venerdì, aprile 30, 2004, ore 23:22

Pioggia estiva

 

Fulmini e pioggia, temperature moderata, brezza, questa sera Bruxelles sembrava coperta da una tempesta estiva, di quelle che si vedono molto raramente qui almeno.

 

Tempi lenti, delicate, tempi da jazz, che cullano e dolcemente sospingono verso il letto, verso un giorno o due di meritato riposo, verso le letture, un bicchiere di acquavite, verso quell rilassamento dell’animo che non sempre ci raggiunge.

 

Serata calma, poco traffico, tutto sembra congiurare per rimuovere lo stress di queste giornate, anche il supermercato cosi’ affollato e’ una gioia per gli occhi con la sua offerta di orchidee in saldo.

 

Colori scuri si sovrappongono a quelli vivi, in un miscuglio cosi’ simile a quelli che Van Gogh riesce a catturare nei suoi dipinti, anche la scelta dei colori cosi’ inverosimile assume un che di naturale, un’armonia degli opposti che finisce per dare ad ognuno di noi sensazioni diverse.

 

Le mura delle case di fronte si scuriscono, bagnate dalla pioggia che scende di traverso dal cielo a voler creare effetti diversi da quelli comuni, molto piu’ rilassanti, la fine della giornata e’ ormai giunta e con essa della settimana.

 

Sono stranamente rilassato, calmo dentro e fuori, laddove nei giorni passati dovevo come un volcano covare tutta la tensione all’interno ed apparire placido esternamente, strane sensazioni, quasi zen, la sofferenza e’ all’esterno e non la si sente piu’, e’ altro da noi.

 

Potessi dipingere umanamente so che farei uno di quei quadric che a distanza di giorni riguardi senza aver ben compreso cosa volevi raffigurare, come un’opera che nasce da se’ e si completa senza che noi ce ne rendiamo conto.

 

Forse queste opera sconosciute sono proprio le piu’ belle perche’ legate al nostro vissuto.

Summertime....and the livin' is easy
Fish are jumpin'...and the cotton is high
Yo' daddy's rich...and yo' mama's good-lookin'
So hush little baby......don't you cry

  One of these mornin's..you gonna rise up singin'
You gonna spread your little wings...and you'll take to the sky
But 'till that mornin'...there ain't nothin' gonna harm you
With yo Mama and Daddy...standin' bye

  Now it's summertime....and the livin' is easy
Them fish are jumpin'...and the cotton's 'bout waist high
Yo' daddy's rich...and, ya know yo' mama's good-lookin'
Now hush little baby......don't....you cry

  Summertime....

  Ah said it's summertime

(Summertime  – L. Armstrong / E. Fitzgerald)

 

Il viaggiatore e’ decisamente una persona particolare.


















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giovedì, aprile 29, 2004, ore 22:40

Luci che si riflettono

 

Ho sempre amato le pietre preziose, particolari nella loro lucentezza e capaci di rivelare nuovi aspetti e regalare nuove sensazioni ad ogni occasione, per certe sembra che con diversi tipi di luce il loro aspetto cambi.

 

Una volta tante me ne piacevano ma una sola avrei scelto e scelsi per me, in realta’ non proprio per me, ma per la persona in cui avrei confidato come custode dei miei segreti e dei miei sogni.

 

Una pietra selvaggia ed irrequieta come solo certe pietre sanno esserlo, dai riflessi d’oro come la ricchezza che nascondeva e dalle colorazioni scure fino al nero come solo gli angoli piu’ nascosti possono diventarlo, un occhio di tigre.

 

Tante altre pietre hanno rallegrato la mia vista, I colorati opali giocattoli della mia infanzia, il delicato topazio che e’ cosi’ a buon prezzo in certi paesi da aver dimensioni simili ad una noce, I luccicanti cristalli che riflettono tutto intorno una scia di stelle a marcare un cammino, fino afli splendidi granati che sembrano conservare una goccia del sangue versato e le pietre di luna che ci danno un simbolo della notte da portare con noi ovunque.

 

Le pietre secondo me hanno questa capacita’ incredibile di custodire tanti desideri ed aspirazioni, tanto grandi che vi possono restare confinati quando noi oramai prendiamo una strada diversa, tanto cambiati da non riconoscerci piu’ in quello che quei sogni rappresentavano.

