“Sapete com’e’ l’aria a 8000 metri? All’inizio manca ossigeno al cervello poi pian piano a tutto il corpo.“(Liberamente tratto da Killing me softly)

Strano film, gioca sul solito elemento dei thriller del marito sconosciuto sposato sull’impeto di una passione improvvisa, scoccata ad uno sguardo quando entrambi I protagonisti premono il pulsante per il verde ai pedoni ad un incrocio.
La passione e’ simpaticamente rappresentata cosi’ in quel qualcosa che ci brucia all’interno, privandoci dell’ossigeno fino a consumarci completamente, fuoco inestinguibile.
La cosa strana e’ che come gli arrampicatori, si corre un rischio, e man mano si bruciano le energie ed il fiato, fino a giungere al culmine o alla rinuncia o ad una pausa a meta’ strada.
L’elemento del rischio e’ forse quello che in parte ci coinvolge, in parte ci spaventa ed ancora una volta si deve decidere se fare le pecore o i leoni, e strano a dirsi la nostra risposta non e’ sempre la stessa.
Dipende da una serie di fattori, che ci portano a negarci alle volte o a lasciarci andare sino in fondo in altre, lasciando sbalordito chi ci osserva o chi dalle nostre scelte dipende, e’ un continuo dondolarsi su di un’altalena, con la ragione da una parte ed il corpo, se non il cuore dall’altra.
E’ strano come si reagisce a certe richieste ed a certi “pericoli”, credo che ognuno sia fatto in modo un po’ diverso in proposito, ed anche la stessa persona cambi a seconda delle condizioni interne ed esterne, del tempo e del luogo.
L’importante e’ che quando una decisione e’ presa non ci si tiri indietro, a rischio di lasciar l’altro senza fiato, perche’ l’indecisione e’ ammissibile quando ancora non si ha stabilito il proprio percorso, ma sbagliata quando si ha intrapreso il proprio cammino, la meta diventera’ sempre piu’ lontana se non vogliamo mantenere la rotta che abbiamo deciso con l’aiuto della nostra bussola interna.
There will come a time
I know I'm gonna need
Someone I can trust, someone who'll fight for me
That's the way I love
This is my time to work things out
What I want from this life
There will be someone out there for me
That's the way I love
It doesn't really matter who ever you are
Don't matter where you go
Just make sure you're there to answer when love comes around
Don't be surprised when love knocks at your door
You're the breath that I take
You're the smile on my face
Every time I breath in
Brings me warmth from within
When you touch me I start believing
Loving is like oxygen
Even when we're so far apart
I still feel you in my heart
Cos you've given me the greatest gift of all
That's the way I love
The way I love is easy, but could it ever be for me?
This situation seems so insane
It's all about feeling without insecurities
That's the way I love
It doesn't really matter who ever you are
Don't matter where you go
Just make sure you're there to answer when love comes around
Don't be surprised when love knocks at your door
You're the breath that I take
You're the smile on my face
Every time I breath in
Brings me warmth from within
When you touch me I start believing
Loving is like oxygen
(You're in every breath I take)
Imagine a life without love
I'd be so afraid (so afraid)
Cos the love that we share
Would be hard to replace
Baby hold me and never leave me
This love is my oxygen
(This love is my oxygen)
Open your heart
Take a deep breath
Stop searching and start believing
Make sure you're there to answer when love comes around
Don't be surprised when true love knocks at your door
You're the breath that I take
You're the smile on my face
Every time I breath in
Brings me warmth from within
When you touch me (I start believing)
Loving is like oxygen
(You're in every breath I take)
Imagine a life without love
I'd be so afraid
Cos the love that we share
Would be hard to replace
Baby hold me and never leave me
This love is my oxygen
This love is my oxygen
(Oxygen – Spice Girls)
Il viaggiatore ha provato ad arrampicarsi, ma e’ uno sport che non gli riesce.
Il sole sembra non tramontare mai, la temperatura e’ aumentata spingendo I bar ed I ristoranti a mettere fuori I tavolini, un invito a sedersi e bere una birra bianca con una fetta di limone.
Il consorzio della pizza napoletana ha deciso di fare un po’ di marketing alle loro iniziative e Quattro pizzaioli di Napoli sono in trasferta in una chiusa piazzetta cittadina a fare pizza tutto il giorno.
Non male per addolcire il rientro, anche se usano fiordilatte invece di bufala e la pizza e’ pronta in 3 minuti invece di uno e mezzo, forno non troppo forte, decisamente mangiabile, una margherita e compagnia simpatica, musica in un padiglioncino vicino, tutto sembra rendere piu’ facile il rientro.
La Grand Place e’ splendida come sempre ed invasa da addii al celibato e giapponesi in vacanza, un miscuglio strano che pero’ si lascia guardare e dipinge un quadro particolare dai particolari molteplici, tanti piccolo camei che si uniscono gli uni agli altri, alla Hieronimus Van Bosch per intenderci.
Tutto passa in secondo piano e la birra scivola giu’ a rinfrescare l’ugola e lavare via dall’interno lo stress, la stanchezza e le scorie di una giornata iniziata ancora troppo presto.
Sabato si e’ chiuso cosi’ bene ed oggi sono riuscito a riposarmi, sono ancora affaticato per il viaggio ma sto recuperando I livelli d’energia.
You shake my nerves and you rattle my brain
Too much love drives a man insane
You broke my will, oh what a thrill
Goodness gracious great balls of fire
I learned to love all of Hollywood money
You came along and you moved me honey
I changed my mind, looking fine
Goodness gracious great balls of fire
You kissed me baba, woo.....it feels good
Hold me baba, learn to let me love you like a lover should
Your fine, so kind
I'm a nervous world that your mine mine mine mine-ine
I cut my nails and I quiver my thumb
I'm really nervous but it sure is fun
Come on baba, you drive me crazy
Goodness gracious great balls of fire
Well kiss me baba, woo-oooooo....it feels good
Hold me baba
I want to love you like a lover should
Your fine, so kind
I got this world that your mine mine mine mine-ine
I cut my nails and I quiver my thumb
I'm real nervous 'cause it sure is fun
Come on baba, you drive me crazy
Goodness gracious great balls of fire
I say goodness gracious great balls of fire...oooh...
(Great balls of fire – Jerry Lee Lewis)
Il viaggiatore ama bere la birra bianca d’estate, il suo amaro taglia la sete.
O Fortuna,
velut luna
statu variabilis,
semper crescis
aut decrescis;
vita detestabilis
nunc obdurat
et tunc curat
ludo mentis aciem,
egestatem,
potestatem
dissolvit ut glaciem.
sors immanis
et inanis,
rota tu volubilis,
status malus,
vana salus
semper dissolubilis,
obumbrata
et velata
mihi quoque niteris;
nunc per ludum
dorsum nudum
fero tui sceleris.
sors salutis
et virtutis
mihi nunc contraria,
est affectus
et defectus
semper in angaria.
hac in hora
sine mora
corde pulsum tangite;
quod per sortem
sternit fortem,
mecum omnes plangite!
