Strano come a volte non ci si renda conto che si sta pian piano portando le persone oltre la loro soglia di sopportazione, fino a che magari e’ troppo tardi e certi legami si sono rotti.
Sul lavoro stanno facendo confusione per molte piccolo cose, che stanno finendo per darmi sui nervi, il tutto mentre nuove offerte di lavoro continuano ad arrivare, mi sa che se continua cosi’ finiro’ per accettarne una.
E’ assurdo come alle volte sia cosi’ facile guastare il clima solo domandando un paio di cose in piu’, e’ una linea sottile di demarcazione che bisogna fare molta attenzione a non attraversare perche’ altrimenti si puo’ essere colpiti dalla fiamma di ritorno.
Troppo spesso si vorrebbe rimangiarsi cose dette, ma si finisce per scoprire che il danno ormai e’ fatto e il castello di carte crolla, I colleghi mi spingerebbero ad andare per uno scontro frontale, io continuo a temporeggiare ma la riserva di pazienza si sta esaurendo.
E’ strano ma alle volte mi ritrovo a pensare a quelle pentole a pressione che iniziano a fischiare senza fine, fino a che poi esplodono, ed a quel punto il fatto di non aver alzato il blocco prima lo paghi poi.
What do I have to be for You to use me?
I do not always have just the right words to say
But You tell me simple things that I love the chance to bring
To a world of people who just simply need you
Doesn't matter where I'm from, where I am, how far I've come,
Doesn't matter where I live, what I have, You want my life
Doesn't matter who I've known, what I've done, take it all
You want me as I am
I could be the one
What are you looking for?
I don't have much to give
Lord I'm?
And through You
I could be the one
I could have hope renewed
I would hold onto what You think of me and I could be the one
It is amazing to see
That You choose people like me
Who may crash right into the ground
But that's when You picked me up
And showed Your strength is enough
You can use a broken heart to heal the broken
All right...
You take the crazy things, You take the weakest things, You use the foolish things to show Your glory
Lord heal my broken heart, take all of my mistakes
Show how great You are
(I could be the one – Stacie Orrico)
Beato tra le donne

Ieri giornata lenta, progetti rinviati, piccolo novita’, parecchie cose che si sovrappongono e richiedono la mia attenzione.
Vado a pranzo alla mensa e chi doveva essere li’ con me deve fuggire dietro ad una telefonata di un cliente, mi ritrovo solo con I miei pensieri ed una frittata alle verdure.
Una collega mi invita al suo tavolo a finire la bibita ed altre si uniscono, rendendomi difficile l’idea di alzarmi e di tornare ai soliti problemi, la conversazione passa dagli argomenti del lunedi’ e conseguenti discussioni sulla Domenica a piedi senza macchine appena vissuta all’insolita presenza del sole in queste giornate tardoestive.
Ascolto con interesse e mi rendo conto che come al solito mi adagio al ritmo del gineceo, entro nella chiacchera, davanti ad un espresso mi ritrovo a discutere di caffe e di come li si ordini nei differenti paesi, un giro rapido tra Italia, Belgio, Francia e Spagna, con la scoperta improvvisa di una variante a me sconosciuta, il carajillo o caffe corretto con il brandy.
E’ strano come alle volte si riesca cosi’ a distrarsi dal tran tran quotidiano, ma io trovo la conversazione femminile rilassante, proprio perche’ ricca di argomenti diversi da quelli legati alla quotidianita’ di noi uomini.
Forse anche per questo mi trovo tanto bene in simili scenari, mi rilasso e per dieci minuti dimentico quelle che sono le mie preoccupazioni.
Man it's a hot one
Like seven inches from the midday sun
I hear you whisper and the words melt everyone
But you stay so cool
My Muñcquita, my Spanish Harlem
Mona Lisa
Your're my reason for reason
The step in my groove
And if you said this life ain't good enough
I would give my world to lift you up
I could change my life to better suit your mood
Cause you're so smooth
And it's just like the ocean under the moon
Well that's the same as the emotion that I get from you
You got the kind of lovin that could be so smooth
Give my your heart make it real or else forget about it
Well I'll tell you one thing
If you would leave it be a crying shame
In every breath and every word
I hear you name calling me out
Out from the barrio, you hear my rhythm on the radio
You feel the turning of the world so soft and slow
Turning you round and round
And if you said this life ain't good enough
I would give my world to lift you up
I could change my life to better suit your mood
Cause you're so smooth
And it's just like the ocean under the moon
Well that's the same as the emotion that I get from you
You got the kind of lovin that could be so smooth
Give my your heart make it real or else forget about it
And it's just like the ocean under the moon
Well that's the same as the emotion that I get from you
You got the kind of lovin that could be so smooth
Give my your heart make it real or else forget about it
(Smooth – Carlos Santana)
Il viaggiatore alle volte ama immergersi in questi ginecei da cui gli uomini fuggono gambe al vento.
