Certe competizioni sono spietate e lo sono in maggior misura in quanto evidenziano I limiti di qualcuno, tanto lavoro speso in pochi minuti sotto l’occhio critico di spettatori e giudici.
La danza sportiva ha questa incredibile dote nell’evidenziare I difetti ed I pregi dei ballerina, che con diversi passaggi si giunge ad una costante scrematura con le coppie che man mano attingono alle proprie risorse, salendo di giri fino a che eventualmente si imballano.
Mi ricordo ancora una delle due gare che mi ha dato maggior soddisfazione, forse la seconda in ordine di importanza ma la prima per valutare questo aspetto.
Erano I Triveneti Open di categoria con presenza anche di coppie straniere, 4 coppie della nostra scuola a gareggiare per quella categoria in una palestra a Padova se ben ricordo, con un ambiente a teatrino, pubblico tutto intorno anche dall’alto.
Giudici italiani e stranieri in attesa e paziente osservazione, una quarantina di coppie pronte a ballare e qualificazioni, ottavi, quarti, semifinali e finali, un round di batterie senza fine che lasciava senza fiato e pian piano il ritmo accellerava.
Tra giri e giri senza fine ognuno partiva al suo ritmo, conservando delle energie pronte ad esplodere nel giro finale, il problema e’ che per passare il turno si deve impressionare I giudici, per I piu’ bravi e’ facile all’inizio e viaggiano in riserva, per chi era meno fluido, ogni turno una tortura con eventuale soddisfazione finale.
La prima coppia e’ saltata alle qualificazioni, ma noi di solito li si batteva ed io mi sentivo fluido e tranquillo, poco affaticato, nonostante un minimo di tensione, specie il cha cha cha andava via bene.
La seconda coppia che di solito era sempre davanti salta agli ottavi e sono gia’ I quarti, la tensione monta, ma anche la soddisfazione, un piazzamento assolutamente insperato, chissa forse la giuria internazionale?
Le gambe si sono irrigidite, ma il sorriso tiene, I quarti vanno, ma e’ come fossi al limitatore, oltre certi giri non vado e l’ultimo ballo proprio non va, spero solo non saremo ultimi della batteria, l’altra coppia arrivera’ stanchissima in finale come al solito.
I fuorigiri bisogna saperli mantenere a lungo come I diesel, specie se si parte da lontano con un motore ricco di coppia e potenza, ma povero di picchi come il mio, la stanchezza e’ uno stato d’animo, questo mi ha insegnato quell’esperienza con un po’ di entusiasmo anche le situazioni piu’ difficili si possono superare, basta non perdere il sorriso e sopratutto non dare tutto ai primi turni quando si ha ancora molta strada davanti.
vado al massimo
vado al massimo
vado al massimo
vado a gonfie vele
a gonfie vele
a gonfie vele
voglio proprio vedere
e voglio proprio vedere
e voglio proprio vedere
come va a finire
ahi ahi ahi ahi
voglio vedere come va a finire
andando al massimo senza frenare
voglio vedere se davvero poi
si va a finir male
meglio rischiare che diventare
come quel tale
quel tale che scrive sul giornale
ahi ahi ahi ahi
vado al massimo
vado in messico
vado in messico
voglio andare a vedere
voglio prorpio vedere
se e' come dice il droghiere
laggiu' van tutti
a gonfie vele
e quest'estate invece
di andare al mare
vado nel messico io
altro che al mare
voglio vedere se la'
davvero si puo' volare
senza rischiare di cadere
d'incontrare sempre
sempre quel tale
quel tale che scrive sul giornale
(Vado al massimo – Vasco Rossi)
Il viaggiatore alle volte vorrebbe essere un turbo, ma poi si accontenta del suo affidabile margine con il diesel.
PS. Siamo arrivati 13simi e si accedeva alle semifinali con I primi 12 e’ andata bene cosi’ piu’ per merito della ballerina che mio…