Fortune plango vulnera
stillantibus ocellis,
quod sua mihi munera
subtrahit rebellis.
verum est, quod legitur:
fronte capillata,
sed plerumque sequitur
occasio calvata.
in Fortune solio
sederam elatus,
prosperitatis vario
flore coronatus;
quicquid tamen florui
felix et beatus,
nunc a summo corrui
gloria privatus.
Fortune rota volvitur:
descendo minoratus;
alter in altum tollitur;
nimis exaltatus
rex sedet in vertice -
caveat ruinam!
nam sub axe legimus
Hecubam reginam.
- Traduzione molto libera –
O Fortuna, cambi di forma come la luna, sempre cresci o cali; la vita detestabile ora abbatte ora cura a turno le brame della mente, dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, mutevole ruota, maligna natura, vuota prosperità che sempre si dissolve, ombrosa e velata sovrasti me pure; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda. Le sorti di salute e di successo ora mi sono avverse, tormenti e privazioni sempre mi tormentano. In quest'ora senza indugio risuonino le vostre corde; a caso ella abbatte il forte, con me tutti piangete!
(Coro introduttivo dei Carmina Burana – (Versione di)Carl Orff)
E’ strano ma io sono sempre convinto che al mondo ci sono diverse opportunita’ e non e’ facile coglierle e non sempre si riesce a sfruttarle, ma molto dipende da quello che abbiamo a disposizione per cominciare.
No non sono assolutamente un idealista, credo che se hai 1 puoi ottenere al massimo 10 e se hai 10, 100 e via dicendo, tanti non la vedono cosi’, ma io posso sicuramente testimoniarlo e confermare di averlo vissuto in molti ambiti.
Cito sempre ad esempio il fatto che otto anni fa ad un job fair a Padova, vidi l’opuscolo di un corso su Internet a Treviso e decisi che quello sarebbe stato il mio trampolino verso un nuovo scenario e cosi’ e’ stato.
Le opportunita’ bisogna saperle leggere e cogliere e non sempre e’ cosi’ facile, io ho sempre creduto che noi si lavori per predisporre le condizioni con I limiti e le capacita’ imposte dalle nostre risorse e dai nostri mezzi e poi se qualcosa si presenta noi possiamo provarci preparati al meglio.
All’iscrizione al ginnasio la maestro di italiano delle medie disse che avrei dovuto impegnarmi ed eventualmente prendere ripetizioni di latino e Greco prima di iniziare per reggere il ritmo, spesi pomeriggi a casa di mia nonna tra I libri d’estate che poi mi consentirono di vivere un paio di mesi di rendita a scuola, l’ingresso cosi’ patito si era rivelato tutto sommato morbido.
Avrei dovuto fare lo stesso prima dell’esame di Sant’Anna, ma purtroppo non vi era chi mi potesse avvisare, arrivai con troppo ritardo sui programmi di storia e filosofia, con gente che aveva speso il periodo estivo per rinforzarsi, mentre io mi divertivo al mare, che forse non fossi poi cosi’ convinto di volerlo fare in realta’?
Noi siamo spesso quello che abbiamo visto ed imparato, se certe cose non ci sono state offerte, possiamo fare I salti mortali ma avremo davanti alle volte ostacoli insormontabili.
Alle inferiori per musica, abbiamo fatto storia della musica a partire dai “NEUMI” fino a Bartok/Saint Saens/Smetana per elencare alcuni solamente, discusso teoria della composizione e lettura di spartiti, mi dicono che altrove si faccia solo laboratorio, se ad una preparazione del genere affianchi una famiglia interessata alla lirica ed alla musica sinfonica ed una citta’ con parecchio da offrire in merito, la strada diviene in discesa.
Un collega si lamentava che non molti conoscessero I compositori ungheresi, e si stizziva alla risposta di un altro che gli rinfacciava la fidanzata ungherese come sola ragione di tale nozione.
Io credo che come in una casa ci siano diverse stanze, cosi’ in noi ci siano diversi ambiti, possiamo popolarli come vogliamo ed aggiungervi mobili che diano un tono diverso, ma se abbiamo un monolocale a quello dobbiamo adeguarci ed allora ben venga un trasloco, magari in buona compagnia in una villetta a schiera, ci puo’ aprire molte possibilita’.
Il viaggiatore ha uno strano senso dell’arredamento.
Un passo sospeso a meta' prove d'equilibrio
Un ragazzo annoiato ad un rinfresco di nozze, un barista in vena di chiacchere che collaborava di tanto in tanto con la scuola alberghiera, un albergo in riva al mare che non si sa bene se rinascera’ o restera’ scheletro eterno a testimone del fallimento di certe speculazioni edilizie, personaggi in cerca d’autore, miscela esplosiva.
Partendo da un cocktail fruttato shakerato con un po’ di aperol, si discute dei drink leggeri, della facilita’ nel rovinarli scegliendo componenti sbagliati, e cosi’ mai utilizzare martini rosso come vermouth nell’americano, piuttosto cinzano o altri vermouth, proporzioni facili, due terzi ed un terzo, agitare lievemente, scorza d’arancia.
Aneddoti su come il drink fosse regolarmente cambiato da tal Negroni all’Harris Bar con una aggiunta di Gin e di come tale nome fosse poi rimasto.
In omaggio a quei tempi ho una dispensa che farebbe l’invidia del giovane Finnegan in cocktail, anche se francamente prendo piu’ facilmente un aperitivo al bar, risparmiando lo stomaco per eventuali digestivi.
Componenti giusti, selezionati, e’ quella la cosa importante, il mix che da I risultati migliori, come l’acqua filtrata nel carbone di una particolare isola(Islay) che da I migliori whiskeys di malto torbacei(smokey taste).
Oggi ho aperto una nuova bottiglia, oramai socosa mi piace e cerco di centellinare certi piaceri, notevole scoperta, Aardberg invecchiato 10 anni, colore chiarissimo e gusto intenso.
Ultimamente bevo raramente e sfuggo le soddisfazioni immediate di poco valore, cerco quei componenti rari, preziosi che diano il giusto sapore in bocca, e poi si espandano nel naso e restino persistenti a ricordare la loro presenza.
Anche nella vita, temo di essere un po’ diventato cosi’ come la vecchia quercia utilizzata per fare I tini che dopo avere ospitato frizzante sherry viene trasferita in Scozia a stagionare e raffinarsi per ospitare quello che diventera’ un liquore corroborante, raro e ricco.
No, non sono l’uomo Glen Grant, cerco solamente il mio equilibrio, con il piede sospeso in mezzo tra un passo ed un altro, indeciso se proseguire o tornare indietro, alle volte e’ difficile decidere come muoversi, tanta e’ la paura di scivolare.
