venerdì, luglio 29, 2005, ore 09:41

Due facce della stessa medaglia
 
Incontro conoscenti trentenni di sesso femminile che parlandomi degli ultimi anni mi confermano la difficoltà a trovare un compagno con cui provare a mettere su famiglia, a lamentarsi della scarsa voglia d’impegno e dell’assenza di una figura maschile forte.
 
Parlo con un ragazzo che non vedevo da anni e mi presenta la sua compagna russa/armena, li vedo assieme, coppia felice, lei non necessariamente la persona svenevole che si potrebbe pensare e lui rapito nei suoi occhi.
 
Leggo un post di una trentenne che si sente tradita quando un amico di lunga data le propone gentilmente un’uscita a due e non sa far altro che dargli un due di picche.
 
In una conversazione viene menzionato che una madre avrebbe consigliato di dire no quando si vorrebbe dire si per rendere la richiesta piu’ coinvolgente, questo all’interno di una coppia e forse il quadro inizia a farsi piu’ nitido.
 
Vivendo all’estero nei rudi paesi nordici, dove magari le donne saranno un po’ piu’ libertine, ma sono anche piu’ liberate, si dice pane al pane e vino al vino, non si cerca di impreziosire le richieste, si dice si o no, si e’ gentili con chi e’ gentile e si considera ogni proposta a prescindere dai propri sentimenti.
 
Non succede che ci si faccia offrire la cena e si consideri se bisogna andare a letto o meno con il cavaliere sulla base della cena offerta, cosi’ come il cavaliere non offre la cena sperando di finire sotto la sottana, conversazioni romane di qualche mese fa.
 
Le donne spesso pagano la loro parte e se vi e’ un seguito, lo e’ per entrambi condiscendenti e senza obblighi particolari, non vi e’ l’italica tensione che rende le donne in crisi di nervi nel programmare l’uscita e l’uomo alla soglia della fuga di fronte ad una furia scatenata che vuole metterti le manette al polso e ti guarda come dicendo che non le scappi piu’.
 
Saro’ oramai abituato male, ma secondo me a dire la verita’ ed a procedere un passo alla volta ci si guadagna entrambi, senza false aspettative, senza donna che se la tirano e maschi da una botta e via.
 
Di nuovo, perche’ tanto agitarsi?
 
I see me with you and all the things you do
Keep turning round and round in my mind
Forget the weather we should always be together
And any other thought is unkind

To have you with me I would swim the sevens seas
To have you as my guide and my light
My love is a flame that burns in your name
We'll be together We'll be together tonight

We'll be together, yeah
We'll be together, yeah
We'll be together, yeah

I see you with me and all I want to be
Is dancing here with you in my arms
Forget the weather we should always be together
I'll always be a slave to your charms

To have you with me I would swim the seven seas
To have you as my guide and my light
My love is a flame that burns in your name
We'll be together We'll be together

Call me baby. You can call me anything you want
Call me baby Call me Just call me
We'll be together, yeah
We'll be together, yeah

I see you with me and baby makes three
I see me with you and all the things we do
Forget the weather we should always be together
I need you as my guide and my light
My love is a flame that burns in your name
We'll be together We'll be together tonight
 
(We’ll be together – Sting)
 
Il viaggiatore si ritrova straniero in patria.
 
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giovedì, luglio 28, 2005, ore 09:45

Vittorie di Pirro
 
Sono una persona paziente, comprensiva ed alle volte questa pazienza viene equivocata con condiscendenza, a dire la verita’ e’ diverso, preferisco lasciarla vinta a chi insegue un successo a tutti i costi piuttosto che svenarmi nell’inseguire simili sacrifici.
 
Ho imparato dagli scacchi che esiste anche la patta per le situazioni dove vincere o perdere costerebbe troppo, laddove magari un’altra persone inseguirebbe la vittoria a tutti i costi per perdere alla fine il torneo.
 
Innamorarsi di un confronto a tutti i costi non ha mai pagato per me, ho scoperto la capacita’ che hanno certi successi di alienarti gli altri, per non parlare dei sacrifici personali che chiedono.
 
Meglio ritirarsi in buon ordine e ritentare in un futuro prossimo fino a che magari si riesce ad ottenere il migliore degli scontri, quello in cui vincono entrambi.
 
Per chi non sa rallentare davanti alle porte aperte e spinge in ogni caso, abituato ad entrare a forza a tutti i costi posso solamente spostarmi di lato mostrando la stanza vuota aldila’ sperando simili vittorie non vi rendano come tori a girare intorno al drappo rosso senza fine.
 
Perche’ tanto agitarsi?
 
The sun comes up - I think about you
The coffee cup - I think about you
I want you so, it's like I'm losing my mind

The morning ends - I think about you
I talk to friends and think about you
And do they know it's like I'm losing my mind?

All afternoon doing every little chore
The thought of you stays bright
Sometimes I stand in the middle of the floor
Not going left - not going right
I dim the lights and think about you
Spend sleepless nights to think about you
You said you loved me, or were you just being kind?
Or am I losing
My mind?

All afternoon doing every little chore
The thought of you stays bright
Sometimes I stand in the middle of the floor
Not going left - not going right

I dim the lights and think about you
Spend sleepless nights to think about you
You said you loved me, or were you just being kind?
Or am I losing my mind?

Or am I losing
Losing my mind?

You said you loved me, or were you just being kind?
Or am I losing my mind?

Were you just being kind?
Or am I losing my mind?
Losing my mind?
Losing my mind?
 
(Losing my mind – Pet Shop Boys)
 
Il viaggiatore lotta fino in fondo raramente.
 
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mercoledì, luglio 27, 2005, ore 23:46

La cura dei particolari
 
Ci sono situazioni che ci incitano a curare le minuzie, perche’ urtano il nostro feeling, altre perche’ siamo maniacali, altre ancora perche’ siamo in ballo e dobbiamo ballare.
 
