lunedì, febbraio 28, 2005, ore 10:14

Profumi della memoria 

Passeggiavo nel parco ieri per mercato, il lago ghiacciato, paperi, anatre e cigni al margine del sottile materiale a giocare con acqua fredda. 

Uno stand di specialita’ francesi con qualcosa che raramente si trova al di fuori di Trieste, prosciutto cotto, che da noi si usa mettere in forno avvolto in alcune spezie e del pane, finche’ lo si rimuove e lo si inizia a tagliare grosso a mano, il c.d. “cotto nel pan”. 

Io, come molti bambini, approfittavo della sosta di mia nonna paterna, babysitter estamporanea per domandarne una piccola fetta, arrotolata, da cui il dialettale “rodoleto”, delizia che si scioglie tra le dita prima di essere accompagnata in bocca. 

Piaceri quasi scomparsi oramai se non forse in alcuni posti al Sabato, molto meglio comunque il cotto di Mase di quello Faro o Principe per chi tra di voi avesse l’opportunita’ di provarlo, magari in quei piccoli bar/bettole che si distendono attorno al Canale che prende il nome di Ponterosso. 

Ritornando al giorno d’oggi quel Jambon a l’Os parisien senza polifosfati, era una primizia per il mercato locale tanto da andare a ruba, nonostante il prezzo folle. 

Per quanto mi riguarda quelle tre fette mi hanno riportato a quei giorni lontani in un rimpallo tra passato e presente, che si sviluppato sulle onde della nostalgia e dei ricordi, per poi sparire fisicamente ma aleggiare nell’aria, come una melodia infinita. 

Whoa! My love, my darling,

I hunger for your touch,

Alone. Lonely time.

And time goes by, so slowly,

And time can do so much,

Are you still mine?

I need your love.

I need your love.

God speed your love to me. 

Lonely rivers flow to the sea, to the sea,

To the open arms of the sea.

Lonely rivers sigh, wait for me, wait for me,

I'll be coming home, wait for me. 

Whoa! My love, my darling,

I hunger, hunger!, for your love,

For love. Lonely time.

And time goes by, so slowly,

And time can do so much,

Are you still mine?

I need your love.

I need your love.

God speed your love to me. 

(Unchained melody – The righteous brothers) 

Il viaggiatore e’ molto stanco, ma apprezza ancora la buona musica.
UlisseIlViaggiatore
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giovedì, febbraio 24, 2005, ore 21:17

Negarsi
 
Conversazione oggi con chi tanto puo’dare, ma alle volte pensa di negare se’ stessa e chi e’, una persona fiaccata da disavventure che non crede o finge di non credere in certe sue capacita’ e come me alle volte si avvolge in un velo di cinismo.
 
Vorrei ricordarle cosa scriveva 2 anni fa :
 
Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.
E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse:
Quando l' amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento
del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.

Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.

L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere
del
ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
Il viaggiatore ama avere conversazioni online.
 
UlisseIlViaggiatore
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giovedì, febbraio 24, 2005, ore 09:36

Cime tempestose 

Scivolare tra queste erte colline, che ti avvolgono stretto,

Procedere in questa cadenza alternata, ritmo intenso,

Accellerare, rapito, sconcertato dalla reazione del fisico,

Contento come poche altre volte, preso dal gesto. 

Respiro corto, frammentato, sotto sforzo,

Nuove cime raggiunte, avvolto in una calda stretta,

Procedere senza fine, avanti ancora ed ancora

Momenti che si vorrebbe prolungare all’infinito. 

Piove? Bagnato, eppur contento, tranquillo forse,

Momenti unici, sensazioni intense,

Un saliscendi continuo come sulle montagne russe,

Cercando di rinviare il pensiero dell’arrivo 

Preso, si nei gesti che placano lo spirito ribelle,

Intrappolato, ipnotizzato, gli occhi vacui,

Indeciso forse su quale direzione prendere,

Conquistato dal paesaggio 

Controllo, forse e’ solo questo il trucco, la smania

Di sentirsi finalmente sicuro, di sapere,

Di sapere che vi saranno altre occasioni, altre prove

Un crescendo che sa di bolero 

Ed ecco alla fine il fiume, scorre libero, senza freni

Scrosciante come in montagna,impetuoso,

Bagna la vegetazione circostante, incurante di cosa

Sfiori al passaggio e la calma subentra. 

Il viaggiatore non sogna ma ricorda. 

UlisseIlViaggiatore
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martedì, febbraio 22, 2005, ore 11:42

Assoluto relativo

“No rules for me, please

Una delle cose per cui sono amato o odiato e’ la mia assoluta mancanza di assoluti, non vivo secondo valori e raramente esprimo giudizi di merito.

Il mondo dei valori, delle credenze e della fede mi e’ estraneo, non riesco a farli miei per quanto possa rispettarli negli altri, credo che ogni cosa possa essere bianca, nera o grigia, tutto sta a come la si definisce, un po’ come certi passi di Russell. 