Ieri in una pausa fiato tra un’attivita’ domestica ed un’altra mi sono sistemato sul divano a seguire MTV, dopo I soliti video ecco un’edizione particolare del programma Dismissed(due ragazzi/e partono per un appuntamento con uno/a ed alla fine ad uno sara’ dato il benservito), la versione Globally, con I due contendenti per la palma del bello/a di turno sono di paesi diversi, in uno splendido resort sull’isola dominicana.
Dismissed mi ha sempre sconcertato perche’ di solito e’ premiata la persona piu’ aggressiva, intraprendente, immediata, forse perche’ si pensa dietro vi sia dell’interesse reale.
Fatto ancora piu’ curioso, la versione Americana e’ di solito molto piu’ disinibita di quella nostrana, nella versione Globally e’ strano come certi stereotipi vengano confermati, la svedese aggressive, la brasiliana provocante e via dicendo.
In generale noto una maggiore immediatezza nei ragazzi di oggi, rispetto alla mia epoca, a prescindere dagli ormai troppo nominate ombelichi in vista e slippini fuoriuscenti dai pantaloni a vita bassa, non e’ cosa sorprendente vedere ragazze ben dotate vestire magliette con all’altezza dei seni la scritta “playground”(campo giochi) o ancora piu’ provocanti ed ironiche.
Forse e’ un cambiamento dei costumi verso una maggior liberta’ di atteggiamenti, anche in Italia, e posso dire solamente che la cosa non mi dispiace affatto, laddove non sopporto chi fischia dietro alle ragazze, ma non mi dispiace l’idea della ragazza che prenda l’iniziativa.
Strano e’ che per la maggior parte degli uomini italiani cosi’ non e’, si sentono destabilizzati, private di un loro ruolo in quello che ritengono sia la necessaria attivita’ principale di un maschio italiano.
Oggi ho visto una discussione ancora sui mammoni che non sanno neanche fare un bucato o la spesa o lavare i piatti, temo che purtroppo fino a che esistano meccanismi del genere I problemi di comunicazione nella coppia siano destinati ad aumentare.
E voi che tipo prediligete per vostro compagno?
Don't, say, it's like a fantasy
When, you, know this is how it should be
You kiss me, I'm falling
Can you hear me calling
You touch me, I want you
Feels like I've always known you
On a night like this
I wanna stay forever, stay forever
On a night like this
Just wanna be together
On a night like this
Now, I'm, getting closer to you
Hold, me, I just can't be without you
You kiss me, I'm falling
It's your name I'm calling
You touch me, I want you
Feels like I've always known you
Seems I've known you a lifetime
Now it's time to make you mine
On a night like this. . .
(On a night like this – Kylie Minogue)
Il viaggiatore non disdegna i campi giochi ben torniti.
Serata dedicata alla c.d. settima arte, il cinema, un magnifico attore, Tom Hanks ed un incredibile regista Steven Spielberg capaci di raccontare una favola dei giorni nostri con una delicatezza sopraffina, The terminal.
Film non necessariamente grandioso o ricco di contenuti, ma con una splendida idea di fondo, un confronto tra l’umanita’ e la burocrazia, un esule in eternal attesa del compimento di un sogno ed un funzionario legato talmente alla quotidianita’ da condannare a morte senza appello un povero padre russo in attesa di medicinali in Canada perche’ il figlio e’ stato fatto atterrare per sbaglio negli States.
Fatti di colore a parte, tipo il fatto che mi sono riconosciuto nelle dichiarazioni alla dogana americana, il film si lascia guardare e trascina in sane risate liberatorie di un po’ di tensione.
Grosso pomo della discordia resta pero’ per me la filosofia di vita insita nella sceneggiatura, molto slava dell’aspettare per tutta una vita e se non tu I tuoi figli porteranno a termine I tuoi sogni, perdendo tempo con mille attivita’ ausiliarie fino a che il sogno finalmente si realizzera’.
Si dice che i generali russi all’attacco napoleonico abbiano reagito dicendo, la Russia e’ grande, prima o poi si stanchera’, la Grande Patria, la Rodina, avrebbe saputo reagire e l’inverno un importante alleato.
Non la confidenza nei propri mezzi quindi, pur poderosi, non una decisione precisa, ma una tattica attendista, che tanto bene rispecchia un modo di pensare.
Su molte cose io sono un uomo di azione, un po’ alla Napoleone, Carica! ed ancora Carica!! Fino a disperdere l’accampamento nemico, se costretto mi adeguo all’attesa, ma mal ci coesisto e non mi arrendero’ mai all’attesa.
Ed allora come ricordava la Zeta Jones rivolto il lucchetto regalo di nozze di Napoleone a Giuseppina e leggo la scritta che lui tanto amava, Destiny, perche’ noi tutti siamo capaci di forgiarlo e cambiarlo.