 

Sono piccole tracce di quello che eravamo come scritte sui muri che al coperto della pioggia sopravviveranno a lungo all’autore e saranno ispirazione per altri che verranno in seguito, a gloriarsi della loro bellezza, senza sapere forse cosa realmente racchiudessero per l’autore originale.

 

Risin' up, back on the street
Did my time, took my chances
Went the distance, now I'm back on my feet
Just a man and his will to survive
So many times, it happens too fast
You change your passion for glory
Don't lose your grip on the dreams of the past
You must fight just to keep them alive
Chorus:
It's the eye of the tiger, it's the cream of the fight
Risin' up to the challenge of our rival
And the last known survivor stalks his prey in the night
And he's watchin' us all in the eye of the tiger
Face to face, out in the heat
Hangin' tough, stayin' hungry
They stack the odds 'til we take to the street
For we kill with the skill to survive
 
Risin' up, straight to the top
Have the guts, got the glory
Went the distance, now I'm not gonna stop
Just a man and his will to survive
 
The eye of the tiger

 

(The eye of the tiger – Survivor)

 

Il viaggiatore e’ sempre stato un po’ felino.






















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giovedì, aprile 29, 2004, ore 10:48

L’amore.. al di la’ del bene e del male

 

Bellissimo incipit di Federico Nietzsche, uno dei miei filosofi preferiti, ci sono molte cose che vanno oltre, oltre I comuni stereotipi, oltre le normali definizioni, oltre la nostra immaginazione.

 

Ho visto cose che voi umani… iniziava Blade Runner, ed e’ una grossa verita’, non possiamo necessariamente assumere di tutto comprendere e ve ne sono molte che sfuggono alla nostra esperienza e di fronte alle quali non siamo preparati.

 

La risposta Nietzschiana era complessa ed articolata, principalmente vedeva in noi stessi il fulcro, l’elemento discriminante, dato che non riusciamo a provare o vivere tutto, dobbiamo viverlo filtrato nell’effetto che fa di noi stessi, bisogna mantenere il controllo.

 

Io mi trovo molto d’accordo, siamo elementi complessi, racchiusi in corpi diversi e ciascuno di noi ha le proprie esperienze, bisogna creare un baricentro, un punto da cui partire e quello lo trovo sempre in noi stessi.

 

Da li’ si puo’ costruire, ci si ritrovera’ poi come l’allievo in classe con una lavagna enorme, piena di simboli, scarabocchi informazioni, a cancellare e riscrivere, con gesso dappertutto, fino a che il casino diventa troppo grande per capirci qualcosa ed allora una rapida occhiata a cercare di catturrare il tutto e via un colpo di spugna per ricominciare.

 

Alle volte lasciamo scrivere altri sulla nostra lavagna ed e’ cosi’ un peccato doverle cancellare certe scritte, ed allora lasciamo chiazze qua e la’ a ricordarci che viviamo anche in sintonia con gli altri.

 

Qui peut prétendre me connaître
Sans se contenter du paraître
Image toute faite ou projection
C' qu'on vous prête est à confusion
Qui peut prétendre me comprendre
Quand il faut de tout se défendre
Passé les on-dit, cassé la glace
Et gratté le vernis en surface
Quand soit même on cherche et se perd
Pour toute une vie qu'on veut bien faire

Je suis comme je suis
J'aime comme j'aime
Même si j'en paie le prix
Je suis comme je suis
Je suis mes envies
Comme suivent ceux qui m'aiment
Je rêve comme je rêve
Plutôt mal que bien
Parfois même un rien
Je suis comme je suis
En tout cas je n'ai
La prétention de rien

Qui peut prétendre avoir la clé
De mon enfance et ses ratés
Ranger tous vos clichés qui rassurent
Des blessures à vivre sous l'armure
Mais qui peut prétendre encore prétendre
Avoir un jugement à rendre
Et pouvoir s' regarder en face
Qu'est-ce qu'il aurait fait à ma place
Quand moi même je cherche et m'y perd
Pour tout un cirque qu'il faut bien faire

La prétention de rien

Je suis comme je suis
J'aime comme j'aime
Je suis comme je suis
Je rêve comme je rêve
Je suis mes envies
Comme suivent ceux qui m'aiment
Ceux qui m'aiment
Je suis comme je suis

Je rêve comme je rêve
Plutôt mal que bien
Parfois même un rien
Je suis comme je suis
En tout cas je n'ai
La prétention de rien

Je suis comme je suis
 

(La pretention de rien – Pascal Obispo)

 

Il viaggiatore ha sempre amato avere fogli bianchi davanti a se’.
























































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mercoledì, aprile 28, 2004, ore 23:31

Tempus fugit

 

Una delle cose piu’ belle del ballo e’ il marcare il tempo, I semitempi ed I terzi, in un inseguirsi di figure rapide e vorticose, mentre la musica suona ed il mondo intorno diventa una realta’ sfuocata e difficilmente percettibile.

