Passeggiavo nel parco ieri per mercato, il lago ghiacciato, paperi, anatre e cigni al margine del sottile materiale a giocare con acqua fredda.
Uno stand di specialita’ francesi con qualcosa che raramente si trova al di fuori di Trieste, prosciutto cotto, che da noi si usa mettere in forno avvolto in alcune spezie e del pane, finche’ lo si rimuove e lo si inizia a tagliare grosso a mano, il c.d. “cotto nel pan”.
Io, come molti bambini, approfittavo della sosta di mia nonna paterna, babysitter estamporanea per domandarne una piccola fetta, arrotolata, da cui il dialettale “rodoleto”, delizia che si scioglie tra le dita prima di essere accompagnata in bocca.
Piaceri quasi scomparsi oramai se non forse in alcuni posti al Sabato, molto meglio comunque il cotto di Mase di quello Faro o Principe per chi tra di voi avesse l’opportunita’ di provarlo, magari in quei piccoli bar/bettole che si distendono attorno al Canale che prende il nome di Ponterosso.
Ritornando al giorno d’oggi quel Jambon a l’Os parisien senza polifosfati, era una primizia per il mercato locale tanto da andare a ruba, nonostante il prezzo folle.
Per quanto mi riguarda quelle tre fette mi hanno riportato a quei giorni lontani in un rimpallo tra passato e presente, che si sviluppato sulle onde della nostalgia e dei ricordi, per poi sparire fisicamente ma aleggiare nell’aria, come una melodia infinita.
Whoa! My love, my darling,
I hunger for your touch,
Alone. Lonely time.
And time goes by, so slowly,
And time can do so much,
Are you still mine?
I need your love.
I need your love.
God speed your love to me.
Lonely rivers flow to the sea, to the sea,
To the open arms of the sea.
Lonely rivers sigh, wait for me, wait for me,
I'll be coming home, wait for me.
Whoa! My love, my darling,
I hunger, hunger!, for your love,
For love. Lonely time.
And time goes by, so slowly,
And time can do so much,
Are you still mine?
I need your love.
I need your love.
God speed your love to me.
(Unchained melody – The righteous brothers)
Il viaggiatore e’ molto stanco, ma apprezza ancora la buona musica.Cime tempestose
Scivolare tra queste erte colline, che ti avvolgono stretto,
Procedere in questa cadenza alternata, ritmo intenso,
Accellerare, rapito, sconcertato dalla reazione del fisico,
Contento come poche altre volte, preso dal gesto.
Respiro corto, frammentato, sotto sforzo,
Nuove cime raggiunte, avvolto in una calda stretta,
Procedere senza fine, avanti ancora ed ancora
Momenti che si vorrebbe prolungare all’infinito.
Piove? Bagnato, eppur contento, tranquillo forse,
Momenti unici, sensazioni intense,
Un saliscendi continuo come sulle montagne russe,
Cercando di rinviare il pensiero dell’arrivo
Preso, si nei gesti che placano lo spirito ribelle,
Intrappolato, ipnotizzato, gli occhi vacui,
Indeciso forse su quale direzione prendere,
Conquistato dal paesaggio
Controllo, forse e’ solo questo il trucco, la smania
Di sentirsi finalmente sicuro, di sapere,
Di sapere che vi saranno altre occasioni, altre prove
Un crescendo che sa di bolero
Ed ecco alla fine il fiume, scorre libero, senza freni
Scrosciante come in montagna,impetuoso,
Bagna la vegetazione circostante, incurante di cosa
Sfiori al passaggio e la calma subentra.
Il viaggiatore non sogna ma ricorda.
“No rules for me, please”
Una delle cose per cui sono amato o odiato e’ la mia assoluta mancanza di assoluti, non vivo secondo valori e raramente esprimo giudizi di merito.
Il mondo dei valori, delle credenze e della fede mi e’ estraneo, non riesco a farli miei per quanto possa rispettarli negli altri, credo che ogni cosa possa essere bianca, nera o grigia, tutto sta a come la si definisce, un po’ come certi passi di Russell.
