mercoledì, agosto 31, 2005, ore 16:20

Ricomincio da una catena che gira per diversi blog
 
il tuo primo ricordo di te stesso mentre cucini?
Sei o sette anni, uova all’occhio, pancetta e ketchup
 
chi ha influenzato di più il tuo stile culinario?
Le mie letture credo
 
possiedi del materiale fotografico che possa provare un interesse precoce per il mondo culinario? te la senti di farcelo vedere?
No sorry...
 
hai qualche fobia culinaria? un qualche piatto che solo a pensarci ti viene il sudore?
Troppi, lumache, fegato, cuore, cervella
 
il gadget che, in cucina, funziona meglio?
Per me tutti, amo soprattutto il frullatore e non pensate male....
 
quello che ti ha deluso di più?
Un grati elettrico, sono tornato ai manuali per il grana
 
un abbinamento cibario strano che ti piace e che probabilmente non piace a nessun altro?
Mah, strano direi cinghiale con salsa di ribes o mirtilli, quanto poi non possa piacere...
 
quali sono le tre cose commestibili senza le quali non potresti vivere?
Caffe, pane, salumi
 
cos’è che non mangeresti mai?
Indiano, scottato da troppe cattive esperienze
 
qual è il tuo piatto/firma?
Vanno bene i cocktails?
 
a chi passi la catena?
Direi Arianna, Any e Vera
 
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria :

mercoledì, agosto 31, 2005, ore 15:49

 
No, niente Virzi, solamente alcuni pensieri suscitati dai post recenti della Cloee in merito al modo di vivere i propri rapporti di coppia.
 
Chi vuole un amalgama senza fine, uova sode poi sbattute, miscelate, gustate sino in fondo e chi si contenta di un tradizionale ovetto alla coque, una serie di balzi sopra e sotto per una conclusione stereotipata.
 
Ora sembra che molte italiane siano contrarie a dedicare il tempo dovuto perche’ alla lunga i contorsionismi stancano ed in fin dei conti si tratta sempre della stessa frittata, un po’ di su e giu dovrebbe bastare per contentare entrambi.
 
La maggior parte dei maschi italiani sta diventando allergico alle uova nostrane anche perche’ non ne capiscono piu’ niente, dopo anni di discussioni su punti G e via dicendo si ritrovano a dover tornare al mestolo tradizionale proprio ora che si erano abituati alla varieta’.
 
Io per quanto mi riguarda sono dell’idea che per certi piatti il troppo non stroppia mai, anzi; tutto sta alla scelta dei condimenti e dei tempi, il piu’ possibile lunghi, in fin dei conti una volta rotto l’uovo bisogna farla la frittata no?
 
Interessante come nel resoconto di altri i tedeschi ne escano sviliti(il post in proposito mi ha fatto sbellicare dalle risate) per la loro irruenza e scarsa attenzione che finisce per rompere le uova nel paniere, gli inglesi criticati per il loro abuso d’alcool in troppe circostanze, sta a vedere che alla fin fine per chi viaggia il maschio italiano sia un cuoco accettabile per molti paesi.
 
Io so per certo che come le prepariamo noi certe pietanze facciamo invidia a slavi ed olandesi di sicuro, i primi per la nostra attenzione e cura di certi particolari, i secondi per la nostra dimestichezza ed abilita' e grazia nell'offrire sempre nuovi piatti.
 
Well I'm gonna raise a fuss
And I'm gonna raise a holler
About workin' all summer
Just tryin' to earn a dollar
Well, I went to my boss
Who governs me
He said, "No, dice, bud
You gotta work late"
Sometime I wonder
What I'm gonnna do
There ain't no cure
For the summertime blues
Well, my mom and papa told me
Now you better earn some money
If one of you is gonna go
Ridin' next Sunday
Well, I didn't go to work
I told my boss I was sick
He said, "You can't use the car
'Cause you didn't work a lick"
Sometime I wonder
What I'm gonnna do
There ain't no cure
For the summertime blues
Gonna save two weeks
Gonna have a fine vacation
Gonna take my problem
To the United Nations
Well, I went to my congressman
He sent me back a note
It said, "I''d like to help you, hon
But you're too young to vote"
Sometime I wonder
What I'm gonnna do
There ain't no cure
For the summertime blues
Now there ain't no cure
For the summertime blues
Now there ain't no cure
For the summertime blues
 
(Summertime blues – Eddie Cochran)
 
Il viaggiatore ama le uova.
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria :

martedì, agosto 30, 2005, ore 17:59

 
Volevo postare diverse volte in questi giorni ma il tempo tiranno ed il troppo lavoro hanno reso impossibile questa ed altre attivita’.
 
E-mail si accumulano in attesa di mia risposta e nuovi problemi si affacciano ogni giorno, chissa che non ne finisca prima o poi sommerso, ho nuovamente bisogno di una vacanza.
 