Destiny
Has once again suprised me
Oh destiny
Must want you here beside me
Quietly
Like the sunrise with its splendor
Unexpectedly
With a passion strong yet tender
You draw me in
Like the moon draws the tide
Swept away by this love
Taken in by your eyes
If I had to walk away from you
I know that it would be no use
'cause you're so deep inside of me
Can't deny
I never want to be set free
The more you give the more I need
You can't change what is meant to be
No you can't change destiny
Destiny
Destiny
Speaks with many voices
So eventually
We're obliged to make some choices
Oh destiny
Who I thought I owned completely
Just to toy with me
Made me fall in love so deeply
You fill my soul
Like the stars fill the sky
Brought to life
This new world
Where I'm held captive inside
If I had to walk away from you
I know that it would be no use
'cause you're so deep inside of me
Can't deny
I never want to be set free
The more you give the more I need
You can't change what is meant to be
No, you can't change destiny
If I had to walk away from you
I know that it would be no use
No you can't change destiny
Destiny
Destiny
Destiny
(Destiny – Gloria Estefan)
Il viaggiatore ha atteso tre anni e come il protagonista ha ottenuto quello che voleva, perdendo forse pezzi importanti per la strada, ma finendo per trovare quello che voleva veramente, la possibilita’ di forgiare il proprio destino.
Da giovane leggevo rapito i racconti ed i romanzi di Asimov, fossero le storie d’avventura di Lucky Starr, eroe spaziale o fossero i ben piu’ ponderati romanzi di robotica o del ciclo della Fondazione, per non dimenticare gli splendidi racconti brevi.
Asimov ha saputo svolgere in maniera incredibile l’opera di divulgatore adattare il linguaggio al pubblico e far sfoggio di un’ironia indiscutibile, per non parlare della capacita’ di lasciarsi vincere nella fantasia e creare dei personaggi incredibili.
Una sola difficolta’ ha avuto innegabilmente ed e’ quella di gestire i personaggi femminili, tanto che la sua eroina la psicologa dei robot Susan Calvin ha il terrore dell’altro sesso, oltre a quello accentuata nell’umanita’ immaginata da Asimov per i propri pari e preferisce lasciarsi andare solo con i suoi amati robot.
Credo che si sarebbe fatto anche lui una risata nel vedere la trasposizione holliwoodiana di quello che e’ sicuramente il suo capolavoro, Io Robot, in cui vengono introdotte per la prima volta le tre leggi della positronica.
Film liberamente ispirato e che si lascia guardare volentieri, forte ammirazione per gli effetti speciali, ma niente a che fare con lo scritto degli anni cinquanta, ma forse va bene cosi’, certe idee presenti nel racconto sono rimaste ed e' quello che conta.
La paura dell’umano soppiantato dalle machine, il mito di Frankestein sono li’, peccato che il troppo interesse attuale per i film d’azione si sia appropriato di quella splendida distinzione tra la forza bruta e l’intelligenza capace di sviscerare gli indizi, quell’amore per i gialli e gli indovinelli che ne hanno popolato tutti gli scritti.
Mi mancano libri simili, con quella visione enorme, che valica i secoli e popola i nostri sogni, un po’ come quell’Hari Seldon del Ciclo della Fondazione, moderna Cassandra, che prepara l’umanita’ ai secoli e oltre ai millenni che arriveranno.
Vorremmo forse anche noi oggidi' un cosi’ simpatico professore che sappia prendersi cura di noi umanita’ dispersa dietro a mille attivita’ con un sorriso sulle labbra ed una battuta pronta per condurci ad un futuro migliore.
C'era un tipo che viveva in un abbaino
per avere il cielo sempre vicino
voleva passare sulla vita come un aeroplano
perché a lui non importava niente
di quello che faceva la gente
solo una cosa per lui era importante
e si esercitava continuamente per sviluppare
quel talento latente che è nascosto
tra le pieghe della mente
e la notte sdraiato nel letto,
con un messaggio voleva prendere contatto, diceva:
«Extraterrestre, portami via
voglio una stella che sia tutta mia.
Extraterrestre, vienimi a pigliare
voglio un pianeta su cui ricominciare.»
Una notte il suo messaggio fu ricevuto
in un istante è stato trasportato
senza dolore su di un pianeta sconosciuto
c'era un po' più viola del normale
un po' più caldo il sole
ma nell'aria un buon sapore
terre da esplorare e dopo la terra il mare
un pianeta intero con cui giocare
e lentamente la consapevolezza
mista ad una dolce sicurezza
«L'universo è la mia fortezza!»
«Extraterrestre, portami via
voglio una stella che sia tutta mia.
Extraterrestre, vienimi a cercare,
voglio un pianeta su cui ricominciare.»
Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza
comincia a dare segni d'incertezza
si sente crescere dentro l'amarezza
perché adesso che il suo scopo è stato realizzato
si sente ancora vuoto
si accorge che in lui niente è cambiato
che le sue paure non se ne sono andate
anzi che se mai sono aumentate
dalla solitudine amplificate
e adesso passa ancora la vita a cercare
ancora di comunicare
con qualcuno che lo passa far tornare, dice:
«Extraterrestre, portami via
voglio in dietro a casa mia.
Extraterrestre, non mi abbandonare
voglio tornare per ricominciare!
Extraterrestre, portami via
voglio in dietro a casa mia.