Non che non prenda le cose sul serio, ma non riesco a pensare una cosa debba essere necessariamente solo quella cosa, un modo di portarsi sia necessariamente quello giusto e via dicendo.
Ritengo il contesto faccia la differenza e tutto vada accuratamente considerato e che tutto possa cambiare a seconda delle occasioni o delle persone coinvolte, proprio perche’ non sono detentore di una verita’ assoluta.
Vivere cosi’ si rivela alle volte difficile specie nei riguardi di chi crede che un modo di fare sia corretto, io sono stato esposto a troppi modi di fare, vedere le cose e via dicendo per pretendere di imporne uno.
E’ un po’ come la pulizia a casa, lo stesso concetto offre spunti per reazioni diverse ad un inglese, un italiano o uno spagnolo, o anche ad italiani di diverse comunita’, regioni o famiglie.
Io so una sola cosa, cosa preferisco, cosa vorrei e cosa sono disposto ad accettare, ed anche su di questo potrei cambiare, quindi cosa utilizzo per decidere e vivere?
L’attimo, il momento, vivo secondo dopo secondo una vita che si protrae all’infinito in un sistema tutto mio a contatto con milioni di realta’ diverse che rispetto finche’ non invadono la mia.
Facile, no?
Un po’ colpa mia…un po’ colpa tua…sposiamoci
In una bugia c’è la verità…di vivere
Prima che io…prima che tu…si cambi idea
E le nostre pagine più belle
vengano distratte dagli amanti che…
Fanno di me…fanno di te…la fantasia
Che io come te…. ho ancora paura di perdere…
Le distratte corse libere nei cuori…
A volte fanno meglio delle grandi cose…..
Dicono che col tempo arriverò
A far convivere io e te l’amore
Dicono che per stare insieme a te
Bisognerebbe darti e mai privarti…
Io ci voglio credere …e tu?
Io ci voglio credere…convivendo
Io ti voglio vivere…e tu?
Io ti voglio vivere….convivendo
Un po’ colpa mia…un po’ colpa tua…tocchiamoci
Nel nostro letto….Preso e montato di sabato
Passiamo ore a fare e disfare…e a miagolare
Giurami che…ti giuro che…non finirà
Perché quello che noi abbiamo dentro è grande…
O perlomeno pari all’impossibile…
Dicono che col tempo arriverò
A far convivere io e te l’amore
Dicono che per stare insieme a te
Bisognerebbe darti e mai privarti…
Io ci voglio credere…e tu?
Io ci voglio credere…convivendo
Io ti voglio vivere..e tu?
Io ti voglio vivere…convivendo
Convivendo…convivendo…convivendo
(Convivendo – Biagio Antonacci)
Il viaggiatore e’ difficile da inquadrare.
Molti post recenti hanno riportato certi ricordi in superficie, si perche’ certe cose lasciano segni nascosti che finiamo per riscoprire in certi frangenti.
Si fa’ tanto parlare dell’innato senso di eleganza e stile degli/delle italiani/e, per poi finire per renderci conto che spesso e’ vacua vanagloria, gente con le rate da pagare per potersi offrire un certo stile di vita che offra la “fama”.
Una volta si diceva tutti/e valletti/e per poter emergere, garantirsi quella vita da sogni che attribuiamo al jet set, ma ancora peggio non siamo in grado di accettare la realta’ e non vi vediamo altra via d’uscita che una continua sfilata.
Non vi e’ niente di male nel coltivare le proprie passioni, ma noi italiani abbiamo la cattiva abitudine di farcene travolgere, tanto da farle diventare piu’ importanti di quello che e’ il quotidiano.
Non ci rendiamo conto che stiamo sfuggendo noi stessi, o fingiamo di farlo, per poter tirare avanti un giorno tipo l’altro ed ecco allora commesse vestite come modelle, code infinite per una partecipazione al Grande Fratello e via dicendo.
Sperando sempre nell’eterna scorciatoia, non credendo mai al duro lavoro, al sacrificio, preferendogli le conoscenze, le amicizie, in quel clima di costante connivenza cosi’ italico.