Torno da casa di mio zio dove ha quasi completato un muro ricostruito con cura maniacale, un’amore della precisione che di solito si riserva a ben altre parti della propria magione.
 
Pietre tagliate su misure, cancelli in ferro battuto, inferrate per il bordo, spese a condire il tutto per quasi un anno di lavoro di una ditta qualificata nel settore, con i disagi del caso.
 
Un lavoro notevole che per chi sta ancora dietro a pagare le rate del mutuo per l’acquisto di una villa sembra esagerato, salvo che poi subentra la conoscenza del suo amore per i dettagli ed allora finisci per dire, purche’ siano contenti entrambi lui e mia zia la cosa non mi deve impensierire.
 
Quale è il limite tra il superfluo e il bello?

Che strano uomo avevo io
con gli occhi dolci quanto basta
 per farmi dire sempre "Sono ancora tua"
 e mi mancava il terreno
quando si addormentava sul mio seno
e lo scaldavo al fuoco umano della gelosia
Che strano uomo avevo io
mi teneva sotto braccio
e se cercavo di esser seria
per lui ero solo un pagliaccio
e poi (a letto) mi diceva sempre
"Non vali che un po’ più di niente"
io mi vestivo di ricordi
per affrontare il presente
e ripensavo ai primi tempi
quando ero innocente
a quando avevo nei capelli
la luce rossa dei coralli
quando ambiziosa come nessuna
mi specchiavo nella luna
e l’obbligavo a dirmi sempre
"Sei bellissima
sei bellissima"
accecato d’amore
mi stava a guardare
"Sei bellissima
sei bellissima" na... na... na...
Se pesco chi un giorno ha detto
"il tempo è un gran dottore"
lo lego a un sasso stretto stretto
e poi lo butto in fondo al mare
son passati buoni buoni
un paio d’anni e di stagioni
ho avuto un paio di avventure
niente di particolare
ma io uscivo a cercarti
nelle strade, fra la gente
mi sembrava di voltarmi all’improvviso
e vederti nuovamente
e mi sembra di sentire ancora
"Sei bellissima/ sei bellissima"
accecato d’amore
mi stava a guardare
"Sei bellissima
sei bellissima" na... na... na...
"Sei bellissima
sei bellissima" na... na... na...
"Sei bellissima
sei bellissima" na... na... na...

(Sei bellissima – L. Bertè)
 
Il viaggiatore alle volte si ritrova ad amare il superfluo, ma non gli eccessi.
 
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mercoledì, luglio 27, 2005, ore 08:30

Conoscenze
 
Cerco di portare a termine mille attivita’ in questa citta’ che oramai fa parte del mio passato per poter finalmente andare in vacanza completamente e non fare solamente il turista per caso.
 
Il caldo estivo ed il matrimonio hanno congiurato perche’ procedessi ad un taglio di capelli sabato mattina, corti come non li portavo da anni, scomposti come non li avevo da lustri, anche per la scelta della sciagurata parrucchiera emula di Uma Thurman in Kill Bill con la Katana in mano.
 
Passeggio con questo look da finto ventenne, con i singoli capelli bianchi scomparsi illudendomi il tempo non sia passato, incontri casuali con persone che non vedevo da dieci anni e domande reciproche sul presente e sul tempo trascorso, chissa se mi avrebbero riconosciuto con il mio solito capello medio lungo.
 
Chiacchiere in libertà e mille pensieri da parte mia sulla passata capacita’ di costruire una rete di contatti che non ho migrato in Belgio data la scarsita’ di tempo che non si possa riservare ad altro che il lavoro e la ricerca di una pausa dai contatti con i colleghi, la considerazione finale e’ che ho saputo lasciare buoni ricordi.
 
Contatti casuali che si fermano a scambiare qualche parola per cortesia e perche’ non ci si vede da molto, da tempi lunghi quanto una gran parte di vita, che strana realta’ è questa di noi emigrati, lontani da tante persone che abbiamo conosciuto in una vita diversa ed ormai lontana nel passato.
 
Sono magari un moderno Peter Pan? Ad ogni buon conto mi sa di aver trovato in una terra lontana campanellino che mi ricorda le mie responsabilita’ quotidianamente....

Dicono tutti che non c'è,
ma io che l'ho visto so dov'è.
Forse non immagini,
ma non è difficile comprendere.

L'hanno lasciato in libertà,
vive lontano;non è qua.
Forse si nasconde in mezzo agli alberi.

Vola veloce su di noi,
fotografare tu non puoi.
Chiede a una farfalla che gli faccia compagnia.

Ti abbandoni, liberi le mani,
non ti piace stare sveglio;
meglio di così
non saremo mai.
Ti addormenti, dimmi che lo senti
che ti sta toccando piano,
piano quanto vuoi;
come le carezze che non hai.

Dicono che non tornerà,
ma come lo chiamo ci sarà;
mi aiutava sempre a fare i compiti.

Vola veloce su di noi,
cosa mi dice tu non sai;
vola raccontando quando
non lo sentirai.

Ti confonde, dopo ti riprende,
quando vuole ti cattura;
sei sicura che
non lo vuoi con te?
Ti accompagna, mare che ti bagna,
come fosse un temporale;
sale dove vuoi.
Se ci credi forse lo vedrai.

Chi sei? Dimmi cosa vuoi.
Cosa devi raccontare?
Ci sei? Dimmi come sei.
Moriremo crescendo.
Chi sei? Dimmi come fai
a girare tutto il mondo.
Ci sei? Dove volerai
solamente con la fantasia?

Ti abbandoni, liberi le mani,
non ti piace stare sveglio;
meglio di così
non saremo mai.
Ti confonde, dopo ti riprende,
quando vuole ti cattura;
sei sicura che

non ci credi e non lo vuoi con te?

Chi sei? Dimmi cosa vuoi.
Cosa devi raccontare?
Ci sei? Dove volerai
solamente con la fantasia?

Ti abbandoni liberi le mani,
non ti piae stare sveglio;
meglio di così
non saremo mai davvero, noi.

