venerdì, gennaio 28, 2005, ore 18:49

 
Casetta in Canada o Fossa delle Marianne ?
 
Giorni vissuti in fretta a correre dietro a forniture, scegliere pezzi, farsi dilaniare da frotte di venditori, giorni in cui vorrei dire basta, fermiamoci ed invece sono ancora qui a viverli questi giorni.
 
Chissa’ perche’ tutte le cose che prendi e compri per il venditore sono belle, particolari e via dicendo ma una volta messe in casa non hanno lo stesso effetto, mah !
 
Ad ogni buon conto stacco un attimo e me ne torno per una settimana in Italia, cotto di fatica ma soddisfatto del fatto che pian piano le cose si siano messe in moto.
 
Piastrelle ordinate, cucina quasi, vasca da bagno lunedi, serie di pittura trovata mi mancano un infinita’ di cose e sono gia’ oltre a meta’ del budget che mi ero dato dopo essermi sentito dire che ero troppo prudente e conservative… ne riparliamo al capitolo caldaia… per fortuna che almeno qualche mobile l’avevo gia’comprato e posso reutilizzarlo.
 
Ogni trasloco mi ricorda un po’ un Odissea e mi snto confermato nel moi dire che certe cose in Belgio costano troppo, ad ogni buon conto nella migliore delle tradizioni mi ritrovo con una casa europea, piastrelle spagnole, vasca da bagno francese, mobili belgi e tedeschi(delle colonne a vetrina per le bottiglie), il divano probabilmente italiano, chissa come mai il tutto e’ successo per caso, io ho solo scelto secondo il mio gusto particolare accostamenti un po’ forti.
 
Quando Martin vedete solo per la città
forse voi penserete dove girando va.
Solo, senza una meta. Solo... ma c'è un perché:

Aveva una casetta piccolina in
Canada
con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
e tutte le ragazze che passavano di là
dicevano: "Che bella la casetta in
Canada"!

Ma un giorno, per dispetto, Pinco Panco l'incendiò
e a piedi poveretto senza casa lui restò.
"Allora cosa fece?" - Voi tutti chiederete.
Ma questa è la sorpresa che in segreto vi dirò:

Lui fece un'altra casa piccolina in
Canada
con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
e tutte le ragazze che passavano di là
dicevano: "Che bella la casetta in
Canada"!

E tante e tante case lui rifece ma, però,
quel tale Pinco Panco tutte quante le incendiò.
Allora cosa fece?
Voi tutti lo sapete!

Lui fece un'altra casa piccolina in Canada
con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
e tutte le ragazze che passavano di là
dicevano: "Che bella la casetta in
Canada"!

(Casetta in Canada – Panzeri/Mascheroni)
 
Alle volte il viaggiatore vorrebbe trovarle gia’fatte e pronte queste casette in Canada, sdraiandosi sul divano.
 
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (14)¦ commenti (14)(popup)
categoria :

mercoledì, gennaio 26, 2005, ore 14:24

 
Una volta li si chiamava lustri, sono quei periodi di cinque anni, tanto mi e’ stato necessario per accumulare in musina soldi sufficienti a pagarmi la mia prima casa, con un discreto mutuo su dieci anni di lato.
 
Come diceva Esa recentemente certi periodi sembrano chiudersi naturalmente e forse e’ cosi’ anche per me, 5 anni in affitto e tra un po’ finalmente proprietario di cento metri quadrati vicino al Parco del Cinquantenario.
 
Posso solo lasciare immaginare quali siano stati I sacrifici e le fatiche per giungere qui, oggi voglio solo celebrare, il coronamento di un traguardo, la finale autonomia ed indipendenza, la serenita’ di sapere che tra un periodo simile avro’ un tetto mio sopra alla testa.
 
Se penso al passato mi rivedo partire da Ronchi con quelle due valigie rigide e gran parte dei miei averi per questa mia terra ospitale seppur un po’ fredda unico termine dato ancora una volta quello dei cinque anni per vedere di tornare o trovare qualcosa di diverso, ed eccomi qui a rivedere tutto daccapo.
 
