venerdì, aprile 30, 2004, ore 23:22

Pioggia estiva

 

Fulmini e pioggia, temperature moderata, brezza, questa sera Bruxelles sembrava coperta da una tempesta estiva, di quelle che si vedono molto raramente qui almeno.

 

Tempi lenti, delicate, tempi da jazz, che cullano e dolcemente sospingono verso il letto, verso un giorno o due di meritato riposo, verso le letture, un bicchiere di acquavite, verso quell rilassamento dell’animo che non sempre ci raggiunge.

 

Serata calma, poco traffico, tutto sembra congiurare per rimuovere lo stress di queste giornate, anche il supermercato cosi’ affollato e’ una gioia per gli occhi con la sua offerta di orchidee in saldo.

 

Colori scuri si sovrappongono a quelli vivi, in un miscuglio cosi’ simile a quelli che Van Gogh riesce a catturare nei suoi dipinti, anche la scelta dei colori cosi’ inverosimile assume un che di naturale, un’armonia degli opposti che finisce per dare ad ognuno di noi sensazioni diverse.

 

Le mura delle case di fronte si scuriscono, bagnate dalla pioggia che scende di traverso dal cielo a voler creare effetti diversi da quelli comuni, molto piu’ rilassanti, la fine della giornata e’ ormai giunta e con essa della settimana.

 

Sono stranamente rilassato, calmo dentro e fuori, laddove nei giorni passati dovevo come un volcano covare tutta la tensione all’interno ed apparire placido esternamente, strane sensazioni, quasi zen, la sofferenza e’ all’esterno e non la si sente piu’, e’ altro da noi.

 

Potessi dipingere umanamente so che farei uno di quei quadric che a distanza di giorni riguardi senza aver ben compreso cosa volevi raffigurare, come un’opera che nasce da se’ e si completa senza che noi ce ne rendiamo conto.

 

Forse queste opera sconosciute sono proprio le piu’ belle perche’ legate al nostro vissuto.

Summertime....and the livin' is easy
Fish are jumpin'...and the cotton is high
Yo' daddy's rich...and yo' mama's good-lookin'
So hush little baby......don't you cry

  One of these mornin's..you gonna rise up singin'
You gonna spread your little wings...and you'll take to the sky
But 'till that mornin'...there ain't nothin' gonna harm you
With yo Mama and Daddy...standin' bye

  Now it's summertime....and the livin' is easy
Them fish are jumpin'...and the cotton's 'bout waist high
Yo' daddy's rich...and, ya know yo' mama's good-lookin'
Now hush little baby......don't....you cry

  Summertime....

  Ah said it's summertime

(Summertime  â€“ L. Armstrong / E. Fitzgerald)

 

Il viaggiatore e’ decisamente una persona particolare.


















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giovedì, aprile 29, 2004, ore 22:40

Luci che si riflettono

 

Ho sempre amato le pietre preziose, particolari nella loro lucentezza e capaci di rivelare nuovi aspetti e regalare nuove sensazioni ad ogni occasione, per certe sembra che con diversi tipi di luce il loro aspetto cambi.

 

Una volta tante me ne piacevano ma una sola avrei scelto e scelsi per me, in realta’ non proprio per me, ma per la persona in cui avrei confidato come custode dei miei segreti e dei miei sogni.

 

Una pietra selvaggia ed irrequieta come solo certe pietre sanno esserlo, dai riflessi d’oro come la ricchezza che nascondeva e dalle colorazioni scure fino al nero come solo gli angoli piu’ nascosti possono diventarlo, un occhio di tigre.

 

Tante altre pietre hanno rallegrato la mia vista, I colorati opali giocattoli della mia infanzia, il delicato topazio che e’ cosi’ a buon prezzo in certi paesi da aver dimensioni simili ad una noce, I luccicanti cristalli che riflettono tutto intorno una scia di stelle a marcare un cammino, fino afli splendidi granati che sembrano conservare una goccia del sangue versato e le pietre di luna che ci danno un simbolo della notte da portare con noi ovunque.