Mi ricordo alle prove per gli spettacoli, chi lavorava seriamente e chi invece si divertiva a far casino, perche’ tanto cosi’ sarebbe andata, chi vedeva nel ballo l’unica possibilita’ di emergere e ne faceva quasi una malattia, neanche fosse una professionista.
La realta’ e’ spesso dura, ma non sono le notti in discoteca o gli abiti da modella che la renderanno piu’ dolce, siamo come Cenerentole che devono poi far conto con il brusco risveglio dei rintocchi della mezzanotte.
E non riusciamo ad accettarlo, in una grande ipnosi collettiva.
Run away from all your boredom
Run away from all your whoredom and wave
Your worries and cares
Goodbye
All it takes is one decision
A lot of guts, a little vision to wave
Your worries and cares
Goodbye
It’s a maze for rats to try
It’s a maze for rats to try
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die
Sick and tired of maggie’s farm
She’s a bitch with broken arms to wave
Your worries and cares
Goodbye
It’s a maze for rats to try
It’s a maze for rats to try
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die
It’s a race, a race for rats
A race for rats to die
Burn away
Run away, run away
Run away, run away
Run away, run away
Run away, run away
(Slave to the wage – Placebo)
Il viaggiatore e’ sempre meno conformista.
Pronto chi parla?
Alle volte si finisce per dare i numeri, oggi per la seconda volta in una settimana chiamo la Spagna, ora il mio spagnolo parlato e’ di molto inferiore a quello capito e ci mancherebbe essendo la quinta lingua imparata qui e li’ dopo quella madre.
Caso vuole pero’ che nel mio team sia l’unico a poter gestire una conversazione, confidando nel fatto poi che I clienti sanno che gli sto facendo un favore e venendo incontro finisco per lanciarmi.
Spesso funziona anche perche’ evito parole troppo complicate e domando conferma in merito a quanto capito, regola d’oro quando non si e’ sicuri, ma alle volte esito e quello e’ il vero momento della verita’ perche’ inizio a pensare ed a sbagliare.
Devo saper lasciar perdere e concentrarmi sulla parola successiva, una dopo l’altra fino all’auspicata fine che prima o poi giunge, basta non innervosirsi.
A vivere giorno dopo giorno questi continui equilibri linguistici finisce che rido, chi lo dice che siamo noi italiani a non parlarle le lingue?
Io mi ritrovo con mezza Europa contenta di parlare la propria lingua e gli Stati Uniti che ti capiscono solo se mimi il loro accento, per finire con gli aristocratrici inglesi che sorridono solo se condisci la frase di « cheers » e « I beg you pardon ».
Chissa quando vedremo veramente un’ Europa unita linguisticamente ?
Kalispera mondo blog
The night gang started working
With a mile of southern road
As I watched
I got to thinking
You ain't never coming home
I looked out of nowhere
There was nobody at all
To get me help
To get through to you
I'm here making night calls
Night calls
Making night calls
Night calls
Making night calls
I gave
I tried too hard to reach you
But you must be moving fast
All my hopes about the future
Will just live on
Into the past
You know that it ain't easy
And the twilight starts to fade
Shouldn't you
The chill of the morning
Thinking of the plans we made
Oh, night calls
Making night calls
Let it ring
The night calls
Making night calls
Oh, night calls
Give up those night calls
(Night calls – J. Cocker)
Il viaggiatore vorrebbe poter parlare fluentemente in 8 lingue almeno.
E’ strano come alle volte ci si adagi ed il partner ne esca frustrato, noi siamo fondalmente delle marmotte alle volte, ci piace riposarci nella nostra tana al calduccio, anche se il/la compagno/a lo giudica lassismo.
Lunghe giornate di lavoro spese a litigare con I clienti, fanno ingiustamente, devo ammetterlo, auspicare a serate monotone spese a rilassarsi sul divano, specie quando si passa la trentina e certe energie si riducono.