La casa sembra al momento un pozzo che assorbira’ soldi ed energie, ma so che poi sapra’ restituirli largamente con il tempo, diventando quello che la capanna e’ per il naufrago, il rifugio da ogni tempesta, personale e/o finanziaria.
 
E’ vero che nel presente si costruisce il proprio futuro, quello a cui bisogna fare attenzione pero’ sono I mattoni che decidiamo di utilizzare.
 
Yahoo! This is your celebration
Yahoo! This is your celebration

Celebrate good times, come on! (Let's celebrate)
Celebrate good times, come on! (Let's celebrate)

There's a party goin' on right here
A celebration to last throughout the years
So bring your good times, and your laughter too
We gonna celebrate your party with you

Come on now

Celebration
Let's all celebrate and have a good time
Celebration
We gonna celebrate and have a good time

It's time to come together
It's up to you, what's your pleasure

Everyone around the world
Come on!

Yahoo! It's a celebration
Yahoo!

Celebrate good times, come on!
It's a celebration
Celebrate good times, come on!
Let's celebrate

We're gonna have a good time tonight
Let's celebrate, it's all right
We're gonna have a good time tonight
Let's celebrate, it's all right

Baby...

We're gonna have a good time tonight (Ce-le-bra-tion)
Let's celebrate, it's all right
We're gonna have a good time tonight (Ce-le-bra-tion)
Let's celebrate, it's all right

Yahoo!
Yahoo!

Celebrate good times, come on! (Let's celebrate)
Celebrate good times, come on!
It's a celebration!
Celebrate good times, come on! (Let's celebrate)

(ad lib)

Come on and celebrate, good times, tonight (Celebrate good times, come on!)
'Cause everything's gonna be all right
Let's celebrate (Celebrate good times, come on)
(Let's celebrate)
 
(Celebration – Kool and the gang) 

Il viaggiatore aveva caldo in una fredda freddissima Bruxelles oggi.

UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (10)¦ commenti (10)(popup)
categoria :

venerdì, gennaio 21, 2005, ore 11:58

Confermo 

Il Leone è un segno di Fuoco dominato dal Sole. Come il Sole è il motore che alimenta con la sua energia l'intero sistema planetario così i nati sotto questo segno si manifestano nell'amore. Generosi, dotati di capacità organizzativa e di grandi energie pratiche, sanno realizzare nel rapporto il loro bisogno di dominio affettivo. Ne consegue una sessualità intensa e possessiva che gratifica il partner.
Amanti resistenti e generosi, i nati nel Leone soddisfano sul piano erotico ma, sul piano affettivo, lasciano il compagno vagamente deluso. Anche quando sono veramente innamorati, hanno difficoltà ad abbandonarsi in modo totale e senza riserve, però, in compenso, sanno assumersi le responsabilità di relazioni difficili. Niente spaventa un Leone che in qualunque situazione sa destreggiarsi con eccezionale abilità e sicurezza. Negli incontri cerca la vittoria perciò è attratto da tipi molto difficili. Quando la spinta al potere non si realizza nella vita sociale e lavorativa, tende a sopraffare il compagno per compensare il mancato riconoscimento professionale o sociale. Per fortuna però, il Leone ha la capacità di afferrare al volo le occasioni che il destino gli offre ed è raro quindi che il rapporto entri in crisi per la mancata affermazione. Nei casi in cui ciò avviene, però, non si possono escludere crisi vistose. Di solito il Leone è un partner molto desiderabile: è fedele (spesso per una certa tendenza alla pigrizia affettiva), stabile e, sul piano organizzativo, brilla per efficienza e sa rendere piacevole la vita al partner e alla famiglia. Spesso gli uomini del Leone realizzano l'archetipo del grande patriarca biblico, padre rispettato e temuto di una immensa famiglia. In questi casi moglie, amanti, figlie, segretarie, tutto un universo femminile ruota intorno a lui e costituisce l'oggetto del suo potere.
A un livello evoluto, i nati nel Leone si orienteranno verso la cultura, l'arte, la politica, la scienza, gli affari o qualsiasi altra attività che possa farli affermare e gratificare. Cucinare? Questo segno reale che aspira al potere vuole essere servito e riverito. Per renderlo felice, stimolate la sua indole focosa con cibi piccanti e saporiti. Non lesinate con le spezie e abbiate pure la mano pesante con peperoncino, chili o tabasco. Governato dal sole, il Leone apprezza i cibi dei paesi caldi e del Mediterraneo. Ci si può sbizzarrire servendo piatti a base di pomodoro e verdure estive ma anche cus-cus e piatti libanesi come humus e tabulé. Quando un ostacolo gli impedisce di raggiungere i suoi obiettivi il Leone si abbatte, è frustrato e tende allo stress. In questo caso gratificatelo con le sue pietanze preferite oppure invitatelo in un ristorante di lusso.