Extraterrestre, non mi abbandonare
voglio tornare per ricominciare!»
(Extraterrestre – Eugenio Finardi)
Il viaggiatore viaggiava molto con la fantasia ora lo fa solo nei bricioli di tempo, qui e li in diverse sacche temporali.
Alle volte ci sono film che ti marcano e ti lasciano un segno dentro, ti sembrano cosi’ adatti a te ed alla tua situazione che li consideri degli esempi, delle proposizioni di stili di vita e di modi di fare.
La generazione precedente e’ stata probabilmente influenzata da Easy Rider, ma la mia adolescenza e’ stata colpita dall’Officiale e gentiluomo, quell Richard Gere, Mayo l’italiano con I piedi piu’ rapidi del west e la passione delle arti marziali era un modello troppo adatto per chi cresceva in periferia girando qui e la nel mondo.

Se poi la compagna di ogni giorno potesse essere una Debra Winger sempre pronta a saltare sulla moto e partire capelli al vento verso nuove destinazioni il sogno si sarebbe realizzato.
Uno dei maggiori appeal del film poi erano le scene di giornate intere passate nei vari motel a consumarsi di passione e per usare le parole della Winger “essere stimolanti in ogni campo”.
Ho sempre cercato di impostare ogni rapporto in quella direzione, non necessariamente giornate intere passate senza vedere il sole, ma almeno una crescita e soddisfazione comune in tutti i campi senza freni e lasciando libero sfogo alla fantasia.
In realta’ sono giunto a credere che il pane quotidiano non mi bastera’ mai se non vi e’ la possibilita’ di aggiungere un po’ di pepe o sale al rapporto, in ogni momento sia esso nella conversazione, nei gesti, nel porre dei progetti per il futuro o ancora a letto.
Who knows what tomorrow brings
In a world where few hearts survive
All I know is the way I feel
When its real I leep it alive
The road is long there are mountains in the way
Love lift us up where we belong
Where the eagles fly on a mountan high
Love lift us up where we belong
Far from the world below
Where the clear winds blow
Some hang on to usued to be
Live there life looking behind
All we have is here and now
All our lives out there to find
The road is long and there are mountains in my way
But we climb the stairs everyday
Time goes by no time to cry
Just you and I alone
(Up where we belong – Joe Cocker/J. Warnes)
Il viaggiatore non e’ un fenomeno come panettiere, ma in quanto all'uso dei condimenti difficile trovare di meglio.
Temo di essere un po’ pirata alle volte ed un po’ gentiluomo, cerco di essere soprattutto professionale e questo secondo me comporta anche ingoiare dei rospi quando si vorrebbe urlare e passare alle volte sopra dei valori personali se si vuole andare avanti.
Non mi sono mai permesso il lusso di urlare il mio no o di non cedere a costo di sbattere la porta, credo che prima di tutto venga la pagnotta per mangiare a casa e poi il resto.
Non mi e’ mai stato facile accettarlo, orgoglioso come sono, ma bisogna ogni tanto anche essere realisti e o si e’ padroni dell’azienda o sul posto di lavoro il controllo lo ha un’altra persona, sia esso il proprietario, il supervisore/capo o dei lontani azionisti.
Una volta mi e’ stato assegnato un lavoro in cui non credevo, ne ho elencato I problemi ed evidenziato al “padrone” l’assenza di alcuni requisiti necessari, fatto questo ho pero’ malvolentieri dovuto gestire il progetto, lavorare con il cliente, presentare l’azienda nel modo migliore e bloccarmi di fronte ai problemi largamente anticipati, li’ giunto ho dovuto scegliere tra gestire il cliente per due settimane prima di ricevere la conferma da loro che il tutto fosse un fallimento o sbattere la porta ed andarmene.
Etica vorrebbe che io avessi parlato chiaramente, confrontato il padrone sulla sua incapacita’ di progettare il lavoro correttamente e me ne fossi andato, il problema e’ che non necessariamente avrei trovato subito un nuovo lavoro vicino a me, stavo restituendo un prestito e via dicendo.
Ci sono persone che fiere della propria integrita’ se ne sarebbero fregate di tutto e avrebbero lasciato tutto senza fermarsi al via, io ho iniziato a sviluppare una certa intolleranza in merito, si’ perche’ vi vedo quel voler limitare I propri orizzonti a cio’ che ci piace realmente che e’ un lusso per tanti, troppi e la vita di ogni giorno per pochi fortunate.
Shout
Shout
Let it all out
These are things I can do without
Come On
I'm talking to you
Come on
In violent times
You shouldn't have to sell your soul
In black and white
They really really ought to know
Those one track minds
That took you for a working boy
Kiss them goodbye
You shouldn't have to jump for joy
Shout
They gave you life
And in return you gave them them hell
As cold as ice
I hope we live to tell the tale
Shout
And when you've taken down your guard
If I could change your mind
I'd really love to break your heart
Shout
(Shout – Tears for fears)
Il viaggiatore malvolentieri si dimostra flessibile quando deve.