Chi sei? Dimmi cosa vuoi.
Cosa devi raccontare?
Ci sei? Dimmi come sei?
Moriremo crescendo.

Chi sei? Dimmi come fai
a girare tutto il mondo?
Ci sei? Dove volerai?

Chi sei? Dimmi cosa vuoi?
Cosa devi raccontare?
Ci sei? Dove volerai?

Chi sei?Dimmi come sei


(Peter Pan – E. Ruggeri)
 
Il viaggiatore non rifiuta mai una parola, un saluto.
 
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lunedì, luglio 25, 2005, ore 20:50

Vivere con il bilancino
 
Quello che Simona non racconta è il lato oscuro della vita da single, quello che tutti noi consideriamo ma non vogliamo mai guardare fino in fondo, quel realismo che spesso si porta via anche la poesia.
 
La paura di farsi male perche’ un gesso o una fasciatura stretta ti costringerebbero in casa, impossibilitato a compiere I minimi acquisti ed allora attenzione costante a scalini, sbalzi del terreno e guai a lasciarsi andare al sempre presente istinto fanciullesco.
 
L’assenza di un pelapatate a casa, la presenza di un coltello per ostriche, ma con dei guanti in gomma grossa che neanche un metalmeccanico che maneggia una pressa, sono ulteriori sintomi di questa precauzione, che e’ anche istinto di sopravvivenza.
 
I viaggi gestiti nello stesso modo, con attenzioni costanti alla guida e soste al minimo accenno della necessità di un po’ di riposo, ugualmente si presta attenzione ai livelli di fatica che ci possono ridurre al lumicino per quanto riguarda I giorni a venire.
 
Con un assillo costante in mente, la consapevolezza che una malattia potrebbe pesarci il doppio perche’ non vi e’ una famiglia ad assisterci ed il parente piu’ vicino e’ a mille chilometri, una condizione che pesa tantissimo quando I propri genitori iniziano ad invecchiare.
 
Medicinali per prevenire allora, tanta attenzione a quello che riserva il futuro e programmazione, quella si’ perche’ farne a meno sarebbe incoscienza, stupidita’ ed allora si continua cosi’ anche se a chi ci circonda questo calcolo finisce per dare fastidio, perche’ una vera alternativa non c’e’.
 
In fondo in fondo va bene anche cosi..

Ho messo via un pò di rumore
dicono così si fa nel comodino c'è una mina
e tonsille da seimila watt.
Ho messo via i rimpiattini
dicono non ho l'età
se si voltano un momomento
io ci rigioco perchè a me... va.
Ho messo via un pò di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo via un pò di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perchè a sbagliare
sono bravissimo da me.
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perchè
io non riesca a metter via te
Ho messo via un pò di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male nè la botta
ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti
che rancori e sui perchè
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perchè
io non riesca a metter via te
In queste scarpe
e su questa terra che dondola
dondola dondola dondola
con il conforto di
un cielo che resta lì
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perchè
io non riesca a metter via
riesca a metter via,
riesca a metter via te

(Ho messo via – Ligabue)
 
Il viaggiatore e’ dovuto crescere facendo un po’ di spazio perche’ in fondo non si sa mai.
 
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domenica, luglio 24, 2005, ore 20:40

Aggiungi un posto a tavola
 
In un ritorno al passato ritrovo persone che non vedevo da lustri, barbe scomparse, qualcuno anche lui che si e’ trasferito alla ricerca di maggiori fortune, occasione un matrimonio, situazione che piu’ formale non si puo’.
 
Gli sposi circondati da parenti serpenti, un trionfo dell’ipocrisia, una situazione che mi da il voltastomaco ed a cui non sono sinceramente abituato e che se la mia presenza non fosse richiesta eviterei come la peste, quindi su la maschera ed avanti tutta.
 
Sorriso stentato, risata squillante ed a testa alta, in mezzo a critiche, commenti nei riguardi di chi ha inseguito la fortuna lasciando un ambiente ingessato e che inizia e finisce nelle partite alla Playstation la domenica.
 
Una sagra dell’inutile, del superfluo, tra chi vorrebbe ma non puo’, sposi compresi ed allora lussi spesi alle spalle dei menzionati parenti, spese folli perche’ e’ un giorno che si vorrebbe vissuto una volta sola.
 
Promesse di fedeltà, sacrifici, obbedienza, mantenimento e quant’altro da parte di chi mai un vero problema ha saputo risolvere e si ritrova prematuramente orfano di genitori e confida nell’aiuto degli altri non sapendo, potendo offrirselo da soli.
 
Quello che io ho fuggito, forse consapevole non sarei stato altrettanto fortunato, poter fare affidamento su parentado per l’arredamento interno dell’appartamento, per una cerimonia suntuosa e quant’altro.
 
Alle volte mi sento troppo indipendente ed intransigente in merito.

Sometimes I feel I'm gonna break down and cry (so lonely)
Nowhere to go nothing to do with my time
I get lonely so lonely living on my own

Sometimes I feel I'm always walking too fast
And everything is coming down on me down on me
I go crazy oh so crazy living on my own

Dee do de de dee do de de
I don't have no time for no monkey business
Dee do de de dee do de de
I get so lonely lonely lonely lonely yeah
Got to be some good times ahead

Sometimes I feel nobody gives me no warning
Find my head is always up in the clouds in a dreamworld
It's not easy living on my own

Dee do de de dee do de de
I don't have no time for no monkey business
Dee do de de dee do de de
I get so lonely lonely lonely lonely yeah
Got to be some good times ahead

Dee do de de dee do de de
I don't have no time for no monkey business
Dee do de de dee do de de
I get so lonely lonely lonely lonely yeah
Got to be some good times ahead

(Living on my own – Queens)
 
Il viaggiatore alle volte vorrebbe certe cose fossero piu’ facili.
 