 

I movimenti sincopati sono belli, importanti, sembra che il nostro corpo dipinga un quadro tutto suo, tratti secchi e decisi, che rimangono li’ sospesi nell’aria, con un non so che di indefinito, per essere nuovamente ricreati durante il giro successivo.

 

I principianti lo rincorrono il tempo, non sembra mai sufficiente, I movimenti si sovrappongono, incasinano, e’ una rincorsa continua ad una perfezione che sembra sempre lontana.

 

I dilettanti ci provano ad inseguirlo, sono li’ che si allungano con risultati alterni, a volte spettacolari a volte clamorosamente in ritardo, finche’ si passa al livello successivo.

 

I professionisti lo riempiono il tempo, sembra si muovano all’unisono e senza sforzo, in un continuo gioco a nascondino in cui non e’ mai chiaro chi vincera’.

 

Nella vita si finisce spesso per farsi carico di troppe cose ed il tempo diventa tiranno, un avversario che lontano si fa gioco di noi e non ci lascia piu’ scappare o ritagliare I nostri angoli, salvo quando come in una danza gitana sfoderiamo I coltelli ed iniziamo a girare intorno l’uno all’altro per allargare I nostri spazi di movimento.

 

Tell'ment de gens veulent
Tell'ment être aimés
Pour se donner peuvent
Tout abandonner
Tellement d'erreurs qu'on
pourrait s'éviter
Si l'on savait juste un peu patienter

Donne-moi le temps
D'apprendre ce qu'il faut apprende
Donne-moi le temps
D'avancer comme je le ressens
Y'a pas d'amour au hasard
Ou qui arrive trop tard
J'appendrai le temps d'attendre

Tellement de rêve qui
se trouvent gâchés
A vivre tout, juste pour s'évader
Est ce que nos peurs valent
A ce point la peine
Pour exiger aussi peu de nous même ?

Tu auras le temps
De prendre ce que tu veux prendre
Tu auras le temps de nous faire avancer ensemble
Tant de gens se cherchent
Se désirent, se suivent et se perdent
Donnons nous la peine
De se découvrir, se connaître
Je ne laisserai pas l'amour au hasard
Ni qu'il soit trop tard
Si la patiente s'apprend
J'apprendrai ce qu'est attendre
Je prends le temps
Pour que tu m'attendes
Le temps
Pour toi

(Donne moi le temps – Jennifer)

 

Il viaggiatore ha avuto un lunghissimo duello oggi, ma e’ riuscito a spezzare il cerchio.








































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martedì, aprile 27, 2004, ore 21:12

Cavalieri e damigelle

 

In un mondo arido come quello attuale alle volte trovo veramente un peccato l’assenza di un po’ di poesia e di voglia di lottare, la fantasia sembra rinchiudersi in angoli nascosti e la routine diventa legge.

 

Io sono cresciuto a western e serie televisive con figure maschili di forte esempio, mezzogiorno di fuoco, Excalibur, Brigadoon, Michele Strogoff, Dottor Zivago, film che mi cullavano nell’idea che sempre l’integrita’ pagava e che I sogni potevano essere vissuti nella vita reale e non confinati nelle lunghe notti.

 

Il cavaliere era tenuto a rispettare il suo codice per non perdere se’ stesso anche quando gli costava il suo amore, sacrifici immensi pagavano sempre in amicizia o in felicita’ successive.

 

Con il passare degli anni quelle fantasie infantili si sono temperate, ma il senso dell’onore e’ rimasto, mai perdere se’ stessi ed essere convinti di quello che si fa’ e’ la regola numero uno che tuttora mi guida.