Sin da piccolo ho amato nuotare in apnea, mi immergevo sui fondali, cercando di raggiungere il punto piu’ lontano che mi consentissero I miei polmoni di ancora ridotte dimensioni, o scendevo verso il fondale, aiutavo I timpani soffiando e mi guardavo intorno fino a che la riserva terminava e risalivo lentamente.
Crescendo I tempi delle immersioni sono aumentati esponenzialmente e delle pinne di nuova generazione mi hanno aiutato a raggiungere nuovi limiti, ma soprattutto a rovesciarmi supino ed a guardare I raggi del sole che filtravano sull’acqua.
Non sono mai stato tipo da boccaglio, non riuscivo ad abituarmi al gusto di gomma in bocca, non riuscivo a catturare una quantita’ d’aria pari a quella che delle vigorose respirazioni riuscivano ad ottenere.
Mi rilassavo quindi ed iniziavo a roteare nella mia scia, con bollicine tutto intorno che andavano in ogni direzione ed una gran pace che riusciva a giungere sino a me, spingendomi a non lasciare piu’ quegli accoglienti fondali.
Quando risalivo alla superficie un senso di tranquillita’ si installava in me per non lasciarmi per gran parte della giornata, quanto mi mancano quelle immersioni.
Acqua nascerà
acqua crescerà
acqua vieni giù dai monti
Acqua laverà
e disseterà
acqua cheta rompi i ponti
Acqua pioverà
acqua asciugherà
acqua bagna questa terra
acqua splenderà
limpida sarà
acqua porta via la guerra
Acqua
Acqua forte
Acqua scura
Acqua che scenderà
non fa paura
Acqua trasparente
Acqua e niente
Acqua ritornerà
Acqua corrente
(Acqua – Loredana Berte)
Il viaggiatore non usciva mai dall’acqua.
Io adoro il silenzio, per me si riempie di significati, non e’ una pausa vuota, bensi’ un contenitore che ognuno puo’ riempire di suo, inoltre e’ anche un comodo rifugio, dove pensare.
Trovo le discussioni, i confronti una esplosione continua di rabbia, che se non vengono poste sotto un certo controllo degenerano prima o poi in accuse o gelida ironia, come la marea salgono e ribollono fino a sommergere la spiaggia, senza apportare molto di costruttivo, ma distruggendo purtroppo tutti I castelli di sabbia.
Il silenzio e’ la mia personale “ahimsa”, quella non violenza che dimostra il mio disaccordo, senza per questo voler arrecare un danno, quell molo che nonsi lascia spostare dall’arrembante marea e che e’ inamovibile nelle sue decisioni.
Difficile scalfirla questa corazza e spesso provoca reazioni ancora piu’ forti, decise, ferite o meno le persone si sentono escluse ed aggrediscono maggiormente, ottenendo solamente di farmi ritrarre ancora un po’ di piu’.
E’ sicuramente difficile scalfire la corazza quando una situazione del genere si verifica, ma di solito la soluzione e’ una sola, una pazienza infinita e tanta dolcezza, si perche’ anche il peggiore orco di fronte alla delicatezza di qualcuno si lascia andare e parla con calma.
Amami... come se fossi un' isola
Distante ma ... raggiungibile
Col mare calmo tu
Ti prepari e vieni qui
Col mare grosso tu
Farai fatica un po'
Amami come se tossi un'isola
imprevedibile, piove di colpo, e tu
A ripararti un po' e a cercare di asciugarti
Quasi invisibile..., da tutto il resto tu....
Il vento può anche dividerci
Dal tempo spesso dipendo io
sono un'isola...
Amami... come se fossi un'isola
Distante ma raggiungibile
E non ti scoraggiare. ..se tra noi c' è solo acqua
Talmente trasparente ... che vedi il fondo in volo.
Il vento può anche dividerci
Dal tempo spesso dipendo io
sono un'isola….
Voglia di sentirti
quando tocchi le mie sponde e poi,
veder la pelle tua che cambia al sole....
Renderti felice e poi di baci liberarsi
e all'imbrunire poi guardarti andare via
E non ti scoraggiare… se tra noi c'è solo acqua
Talmente trasparente …che vedi il fondo in volo… in volo....
Voglia di sentirti
quando tocchi le mie sponde e poi,
veder la pelle tua che cambia al sole....
Renderti felice e poi di baci liberarsi
e all'imbrunire poi guardarti andare via
poi pensare in fretta a un nuovo giorno per vedersi
e darsi pace solo quando arriverà...
Come se fossi un'isola,
Amami...
(Come se fossi un’isola – Biagio Antonacci)
Il viaggiatore alle volte si sorprende di quanto possa essere testardo.
Alle volte penso di avere il complesso di Charlie Brown, si perche’ mi ci vedo a rotolarmi sulla collinetta del pitch travolto da una palla che viaggia a velocita’ incredibile.
Leader di un gruppo che sa guidarli solo alla sconfitta, senza che pero’ nessuno ne soffra anzi sapendo fare gruppo nel fatto di stare insieme, con quei tre capelli che ondeggiano al vento.