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sabato, luglio 23, 2005, ore 10:00

Il tempo è tiranno
 
Faccio una sorta di ritorno al passato come Proust con le Madeleines, quando torno a Trieste, ritorno a luoghi conosciuti nell’infanzia e riprovo cose che oramai appartengono al mio passato.
 
Ieri trovandomi in Piazza Goldoni ho voluto riprovare il frappe’, uno dei gusti che mi appartenevano, Malaga, laddove le bariste in parte sono sempre le stesse, seppur invecchiate, l’interno della torrefazione e’ stato rimodernato.
 
Mi sono sentito derubato, derubato di una possibile reminescenza ed in parte di quei gioiosi momenti della mia infanzia, del mio passato ed anche un po’ piu’ vecchio ed estraneo a quella che era stata la mia citta’.
 
Un feeling apolide che oramai e’ diventato il mio credo, sto bene dappertutto e perche’ dovrei essere legato ad un luogo specifico?
 
Vi sono persone che parlano di radici, che si innestano su di un terreno e che li’ rimangono per quanto ci si sposti, io ho visto che alcuni di noi riescono a spostarsi nutrendosi di usi e culture in mille realta’ diverse.
 
Non si è forse proprio per questo viaggiatori?

J'voulais t'parler d'ma vie, c'est rare quand ça m'arrive
Un moment suffira, y a pas grand chose à dire
Passé trente ans et je sais, au moins j'imagine
Je n'aurai jamais mon nom dans les magazines

Vois-tu, je suis de ceux que la foule rassure
On ne peut être bien que parmi des milliers
"Has been" avant d'avoir été, c'est un peu dur
Ma vie, tout l'monde aurait si bien pu s'en passer

Je te dis pas les peurs, les lueurs et les flammes
Je te dis pas le sang qui fait cogner le cœur
Je te dis pas ces moments si froids et si pâles
Et son visage qui justifiait mes heures

Je suis le cours des choses, je vais où l'on m'entraîne
Je suis de ces gens-là qui ne choisissent pas
Tu peux bien penser que ces vies sont des vies vaines
Mais le hasard invente et colorie parfois
Quand je pense à tout ça, ça m'colle la migraine
Pourquoi vendre toujours quand y a tant à donner
T'as beau m'expliquer qu'ça fait partie d'un système
Il me faut bien des pilules pour l'avaler

Je te dis pas les peurs, les lueurs et les flammes
Je te dis pas le sang qui fait cogner le cœur
Je te dis pas ces moments si froids et si pâles
Et son visage qui justifiait mes heures

(Parler de ma vie – J.J. Goldman)
 
Il viaggiatore è vicino al giorno in cui un’altra candelina gli ricordera’ il passare del tempo. 
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mercoledì, luglio 20, 2005, ore 15:26

 
Esa raccontava recentemente le peripezie per ottenere certi crediti e come altri li ottengano molto facilmente, io parlavo di come incredulo assistevo ai giovani inglesi sommersi dai debiti cumulati con le carte di credito, beh le cose si sono sommate e mi sono ritrovato perso nei miei pensieri.
 
Ieri ho dovuto vendere un pacchetto delle azioni che ho per coprire le tasse e pareggiare i conti con le ultime spese per l’appartamento.
 
Luglio e’ stato un mese diviso tra acquisti dovuti ai saldi ed ultime spese arretrate fino ad includere adesso anche le tasse, con tutte le conseguenze del caso sul mio conto bancario.
 
Ho realizzato vivendolo sulla mia pelle che il credito aiuta nel momento del bisogno ma puo’ farti sballare completamente il bilancio, perche’ tra carte varie, pagamenti rateali, scoperto di conto mi ritrovo a poter cumulare debiti pari a dieci stipendi mensili netti.
 
Cosa utile se necessaria, ma molto rischiosa se non vi e’ riserva da poter monetizzare prima o poi.
 
Avendo pareggiato con la vendita dovro’ solo verificare che il bonifico giunga sul conto, ma per una persona come me abituata a vedere i conti in verde questi due mesi di alchimia finanziaria sono stati un grande stress.
 
I’ve seen the future, I can’t afford it
Tell me the truth sir, someone just bought it
Say mr. whispers! here come the click of dice
Roulette and blackjacks - gonna build us a paradise
Larger than life and twice as ugly
If we have to live there, you’ll have to drug me
Maybe these luxuries can only compensate
For all the cards you were dealt at the hands of fate

So tell me
Tell me! tell me! how to be a millionaire
Tell me! tell me! how to be a millionaire!
Millionaire! billionaire! trillionaire!

Hardly surprising if you might consider
Loyalties go to the highest of bidders
What’s my opinion? I’d give you ten to one
Give me a million, a franchise on fun
But there are millions who often get nowhere
And there’s just one secret I think you should share
Maybe these luxuries can only compensate
For all the cards you were dealt at the hands of fate

So tell me
Tell me! tell me! how to be a millionaire
Tell me! tell me! how to be a millionaire!
Who wants to be millionaire?

I do! - I don’t! - I do!

Who wants to be millionaire?

I do! - I don’t!
I’ve seen the future and I can’t afford it
(How to be a milionaire – ABC)
Il viaggiatore ha cullato la sua infanzia al suono di questa canzone.
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martedì, luglio 19, 2005, ore 08:16

 
La legenda narra di un antico re dell'oriente che si annoiava tantissimo, e per porre fine al suo tedio chiese ad i suoi sacerdoti di inventare un passatempo divertente ed appassionante. Uno dei suoi sacerdoti allora inventò il gioco degli scacchi.
Il re ne fu tanto preso da passare intere giornate a giocarci, e disse a questo inventore di chidere come premio qualunque cosa egli volesse.
Il sacerdote allora prese la scacchiera (composta da 64 caselle) ed disse: 'Mio sovrano, il premio che chiedo è questo: voglio 1 chicco di grano per la prima casella, 2 chicchi di grano per la seconda casella, 4 chicchi di grano per la terzo casella, 8 chicchi di grano per l'ottava caselle e così via fino all'ultima casella'.
Il re penso che la sua richiesta fosse elquanto esigua e accettò. Ma quando l'intero granaio si svuotò non si era arrivati neanche a metà scacchiera, infatti, per esaudire la richiesta del sacerdote bisogna coltivare l'intera superficie terrestre una volta e mezza per evitare l’imbarazzo di non poter soddisfare tale richiesta il re fece mozzare la testa al sacerdote.
 