 

Le pietre secondo me hanno questa capacita’ incredibile di custodire tanti desideri ed aspirazioni, tanto grandi che vi possono restare confinati quando noi oramai prendiamo una strada diversa, tanto cambiati da non riconoscerci piu’ in quello che quei sogni rappresentavano.

 

Sono piccole tracce di quello che eravamo come scritte sui muri che al coperto della pioggia sopravviveranno a lungo all’autore e saranno ispirazione per altri che verranno in seguito, a gloriarsi della loro bellezza, senza sapere forse cosa realmente racchiudessero per l’autore originale.

 

Risin' up, back on the street
Did my time, took my chances
Went the distance, now I'm back on my feet
Just a man and his will to survive
So many times, it happens too fast
You change your passion for glory
Don't lose your grip on the dreams of the past
You must fight just to keep them alive
Chorus:
It's the eye of the tiger, it's the cream of the fight
Risin' up to the challenge of our rival
And the last known survivor stalks his prey in the night
And he's watchin' us all in the eye of the tiger
Face to face, out in the heat
Hangin' tough, stayin' hungry
They stack the odds 'til we take to the street
For we kill with the skill to survive
 
Risin' up, straight to the top
Have the guts, got the glory
Went the distance, now I'm not gonna stop
Just a man and his will to survive
 
The eye of the tiger

 

(The eye of the tiger – Survivor)

 

Il viaggiatore e’ sempre stato un po’ felino.






















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giovedì, aprile 29, 2004, ore 10:48

L’amore.. al di la’ del bene e del male

 

Bellissimo incipit di Federico Nietzsche, uno dei miei filosofi preferiti, ci sono molte cose che vanno oltre, oltre I comuni stereotipi, oltre le normali definizioni, oltre la nostra immaginazione.

 

Ho visto cose che voi umani… iniziava Blade Runner, ed e’ una grossa verita’, non possiamo necessariamente assumere di tutto comprendere e ve ne sono molte che sfuggono alla nostra esperienza e di fronte alle quali non siamo preparati.

 

La risposta Nietzschiana era complessa ed articolata, principalmente vedeva in noi stessi il fulcro, l’elemento discriminante, dato che non riusciamo a provare o vivere tutto, dobbiamo viverlo filtrato nell’effetto che fa di noi stessi, bisogna mantenere il controllo.

 

Io mi trovo molto d’accordo, siamo elementi complessi, racchiusi in corpi diversi e ciascuno di noi ha le proprie esperienze, bisogna creare un baricentro, un punto da cui partire e quello lo trovo sempre in noi stessi.

 

Da li’ si puo’ costruire, ci si ritrovera’ poi come l’allievo in classe con una lavagna enorme, piena di simboli, scarabocchi informazioni, a cancellare e riscrivere, con gesso dappertutto, fino a che il casino diventa troppo grande per capirci qualcosa ed allora una rapida occhiata a cercare di catturrare il tutto e via un colpo di spugna per ricominciare.

 

Alle volte lasciamo scrivere altri sulla nostra lavagna ed e’ cosi’ un peccato doverle cancellare certe scritte, ed allora lasciamo chiazze qua e la’ a ricordarci che viviamo anche in sintonia con gli altri.

 

Qui peut prétendre me connaître
Sans se contenter du paraître
Image toute faite ou projection
C' qu'on vous prête est à confusion
Qui peut prétendre me comprendre
Quand il faut de tout se défendre
Passé les on-dit, cassé la glace
Et gratté le vernis en surface
Quand soit même on cherche et se perd
Pour toute une vie qu'on veut bien faire

Je suis comme je suis
J'aime comme j'aime
Même si j'en paie le prix
Je suis comme je suis
Je suis mes envies
Comme suivent ceux qui m'aiment
Je rêve comme je rêve
Plutôt mal que bien
Parfois même un rien
Je suis comme je suis
En tout cas je n'ai
La prétention de rien