Like the beat beat beat of the tom-tom
When the jungle shadows fall
Like the tick tick tock of the stately clock
As it stands against the wall
Like the drip drip drip of the raindrops
When the summer shower is through
So a voice within me keeps repeating
You, you, you
Night and day, you are the one
Only you beneath the moon or under the sun
Whether near to me, or far
It's no matter darling where you are
I think of you
Day and night, night and day, why is it so
That this longing for you follows wherever I go
In the roaring traffic's boom
In the silence of my lonely room
I think of you
Day and night, night and day
Under the hide of me
There's an oh such a hungry yearning burning inside of me
And this torment won't be through
Until you let me spend my life making love to you
Day and night, night and day
(Night and day – Cole Porter)
Il viaggiatore ascolta la tromba mentre pian piano il bicchiere si vuota.
Freschezza
I turni sono cambiati sul lavoro, io ho cominciato ad attuare uno sciopero bianco che spero possa mostrare l’assurdita’ del tutto, al momento mi adeguo seppur con fastidio.
Questo mese incomincero’ alle sette e me ne andro’ esattamente all’ora in cui il turno finisce anche se cio’ inevitabilmente impatta sulla mia produttivita’, chi faceva quei turni si e’ preso due mesi di pausa e dovrebbe sopperire, salvo che non funziona cosi’, spero che qualche cliente si lamenti.
Questa rotazione non mi e’ nuova, gia’ in passato avevo fatto turni in cui iniziavamo alle sei, ma questa volta con la scusa dello sciopero bianco sono tutto sommato allegro.
Esco presto alle 15 e 30 potendo cosi’ dedicarmi a piccolo attivita’ per cui non avrei altrimenti mai il tempo, shopping con negozi ancora aperti e via dicendo, non credo mi abituero’ alla levataccia alle 5 e 50, ma per un po’ resisto.
E cosi’ via, oggi taglio di capelli, corti ai lati e molto sfumati come mi piace, molto estivo, il barbiere si e’ superato dopo che gli ho detto che l’ultimo taglio non era proprio andato.
Il taglio e’ cosi’ corto che mi sono scatenato anche con il trimmer, il pizzetto si e’ fatto molto piu’ corto, salvo l’immancabile ciuffo a capretta, mi sentirei quasi con qualche anno di meno.
Ieri sera mi sono concesso un pasto in ristorante giapponese con un menu’ vario e molto interessante, che mi stia viziando? Per adesso va bene cosi’ anche perche’ data l’assenza di ascensore qualche bagaglio in macchina ancora c’e’.
Mi vien male all’idea di ricevere come preannunciato un monovolume, quanti bagagli potrei stiparci dentro? Settimane di duro lavoro a scaricarli sicuramente.
Le giornate sono cosi’ belle che mordo il freno come un cavallo irrequieto, vorrei proprio prendere la macchina e lasciarmi guidare in qualche luogo sconosciuto, strano dopo tanti chilometri, state a vedere che ho bevuto inavvertitamente l’elisir della giovinezza? O forse sono degli ingredienti particolari di certi biscottini ricevuti recentemente, che siano cosi’ corroboranti?
La reina de la noche
La diosa del vudu
Yo no podre salvarme
Podras salvarte tu?
La tela de la araña,
La uña del dragon
Te lleva a los infiernos
Ella es tu adiccion.
Te besa y te desnuda con su baile demencial,
Tu cierras los ojitos y te dejas arrastrar,
Tu te dejas arrastrar...
Ella que sera
She's livin' la vida loca.
Y te dolera,
Si de verdad te toca.
Ella es tu final,
Vive la vida loca
Ella te dira
Vive la vida loca
Vive la vida loca
She's livin la vida loca.
Se fue a New York City
A la torre de un hotel
Te ha robado la cartera.
Se ha llevado hasta tu piel.
Por eso no bebia,
De tu copa de licor.
Por eso te besaba,
Con narcotico sabor,
Es el beso de calor....
(Livin la vida loca – R. Martin)
Il viaggiatore ama sorseggiare lentamente I suoi drink.
Molte conversazioni in questi giorni su chi siamo e dove siamo arrivati, chi si sente giovane chi vecchio, chi mi accusa di essere diventato un po’ orso una volta giunto ai trent’anni.
Io credo tutto dipenda da quanto presto si iniziano le fatiche, siano essere lavorative o di studio, spesso quelle lavorative coincidono con un cambiamento nei propri ritmi di vita quotidiana.
Io francamente mi sento di aver gia’ dato molto, e di aver perso da un po’ la mia giovinezza, per quanto mi diverta ancora spesso e volentieri, ma non sono piu’ troppo spensierato.
Amici ed amiche coetanee mi dicono che questi sono gli anni migliori, io non saprei esprimermi, certo e’ che non ho piu’ le energie della mia giovinezza, o almeno non ho gli stessi livelli.
Chissa’….. che si cambi anche in questo?
Quello che sicuramente bisogna fare e’ adeguarsi negli anni nel vestire, chi continua a mettersi felpine a quanrant’anni, rifiutando cosi’ quello che la carta d’identita’ gli ricorda quotidianamente secondo me sta sbagliando sapendo di farlo e volendo negare l’evidenza.
Et maintenant que vais-je faire
De tout ce temps que sera ma vie
De tous ces gens qui m'indiffèrent
Maintenant que tu es partie
Toutes ces nuits, pourquoi pour qui
Et ce matin qui revient pour rien
Ce cœur qui bat, pour qui, pourquoi
Qui bat trop fort, trop fort
Et maintenant que vais-je faire
Vers quel néant glissera ma vie
Tu m'as laissé la terre entière
Mais la terre sans toi c'est petit
Vous, mes amis, soyez gentils
Vous savez bien que l'on n'y peut rien
Même Paris crève d'ennui
Toutes ses rues me tuent
Et maintenant que vais-je faire
Je vais en rire pour ne plus pleurer
Je vais brûler des nuits entières
Au matin je te haïrai
Et puis un soir dans mon miroir
Je verrai bien la fin du chemin
Pas une fleur et pas de pleurs
Au moment de l'adieu
Je n'ai vraiment plus rien à faire
Je n'ai vraiment plus rien ...
(Et maintenant – G. Becaud)
Il viaggiatore sta invecchiando come tutti e non se ne preoccupa troppo.
Rullo di tamburi e squilli di trombe
…ancora una volta posso timbrare il tagliando, mille e trecento chilometri di guida si sono conclusi con una minima deviazione per evitare la congestione del popolo di lavoratori che lasciava Monaco sulle rotte di quel di Norimberga.
Il mio fido destriero sta prendendo purtroppo congedo da me e lo fa dopo tre anni di fedele servizio senza alcun problema se non un paio di lampadine immolate all’umidita’ belga.
E cosi’ cambio ancora una volta, novantamila chilometri sembrano una bella cifra per farlo, vedremo come si presentera’ il sostituto, che questa volta sara’ sicuramente diverso perche’ non da me scelto, ma abbandonato da il suo precedente possessore.
Mi sento molto brucia tappe, molte machine ho guidato negli ultimi anni e troppi chilometri si sono accumulati su questi contatori a ricordarmi che la strada percorsa e’ tanta, troppa?