Quante volte chiediamo qualcosa senza sapere cosa comporta e quante volte diciamo si’ senza pensarci?
 
Beh, io preferisco la sincerita’ e dire cosa sia fattibile e cosa no, sul breve, medio e lungo periodo, a coltivare fantasie non ci ottieni buoni risultati secondo me, perche’ finisci per deludere chi ti sta a cuore, ache se tu possa essere mosso dalle migliori intenzioni.
 
Bisogna cercare di essere consapevoli di cosa si offre e di cosa si puo’ dare, a chiedere sono buoni tutti, anche dei semplici chicchi di grano, che riempiranno senza fine una scacchiera che mostrera’ sempre quei quadrati vuoti alla fine per quanto venga riempita.
 
Ed il grano allora perdera’ ogni valore, per quanto venga profuso, perche’ vi sara’ sempre quella casella a fianco vuota, come chi si ritrova a guardare il bicchiere e vederlo sempre mezzo vuoto e mai mezzo pieno, perche’ il piu’ delle volte chi lo riempie e’ un altro da lui e non sa cosa ci sia dietro a tale attivita’.
 
Io cerco di affrontare ogni giorno con un sorriso e sgombro da preoccupazioni che il mondo circostante ed il lavoro cercano di addossarmi senza fine, schivo e danzo senza posa per evitare di fronteggiare una valanga di impegni che rischierebbe di travolgermi, ma resto positivo perche’ guardo oltre e vedo giorni piu’ sereni, so che il bicchiere prima o poi si riempira’, perche’ a suon di aumentare gli sforzi profusi non riuscira’ piu’ a vuotarsi in tempo.
 
Ma se le porte restano aperte ed il vento si porta via i chicchi di grano, quali sono gli sforzi che diventeranno necessari?
 
Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.
Tu sei ricco e ti tirano le pietre
Non sei ricco e ti tirano le pietre
Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così
finché vivrai
Sarà così
Se lavori, ti tirano le pietre.
Non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai.
Tu sei bello e ti tirano le pietre.
Tu sei brutto e ti tirano le pietre.
E il giorno che vorrai difenderti vedrai
che tante pietre in faccia prenderai!
Sarà così
finché vivrai
Sarà così
Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.
Tu sei ricco e ti tirano le pietre
Non sei ricco e ti tirano le pietre
Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così finché vivrai
Sarà così
Se lavori, ti tirano le pietre.
Non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai.
Tu sei bello e ti tirano le pietre.
Tu sei brutto e ti tirano le pietre.
E il giorno che vorrai difenderti vedrai
che tante pietre in faccia prenderai!
Sarà così finché vivrai
Sarà così.
(Pietre – Gian Pieretti)
Il viaggiatore e’ stanco ed ha bisogno di pace e tranquillita’ vi sara’ un angolo di mondo cosi’?
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lunedì, luglio 18, 2005, ore 09:52

 
Una delle cose che piu’ amo e’ circondarmi di gadgets che siano utili, mi ritrovo cosi con un walkman, un lettore CD portatile, un lettore MP3 registratore, quattro cellulari (uno per ogni carta prepagata italiana o belga), GPS, macchina fotografica digitale, quattro computer, di cui due aziendali che sono anche portatili e via dicendo.
 
Da dove deriva questa mia mania?
 
Dalla comodita’ che questi strumenti portano, ho guadagnato intere ore di tempo per me da quando ho la lavastoviglie, che cosa meravigliosa poter delegare alla macchina una attivita’ cosi’ noiosa come lavare i piatti.
 
Idem muoversi per citta’ sconosciute o parzialmente tali con la guida della fida Georgina(il GPS), un’esplorazione priva degli imprevisti o dei ritardi causati dalla strada sbagliata.
 
Tutto bene finche questi attrezzi non sbagliano, sabato ho perso un’ora perche’ il GPS non ne voleva sapere di selezionare la via corretta per la destinazione e ci ho girato intorno a vuoto con paesaggi sempre identici.
 
Sempre sabato l’antifurto satelittare non ne ha voluto saperne di disinserirsi ed il meccanico ha dovuto staccarlo perche’ bloccava l’alimentazione, con un intervento che ha richiesto anche il reset della centralina, risultato un’altra ora e mezza persa.
 
Il bilancio e’ sempre in attivo, ma resta la considerazione di quanto sia diventato dipendente nei confronti di certi strumenti per non poterne fare a meno.
 
I must’ve dreamed a thousand dreams
Been haunted by a million screams
But I can hear the marching feet
They’re moving into the street.

Now did you read the news today
They say the danger’s gone away
But I can see the fire’s still alight
There burning into the night.

There’s too many men
Too many people
Making too many problems
And not much love to go round
Can’t you see
This is a land of confusion.

This is the world we live in
And these are the hands we’re given
Use them and let’s start trying
To make it a place worth living in.

Ooh superman where are you now
When everything’s gone wrong somehow
The men of steel, the men of power
Are losing control by the hour.

This is the time
This is the place
So we look for the future
But there’s not much love to go round
Tell me why, this is a land of confusion.

This is the world we live in
And these are the hands we’re given
Use them and let’s start trying
To make it a place worth living in.

I remember long ago -
Ooh when the sun was shining
Yes and the stars were bright
All through the night
And the sound of your laughter
As I held you tight
So long ago -

I won’t be coming home tonight
My generation will put it right
We’re not just making promises
That we know, we’ll never keep.

Too many men
There’s too many people
Making too many problems
And not much love to go round
Can’t you see
This is a land of confusion.