Astro piatto:

Zuppa piccante di vongole veraci

 

UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (17)¦ commenti (17)(popup)
categoria :

domenica, gennaio 16, 2005, ore 08:54

 
Come in tutte le fiabe che si rispettino incominciamo con C’era una volta….
 
….Un bambino che amava giocare agli indiani ed ai cowboys, che credeva alle storie di cavalieri e dame e che guardava fiducioso al futuro giorno dopo giorno, era una persona spensierata, che per diversi casi della vita si era separato a piu’ riprese da amici del cuore(si erano trasferiti in altre zone della citta’), ma era riuscito a fare amicizia in nuovi ambienti rapidamente.
 
Era solare, pronto al sorriso e molto abile nei giochi di carte e di concentrazione, cosa che lo rendeva un ottimo compagno per I coetanei ed un giovane da guardare con rispetto per gli adulti, una persona socievole e pronta di parole.
 
Riusciva bene a scuola e tutti I membri della famiglia erano dietro di lui a spingerlo per maggiori e/o migliori risultati, aveva chiuso il ciclo scolastico superiore con ottimi risultati, stava bene insieme alla ragazza piu’ carina della classe, tutti gli pronosticavano il migliore dei futuri.
 
Come nelle migliori storie della mitologia pero’ il fato era in agguato a ricordargli che I sogni non si reggono in piedi da soli e una verifica con la realta’ va sempre compiuta.
 
La macchina nuova promessa al completamento degli studi si era trasformata prima in una zucca e poi in un rottame riciclato con vernice e fibra di vetro, l’universita’ di largo respiro si era dissolta su di una spiaggia desolata di troppi progetti e nessun vero piano finanziario per sostenerli.
 
I suoi sogni si stavano cancellando ad uno ad uno fin quando anche l’amore rimase stritolato da questo brusco risveglio, lasciando un albero secco, bruciato dalla rabbia e spinto avanti solo da un forte cinismo, era diventato adulto nel peggiore dei modi, ma forse era anche questa una lezione da imparare.
 
Quel bambino che tutto credeva di avere e nulla si era ritrovato tra le mani dovette mendicarsi gli aiuti necessari per un futuro, sapeva cosa voleva e come poteva arrivarci, ma si rese conto per la prima volta di non potercela fare da solo.
 
Con alcuni aiuti ritrovati qui e la per strada e con l’orgoglio sotto I piedi il bambino oramai adulto si e’ fatto avanti, ha pianificato, studiato, realizzato mosso solo dai propri stimoli, nessun sogno piu’, solo un controllo costante del mondo che lo circondava, un primo appartamento, qualche mobilio pezzo per pezzo, un conto corrente che pian piano cresceva.
 
Qualche divertimento, si, ma il contagocce, non bisognava dimenticare da dove si veniva e dove si voleva arrivare.
 
Qualche sacrificio, si’, gli amici, ad esempio, non piu’ del cuore, spesso conoscenti, perche’ come il vento bisogna essere liberi di spostarsi e ahime non tutti riescono a farlo cosi’ facilmente, passava cosi’ solo per la maggior parte delle sue giornate.
 
Sorrideva ancora, ma come il pagliaccio il suo era un sorriso vuoto, una maschera che celava la macerie di quei sogni infranti che mai piu’ si sarebbero realizzati, era contento di potersi finalmente offrire quello che voleva, ma triste per quanto aveva dovuto pagarlo.
 
Sudori, sonni persi, solitudine erano come tante cambiali che luccicavano evidenziate li nel registro delle entrate ed uscite a ricordargli cosa possa essere sognare senza voler vedere la realta’, quanto costasse in seguito di interessi da pagare a rigide scadenze.
 