Non che non prenda le cose sul serio, ma non riesco a pensare una cosa debba essere necessariamente solo quella cosa, un modo di portarsi sia necessariamente quello giusto e via dicendo. 

Ritengo il contesto faccia la differenza e tutto vada accuratamente considerato e che tutto possa cambiare a seconda delle occasioni o delle persone coinvolte, proprio perche’ non sono detentore di una verita’ assoluta. 

Vivere cosi’ si rivela alle volte difficile specie nei riguardi di chi crede che un modo di fare sia corretto, io sono stato esposto a troppi modi di fare, vedere le cose e via dicendo per pretendere di imporne uno. 

E’ un po’ come la pulizia a casa, lo stesso concetto offre spunti per reazioni diverse ad un inglese, un italiano o uno spagnolo, o anche ad italiani di diverse comunita’, regioni o famiglie. 

Io so una sola cosa, cosa preferisco, cosa vorrei e cosa sono disposto ad accettare, ed anche su di questo potrei cambiare, quindi cosa utilizzo per decidere e vivere? 

L’attimo, il momento, vivo secondo dopo secondo una vita che si protrae all’infinito in un sistema tutto mio a contatto con milioni di realta’ diverse che rispetto finche’ non invadono la mia. 

Facile, no? 

Un po’ colpa mia…un po’ colpa tua…sposiamoci
In una bugia c’è la verità…di vivere
Prima che io…prima che tu…si cambi idea
E le nostre pagine più belle
vengano distratte dagli amanti che…
Fanno di me…fanno di te…la fantasia
Che io come te…. ho ancora paura di perdere…
Le distratte corse libere nei cuori…
A volte fanno meglio delle grandi cose…..

Dicono che col tempo arriverò
A far convivere io e te l’amore
Dicono che per stare insieme a te
Bisognerebbe darti e mai privarti…

Io ci voglio credere …e tu?
Io ci voglio credere…convivendo
Io ti voglio vivere…e tu?
Io ti voglio vivere….convivendo

Un po’ colpa mia…un po’ colpa tua…tocchiamoci
Nel nostro letto….Preso e montato di sabato
Passiamo ore a fare e disfare…e a miagolare
Giurami che…ti giuro che…non finirà

Perché quello che noi abbiamo dentro è grande…
O perlomeno pari all’impossibile…

Dicono che col tempo arriverò
A far convivere io e te l’amore
Dicono che per stare insieme a te
Bisognerebbe darti e mai privarti…

Io ci voglio credere…e tu?
Io ci voglio credere…convivendo
Io ti voglio vivere..e tu?
Io ti voglio vivere…convivendo
Convivendo…convivendo…convivendo

(Convivendo – Biagio Antonacci) 

Il viaggiatore e’ difficile da inquadrare. 

UlisseIlViaggiatore
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lunedì, febbraio 21, 2005, ore 21:16

Fantasie
 
Io ho sempre amato le fantasie, forse perche’ credo che siano un ottimo condimento al grigiore delle giornate quotidiane, riescono a colorirle quanto basta da farle diventare un arcobaleno.
 
Da giovane mi vedevo avere una storia con Ornella Muti, raggiungere Kebir Bedi sul ponte di un praho malese, ritirato a quaranta anni a vivere di rendita in un bel podere, dedicandomi al mio spirito e coltivando la lettura, mi sa che dovrei riconsiderare queste immagini al giorno attuale.
 
Ma anche no, perche’ in fin dei conti la loro azione l’hanno portata a termine, mi hanno distratto da una quotidianita’che spesso prendeva direzioni che non volevo e mi hanno aiutato a superare molti momenti duri.
 
Altri preferiscono darsi obiettivi raggiungibili nelle loro fantasie, forse perche’ si sforzano di realizzarli ogni giorno nonostante le difficolta’ oggettive di certe situazioni, hanno l’ambizione di ottenere quello che si erano prefissi.
 
Io sono molto Ulisse, continuo imperterrito in cerca delle mie colonne d’Ercole, quel limite che so che non riusciro’ a varcare, perche’nel frattempo avro’ visitato tutto il Mediterraneo, ma continuero’ a concepirlo come una cosa minore delle mie possibilita’ e delle mie capacita’.
 
E’ forse questo il bello di sognare cosi’ in grande, che anche se ci vai vicino ti restano ancora un’infinita’ di cose da auspicarti per il futuro e riparti all’avventura giorno dopo giorno, cinico nei riguardi di quanto hai ottenuto e fiducioso nell’avvenire.
 
Divieni cosi’ un eterno sognatore, di quelli che tanto hanno ricevuto e tanto ancora vorrebbero, perche’ speri sempre in qualcosa di meglio, senza mai accontentarsi di restare al margine.
 
Alle volte la realta’ ti riserba delle sberle, dei naufragi, altre volte sei tentato come nel caso delle sirene, ma rimani un uomo pragmatico nella vita di ogni giorno a cui una fantasia soddisfatta equivale ad una medaglia d’oro alle Olimpiadi, qualcosa di unico.
 