Il viaggio mi e’ pesato questa volta sia all’andata che al ritorno, ho un po’ di mal di testa che la novalgina dovrebbe guarire e sono reduce da un bagno all’albicocca e pesca che ha visto quaranta minuti di pura delizia massaggiati da un po’ di crema doccia Dove.
Potessi lavar via la fatica con la facilita’ con cui scivola via il cattivo odore di dodici ore di chiusura forzata in un ambiente cosi’ ristretto sarei sicuramente un uomo felice, ma anche cosi’ tutto sommato va tutto bene.
Fa caldo, mi sto riposando ed ho rinviato di un altro giorno duemilacento e-mail che non voglio vedere e una serie di problemi che probabilmente mi attendono sulla soglia di quell’edificio tutto vetro ed aria condizionata.
Domani e’ un altro giorno e si vedra’, al momento mi godo il mio letto ed I canali in lingua straniera.
Le navire est à quai
Y a des tas de paquets
Des paquets posés sur le quai
Dans un petit troquet
D'un port Martiniquais
Une fille belle à croquer
Pleure dans les bras d'un garçon de couleur
Car il s'en va, il lui brise son cœur
Elle, dans un hoquet, lui tendant son ticket
Lui dit: "Cheri, que tu vas me manquer!"
Me que, me que, mais qu'est-ce que c'est?
Une histoire de tous les jours
Me que, me que, mais qu'est-ce que c'est?
Peut-être la fin d'un amour
La sirène brusqua
Leurs adieux delicats
Mais soudain tout se compliqua
La petite masqua
Un instant ses tracas
Pourtant son courage manqua
Elle dit: "J'ai peur, il ne faut pas partir
Vois-tu, mon cœur, sans toi je vais mourir!"
Le garçon expliqua qu'il fallait en tous cas
Qu'il parte et c'est pourquoi il embarqua
Me que, me que, mais qu'est-ce que c'est?
Une histoire de tous les jours
Me que, me que, mais qu'est-ce que c'est?
Peut-être la fin d'un amour
Les paquets embarqués
Le bateau remorqué
Lentement a quitté le quai
Ne soyez pas choqués
N'allez pas vous moquer
De ce que je vais expliquer
Regardant au port son bel amour à terre,
Pris de remords, il plongea dans la mer
Devant ce coup risqué par l'amour provoqué
Les requins ont resté interloqués
Me que, me que, mais qu'est-ce que c'est?
Une histoire de tous les jours
Me que, me que, mais qu'est-ce que c'est?
C'est l'aurore d'un nouveau jour
Qui est fait pour durer toujours
Car l'amour vient pour retrouver
L'amour...
(Me’ que’ me’ que’ – Testo(C.Aznavour) Cantato(G. Becaud))
Il viaggiatore sorride ai bei giorni passati in quella terra ormai lontana dove la pizza racchiude offre tutte le sue ricchezze ed il sole illumina il panorama, custoditela bene per tutti voi viandanti, il mio contachilometri si riposa dei recenti strapazzi, in attesa di ricominciare a contare fino a mille e oltre.
Viaggia a lungo e spesso inizia ad essere un pendolare con varie destinazioni, il giorno prima una siffatta affermazione aveva lasciato la mia bocca a sollevare qualcuno e ieri notte quando per diverse ragioni ero io un po’ giù e’ ritornata.
Bei viaggi compiono tali parole sollevano gli animi e costano molto poco alla partenza ed offrono grossi rimborsi se e quando ritornano, non lasciano vuoti alla partenza mentre sono le benvenute al rientro andando a colmare vuoti che magari non si aveva notato.
Viaggi lunghi o brevi non conta la distanza, quanto piuttosto la loro efficacia, sono sempre bene accette e trovano sorrisi e baci da parte di chi le aspetta all’arrivo.
La vacanza sta finendo, ho incontrato qualche blogger e spero di non aver deluso, io sono sempre perplesso dell’effetto che faccio di persona, le parole di questa strana creatura mi rappresentano bene penso, forse piu’ di quanto riesca a fare io stesso di persona, ad ogni buon conto io mi sono divertito molto anche con chi ho parlato per la prima volta da linee italiane, il rientro sara’ sicuramente piu’ leggero.
Deep down in my heart
There is a lot of words
Tears fall down my face
But I hear the many voices that cry in vain
I wanna tell you
Don't give it up
I wanna tell you
Don't give it up
Hear the voices
Wraps around you
All the people
Never doubt it
Hear the voices
Take a look at what's around you
All the people
We can change things never doubt it
We want a new start
Is it just too much to ask
What does it take
'Cause I hear a million people singing the same
Hear the voices
Wraps around you
All the people
Never doubt it
Hear the voices
Take a look at what's around you
All the people
We can change it
We can change it
Hear the voices
All the people
(Inner voices – INXS)
Il viaggiatore adora viaggiare ben accompagnato.
Varie comunicazioni si sovrappongono, di segno completamente diverso, una ex compagna di classe alle superiori sta per partire per il Nicaragua ed offre in affitto il suo appartamento a conoscenti per poter far fronte agli elevati costi di un appartamento a Roma.
Era partita ad inseguire i suoi sogni qualche anno fa ed e’ riuscita a costruirci intorno, diversi lavori fino all’occupazione che cercava.
Conversazioni al bordo di un campetto di calcio con conoscenti che non vedevo da almeno un anno, sono quattro anni e nulla e’ cambiato, stesse occupazioni, stesse conoscenze, serate passate a giocare a calcetto il sabato tra amici, si discute del mio futuro, del fatto che mi sono dato una scadenza di un anno prima di vedere dove, come e cosa fare.
Al vedere lo sguardo sbalordito alla mia indifferenza ad un’ipotesi di un periodo passato in Asia ho realizzato quanto grande sia il solcato che mi hanno aperto questi anni in Belgio, in realta’ partire non e’ stato il maggiore dei problemi, temo lo sara’ il ritorno.
Rien ne va plus
e salta la pallina in mezzo a quella grande ruota
un solo punto verde tra il rosso e il nero
l'incognita apparente di uno zero
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Non credo a ciò che in Francian chiamano coupe de foudre
l'amore occupa il capillare molto lento
mediando la ragione con un nuovo sentimento
Pero...
cambiano le donne insieme alle stagioni
e allevano bambini che seguono acquiloni
e il musicista ancore le rincorre con nuove canzoni
e poi...
diventano madri quelle signorine
purchè ci sia un uomo che le veda ragazzine
quell'uomo non le faccia invecchiare le lasci cantare
Poi...
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Rien ne va plus
Potremmo sbilanciarci e dire pour toujours
ma attebti a non sbagliare qualche accento
attenti a non lasciarsi spettinare dal vento
Però...
