlo proprio di categoria, il mio livello di gioco era da seconda/prima nazionale ed ho vinto una partita ogni tanto con parecchi maestri anche internazionali, mi restera’ il rammarico di essere giunto solo ad un’eventuale patta con chi sapeva vedere schemi migliori dei miei[Oggi Responsabile del Coordinamento, controllo tecnico e Riassicurazione Vita di Gruppo; Coordinamento tecnico e Riassicurazione Non Vita di Gruppo di uno dei maggiori gruppi assicurativi mondiali e maestro federale di scacchi].
 
Resto pero’ convinto che per quanto a balzi questo modo di vedere le cose mi abbia dato una maggiore completezza che a voler procedere in maniera lineare su di un unico filone.
 
Des milliers de baisers, des milliers de milliers
Un à un de mes lèvres à tes lèvres déposés
Des millions de secondes, instantanés de bonheur
Effacés disparus en un battement de coeur

Des milliers de mots doux sur des pare-brises envolés
Numéros composés sans jamais oser parler
Bouts d'aveux déchirés dans des corbeilles à papier
Les défroisser les recoller, lire et les garder

Des milliers de caresses au millimètre carré
Des milliers de cris de souffles à nos bouches échappés
Pans de ciels effleurés, touchés, sommeils emmêlés
Rayés comme si tout ça n'avait jamais été


Je voudrais tout ramasser dans des grands sacs poubelle
Les paroles oubliées des plus banales aux plus belles
Qu'aucun ne se perde de ces instants si précieux
Ces phrases ont été dites, ces moments ont eu lieu

Tout enregistrer ajouter le son les odeurs
ADN, empreintes, mais que jamais rien ne meure
Ces millions de films de nous, mais pas du cinéma
Toutes les scènes perdues que l'on ne jouait pas

On ouvrirait tous les jours où nous serions moins forts
Tous ces embryons d'amour, toutes ces aurores
Sincères, démasqués, fragiles et vrais de candeur
Nous revoir ainsi nous rendrait peut-être meilleurs


Des milliers de baisers, des milliers de milliers
Un à un de nos lèvres sur des peaux déposées
Des milliers de pensées, de moments d'éternité
De regards échangés dans des gares échangés
Des milliers de baisers en un clin d'oeil oubliés
(Des milliers de baisers – Celine Dion)
 
Il viaggiatore ieri pensava agli scacchi, agli specchi, alla steganografia, agli schemi negli schemi e si e’ infine addormentato.
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venerdì, settembre 02, 2005, ore 18:13

 
Uno delle cose che mi sono piaciute del film l’altro giorno era l’impossibilita’ anche per un supereroe di far fronte a tutto in contemporanea, o l’arrivare in ritardo per ogni cosa.
 
In questi giorni io sono cosi’ a saltare da una cosa all’altra senza un attimo di respiro, ed arrivo tardi su parecchie, ma va bene cosi’ quando non si riesce a gestire le cose altrimenti.
 
Mi spiace solo che gli ultimi giorni di agosto siano stati cosi’ stressanti da non consentirmi di dedicarmi a chi lo meriterebbe e ad arrivare tardi ai vari appuntamenti, ma cosi’ e’ purtroppo la mia vita lavorativa.
 
Settembre si presenta cosi’ difficile ed impegnativo, senza un attimo libero o di respiro e mi costringo a pensare ad ottobre ed a possibili nuove ferie se non altro per prendere respiro.
 
Mi sono abituato al nuovo bolide nel frattempo ed inizio a divertirmi, con i consumi che si adeguano di conseguenza ed anche le violazioni ai limiti di velocita’ del codice stradale di altri paesi, ma questa e’ un’altra storia da approfondire magari in un post durante il weekend lavorativo.
 
Stay for just a while
Stay, and let me look at you
It's been so long, I hardly knew you
Standing in the door
Stay with me a while
I only wanna talk to you
We've traveled halfway 'round the world
To find ourselves again
September morn
We danced until the night became a brand new day
Two lovers playing scenes from some romantic play
September morning still can make me feel that way

Look at what you've done
Why, you've become a grown-up girl
I still can hear you crying
In a corner of your room
And look how far we've come
So far from where we used to be
But not so far that we've forgotten
How it was before

September morn
Do you remember how we danced that night away
Two lovers playing scenes from some romantic play
September morning still can make me feel that way
 
(September morning – Neil Diamond)
 
Il viaggiatore augura un buon weekend di riposo a voi che non lavorate.
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giovedì, settembre 01, 2005, ore 15:55

 
Uno dei pregi di non avere ancora un collegamento televisivo funzionante e’ la possibilita’ di dar fondo alla mia riserva di DVD.
 
Ieri mi sono lasciato cullare dal solito Sam Raimi e dalle massime messe nei film anche di azione piu’ ritmata per far pensare il pubblico, una cosa non da scemi se si tiene conto dell’intelligenza media degli spettatori americani al cinema.
 
Una frase mi ha colpito perche’ l’avevo formulata anni fa seppure in termini lievemente diversi, parlava dei sogni, di come si debba cercare di soddisfare i propri e non quelli che altri ci impongano e di come ci si possa rinunciare se lo si vuole per portare avanti di libera scelta quello che sono i nostri doveri quotidiani.
 
Io sono decisamente cambiato nel momento in cui ho voluto realizzare i miei di sogni e non quelli che gli altri avevano su di me, vi sono situazioni purtroppo in cui non si puo’ neppure contare sui propri sogni e bisogna accontentarsi di vivere la giornata.
 
O in cui nella vita quotidiana i sogni diventano incubi che si presentano ogni giorno, bisogna allora far forza sui noi stessi e far appello al nostro senso del dovere, non sono momenti piacevoli, ma prima o poi le difficolta’ si superano per quanto sembrino difficili certi orizzonti e si ricomincia a sognare.
 
L’importante e’ che chi ci circonda badi veramente piu’ ai nostri sogni ed obiettivi che alle loro ambizioni o ai loro desideri.
 
Non occorrono eroi o supereroi nella vita quotidiana, quanto persone che sappiano coesistere con la frustrazione di quelle giornate che non ci offrono quello che vorremmo.
 
Spiderman, Spiderman,
Does whatever a spider can.
Spins a web, any size.
Catches thieves- just like flies.
Look out! Here comes the Spiderman.
Is he strong? Listen, bud.
He's got radioactive blood.
Can he swing, from a thread?
Take a look overhead.
Hey, there! There goes the Spiderman!
In the chill of night, at the scene of a crime,
like a streak of light,
he arrives, just in time!
Spiderman, Spiderman,
friendly neighborhood Spiderman.
Wealth and fame? He's ignored.
Action is his reward.
Look out! There goes the Spiderman!
To him,
life is a great big bang-up.
Wherever there's a hang-up,
you'll find the Spiderman!
 
(Spiderman theme – Michel Buble)
 
Il viaggiatore era attirato da Silver Surfer, Thor, Spiderman e Capitan America tra i fumetti della Marvel.
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