mercoledì, giugno 30, 2004, ore 12:08

Viaggio nella pratica :)

Un collage utile di una serie di pratiche descritte qui e la’ sul Web

 

BACIO ALTALENA

A dare le sensazioni piu' forti in un bacio sono le
mucose interne delle labbra. Per sfruttare questa sensibilita', provate a giocare con la bocca del partner, senza entrarvi con la lingua: alternate con le vostre labbra il contatto fra i bordi interni ed esterni delle sue, come se la vostra bocca fosse un'altalena che va avanti e indietro.

 

BACIO VENTOSA


Se potete contare su delle labbra grandi e carnose come
l'attrice Angelina Jolie, "catturate" con la parte interna quelle del
partner (ma senza spalancare troppo le mascelle). Lui puo' tenere la bocca chiusa o leggermente socchiusa. La sensazione sara' proprio quella di un bacio "aspiratutto", bizzarro ma eccitante. Se e' lui ad avere una bocca importante, proponetegli di provare l'effetto ventosa su di voi.

 

BACIO IN PUNTA DI LINGUA

 

Il bacio alla francese, cioe' con la lingua, meriterebbe da solo
un saggio, perché, le varianti sono infinite. Noi vi diamo un consiglio: concentratevi sulla punta, che e' la parte piu' sensibile della lingua. A detta degli esperti, e' piu' eccitante che spingersi nelle zone piu' interne della bocca.

 

BACIO A FARFALLA

 

Si tratta di un bacio leggero e impalpabile. Le vostre labbra
devono sfiorarsi appena con le sue, come se volessero volare via da un momento all'altro. L'effetto e' molto sensuale, perché, alimenta il desiderio di un contatto piu' deciso e sicuro.

 

BACIO MORDICCHIATO


Dedicato ai piu' smaliziati, e' un bacio ad alto contenuto
erotico, perché, rivela una forte attrazione tra i due partner e il
desiderio di andare "oltre". Ecco come sperimentarlo: sovrapponete le vostre labbra alle sue e iniziate a mordicchiarvi a vicenda il labbro inferiore o superiore.

 

BACIO CON IL SOFFIO


Si chiama blow kiss (bacio soffiato) quello in cui i due
partner si guardano negli occhi, mentre ognuno soffia delicatamente sulla labbra dell'altro. La delicatezza di questo gesto puo' essere molto eccitante, al pari di quando un uomo vi sfiora le orecchie con le labbra e soffia, fino a farvi venire i brividi (di piacere).

 

BACIO SUL COLLO

Il bacio sul collo e' una specie di lasciapassare. e' come se si chiedesse:
posso andare piu' avanti?

 

BACIO "PARLATO"


Se parlate e baciate contemporaneamente, la vostra mente inibisce il vostro corpo. Siete combattuti fra il lasciarvi andare ai desideri fisici ed il mantenere il controllo in ogni situazione. Un'ambivalenza che si riflette anche in altri aspetti della vostra vita: i vostri istinti non riescono mai ad avere il sopravvento sulla ragione.
Siete logorroici: parlate così tanto che per il/la vostro/-a povero/-a partner è praticamente impossibile arrivare a portata di... lingua!

 

BACIO VISIBILE


Se preferite i baci visibili (quelli, cioè, in cui le lingue si incontrano fuori dalla bocca), siete una persona che nel rapporto a due dà la precedenza agli aspetti legati al gioco, al divertimento, al sesso fine a se stesso.
Inoltre, è sicuramente presente in voi una buona dose di esibizionismo, forse come reazione alla timidezza di cui avete sofferto nell'infanzia o nell'adolescenza. Possedete anche doti da grande attore/attrice, che non vi fanno sentire mai a disagio, in nessuna situazione, per scabrosa che sia.

 

BACIO AD OCCHI CHIUSI


Baciate così non perché il vostro/la vostra partner sia brutto/-a, ma perchè siete degli/delle inguaribili romantici/-che e tenere gli occhi chiusi vi permette di lasciarvi andare alle vostre fantasie.
Fate attenzione, pero': siete facilmente preda delle illusioni romantiche. Quando vi innamorate, preparatevi anche... ad atterrare bruscamente, una volta aperti gli occhi.

 

BACIO AD OCCHI APERTI


Se tenete gli occhi aperti, o li aprite di tanto in tanto per guardare il/la partner, volete avere la situazione sotto controllo e non farvi cogliere di sorpresa. Avete paura a lasciarvi andare ad un piacere che forse non potreste governare e a mettervi in balia dell'amato/-a. Sicuramente il/la vostro/-a partner prova maggior piacere di voi, che siete un tipo molto realista.
Non andrete mai incontro a delusioni, ma non farete nemmeno grandi voli romantici... La ragione per cui, fino ad ora, non vi è mai capitato di innamorarvi follemente sta proprio nel fatto che siete in perenne stato di guardia.

 

BACIO VORTICOSO

 
Per "baci vorticosi" intendiamo quelli che tramortiscono il/la partner e gli/le impediscono quasi di respirare. Baci di questo tipo non sono affatto segni di passione, ma denotano, piuttosto, una personalità insicura.
Sembra, infatti, che cerchiate di stupire il/la vostro/-a compagno/-a con le vostre travolgenti prestazioni.

 

BACIO PASSIVO


Quando il bacio è passivo, cioè si tende a riceverlo più che a darlo, può significare trascuratezza e disinteresse nei confronti del/della proprio/-a partner.
Con tutta probabilità, se baciate in questo modo, siete anche molto "avari" nei preliminari durante il rapporto sessuale. Fatevi un esame di coscienza...

 

BACIO VIOLENTO


Solitamente è l'uomo a baciare così, uno che continua a credere che il miglior modo per ottenere tutto sia: prenderlo. Se baciate così, volete condividere il senso d'intimità e d'amore ed agite come se la pura forza potesse legarvi per sempre alla/al vostra/-o partner.
Siete estremamente influenzati dall'immagine stereotipata del maschio rude, che ha paura di essere rifiutato dalla sua donna nel mostrare anche la minima debolezza o un po' di tenerezza. Le vostre vittime dovranno adeguarsi o... cambiare partner!

 

BACIO IN "CRESCENDO"

 
Se date dei baci brevi, che lentamente diventano lunghi ed appassionati, siete una persona sensuale, ma piuttosto cauta. Non volete far trasparire i vostri sentimenti per timore che possano essere sopravvalutati.
Fate attenzione, pero': i vostri preludi sono così lunghi che a volte... il pubblico si allontana prima che incominci la sinfonia!

 

BACIO A LABBRA CONTRATTE


Le vostre labbra appaiono seducenti, ma se le tenete troppo rigide agiscono da respingenti, facendo pensare ad una scarsa partecipazione a qualunque tipo di rapporto: sessuale, ma anche mentale ed affettivo.
Questo modo di baciare, che ha un fondo di aggressività, ha lo scopo di tenere sotto controllo le/i potenziali amanti. Anche se desiderate che siano loro a fare il primo passo, volete avere voi la situazione in pugno e decidere quando è il momento giusto.

 

BACIO DA "VAMPIRO"

 

Baciate lasciando il segno ovunque. Non vi basta sapere che avete posseduto qualcuno, ma volete che anche gli altri ne siano informati. Forse appartenete a quella categoria di persone che incide iniziali e cuori trafitti ovunque.
Il vostro morso, che considerate un tatuaggio d'amore, avverte qualsiasi potenziale concorrente di stare alla larga dalla vostra preda. Spesso i vostri partners finiscono per spendere un sacco di soldi in pullover a collo alto o foulard di seta...

 

CONSIGLI PER UOMINI(???):

 

- Evitare di baciarla con rapidi movimenti di lingua del tipo "dentro-fuori", molte donne non amano l'idea d'essere baciate da un grosso anaconda.

- Un altro pessimo modo di baciare è quando la lingua dell'uomo rovista nella bocca di lei come se fosse in cerca di qualcosa da stanare (altrimenti detto "bacio escavatore").

- Evitate di parlare (così facendo si evita anche di dire stupidaggini)... anzi staccate le vostre labbra e guardatela intensamente negli occhi, riavvicinate nuovamente le vostre labbra sino a sfiorare le sue e ritraetevi ancora, fissatela negli occhi per qualche istante e poi... un altro bacio appassionato e così via sino alla consumazione delle vostre labbra o delle sue!






































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martedì, giugno 29, 2004, ore 22:30

Il ritmo

 

Alle volte quando tutto crolla, quando le energie ci vengono meno, quando la vita sembra una serie infinita di montagne russe ed I giorni si susseguono in un tran tran ineludibile, troviamo una soluzione.

 

Un brivido che parte dalla testa per arrivare ai piedi e rimbalza amplificato, uno scuotimento infinito che ci travolge, ci sconvolge e come un elettrochock permette al nostro cuore di ricominciare a battere.

 

Una musica entusiasmante, che ti prende piano a piano, con un battito che aumenta lentamente, spingendomi a batterei piedi ed a lasciarli andare per conto proprio alla ricerca di evoluzioni che forse neanche tu comprendi bene.

 

Un ciclone ti spiazza e ti conquista, facendoti volare verso lidi sconosciuti e togliendoti dalla mente le preoccupazioni quotidiane, ed allora via si alza il volume dello stereo a far scomparire le pareti e gustarsi la musica.

 

Ritmo, veloce, scandito come nelle cerimonie tribali in un crescendo che prima o poi scemera’ in un delicate e sommesso russare notturno.

 

Baby, do you understand me now?

Sometimes I feel a little mad
But don't you know that no one alive can always be an angel
When things go wrong I seem to be bad
Cause I'm just a soul whose intentions are good
Oh lord, please don't let me be misunderstood
If I seem edgy, I want you to know,
That I never meant to take it out on you
Life has its problems, and I've got my share,
That's one thing I never meant to do
Cause I love you!
Baby, don't you know I'm just human
And I've got thoughts like any other man
And sometimes I feel myself, oh lord, regretting
Some foolish thing, some foolish thing I've done
Cause I'm just a soul whose intentions are good
Oh lord, please don't let me be misunderstood
Oh lord, don't you let me be misunderstood
Don't let me be
Don't let me be misunderstood, no no no no no no
------------
Ohhh...
Come to me baby
Esmeralda... 
Ah, come on baby
You're so sweet
Mighty sweet
Come around me babe
Come around me, I love ya
Oh don't play with me baby
Come on, talk to me
Esmeralda
Oh baby
Oh please!
Oh lord pleeeeaase babe
My sweet Esmeralda!
Baby, do you understand me now?
Sometimes I feel a little mad
But don't you know that no one alive can always be an angel
When things go wrong I seem to be bad
Cause I'm just a soul whose intentions are good
Oh lord, please don't let me be misunderstood
Baby, sometimes I'm so carefree
With a joy that's hard to hide
And sometimes it seems that all I have to do is worry
And then you're bound to see my other side
Cause I'm just a soul whose intentions are good
Oh lord, please don't let me be misunderstood
 If I seem edgy, I want you to know,
That I never meant to take it out on you
Life has its problems, and I've got my share,
That's one thing I never meant to do
Cause I love you
Oh baby, don't you know I'm human
I have thoughts like any other man
And sometimes I feel myself, oh lord, regretting
Some foolish thing, some foolish thing I've done
Cause I'm just a soul whose intentions are good
Oh lord, please don't let me be misunderstood

(Don’t let me misunderstood – Santa Esmeralda)

 

Il viaggiatore alle volte si perde nei meandri della musica disco degli anni settanta.

 

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lunedì, giugno 28, 2004, ore 23:38

Un’amaca, un cocktail e la sabbia

 

Oggi giornata dura, di quelle che ti invogliano a pensare ad una vacanza, ad ogni possibile via di fuga, quando le riunioni slittano e le ore in ufficio diventano a due cifre, quando infine chiusa la riunione ti ritrovi ancora azioni sul gobbo.

 

Ed allora via a sognare di paradisi tropicali, a guardare lo schermo rapito dove qualcuno parla di vacanze prossime sul Mar rosso ed il sole fuori che almeno oggi non scalda, e tutto sommato va bene cosi’.

 

Non basta neppure un pranzo in compagnia a riconciliarci con il mondo ed anche una telefonata a casa condita di qualche buona notizia anche perche’ la stanchezza sembra prevalere.

 

Ed allora avanti sul bilico come al solito, in mezzo a clienti che urlano, gente che non sa cosa fare e la promessa di un futuro diverso che non si vede mai.

 

Funambolo ed equilibrista, confidando su un innato senso dell’equilibrio e sulla capacita’ di schivare gli ostacoli che la vita mi propone veleggio in attesa di nuove opportunita’.

 

Come away with me in the night
Come away with me
And I will write you a song

Come away with me on a bus
Come away where they can't tempt us
With their lies

I want to walk with you
On a cloudy day
In fields where the yellow grass grows knee-high
So won't you try to come

Come away with me and we'll kiss
On a mountaintop
Come away with me
And I'll never stop loving you

And I want to wake up with the rain
Falling on a tin roof
While I'm safe there in your arms
So all I ask is for you
To come away with me in the night
Come away with me

(Come away with me – Norah Jones)

 

Il viaggiatore passerebbe la vita in vacanza.


























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lunedì, giugno 28, 2004, ore 12:04

E' lunedi'....

Romantico? Ultimamente lo sto diventando e la cosa mi inquieta
Istintivo? Spesso

Egoista? Si
Impulsivo? Lotto per non esserlo
Educato? Molto

Solidale? Talvolta

Razzista? No

Sensuale? Naaaaa
Rompiballe? Se proprio voglio

Ambizioso? Si
Estroverso? Si spesso

Introverso? Anche, e non ditemi che sono contradditorio
Pigro? Tantissimo

Ottimista? Per la maggior parte del tempo
Pessimista? Capita
Pazzoide? Stranamente no

Bello? Per niente

Brutto? Spero di no

Affettuoso? Specie con le persone a cui tengo

Anticonformista? Si ma non per moda
Discreto? Cerco di tapparmi la bocca

Rissoso? Con chi mi pizzica…
Porco? Non saprei…. Oink

Succube degli altri? No
Molesto? Spero di no

Impertinente? Alle volte…
Modaiolo? NO!
Puntiglioso? Abbastanza

Invadente? Alle volte… sono curioso

Determinato? Molto

Violento? Raramente
Capriccioso? No

Taccagno? Piu’ che altro non mi piace scialacquare

Vittimista? Capita anche questo

Narcisista? Non proprio, ma mi piacciono gli specchi…

Scriteriato? Noooo
Logorroico? Alle volte

Prevaricatore? Forse si

Vanitoso? Naaaa
Gentile? Mai a sufficienza
Geloso? Mai e poi mai!

Egocentrico? Spesso
Puntuale? Spesso

Moralista? No

Sportivo? Lo ero

Paranoico? Parecchio

Altruista? Spero di sì
Ordinato? Mai

Simpatico? Spero sempre

Carismatico? Mi dicono di si’…

Cattivo? Non credo
Sedentario? Sempre
Pettegolo? Raramente

Esibizionista? NO
Affidabile? Si

Vendicativo? Si, e con la memoria lunga, un disastro
Generoso? Parecchio
Goloso? La gola è il mio peccato!
Sensibile? Molto

Cocciuto? Tantissimo

Intelligente? Esiste un modo per misurarlo?

Affascinante? Naaa

Bigotto? Per niente

Sadico? NO!

Masochista? NO!
Bugiardo? Solo a fin di bene

Permaloso? sì

Irascibile? Alle volte

Lunatico? Si
Taciturno? Solo quando sono pensieroso o peggio stanco
Chiacchierone? Ebbene si

Fantasioso? Molto!

Fedele? Si

Invidioso? Non particolarmente

Ansioso? No
Stronzo? Chissa?






























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domenica, giugno 27, 2004, ore 22:50

Passeggiando come I gamberi

 

Mi ritrovo a fare un passo avanti e due indietro, trascinato all’aria aperta da un collega, con un mercato dell’antiquariato sul Gran Sablon, larga piazza di Bruxelles, un po’ di tempo passato ad ammirare il panorama di Bruxelles vista dall’alto e poi una lenta passeggiata incollati alle vetrine.

 

Come Alice nel Paese delle Meraviglie incontro creature particolari, tra cui uno splendido Yorkshire con un cartello a segnalare agli astanti che no, non si e’ perso, ama solamente passeggiare, se avesse iniziato a parlarmi forse gli offrivo da bere.

 

Ci rifugiamo in un ristorante con interni splendidi art deco’ ed un pappagallo tiffany(vetro soffiato su piombo) in vetrina, pitas o insalate, la scelta e’ difficile ma opto per le prime con un’incredibile salsa al curry, molto leggero.

 

La sosta al miglior mastro cioccolataio e’ d’obbligo, cosi’ come l’acquisto di un paio di paste per lo spuntino serale, il portafogli piange, ma lo stomaco sorride e la gola impazzisce dalla gioia, se volete morire dall’invidia e piangere una visita si impone.

 

Strano pero’ come gli occhi si chiudano spesso per una minima fastidiosa congiuntivite e gli sbadigli si facciano pressanti, sono gia’ alla ricerca della vancanza e mi si prospettano due dure settimane, quasi quasi gioco il jolly.

 

La musica risuona allo stereo e quella almeno mi rilassa.

Anna ha diciotto anni e si sente tanto sola
ha la faccia triste e non dice una parola
tanto è sicura che nessuno capirebbe
e anche se capisse di certo la tradirebbe
e la sera in camera prima di dormire
legge di amori e di tutte le avventure dentro nei libri che qualcun altro scrive, che sogna la notte, ma che di giorno poi non vive
e ascolta la sua cara radio per sentire un po' di buonsenso da voci piene di calore e le strofe languide di tutti quei cantanti con le facce da bambini e con i loro cuori infranti
ma da qualche tempo è difficile scappare c'è qualcosa nell'aria che non si può ignorare è dolce, ma forte e non ti molla mai è un'onda che cresce e ti segue ovunque vai.....
E' la musica, è la musica ribelle che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare di mollare le menate e di mettersi a lottare
Marco di dischi lui fa la collezione e conosce a memoria ogni nuova formazione, e intanto sogna, di andare in California o alle porte del cosmo, che stanno su in Germania
dice: "qua da noi in fondo la musica non è male, quello che non regge sono solo le parole". Ma poi le ritrova ogni volta che va fuori dentro i manifesti o scritte sopra i muri.....
E' la musica, è la musica ribelle che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare di mollare le menate e di metterti a lottare.

(Musica ribelle – E. Finardi)

 

Il viaggiatore avrebbe bisogno di riposare, ma il tempo sfugge facendosi beffe di tutti noi.













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venerdì, giugno 25, 2004, ore 17:01

Anime gemelle

 

Recentemente si e’ chiuso un forum Profondo Italia sul Corriere che parlava di coppie in Italia e di omogeneita’, una serie di studi sociologici dimostrano che spesso le copie sono omogenee, hanno percorsi di studi simili e redditi simili, eventualmente la donna cerca di sposarsi con qualcuno di un corso di studi o reddito maggiore.

 

Io sono sempre stato una persona altamente omogenea, volevo una compagna con cui le esperienze si potessero condividere su un piano di parita’, simili interessi, simili esperienze scolastiche e via dicendo.

 

Con il passare degli anni mi sono ricreduto, per una serie di ragioni, in primo luogo l’omogeneita’ portava ad una grande ammirazione per il partner e ad una facilita’ di conversazione, ma esigeva anche una dedizione costante e rendeva difficile la visione di modi di vita alternativi.

 

Ho accontonato velleita’ tipo dama nel castello e restare affascinato da qualcuno, ho scoperto che alle volte la passione si affievolisce ed altri importanti fattori subentrano, come la possibilita’ di mostrare qualcosa con occhi nuovi, di far sorridere dei fatti di ogni giorno, di mostrare una raffigurazione diversa del mondo insomma.

 

Un mio amico mi vede sposato all’estero, perche’ ritiene che solo all’estero posso trovare la soddisfazione alle mie ambizioni ed una persona in grado di offrirmi una visione diversa da quella delle persone che lo circondano in Italia.

 

Io non arrivo a simili estremi, ma la mia scala di priorita’ e’ sicuramente cambiata, anche perche’ chi fa esperienze simili alle mie e’ molto probabilmente una persona restia a mettere su casa, percui ben venga qualcuno diverso da me, capace di farmi ridere dopo una dura giornata di stress.

 

Souris-moi et dis-moi

Est-ce que tu rêves de moi

Quand je ne suis pas là

Souris-moi et dis-moi

Regarde, regarde-moi

Est-ce que tu me trouves jolie comme ça

Je sais tu est fâché contre moi

Mais ça va passer

Quand ça passera

Souris-moi et dis-moi

Tu veux que je chante quoi

Moi je veux bien n'importe quoi

Souris-moi et dis-moi

Ne fais pas cette tête-là

Écoute, je chante pour toi

Souris-moi et dis-moi

Si je siffle, tu riras

Tu sais bien que je n'y arrive pas


(Chanson pour consoler –France Gall) 

 

Il viaggiatore pensa che ogni domanda ha varie possibili risposte, adatte ad ognuno di noi.




































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venerdì, giugno 25, 2004, ore 00:47

Scarso rispetto

 

E’ veramente strano come alle volte un gruppo che si sta disfando porta anche altre conseguenze per chi ci circonda, o dipende da noi per qualche cosa e tanti non si rendono conto di cosa questo comporti.

 

Giornate di aggiornamento, training con persone venute dagli Stati Uniti appositamente, giorni che si susseguono densi dalle otto del mattino alle sei di sera, con colleghi che lavorano la loro sera al nostro posto per consentirci un corso intensive full immersion.

 

Il primo giorno un collega che arriva con un’ora e mezza di ritardo, un altro dopo due ore e mi ritrovo a bofonchiare scuse per I presenti con I presentatori, il pomeriggio uno sparisce per poi non tornare oggi e poi scopro che e’ in ufficio.

 

Il team ha perso lo spirito di coesione e questi piccolo fatti lo evidenziano ogni giorno di piu’ e mi domando cosa dovrei fare come supervisore, alla fin fine me ne fregherei se non fosse che mi tocca lavorare per tutto quello che non viene fatto.

 

Sembra quasi che un periodo si stia chiudendo e non so sinceramente cosa ne ho ricavato, mi sa che devo pensarci sopra.

 

ho fatto la fila, ho fatto le notti in bianco                                   
non e' stato facile, non mi sono fermato mai.                     
accendi la pila e guarda la vita intorno                                        
ben pochi ti dicono che non hanno
passato guai.
                                            
e intanto suono e preparo l'artiglieria                   
e io ci sono e ci metto la fantasia.                      
incrocio le dita e sento cambiare il tempo                                  
momenti di panico e rumori per la citta'.
                                         
attacco il cavo e cancello le pagine                     
io ci contavo e ci metto l'immagine.                   
facciamo la band e se la vita                                 
ci addormentera' le idee                         
la consumeremo subito                                        
sara' la band che ci fara' giocare dentro le bugie                          
senza dire piu' l'eta'
                                               
sara' battaglia, sara' quello che non si fa                              
un uomo sbaglia se rimpianti coltivera'.                              
ho spento la luce, mi sono trovato solo 
momenti che passano, gia' domani saremo via
domani andiamo, che c'e' il palco montato gia'                                                                       
domani abbiamo una sera che scendera'.                
facciamo la band, per una donna, per                        
un attimo di gloria
                                    
per ogni storia c'e' spettacolo         
sara' la band quando la musica               
diventa cosa seria                      
senza troppe verita'
                                         
sara' battaglia, sara' quello che non si fa                         
un uomo sbaglia se la macchina fermera'.
                      
qualcuno mi dice che ancora
non sono grande                                    
ma gli uomini grandi non saranno cresciuti mai
non saremo cresciuti mai.
facciamo la band, per donna,
per un attimo di gloria
senza avere piu' un'eta'
sara' battaglia, sara' quello che non si fa
un uomo sbaglia se la macchina fermera'.


(Ulysse – Nino Ferrer)

 

Il viaggiatore ha scoperto il gioco di squadra con la pallavolo.


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martedì, giugno 22, 2004, ore 19:32

Perdono, discussioni e condiscendenza

 

“Guardati dalle persone care perche’ sono proprio quelle che piu’ ti possono colpire, laddove le bastarde non lasciano segni”(Ally Mc Beal)

 

Strano quanto ci sono cose che si vorrebbero imparare ma che ci ostiniamo a non voler considerare, una di queste per quanto mi riguarda e’ il perdono, il saper seppellire qualcosa e guardare al futuro.

 

Sono ostinato e cocciuto nel mio risentimento capace di togliere la parola a qualcuno per anni e ricordarmi per sempre certi torti subiti, una cosa molto futile alla lunga, che ho sempre cercato di mitigare senza grossi successi.

 

Qualcuno mi scrive che bisogna saper superare un certo passato, togliersi dalla mente nemici che ci si e’ creati da soli, per quanto mi riguarda stranamente questi nemici finiscono per svanire come fantasmi nella nebbia ed io resto li’ rabbioso senza la possibilita’ di alcuno sfogo.

 

Che sia la loro vendetta finale o la mia maggiore sconfitta?

 

Una persona, una volta cara, ora amica, mi ha confessato tempo fa che aveva pensato a “tradirmi”(una cosa che avevo intuito ma volevo fosse lei a confidarsi), ma che non voleva dirmelo per quanto il nostro rapporto fosse franco ed aperto perche’ temeva di perdere le nostre conversazioni e restare nuovamente sola.

 

Ora per me la fiducia viene al primo posto e se non c’e’ cade tutto, ma di fronte ad una simile confessione mi sono sentito stringere il cuore, cosa potevo fare? Sarei rimasto arcigno ed inflessibile di fronte all’altrui debolezza?

 

E cosi’ I nemici stanno pian piano scomparendo, lasciando la rabbia a spegnersi come fuoco senza legna ad alimentarlo, e restano solo le braci a testimone di tanta passione volata in fumo.

 

Ulysse était un jeune homme fort et beau
Qui voulait voir comment c'était le monde, ailleurs
Et, sans arrêt poussé par cette rage au ventre
Il courut sur la mer, vers le soleil couchant
Et les jours et les nuits, et les mois, les années
S'enfuyaient sous l'étrave, on n'arrivait jamais
Puis un jour de septembre, à 7 heures du matin
Sur une île ou sur l'autre, Ulysse trouva soudain
Un morceau de miroir perdu par une princesse
Alors il regarda son visage dans les yeux
Et vit qu'il était vieux, et tout seul, et tout nu
Et se mit à rêver à tous ces jours perdus
En regardant encore vers l'horizon lointain
Qui semblait le narguer, tellement proche et pourtant si loin.

Dérisoire, tout est dérisoire,
On s'affaire, on est des morpions
Dérisoire, tout est éphémère,
Pas d'espoir, tout est dérision.

Où se couche donc le soleil
Et où sont passés les mystères et toutes les belles sorcières ?
Car je ne peux plus croire aux dieux et je n'espère plus l'Amour
Et mes amis sont morts, et le jeu continue
Et je roule toujours sur la mer qui m'emporte
Vers le coucher du jour, le point de non-retour.
Je ne peux plus crier ma rage et mon désir
Je me sens fatigué, sans envie, je m'essoufle
Comme un vieux chien qui court après des nèfles
Rien ne sert de chanter, il faut mourir à point
Ainsi parlait Ulysse sur une plage déserte
Avant de s'embarquer pour une dernière fois
Sur l'amère mare du temps vers le soleil couchant
Suivi de ses amis qui ramaient

 

(Ulysse – Nino Ferrer)

 

Il viaggiatore e’ condiscendente con chi non ritiene degno di una vera opinione.


































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lunedì, giugno 21, 2004, ore 14:37

Il giardino segreto

 

Una splendida favola mi e’ stata ricordata oggi da una conversazione, ci dimostra che in mezzo a tanta violenza e sofferenza basta alle volte parlare con un altro/a e vedere che il giardino sotto casa e’ un paradiso in terra.

 

Luogo di evasione dalle preoccupazioni quotidiane con I suoi fiori e giochi d’acqua ci porta in un mondo diverso, dove possiamo liberarci momentaneamente delle nostre paure quotidiane, che spesso assillano chi sta male e vivere felici con noi stessi e chi ci circonda.

 

Il sorriso e’ un condimento necessario alla vita di ogni giorno ed aiuta a far quello che non riusciamo a fare con altre attivita’: non pensare, si ritorna a poche cose e quelle le si tiene strette.

 

Io ho sempre abbracciato chi per un motivo o l’altro soffriva, per fare capire con il contatto fisico che non vi erano barriere e le loro paure erano le mie, ma che quando non si ha mezzi per combatterle, meglio recuperare le energie e prepararsi per le future battaglie.

 

Ed allora via alla ricerca di quello che ci da’ piacere, che riesce a mitigare le nostre preoccupazioni, perche’ il troppo pensare alle volte pesa, ed allora meglio agire e cercare quel giardino segreto che e’ racchiuso in tutti noi e che leggiamo negli occhi di chi ci circonda, nelle parole di chi ci e’ vicino e negli scritti di chi ci e’ lontano.

 

She'll let you in her house
If you come knockin' late at night
She'll let you in her mouth
If the words you say are right
If you pay the price
She'll let you deep inside
But there's a secret garden she hides

She'll let you in her car
To go drivin' round
She'll let you into the parts of herself
That'll bring you down
She'll let you in her heart
If you got a hammer and a vise
But into her secret garden, don't think twice

You've gone a million miles
How far'd you get
To that place where you can't remember
And you can't forget

She'll lead you down a path
There'll be tenderness in the air
She'll let you come just far enough
So you know she's really there
She'll look at you and smile
And her eyes will say
She's got a secret garden
Where everything you want
Where everything you need
Will always stay
A million miles away

 

(Secret garden – Bruce Springsteen)

 

Il viaggiatore e’ contento di chi si ritrova come compagni di viaggio, anche perche’ sono forti, molto piu’ forti di lui.
































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sabato, giugno 19, 2004, ore 11:40

Stare bene soli

 

Io sono una persona discretamente sociale, non mi tiro indietro rispetto ad una conversazione e cerco sempre di comportarmi a modo, senza trascendere e senza lasciarmi andare a discussioni.

 

Troppo spesso pero’ mi disinteresso rispetto a chi mi sta intorno o al mondo circostante, perche’ in fondo in fondo mi sono abituato a quella strana trinita’ che sono io, me e me stesso.

 

Un libro e la possibilita’ di rilassarsi diventano allora mete agognate e divento riluttante ad uscire, pantofolaio e molto piu’ viaggiatore nello spirito e nella mente che nel corpo.

 

Oggi devo/voglio fare una gita in Germania ed e’ finita che altri si sono pian piano aggregate, senza che quasi me ne rendessi conto e forse e’ meglio cosi’ perche’ in questo modo la loro presenza passa inosservata a quel cerbero del mio carattere.

 

Si perche’ divento cosi’ scorbutico che bisogna pregarmi per uscire e/o fare qualcosa, come molti giustamente mi rinfacciano, posso solo dire che e’ vero, che vorrei cambiarmi ma non ci riesco.

 

Una persona vicina poco tempo fa mi ha detto hai la tendenza a tirarti indietro, specie quando le scadenze si fanno piu’ reali, e mai piu’ grossa verita’ fu detta, ho questo strano rifiuto al lasciarmi andare sino in fondo.

 

Non credo sia paura, temo sia un po’ piu’ stupido timore del rischio, del fallire, del deludere ed allora via a riccio a saggiare le pareti del mio forte che pian piano mi sono costruito.

 

Piano americano
e sfioro il tavolo con una mano
Pomeriggio strano
e un desiderio che e' fuggito lontano
Polvere, gran confusione, un grigio salone
in quale direzione io caccero' la polvere
dai miei pensieri, e quanti misteri
coi pochi poteri che la mia condizione mi da'

Aria un po' viziata
quella finestra andrebbe spalancata
tela rovinata
e la cornice e' tutta consumata
Polvere, troppi ricordi,
e' meglio esser sordi
e forse e' gia' tardi
per togliere la polvere
dagli ingranaggi, dai volti dei saggi
coi pochi vantaggi che la mia condizione mi da

Non mi cercare, che non mi riconoscerai
Non mi cercare, che non mi riconoscerai
Non mi cercare, che non mi riconoscerai
Non mi cercare, che non mi riconoscerai

 

(Polvere – Enrico Ruggeri)

 

Il viaggiatore ha assistito live a pochi concerti e Ruggeri era sul palco in due di queste occasioni, non me ne sono pentito.
























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sabato, giugno 19, 2004, ore 10:14

Due cuori ed una capanna

 

[…Oggi riscopro il valore terapeutico del Blog, sei giorni di risvegli ad ore antelucane concilierebbero con un prolungato sonno che non e’ necessariamente raccomandato durante le ore di lavoro ed allora si posta….]

 

Post seguito ideale del precedente, quali sono gli elementi giusti per una vita di coppia?

 

Stranamente non credo che vi sia una ricetta ideale, purche’ vi siano gli elementi di base ognuno puo’ sbizzarirsi nel trovare la maniera ideale di miscelarli, il problema allora diviene a capire quali siano gli elementi di base.

 

Molti diranno l’amore, altri i soldi, altri ancora degli obiettivi in comune, altri l’intesa anche sessuale, altri ancora una famiglia che ci supporti, io direi tutti insieme sarebbe perfetto, ma spesso ci si arrangia con quello che si ha ed allora iniziano i guai.

 

Io sono diffidente di chi dice che l’amore deve predominare, spesso si finisce per frustrarsi a vicenda e ad incolpare il partner della situazione presente, portando il rapporto ad un progressive deterioramento, con una forte intesa ed obiettivi comuni ed una famiglia supportativa magari si riesce a superare tutto questo, ma sento troppo parlare del matrimonio come di una gabbia per accettare in toto questa visione.

 

Cito sempre ad esempio una splendida ragazza conosciuta quando arbitravo, molto bella ed intelligente, portata per le lingue e con un buon lavoro, che si e’ sposata in uno splendido castello con un giovane del luogo, ridente cittadina collinare, che amava le serate in compagnie con gli amici e senza particolari aspirazioni, a distanza di 3 anni mi dicono il rapporto sia un po’ traballante e che lei abbia iniziato a frequentare delle vecchie fiamme che le danno maggior “respiro”.

 

Quello che oggidi e’ temuto maggiormente dall’elemento maschile della coppia e’ sicuramente l’assenza dei soldi, o meglio di una certa sicurezza economica, si vorrebbe offrire una certa indipendenza al partner ed essere capaci di crescere autonomamente una famiglia.

 

Compito francamente quasi impossibile in una realta’ cittadina moderna tra lavori temporanei, assenza di mezzi propri o familiari, ecco allora che aramti di buona volonta’ si deve eventualmente parlare di sacrifici.

 

Situazione estremamente frustrante, specie per chi magari proviene da una vita sociale intensa divisa tra vacanze, shopping, serate fuori, teatro e via dicendo, il vile denaro e’ purtroppo sicuramente la prima causa di naufragio di queste unioni nate dall’interessamento reciproco e dalla voglia di mettere su famiglia.

 

Ne parlavo con parenti ed il commento e’ stato che un po’ di improvvisazione e improvvidenza aiutano, io resto dell’idea che in questo nuovo millenio in Italia la mancata programmazione e’ un lusso che pochi possono permettersi e specialmente non lo puo’ fare chi vuole avere dei figli e crescerli.

 

Nonostante possa sembrarlo non sono scettico sulle unioni in genere, sono solo scettico su chi decide di vivere cosi’ senza averne prima analizzati tutti I presupposti e le conseguenze.

 

Per fare un tavolo ci vuole il legno,
per fare il legno ci vuole l’albero,
per fare l’albero ci vuole il seme,
per fare il seme ci vuole il frutto,
per fare il frutto ci vuole un fiore.
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore.
Per fare un tavolo ci vuole un fiore.

 

Per fare un fiore ci vuole il ramo,
per fare il ramo ci vuole l’albero,
per fare l’albero ci vuole il bosco,
per fare il bosco ci vuole il monte,
per fare il monte ci vuol la terra,
per far la terra ci vuole un fiore,
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore:

 

per fare tutto ci vuole un fiore.

 

(Ci vuole un fiore – G. Rodari)

 

Il viaggiatore alle volte si ritrova troppo ragionere a fare conti su conti.













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sabato, giugno 19, 2004, ore 00:08

Un mondo di persone speciali

 

E’ bello quando ci si ritrova a condivedere qualcosa con qualcuno, oggi ne parlavo con qualcuno che menzionava la mancanza di quel qualcosa speciale che avevano in commune.

 

Ho cosi’ cominciato a ripensare a come ogni rapporto abbia la sua specialita’, il problema sorge secondo me quando si cerca di ritrovare in un nuovo rapporto la specialita’ di quello vecchio.

 

Quando non ci vuole rassegnare all’idea che quello che si aveva con una persona non si potra’ mai ricreare identico con un’altra persona, ma semplicemente che si costruira’ qualcosa di diverso e non necessariamente di minor valore.

 

L’importante e’ riuscire a creare un qualcosa di speciale con ognuno dei nostri partner, un saper dare e prendere che arrichisce entrambi, senza togliere niente a nessuno.

 

Forse e’ quello il vero sale e pepe della coppia, il saper creare dei piatti succulenti e deliziosi sempre diversi ma spesso con ingredienti simili, senza stravolgere I piatti per la ricerca di nuovi sapori.

 

Chissa se qualcuno ha con se’ il libretto delle ricette perfetto, la guida Michelin che molti cercano.

 

Heaven, I'm in Heaven,
And my heart beats so that I can hardly speak;
And I seem to find the happiness I seek
When we're out together dancing, cheek to cheek.
Heaven, I'm in Heaven,
And the cares that hung around me thro' the week
Seem to vanish like a gambler's lucky streak
When we're out together dancing, cheek to cheek.
Oh! I love to climb a mountain,
And to reach the highest peak,
But it doesn't thrill me half as much
As dancing cheek to cheek.
Oh! I love to go out fishing
In a river or a creek,
But I don't enjoy it half as much
As dancing cheek to cheek.
Dance with me
I want my arm about you;
The charm about you
Will carry me thro' to Heaven
 I'm in Heaven,
and my heart beats so that I can hardly speak;
And I seem to find the happiness I seek
When we're out together dancing cheek to cheek. 

(Cheek to cheek – F. Astaire)

 

Il viaggiatore spera sempre nella polvere delle stelle per rendere speciali certi rapporti.

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giovedì, giugno 17, 2004, ore 23:54

Liberi liberi siamo noi

 

Ho cosi’ tanti pensieri che finisco per essere in disaccordo con molti(Giobbe Covatta).

 

Ho molto pensato a questa frase, io difficilmente finisco per cambiare idea, ci vuole un buon bastian contrario, con molta pazienza, laddove di solito questo non succede per quanto possa essere pensieroso.

 

Sono caparbio un po’ come un mulo, come si suole chiamare i ragazzi a Trieste, trda glava si direbbe in croato, prendo difficilmente una direzione ma quando lo faccio raramente cambio avviso.

 

Sono come un salmone che risale la corrente laddove logica vorrebbe che si discendesse a valle, in mezzo a sassi e flutti, ed invece via contro la corrente che spinge verso il mare e la liberta’.

 

Pitlochry

 

Amo molto la liberta’, tanto da difenderla ad ogni costo ed in ogni rapporto, forse per questo rifuggo dalla gelosia specie per le persone a cui tengo di piu’, offro la mia fiducia fino a che eventualmente qualcuno la tradisca.

 

Ritengo che guardare con dubbi chi ci circonda sia il sentiero che porta a litigi inutili, e distrugga le fondamenta di ogni buon rapporto, e se non c’e’ fiducia, non vi e’ una ragione di avere un rapporto.

 

Tu peux venir te poser sur moi
Je ne veux rien t'imposer
Reste aussi longtemps que tu voudras
si le voyage à mes côtés
peut simplement te garder
aussi libre que moi
aussi libre que moi
aussi libre qu'on soit
si tu es comme je crois
aussi libre que moi

N'ai pas à craindre de me bouleverser
Ce qui pourrait arriver
Je te laisserai sur ma peau
Te tatouer
A mon anneau t'accrocher
et sans barreau te garder
aussi libre que moi
aussi libre que moi
aussi libre qu'on soit
si tu es comme je crois
aussi libre que moi

Ne résiste pas à cette envie
Viens contre tout, contre moi
T'engager comme avec toi je le suis
sans garde fou et rester
j'ai fais le voeux de te garder
aussi libre que moi
si tu es comme je crois
aussi libre que moi
aussi libre que moi
aussi libre que moi
aussi libre qu'on soit
si tu es comme je crois
aussi libre que moi
aussi libre que moi
aussi libre que moi.......

 

(Aussi libre que moi – Calogero)

 

Il viaggiatore e’ come un’aquila libera che vola nel cielo.




































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martedì, giugno 15, 2004, ore 23:45

Kalhua la grande onda

 

Un film datato eppure odierno, sui cicli che si compiono e si chiudono, su quella fase strana della vita che ci conduce alla maturita’, su quei riti di passaggio che lasciano un segno in noi: Un mercoledi’ da leoni.

 

Il mare, la spiaggia e le onde sono fenomeni enormi, grandi per noi umani e fuori dal nostro controllo diretto, e forse per questo ci affascina sfidarli con I piedi su di una tavola o in altri modi.

 

Non saprei se questo rito di passaggio l’ho vissuto, non so se ci sia stato un periodo sabbatico in cui posso veramente dire di essermi lasciato le preoccupazioni quotidiane alle spalle per vivere alla giornata, troppo responsabile, troppo coscenzioso, forse il periodo in cui ballavo si’, ma anche quello alla fine era diventato un impegno e fonte di troppi litigi.

 

La matura per me e’ volata, ed anche il periodo di iscrizione alla facolta’ con tutte le prove per facolta’ diverse risultate in subitanei fallimenti mi hanno costretto a decidere all’ultimo istante, senza una vera possibilita’ di scelta.

 

Ed allora ogni tanto ripenso all’Australia, a quelle distese di sabbia intervallate da qualche molo lunghissimo, alle boe con le bandiere per segnalare gli squali ed a camminate infinite su bagnasciuga che neppure l’alta marea riusciva a rendere profondi.

 

Ripenso a come ansioso guardassi il mare sperando di vederla la grande onda, ma ahime’ le onde erano osi’ lontane, un chilometro e piu’ e quello che arrivava da me era semplice spuma residua di chissa quale grande massa acquea.

 

Un po’ come I miei sogni dovessero fare I conti con la realta’ e quell’onda mi stesse aspettando ma ancora troppo lontana per me, troppo difficile da raggiungere, in attesa, di chissa’ quale cambiamento avvenisse in me.

 

Forse anche alla ricerca di quell’onda mi lanciavo dal muro di una pista nera a prendere velocita’ ed a voler ridurre di minuti il mio tempo di percorrenza precedente, a spigolare con le lamine troppo inclinate ed il profile ipersciancrato che gli sci da speciale hanno quando mi mettevo a uovo e gli occhi incominciavano a lacrimare.

 

Chissa’ se e’ ancora li’ da qualche parte la grande onda, che ci solleva al di la’ del mondo e nel passare sazza via tutti I nostril dubbi se solo la sappiamo cavalcare.

 

Il y a ceux qui prendraient un avion
D'autres qui s'enfermeraient chez eux les yeux fermés
Toi, qu'est-ce que tu ferais ?
Il y en a qui voudrait revoir la mer
D'autres qui voudraient encore faire l'amour
Une dernière fois
Toi, tu ferais quoi ? ... et toi, tu ferais quoi ?

Si on devait mourir demain
Qu'est-ce qu'on ferait de plus,
Qu'est-ce qu'on ferait de moins
Si on devait mourir demain
Moi, je t'aimerai... moi, je t'aimerai

Il y en a qui referaient leur passé
Certains qui voudraient boire et faire la fête
Jusqu'au matin
D'autres qui prieraient...
Ceux qui s'en fichent et se donneraient du plaisir
Et d'autres qui voudraient encore partir
Avant la fin
Toi, qu'est-ce que tu ferais ? ... et toi, qu'est-ce que tu ferais ?

Si on devait mourir demain
Qu'est-ce qu'on ferait de plus
Qu'est-ce qu'on ferait de moins
Si on devait mourir demain
Moi, je t'aimerai... moi, je t'aimerai... Je t'aimerai

Et toi, dis moi, est ce que tu m'aimeras
Jusqu'à demain et tous les jours d'après
Que rien, non rien, ne s'arrêtera jamais
Si on devait mourir demain
Moi, je t'aimerai... moi, je t'aimerai
Est-ce qu'on ferait du mal, du bien
Si on avait jusqu'à demain
Pour vivre tout ce qu'on a rêvé
Si on devait mourir demain
Moi, je t'aimerai... moi, je t'aimerai

 

(Mourir demain – Obispo & St.Pier)

 

Il viaggiatore ha scoperto anni dopo di essere negato per il surf.







































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martedì, giugno 15, 2004, ore 10:20

Spingi, spingi la carretta…

 

Post riflessivo, nato da alcune parole scambiate che non se ne vogliono andare e restano li’ sospese nell’aria, lampeggiando nel grigiore circostante.

In Giappone il processo selettivo e’ estremo, incomincia dalla scuola, dove se non ti evolvi e sei con I migliori, vieni escluso, divieni un drop-out, tanto che non si contano le depressioni ed I giovani che temono talmente il mondo esterno da rinchiudersi in casa e vivere online o guardando la televisione.

 

Un fenomeno sociologico enorme, cosi’ complesso che nessuno ha una soluzione, ne’ una risposta, e che lascia molti psicologi perplessi, questi giovani smettono semplicemente di vivere.

 

Nella nostra Italia, per quello che vedo io, il meccanismo si e’ rivelato opposto, da un lato I genitori pieni di obiettivi e con idee molto poco chiare su come raggiungerli e dall’altro un sistema scuola/lavoro che rifiuta la competizione preferendo il lasciar fare e la fortuna.

 

Risultato una dispersione folle, una massa di persone disilluse, che non sa esattamente cosa farsene del proprio futuro ed un gran numero di genitori frustrati perche’ I figli non hanno potuto ottenere quello che loro avevano sperato.

 

Io ho cambiato un paio di volte direzione e devo dire che conosco altri che lo hanno fatto ed e’ francamente ridicolo pensare a quanto sia costato al sistema prepararmi per qualcosa e successivamente ricnvertirmi ad altro, per non parlare di quanto sia costato a me stesso.

 

Il futuro diviene sicuramente piu’ oscuro quando chi ci ha spinti sino a quel giorno scopre che in realta’ non sa quali sono I passi necessari per raggiungere il livello successivo, o scopre all’improvviso che la mancanza di pianificazione, l’assenza di un’oculata gestione delle risorse si pagano.

 

Strano a dirsi spesso a farne I conti non e’ chi lo scopre, bensi’ chi si voleva proteggere e garantire un futuro tranquillo e ci si rende conto che e’ troppo tardi, che studi generalisti non servono a niente per inserirsi sul mercato del lavoro, che una scuola per formare una futura classe dirigente, persone capaci di pensare, non serve a niente se chi occupa la sedia non si alza, ed I livelli di frustrazione salgono.

 

Quand’anche si giunge finalmente a maturare professionalmente si scopre conto che le uniche offerte sono per stage e contratti temporanei, mentre gli amici degli amici avanzano ed allora si cerca soluzioni altrove.

 

Yo adivino el parpadeo
de las luces que a lo lejos,
van marcando mi retorno...
Son las mismas que alumbraron,
con sus palidos reflejos,
hondas horas de dolor.
Y aunque no quise el regreso,
siempre se vuelve al primer amor.
La quieta calle donde el eco dijo:
Tuya es su vida, tuyo es su querer,
bajo el buron mirar de las estrellas
que con indiferencia hoy me ven volver...

Volver,
con la frente marchita,
las nieves del tiempo
platearon mi sien...
Sentir... que es un soplo la vida,
que veinte anos no es nada,
que febril la mirada
errante en la sombras
te busca y te nombra.
Vivir,
con el alma aferrada
a un dulce recuerdo,
que lloro otra vez...

Tengo miedo del encuentro
con el pasado que vuelve
a enfrentarse con mi vida...
Tengo miedo de las noches
que, pobladas de recuerdos,
encadenan mi sonar...
Pero el viajero que huye
tarde o temprano detiene su andar...
Y aunque el olvido, que todo destruye,
haya matado mi vieja ilusion,
guardo escondida una esperanza humilde
que es toda la fortuna de mi corazon.

Vivir... con el alma aferrada
a un dulce recuerdo
que lloro otra vez...

(Volver – Carlos Gardel)

 

Il viaggiatore ha fatto una conversione da sud a nord e da allora non pensa di tornare indietro.





































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lunedì, giugno 14, 2004, ore 22:15

Cosi’ lontano cosi’ vicino

 

Chi lo sa cosa vuol dire veramente lontano al giorno d’oggi, una volta sarebbe stato semplice, tutto cio’ che era sopra I 60 chilometri, ma I tempi cambiano e noi con loro.

 

Voli low cost hanno reso interessanti vacanze in ogni angolo del mondo, molto piu’ della sagra del paese dietro l’angolo, purche’ vi sia un po’ di spirito di avventura e sacrificio.

 

Il treno sta diventando sempre piu’ costoso e quei colorati saccoapelisti con I capelli rasta degli anni 80 sono scomparsi in qualche lontana enclave, lasciando spazio a generazioni per cui l’Europa intera diventa un mondo vicino senza dover ricorrere ad un tesserino EuroRail.

 

Nella mia lontana infanzia mi ricordo un viaggio infinito fino a Glasgow in treno, un giorno e mezzo speso in cuccette, trasbordi, traghetti e conseguente mal di mare, oggi con un carrier un volo dall’Italia e’ sui 60 Euro.

 

E se non bastassero questi mezzi di trasporto piu’ efficaci e rapidi, c’e’ Internet, sistemi ormai facili di videoconferenza, voce su IP e via dicendo, altro che un mezzo ridotto come la chat.

 

Io da oltre un anno leggo il blog di una ragazza di Brisbane e la osservo sulla Webcam, e’ simpatica ed aggiorna spesso anche lei, inconsapevole si ritrova a fare compagnia al mio risveglio mattutino sul lavoro ed a rendere il mondo ancora un po’ piu’ piccolo.

 

I miei colleghi americani poi alle volte bussano alla fine del mio turno e si scambia Quattro chiacchiere, sull’atmosfera lavorativa, il tempo e via dicendo, ogni volta a domandarmi quando passo di li’.

 

Si perche’ in un mondo oramai ridotto ai minimi termini vi sono ancora diverse categorie di persone, quelli che viaggiano e quelli che stanno alla finestra e non si fidano a lasciare il proprio piccolo angolino tranquillo.

 

La cosa ancor piu’ strana poi e’ che I viaggiatori si dividono tra chi e’ impulsivo, si lancia di getto sempre a cercare nuove avventure e chi pianifica, pensa, prepara e  finisce poi magari con rammarico per rinviare perche’ non ancora pronto.

 

Mi ricordo che il nostro discorso

fu interrotto da una sirena

che correva lontana chissà dove

io ebbi paura come sempre

quando sento questo suono

penso a qualcosa di grave

e non mi rendevo conto che per me e per te

non poteva accadere nulla di più grave

del nostro lasciarci

allora come ora

 

Ci guardavamo

avremmo voluto rimanere abbracciati invece

con un sorriso ti ho accompagnata per la solita strada

ti ho baciata come sempre e ti ho detto dolcemente

la lontananza sai è come il vento

spegne i fuochi piccoli

accende quelli grandi

 

La lontananza sai è come il vento

che fa dimenticare chi non s'ama

è già passato un anno ed è un incendio

che mi brucia l'anima

io che credevo di essere il più forte

mi sono illuso di dimenticare

e invece sono qui a ricordare

a ricordare te

 

La lontananza sai è come il vento

che fa dimenticare chi non s'ama

è già passato un anno ed è un incendio

che brucia l'anima

adesso che è passato tanto tempo

darei la vita per averti accanto