Non sogna dormendo ora, o almeno non lo ricorda, ed ha smesso di sognare ad occhi aperti di giorno, sa quello che vuole e cerca di ottenerlo ma per atto di volonta’ e studio e pianificazione e mirata esecuzione, non immaginando quello che potrebbe essere.
 
Gli e’ stato tolto il cielo in una stanza, ed ora gli restano quei Quattro muri che devono diventare il piu’ bello possible dei panorami, perche’ meglio soddisfarsi nella realta’ che costruirsi un castello da favole per sfuggire ai problemi quotidiani.
 
Il bambino a ricominciato finalmente a sorridere
 
Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi alberi infiniti quando sei
qui vicino a me questo soffitto viola no
non esiste più io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati come se non ci fosse più
niente più niente al mondo
suona un'armonica mi sembra un organo
che vibra per te per me
su nell'immensità del cielo
per te e per me nel ciel.
 
(Il cielo in una stanza – Gino Paoli)
 
Il viaggiatore oggi lavora e vorrebbe riposarsi.
 
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (14)¦ commenti (14)(popup)
categoria :

venerdì, gennaio 14, 2005, ore 15:36

 
Prendo spunto dall’uscita del seguito del diario di Bridget Jones, cosi rendo contenta Marileda, per un discorso maturato in questi giorni e che fa parte dei pensieri miei e di chi mi circonda.
 
Quanto siamo veramente capaci di determinare il nostro futuro e relazionarci con gli altri? Renee Zellweger parlando del suo personaggio ama esaltarne la capacita’ di andare avanti per la propria strada in maniera positiva nonostante tutti gli errori, problemi che le si pongono davanti.
 
Come detto in passato in altri post, io ho scelto di maturare una professionalita’ tutta mia e mi sono affacciato al mondo del lavoro sicuro dei miei mezzi, altri sfruttano conoscenze, altri ancora si lasciano portare avanti dall’onda, dagli ingranaggi, dai professori che li cooptano nel loro piccolo baronato.
 
Mentre vi sono scenari in cui le persone non sanno cosa fare o non riescono a crearsi la loro di possibilita’; ambiente, stimoli e risorse sono fattori preponderanti in questo scenario, al deficit di uno si puo’ ovviare con un maggiore intervento di un’altro, ma cosa succede se remano anche solo in parte contro?
 
Ultimamente in Italia, il precariato sembra diventata la sola risposta, mi piego, mi adatto fino a che trovo un rifugio sicuro in cui nascondermi dalle onde del destino e mi posso dedicare ai miei veri interessi.
 
Mettersi a costruire una casa piano per piano camera per camera richiede una pazienza che a molti manca, specie se si vive gia’ ospiti di qualcuno ed allora si posticipa, si cercano alternative, fino a quando non si sa.
 
Io sono come un prefabbricato, mi sposto con tutte le mie risorse possibilmente su suolo fertile e sempre piu’ solido che consenta una crescita rapida, il tutto pero’ comporta legami flessibili ed una dipendenza ridotta all’ambiente circostante.
 
Sono cosciente del fatto che quando questi legami siano rigidi o manchino in parte certe strutture, si sia piu’ traballanti ed insicuri, incerti su quale direzione prendere, e se nessuno ci aiuta ogni scelta diventa un salto nel buio che richiede o un coraggio da vendere, o una magnifica incoscienza o tanta costanza e resistenza alle sfide che la vita ci propone.
 
D’altra parte come gli uccelli imparano a volare non avendo mai lasciato il nido, cosi’ anche noi prima o poi si deve lasciare la terraferma per imparare a stare in piedi da soli.
 