 

Ci sono sicuramente sistemi piu’ flessibili che consentono di evitare discussioni ed offrono soluzioni alternative, ma io sento che rinuncierei a me’ stesso se abbandonassi questa rigida un po’ come la spada che dal fuoco deve essere battuta a caldo e temperate nell’acqua fredda cosi’ vedo le sfide e le gioie quotidiane che mi circondano come tanti episodi di quel strano Kriss malese che in fin dei conti sono.

 

Giornate passate a fare troppe cose insieme mi hanno tenuto lontano dal blog, ma spero di riuscire ad aggiornarlo come vorrei nei giorni che verranno, dovrei iniziarmi a preparare tra poco I lidi natii torneranno a rasserenare le mie stanche membra per qualche giorno

 

Would you dance if asked you to dance
Would you run and never look back
Would you cry if you saw me crying
Would you save my soul tonight
Would you tremble if I touched your lips
Would you laugh, oh please tell me this
Now would you die for the one you love

Hold me in your arms tonight
I can be your hero baby
I can kiss away the pain
I will stand by you forever
You can take my breath away

Would you swear that you'll always be mine
Would you lie
Would you run and hide
Am I in too deep
Have I lost my mind
I don't care you're here tonight

I can be your hero baby
I can kiss away the pain
I will stand by you forever
You can take my breath away

Ohhh, I just wanna hold you
I just wanna hold you, oh yeah

Am I in too deep
Have I lost my mind
I don't care your here tonight

I can be your hero baby
I can kiss away the pain
(Oh yeah)
I will stand by you forever
You can take my breath away
I can be your hero

(Hero – Enrique Iglesias)

 

Il viaggiatore vorrebbe conoscere il Tai Chi a sufficienza da allontanare tutti I dolori dalla sua mente.









































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domenica, aprile 25, 2004, ore 22:30

Ex unguibus leonem… aestimare

 

Giornate lunghe, intense, estenuanti, giornate di scusa per colpe non mie, giornate belle come il sole che risplende e l’aria frizzante, come la brezza che si solleva ed il sole che deposita una carezza sulle guance di un leone in cerca di riposo.

 

Giornate passate a fare da Cicerone, a mostrare angoli di Belgio a chi e’ in una rapida visita dovuta ad un concorso, giornate passate tra pasti esotici o interessanti e conversazioni piacevoli e multilingue.

 

Giornate infinite che non consentono recuperi fisici, ma fanno bene all’anima come le colline Verdi ed in fiore populate da mucche di tutti I tipi e da un’infinita di cavalli in

Liberta’, Percheron, Arabi, Chiazzati, Frisoni, sono veramente belle le Ardenne in queste circostanze.

 

Il motto di Dinande(dinant versione vlaams) e’ quello che precede I puntini nel titolo, liberamente tra le unghie del leone, in realta’ la frase originale del motto latino era che il leone si misura dagli artigli.

 

Difficile misurare questa citta’ piccolo, fatta da e per gli uomini contro la montagna, specie quando le chiatte si sommano nel solcare le acque della Mosa ed il vento ne culla I tetti incitando ad una lieta pigrizia.

 

Pur essendo un solitario, sono incredibilmente sociale e di fronte a conversazioni allegre ed interessanti non mi tiro mai indietro, la macchina risuonava di termini francesi, inglesi, serbi e la conversazione procedeva per suo conto, libera anche ella una volta tanto per il fiume, a sciogliersi in mille rivoli che si ricongiungeranno solo al mare come dice Lucix.

 

E cosi’ mi riposo solo ora, quando a volerci pensare bene sarei dovuto adagiarmi nel letto per risvegliarmi solo all’indomani, ma forse proprio per questo mi sento piu’ riposato che mai.

 

ayer conocí un cielo sin sol
y un hombre sin suelo
un santo en prisión
y una canción triste sin dueño
ya he ya he ya la he
y conocí tus ojos negros
ya he ya he ya la he
y ahora sí que no
puedo vivir sin ellos yo
le pido al cielo sólo un deseo
que en tus ojos yo pueda vivir
he recorrido ya el mundo entero
y una cosa te vengo a decir
viaje de Bahrein hasta Beirut
fui desde el norte hasta el polo sur
y no encontré ojos así
como los que tienes tú
rabboussamai fikarrajaii
fi ainaiha aralhayati
ati ilaika min haza ikaaouni
arjouka labbi labbi nidai
viaje de Bahrein hasta Beirut
fuí desde el norte hasta el polo sur
y no encontré ojos así
como los que tienes tú
ayer vi pasar una mujer
debajo de su camello
un río de sal un barco
abandonado en el desierto
ya he ya he ya la he
y vi pasar tus ojos negros
ya he ya he ya la he
y ahora sí que no
puedo vivir sin ellos yo
le pido al cielo sólo un deseo
que en tus ojos yo pueda vivir
he recorrido ya el mundo entero
y una cosa te vengo a decir
viajé de Bahrein hasta Beirut
fuí desde el norte hasta el polo sur
y no encontré ojos así
como los que tienes tú