Qualcuno poi sutura le ferite
c'è qualcuno da fuori che ci aspetta alle uscite
come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite
la portinaia che ci dice buongiorno
e il girone di andata fa posto al ritorno
sta decollando un satellite che gravita attorno
Pour toujours
Pour toujours
ah, pour toujours
Qualcuno poi sutura le ferite
c'è qualcuno da fuori che ci aspetta alle uscite
come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite
ci stanno dicendo buongiorno
e il girone di andata fa posto al ritorno
sta decollando un satellite che gravita attorno.
(Rien ne va plus – Enrico Ruggeri)
Il viaggiatore ha forse perso la strada del ritorno.
Come in un film presente e passato si sovrappongono a mostrare quadri diversi eppure simili, l’altro giorno a passeggio per il viale cittadino e noto lavori per modificare la pavimentazione, sta cambiando dopo quattro anni anche questa citta’ dalla dinamica quasi assente.
Ieri sera al rientro da una gita prendo la costiera, solito passaggio nella grotta naturale dove si e’ soliti suonare tre volte il clacson quando si parte per un viaggio in segno di buon augurio, il castello di Miramare al tramonto che assomiglia molto alla foto che utilizzavo per il blog.
Un angolo di passato che non e’ cambiato, che contribuisce ad un dipinto variegato difficile da interpretare, per mostrare sempre lo stesso paesaggio, una realtà cara al cuore come si suole dire.
Strano come anche nei rapporti questa sovrapposizione si presenti, realtà variegate di difficile interpretazione ma tante, sempre care ai cuori, alle volte i ritorni servono anche a questo.
Qui non è successo niente
e non credo cambierà
e non è colpa della gente
è il cielo grigio che c'è qua
è questa nebbia che confonde
e che ci inghiotte sempre un po'
e con amore ci nasconde
in una parola è il Po
E' per colpa di quel fiume se io sono ancora qui
perchè un giorno c'era un ponte che univa gli argini
mentre adesso questo fiume in fondo è tutto ciò che ho
e tra diecimila anno è sempre qui che aspetterò
Perchè in fondo il mare ha un lato
un solo lungo lato blu
e anche lo sguardo più allenato
non può vederne mai di più
mentre chi vive accanto a un fiume
anche se è grande come qui
vede benissimo il confine
e non può credere ai miracoli
E' per colpa di quel fiume se io sono ancora qua
perchè un giorno su quel ponte mi fermai a metà
e quest'aria che mi opprime in fondo è tutto ciò che ho
fino a quando l'altro lato dei miei sogni perderò
Qui non è successo niente
e non credo cambierà
come quest'acqua tra le sponde
non si ferma, ma in realtà
non ha mai cambiato il senso
e del resto come può
a quel mare io ci penso
ma mi fa paura... un po'.
(Il fiume e la nebbia – Fiorella Mannoia)
Il viaggiatore ama il sole visto da dietro ai nuovi occhiali da sole neri.
Uno splendido film, il Profumo del mosto selvatico, ci mostra quanto siamo legati alla nostra terra nei momenti di difficoltà e quanto amiamo goderne i frutti se appena ne abbiamo occasione.
Viviamo allora liberi da freni, gustiamo la nostra realta’ da sogno sapendo che prima o poi la bolla scoppiera’ e dovremo ritornare a confrontarci con chi siamo diventati, con quello che dobbiamo fare e non con quello che vorremo fare.
Forse le vacanze alle volte servono proprio a questo, a lasciarsi andare, a cercare di vivere come speriamo di poter vivere un giorno o l’altro o ad illuderci certe cose potrebbero essere diverse da come sono, magari piu’ in la’ nel futuro.
Ad ogni buon conto ho vissuto una settimana in famiglia e mi appresto a viverne un’altra con gli amici, sapendo che di li’ a pochi giorni si riparte, a mille chilometri di distanza, dove l’aria non e’ cosi’ frizzante, dove e’ difficile trovare delle linguine con astice simili a quelle gustate recentemente.
Alle volte il lavoro ci porta in direzioni che avremmo altrimenti ignorate, chissa’ che il vento non cambi e porti un po’ d’aria frizzante anche li’ una volta tornato.
Per quanto dolce sia, per me
il sapore della libertà
in fondo un pò di amaro sempre c'è
restare solo non mi va
La notte è un oceano
attraversarla non ce la farei
leggendo un libro o guardando un film
ci vuole molto più
per questa notte ci vuoi tu
Rimani un pò con me
non mi dire di no
rimani un pò con me
fino a quando non so
gettala insieme con me
un'ancora nel vento
mi fermerò cosi per un momento
con te
E quando i viaggi tornano
ritrovo il vuoto che ho lasciato qui
e quando anche stare in compagnia
non mi diverte più
dove mi aggrappo io
l'unico appiglio mio
sei tu
Rimani un pò con me
non mi dire di no
rimani un pò con me
fino a quando non so
gettala insieme con me
un'ancora nel vento
mi fermerò cosi per un momento
con te
Rimani un pò con me
dammi il meglio che hai
rimani un pò con me
quel che voglio lo sai
lo hai già capito anche tu
ne ho un bisogno immenso
mi bastera così
non chiedo niente di più
mi bastera....un respiro
averlo qui accanto al mio
mi basterà
per sentirmi vivere
Rimani un pò con me
fino a quando non so
gettala insieme con me
un'ancora nel vento
mi fermerò cosi per un momento
con te...
con te...
(Un’ancora nel vento – Eros Ramazzotti)
Il viaggiatore alza il dito bagnato a saggiare la direzione del vento.
Giornate parentali, come nelle migliori tradizioni trascorse tra piatti preferiti e buone bevute, nel mio caso un’ottima fonduta valdostana aromatizzata al tartufo e un Arneis Blange’ di quest’anno a cena.
Strano come giunto ai trent’anni chi ci e’ piu’ vicino pensa mi sia dimenticato dell’infanzia e ricordi nei dettagli tutti gli avvenimenti di venti e piu’ anni fa, piu’ e piu’ volte a volerli fissare nella memoria, che forse siano loro a vivere nel passato?
Io moderno Matusalemme non ho dimenticato, un po’ come Lazarus Long millenario personaggio di Heinlein che si ricorda di tutte le sue molteplici esperienze, che sia poi cosi’ raro? Chissa’..
Il raffreddore migliora lentamente, vinto forse dall’aria aperta, forse dal sole che si e’ deciso a riscaldare queste giornate, per quanto il naso sia ancora pervicacemente chiuso e qualche occasionale colpo di tosse faccia la sua apparizione qui e la’.
Nel cercare di vedere il buono nel fastidio, almeno mi riposo e recupero lentamente energie..
Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l'innocenza sulle gote tue
due arance ancor più rosse
e la cantina buia dove noi,
respiravamo piano
e le tue corse e l'eco dei tuoi no...oh no
mi stai facendo paura
Dove sei stata, cosa hai fatto mai?...
Una donna, donna dimmi,
cosa vuol dir sono una donna ormai
Ma quante braccia ti hanno stretto tu lo sai
per diventar quel che sei...
che importa tanto tu non me lo dirai.....purtroppo...