Now this is the world we live in
And these are the hands we’re given
Use them and let’s start trying
To make it a place worth fighting for.

This is the world we live in
And these are the names we’re given
Stand up and let’s start showing
Just where our lives are going to.
(Land of confusion – Genesis)
Il viaggiatore pigro come non mai, approfitta del template gentilmente messo a disposizione da una concittadina.
UlisseIlViaggiatore
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giovedì, luglio 14, 2005, ore 15:03

 
Il rampollo Rotschild passeggia per strada,
dei passanti esclamano, povero quello li’....
cosi’ giovane e...
gia’ ebreo
 
Alle volte non importa cosa si faccia la strada si presenta impervia, io ho rinunciato a volerla raddrizzare, preferisco aver una buona motoretta per salirla, si perche’ zaini in spalla o biciclette alla lunga mi hanno stufato, va a finire che si vede il treno partire e lo si perde non per colpa propria.
 
Una persona cara si domandava perche’ certe situazioni debbano essere sempre difficili da gestire, io certe domande non me le pongo neppure piu’ cerco di vedere cosa fare per non doverle affrontare in futuro simili difficolta’.
 
Ho troppo sofferto in passato per non aver il controllo del mio futuro, per dover dipendere di nuovo da altri in merito a qualsivoglia scenario, se devo chiedere vuol dire che sto raschiando il fondo o ho altri obiettivi a lungo termine per impegnare mie risorse.
 
Pesa tanto su di te e su chi ti circonda, ma e’ l’unica maniera io conosca di ottenere dei risultati ed uscire dalla precarieta’, per altri magari sarebbe vero l’incontrario e pur di farlo assieme quel cammino lo zaino in spalla non peserebbe, salvo che poi inizia a piovere e ci bagniamo o un serpente ci morde e l’antidoto non e’ in zaino e quella strada ce la ricorderemo fino alla fine dei nostri giorni.
 
E’ dura, si’, ma meno che soffrire per non poter offrire a chi ci circonda quello che entrambi si vorrebbe, in passato ho vissuto due anni di questa penitenza prima di arrivare alla sua logica conclusione ed ho giurato a me stesso mai piu’.
 
Ed allora avanti, magari raccogliendo degli autostoppisti stanchi ed offrendo un gelato...
 
Un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
spofondati in fondo a una città
un gelato al limon
è vero limon.

Ti piace?
Mentre un`altra estate passerà
libertà e perline colorate
ecco quello che io ti darò
e la sensualità delle vite disperate
ecco il dono che io ti farò
donna che stai entrando nella mia vita
con una valigia di perplessità
ah, non avere paura che sia già finita
ancora tante cose quest’uomo ti darà.

E un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
sprofondati in fondo a una città
un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
mentre un’altra estate se ne va…

Ti offro una doccia ai bagni diurni
che son degli abissi di tiepidità
dove come oceani notturni
rimbombano le voci della tua città
e ti offro la luna del pomeriggio
per il sogno arabo che ami tu
e una stretta forte della mia mano
per te donna che non mi scappi più…

e un gelato al limon
gelato al limon, gelato al limon

e ti offro l’intelligenza degli elettricisti
cosi almeno un pò di luce avrà
la nostra stanza negli alberghi tristi
dove la notte calda ci scioglierà.

Come… un gelato al limon,
gelato al limon,gelato al limon…
 
(Gelato al limon – Paolo Conte)
Il viaggiatore non ama le arrampicate.
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mercoledì, luglio 13, 2005, ore 11:03

 
Siamo di nuovo li, a quota ottantamila e mi libero del ronzino per tornare ad un puledro di razza, la mia marca preferita finora, una lussuosa berlina con enormi ruote da diciasette a suggerirne il carattere sportivo a chi non lo pensasse.
 
I problemi della vettura precedente sono stati una serie infinita, tanto che guardo al cambio con un certo sollievo, ho gia’ guidato la nuova vettura grazie ad un gentile prestito di un collega, ma so gia’ che dovro’ farvi attenzione e prenderci pian piano confidenza, certe potenze vanno rispettate.
 
Devo dire che guardavo anni fa alle Deltone, la delta turbo integrale da rally, con curiosita’, ma anche sorpreso dalla potenza quelle vetture sprigionavano ed ora mi mettero’ alla guida di una vettura che sprigiona piu’ cavalli ed una coppia pari ad una volta e mezzo, brividi per chi ama guidare.
 
La potenza e’ sin eccessiva, specie per me e per come guido, ma e’ piacevole vi sara’ e poi ogni tanto e’ divertente accellerare molto rapidamente togliendosi dagli incroci.
 
Il confort in compenso e’ ottimo e per quanto siano delicati amo gli interni beige in pelle, chissa come usciro’ al termine del lungo viaggio che mi riportera a casa tra una decina di giorni.
 
Ho cosi’ una nuova compagna di viaggi per I prossimi tre anni, spero che siano felici come con la sua sorellina minore.
 
Well you're dirty and sweet
Clad in black, don't look back, and I love you
You're dirty and sweet oh yeah

Well you're slim and you're weak
You got the teeth of the hydra upon you
You're dirty sweet and you're my girl

Get it on, bang a gong, get it on
Get it on, bang a gong, get it on

Well you're built like a car
You got a hubcap diamond star halo
You're built like a car oh yeah

Well you're an untamed youth
That's the truth
With your cloak full of eagles
You're dirty sweet and you're my girl

Get it on, bang a gong, get it on
Get it on, bang a gong, get it on

Well you're windy and wild
You got the blues
In your shoes and your stockings
You're windy and wild oh yeah

You're built like a car
You got a hubcap diamond star halo
You're dirty sweet and you're my girl

Get it on, bang a gong, get it on
Get it on, bang a gong, get it on

Well you're dirty and sweet
Clad in black, don't look back, and I love you
You're dirty and sweet oh yeah

Well you dance when you walk
So let's dance, take a chance, understand me
You're dirty sweet and you're my girl

Get it on, bang a gong, get it on
Get it on, bang a gong, get it on

Get it on, bang a gong, get it on
Get it on

Get it on, bang a gong, get it on
Get it on, bang a gong, get it on

Get it on, bang a gong, get it on
Get it on, bang a gong, right on

Take me

Meanwhile I'm still thinkin'

 (Get it on – T. Rex)
Il viaggiatore aspetta sabato con impazienza.
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venerdì, luglio 08, 2005, ore 14:59

 
Nipote di una professoressa di italiano al magistrale ho vissuto in mezzo alle ragazze fino dalla mia infanzia, ragazze carine devo riconoscere, mi sono trovato a mio agio e cosi’ credo anche mio zio a giudicare dal numero di conoscenze che e’ riuscito a sviluppare in quegli anni.
 