E non vorresti realizzarle tutte le tue fantasie mi direte ?
 
Beh, in franchezza spero di no, in attesa di cosa vivrei poi in futuro?
In my imagination
There is no complication
I dream about you all the time
In my mind a celebration
The sweetest of sensation
Thinking you could be mine
In my imagination
There is no hesitation
We walk together hand in hand
I'm dreaming
You fell in love with me
Like I'm in love with you
But dreaming's all I do
If only they'd come true
I should be so lucky
Lucky lucky lucky
I should be so lucky in love
I should be so lucky
Lucky lucky lucky
I should be so lucky in love
It's a crazy situation
You always keep me waiting
Because its only make believe
And I would come a-running
To give you all my loving
If one day you would notice me
My heart is close to breaking
And I can't go on faking
The fantasy that you'll be mine
I'm dreaming
That you're in love with me
Like I'm in love with you
But dreaming's all I do
If only they'd come true
I should be so lucky (so lucky, so lucky)
I should be so lucky
I, I, (I, I)
I should be so lucky (so lucky, so lucky)
I should be so lucky
 
(I should be so lucky – K. Minogue)
 
Il viaggiatore sogna sempre un viaggio a Saint Martin o nella Polinesia Francese.
 

 

UlisseIlViaggiatore
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lunedì, febbraio 21, 2005, ore 12:54

5 minuti di gloria 

Molti post recenti hanno riportato certi ricordi in superficie, si perche’ certe cose lasciano segni nascosti che finiamo per riscoprire in certi frangenti. 

Si fa’ tanto parlare dell’innato senso di eleganza e stile degli/delle italiani/e, per poi finire per renderci conto che spesso e’ vacua vanagloria, gente con le rate da pagare per potersi offrire un certo stile di vita che offra la “fama”. 

Una volta si diceva tutti/e valletti/e per poter emergere, garantirsi quella vita da sogni che attribuiamo al jet set, ma ancora peggio non siamo in grado di accettare la realta’ e non vi vediamo altra via d’uscita che una continua sfilata. 

Non vi e’ niente di male nel coltivare le proprie passioni, ma noi italiani abbiamo la cattiva abitudine di farcene travolgere, tanto da farle diventare piu’ importanti di quello che e’ il quotidiano. 

Non ci rendiamo conto che stiamo sfuggendo noi stessi, o fingiamo di farlo, per poter tirare avanti un giorno tipo l’altro ed ecco allora commesse vestite come modelle, code infinite per una partecipazione al Grande Fratello e via dicendo. 

Sperando sempre nell’eterna scorciatoia, non credendo mai al duro lavoro, al sacrificio, preferendogli le conoscenze, le amicizie, in quel clima di costante connivenza cosi’ italico.

Mi ricordo alle prove per gli spettacoli, chi lavorava seriamente e chi invece si divertiva a far casino, perche’ tanto cosi’ sarebbe andata, chi vedeva nel ballo l’unica possibilita’ di emergere e ne faceva quasi una malattia, neanche fosse una professionista. 

La realta’ e’ spesso dura, ma non sono le notti in discoteca o gli abiti da modella che la renderanno piu’ dolce, siamo come Cenerentole che devono poi far conto con il brusco risveglio dei rintocchi della mezzanotte. 

E non riusciamo ad accettarlo, in una grande ipnosi collettiva. 

Run away from all your boredom
Run away from all your whoredom and wave
Your worries and cares
Goodbye

All it takes is one decision
A lot of guts, a little vision to wave
Your worries and cares
Goodbye

It’s a maze for rats to try
It’s a maze for rats to try
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die

It’s a race, a race for rats
A race for rats to die

Sick and tired of maggie’s farm
She’s a bitch with broken arms to wave
Your worries and cares
Goodbye

It’s a maze for rats to try
It’s a maze for rats to try
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die

It’s a race, a race for rats
A race for rats to die

It’s a race, a race for rats
A race for rats to die

It’s a race, a race for rats
A race for rats to die

Burn away
Run away, run away
Run away, run away
Run away, run away
Run away, run away
 

(Slave to the wage – Placebo) 

Il viaggiatore e’ sempre meno conformista.

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giovedì, febbraio 17, 2005, ore 21:55

Pronto chi parla? 

Alle volte si finisce per dare i numeri, oggi per la seconda volta in una settimana chiamo la Spagna, ora il mio spagnolo parlato e’ di molto inferiore a quello capito e ci mancherebbe essendo la quinta lingua imparata qui e li’ dopo quella madre. 

Caso vuole pero’ che nel mio team sia l’unico a poter gestire una conversazione, confidando nel fatto poi che I clienti sanno che gli sto facendo un favore e venendo incontro finisco per lanciarmi. 

Spesso funziona anche perche’ evito parole troppo complicate e domando conferma in merito a quanto capito, regola d’oro quando non si e’ sicuri, ma alle volte esito e quello e’ il vero momento della verita’ perche’ inizio a pensare ed a sbagliare. 