Qui peut prétendre avoir la clé
De mon enfance et ses ratés
Ranger tous vos clichés qui rassurent
Des blessures à vivre sous l'armure
Mais qui peut prétendre encore prétendre
Avoir un jugement à rendre
Et pouvoir s' regarder en face
Qu'est-ce qu'il aurait fait à ma place
Quand moi même je cherche et m'y perd
Pour tout un cirque qu'il faut bien faire

La prétention de rien

Je suis comme je suis
J'aime comme j'aime
Je suis comme je suis
Je rêve comme je rêve
Je suis mes envies
Comme suivent ceux qui m'aiment
Ceux qui m'aiment
Je suis comme je suis

Je rêve comme je rêve
Plutôt mal que bien
Parfois même un rien
Je suis comme je suis
En tout cas je n'ai
La prétention de rien

Je suis comme je suis
 

(La pretention de rien – Pascal Obispo)

 

Il viaggiatore ha sempre amato avere fogli bianchi davanti a se’.
























































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mercoledì, aprile 28, 2004, ore 23:31

Tempus fugit

 

Una delle cose piu’ belle del ballo e’ il marcare il tempo, I semitempi ed I terzi, in un inseguirsi di figure rapide e vorticose, mentre la musica suona ed il mondo intorno diventa una realta’ sfuocata e difficilmente percettibile.

 

I movimenti sincopati sono belli, importanti, sembra che il nostro corpo dipinga un quadro tutto suo, tratti secchi e decisi, che rimangono li’ sospesi nell’aria, con un non so che di indefinito, per essere nuovamente ricreati durante il giro successivo.

 

I principianti lo rincorrono il tempo, non sembra mai sufficiente, I movimenti si sovrappongono, incasinano, e’ una rincorsa continua ad una perfezione che sembra sempre lontana.

 

I dilettanti ci provano ad inseguirlo, sono li’ che si allungano con risultati alterni, a volte spettacolari a volte clamorosamente in ritardo, finche’ si passa al livello successivo.

 

I professionisti lo riempiono il tempo, sembra si muovano all’unisono e senza sforzo, in un continuo gioco a nascondino in cui non e’ mai chiaro chi vincera’.

 

Nella vita si finisce spesso per farsi carico di troppe cose ed il tempo diventa tiranno, un avversario che lontano si fa gioco di noi e non ci lascia piu’ scappare o ritagliare I nostri angoli, salvo quando come in una danza gitana sfoderiamo I coltelli ed iniziamo a girare intorno l’uno all’altro per allargare I nostri spazi di movimento.

 

Tell'ment de gens veulent
Tell'ment être aimés
Pour se donner peuvent
Tout abandonner
Tellement d'erreurs qu'on
pourrait s'éviter
Si l'on savait juste un peu patienter

Donne-moi le temps
D'apprendre ce qu'il faut apprende
Donne-moi le temps
D'avancer comme je le ressens
Y'a pas d'amour au hasard
Ou qui arrive trop tard
J'appendrai le temps d'attendre

Tellement de rêve qui
se trouvent gâchés
A vivre tout, juste pour s'évader
Est ce que nos peurs valent
A ce point la peine
Pour exiger aussi peu de nous même ?

Tu auras le temps
De prendre ce que tu veux prendre
Tu auras le temps de nous faire avancer ensemble
Tant de gens se cherchent
Se désirent, se suivent et se perdent
Donnons nous la peine
De se découvrir, se connaître
Je ne laisserai pas l'amour au hasard
Ni qu'il soit trop tard
Si la patiente s'apprend
J'apprendrai ce qu'est attendre
Je prends le temps
Pour que tu m'attendes
Le temps
Pour toi

(Donne moi le temps – Jennifer)

 

Il viaggiatore ha avuto un lunghissimo duello oggi, ma e’ riuscito a spezzare il cerchio.








































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martedì, aprile 27, 2004, ore 21:12

Cavalieri e damigelle

 

In un mondo arido come quello attuale alle volte trovo veramente un peccato l’assenza di un po’ di poesia e di voglia di lottare, la fantasia sembra rinchiudersi in angoli nascosti e la routine diventa legge.