Crescendo sono venuto su come tutti I ragazzi attraverso diverse esperienze, che in certi casi mi hanno scottato ma fatto anche crescere, ho stabilito che era meglio non stare sempre a limonare con ragazze piu’ giovani di 4 anni e cosi’ ho finalmente deciso di muovermi verso una relazione seria, ancor prima ho visto che una ragazza puo’ sbattere gli occhi e fare la svenevole per cambiare idea nel giro di una giornata e cosi’ via.
 
Questo insieme alle spiagge ricche di bellezze in topless e gli spogliatoi dei ballerini che scatenerebbero gli ormoni di ogni giovane e sano ragazzo mi hanno fatto capire che per quanto certe reazioni siano normali possiamo sempre controllarle con la nostra mente.
 
Sembra che per certi tipi del sesso femminile il massimo della seduzione sia ascoltare I discorsi maschili sbattendo gli occhi, ritengono con simili gesti di poterli fare cadere ai loro piedi, si ritengono irresistibili.
 
E’ una prova del loro fascino, ne uscirebbero ferite se cosi non fosse, orbene io sono un buon ascoltatore ed una conversazione non la nego a nessuno, ma per quanto ascolti non posso provare un po’ di pena per chi crede o deve giocare un simile ruolo per attirare l’altrui attenzione.
 
Non dico con altri non possa servire, anche se certi maschi parlerebbero di fame, ma io sono piu’ mosso a compassione che a vero interesse, chissa’ forse calo di ormoni, o forse troppi spettacoli di seduzione vera da parte di ballerine che via dai riflettori ridiventavano persone normali e non piu’ oggetti di brama e desiderio.
 
Una volta impegnato poi divento refrattario a tutti I simili generi di contatti, una conoscenza di lunga data provo’ un simile approccio con un fastidio a malapena contenuto da parte della mia ragazza dell’epoca, assisteva alle prove di danza, veniva a complimentarsi ogni volta, era un chiaro esempio di femmina sola ed affamata ma ottenne solo un ascoltatore attento fino a che rivolse le sue attenzioni a quello che e’ ancora il suo ragazzo attuale.
 
Non lo so, ma credo che siamo ancora dotati di un cervello e che non debbano necessariamente essere gli ormoni a guidare le nostre azioni, e laddove sia normale ammirare un bel corpo e fantasticare magari quali siano le forme che perizomi, minigonne cortissime e top trasparenti nascondono sempre meno, molto piu’ stupido sia lasciarsi andare senza porsi delle domande.
 
Alla fin fine mi sa che sto diventando talmente ottuso che non mi accorgo neppure se una si sia fermata a chiacchierare in baby doll per provocare chissa quali reazioni in me. Che stia diventando vecchio?
 
que bonitos ojos tienes
de bajo de esas dos cejas
de bajo de esas dos cejas
que bonitos ojos tienes
ellos me quieren mirar
pero si tu no los dejas
pero si tu no los dejas
ni siquiera parpariar
malaguey...ya salerosa
besar tus...labios quisiera
besar tus labios quisiera
malagueña salerosa
y decir...que niña hermosa
eres li...linda y hechisera
eres linda y hechisera
como el calor de una rosa
con tus ojos me anunciabas
que me amabas tiernamente
que me amabas tiernamente
con tus ojos me anunciabas
que ingrata me traicionabas
cuando de ti estaba ausente
cuando de ti estaba ausente
de mi pasión te burlabas
malaguey...ya salerosa
besar tus...labios quisiera
besar tus labios quisiera
malagueña salerosa
y decir...que niña hermosa
eres li...linda y hechisera
eres linda y hechisera
como el calor de una rosa
como el calor de una rosa...
(Malaguena –)
Il viaggiatore una volta vide una ragazza sinuosa come una pantera, capace di affascinare ogni singolo spettatore con le sue movenze, sensuale come solo un fiore sbocciato potrebbe esserlo, in difficolta’, sfiorire secondo dopo secondo, incapace di ricreare la sua magia e capi’ che non esistono le donne fatali, ma esistono gli uomini stupidi.
UlisseIlViaggiatore
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mercoledì, luglio 06, 2005, ore 08:28

 
E’ una strana la paura, c’e’ chi ci vive assieme e chi si focalizza, ci gira intorno, le lascia popolare I suoi sogni e trasformarli in incubi, e’ una brutta malattia per cui spesso vi sono poche medicine, una delle quail e’ sempre difficile da trovare e conservare dalle stesse fonti, la fiducia.
 
Farsi condizionare dai propri demoni e’ una cosa che non sempre gli altri vedono o che interviene a guastare giornate altrimenti tranquille o felici e dato che ogni stato d’animo si riflette su chi ci circonda va a finire che nascono scontri o piccole delusioni.
 
Io cerco di capire tutto e tutti, le loro pulsioni, cosa li guida e quali siano I loro motivi reali, interiori, la paura pero’ mi spaventa, non in se’ ma perche’ fa appello allo strato emotivo, non razionale dell’individuo e come tale rimuoverlo con dei semplici ragionamenti a volte si dimostra come una battaglia contro dei mulini a vento.
 