Certi gesti diventano piu’ posati, altri atti meno fantasiosi ed una certa abitudine subentra, per molti questo e’ il primo rischio della tomba dell’amore, la routine uccide la fantasia e sembra condizionare le nostre giornate.
Io sono convinto che un po’ di pepe debba sempre esserci, senza pero’ andare alla ricerca del “fammo strano” di Verdone memoria e sta alla coppia saper trovare la giusta ricetta per le loro esigenze.
E questo sembra uno dei grossi scogli delle coppie in genere, si preferisce evitare discussioni ed adagiarsi nel ripetersi delle giornate oppure ci si scaglia l’uno contro l’altro per la frustrazione accumulata.
Finche’… finche subentra il tradimento, il terzo che come in Unfaithful, e’ in grado di amarci come nessuno mai, di farci perdere la testa, di travolgerci nel vertice della passione che quel pantofolaio che ci siede accanto ogni sera dimentica possa animarci.
Spesso questo terzo poi, e’ giovane e non si cura di quelle piccolo imperfezioni che l’eta’ incide su di noi ed e’ cosi’ sexy, pieno di energie.
Inizia cosi’ una vita di alibi, storie e quant’altro, che spesso coincidono con un discreto senso di colpa, ma anche un’incapacita’ di parlare sinceramente a chi ci dorme accanto.
Io ho sempre cercato il peperoncino nella coppia, perche’ credo che alla lunga altrimenti il piatto diventi troppo speziato e non mi illudo che I problemi irrisolti con qualcuna possano trovare la soluzione in un altra.
Forse la grande verita’ e’ che dobbiamo prima capire noi stessi, poi accettare l’altro/a e finalmente cercare e sperabilmente trovare la persona su cui vogliamo investire, se poi la pasta risulta sempre troppo al dente o il companatico sembra insipido forse il mix non e’ dei migliori e bisogna provare una nuova ricetta.
Sara’ anche la permanenza all’estero, ma mai come in Italia ho sentito dire da parte di ragazze/donne “ah.. quella se l’e’ portato via perche’ ci sapeva fare…”, la vita di coppia secondo me vive dell’apporto di entrambi se uno si rifiuta di provare a cucinare perche’ pessimo cuoco come puo’ pensare si possa vivere solo di ristorante?
Enamorame, acorralame
Enamorame, coqueteame
Enamorame, mortificame
Enamorame, aprisioname
Yo quiero que me digas muchas cosas
Cosas que me lleguen hasta el alma
Me acorrales me hagas gestos que me exiten
Que mi ego de mujer se presipite
Tu papi quiere quemarte como el sol a la arena
Embriagarte y hacer que olvides tus penas
Juego de amor de noche a mañana romperte la ropa
Que te sientas amada
Apagar la luz tirarte en la cama
Y enseñarte porque en esto tengo fama
Tu quieres conmigo lo que yo quiero contigo
Veremos que pasa despues del vino
Sanchez es el hombre y tu la mujer
Dos cuerpos en uno hasta mas no poder
Tu quieres de mi lo que yo quiero de ti
Para que esperar si ya estamos aqui
Rienda suelta a la imaginacion
Ya sabra porque mi hobie es el amor
Acuerdate de esto aqui no hay secreto
Otra copa mas y acabemos con esto
(Enamorame – P. Sanchez)
Il viaggiatore ama cucinare.
La capanna seconda puntata
Alle volte vivere in Belgio rappresenta proprio una sfida, anche fisica, sono rientrato martedi sera e mercoledi dovevo ricevere in consegna le piastrelle, l’autista mi chiama sul cellulare che e’ in anticipo, provvedo a fornirgli gli indirizzamenti del caso e mi fiondo fuori dall’ufficio.
Mi ritrovo con duemila chili di piastrelle e cemento scaricati in palettes da un camion con una gru e mollati sul marciapiede davanti casa, come farsi degli amici per quanto riguarda I vicini direi.
Oggi sto iniziando a riprendermi, mille e duecento chili dopo, di cui una ventina di sacchi di cemento da 25 chili, I miei bicipiti stanno ancora piangendo.