(Ojos asi – Shakira)

 

Il viaggiatore dovrebbe avere piu’ spesso ospiti che lo stimolino a fare pulizie, uscire e fare da Cicerone.












































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venerdì, aprile 23, 2004, ore 17:09

Continuare controvento

 

Quando facevo lunghe uscite in Kayak una delle cose piu’ fastidiose era andare controvento, la bora soffiava a raffiche, spingendomi indietro e ogni pagaiata sembrava uno sforzo inutile, per dieci centimetri guadagnati cinque erano persi.

 

E’ stata una dura ma importante lezione di vita, quei cinque centimetri guadagnati erano sempre cinque centimetri piu’ vicino alla meta, percui anche se la fatica era doppia rispetto al solito la meta prima o poi sarebbe arrivata.

 

La settimana si chiude con una giornata sullo stesso tono delle precedenti, bisogna dire pero’ che si e’ chiusa e che comunque la meta rimane la’ per quanto alzi il vento e soffi contro.

 

Non si e’ mai soddisfatti di fare sforzi doppi per ottenere I medesimi risultati, ma alle volte l’ambiente sfugge dal nostro controllo e bisogna accettarlo e fare buon viso a cattivo gioco e sorridere ai cinque centimetri guadagnati.

 

Vorrei che il barometro mi segnalasse un ritorno al bello, ma parlando con I miei colleghi australiani sembra che la tempesta continui almeno per la prossima settimana, nuvole all’orizzonte…

 

Se solo piovesse una volta per tutte tanto da causare un alarme generale, ma sembra che come pompieri siamo bravia sufficienza da coprire le magagne di altri, se non altro con l’organizzazione e con I nostri clienti.

 

Humidity's rising, barometer's getting low,
According to all sources, the street's the place to go.
Coz tonight, for the first time, at just about half past ten,
For the first time in history, it's gonna start raining men.

It's raining men, Hallelujah, it's raining men, Amen,
It's raining men, Hallelujah, it's raining men, Amen.

Humidity's rising, barometer's getting low,
According to all sources, the street's the place to go.
Coz tonight, for the first time, at just about half past ten,
For the first time in history, it's gonna start raining men.

It's raining men, Hallelujah, it's raining men, Amen,
I'm gonna go out, I'm gonna let myself get absolutely soaking wet.
It's raining men, Hallelujah, it's raining men, every specimen,
Tall, blond, dark and mean, tough and tough and strong and lean.

God bless Mother Nature, she's a single woman too,
She took on a heaven and she did what she had to do.
She taught every angel to rearrange the sky,
So that each and every woman could find her perfect guy.

It's raining men, go get yourself wet, girl, I know you want to,
I feel stormy weather moving in, about to begin.
Hear the thunder, don't you lose your head,
Rip off the roof and stay in bed.

(It’s raining men – Geri Halliwell)

 

Il viaggiatore vorrebbe che ogni tanto piovesse anche su altri non solo su di lui.





























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giovedì, aprile 22, 2004, ore 23:27

Una stecca e del velluto

 

Snooker sulla BBC ed I pensieri vagano ad I primi giorni in cui incontrai il biliardo nella sala giochi dell’Oratorio di quartiere o a film bellissimi come Io, Chiara e lo Scuro o lo Spaccone.

 

L’impatto delle palle, l’inclinazione della stecca, le diverse prese, a nocchia, a occhiello o dietro la schiena, mi hanno sempre affascinato, seppure non sono mai diventato un giocatore brillante.

 

Mi piacciono quei calcoli geometrici che si compiono nello studiare la disposizione sul tavolo, un mondo di opportunita’ che spetta a noi convertire, un duro impatto a rompere ogni volta gli schemi per crearne di nuovi.