Devo saper lasciar perdere e concentrarmi sulla parola successiva, una dopo l’altra fino all’auspicata fine che prima o poi giunge, basta non innervosirsi. 

A vivere giorno dopo giorno questi continui equilibri linguistici finisce che rido, chi lo dice che siamo noi italiani a non parlarle le lingue?  

Io mi ritrovo con mezza Europa contenta di parlare la propria lingua e gli Stati Uniti che ti capiscono solo se mimi il loro accento, per finire con gli aristocratrici inglesi che sorridono solo se condisci la frase di « cheers » e « I beg you pardon ». 

Chissa quando vedremo veramente un’ Europa unita linguisticamente ? 

Kalispera mondo blog 

The night gang started working
With a mile of southern road
As I watched
I got to thinking
You ain't never coming home
I looked out of nowhere
There was nobody at all
To get me help
To get through to you

I'm here making night calls
Night calls
Making night calls
Night calls
Making night calls
I gave

I tried too hard to reach you
But you must be moving fast
All my hopes about the future
Will just live on
Into the past
You know that it ain't easy
And the twilight starts to fade
Shouldn't you
The chill of the morning
Thinking of the plans we made

Oh, night calls
Making night calls
Let it ring
The night calls
Making night calls
Oh, night calls
Give up those night calls
 

(Night calls – J. Cocker) 

Il viaggiatore vorrebbe poter parlare fluentemente in 8 lingue almeno.

UlisseIlViaggiatore
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giovedì, febbraio 17, 2005, ore 11:25

Sintonia ed armonia 

E’ strano come alle volte ci si adagi ed il partner ne esca frustrato, noi siamo fondalmente delle marmotte alle volte, ci piace riposarci nella nostra tana al calduccio, anche se il/la compagno/a lo giudica lassismo. 

Lunghe giornate di lavoro spese a litigare con I clienti, fanno ingiustamente, devo ammetterlo, auspicare a serate monotone spese a rilassarsi sul divano, specie quando si passa la trentina e certe energie si riducono. 

Certi gesti diventano piu’ posati, altri atti meno fantasiosi ed una certa abitudine subentra, per molti questo e’ il primo rischio della tomba dell’amore, la routine uccide la fantasia e sembra condizionare le nostre giornate. 

Io sono convinto che un po’ di pepe debba sempre esserci, senza pero’ andare alla ricerca del “fammo strano” di Verdone memoria e sta alla coppia saper trovare la giusta ricetta per le loro esigenze. 

E questo sembra uno dei grossi scogli delle coppie in genere, si preferisce evitare discussioni ed adagiarsi nel ripetersi delle giornate oppure ci si scaglia l’uno contro l’altro per la frustrazione accumulata. 

Finche’… finche subentra il tradimento, il terzo che come in Unfaithful, e’ in grado di amarci come nessuno mai, di farci perdere la testa, di travolgerci nel vertice della passione che quel pantofolaio che ci siede accanto ogni sera dimentica possa animarci.

Spesso questo terzo poi, e’ giovane e non si cura di quelle piccolo imperfezioni che l’eta’ incide su di noi ed e’ cosi’ sexy, pieno di energie. 

Inizia cosi’ una vita di alibi, storie e quant’altro, che spesso coincidono con un discreto senso di colpa, ma anche un’incapacita’ di parlare sinceramente a chi ci dorme accanto. 

Io ho sempre cercato il peperoncino nella coppia, perche’ credo che alla lunga altrimenti il piatto diventi troppo speziato e non mi illudo che I problemi irrisolti con qualcuna possano trovare la soluzione in un altra. 

Forse la grande verita’ e’ che dobbiamo prima capire noi stessi, poi accettare l’altro/a e finalmente cercare e sperabilmente trovare la persona su cui vogliamo investire, se poi la pasta risulta sempre troppo al dente o il companatico sembra insipido forse il mix non e’ dei migliori e bisogna provare una nuova ricetta. 

Sara’ anche la permanenza all’estero, ma mai come in Italia ho sentito dire da parte di ragazze/donne “ah.. quella se l’e’ portato via perche’ ci sapeva fare…”, la vita di coppia secondo me vive dell’apporto di entrambi se uno si rifiuta di provare a cucinare perche’ pessimo cuoco come puo’ pensare si possa vivere solo di ristorante?

Enamorame, acorralame
Enamorame, coqueteame
Enamorame, mortificame
Enamorame, aprisioname

Yo quiero que me digas muchas cosas
Cosas que me lleguen hasta el alma
Me acorrales me hagas gestos que me exiten
Que mi ego de mujer se presipite

Tu papi quiere quemarte como el sol a la arena
Embriagarte y hacer que olvides tus penas
Juego de amor de noche a mañana romperte la ropa
Que te sientas amada
Apagar la luz tirarte en la cama
Y enseñarte porque en esto tengo fama
Tu quieres conmigo lo que yo quiero contigo
Veremos que pasa despues del vino

Sanchez es el hombre y tu la mujer
Dos cuerpos en uno hasta mas no poder
Tu quieres de mi lo que yo quiero de ti
Para que esperar si ya estamos aqui
Rienda suelta a la imaginacion
Ya sabra porque mi hobie es el amor
Acuerdate de esto aqui no hay secreto
Otra copa mas y acabemos con esto

(Enamorame – P. Sanchez) 

Il viaggiatore ama cucinare.