Lo stress e’ anche questo ritrovarsi alla fine del giorno senza energie, non riuscire a dormire la notte in un letto troppo vuoto e pensare, maledire una tendinite al piede destro che non da pace.
 
Vorrei tanto essere in fuga, prendere congedo e seguire le cose mie, ma purtroppo l’agenda e’ fitta, le cose appese troppo ed io sono come a ballare insieme a loro un tragico ballo di San Vito.
 
Continuo quindi stanco in questo viaggio quotidiano attraverso mille impegni che so gia’ non riusciro’ a portare a termine, perche’ e’ necessario, perche’ chi si estrania dalla lotta... per non parlare del fatto che quando il gioco si fa duro....
 
Dove trovero’ nuove risorse ed energie? Al momento vegeto, osservo altri blog con il sorriso ed arrivo alla fine della giornata, almeno un amico DVD porta immagini notevoli, film interessanti come Confessioni di una mente pericolosa o il Violino rosso.
 
Ma questi sono viaggi di cui dovro’ riparlare con maggiore dettaglio... un altro sospeso, che balletto senza fine, un po’ come nel lago dei cigni...
 
Take that look of worry
I'm an ordinary man
They don't tell me nothing
So I find out what I can
There's a fire that's been burning
Right outside my door
I can't see but I feel it
And it helps to keep me warm
So I, I don't mind
No I, I don't mind
Seems so long I've been waiting
Still don't know what for
There's no point escaping
I don't worry anymore
I can't come out to find you
I don't like to go outside
They can't turn off my feelings
Like they're turning off a light
But I, I don't mind
No I, I don't mind
Oh I, I don't mind
No I, I don't mind
So take, take me home
Cos I don't remember
Take, take me home
Cos I don't remember
Take, take me home
Cos I don't remember
Take, take me home, oh lord
Cos I've been a prisoner all my life
And I can say to you
Take that look of worry, mine's an ordinary life
Working when it's daylight
And sleeping when it's night
I've got no far horizons
I don't wish upon a star
They don't think that I listen
Oh but I know who they are
And I, I don't mind
No I, I don't mind
Oh I, I don't mind
No I, I don't mind
So take, take me home
Cos I don't remember
Take, take me home
Cos I don't remember
Take, take me home
Cos I don't remember
Take, take me home, oh lord
Well I've been a prisoner all my life
And I can say to you
But I don't remember
Take, take me home...
 
(Take me home – Phil Collins)
 
Il viaggiatore sta esaurendo la benzina.
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria :

mercoledì, agosto 24, 2005, ore 09:52

 
Una delle cose che ho fatto durante queste vacanze e’ stato leggere, come amo fare quando sono tranquillo, divorare libri in due, tre giorni massimo leggendone anche due in contemporanea.
 
Ho voluto riprendere in mano il filone sudamericano, poi esteso ad autori europei che parlino della realta’ latina, fino a comprare l’ultima produzione di Shakira e passeggiare con sopportazione in mezzo ad una simile calca per rivivere certe sensazioni.
 
Sono state letture o riletture rapide, piacevoli, Sepulveda(l’ultima frontiera, diario di un killer), Soriano, Montalban, Perez Reverte ed altri ancora, ho quattro o cinque silenti testimoni in attesa depositati su di uno scaffale.
 
Odori e sapori conosciuti tra bancarelle, mojito, dulces de pan e via dicendo, tanta allegria come solo chi vive tra la sofferenza sa ottenere, gioia per le piccole cose e tristezza per una vita lontani da casa, ma con in testa quei suoni e quei ritmi che scandiscono i nostri battiti.
 
Vivendo Torturas che solo noi stessi siamo capaci di infliggerci e che potremmo spesso risparmiarci se riuscissimo a trovare un modo diverso di esprimerci o sapremmo meglio parlare a chi ci sta vicino.
 
Se continua cosi’ va a finire che metto i CD di Tango in macchina e me ne parto in esplorazione, in cerca di queste benedette frontiere.
 
La niebla de la noche nos castiga
con una gris distancia de recuerdos.
La niebla de los puertos y la vida
que ronda con sus pasos de silencio.
Detrás está la luz de antiguos días
y el horizonte azul que yo presiento.
Mi soledad te espera en la neblina
con la canción que llora sin saberlo.

La niebla, carrusel,
y estamos solos
girando el carretel,
el carretel...
La niebla, carrusel,
que alguna noche
ha de acercarse
con la sombra de él...

Una canción se filtra entre la niebla
con una gris mortaja de fantasma,
y el corazón se sienta en la vereda
para escuchar los ecos aue se apagan.
Presiento que allí estás, detrás del viento,
y que vendrás a mí como una sombra,
no sé de qué distancia, ni de qué puerto,
siguiendo la canción que no te nombra.