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi
le rocce, bianco il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo...
oh mare nero...
tu eri chiaro e trasparente come me....
Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi
noi due distesi all'ombra
un fiore in bocca può servire sai
più allegro tutto sembra
e d'improvviso quel silenzio tra noi
e quel tuo sguardo strano
ti cade il fiore dalla bocca e poi
oh no, ferma ti prego la mano...
Dove sei stata cosa hai fatto mai
Una donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai!
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
non so chi sei, non so più chi sei
mi fai paura oramai, purtroppo...
Ma ti ricordi le onde grandi e noi,
gli spruzzi e le tue grida
cos'è rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma è spenta o è accesa
Oh mare nero...
tu eri chiaro e trasparente come me...
Il sole quando sorge sorge piano e poi,
la luce si diffonde tutta intorno a noi
le ombre di fantasmi nella notte
sono alberi e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna
ancora pieni d'amore...
(La canzone del sole – Battisti/Mogol)
Il viaggiatore e’ sempre di umore migliore una volta rasato.
Giornata spesa nello shopping, visti i prezzi di Trieste come succede quando sono qui, breve trasferta in quel di Udine, tra centri commerciali e negozi di merce all’ingrosso.
Stancante ma soddisfacente, seppure di scarsi risultati, un profumo un po’ speciale, Ulixes :) , un paio di brandy di qualita’, un whiskey ed un paio di pezzi selezionati di abbigliamento insieme con i soliti DVD, il pezzo piu’ importante mancava, ma ci sara’ nei prossimi giorni credo, sto cercando degli occhiali da sole che viste le giornate attuali non sono necessariamente il massimo dell’utilita’.
Il raffredore migliora anche se il naso chiuso mi rende difficile la respirazione costringendomi a risvegli bruschi, ancora un paio di giorni di fluidificanti vari e dovrebbe migliorare, o cosi’ spero.
Giornate tranquille anche se la citta’ risplende in mille tricolori appesi alle finestre per festeggiare gli alpini e finalmente inizia ad alzarsi il vento, borino, non sono ancora le raffiche di bora, ma si spera aiuti a ripulire il cielo dalle nuvole e ridurre l’umidita’.
Mi sento convalescente, ma mi sforzo di uscire un po’ per non perdere questi pochi giorni in patria.
Ci vuole un fisico speciale
per fare quello che ti pare
perché di solito a nessuno
vai bene così come sei
Tu che cercavi comprensione sai
ti trovi lì in competizione sai
Ci vuole un fisico bestiale
per resistere agli urti della vita
a quel che leggi sul giornale
e certe volte anche alla sfiga
Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai
anche per bere e per fumare
Ci vuole un fisico bestiale
perché siamo sempre ad un incrocio
sinistra, destra oppure dritto
il fatto è che è sempre un rischio
Ci vuole un attimo di pace
di fare quello che ci piace
E come dicono i proverbi
e lo dice anche mio zio
mente sana in corpo sano
e adesso son convinto anch'io
Ci vuole molto allenamento
per stare dritti controvento
Ci vuole un fisico bestiale
per stare nel mondo dei grandi
e poi trovarsi a certe cene
con tipi furbi ed arroganti
Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai
può anche fare molto male sai
Ci vuole un fisico bestiale
il mondo è un grande ospedale
e siamo tutti un po' malati
ma siamo anche un po' dottori
E siamo tutti molto ignoranti sai
ma siamo anche un po' insegnanti sai
Ci vuole un fisico bestiale
... perché siam barche in mezzo al mare
(Ci vuole un fisico bestiale – Luca Carboni)
Il viaggiatore e’ stanco di soffiarsi il naso.
Strani sbalzi tra le coperte, colmo della sfiga mi sono preso un raffredore, e cosi’ via di actigrip e starnuti, come al solito un centinaio di giorni senza malanni per poi prendermi qualcosa quando parto in ferie.
Umore un po’ giu’, stanchezza che rimane e giramenti di testa, e via a pedalare..
La citta’ sara’ invasa nei prossimi giorni dalle penne nere, gli alpini, vedremo se riusciro’ a sopravvivere stritolato tra questi eventi…
Per il resto tutto procede al solito.. mi sa che esagerero’ con il sonno… sono veramente stanco, e cosi’ il resto passa in secondo piano.. recuperero’ i prossimi giorni :)
Sono una bimba sola
a volte sono così
sono una bimba
solo della mamma
e dibidì
Sono una bimba buona
per una volta volevo chiederti una cosa
mi faresti fare un giorno un girotondo
un girotondo su te
Ninna nanna
voglio una ninna nanna
ninna nanna
quella carezza della mamma
ninna nanna
l'ultima ninna nanna
na na na...
Sono una bimba sola
anche se sto con te
e questo amore
mi fa mi fa paura
sono distratta e canto
e canto fischiettando
Ninna nanna
voglio una ninna nanna
ninna nanna
quella carezza della mamma
ninna nanna
l'ultima ninna nanna
na na na…
E' sabato sera
scusa se son sincera
ma non mi basti più
no non ti cerco più
E' sabato sera
maledetta ma vera
e resto in mezzo al blu
anzi accendo la TV
Ninna nanna
voglio una ninna nanna
ninna nanna
quella carezza della mamma
ninna nanna
l'ultima ninna nanna
ninna nanna
l'ultima ninna nanna nanna
ninna nanna
na na na…
Come cantava la mia mamma
ninna nanna
l'ultima ninna nanna
na na na…
(Ninna nanna – Irene Grandi)
Il viaggiatore quando e’ messo cosi’ vorrebbe tanto qualcuno gli cantasse una ninna nanna.
E’ apparso il sole, come le lucertole in primavera mi ritrovo a girarmi verso la direzione da cui giunge, a riscaldarsi e sorprendersi di come possa fare caldo.
Sono veramente camaleonte, mi adatto alla realta’ esterna e ritorno alle espressioni dialettali ed alla mia lingua senza grossi problemi, cosi’ come quando sono arrivato in Austria ho scambiato quattro chiacchiere con il benzinaio nel suo tedesco iperaccentato.
Mi conformo all’ambiente ed allora via alla ricerca di un paio di occhiali da sole recenti, un po’ modaioli e di un paio di scarpe che respirano come quelle che gia’ ho ma di un colore diverso, via all’italico shopping.
Non faccio purtroppo piu’ parte di questo ambiente, ma adattandomi riesco a rendermi omogeneo, solo una cosa mi sconvolge in questi giorni, stranamente, il traffico.
Non il traffico di macchine ma di motorini che sbucano ovunque e che avevo dimenticato in questa lunga permanenza al nord, oggetti impazziti che corrono in tutte le direzioni lasciandomi perplesso al seguito di due passeggeri su un misero scooter che vanno al rallenty piu’ all’indietro che in avanti.