 
UlisseIlViaggiatore
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mercoledì, febbraio 16, 2005, ore 15:45

 
E’ interessante come a parlare di rapporti si finisca sempre per parlare di certi scontri fisici, come quelli della boxe.
 
Lunga conversazione online con una persona cara oggi, discussione sulla volonta’ di capire certe esigenze e tradurle in atti concreti, come ad esempio una convivenza invece di lasciare tutto sospeso come sempre.
 
Io credo nella capacita’ di dialogo tra due persone e soprattutto nella comprensione reciproca di stimoli, desideri, interessi e via dicendo, questo secondo me fa una coppia ed aiuta a gestire I molteplici scenari che la vita ci offre.
 
Se certi argomenti si ripresentano a distanza di due anni da quando si sta assieme e piccolo ostacoli diventano grosse discussioni temo tra I due manchi quantomeno un minimo di comprensione, se non sintonia.
 
Generalmente parlando la generazione maschile odierna italica sembra voler sfuggire I legami solidi, ma forse cio’ e’ anche dovuto ad una comune resistenza nei riguardi dell’assunzione delle responsabilita’ e sotto sotto un sincero egoismo.
 
L’abnegazione mi sembra scomparsa, il maschio infatti sente che perderebbe una certa autonomia finanziaria(personale) a lasciare il nido per costruirsi la sua tana, ed egoisticamente pensa al suo tornaconto, oltre a cio’ vi e’ la sensazione di insicurezza nel dover offrire al neocostituito nucleo familiare la principale fonte delle entrate.
 
La meta’ femminile invece, spesso dimentica di smussare le proprie asperita’ se non siamo in situazioni in cui accampa vere e proprie pretese.
 
Questo scenario degenera in un match senza fine di rimpalli continui e di costanti discussioni, che e’ poi la vita’ di molte coppie moderne residenti ciascuno per conto proprio o presso I genitori.
 
Io mi chiamo fuori da questo scenario, nel senso che ho sempre accettato le mie responsabilita’ ed almeno in un caso ho seriamente pensato al matrimonio, anche se magari era troppo presto.
 
Sara’ anche dovuto al fatto che per me ogni ricompensa puo’ richiedere un sacrificio e continuo a sognare ad occhi aperti scenari in cui la ricompensa sorpassa di gran lunga ogni spesa presente e futura.
 
Sara’ anche perche’ sono un discreto incassatore ma credo che su quel ring bisogna restare a lungo e lottare fino alla fine per capire se si possa poi uscirne insieme o si debba cercare un altro avversario e la convivenza sia ad esempio una buona prova dei nostri mezzi.
After all you put me through
You'd think I despise you
But in the end I wanna thank you
'cause you made me that much stronger

When I, thought I knew you
Thinking, that you were true
I guess I, I couldn't trust
'Cause your bluff time is up
'Cause I've had enough
You were, there by my side
Always, down for the ride
But your, joy ride just came down in flames
'Cause your greed sold me out of shame, mmhmm

After all of the stealing and cheating
You probably think that I hold resentment for you
But, uh uh, oh no, you're wrong
'Cause if it wasn't for all that you tried to do
I wouldn't know just how capable I am to pull through
So I wanna say thank you

'Cause it makes me that much stronger
Makes me work a little bit harder
It makes me that much wiser
So thanks for making me a fighter
Made me learn a little bit faster
Made my skin a little bit thicker
Makes me that much smarter
So thanks for making me a fighter

Oh, ohh

Never, saw it coming
All of, your backstabbing
Just so, you could cash in
On a good thing before I realized your game
I heard, you're going around
Playing, the victim now
But don't, even begin
Feeling I'm the one to blame
'Cause you dug your own grave, uh huh

After all of the fights and the lies
Yes you wanted to harm me but that won't work anymore
Uh, no more, oh no, it's over
'Cause if it wasn't for all of your torture
I wouldn't know how to be this way now, and never back down
So I wanna say thank you

'Cause it makes me that much stronger
Makes me work a little bit harder
Makes me that much wiser
So thanks for making me a fighter
Made me learn a little bit faster
Made my skin a little bit thicker
It makes me that much smarter
So thanks for making me a fighter

How could this man I thought I knew
Turn out to be unjust so cruel
Could only see the good in you
Pretended not to see the truth
You tried to hide your lies, disguise yourself
Through living in denial
But in the end you'll see
YOU WON'T STOP ME