Chi doveva fare piastrelle e stare dietro ai lavori ha avuto discussioni a casa per una lunga permanenza all’estero e mi ritrovo a dover cercare altri lavoranti, una situazione decisamente non ottimale.
Il resto procede ma le mie energie sono al lumicino, spero che piu’ avanti mi libero un po’ per scrivere e commentare con liberta’.
Sino alla prossima, Nano Nano come direbbe il buon Mork.
I am sailing, I am sailing,
I am flying, passing high clouds,
to be with you, to be free.
Can you hear me, can you hear me
thro' the dark night, far away,
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
Can you hear me, can you hear me,
thro' the dark night far away.
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.
We are sailing, we are sailing,
home again 'cross the sea.
We are sailing stormy waters,
to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free.
Oh Lord, to be near you, to be free,
Oh Lord.
(Sailing – R. Stewart)
Il viaggiatore sta lentamente procedendo a costruirsi la sua tana.
Splendido libro e film, sempre detto, ci offre infinite prospettive diverse sulla vita delle persone, tra cui quella che esistono angoli di gioia nostri che vengono condivisi con una cerchia ristretta.
Non importa se malattie ci bloccano a letto, o se siamo costretti a vite che non desideriamo, quando ci isoliamo in quell’angolo insieme ad una compagnia selezionata possiamo essere finalmente noi stessi.
Esibiamo quell’identita’ che in altre occasioni resta celata, costretta dalle mille convenzioni del vivere civile, e’ cosi’ difficile entrarci in quella cerchia ristretta e magari bisogna superare un percorso ad ostacoli, ma quando ci giungiamo lo spettacolo che ci si offre e’ cosi’ intenso da sopraffarci, toglie il fiato.
E perche’ non aprirlo ad altri, certi incauti suggeriscono? Perche’ si perderebbe il controllo, perche’ gli altri non sono il gruppo, non sono quegli iniziati che hanno affrontato il tortuoso percorso per giungere ad una simile scoperta.
Ed allora il rischio minimo e’ l’incomprensione, ma si potrebbe giungere al peggio lo svilimento, il fastidio, il disprezzo, il giardino appassirebbe.
I segreti sono infatti cosi’ in mano a pochi fioriscono, dispersi tra una moltitudine avvizziscono, ma si dira’ che pochi possono capire certe cose cosi’ o vedere un certo sguardo o un sorriso particolare, ma non e’ questo il vero valore delle cose rare, uniche?
Vivono di per se’, da sole, nascono dall’incontro di certi individui, crescono in un ambiente isolato, tranquillo, grazie all’apporto degli stessi, ma se poi le persone nella vita di ogni giorno si rivelano diverse?
Poco importa, il loro apporto infatti era stato offerto in quell’ambito, era mutato all’interno di quell’ambiente ed sotto questa ottica valutato, perche’ unico valido strumento di misurazione adeguato, ad aprire la finestra al vento si rischia di corromperne l’esattezza di valutazione.
L’alterita’ che tanti vedono come una ricchezza alle volte puo’ essere non cosi’ importante, ne’ necessaria, specie se si e’ sicuri di cio’ che si ha costruito, ma per esserlo bisogna credere in quell’angolo nascosto che solo noi conosciamo il nostro giardino segreto per pochi.
She'll let you in her house
If you come knockin' late at night
She'll let you in her mouth
If the words you say are right
If you pay the price
She'll let you deep inside
But there's a secret garden she hides
She'll let you in her car
To go drivin' round
She'll let you into the parts of herself
That'll bring you down
She'll let you in her heart
If you got a hammer and a vise
But into her secret garden, don't think twice
You've gone a million miles
How far'd you get
To that place where you can't remember
And you can't forget
She'll lead you down a path
There'll be tenderness in the air
She'll let you come just far enough
So you know she's really there
She'll look at you and smile
And her eyes will say
She's got a secret garden
Where everything you want
Where everything you need
Will always stay
A million miles away
(Secret garden – B. Springsteen)
Il viaggiatore ritorna mestamente al suo giardino.