 

Io sono cresciuto a western e serie televisive con figure maschili di forte esempio, mezzogiorno di fuoco, Excalibur, Brigadoon, Michele Strogoff, Dottor Zivago, film che mi cullavano nell’idea che sempre l’integrita’ pagava e che I sogni potevano essere vissuti nella vita reale e non confinati nelle lunghe notti.

 

Il cavaliere era tenuto a rispettare il suo codice per non perdere se’ stesso anche quando gli costava il suo amore, sacrifici immensi pagavano sempre in amicizia o in felicita’ successive.

 

Con il passare degli anni quelle fantasie infantili si sono temperate, ma il senso dell’onore e’ rimasto, mai perdere se’ stessi ed essere convinti di quello che si fa’ e’ la regola numero uno che tuttora mi guida.

 

Ci sono sicuramente sistemi piu’ flessibili che consentono di evitare discussioni ed offrono soluzioni alternative, ma io sento che rinuncierei a me’ stesso se abbandonassi questa rigida un po’ come la spada che dal fuoco deve essere battuta a caldo e temperate nell’acqua fredda cosi’ vedo le sfide e le gioie quotidiane che mi circondano come tanti episodi di quel strano Kriss malese che in fin dei conti sono.

 

Giornate passate a fare troppe cose insieme mi hanno tenuto lontano dal blog, ma spero di riuscire ad aggiornarlo come vorrei nei giorni che verranno, dovrei iniziarmi a preparare tra poco I lidi natii torneranno a rasserenare le mie stanche membra per qualche giorno

 

Would you dance if asked you to dance
Would you run and never look back
Would you cry if you saw me crying
Would you save my soul tonight
Would you tremble if I touched your lips
Would you laugh, oh please tell me this
Now would you die for the one you love

Hold me in your arms tonight
I can be your hero baby
I can kiss away the pain
I will stand by you forever
You can take my breath away

Would you swear that you'll always be mine
Would you lie
Would you run and hide
Am I in too deep
Have I lost my mind
I don't care you're here tonight

I can be your hero baby
I can kiss away the pain
I will stand by you forever
You can take my breath away

Ohhh, I just wanna hold you
I just wanna hold you, oh yeah

Am I in too deep
Have I lost my mind
I don't care your here tonight

I can be your hero baby
I can kiss away the pain
(Oh yeah)
I will stand by you forever
You can take my breath away
I can be your hero

(Hero – Enrique Iglesias)

 

Il viaggiatore vorrebbe conoscere il Tai Chi a sufficienza da allontanare tutti I dolori dalla sua mente.









































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domenica, aprile 25, 2004, ore 22:30

Ex unguibus leonem… aestimare

 

Giornate lunghe, intense, estenuanti, giornate di scusa per colpe non mie, giornate belle come il sole che risplende e l’aria frizzante, come la brezza che si solleva ed il sole che deposita una carezza sulle guance di un leone in cerca di riposo.

 

Giornate passate a fare da Cicerone, a mostrare angoli di Belgio a chi e’ in una rapida visita dovuta ad un concorso, giornate passate tra pasti esotici o interessanti e conversazioni piacevoli e multilingue.

 

Giornate infinite che non consentono recuperi fisici, ma fanno bene all’anima come le colline Verdi ed in fiore populate da mucche di tutti I tipi e da un’infinita di cavalli in

Liberta’, Percheron, Arabi, Chiazzati, Frisoni, sono veramente belle le Ardenne in queste circostanze.

 

Il motto di Dinande(dinant versione vlaams) e’ quello che precede I puntini nel titolo, liberamente tra le unghie del leone, in realta’ la frase originale del motto latino era che il leone si misura dagli artigli.