I am a fighter and I (fighter and I)
I ain't goin stop
There is no turning back
I've had enough

'Cause it makes me that much stronger
Makes me work a little bit harder
Makes me that much wiser
So thanks for making me a fighter
Made me learn a little bit faster
Made my skin a little bit thicker
It makes me that much smarter
So thanks for making me a fighter

Thought I would forget but I
I remember
Yes, I remember
I remember

'Cause it makes me that much stronger
Makes me work a little bit harder
Makes me that much wiser
So thanks for making me a fighter
Made me learn a little bit faster
Made my skin a little bit thicker
It makes me that much smarter
So thanks for making me a fighter
(Fighter – C. Aguilera)
 
Il viaggiatore pensa con invidia a chi raggiunge l’ideale di una coppia stabile con invidia e pensa che tutti loro meriterebbero una cintura da campione.
 
UlisseIlViaggiatore
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lunedì, febbraio 14, 2005, ore 21:58

Bruciare le tappe
 
Si dice di dare ad ogni cosa il suo tempo per maturare, oppure che ogni lasciata e’ persa, io credo che semplicemente come per ogni cosa « in medio stat virtus » la virtu’ st anel mezzo.
 
Atti che per certi scenari e persone sembrerebbero arrischiati, eccessivi, in altri scenari diventano gli unici possibili, specie se vi sono risorse limitate, tempo in primo luogo.
 
Ecco che anche le lumachine si ritrovano a correre ed i conigli magari a rallentare, mai detto fu piu vero del dare tempo al tempo, e non siamo noi spesso a governare le circostanze, quanto gli scenari a cambiare, come tante bandiere mosse dal tempo, frenetiche ed agitate quando il vento e’ forte, ferme, riposate quando siamo in risacca.
 
L’importante e’ saper cogliere l’occasione, il timing e’ tutto, bisogna saper reagire quando lo si puo’ e correre se si deve anche se magari e’ contro il nostro istinto naturale, guai a voltarsi indietro impensieriti, si rischia di perdere quello che piu’ conta, quello che ci aspetta innanzi.
 
Senza limiti, senza ripensamenti, vivendo ogni giorno al massimo la giornata che ci viene offerta, sappiamo cosi’ che abbiamo fatto quanto potevamo, che non abbiamo perso il treno, che abbiamo spinto noi stessi al traguardo che ci eravamo dati.
 
Ed una volta’ li sapremo, sapremo che non esistono tappe da bruciare, ma solo obiettivi da realizzare, sfide da raccogliere e vincere, attimi che si prolungano senza fine a diventare una vita vissuta cosi’ al massimo.
 
Mi piace pensare che chi mi circonda abbia vissuto cosi’ e veda in questo modo il rapporto che ha instaurato con me, una lunga fiamma che brucia sempre, senza limiti e senza ripensamenti.
 
Full moon in the city
And the night was young
I was hungry for love
I was hungry for fun

I was hunting you down
And I was the bait
When I saw you there
I didn’t mean to hesitate

This is the night
This is the night
This is the time we’ve got to get it right

(this is the night)
Touch me, touch me
I want to feel your body
Your heart beat next to mine
(this is the night)
Touch me, touch me now

Quick as a flash you disappeared into the night
Did I hurt you boy?
Didn’t I treat you right?
You made me feel so good
Made me feel myself
Now I’m alone & you’re with somebody else

This is the night, yeah
This is the night
This is the time we’ve got to get it right

(this is the night)
Touch me, touch me
I want to feel your body
Your heart beat next to mine
(this is the night)
Touch me, touch me now
Touch me, touch me now
Touch me, touch me now

Hot & cold emotions confusing my brain
I could not decide between pleasure & pain
Like a tramp in the night
I was begging you
To treat my body like you wanted to

Uh....
Uh, it’s begging for you

(this is the night)
Touch me, touch me
I want to feel your body
Your heart beat next to mine
(this is the night)
’cos I want your body all the time

(this is the night)
Touch me, touch me
I want to feel your body
Your heart beat next to mine
(this is the night)
’cos I want your body all the time


(Touch me – S. Fox)
 
Il viaggiatore augura a tutti voi viandanti di passare un San Valentino al massimo in compagnia delle persone amate.
 
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domenica, febbraio 13, 2005, ore 21:55

Tanguy

Uno dei problemi di essere all’estero e’ il fatto che ogni attivita’ che comporti spostamenti da e verso il lavoro e che in Italia cercheresti di gestire alle volte con l’aiuto di genitori, parenti ed amici ti ritrovi a farle da solo.

Mi sono rifiutato di diventare matto come in passato in questa occasione ed ho chiesto a moi padre oramai, beato lui in pensione, di aiutarmi con il coordinamento dei lavori, specie quando sono in ufficio.

Quello che non prevedevo era il riaffiorare di tutte le ragioni di tensione che mi avevano portato a vivere l’uscita da casa anche come una liberazione.