Con un invidia costante per quel sognatore di un bracchetto, idolo delle folle in Joe Cool, feroce avversario del barone rosso nei suoi sogni, compagno critico delle sue eterne conversazioni sulla scuola e sugli amici/che che li circondano.
Io ho sempre avuto questo terrore dell’essere sempre il bravo ragazzo, il confidente sulla cui spalla le amiche vengono a piangere, ma sempre quello che viene fregato dal bellone di turno che suona al pianoforte fregandosene delle attenzioni femminili.
Quando pensavo di averlo superato ecco che faccio un test del genere e si torna al punto di partenza.
Her name is Noel,
I had a dream about her,
She rings my bell,
I got gym class in heaven
Oh how she rocks in Keds and team socks,
but she doesn't know who I am;
And she doesn't give a damn about me.
Chorus:
Cause I'm just a teenage dirtbag baby.
Yeah I'm just a teenage dirtbag baby.
Listen to Iron Maiden baby .
Ooohoo Hoo Hooooooo
Her boyfriend's a dick;
He brings a gun to school
and he'd simply kick
my ass if he knew the truth;
He lives on my block;
and he drives an i walk
But he doesn't know who I am,
and he doesn't give a damn about me.
Chorus
Cause I'm just a teenage dirtbag baby.
Yeah I'm just a teenage dirtbag baby.
Listen to Iron Maiden baby
Ooohoo Hoo Hooooooo
Oh yeah, Dirtbag;
No, she doesn't know what she's missing.
Oh yeah, Dirtbag;
No, she doesn't know what she's missing.
Man I feel like mold;
It's prom night and I am lonely;
Lo and behold,
she's walking over to me;
This must be fake;
my lip starts to shake;
How does she know who I am;
and why does she give a damn about . . .
(she said)
"I've got two tickets to Iron Maiden baby;
Come with me Friday,
don't say maybe,
I'm just a teenage dirtbag baby like you . . .
Ooohoo Hoo Hooooooo"
Oh yeah, Dirtbag;
No, she doesn't know what she's missing.
Oh yeah, Dirtbag;
No, she doesn't know what she's missing.
(Teenage dirtbag – Wheatus)
Le ultime braci sono quelle che meglio sembrano il fuoco, dalle nostre parti per analogia vengono chiamate “bronze coverte” quelle persone che serbano sotto una facciata apparentemente grigia una riserva di energia e passione.
Io non ho amato i fuochi pieni di energia, gli eccessi, perche’ sotto sotto vi vedevo anche una compensazione, la presenza di una maschera a nascondere chissa’ quali dilemma interiori o fissazioni.
Mi sono sempre piaciute le scoperte, quelle braci che vanno vezzeggiate, risvegliate con la calma, accudite, nutrite di piccoli rami prima e di grossi ceppi poi per essere portate al pieno splendore.
Quelle braci secondo me racchiudono un gran tesoro, che aspetta di essere scoperto, risvegliato e questo finisce per essere il compito di una sola persona, a volte il fuoco diventa troppo grande per chi l’ha risvegliato, ma spesso sa bruciare e riscaldarti di suo con gratitudine.
Il caminetto diventa allora un’estensione del tuo essere, placa la tua sete di artista, quando l’arte non c’e’, perche’ ti illudi che il tuo contributo e’ stato determinante per quell’evoluzione e nessun altro avrebbe saputo ottenere simili risultati.
Credo che questo desiderio di risvegliare simili passioni sia sempre presente in me, troppo facile altrimenti vivere la propria quotidianita’, mancherebbe il brivido di vedere le fiamme nascere improvise, la difficolta’ di domarle e guidarle in una crescita’ controllata, perche’ il fuoco puo’ diventare schiopettante e finire per mordere la mano di chi voleva aiutare la sua crescita.
Ci sono pericoli, si’ in simili scenari, si puo’ finire bruciati, ma si puo’ anche finire per essere al caldo nell’intimita’ con al fianco una riserva infinita di energia.
You shake my nerves and you rattle my brain
Too much love drives a man insane
You broke my will, oh what a thrill
Goodness gracious great balls of fire
I learned to love all of Hollywood money
You came along and you moved me honey
I changed my mind, looking fine
Goodness gracious great balls of fire
You kissed me baba, woo.....it feels good
Hold me baba, learn to let me love you like a lover should
Your fine, so kind
I'm a nervous world that your mine mine mine mine-ine
I cut my nails and I quiver my thumb
I'm really nervous but it sure is fun
Come on baba, you drive me crazy
Goodness gracious great balls of fire
Well kiss me baba, woo-oooooo....it feels good
Hold me baba
I want to love you like a lover should
Your fine, so kind
I got this world that your mine mine mine mine-ine
I cut my nails and I quiver my thumb
I'm real nervous 'cause it sure is fun
Come on baba, you drive me crazy
Goodness gracious great balls of fire
I say goodness gracious great balls of fire...oooh..