Want a love to last forever
One that will never fade away
I want to help you with your problem
Stick around, I say

Coming up, coming up, yeah
Coming up like a flower
Coming up, I say

You want a friend you- can rely on
One who will never fade away
And if you’re searching for an answer
Stick around. I say

It’s coming up, it’s coming up
It’s coming up like a flower
It’s coming up. yeah

You want some peace and understanding
So everybody can be free
I know that we can get together
We can make it, stick with me

It’s coming up, it’s coming up
It’s coming up like a flower
It’s coming up for you and me

Coming up, coming up
It’s coming up, it’s coming up, I say
It’s coming up like a flower
It’s coming up
I feel it in my bones

You want a better kind of future
One that everyone can share
You’re not alone, we all could use it
Stick around we’re nearly there

It’s coming up, it’s coming up everywhere
It’s coming up like a flower
It’s coming up for all to share
It’s coming up, yeah
It’s coming up, anyway
It’s coming up like a flower
Coming up
 
(Coming Up – Paul Mc Cartney)
 
Il viaggiatore ama guardare le rondini ed I falchi inseguirsi in cielo, perche’ sono liberi di vivere e prendersi I loro rischi.

UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (5)¦ commenti (5)(popup)
categoria :

martedì, gennaio 11, 2005, ore 18:42

 
Locandina
 
Film che mi piace, molto, al contrario della critica, scontato forse, ma molto vero,
rappresenta una di quelle persone che nonostante tutto vogliono andare per la loro strada sino in fondo.
 
Fare bene il proprio lavoro, perche’ cosi’ va fatto, perche’ cosi’ gli altri si aspettano tu lo faccia e perche’ cosi’ si vuole farlo, non importa quanto possa pesare, essere senza senso o oramai inutile, mi ci rispecchio ogni giorno nel venire in ufficio ultimamente.
 
Per una serie di ragioni che non sto ad elencare, tra cui un’infinita’ di giochi politici non dovrei lavorare su certe cose, perche’ non mi verrebbero considerate in ogni caso, quindi e’ uno sforzo inutile, se non fosse che sono necessarie perche’ il lavoro venga portato a termine.
 
Ed ecco che allora arriva il pompiere che ancora una volta risolve in extremis lasciando gli astanti a bocca aperta(e’ successo oggi), stupendo come sappia gestire certe situazioni ed abbia certe conoscenze, ebbene si so fare anche il tecnico se voglio.
 
Ma come il braccio del lanciatore si infiamma, cosi’ io divento sempre piu’ stanco e meno motivato a fare questi tour de force, ad impegnarmi per soddisfare il cliente in una cosa che non mi verra’ propriamente riconosciuta per I soliti giochini di palazzo e vorrei tanto chiamare tempo e sedermi in panchina a riposare… but the show must go on.
 
Piccole cose dovrebbero rallegrarmi, ho aiutato qualcuno ad ottenere il posto che voleva, sto offrendo spunti ad un’altra persona per la presentazione piu’ importante della sua vita in azienda, ho visto il mio nome in una tesi di laurea in ingegneria informatica solo per aver speso qualche ora online a rivedere del codice, ma francamente sono piccolo pezze per il mio mantello che si sta sbriciolando.
 
Chissa che non sia tempo di cambiare abiti o aria, o forse e’ solo la stanchezza di essere sempre richiesto di fornire il meglio, il 200 per cento, di fare la differenza.
 
Forse me la cerco anche io a voler essere a tutti I costi un professionista, chissa, io continuo a credere prima o poi I frutti si vedranno come I piccolo germogli che diventano alberi rigogliosi.
Hai mai seguito il volo
di un falco o di un gabbiano?
Traiettorie ardite nel vento
dentro al cielo lontano
io sono così
e ho voglia di volare
mentre ti dico che ti avrò
e ti avrò.
hai osservato il pasto
di un qualsiasi felino
o la voglia di vivere che
fa gridare il bambino?
Io sono così
e non mi posso fermare
quando dico che ti avrò
ti avrò.
Ti avrò perché sto male
se non ti sento mia
ti avrò perché non posso più aspettare
ti avrò perché ti voglio
e con la fantasia
ho costruito un mondo
che dovrai guardare solamente tu.
Hai mai cercato nella notte
tra gli animali soli
nei percorsi imprecisi
o nei pochi colori?
Io sono così
e non mi posso sbagliare
quando dico che ti avrò
ti avrò.
Ti avrò perché di certo
ti conoscevo già
ti avrò perché mi devo raccontare
ti avrò perché non fermo
la mia curiosità
e voglio un posto dentro la memoria
voglio un posto dentro te.
Non mi resistere non esitare
che non abbiamo tempo
non lasciar consumare il momento
se domani ci regalerà una fotografia
non lasciarla scolorire non buttarla via.
Ti avrò perché sto male
se non ti sento mia
ti avrò perché non posso più aspettare
ti avrò perché in futuro
io ti ritroverò
ti avrò perché nel libro della mia vita
c'è scritto che ti avrò.
(Ti avro’ – Enrico Ruggeri)
 
Il viaggiatore e’ come Wuthan giunto vicino al Ragnarok e gli servirebbe il Martello di Thor per scuotere via le nuvole della tempesta che si avvicina, ma sente solo gli ululati dei lupi di Lothar.
 
UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria :

lunedì, gennaio 03, 2005, ore 09:57

Ventimila leghe sotto i mari

 

Libro che mi ha sempre affascinato con quell’amore per I fondali ed il mare e quel personaggio fosco ma affascinante il capitano Nemo, sono partito in crociera sul World Wide Web, ma allo stesso tempo scrivo su queste pagine potenza della tecnologia moderna.

 

Oggi ho guardato con attenzione il contachilometri della macchina, in tre mesi abbondanti siamo arrivati quasi a quota ventimila, credo che la sfiorero’ a Febbraio, uno scorrere inesorabile del tempo e delle distanze e nel mentre l’asfalto ringhia sotto questi rumorosi pneumatici termici invernali.

 

Quanto gasolio bruciato, quante terre visitate, ma soprattutto quante miglia percorse per avvicinarsi, per poter meglio conoscere realta’ soltanto sfiorate, intraviste per qualche giorno.

 

Ed allora senza ne’ vento in poppa ne’ particolari stratagemmi mi ritrovo a raggiungere nuovi lidi ed in futuro forse di nuovo a sfiorare ancora il mare, al momento mi accontento di poco e mi stringo nel giubbotto colpito dal freddo del vento del Nord.

 

Niente giacca blu alla Corto Moltese in questi climi, ma tanta sana birra ai mille malti e grani ed il caldo abbraccio del riscaldamento acceso a conciliare con il mondo esterno, ostriche ed aragoste a pranzo conditi da ottimi vini secchi italiani e francesi e la sera perche’ no, un peated irish whiskey.

Hit the road, Jack
And don't you come back no more, no more, no more, no more
Hit the road, Jack
And don't you come back no more
(What you say?)
Hit the road, Jack
And don't you come back no more, no more, no more, no more
Hit the road, Jack
And don't you come back no more

Woah, Woman, oh woman, don't treat me so mean
You're the meanest old woman that I've ever seen
I guess if you said so
I'd have to pack my things and go
(That's right)

Hit the road, Jack
And don't you come back no more, no more, no more, no more
Hit the road, Jack
And don't you come back no more
(What you say?)
Hit the road, Jack
And don't you come back no more, no more, no more, no more
Hit the road, Jack
And don't you come back no more

Now baby, listen, baby, don't ya treat me this-a way
Cause I'll be back on my feet some day
Don't care if you do 'cause it's understood
You ain't got no money you just ain't no good
Well, I guess if you say so
I'd have to pack my things and go
(That's right)

Hit the road, Jack
And don't you come back no more, no more, no more, no more
Hit the road, Jack
And don't you come back no more

Hit the road, Jack and don't you come back no more, no more, no more, no more)
Hit the road, Jack and don't you come back no more
(What you say?)
Hit the road, Jack and don't you come back no more, no more, no more, no more
Hit the road, Jack and don't you come back no more
(Don't you come back no more)
(Don't you come back no more)
(Don't you come back no more)
(Don't you come back no more)
Well
(Don't you come back no more)
Uh, what you say?
(Don't you come back no more)
I didn't understand you!
(Don't you come back no more)
You can't mean that!
(Don't you come back no more)
Oh, now baby, please!
(Don't you come back no more)
What you tryin' to do to me?
(Don't you come back no more)
Oh, don't treat me like that!
(Don't you come back no more)

(Hit the road Jack – Ray Charles)

 

Il viaggiatore e’ appena tornato da una splendida gita a Strasburgo intontito dalle troppe grida dei mille italiani alla scoperta di culture diverse.




















































UlisseIlViaggiatore
Permalink ¦ commenti (16)¦ commenti (16)(popup)
categoria :