A partire dal dover spiegare in ogni momento dove andiamo, come lo facciamo, perche’e via dicendo, passando per un bicchiere rotto in solo 5 giorni di permanenza, finendo con le offerte di aiuto non necessario su cose che conosco meglio.

Mi ritrovo insomma a bramare di nuovo il momeno in cui saro’ solo, al contrario del protagonista dello splendido film, io mi ritrovo spesso allegro fuor di casa e non in preda a crisi d’ansia.

Una forte verita’ e’ forse che come dicono molti esperti ci scegliamo noi di chi circondarci ormai anche nel nucleo familiare, e non siamo piu’ vincolati a famiglie patriarcali tipo quella cinese, dove i parenti integrano i figli legandoli ad uno stile di vita.

Consiglio veramente la visione, per il lieve umorismo e la capacita’di sollevare molte problematiche attuali, specie in Italia con un sorriso marcato.

Sometimes I feel I’m gonna break down and cry (so lonely)
Nowhere to go nothing to do with my time
I get lonely so lonely living on my own

Sometimes I feel I’m always walking too fast
And everything is coming down on me down on me
I go crazy oh so crazy living on my own

Dee do de de dee do de de
I don’t have no time for no monkey business
Dee do de de dee do de de
I get so lonely lonely lonely lonely yeah
Got to be some good times ahead

Sometimes I feel nobody gives me no warning
Find my head is always up in the clouds in a dreamworld
It’s not easy living on my own

Dee do de de dee do de de
I don’t have no time for no monkey business
Dee do de de dee do de de
I get so lonely lonely lonely lonely yeah
Got to be some good times ahead

Dee do de de dee do de de
I don’t have no time for no monkey business
Dee do de de dee do de de
I get so lonely lonely lonely lonely yeah
Got to be some good times ahead


(Living on my own – F. Mercury)

Il viaggiatore ha veramente lasciato il nido qualche anno fa per volarsene via. 
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venerdì, febbraio 11, 2005, ore 14:48

La capanna seconda puntata

Alle volte vivere in Belgio rappresenta proprio una sfida, anche fisica, sono rientrato martedi sera e mercoledi dovevo ricevere in consegna le piastrelle, l’autista mi chiama sul cellulare che e’ in anticipo, provvedo a fornirgli gli indirizzamenti del caso e mi fiondo fuori dall’ufficio.

Mi ritrovo con duemila chili di piastrelle e cemento scaricati in palettes da un camion con una gru e mollati sul marciapiede davanti casa, come farsi degli amici per quanto riguarda I vicini direi.

Oggi sto iniziando a riprendermi, mille e duecento chili dopo, di cui una ventina di sacchi di cemento da 25 chili, I miei bicipiti stanno ancora piangendo.

Chi doveva fare piastrelle e stare dietro ai lavori ha avuto discussioni a casa per una lunga permanenza all’estero e mi ritrovo a dover cercare altri lavoranti, una situazione decisamente non ottimale.

Il resto procede ma le mie energie sono al lumicino, spero che piu’ avanti mi libero un po’ per scrivere e commentare con liberta’.

Sino alla prossima, Nano Nano come direbbe il buon Mork.

I am sailing, I am sailing,
I am flying, passing high clouds,
to be with you, to be free.
Can you hear me, can you hear me
thro' the dark night, far away,
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
Can you hear me, can you hear me,
thro' the dark night far away.
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
We are sailing, we are sailing,
home again 'cross the sea.
We are sailing stormy waters,
to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free,
Oh Lord.

(Sailing – R. Stewart)

Il viaggiatore sta lentamente procedendo a costruirsi la sua tana. 
 

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sabato, febbraio 05, 2005, ore 22:01

Il giardino segreto

Splendido libro e film, sempre detto, ci offre infinite prospettive diverse sulla vita delle persone, tra cui quella che esistono angoli di gioia nostri che vengono condivisi con una cerchia ristretta. 

Non importa se malattie ci bloccano a letto, o se siamo costretti a vite che non desideriamo, quando ci isoliamo in quell’angolo insieme ad una compagnia selezionata possiamo essere finalmente noi stessi. 

Esibiamo quell’identita’ che in altre occasioni resta celata, costretta dalle mille convenzioni del vivere civile, e’ cosi’ difficile entrarci in quella cerchia ristretta e magari bisogna superare un percorso ad ostacoli, ma quando ci giungiamo lo spettacolo che ci si offre e’ cosi’ intenso da sopraffarci, toglie il fiato. 

E perche’ non aprirlo ad altri, certi incauti suggeriscono? Perche’ si perderebbe il controllo, perche’ gli altri non sono il gruppo, non sono quegli iniziati che hanno affrontato il tortuoso percorso per giungere ad una simile scoperta. 

Ed allora il rischio minimo e’ l’incomprensione, ma si potrebbe giungere al peggio lo svilimento, il fastidio, il disprezzo, il giardino appassirebbe. 

I segreti sono infatti cosi’ in mano a pochi fioriscono, dispersi tra una moltitudine avvizziscono, ma si dira’ che pochi possono capire certe cose cosi’ o vedere un certo sguardo o un sorriso particolare, ma non e’ questo il vero valore delle cose rare, uniche? 

Vivono di per se’, da sole, nascono dall’incontro di certi individui, crescono in un ambiente isolato, tranquillo, grazie all’apporto degli stessi, ma se poi le persone nella vita di ogni giorno si rivelano diverse? 

Poco importa, il loro apporto infatti era stato offerto in quell’ambito, era mutato all’interno di quell’ambiente ed sotto questa ottica valutato, perche’ unico valido strumento di misurazione adeguato, ad aprire la finestra al vento si rischia di corromperne l’esattezza di valutazione. 

L’alterita’ che tanti vedono come una ricchezza alle volte puo’ essere non cosi’ importante, ne’ necessaria, specie se si e’ sicuri di cio’ che si ha costruito, ma per esserlo bisogna credere in quell’angolo nascosto che solo noi conosciamo il nostro giardino segreto per pochi. 

She'll let you in her house
If you come knockin' late at night
She'll let you in her mouth
If the words you say are right
If you pay the price
She'll let you deep inside
But there's a secret garden she hides

She'll let you in her car
To go drivin' round
She'll let you into the parts of herself
That'll bring you down
She'll let you in her heart
If you got a hammer and a vise
But into her secret garden, don't think twice

You've gone a million miles
How far'd you get
To that place where you can't remember
And you can't forget

She'll lead you down a path
There'll be tenderness in the air
She'll let you come just far enough
So you know she's really there
She'll look at you and smile
And her eyes will say
She's got a secret garden
Where everything you want
Where everything you need
Will always stay
A million miles away

(Secret garden – B. Springsteen)

Il viaggiatore ritorna mestamente al suo giardino.

 
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giovedì, febbraio 03, 2005, ore 23:17

Velocita’
 
Un viaggio vissuto come una fuga questa volta, gioia di guidare in punta di volante sui curvoni veloci tedeschi, con la neve che scende placida e lenta spostata ai bordi dal vento e la lancetta che danza su limiti pericolosi ovunque salvo in Germania, ben oltre i limiti attuali di circolazione in Italia.
 
Sono giunto qui giusto per restare bloccato dall’influenza e quindi rallentamento forzato, a ridurre quella velocita’, quel ritmo che anima tutte le mie giornate a Bruxelles e che qui a Trieste deve saper adattarsi.
 
Adattarsi a non fare 4 cose allo stesso tempo ad aspettare il fiume costante di vecchini al supermercato che non si capisce se spingano o si sorreggano al carrello della spesa, ed allora attesa sia, ma non troppo, tanto da far esclamare sorpresi coloro ai quali racconto la mia giornata ma quante cose hai fatto.
 
Viviamo ormai secondo ritmi diversi e proprio questo muoversi al rallentatore mi colpisce, questa differenza di flusso che impone a me di adeguarmi all’ambiente, a contenere quel moto che mi trascinerebbe ovunque per non concludere niente.
 
Il fatto di essere qui solo per una settimana mi farebbe urlare per le cose che devo fare e quelle che invece riesco a realizzare, ma invece mi dicono concluda molto, chissa, diverse percezioni credo.
 
E cosi’ forzatamente rallento ma sembra piu’ una frenata all’ultimo momento e non un vero decelerare dei ritmi, perche’ so che tra poco di ricomincia e quella velocita’ mi servira’ per correre in mille luoghi contemporaneamente.
 
C'è chi soffre soltanto d'amore
chi continua a sbagliare rigore
c'è chi un giorno invece ha sofferto
e allora ha detto, io parto
ma dove vado se parto,
sempre ammesso che parto?

Ciao! A chi sbaglia a fare le striSSie,
a chi invece avvelena le biSSie.
Uno tira soltanto di destro
l'altro invece ci ha avuto un sinistro
e c'è sempre qualcuno che parte,
ma dove arriva, se parte?

E la vita, la vita
e la vita l'è bela, l'è bela,
basta avere l'ombrela, l'ombrela
che ti para la testa,
sembra un giorno di festa.
E la vita, la vita
e la vita l'è strana, l'è strana,
basta una persona, persona
che si è rotta la testa
è finita la festa.

C'è chi un giorno ha fatto furore
e non ha ancora cambiato colore.
C'è chi mangia troppa minestra
chi è costretto a saltar la finestra
e c'è sempre lì quello che parte
ma dove arriva, se parte?

Ciao! A chi sente soltanto la radio
e poi sbaglia ad andare allo stadio.
C'è chi in fondo al suo cuor ci ha una pena,
c'è chi invece ci ha un altro problema,
e c'è sempre lì quello che parte
ma dove arriva, se parte?

Solo, senza una meta. Solo... ma c'è un perché:

(La vita l’e’ bella – Cochi e Renato)
 
Il viaggiatore sta cercando di reimparare ad andare piano
 
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