Ad ogni buon conto non ho fretta…
La puzza di benzina
mi fa girar la testa
quando sto su di lei
è proprio la mia festa
mi guardo quando passo
sui vetri dei negozi
mi accorgo che con lei
mi sento proprio Fonzie.
Lei non è mai gelosa
non è mai preoccupata
per essere sorridente
basta una lucidata
e quando io la guardo
e penso che è la mia
mi sento il più gasato
pischello che ci sia.
Ma lo sai che c’hai una bella moto
stasera voglio uscire con te.
Ma lo sai con quella bella moto
stasera sono tutta per te.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Uno perché a me mi piace andare veloce
che quando sali su vedrai poi come ti piace
due perché con te potremmo andare in giro
col serbatoio pieno e col giubbotto nero
fazzoletto al collo e lo sguardo incazzato
per me una birra media e per te un gelato
in giro per il mondo come sopra un razzo
anche se poi abbiamo fatto il giro del palazzo.
Ma lo sai che c’hai una bella moto
stasera voglio uscire con te.
Ma lo sai con quella bella moto
stasera sono tutta per te.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Io ci starei...
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Io ci starei...
Ma lo sai che c’hai una bella moto
stasera voglio uscire con te.
Ma lo sai con quella bella moto
stasera sono tutta per te.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
Sei come la mia moto
sei proprio come lei
andiamo a farci un giro
fossi in te io ci starei.
(La mia moto – Jovanotti)
Il viaggiatore dovrebbe reimparare a guidare nel traffico.
E’ un bel trucco, quello di saper gestire gli sforzi con continuita’, senza mai esagerare, un viaggio lungo incoraggia a fare cosi’ specie se si svolge in mezzo a nuvole di pioggia che nascondono le macchine che ci precedono in corsia di sorpasso.
La stanchezza si riesce a gestire con soste mirate, qualche oculata dose di caffeina, un paio di passi e di esercizi di allungamento e quando il tempo aiuta si riesce magari ad accelerare di nuovo.
Fino alla sosta successiva, quando un cielo stellato rapisce l’attenzione per qualche istante prezioso ed un po’ di aria sana ritempra della fatica e sospinge all’ultimo sforzo, se si riesce poi a condire il tutto con una tardiva nevicata, il viaggio si rivela una vera e propria odissea.
Ad ogni buon conto un paio di giorni di riposo, vissuti lentamente, un lungo bagno caldo aiutano a recuperare le energie e la vacanza puo’ iniziare, per quanto amici e parenti lo consentano.
Ma forse va bene anche cosi’…
If we took a holiday
Took some time to celebrate
Just one day out of life
It would be, it would be so nice
Everybody spread the word
We're gonna have a celebration
All across the world
In every nation
It's time for the good times
Forget about the bad times, oh yeah
One day to come together
To release the pressure
We need a holiday
You can turn this world around
And bring back all of those happy days
Put your troubles down
It's time to celebrate
Let love shine
And we will find
A way to come together
And make things better
We need a holiday
Holiday Celebrate
Holiday Celebrate
Holiday, Celebration
Come together in every nation
(Holiday – Madonna)
Il viaggiatore e’ ufficialmente in riposo dal viaggio.
Impetuosi sono I venti liberati dall’otre
…E soffiano di poppa sulla mia vela, sto levando ancora una volta gli ormeggi e spero di poter tranquillamente poggiare fino ad arrivare al sicuro nel mio porto lontano che come sempre mi aspetta.
Si prevede pioggia, ma io sono confidente negli dei, ho sacrificato un paio di polli al cinese locale e gli auspice sembrano benigni, tutto sta a saper cogliere il momento buono per la partenza.
Giornata stanca oggi, al rallentatore, di quelle che aiutano a ricaricare le pile, per fortuna non devo pedalare ma basta rifornirsi di diesel ogni mille chilometri, o giu’ di li’, partnedo presto dovrei arrivare nel tardo pomeriggio o prima sera, si vedra’.. non ho urgenza stavolta.
Come una locomotiva fischiero’ a suoni lontani e macinero’ chilometro dopo chilometro, fino a vedere di nuovo il golfo nelle luci serali,magari con uno di quei tramonti che ti rubano il cuore.
Paesaggi che si susseguono, veloci allo scorrere del tempo, visioni confuse al margine mentre l’asfalto scorre via, poche rapide tappe prima di giungere alla meta, a traversare forntiere diventate oramai inesistenti.
Fortunatamente, siamo un connubio consolidato, io e la mia fida macchina, che hanno una lunga serie di esperienze comuni, come una coppia che si conosce nei suoi punti forti e deboli e mai si tradirebbe.
Non so che viso avesse, neppure come si
chiamava, con che voce parlasse, con quale voce poi
cantava, quanti anni avesse visto allora,
di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l'immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli.
Conosco invece l'epoca dei fatti, qual era il
suo mestiere: i primi anni del secolo, macchinista
ferroviere; i tempi in cui si cominciava
la guerra santa dei pezzenti;
sembrava il treno, anch'esso, un mito
di progresso lanciato sopra ai continenti.
E la locomotiva sembrava fosse un
mostro strano che l'uomo dominava con il pensiero
e con la mano; ruggendo si lasciava indietro
distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite.
Ma un'altra grande forza spiegava allora
le sue ali, parole che dicevano gli uomini son
tutti uguali; e contro ai re ai tiranni
scoppiava nelle vie
la bomba proletaria e illuminava l'aria
la fiaccola dell'anarchia.
Un treno tutti i giorni passava dalla sua
stazione, un treno di lusso, lontana
destinazione, vedeva gente riverita,
pensava a quei velluti e agli ori,
pensava al magro giorno della sua gente
attorno, pensava a un treno pieno di signori.
Non so che cosa accadde, perché prese
la decisione; forse una rabbia antica, generazioni
senza nome che urlarono vendetta,
gli accecarono il cuore,
dimenticò pietà, scordò la sua bontà,
la bomba sua la macchina a vapore.
E sul binario stava la locomotiva,
la macchina pulsante sembrava fosse cosa
viva, sembrava un giovane puledro
che, appena liberato il freno,
mordesse la rotaia con muscoli d'acciaio,
con forza cieca di baleno.
E un giorno come gli altri, ma forse con
più rabbia in corpo, pensò che aveva il modo
di riparare a qualche torto; salì sul mostro
che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
e prima di pensare
a quel che stava a fare,
il mostro divorava la pianura.
(La locomotiva – F. Guccini)
Il viaggiatore ripensa a quando giocava bambino con I trenini.
Le mille luci e suoni della notte
Film strano di Michael J Fox, che mette in guardia sui mille pericoli della notte, la sua capacita’ di perdere noi viaggiatori cosi’ come il soave canto delle sirene, di travolgerci facendo appello ai nostri sensi.
Io rifuggo dal lasciarmi andare come detto tante volte, ma il fascino della notte mi colpisce comunque, al Massimo mi faccio legare all’albero per non partire per la tangente, mi sembra cosi’ di provare la mia tempra.