 
(Una cancion en la niebla – Fina Maldonado)
 
Il viaggiatore amava e odiava le frontiere, barriere tra genti e popoli simili, ma linee di demarcazione tra territori conosciuti e non.
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (16)¦ commenti (16)(popup)
categoria :

martedì, agosto 23, 2005, ore 22:09

 
Nei recenti giorni montani, mi sono sforzato in passeggiate montane per bambini bionici(il percorso d’esplorazione per l’infanzia ha scoraggiato parecchi ad un sesto di strada, io ho mollato la spugna dopo un quarto, prendendo la scorciatoia per il rifugio) cercando di mantenere la motivazione e quando la stanchezza prevaleva mi voltavo a pensare al percorso nella foresta per I pony guidati da ansiosi genitori e cavalcati da sorridenti birbe.
 
Sul lavoro la motivazione invece e’ minima, troppi traguardi sono stati raggiunti, la macchina che volevo a 40 anni gia’ a 31, lo salario che mi era stato predetto e che io guardavo come un mito di sicurezza toccato in questi giorni, un appartamento tutto mio questa primavera, manca poco mi ritrovi pure con una famiglia e posso fermarmi a dire basta….
 
Capisco veramente Ulisse che varco le colonne o sfido’ le sirene per poi non avere piu’ obiettivi o doversene creare di nuovi, mi sento proprio cosi’ a mordere il freno in cerca di nuove sfide o traguardi, alle volte raggiungere la luna non basta, sapro’ arrivare alla fine?
 
Il calice va riempito con moderazione e gustato fino in fondo e poi si ricomincia con un nuovo brindisi, perche’ il futuro e’ proprio questo una sfida continua a raggiungere nuovi traguardi fino a che stanchi di tanto lottare ci si riposa.
 
Almeno per noi viaggiatori alla continua ricerca di nuovi orizzonti.
I hit the road out of nowhere, I had to jump my car
and be a rider in the love game following the stars.

don't need no book of wisdom, I get no money talk at all.
She has a train going downtown, she's got a club on the moon
and she's telling all her secrets in a wonderful balloon.
Oh she's the heart of the funfair,
she's got me whistling her private tune.
And it all begins where it ends,
and she's all mine, my magic friend
She says: Hello, you fool, I love you.
C'mon join the joyride, join the joyride

She's a flower, I can paint her, she's a child of the sun,
we're a part of this together, could never turn around and run.
Don't need no fortune teller to know where my lucky love belongs oh no.
Cos it all begins again when it ends, and we're all magic friends

She says: hello, you fool, I love you.
C'mon join the joyride, be a joyrider

I take you on a skyride,
a feeling like you're spellbound.
The sunshine is a lady
who rox you like a baby.
(Joyride – Roxette)
Il viaggiatore ha le pile cariche, il serbatoio pieno ed il motore che romba a riempire di suoni queste pause estive.
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria :

martedì, agosto 23, 2005, ore 21:50

 
Post difficile, notturno, dall’ufficio, strappato ai ritmi folli che qui l’assenza di tanti per meritate ferie impone mentre i clienti continuano a lavorare ed a crearsi problemi.
 
Parlare di quando tutto questo lo si e’ dimenticato e’ difficile, come rendere due settimane di pace tra mari, laghi e monti, svegliarsi al mattino con delle vette di fronte, respirare aria pura in una radura in mezzo ad una foresta, sentire lingue straniere e sorridere, finalmente libero.
 
Tempi passati, rari giorni di sole dispersi tra la pioggia di Bruxelles, il primo e solo bagno della stagione in acqua calda rinfrescata da una pioggia improvvisa, cene di frutti di mare(anche i vietatissimi datteri) in Slovenia, pian piano salendo tra soste in cave immutate da secoli(Postojna) a laghi di una bellezza sovrana(Bohini/Bled), dormendo in fredde localita’ montane(Krajnska gora) fino alla bellezza di Schladming e della regione del Tauern, con una capatina tra i giochi d’acqua dell’Hellbrun Schloss.
 
Birra a fiumi a condire l’oblio della tensione, conversazione vivida allegra ed io a sorridere come non succedeva da tempo, finalmente domo almeno per qualche giorno.
 
Anche questa purtroppo oramai e’ storia e siamo tornati alla routine.
 
Sweet wonderful you,
You make me happy with the things you do,
Oh, can it be so,
This feeling follows me wherever I go.
I never did believe in miracles,
But I've a feeling it's time to try.
I never did believe in the ways of magic,
But I'm beginning to wonder why.
Don't, don't break the spell,
It would be different and you know it will,
You, you make loving fun,
And I don't have to tell you you're the only one.
You make loving fun.
You make loving fun.
 (You make loving fun – Fleetwood Mac)
Il viaggiatore e’ tornato.
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (5)¦ commenti (5)(popup)
categoria :

martedì, agosto 02, 2005, ore 07:56

Buone vacanze!

Questo blog e' in viaggio per le prossime due settimane

(... e io lo seguo...)

UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria :