Non avrai il mio scalpo Corvo Rosso
Giornata di preparativi, il sole la fa da padrone, la temperatura e’ aumentata, I piccolo parchi con le fontane che sprigionano acqua ovunque raccolgono piu’ di qualche sguardo distratto.
Giornata di contrattempi, dovevo chiedere l’E411 per l’estensione dell’assicurazione sanitaria alla mia mutualita’ belga, ma l’ufficio rionale e’ chiuso per vacanze, allora prima la banca per ritirare del contante per rimpinguare il conto italiano.
In banca tutto si blocca perche’ una gentile signora ritiene che lo sportello di cassa sia uno delle informazioni, quando finalmente ha compiuto un’operazione e fatto domande per cinque altre, tra cui una garanzia ipotecaria che non le era urgente giunge il mio turno.
Frequento quell’agenzia da 4 anni e mezzo, credo di esserci stato in tutto 6 volte, vista l’efficacia dell’homebanking via Internet, il prelievo si blocca a causa di un avviso secondo il quale potrei aver cambiato agenzia, cosa alquanto strana.
Con il conto corrente belga assottigliato ed un po’ di contanti in piu’ mi dedico al certificato, chiamo un collega e riusciamo grazie all’ausilio del loro sito Web a trovare un’agenzia non lontanissima, raggiungo la sede e dopo aver salutato in fiammingo provo la domanda da un migliaio d’euro e sembra che finalmente la mia fortuna sia girata, l’addetta parla inglese.
In dieci minuti anche quella e’ fatta, posso dedicarmi con meno preoccupazioni alle ultime spese, ricordini del Belgio per casa, nel pomeriggio riposo e pulizie, poi bagagli, la vacanza sembra piu’ vicina.
Possibile che certe volte non debba essere mai facile?
You turn me on, you lift me up
And like the sweetest cup I'd share with you
You lift me up, don't you ever stop, I'm here with you
Now it's all or nothing
'Cause you say you'll follow through
You follow me, and I, I, I follow you
What you gonna do when things go wrong?
What you gonna do when it all cracks up?
What you gonna do when the Love burns down?
What you gonna do when the flames go up?
Who is gonna come and turn the tide?
What's it gonna take to make a dream survive?
Who's got the touch to calm the storm inside?
Who's gonna save you?
Alive and Kicking
Stay until your love is, Alive and Kicking
Stay until your love is, until your love is, Alive
Oh you lift me up to the crucial top, so I can see
Oh you lead me on, till the feelings come
And the lights that shine on
But if that don't mean nothing
Like if someday it should fall through
You'll take me home where the magic's from
And I'll be with you
What you gonna do when things go wrong?
What you gonna do when it all cracks up?
What you gonna do when the Love burns down?
What you gonna do when the flames go up?
Who is gonna come and turn the tide?
What's it gonna take to make a dream survive?
Who's got the touch to calm the storm inside?
Don't say goodbye
Don't say goodbye
In the final seconds who's gonna save you?
Oh, Alive and Kicking
Stay until your love is, love is, Alive and Kicking
Oh, Alive and Kicking
Stay until your love is, love is, Alive and Kicking
(Alive and kicking – Simple Minds)
Il viaggiatore non riesce quasi mai a prepararsi per tempo.
Continuare nonostante tutti gli ostacoli
Alle volte e’ dura fare finta come se niente fosse, oggi finalmente ho chiuso, ma sull’ennesima nota amara, non si riesce proprio ad andare avanti senza discussioni giornaliere.
E cosi’ oggi ho staccato e piu’ di qualche giorno ci vorra perche’ io possa recuperare le mie energie, poi si vedra’, domani giornata di riposo prima del lungo viaggio e poi mi tuffero’ giu’ da queste nordiche lande fino al caldo meridione.
Un paio di documenti da fare e qualche adempimento in loco richiederanno un giorno per essere completati e poi via a consumare del carburante per ritornare nei lidi natii, e di la’ a mezza giornata saro’ al punto d’arrivo.
La negativita’ totale mi circonda da qualche mese e per quanto ci si chiuda a riccio ad ignorarla finisce per toccarci ed allora meglio riposarsi e cercare di dimenticare, ed allora vacanza.
Atto conclusivo un ennesimo sforzo finale, seguito da lunga conference al telefono e consegna del riassunto di un anno per una valutazione che giungera’ tra un mese o piu’.
Quali voti mi darei? Non so, oramai inizio anche io a sentirmi scoraggiato.
Drivin' down a dark road
Can't see my hand in front of my face
I'm just spinnin' my wheels again
Stuck in this same old place
Oh, the bridge is out up ahead
And the river's on the rise
I'm too far gone to turn around
I need a heart with 4 wheel drive
I can't get no traction
When I look into your eyes
When you kiss me tenderly
My wheels get paralyzed
Somewhere down the highway
I'm gonna find that exit sign
But I can't get these wheel turnin'
I need a heart with 4 wheel drive
I need a heart with 4 wheel drive
Every time you crank me up
You take me down a dead end street
You hitch a ride just long enough
To watch me overheat
Well, I've got tears all over my windshield
And rain pouring out of my eyes
There's only one way out of here
I need a heart with 4 wheel drive
(A heart with 4 wheel drive – 4 Runner)
Il viaggiatore ricomincia a scaldare il motore.
Rapito dal paesaggio, orfano del mare
Ogni giorno la blogosfera mi conquista di piu’, pensavo ad una canzone qualche giorno fa, ci pensavo erche’ la vedevo come una possibile colonna Sonora al blog, ma non ne conoscevo il titolo.
Visito il blog di un poeta che spesso leggo con interesse e vi ritrovo la canzone, ma il titolo continua a sfuggirmi, armato della pazienza che mi contraddistingue parto nella mia ricerca.
So che la canzone e’ la colonna Sonora di un film di Guerra con David Bowie, scopro si chiama Good bye Mr Lawrence, credevo fosse stata composta da David Byrne, ex talking heads, in realta’ vengo a sapere che e’ di Riuchi Sakamoto, in collaborazione con il menzionato.
Una nuova curiosita’ subito sopita mi rivela le altre colonne sonore che ha marcato e vi ritrovo la collaborazione con Bertolucci in quell capolavoro che ha rapito la mia attenzione del te’ nel deserto.
Film al cui confronto la moglie del paziente inglese mi sembra un brutta copia, di poco o nessun valore, quale ricchezza nei blog, quante curiosita’ certi post riescono a suscitare, quali ricordi; grazie, a tutti voi che arricchite ogni mia giornata.
Spero sempre di non lasciarmi sfuggire le buone occasioni per ricercare nuovi paradise, per canticchiare splendide canzoni, per ricordare meravigliosi film grazie ai vostri stimoli.
Anna verrà
col suo modo di guardarci dentro
dimmi quando questa guerra finirà
noi che abbiamo un mondo da cambiare
noi che ci emozioniamo ancora
davanti al mare
Anna verrà
sarà un giorno pieno di sole
e allora sì, ti cercherei
forse per sognare ancora
sì, ancora
oh Anna dimmi se è così lontano il mare
Anna verrà
col suo modo di rubarci dentro
di sorridere per questa libertà
noi che abbiamo un mondo da cambiare
noi che guardiamo indietro cercando
di non sbagliare
Anna verrà
raccoglieremo i cani per strada
ci inventeremo qualche altra cosa
per non essere più soli
sì, più soli
oh Anna, dimmi se è così lontano il mare
Anna verrà
col suo modo di guardarci dentro
di sorridere per questa libertà
Anna verrà
sarà un giorno pieno di sole
e allora sì, ti cercherei
forse per sognare ancora
sì, ancora
Anna, dimmi se è così lontano il mare
(Anna verra’ – Pino Daniele)
Il viaggiatore sente il mare un po’ piu’ vicino.
I preparitivi continuano e casa sta raggiungendo un livello d’ordine soddisfacente, chissa’ che non resista cosi’ per qualche settimana quando torno dalle vacanze, la temperatura e’ ancora su livelli belgi, ventuno gradi, ma va bene cosi’.
Sono stanco ma ho ancora un giorno di turno e due di lavoro, mi sa che riesco a resistere, meglio cosi’ anche perche’ il clima continua ad essere dei peggiori, ci vuole uno stacco.
Ho risistemato le bottiglie ed osservo compiaciuto che potrei offrire da bere ad un’armata, strano quanto poco abbia intaccato le riserve in queste settimane passate, forse perche’ non amo bere quando sono cosi’ affaticato.
L’alcool mi sembra infatti un’alibi dietro cui obnubilare le preoccupazioni e non mi pare una buona maniera di reagire, lo consumo solo quando riesco a gustarmelo, con calma e senza che mi dia alla testa.
Questa sera quindi stappata la bottiglia di acquavite di ciliegia invecchiata dodici anni fredda di freezer, kirschwasser, una botta di energia ed un aroma che si sprigiona nel naso e nella gola ad alleggerire la mente e corroborare lo spirito.
Lo schnapp germanico l’ho scoperto verso I quindici anni quando ho provato una strana combinazione tra grappa fredda e birra temperatura ambiente, bisogna trovare I giusti ingredienti e poi alternare un sorso a due in questa proporzione, ma ne assicuro, ne vale la pena, pura delizia.
Non sono mai riuscito a capire chi consuma la vodka a temperatura ambiente o il gin proprio per questo motivo, per me certe acqueviti vanno gustate fredde, gelide, lasciando loro il compito di riscaldare l’organismo.
Non esagerare come sempre, ma una bevuta ogni tanto ed il loro effetto digestivo non manca, anche perche’ l’alcool si nota meno, salvo quando la bevuta tocca il fondo dello stomaco.
Nasdarovije, prost, a’ la votre, il calice e’ levato per un brindisi, il viaggiatore sta per prendere congedo per qualche settimana.
From the moment I saw you
I went outta my mind
Though I never believed in, love at first sight
But you got a magic
That I just can't explain
Well you got a, you got a way that you make me feel
I can do, I can do anything for you baby
I'll be down for you baby
Lay all my cards out tonight
Just call on me baby
I'll be there in a hurry
It's your move, so baby
Baby decide!
Whatever you want from me
I'm givin' you everything
I'm your baby tonight
You've given me ecstasy
You are my fantasy
I'm your baby tonight
From the second you touched me
I was ready to die
I've never been fatal, you're my first time
I feel like an angel, who just started to fly
Well you got a, you got a way that you make me
Feel I can, feel I can, do anything for you baby
I will fly for you baby, hold on and enjoy the ride
I'm not in no hurry, We can fly all night baby
It's your move, now baby
Baby let's fly!
Whatever I do boy
It's all about you baby
And ain't the truth boy
I'm helplessly in love with you
What else can I do boy
But be there for you baby
You got a, you got a way that you make a me
Feel I can, feel I can do any, do anything
Looks like I'm fatal, It's all on the table
And baby you hold the cards, You got the magic
And I've got to have it, I don't want the pieces
I want every single part, I'll be your angel
I'm ready and able, Whatever you want is fine
Whenever you're ready, just call on your lady
And I'll be your baby tonight
(I’ll be your baby tonight – Whitney Houston)
Il viaggiatore e’ insolitamente rilassato, seppur notevolmente stanco.
Prosegue questo prodromo alle vacanze, nel migliore dei modi, giornata di sole, giornata splendida, ventidue gradi ed una citta’ tutta da vivere con il popolo degli impiegati che e’ ritornato a casa o partito per il mare.
Quando si presenta cosi’ Bruxelles e’ splendida, placida, sorniona, come una gatta o come il pastore scozzese che ha assediato il tavolino a cui ho pranzato in cerca della pancetta sfilacciata del mio compagno di merenda.
Mattinata rilassata, colazione al Pain Quotidien, tavolino sul marciapiede in una delle piccolo piazza vicino a casa, vuoi mettere cornetto e cioccolata e quattro chiacchiere contro un caffelatte in fretta e furia prima di uscire?
Poi sosta in un paio di posti in centro e visita ad un nuovo negozio di elettronica, terribile per il portafogli ma incredibile per i cinofili, tanto che dovro’ prendere un nuovo mobile per i DVD ed e’ il terzo, temo di non riuscire a fermarmi, il ritmo accellera e ci sono ancora bei film qui alla TV, il primo ha durato un anno, il secondo tre mesi ed aveva capienza doppia, o aumentano di nuovo I prezzi o mi tocca prendere degli scaffali…
Pranzo all’aperto vicino alla commissione, galettes bretoni fenomenali e poco costose, tanto che mi sono scatenato con una supercomplete, uovo/prosciutto/emmenthal e funghi, condita dall’immancabile birra chiara con il limone.
Strano a dirsi ho anche incontrato un paio di colleghi d’ufficio, a conferma che sono io in realta’ a spendere poco tempo in citta’ e permettermi di incontrare casualmente qualcuno che conosco, mah, strana girovaga persona che sono.
I tavolini all’aperto sembrano fiori spuntati in primavera e vengono a riempire le piazze ed il marciapiede, rendendo la citta’ piu’ umana e rilassata, quasi quasi non partirei, o forse parto proprio per questo, chissa?
Scivola
come un'onda libera
ti porta via
andamento lento
questa melodia
risonanze nere
senza ipocrisia
andare un po' più su
vieni vieni con me oh oh
vieni vieni con me eh oh
alelai alelai alelai
viene appresso a me
show me show me the way oh oh
show me show me the way eh oh
alelai alelai alelai
alelai boom boom (boom boom)
libero
magico e suadente
questo ritmo che
vibra sotto pelle
eccitandoci
picchio sempre forte
non mi arrender'
andare un po' più su
vieni vieni con me oh oh
vieni vieni con me eh oh
alelai alelai alelai
viene appresso a me
show me show me the way oh oh
show me show me the way eh oh
alelai alelai alelai
alelai boom boom (boom boom)
vieni vieni con me oh oh
vieni vieni con me eh oh
alelai alelai alelai
viene appresso a me
show me show me the way oh oh
show me show me the way eh oh
alelai alelai alelai
alelai boom boom (boom boom)
andamento lento......
andamento lento......
vieni vieni con me oh oh
vieni vieni con me eh oh
alelai alelai alelai
viene appresso a me
show me show me the way oh oh
show me show me the way eh oh
alelai alelai alelai
alelai boom boom (boom boom)
andamento lento
andamento lento
andamento lento
(Andamento lento – Tullio de Piscopo)
Il viaggiatore ascoltava rapito allo stereo musiche vicine eppure lontane, ma questo e’ un altro discorso.
Sono molto allegro e riposato e non dovrei scrivere su argomenti simili, ma una serie di circostanze sembrano volermi incitare a mettere su bit delle riflessioni che si legano una all’altra come a voler districare un nodo.
Un post recente indagava sulla possibilita’ o meno di guidare il proprio destino, io rispondero’ sempre si’, fortissimamente si’, tanto che temo che il nostro peggior nemico sia quello pari a noi, che ci conosca perfettamente, che abbia le nostre stesse energie: noi stessi.
Nelle prime giornate del Corso di vela non c’era vento, situazione anomala per Trieste lo confesso, c’era chi si lasciava andare e invece di finire il triangolo finiva alla deriva e chi si ingegnava in ogni modo per compiere qualche centimetro in piu’, utilizzare il timone come un remo, partire al largo per togliere vento ad altri e prendere quell minimo di brezza sulla propria vela e via dicendo.
Io sono diventato un vogatore di tutto rispetto, ma soprattutto ho imparato che non mi sarei mai arreso a me stesso ed alle avversita’, non importa quanto forti, purche’ io potessi mantenere la mia scelta.
Ci sono stati ragazzi che sono tornati a riva sul gommone, altri che hanno rotto il timone sforzandosi di remare, altri che hanno fatto il corso due settimane dopo ed il vento e’ tornato, ma io ho imparato una lezione, a contare su di me.
Quando ho perso il controllo e mi sono ritrovato senza vie d’uscita ho lottato per crearmene una mia di strada, a costo di perdere tutto quello che avevo considerato importante, a costo di perdere una parte di me stesso, ma sapevo quello che facevo.
Ci sono altre persone che invece certe situazioni non le hanno vissute o si spezzano come il timone cercando di uscirne o ancora cercano disperatamente un gommone che arrivi a salvarle, rinviando, procrastinando quella che in fin dei conti e’ la loro stessa vita e quando si ritrovano messe al muro, cercano ancora di svicolare ai bordi.
Quello che e’ strano e’ che dovremmo crescere ma spesso non siamo costretti a farlo ed allora alle volte preferiamo dimenticarlo e cullarci nell’ignoranza, fino a che un dio nemico ci riporta alla realta’ e talvolta questo succede troppo tardi e non sappiamo piu’ cosa fare, non siamo maturati ed abbiamo paura di non esserne piu’ capaci.
Oh, Why You Look So Sad?
Tears Are In Your Eyes
Come On And Come To Me Now
Don't Be Ashamed To Cry
Let Me See You Through
'Cause I've Seen The Dark Side Too
When The Night Falls On You
You Don't Know What To Do
Nothing You Confess
Could Make Me Love You Less
I'll Stand By You
I'll Stand By You
Won't Let Nobody Hurt You
I'll Stand By You
So If You're Mad, Get Mad
Don't Hold It All Inside
Come On And Talk To Me Now
Hey, What You Got To Hide?
I Get Angry Too
Well I'm A Lot Like You
When You're Standing At The Crossroads
And Don't Know Which Path To Choose
Let Me Come Along
'Cause Even If You're Wrong
I'll Stand By You
I'll Stand By You
Won't Let Nobody Hurt You
I'll Stand By You
Take Me In, Into Your Darkest Hour
And I'll Never Desert You
I'll Stand By You
And When...
When The Night Falls On You, Baby
You're Feeling All Alone
You Won't Be On Your Own
I'll Stand By You
I'll Stand By You
Won't Let Nobody Hurt You
I'll Stand By You
Take Me In, Into Your Darkest Hour
And I'll Never Desert You
I'll Stand By You
I'll Stand By You
Won't Let Nobody Hurt You
I'll Stand By You
Won't Let Nobody Hurt You
I'll Stand By You
(I’ll stand by you – The pretenders)
Il viaggiatore ama le sfide perche’ ci ricordano chi siamo e da dove veniamo.
Ho iniziato a pigiare sui freni, oggi sono a quota meno tre per quanto riguarda le giornate di turno sul lavoro e le lunghe vacanze finalmente si fanno piu’ vicine, il caldo sta lentamente e timidamente facendosi sentire.
L’aria sembra frizzante e la mente torna alle giornate delle sagre nei paesi vicini a Trieste, specie quelle di inizio luglio, in collina, tra alberi curati e tavoli un po’ ovunque con piacevoli musiche di sottofondo, di rapida presa per carita’ e raramente cantata da grandi talenti, ma in fondo non e’ quello che conta.
Sono giornate un po’ al profumo del mosto selvatico, di quella pigrizia che si insinua pian piano nel corpo e della voglia di far niente che si affaccia prepotente, il sole inizia a farla da padrone ed il respiro e’ un po’ in affanno.
Vorrei proprio addormentarmi cosi’, rilassato, un libro a fianco disceso dalle dita inopinatamente, senza alcuna preoccupazione, senza alcun desiderio particolare, alla ricerca solo di un po’ di pace interiore.
Le vacanze ultimamente sono diventate anche questo, uno spezzare dal ritmo quotidiano ed un adagiarsi su cadenze piu’ lente, moderate, piu’ simili a quelle che conoscevo una volta.
Quindi eccomi pronto al via con musica, libri e video e con incipiente un’amnesia selettiva per il lavoro.
Donne-moi ton coeur baby,
Ton corps baby hey
Donne-moi ton bon vieux funk,
Ton rock baby,
Ta soul baby hey
Chante avec moi, je veux une femme like you
Pour m'emmener au bout du monde, une femme like you
Hey
Donne-moi ton coeur baby,
Ton corps baby hey
Donne-moi ton bon vieux funk,
Ton rock baby, ta soûl baby hey
Chante avec moi, je veux un homme like you
Bad boy tu sais qu' tu m' plais, un homme like you
Hey
Quand tu chantes, j'oublie
J'ai plus le moindre soucis
J'ai le mal qui fuit,
Tu donnes un son à ma vie
Et puis j' sais pas qu'est-ce qui s' passe,
T'as ce regard dans la face
Qui me ramène à la case départ, là où j' suis parti,
Nous ramène à la soirée du bar quand on est sortis
Et c'est cette même complicité qui s'installe,
Ou quand on est sur la scène
Et qu'on brille sous la même étoile
Quand ta voix croise la mienne, que j'ai ta soul dans mes veines
Comme on va être cool dans les tiennes
Femme t'es belle mais quand tu chantes t'es sexy,
Flash sur elle ...
complice on leur donne un bon son, like...
A la tv, Mary J.-Blige ..., ton style et ton charme t'es fabulous
Un délice pour un macadam
Mhhm baby baby, si tu savais comme j' te mhhm baby baby
Crois-moi que l'atmosphère est parfaite,
Et plus tu chantes, plus je j' glisse sur la pente et j'perds la tête
Deux vies, deux voix qui s' rencontrent
Deux histoires qui se racontent
Une chanson pour le dire,
Y'a les mots, les images pour le décrire
Une belle rencontre à l'ancienne,
Prends un flash! y'a d' la magie sur scène,
Le rideau tombe et c'est terminé
Une belle collabo, des mots sur une feuille, pour se rappeler
(Femme like you – K’maro)
Il viaggiatore si rilassa su ritmi funky.
Uomini e motori, gioie e dolori, si ritorna sempre li’, a quell’attitudine da bulletto che ogni tanto affiora quando la potenza ruggisce sotto il cofano ed allora via al verde, dimenticando tutto, anche la prudenza tanto abituale.
Giornata di vacanza, di riposo, di allegria con colleghi, di visite a piccolo magioni splendidamente arredate, di viaggio ancora una volta ma senza grosse preoccupazioni, giornata divertente tutto sommato.
Giornata di pratica di tedesco, di ricerca di articoli mancanti, giornata di sole e di pioggia a colorare il cielo ed a renderla movimentata, quello che forse serve per schivare le gocce che fitte cadono.
Giornata condita di sgommate, di rilassamento alla guida di una macchina sconosciuta eppur tanto simile al passato, cosi’ simile che novanta cavalli in piu’ sembrano una sciocchezza, fino a che inizio a premere il pedale e le ruote fischiano ed il semaforo sparisce in lontananza, ma in fondo va bene cosi’.
Poche preoccupazioni ed il fatto che tutto sommato si sia rivelata inconcludente va anche bene, in fin dei conti un paio di rami cresciuti troppo sono stati potati e posso continuare a parcheggiarmi con meno preoccupazioni diventa l’indice che qualcosa ho in fin dei conti fatto.
Domani e’ un altro giorno, si vedra’!
Get your motor runnin'
Head out on the highway
Lookin' for adventure
And whatever comes our way
Yeah Darlin' go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space
I like smoke and lightning
Heavy metal thunder
Racin' with the wind
And the feelin' that I'm under
Yeah Darlin' go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space
Like a true nature's child
We were born, born to be wild
We can climb so high
I never wanna die
Born to be wild
Born to be wild
(Born to be wild – Steppenwolf)
Il viaggiatore alle volte cede al fascino delle quattro ruote.
Trovare piu’ di quello che si pensi
Nelle nostre ricerche si trova alle volte un tesoro dove meno lo si aspetta, e si finisce per restare sorpresi, per essere smentiti in certe cose che si e’ dette in passato e si finisce per sconvolgere chi non se l’aspetta.
Sorprendere e’ quello che amo di piu’, essere inaspettato, improvviso, arrivare da direzioni inaspettate, come un viandante che non ha delle abitudini ben definite, che si lascia andare al vento che lo sospinge e ritorna allo stesso luogo da un’altro dei punti cardinali.
Tutto questo non per confondere, ma per ribadire la propria indipendenza e la propria capacita’ a schivare certi rituali consolidati, e per essere capace di sorprendere fino in fondo.
In questo senso amo esplorare, per trovare nuove prassi, per non fermarmi necessariamente all’ovvio, per non dire si fa cosi’ perche’ si e’ sempre fatto cosi’, ma guardando a possibili alternative.
Non sono necessariamente un tipo alla ricerca dello strano, ma sicuramente alla ricerca del nuovo, dello sconosciuto, dell’inaspettato, per colpire, per lasciare il segno e per sperimentare qualcosa di sconosciuto.
Mai dire mai, e’ uno dei miei motti e non mi precludo nessuna opzione, vedrei altrimenti un simile approccio come ottusita’, un voler rifiutare delle opzioni che potrebbero magari piacerci.
Mai aver paura e saper vivere le proprie passioni sino in fondo sono ingredienti per viaggi molto interessanti a mio avviso.
Hit the Road Jack and don'tcha come back
No more no more no more no more,
Hit the Road Jack and don'tcha come back
No more
What'd you say
Old woman old woman, oh you treat me so mean,
You're the meanest old woman that I ever have seen,
Well I guess if you say so
I'll have to pack my things and go (that's right)
Now Baby, listen Baby, don't you treat me this-a way
'Cause I'll be back on my feet some day,
Don't care if you do, cause it's understood,
You got no money, and you just ain't no good
Well I guess if you say so
I'll have to pack my things and go (that's right)
Well ...
Uh, whud jou say?
I didn't understand you.
You can't mean that ...
Aw now Baby, Please.
What you tryin to do to me!?
(Hit the road Jack – Ray Charles)
Il viaggiatore alle volte ha lo spirito dell’esploratore.
Mai come quest’anno sono cosi’ indeciso in merito a quest’estate, vorrei mille cose e nessuna, partire, riposarmi, restare, vedere I miei lidi e via dicendo.
Sono semplicemente esaurito credo, ho attinto a vari livelli di energia ed anche oltre restando guscio vuoto ad osservare quelle pile scariche e lampeggianti che mi dicono che devo ricostituire una certa riserva.
Mi sono preso un lungo break, un riposo prolungato per staccare dalle preoccupazioni quotidiane, dalle mille cose da farsi e che non sono riuscito ancora a completare, per il resto si vedra’.
Forse ormai anche questo e’ diventato la vacanza per me, staccare dal quotidiano, fare qualcosa di diverso, riposarmi senza mille impegni, impigrirmi nella lettura di un libro o piu’.
Mari, monti, terre lontane diventano un plus, un accessorio, non una necessita’ stringente, possono far piacere, ma in fin dei conti non sono necessari quanto lunghe ore di sonno e riflessioni.
Ho scoperto l’altro anno che questo e’ un buon periodo per consuntivi e progetti a medio e lungo termine, non credo che nell’atmosfera forzatamente gaia di un vacanzificio riuscirei a permettermi simili lussi.
Forse in autunno prendero’ poi quella settimana a lungo rinviata nella terra del Fado e della Saudade, che devo scoprire e che so gia’ mi cullera’ con delle bevute di ottimo Ruby, Tawny e magari anche di un Cafetin.
Che cos' ho? Forse ho voglia di te
Ma non riesco a trovare un fiammifero
Per guardarmi dentro
Non lo so cosa voglio però
Ad ogni modo allora cos'è
Tutto questo tormento che mi brucia dentro
Cos'è
Che cos' ho?Forse cerco qualcosa o qualcuno
Che mi porti via
Vivo perduta nel mare (della mia fantasia)
Ed ogni notte un dolore (che col sole va via)
Io lo so,è una vita che questa mia vita
Va avanti così
(Perchè no) Vivo in vacanza da una vita
(Perchè no) Tra una discesa e una salita
Perchè una ragione non c'è perchè
(Perchè no) Trovare acqua di fonte che si beve
(Perchè no) Sotto un sole che bagna di calore,
(Perchè no) Vivo ridendo (perchè no)
E va bene così
(Perchè no) Vivo sognando in vacanza da una vita che è la mia
Che cos' ho? Resto sola in città a cercarti
E non riesco a trovarti un solo difetto
Che cos' ho? Che non va e non riesco a dormire
E continuo a rotolarmi nel letto
Vivo perduta nel mare (della mia fantasia)
Ed ogni notte un dolore (che col sole va via)
Io lo so,è un avita che questa mia vita
Va avanti così
Perchè no) Vivo in vacanza da una vita...
... (Perchè no) Aspetto un colpo di vento
(Perchè no) Vivo in vacanza da una vita
(Perchè no) Tra una discesa e una salita
Perchè una ragione non c'è perchè
(Perchè no) Un giro i bici e fermarsi
(Perchè piove) E far l'amore
Sotto un salice piangente che ride
(Perchè no) Aria aria...Vivo in vacanza da una vita
(Perchè no) Aria aria...Tra una discesa e una salita
(Perchè no) Sotto un sole...sotto un sole
Che bagna di calore
(Perchè no) Un giro i bici e fermarsi se pive
(Perchè no) Trovare acqua di fonte che si beve
(Perchè no) Sotto un sole (Perchè no) Sotto un sole
(Perchè no) Sotto un sole che bagna di calore
(Perchè no) Aria aria...Vivo in vacanza da una vita
Perchè no!!!
(In vacanza da una vita – Irene Grandi)
Il viaggiatore ha iniziato un nuovo conto alla rovescia prima della grande fuga.
Mille pensieri in questa lunga serata finalmente un po’ piu’ calda, 23 gradi all’ombra, si avvicendano senza sosta e non riesco a tacitarli tutti insieme, rischio fin quasi di esserne sommerso.
La cosa strana di certe situazioni e’ che non sono solo incroci o crocevia, ma anche delle scomesse, delle scelte che hanno un certo impatto, e come in certe mani di carte sai che una volta che hai effettuato una giocata la carta e’ persa e non la ripescherai nuovamente.
La cosa strana di certi giochi politici e’ che si giocano sul filo del credito guadagnato, sei chi sei, ma sei anche in quanto vali, in quanto hai dimostrato di valere ed in quello che altri credono tu puoi potenzialmente valere.
L’ennesimo teatrino della politica si e’ consumato e per la Quarta volta in Quattro anni e mezzo ho cambiato manager di secondo livello, per il manager di primo livello per la prima volta ho conservato il precedente almeno per un altro anno a meno che non vi siano nuovi cambiamenti nei prossimi mesi.
Il referente unico in realta’ e’ il direttore o il vicepresidente del gruppo ed il credito va guadagnato verso di loro o verso altre entita’ per poter essere speso su certi tavoli, altrimenti ci si presenta mendicante con un due che altrimenti ti porteranno via di mano e ti tocchera’ sederti in un angolo.
Mi sento un po’ cosi’ questa sera, indeciso se passare il turno ancora una volta, andare a giocare la mia mano, tentare di nominare il mio segno briscola o cambiare tavolo e ripensare seriamente quanto fatto nell’ultimo anno e mezzo.
La vita aziendale e’ bella perche’ si puo’ sempre scegliere anche di impiccarsi con le proprie mani, quale sorte mi predispongo per il futuro?
Credo che le vacanze giungano in corner a consentirmi di prendermi le mie riflessioni con calma e senza urgenza, riposarmi delle fatiche e fare chiarezza nei miei pensieri.
Per la terza volta mi e’ stato chiesto di rifondare un gruppo, alla prima l’ho creato dal nulla ed ho assistito senza poter far nulla alla sua distruzione, alla seconda malvolentieri ho dovuto prenderli per mano tutti anche i recalcitranti e li ho guidati attraverso parecchie sabbie mobile, vale la pena sacrificarsi per la terza volta?
Mi rendo conto sarebbe ancora diverso, dovrei guidare ed osservare intervenendo il meno possibile e probabilmente preparando la mia uscita, ma ne avrei l’energia e soprattutto e’ quello che realmente sto cercando e mi riserva il futuro?
Sono molto tentato di giocare il credito guadagnato agli altri tavoli o forse cambiare cavallo sperando in sorti migliori.
Rien ne va plus
e salta la pallina in mezzo a quella grande ruota
un solo punto verde tra il rosso e il nero
l'incognita apparente di uno zero
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Non credo a ciò che in Francian chiamano coupe de foudre
l'amore occupa il capillare molto lento
mediando la ragione con un nuovo sentimento
Pero...
cambiano le donne insieme alle stagioni
e allevano bambini che seguono acquiloni
e il musicista ancore le rincorre con nuove canzoni
e poi...
diventano madri quelle signorine
purchè ci sia un uomo che le veda ragazzine
quell'uomo non le faccia invecchiare le lasci cantare
Poi...
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Potremmo sbilanciarci e dire pour toujours
ma attebti a non sbagliare qualche accento
attenti a non lasciarsi spettinare dal vento
Però...
Qualcuno poi sutura le ferite
c'è qualcuno da fuori che ci aspetta alle uscite
come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite
la portinaia che ci dice buongiorno
e il girone di andata fa posto al ritorno
sta decollando un satellite che gravita attorno
Pour toujours
Pour toujours
ah, pour toujours
Qualcuno poi sutura le ferite
c'è qualcuno da fuori che ci aspetta alle uscite
come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite
ci stanno dicendo buongiorno
e il girone di andata fa posto al ritorno
sta decollando un satellite che gravita attorno
(Rien ne va plus – Enrico Ruggeri)
Il viaggiatore deve ancora una volta decidere se giocare o essere giocato.
Alle volte mi maledico e mi mordo le dita, chissa’ perche’ voglio essere a tutti i costi corretto e responsabile e non riesco mai a mollare il freno, ci sono molte occasioni che mi tentano, ma sempre il senso di responsabilita’ prevale.
Analizzo i se ed i ma per non parlare dei terribili pero’ e il novero di opzioni si reduce a vista d’occhio lasciando molto spazio all’immaginazione e poco all’improvvisazione, tutto deve essere programmato.
La spontaneita’ ne risente e cosi' pure succede per l’immediatezza, quello che e’ uno dei pochi aspetti positivi e’ che una volta una decisione e’ presa tale resta, e sono molto convinto in quello che faccio cercando di portarlo in fondo costi quell che costi.
Sono affidabile insomma, ma difficile da convincere, e non perche’ non ci siano cose che mi interessano veramente, ma semplicemente vogli aver considerato tutte le opzioni ed essermi rosolato nella preoccupazione delle conseguenze prima di agire.
E’ forse colpa di qualche brutto episodio passato in cui ho pagato fortemente la mia irruenza, vedi polso fratturato giocando a pallone, o naso fratturato sugli scivoli acquatici.
O ancora persone che ho ferito agendo d’impulso e che non ho considerato nel momento in cui ho preso certe decisioni, questi sono ricordi che non riesco a cancellare faiclemente e pesano sul mio modo di agire.
Cio’ non toglie che alle volte vorrei prendere, bere un sorso alla coppa della vita e lasciarmi inebriare dal vivere senza preoccupazioni, temo pero’ che in seguito ne pagherei le conseguenze e mesto rientro nei ranghi.
Che sia anche questo un maturare?
La reina de la noche
La diosa del vudu
Yo no podre salvarme
Podras salvarte tu?
La tela de la arana,
La una del dragon
Te lleva a los infiernos
Ella es tu adiccion...
Te besa y te desnudo con tu
baile demencial,
Tu cierras los ojitos y te
dejas arrastrar,
Tu te dejas arrastrar...
Ella que sera
She's livin' la vida loca
Y te dolera
Si de verdad te toca
Ella es tu final
Vive la vida loca
Vive la vida loca
She's livin' la vida loca
Se fue a New York City
A la torre de un hotel
Te ha robado la cartera
Se ha llevado hasta tu piel
Por eso no bebia
De tu copa de licor
Por eso te besabe
Con narcotico sabor,
Es el beso de calor
Te besa y te desnuda
con su baile demencial
Tu cierras los ojitos y te dejas
arrastrar
Tu te dejas arrastrar
Ella que sera
She's livin' la vida loca,
Y te dolera
Si de verdad te toca
Ella es tu final,
Vive la vida loca
Ella te dira
Vive la vida loca
(Livin’ la vida loca – Ricky Martin)
Il viaggiatore forse ha rallentato un po’ nella sua rincorsa alla vida loca.
Alle volte mi maledico e mi mordo le dita, chissa’ perche’ voglio essere a tutti i costi corretto e responsabile e non riesco mai a mollare il freno, ci sono molte occasioni che mi tentano, ma sempre il senso di responsabilita’ prevale.
Analizzo i se ed i ma per non parlare dei terribili pero’ e il novero di opzioni si reduce a vista d’occhio lasciando molto spazio all’immaginazione e poco all’improvvisazione, tutto deve essere programmato.
La spontaneita’ ne risente e cosi' pure succede per l’immediatezza, quello che e’ uno dei pochi aspetti positivi e’ che una volta una decisione e’ presa tale resta, e sono molto convinto in quello che faccio cercando di portarlo in fondo costi quell che costi.
Sono affidabile insomma, ma difficile da convincere, e non perche’ non ci siano cose che mi interessano veramente, ma semplicemente vogli aver considerato tutte le opzioni ed essermi rosolato nella preoccupazione delle conseguenze prima di agire.
E’ forse colpa di qualche brutto episodio passato in cui ho pagato fortemente la mia irruenza, vedi polso fratturato giocando a pallone, o naso fratturato sugli scivoli acquatici.
O ancora persone che ho ferito agendo d’impulso e che non ho considerato nel momento in cui ho preso certe decisioni, questi sono ricordi che non riesco a cancellare faiclemente e pesano sul mio modo di agire.
Cio’ non toglie che alle volte vorrei prendere, bere un sorso alla coppa della vita e lasciarmi inebriare dal vivere senza preoccupazioni, temo pero’ che in seguito ne pagherei le conseguenze e mesto rientro nei ranghi.
Che sia anche questo un maturare?
La reina de la noche
La diosa del vudu
Yo no podre salvarme
Podras salvarte tu?
La tela de la arana,
La una del dragon
Te lleva a los infiernos
Ella es tu adiccion...
Te besa y te desnudo con tu
baile demencial,
Tu cierras los ojitos y te
dejas arrastrar,
Tu te dejas arrastrar...
Ella que sera
She's livin' la vida loca
Y te dolera
Si de verdad te toca
Ella es tu final
Vive la vida loca
Vive la vida loca
She's livin' la vida loca
Se fue a New York City
A la torre de un hotel
Te ha robado la cartera
Se ha llevado hasta tu piel
Por eso no bebia
De tu copa de licor
Por eso te besabe
Con narcotico sabor,
Es el beso de calor
Te besa y te desnuda
con su baile demencial
Tu cierras los ojitos y te dejas
arrastrar
Tu te dejas arrastrar
Ella que sera
She's livin' la vida loca,
Y te dolera
Si de verdad te toca
Ella es tu final,
Vive la vida loca
Ella te dira
Vive la vida loca
(Livin’ la vida loca – Ricky Martin)
Il viaggiatore forse ha rallentato un po’ nella sua rincorsa alla vida loca.
Swing
Continua il viaggio nella musica, con un capitolo frizzante, musica d’altri tempi, allegria che si spande nell’aria insieme ad un boccale di birra ed I piedi che iniziano a ballare per conto proprio.
Uno dei pochi locali di intrattenimento che mi avesse realmente conquistato a Trieste e che in effetti e’ stato puntualmente chiuso era una birreria, il Jammin’, la cosa veramente interessante del posto erano le serate Heinecken.
In cui alla birra si avvicendavano gli eventi musicali o I cabaret, musica in ogni dove e vibrazioni positive tutto intorno per condimento, elemento principale la notte e l’illuminazione soffusa.
Mi ricordo ancora uno splendido concerto di Ray Gelato and the Goodfellas, un susseguirsi di canzoni d’altri tempi, il caldo timbro del Sax, una voce roca coltivata a dovere ed un sound ineguagliabile.
Chissa perche’ io ho associato sempre Fred Buscaglione alla risata, al commento salace nei riguardi di una ragazza, alla battuta pronta e cosi’ certe canzoni mi hanno portato ad un sorriso.
In un certo qual senso ha influenzato anchecerte scelte nel mio fraseggio, tanto che quando sono in confidenza utilizzo saltuariamente espressioni tio Pupa, Bambola e via dicendo.
Una volta ho cercato di farmi crescere i baffi alla Buscaglione, ma non stanno decisamente con il mio volto, non riescono a farli crescere a sufficienza.
Mi trovavo per la strada circa all'una e trentatré,
l'altra notte mentre uscivo dal mio solito caffè,
quando incrocio un bel mammifero modello "103"
Che bambola!
Riempiva un bel vestito di magnifico lamè,
era un cumulo di curve come al mondo non ce n'è
che spettacolo le gambe, un portento credi a me
Che bambola!
"Ehi, ehi, ehi, le grido, piccola,
dai, dai, dai, non far la stupida,
sai, sai, sai, io son volubile,
se non mi baci subito
tu perdi un'occasion"
Lei si volta, poi mi squadra come fossi uno straccion,
poi si mette bene in guardia come Rocky, il gran campion,
finta il destro e di sinistro lei mi incolla ad un lampion.
Che sventola!
Lei, lei, lei, spaventatissima,
lì per lì diventa pallida,
poi, poi, poi, allarmatissima
m'abbraccia per sorreggermi:
le faccio compassion!
Sai com'è: ci penso sopra poi decido che mi va,
faccio ancora lo svenuto, quella abbozza e sai che fa?
Implorandomi e piangendo un bel bacio lei mi dà:
Che bambola!
(Che bambola – Fred Buscaglione)
Il viaggiatore non e’ campione di fischi, ma riesce ad apprezzare le sventole.
Certe musiche sono proprio belle e strane, forse perche’ tanti ci vedono qualcosa di diverso ed il mondo e’ bello cosi’, vario, quello che piace a me magari non sempre piace ad altri e fino a che non ci nuociamo a vicenda ben venga la varieta’.
La musica accompagna sicuramente il mio stato d’animo e sabato era giornata da tango, comprati un paio di CD della EMI, ma ho iniziato ad ascoltarlo nel pomeriggio e mi seguiva ovunque andassi dentro di me, un pensiero triste che si balla.
Si’ perche’ lo vedo molto cosi’, all’argentina, il tango storia di passione e struggimento per la difficolta’ se non l’impossibilita’ di realizzarli, una lotta con virtuali coltelli come in mano a mano, un inseguimento dell’impossibile.
Lo paragono alle farfalle che fuggono ovunque alla ricerca di liberta’, perche’ catturarle e cercare di porle in una teca in esposizione?
E questa visione si somma a quella che ho dell’amore, della vita di coppia, dedicati si l’uno all’altro/a, ma senza privarsi della propria liberta’, interessati piu’ al reciproco interesse che all’interesse il partner possa dimostrare per altri.
Bisogna essere molto sicuri di se’ stessi e di chi condivide questa danza con noi per accettare una simile liberta’ ed essere fiduciosi che non si verra’ traditi, l’alternativa pero’ e’ un po’ quella che si sente risuonare in Libertango, un uomo che cerchi di mettere in un angolo una donna, per catturarla, per farla sua, per poterla veramente assimilare, salvo quel sorriso ironico che le sale alle labbra a ricordargli che cosi’ come puo’ pensarsi vincitore in realta’ sia stato magari vinto.
Rifuggo la gelosia come un sentimento inutile proprio per questo, come si puo’ essere gelosi di qualcosa che non si riuscira’ mai a possedere?
Un fiore in bocca può servire…
non ci giurerei
ma dove voli farfallina
non vedi che son qui
come un fiore come un prato
fossi in te mi appoggerei
per raccontarmi per esempio
come vivi tu.
Potresti dirmi sorellina
in cosa credi tu
cosa speri cosa sogni
da grande che farai
se ti blocchi contro il vento
o spingi più che puoi
che paura certe notti
ti senti sola mai
così sola da, da non poterne più.
Se hai bisogno d'affetto
se ne hai bisogno come me
se hai bisogno d'affetto
di qualcosa che non c'e'.
Per te tra gioia e dolore
che differenza c'e'
vuoi dei figli si' dei figli
o non ci pensi mai
il sesso e' un problema oppure no
sembri libera e felice
o a volte piangi un po'
si dice in giro farfallina
che l'anima non hai
e come fai piccolina
a dire si' o no
non pensare che sia pazzo
se sto a parlar con te
e' che son solo sorellina
così troppo solo che...
ho bisogno d'affetto
per oggi tienimi con te
ho bisogno d'affetto
ho bisogno anche di te
ho bisogno d'amore
e di qualcosa che non c'e'
ho bisogno d'affetto
ho bisogno d'affetto
ho bisogno d'amore
(Farfallina – Luca Carboni)
Il viaggiatore non ama dimostrare quanto tenga a qualcuno confrontandolo ad altri.
Oye, hijo mío, el silencio.
Es un silencio ondulado,
un silencio,
donde resbalan valles y ecos
y que inclinan las frentes
hacia el suelo
F.G. Lorca – El silencio
Alle volte in mezzo a tanto rumore si cerca anche un po’ di silenzio, conversazioni si sommano alle conversazioni, giornate passate senza rendersi conto di che tempo faccia fuori, dieci e piu’ ore al telefono, con scarse pause come a temere che perso il ritmo si finisca per crollare in terra.
Il silenzio ha la grossa virtu’ di evidenziare quello che si e’ detto e quello che non si e’ detto, e’ come uno stop nel ballo dopo tanto movimento uno stop offre maggiori significati che tanti suoni.
Il silenzio sa riempire tutti noi di mille aspettative e ci concede un attimo di pausa nel frastuono, ci isola dagli altri in una cortina protettiva, ci protegge dal mondo esterno e dalle sue tensioni.
E’ diventato cosi’ raro per me il silenzio, che me lo gusto quando riesco finalmente a raggiungerlo, come quell’isola lontana che promette liberta’ e riposo, recupero e rilassamento, fino a che possiamo ricominciare a sentire il rumore che ci circonda senza fastidio.
Una sensazione di ozio, assenza di preoccupazioni che non mi e’ commune in questi giorni, ma che finisco per godermi tutta, come quella pianta di quadrifogli in mezzo al prato, perche’ le singolarita’ sono li’ per questo, per concederci uno stacco, un momento solo per noi, in tranquillita’.
Il ritmo ricomincera’ lento come in un bolero, quasi a voler riempire quell’ansia create dall’assenza, per poi riprendere il suo turbinio in un crescendo parossistico, ma il ricordo di quella pausa, quella breve interruzione rimarra’ li’ nell’aria, marcata, come un singolo tempo, un suono di nacchere che interrompe un gesto, per confermare che ci sono ancora realta’ diverse, piu’ leggere a cui si puo’ aspirare.
Forse alle volte si vive anche di certi ricordi…
Hello darkness, my old friend,
I've come to talk with you again,
Because a vision softly creeping,
Left its seeds while I was sleeping,
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence.
In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone,
'Neath the halo of a street lamp,
I turned my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence.
And in the naked light I saw
Ten thousand people, maybe more.
People talking without speaking,
People hearing without listening,
People writing songs that voices never share
And no one dare
Disturb the sound of silence.
"Fools" said I, "You do not know
Silence like a cancer grows.
Hear my words that I might teach you,
Take my arms that I might reach you."
But my words like silent raindrops fell,
And echoed
In the wells of silence
And the people bowed and prayed
To the neon god they made.
And the sign flashed out its warning,
In the words that it was forming.
And the sign said, "The words of the prophets
are written on the subway walls
And tenement halls."
And whisper'd in the sounds of silence.
(The sound of silence – Simon/Garfunkel)
Il viaggiatore ha troppi pochi momenti di silenzio per non apprezzarli per quelle meraviglie che sono.
Perche’ certe domande vanno risposte, e lo devo a FF, e perche’ certe tematiche sono comuni a molti mi piace recensire un libro letto un anno fa che secondo me ha molto da dire.
Il tema di Biglietto Aperto della Varallo e’ semplice ma interessante, quando si parte per un altro paese vi e’ chi prende tutti I suoi averi, li mette in scatole, borse e via dicendo e parte all’avventura, chi invece si prende un biglietto aperto perche’ sa che prima o poi tornera’.
Il libro e’ ricco di passione per quello che e’ un paese sicuramente contraddittorio come gli Stati Uniti, presenta secondo me molto bene quel mondo lontano di case di legno e di ipercompetitivita’ per raggiungere posizioni lavorative migliori.
Nel suo caso il biglietto aperto si e’ rivelato veramente tale ed e’ rientrata in Europa seppur non in Italia, nel mio caso io mi ero dato una soglia di cinque anni in cui far fortuna per poi rientrare in Italia.
Mi sono raffigurato un simile biglietto aperto con cui potessi tornare al mio piccolo mondo sempre uguale ed identico, ne discutero’ nei prossimi giorni ma credo che quell periodo orientativo sia destinato a prolungarsi.
Mi ritrovo poi a pensarci sopra ed a chiedermi perche’ dovrei ritornare a pensare in piccolo, ridurre la mia prospettiva e non ci trovo delle ragioni sufficienti a farmi fare il minimo passo in quella direzione.
Sono partito con un biglietto aperto e mi ritrovo a girovagare per il mondo, non piu’ cittadino di un paese, quando piuttosto abitante di una serie di comunita’ molto accoglienti ed interessanti.
Non siamo tutti cosi’ forse noi viaggiatori?
give me a ticket for an airoplane
i ain't got time to take no fast train
oh ,the lonely days are gone
i'll be right home
my baby she wrote me a letter
i don't care how much money i got to spend
i won't find my way home again
oh the lonely days are gone
i'll be right home
my baby, she wrote me a letter
she wrote me a letter
said she couldn't live with out me no more
listen to me mister don't you ever xxxx
my baby once more
anyway
give me a ticket for an airoplane
i ain't got time to take no fast train
oh ,the lonely days are gone
i'll be back home
my baby she wrote me a letter
she wrote me a letter
said she couldn't live with out me no more
listen to me mister don't you ever xxxx
my baby once more
anyway
give me a ticket for an airoplane
i ain't got time to take no fast train
oh ,the lonely days are gone
i'll be back home
my baby she wrote me a letter
my baby wrote me a letter
my baby wrote me a letter
my baby wrote me a letter
(The letter – W. C. Thompson)
Il viaggiatore e’ troppo legato a quello che e’ diventato, che si stia affievolendo il senso dell’avventura?
L’Australia si insinua ogni tanto nei miei pensieri, chissa perche’ la vedo come una terra promessa, il mio luogo d’infanzia che come un immense parco giochi mi accoglieva a braccia aperte con le sue serate tra continue piscine, barbecue e partite di biliardo.
E’ il luogo dove ho sparato per la prima ed ultima volta, con un fucile a dei barattoli, per prepararci alla caccia al coniglio che mi ha lasciato stomacato e senza alcun interesse per future sessioni.
E’ il paese dove mi sono scatenato tra dune per la prima volta su un mezzo a Quattro ruote, il mitico dune buggy, sono le spiaggie che mi hanno visto correre tra razze catturate dal bagnasciuga, sono le scogliere tra cui ho ritrovato una sequela infinita di granchi sotto delle rocce, e’ il laghetto dove ho imparato la pesca al gambero novella Huckleberry Finn con un rametto, del nylon e pezzi di pane.
E’ quella spensieratezza che pian piano e’ scomparsa assorbita dalla necessita’ degli studi ed e’ quell sogno che chissa’ prima o poi riusciro’ a soddisfare di una casa dalle mura bianche e dai fiori colorati.
E’ la terra dell’opale, del boomerang e del koala, meraviglie infinite, e’ forse uno di quei posti ove ho lasciato non la moneta nella Fontana ma un pezzo del mio cuore che prima o poi riusciro’ a riprendere.
E’ anche Casa Italia e quell senso della comunita’ che forse si ritrova in simposi molto particolari tipo una sinagoga, un’appartenenza ad un gruppo quello degli emigranti che mi ha segnato in questi ultimi anni.
Chissa perche’ raramente si riesce a viverlo a casa, in Italia, adagiati come siamo nel tran-tran quotidiano.
Australia coste alte e mare aperto
cielo immenso sul deserto
immaginarla non si può
un altro blu, un altro blu
Spiagge bianche e barriere di corallo
e montagne e vaste praterie
da percorrere a cavallo
un altro blu, un altro blu
Il vento è come un gran respiro
che va
e spazza via confini e città
entra in me e così
Io mi ritrovo quasi sperso
nell’universo
senza passato più leggero
io mi risento ancora puro
nell’universo
mentre la luce piano sale
alzo le vele
alzo le vele
Australia nuovo mondo da scoprire
grandi spazi in mezzo al mare
paragonarla non si può
un altro blu, un altro blu
Il vento è come un gran respiro
che va
e spazza via confini e città
entra in me e così
Io mi ritrovo quasi sperso
nell’universo
senza passato più leggero
io mi risento ancora puro
nell’universo
mentre la luce piano sale
alzo le vele
alzo le vele
(Australia – Mango)
Il viaggiatore e’ alla ricerca di una terra dove fuggire.
E cosi’ domani finiscono queste dannate 2 settimane, questi otto giorni in cui sono entrato sul lavoro al mattino per uscirne alla sera o per uscirne e risprofondarci una volta tornato a casa per via delle telefonate assillanti.
Ore su ore accumulate al telefono, a pensare, a cercare modi migliori di fare qualche cosa ed allo stesso tempo lottare per non mettersi ad urlare.
Mai come in questo periodo mi e’ pesato fare il lavoro di tre persone, il mio, quello del boss e quello di un altro a turno perche’ I colleghi stanno preparando le valigie per andarsene in altri team o in altre compagnie e la voglia di fare e’ totalmente assente.
E’ dura restare motivato quando attorno respire un clima di fallimento e bisognera’ sicuramente rifondare, quello che mi domando pero’ e’ dove sono le mie motivazioni, dove prendere la voglia di fare e tenerla stretta?
In tre anni sono passato da essere una delle figure carismatiche ad una di quelle persone che parecchi guardano di storto, che sia poi cambiato io o lo sono stati loro?
Temo sia un problema non solo nostro, le domande per maggiori sforzi con le stesse risorse alla lunga pesano e qui il tutto si conferma quotidianamente ed aver scelto come nuovi membri persone non in grado di crescere ha solo esasperato gli altri che magari prendono anche un salario piu’ basso.
In una riunione con il senior manager ho avuto l’ennesima conferma che si vedono I problemi e non si sanno risolverli e trovare candidati plausibili che vogliano spendere un anno per migliorarsi e’ sempre piu’ difficile.
Le vacanze almeno si avvicinano, ed io cerchero’ di fare il possibile per non perderle.
We're leaving together,
But still it's farewell
And maybe we'll come back,
To earth, who can tell?
I guess there is no one to blame
We're leaving ground
Will things ever be the same again?
It's the final countdown...
We're heading for Venus and still we stand tall
Cause maybe they've seen us and welcome us all
With so many light years to go and things to be found
I'm sure that we'll all miss her so.
(The final countdown – Europe)
Il viaggiatore e’ sorpreso dalle energie che riesce a trovare in angoli nascosti.
E’ giusto confrontarsi con chi ci circonda, I modi di vivere e vedere le cose sono spesso diversi, il mondo e’ bello perche’ vario e tutti noi in diverse situazioni lo vediamo sotto una luce differente.
Nel grande viaggio della vita c’e’ chi ci si getta a capofitto, irrompe dalla porta davanti ed esce dal giardino, sono coloro i quali non hanno troppe preoccupazioni e riescono a procedere nonostante tutto o finiscono in un burrone, nessun ostacolo e’ troppo grande, nessuna barriera non si puo’ scavalcare.
Ci sono persone cosi’ precise che se non hanno programmati i prossimi 9600 minuti e 32 secondi non si muovono, indecisi su che strada prendere e poi finiscono regolarmente in crisi a dover improvvisare all’ultimo istante, spesso non si muovono per paura.
Ci sono gli indecisi, arrendevoli compagni di viaggio che si spostano con il vento, a seconda di dove vengono sospinti, mai esattamente sicuri di dove finiranno, ma mai realmente interessati a cio’.
Ci sono i viaggiatori girovaghi, non stanno mai fermi e non sanno dove vogliono realmente andare, trascinati dai venti in mille direzioni diverse, tanto che spesso dall’esterno sembra che non gli interessi poi mai qualcosa veramente o che in realta’ non sappiano quello che vogliono.
Mettere insieme persone di tipo diverso in un viaggio e’ estremamente impegnativo, necessita di compromessi e spesso finiamo a fare il viaggio da soli, quando pero’ ci riusciamo spesso il risultato vale la pena.
Compagni di viaggio interessanti sono infatti tipi diversi da noi, l’omogeneita’ alle volte non appaga, non porta valore aggiunto.
E voi che tipo di viaggiatori siete?
If you need me, call me.
No matter where you are, no matter how far.
Just call my name. I'll be there in a hurry.
On that you can depend and never worry.
(You see, my love is alive It's like a seed that only needs the
thought of you to grow. So if you feel the need for company,
please, my darling, let it be me. I may not be able to express
the depth of the love I feel for you, but a writer put it very
nicely when he was away from the one he loved.
He sat down and wrote these words:)
No wind, (No wind) no rain, (no rain)
Nor winter's cold
Can stop me, babe (oh, babe) baby (baby)
If you're my goal
No wind, no rain,
Can stop me, babe
If you wanna go
I know, I know you must follow the sun
Wherever it leads
But remember
If you should fall short of your desires
Remember life holds for you one guarantee
You'll always have me
And if you should miss my love
One of these old days
If you should ever miss the arms
That used to hold you so close, or the lips
That used to touch you so tenderly
Just remember what I told you
The day I set you free
Ain't no mountain high enough
Ain't no valley low enough
Ain't no river wild enough
To keep me from you
Ain't no mountain high enough
Ain't no valley low enough
Ain't no river wild enough
To keep me from you
Ain't no mountain high enough
Nothing can keep me
To keep me from you
Ain't no mountain high enough
Ain't no valley low enough
Ain't no river wild enough
To keep me from you
Ain't no mountain high enough
Nothing can keep me
To keep me from you
(Ain’t no mountains high enough – Diana Ross)
Il viaggiatore alle volte sembra una bandierina al vento all'occhio di un osservatore esterno o peggio un menefreghista.
Un post recente ha stimolato una serie di riflessioni in me, e’ strano come certi mezzi di locomozione segnino la nostra esistenza salvo poi essere relegate in un angolino della memoria per desuetudine.
Credo sia questo il mio rapporto con il treno, dai viaggi dell’infanzia nel Regno Unito, sempre associati a crisi di mal di mare sui traghetti della Manica a viaggi estemporanei nel periodo dell’adolescenza come ad esempio le bigiate da scuola e le mattinate passate a Monaco di Baviera.
Nella maturita’ e’ diventato il mezzo della sofferenza, del pendolarismo esasperato con Treviso, con treni presi alle cinque di mattina e ritorni a casa verso le otto di sera, con compiti da fare per il giorno dopo tipo calcoli binari e protocolli di rete.
I viaggi in queste carrozze fatiscenti verso Venezia nel periodo di Carnevale ed una lunga traversata dello stivale fino all’incantevole Sila e l’amena localita’ di Simeri Crichi, terminata con una visita forse l’ultima ai Bronzi di Riace tanto a difficolta’ ammirati in passato a Firenze.
Sono lontano dai treni oggidi, ne sono saturo, troppi chilometri ho accumulato su quel vecchio biglietto chilometrico che era li’ a ricordarmi I molti viaggi, la mancanza di una destinazione finale.
Erano dei tentativi, degli abbozzi di quel grande viaggio che poi sarebbe diventata la vita e quel vecchio compagno d’avventure e’ finito a popolare il mio libro dei ricordi, un autografo firmato con lo sporco delle carrozze e con l’allegria dei compagni di viaggio occasionali.
Mi manca solo questo del treno la possibilita’ di fare conoscenza con persone interessanti, di rivolgere la parola al prossimo e di veder nascere una conversazione dal nulla, cosi’ come un fiore che sbocciasse dal nulla.
Il mio blog rappresenta forse ancora quella carrozza in viaggio nell’oscurita’, sedetevi con me a scambiare quattro chiacchiere, non mordo e mi piace conversare con persone intelligenti come voi tutti/e siete.
We been broken down
the lowest turn
and been on the bottom line
sure ain't no fun
but if we should be evicted from our homes
we'll just move somewere else
and still carry on
Hold on, Hold on, Hold on
The only way is up, baby
For you and me, baby
The only way is up
For you and me
Now we may not known
Where our next meal is coming from
But with you by my side
I'll face what is come
boy, I wanna thank you
for loving me this way
things may be a little hard now
but we'll find a brighter day
Hold on, Hold on, Hold on
(The only way it’s up – Yazz)
Il viaggiatore ricorda con tenerezza le stazioni quei luoghi di incontri e di splendidi addii.
Venerdi’ ero al limite del collasso, una settimana in Italia a lavorare cancellata, il telefono che squillava in continuazione, lamentele da ogni dove, il senior manager che mi rifilava l’ennesima attivita’ ed io che volevo gridare solamente BASTA!!!
Ho maturato cosi’ l’idea della grande fuga, come Steve Mc Queen mi sono armato di un immaginario guanto e pallina da rimbalzare contro il muro e via a masticare chilometri.
Cosa mi resta quattro giorni dopo?
Una serie di cifre, duemilaottocento chilometri percorsi, 190 litri di gasolio bruciati intensamente, qualche ora di sonno persa, ma un discreto rilassamento.
Mi sono goduto I 32 gradi al sole italiani tanto da non notare I 12 gradi belgi che mi attendevano una volta passato il confine, ho viaggiato tanto, ogni giorno, venerdi per arrivare in Italia, Sabato per godermi una splendida rilassante serata in collina al confine con la Liguria in una splendida magione nel verde e Domenica sul colle di una citta’ vicino a Genova a far shopping in un outlet.
Ho scoperto che le mie ricaricabili erano giunte al loro limite d’eta’ ed ho provveduto a foraggiare I fornitori di servizi, d’altra parte non le uso all’estero.
Una cena in un ristorante messicano con una splendida bistecca, Asado alla Tampiquena, che regge il confronto con Pablos a Bruxelles, ma perde ai punti secondo me e poi un dolcissimo gelatino croccante al rhum, chantilly, zabaglione in un ritrovo che e’ una garanzia a partire dal nome: il siculo.
Sono stanco nel corpo, ma rilassato nell’anima, sono un po’ pazzo lo so, ma e’ la sola maniera per staccare che riesco a trovare, e’ la mia ricotta migliore, a trovarne di altre simili.
Hey you, out there in the cold
Getting lonely, getting old
Can you feel me?
Hey you, standing in the isles
With itchy feet and fading smiles
Can you feel me?
Hey you, don’t help them to bury the light
Don’t give in without a fight.
Hey you, out there on your own
Sitting naked by the phone
Would you touch me?
Hey you, with you ear against the wall
Waiting for someone to call out
Would you touch me?
Hey you, would you help me to carry the stone?
Open your heart, I’m coming home.
But it was only fantasy.
The wall was too high,
As you can see.
No matter how he tried,
He could not break free.
And the worms ate into his brain.
Hey you, standing in the road
Always doing what you’re told,
Can you help me?
Hey you, out there beyond the wall,
Breaking bottles in the hall,
Can you help me?
Hey you, don’t tell me there’s no hope at all
Together we stand, divided we fall.
[click of tv being turned on]
"well, only got an hour of daylight left. better get started"
"isnt it unsafe to travel at night? "
"it’ll be a lot less safe to stay here. you’re father’s gunna pick up our trail before long"
"can loca ride? "
"yeah, I can ride... magaret, time to go! maigret, thank you for everything"
"goodbye chenga"
"goodbye miss ..."
"i’ll be back"
(Hey you – Pink Floyd)
Il viaggiatore si sente globetrotter non perche’ giochi a basket.
L’estate, la musica, I ricordi
Cuando nosotros cantemos En este mundo muy bueno Queremos que la gente se levante para bailar(Gipsy Kings)
Lettura piacevole prima di addormentarmi, libro che partendo da una parola crea un clima di mistero, una ricerca da parte di uno studente Americano di quel battito nascosto che popola l’Europa Latina.
Una chitarra, eventualmente una tromba e delle nacchere, sguardi languidi e strani movimenti delle mani che sembrano preparare un incantesimo che immobilizzi gli spettatori.
Termini strani, rumbas, tangos, sevillanas, palo che vanno collocati in un contesto, strano, particolare, El Andaluz(dove la z non viene pronunciata nel dialetto locale) compaiono nel libro quasi a custodire il maggior segreto, che solo parzialmente si riesce a spiegare nell’innamoramento, una parola dolce, piena, magica Duende.

Mi manca una terra lontana, mi mancano forse anche quei giorni di liberta’, quella gioventu’ che pian piano mi ha condotto nella maturita’, quella capacita’ di scoprire, di essere affascinato dal mercato, quel perdersi nella notte alla ricerca di Tapas e Uichi(whisky), quelle partite a carte guardando le lancette dell’orologio spostarsi stancamente verso l’alba ed infine quei balli all’aria aperta, le dolci ferias populate di studenti universitari.
Ed una lenta musica inizia a risuonare nell’aria:
No estamos locos
que sabemos lo que queremos,
vive la vida
igual que si fuera un sueño,
pero que nunca termina
que se pierde con el tiempo
y buscaré, oye pero buscaré.
No estamos locos
que sabemos lo que queremos,
vive la vida
igual que si fuera un sueño,
pero que nunca termina
que se pierde con el tiempo
y buscaré.
Me desperté esta mañana
y empieza de nuevo un día
después de una borrachera
me he tomado una manzanilla.
Voy en busca de Camborio
que se lo fuma en Arguila
tengo que tranquilizarme
me desmadro todos los días.
No estamos locos
que sabemos lo que queremos,
vive la vida
igual que si fuera un sueño,
pero que nunca termina
que se pierde con el tiempo
y buscaré.
Me gusta vivir la vida
y a nadie dar explicaciones.
Soy bohemio y soñador
pregonando mis canciones.
La noche a mí me seduce
y embruja mi fantasía,
y es que la noche me inspira
y es mi adorada enemiga.
No estamos locos
que sabemos lo que queremos,
vive la vida
igual que si fuera un sueño,
pero que nunca termina
que se pierde con el tiempo
y buscaré.
(No estamos locos – Ketama)
Il viaggiatore alle volte non vorrebbe mai dimenticarle certe cose, alle volte vorrebbe dimenticarle per viverle di nuovo.