Corteggiare I vizi per poi non cedervi alle volte e’ una delle prassi che preferisco, o
Lasciarmi andare e cedere solo all’ultimo momento, alle volte e’ un comportamento un po’ lezioso lo so, ma mi sembra mi faccia assaporare di piu’ il risultato finale.
Il mondo nel suo piccolo di notte diventa come un immenso piano-bar in cui infinite melodie si intrecciano ad accarezzare il nostro animo sognante, intorpidito nella sua sensibilita’ da qualche drink.
Nella visione sfuocata I lampioni diventano fari e le aiuole cancelli, mentre un girotondo di persone ci passa accanto con parole gentili o con discorsi impegnati che sfuggono alla nostra comprensione.
La notte e’ veramente una dolce compagna che culla il nostro animo ed accellera I battiti del cuore ad ogni minimo cambiamento d’umore, come un rullo di tamburi che impetuosamente chiude il concerto.
Delle dolci coltri ci accolgono per ritemprarci della fatica quando finalmente decidiamo che e’ giusto mettere termine al nostro girovagare.
La parola non ha ne' sapore ne' idea
ma due occhi immobili petali d'orchidea
se non ha anima ....
Ti sento, la musica si muove appena
mi accorgo che mi scoppia dentro,
ti sento, un brivido lungo la schiena
un colpo che fa pieno centro!
Mi ami o no ... mi ami o no .... mi ami?
Che mi resta di te, della tua poesia
mentre l'ombra del suo amor lenta scivola via
se non ha anima ...
Ti sento, bellissima statua sommersa
seduti, sdraiati, impacciati!
Ti sento a tratti mia isola persa,
amarti soltanto accecati !
Ai ami o no ... mi ami o no .... mi ami ?
Ti sento, deserto lontano miraggio
la sabbia che vuole accecarmi
ti sento, nell'aria un amore selvaggio,
vorrei incontrarti .....
(Ti sento – Matia Bazar)
Il viaggiatore sorride ai cancelli che si stanno aprendo, la lunga stra del ritorno si dischiude ai suoi occhi.
Discussioni a tavola, chiacchiere tra maschi, con la franchezza che certi colleghi inglesi dimostrano in molte occasioni, argomento principe il solito le ragazze, dialoghi ad intrecciare presente, passato e perche’ no futuro.
Occhi critici ed esteti ad osservare elementi dal fascino innegabile e lanciarsi in discutibili ipotesi, ricordi e discussioni pettegole come solo un microcosmo simile al nostro puo’ racchiudere.
Una delle ragioni per cui credo sia veramente necessario avere tappi alle orecchie e corazze federate prima di iniziare una storia in azienda, sembra tutti sappiano tutto di tutti.
Tante risate rilassate comunque, con generalizzazioni esagerate e volute per creare un minimo di effetto polemico che non guasta mai, qualche battuta e presa in giro sempre delicata superficiale.
Forse anche questa e’ una realta’, non si vuole ferire, attaccare neanche per sbaglio ed allora ci si muove con delicatezza come in un negozio di cristalli, saggiando il terreno tutto intorno.
Si crea cosi’ alle volte quello spirito di cameratismo, che spesso accomuna elementi dello stesso sesso, come conversazioni tra pescatori che discutono della loro prossima preda, che sara’ sempre piu’ grande.
E subentra un rilassamento, e certe tensioni scivolano via come nodi che si sciolgono da soli, cancellati da qualche risata.
Alle volte e’ meglio tenere le cose a certi livelli, sono meno pericolose e aiutano a ritemprarsi, essere superficiali non sempre e’ un male.
Un fiore in bocca
può servire...
non ci giurerei
ma dove voli
Farfallina
non vedi che son qui
come un fiore
come un prato
fossi in te
mi appoggerei
per raccontarmi
per esempio
come vivi tu
potresti dirmi
sorellina
in cosa credi tu
cosa speri
cosa sogni
da grande che farai
se ti blocchi
contro il vento
o spingi più che puoi
che paura certe notti
ti senti sola mai
Così sola da
da non poterne più
Se hai bisogno d'affetto
se ne hai bisogno come me
se hai bisogno d'affetto
e di qualcosa che non c’è
... per te tra gioia
e dolore
che differenza c’è
vuoi dei figli
sì dei figli
o non ci pensi mai
e il sesso è un problema
oppure no
sembri libera e felice
o a volte piangi un po’
Si dice in giro
farfallina
che tu l’anima non l’hai
e come fai
piccolina
a dire si o no
Non pensare che sia pazzo
se sto a parlare con te
è che sono solo
sorellina
così troppo solo che
Ho bisogno d'affetto
per oggi tienimi con te
ho bisogno d'affetto
ho bisogno anche di te
(Farfallina – Luca Carboni)
Il viaggiatore alle volte rinchiude I fantasmi a chiave nei suoi cassetti.
Io sono grigio, sono severamente ed assurdamente grigio, severo nei miei profili e deciso nelle mie scelte, una volta presa una decisione quella mantengo, offro spesso la mano e non pretendo niente in cambio.
Spesso non basta, per quanto io non capisca, cerco di vederla diversamente ma non capisco, non voglio vedere il mondo solo attraverso gli occhi di altri, io credo che tante visioni diano ricchezza e che per avere tesori bisogna lavorarsela quella ricchezza, con calma.
Molte persone invece sono un continuo nero o bianco, tutto, meglio subito, o niente, io spesso ne resto sconvolto perche’ tutti I gradini di mezzo vengono saltati ed il piu’ delle volte nel lanciarmi eventualmente cado.
Ho forse perso lo spirito del rischio che mi portava a fregarmene e saltare ugualmente, ho forse sono gli anni che iniziano a farsi sentire, ad ogni buon conto faccio mezzo passo incontro o un paio, ma non arrivo in fondo alla scacchiera.
Troppe patte ed abbandoni forse, ma non mi ci vedo a prendere quella tattica ed a continuarla fino in fondo, e’ piu’ forte di me, la vedo troppo pericolosa, come un salto in caduta libera senza paracadute di sicurezza.
Mi e’ stato detto ormai tre volte che mi mantengo I miei spazi di manovra, e che non mi do al 100%, sinceramente non lo so, quello che so e’ che sono e saro’ sempre sincero e pronto a dei sacrifici, ma non a stravolgere il mio mondo, mea culpa sicuramente, ma temo che perdendolo forse perderei anche me stesso.
Alle volte mi domando cosa sia sbagliato, perche’ ho cosi’ paura di cedere il controllo, o ritrovarmi in realta’ estranee, senza conoscere in anticipo quale potrebbe essere la via d’uscita.
Forse non amo I labirinti e ve n’e’ uno assai complesso,troppo probabilmente per me, che tanti si ostinano a chiamare:… vita.
I am what I am - I am my own special creation.
So come take a look, give me the hook or the ovation.
It’s my world
That I want to have a little pride in - my word,
And it’s not a place I have to hide in
Life’s not worth a damn, ‘til you can say:
„I am what I am"