Posso offrire un cuore da leone come il mago di Oz a chi mi circonda, ma se le orecchie e gli occhi sono sempre tesi alla ricerca di possibili pericoli all’orizzonte, posso solo far notare quanto questa attivita’ possa distogliere dal quotidiano e guastare giornate e conversazioni altrimenti splendide ed attendere che certi germi qui e la maturino, portando a fiorire quelle stesse gemme piantate li’ per circondare di attenzioni e testimoniare il proprio interesse.
 
I castelli sono splendide dimore ed anche I fantasmi possono diventare oggetto di attrazione se non ci lasciamo troppo condizionare dai primi segni o dale passate esperienze, no?
Ooooooh, yeah, ooh, yeah

Everythin', everythin', everytin's gonna be alright this mornin'
Ooh yeah, whoaw
Now when I was a young boy, at the age of five
My mother said I was, gonna be the greatest man alive
But now I'm a man, way past 21
Want you to believe me baby,
I had lot's of fun
I'm a man
I spell mmm, aaa child, nnn
That represents man
No B, O child, Y
That mean mannish boy
I'm a man
I'm a full grown man
I'm a man
I'm a natural born lovers man
I'm a man
I'm a rollin' stone
I'm a man
I'm a
hoochie coochie man

Sittin' on the outside, just me and my mate
You know I'm made to move you honey,
come up two hours late
Wasn't that a man
I spell mmm, aaa child, nnn
That represents man
No B, O child, Y1
That mean mannish boy
I'm a man
I'm a full grown man
Man
I'm a natural born lovers man
Man
I'm a rolllin' stone
Man-child
I'm a hoochie coochie man

The line I shoot will never miss
When I make love to a woman,
she can't resist
I think I go down,
to old Kansas Stew
I'm gonna bring back my second cousin,
that little
Johnny Cocheroo
All you little girls,
sittin'out at that line
I can make love to you woman,
in five minutes time
Ain't that a man
I spell mmm, aaa child, nnn
That represents man
No B, O child, Y1
That mean mannish boy
Man
I'm a full grown man
Man
I'm a natural born lovers man
Man
I'm a rollin' stone
I'm a man-child
I'm a hoochie coochie man
well, well, well, well
hurry, hurry, hurry, hurry
Don't hurt me, don't hurt me child
don't hurt me, don't hurt, don't hurt me child
well, well, well, well

Yeah
(Mannish boy(I am a man) – Muddy Waters)
Il viaggiatore guardava con ammirazione il giovane Cruise in Risky Business guidare la macchina del padre e aiutare l’amico sfigato, chissa’ che crescendo non abbia voluto aiutare un po’ sempre chi e’ in difficolta’ anche per questo.
UlisseIlViaggiatore
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martedì, luglio 05, 2005, ore 20:22

 
Adoro il bagno e mi accontento della doccia, per questa ragione ho preso una vasca molto grande, che a riempirsi sta una vita, ma in cui ci si riesce a fare il bagno in due come recentemente provato.
 
Amo perdermi nell’acqua, distendere I piedi e sentire la stanchezza che abbandona il mio stanco corpo, recuperare energie per I giorni che verranno e lasciare la pelle in ammollo carezzata da bagni schiuma dagli aromi particolari tipo pesca e vaniglia, sandalo, menta e bergamotto, etc.
 
Mi porto spesso un libro in bagno per viaggiare con la mente mentre il corpo si riposa e poi distendo I piedi fuori dall’acqua sul muretto e scivolo con il corpo giu’, giu’ lasciandomi sommergere e nascondendomi allo squillare del telefono in quel mondo ovattato.
 
E’ una sensazione che mi porto dietro dalle infantili immersioni marine in apnea, ma e’ molto di piu’ e un cercare una simbiosi con un ambiente diverso, accogliente e rilassante.
 
Che poi sia anche un’abitudine igienica mi sembra troppo ovvio per non menzionarlo..
Continuare a vivere così
ha l'aria di un naufragio:
s', questa vità m'ha fregato
mi ha insegnato ad aspettare, sognare
un mondo mai creato...
il mare è già qui
che trabocca
ed ora che son sola
l'acqua
mi tocca!
Acqua nascerà
acqua crescerà
acqua vieni giù dai monti
Acqua laverà
e disseterà
acqua cheta rompi i ponti
Acqua pioverà
acqua asciugherà
acqua bagna questa terra
acqua splenderà
limpida sarà
acqua porta via la guerrà
Acqua
Acqua forte
Acqua scura
Acqua che scenderà
non fa paura
Acqua trasparente
Acqua e niente
Acqua ritornerà
Acqua corrente
(Acqua – L. Berte)
Il viaggiatore alle volte nuota, alle volte cammina, ma sempre si rilassa.
UlisseIlViaggiatore
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martedì, luglio 05, 2005, ore 16:08

 
Tornato da una settimana trovo finalmente il tempo di postare, il viaggio e’ andato bene e seppure dei postumi per la fatica del viaggio e delle cose da gestire per l’appartamento mi ritrovo contento cosi.
 
Con l’ennesimo contachilometri oltre cifra ottantamila, quasi 45mila km accumulati in meno di nove mesi, cifre da brivido per chi anno dopo anno le vede crescere, come anche I primi peli bianchi.
 
Quanta vita, quanti chilometri riuscira’ questo fisico a portare avanti senza fermarsi per riposare in un’area di sosta?
 
Tanta benzina, tanti paesaggi eppure la voglia di vedere, conoscere continua, cresce se possibile, animata dalla frustrazione per certi periodi passati full immersion nel lavoro.
 
Che tanto tempo porta via ad altre attivita’ molto piu’ appaganti, ma che alla fin fine paga I costi di questo viaggiare nella realta’ che ci circonda.
 
A che il viaggio di tutti voi nel mondo blog non si interrompa mai.
 
Ainsi, mon cher, tu t'en reviens
Du pays dont je me souviens,
Comme d'un rêve,
De ces beaux lieux où l'oranger
Naquit pour nous dédommager
Du péché