(Great balls of fire – Jerry Lee Lewis)
Popolo strano gli irlandesi, sempre cosi’ allegri e sempre cosi’ amari, la sorte si e’ accanita parecchio su di loro, lasciandoli con un isola dove cresce poco di commestibile a parte le patate, ma chissa come sono riusciti sempre ad uscire cantando con la pinta di Guiness in mano dalle situazioni piu’ dure.
Del capolavoro di Joyce non mi ha mai convinto la sera del funerale, ben descritta dal punto di vista di un bambino costretto a mettersi in ghingheri, quando quello che vorrebbe esprimere e’ solo la propria sofferenza.
Non mi ha convinto perche’ ovunque siano e in qualunque triste circostanza li abbia colpiti la sorte sono cosi’, sorridenti, ed anche i loro ritrovi funebri, in cui tutti parlano bene del caro assente finiscono per essere cosi’ un sorriso dal tono triste-amaro, ma non quel dipinto di sofferenza che pur splendidamente Joyce ci regala.
E questo stato d’animo vedo in me stasera, ho vissuto tre ottimi giorni, carichi di aspettative e di una certa soddisfazione che dei lucubri rintocchi hanno cancellato in un momento ma cosi’ non deve essere perche’ chi allietera’ i nostri ricordi era anche una dama ricca di vita e sempre allegro anche nei momenti di massima tensione.
Alzo allora il boccale ad un brindisi in memoria di chi ci ha lasciato con tante splendide parole consapevole che giornate migliori arriveranno basta saper aspettare.
Il tempo ha questo di bello, guarisce con insolita’ delicatezza le ferite, fino a che di loro restino solo poche cicatrici ed un infinito sorriso.
Oh Danny boy, the pipes, the pipes are calling
From glen to glen, and down the mountain side
The summer's gone, and all the flowers are dying
'Tis you, 'tis you must go and I must bide.
But come ye back when summer's in the meadow
Or when the valley's hushed and white with snow
'Tis I'll be here in sunshine or in shadow
Oh Danny boy, oh Danny boy, I love you so.
And if you come, when all the flowers are dying
And I am dead, as dead I well may be
You'll come and find the place where I am lying
And kneel and say an "Ave" there for me.
And I shall hear, tho' soft you tread above me
And all my dreams will warm and sweeter be
If you'll not fail to tell me that you love me
I'll simply sleep in peace until you come to me.
(Danny boy – Irish song)
Il viaggiatore conserva sempre il suo solco lungo il viso, una specie di sorriso.
Stelle
Volevo scrivere di tante cose stasera, ma poi la luce si e' affievolita, una delle stelle s'e' spenta e purtroppo nessuno potra' riportarla a chi ha imparato a conoscerla ed apprezzarne le qualita' ed i difetti, perche' tutti siamo in fondo un mix di entrambi.
Le parole si sono asciugate ed almeno oggi anche il viaggiatore tace, cercando di cogliere in lontananza un nitrito di uno di quei cavalli che tanto amava o l'abbaiare di uno dei suoi fedeli custodi, convinto che mai la lasciarebbero sola.
Arrivederci cara Ginevra.
E’ strana l’abitudine molto italica di mettere sotto pressione chi ci circonda, scarsa programmazione, obiettivi non chiari non importano, la sola cosa che vediamo e’ che I nostri cari devono raggiungere certi risultati, troppo spesso gli diamo gli stessi obiettivi che noi abbiamo fallito.
Una laurea per chi si e’ fermato al diploma, un ruolo da dirigente per chi si e’ fermato al quadro, un’attivita’ di successo per chi e’ andato fallito da indipendente, sembra quasi che viviamo di riflesso quello che saranno in grado di ottenere.
Il problema delle aspettative di questo tipo, poi, e’ che si autoalimentano senza fine, ti chiedo 10 invece di 1 mi dai 10 ed allora chiedo 50 e via dicendo, fino a che la spirale si rompe.
Quando si rompe purtroppo lo fa con il botto, saltano magari rapporti o relazioni o peggio scompaiono I sogni di una vita e si deve ricominciare da zero o da tre se si e’ fortunati.
In Giappone il sistema carica di pressioni i giovani richiedendo continui risultati, con una percentuale folle di “dropped-out” che finiscono per isolarsi, i paesi anglosassoni spingono alla competizione, in Francia si punta sull’elitarismo(grand ecole), vi sono pero’ notevoli differenze in termine di progetto di lungo respiro, aspettative realistiche e via dicendo, nulla si improvvisa e potra’ sembrare ingiusto, ma e’ molto peggio che spingere a volare senza poter dare le ali.
Precipitare le cose senza sapere cosa i passi successivi comportino, per quanto si possa essere mossi dalle migliori motivazioni e non da un senso di rivalsa, e’ come lanciare una macchina alla massima velocita’ senza verificare che i freni funzionino, magari vi e’ un’area di fuga lunga a sufficienza o scarso traffico, ma se non e’ il caso l’incidente e’ assicurato e la macchina rischia di finire distrutta senza colpa.
Una lettera recente al giornale sottolinea come siamo il paese dei miracoli quotidiani per ovviare all’incapacita’ di gestire un progetto diligentemente, io posso solo concordare e sperare questo misto di genio e fortuna continui nel suo lento incedere a balzi, temo pero’ che prima o poi qualcuno ci presenti un conto salato.
So unimpressed but so in awe
Such a saint but such a whore
So self aware so full of shit
So indecisive so adamant
I'm contemplating thinking about thinking
It's overrated just get another drink and
Watch me come undone
(come undone)
They're selling razor blades and mirrors in the street
(come undone)
I pray that when I'm coming down you'll be asleep
(come undone)
If I ever hurt you your revenge will be so sweet
Because I'm scum, and I'm your son,
I come undone
I come undone
So rock and roll, so corporate suit
So damn ugly, so damn cute
So well-trained, so animal
So need your love, so fuck you all
I'm not scared of dying
I just don't want to
If Id stop lying I'd just disappoint you
I come undone
(come undone)
They're selling razor blades and mirrors in the street
(come undone)
I pray that when I'm coming down you'll be asleep
(come undone)
If I ever hurt you your revenge will be so sweet
Because I'm scum, and I'm your son,
I come undone
So write another ballad
Mix it on a Wednesday
Sell it on a Thursday
Buy a yacht by Sunday
It's a love song
A love song
Do another interview
Sing a bunch of lies
Tell about celebrities that I despise
And sing love songs
We sing love songs
So sincere
So sincere
(come undone)
They're selling razor blades and mirrors in the street
(come undone)
I pray that when I'm coming down you'll be asleep
(come undone)
A young pretender and my crowds above can see
I come undone
I am scum
Love your son
You gotta love your son
You gotta love your son
(Come undone – Robbie Williams)
Il viaggiatore e’ diventato realista a sue spese.
Ci sono molte situazioni che sfuggono al nostro controllo ed una di queste e’ sicuramente la nostra capacita’ di relazionarci con gli altri, c’e’ chi preferisce avere sempre il controllo, chi lasciare il controllo all’altro, ma cosa curiosa in un rapporto uno a uno e’ che si predilige sempre viverlo a contatto, fisico o verbale.
La distanza toglie alle volte queste risorse, la parola scritta lascia spazio ad incomprensioni e si deve ricorrere spesso a spiegazioni su spiegazioni, mentre le conversazioni e la comunicazione non verbale sono lasciate ad eventuali videotelefoni o ad Internet.
Chi e’ abituato a viaggiare su dei binari consolidati e’ spesso indeciso: cosa fara’ l’altro, dove sara’, con chi parlera’ e via dicendo, tutto si riduce in fin dei conti ad una sola parola:fiducia.
In ogni storia bisogna fidarsi del partner, stare con il fiato sulla gola di qualcuno lo portera’ a deluderci se non altro per reazione, io rifuggo dall’idea di possesso per fortuna e sono solito dire mi fido sempre sino a prova contraria.
Chissa’ perche’ finora e’ andata sempre bene cosi’, non ho trovato una ragazza simile all’ex di un conoscente che si faceva offrire la cena, bacino sul portone, spegneva le luci, attendeva se ne andasse ed usciva di nuovo con un altro.
Non riesco a tenere il piede in due pantofole, forse anche perche’ con l’avanzare dell’eta’ le energie si riducono, allora meglio considerare quello che veramente ci interessa e rendere l’ambiente adatto per vederlo prosperare.
Non so quali siano gli ingredienti magici per una storia a distanza e sicuramente richiede molti sacrifici che una coppia tradizionale non ha, ma da quello che leggo sui giornali, le soddisfazioni dei momenti comuni sono moltiplicate per mille ed il rischio noia quasi del tutto assente, voi che ne pensate?
Makin' my way downtown,
Walkin' fast,
Faces pass and I'm homebound.
Starin' blankly ahead,
Just makin' my way,
Makin' a way through the crowd.
And I need you,
And I miss you,
And now I wonder...
If I could fall into the sky,
Do you think time
would pass me by?
'Cause you know I'd walk a thousand miles
If I could just see you...
Tonight.
It's always times like these
When I think of you,
And wonder if you ever think of me.
'Cause everything's so wrong
And I don't belong.
Livin' in your precious memory.
'Cause I need you,
And I miss you,
And now I wonder...
If I could fall into the sky,
Do you think time
would pass me by?
'Cause you know I'd walk a thousand miles
If I could just see you...
Tonight.
I, I, don't wanna let you know
I, I, drown in your memory.
I, I, don't wanna let this go.
I, I, don't.
Makin' my way downtown,
Walkin' fast,
Faces pass and I'm homebound.
Starin' blankly ahead,
Just makin' my way,
Makin' a way through the crowd.
And I still need you,
And I still miss you,
And now I wonder...
If I could fall into the sky,
Do you think time
Would pass.. us by?
'Cause you know I'd walk a thousand miles
If I could just see you...
If I could just hold you....
Tonight.
(A thousand miles – Vanessa Carlton)
Il viaggiatore alle volte vive tutto a distanza, eppure cerca sempre di essere presente.