 

La cosa piu’ importante rimane il controllo, non si puo’ esagerare su certi colpi altrimenti si arriva fuori posizione per il colpo successivo, alle volte si infila la buona sequenza, alle volte un rimpallo maligno o le sponde troppo rigide ci rimettono in gioco con carte rimescolate ed inaspettate.

 

Ed ogni volta si ricomincia a costruire la propria sequenza e se cio’ non e’ possibile si gioca in difesa, nascondendosi dietro altri, aspettando il proprio turno, sperando nell’errore di altri.

 

Tutto sta a reagire, a non sbagliare quando si ha la nostra occasione, una bella parabola di quello che la vita dovrebbe essere, forse anche per quello talvolta il riflesso delle luci ci rinvia la nostra imagine nella palla, subito prima che la colpiamo.

 

Il velluto poi e’ una superficie calda che ben si presta a raffigurare quel terreno di scontro ribollente che e’ la vita a cui le opportunita’ si affacciano e rimbalzano come in un grande tavolo.

 

Come vorrei alle volte aver meglio capito la geometria, se non altro per poter migliorare le mie capacita’ al gioco.

 

Un gatto bianco con gli occhi blu
un vecchio vaso sulla TV
Nell’aria il fumo delle candele
due guance rosse rosse come mele.

Ha un filtro contro la gelosia
o una ricetta per l’allegria
legge il destino ma nelle stelle
e poi ti dice solo cose belle.

Ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma.

Nel mio futuro che cosa c’e’
sarebbe bello se fossi un re
colla bionda americana
o si innamora o la trasformo in rana.

Io muoio dalla curiosita’
ma dimmi un po’ la verita’
voglio sapere se questo amore
sara’ sincero sara’ con tutto il cuore.

Ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma 

Non ho una lira pero’ vorrei
comprare il cielo per darlo a lei
ci devi dare un po’ di fortuna
e insieme al cielo compriamo anche la luna.

Ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma
ma ma ma mamma Maria ma.

 

(Mamma Maria – Ricchi e Poveri)

 

Il viaggiatore e’ veramente un giocatore, sempre, anche quando perde.







































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mercoledì, aprile 21, 2004, ore 19:12

Pazienza e bonta’…

 

Uno dei commenti piu’ ricorrenti e’ quello in merito alla mia calma, e’ oramai difficile farmi perdere la pazienza, come un bonzo indu recito il mio mantra e continuo per la mia strada.

 

Io ho spesso creduto nella nonviolenza come l’attacco piu’ terribile si potesse usare nei riguardi di animi sensibili, la negazione dell’altro, l’ignorare e’ spesso piu’ temibile dell’attacco diretto.

 

Lo sapevano bene gli Ateniesi che avevano ideato la procedura della pubblica votazione in una conchiglia, ostracon, per esiliare qualcuno dalla comunita’, da cui ostracismo.

 

La bonta’ secondo me e’ un fattore personale, non ci sono criteri oggettivi per definirla, io di solito mi attengo al motto del non fare agli altri quello che non vorrei fatto a me stesso e di trattare gli altri come vorrei loro trattassero me.

 

Mai dare qualcosa per scontato e sempre inseguire la soddisfazione di tutte le persone coinvolte, alle volte cio’ non e’ possibile ed allora si cerca di rimediare qualcosa la volta successiva.

 

Ma la cosa importante per me e’ non farsi venire il sangue amaro, l’invidia e’ una brutta bestia che si insinua nelle anime piu’ gentili per non lasciarne mai piu’ il cuore.

 

Cio’ non toglie che abbia come tutti I miei difetti, superbia in primis, ma riesco a vivere tranquillamente con simili inquilini nel mio animo, e talvolta riesco anche a prevenire il loro assalto, anche se ogni tanto trionfano..

 

La pazienza e’ una virtu’ necessaria quando le cose non ti vengono date spontaneamente ma devi invece inseguirle a pie’ sospinto, ti accorgi infatti che non riuscirai mai ad ottenere tutto in una volta, ma dovrai fare del tuo meglio con cio’ che ti viene offerto di tanto in tanto magari come ricompensa.

 

(Oh, oh, oh)
There is no rose without a thorn
No rain without a storm
(Oh, oh, oh)
There is no laughter without tears
No wisdom without years
(Oh, oh, oh)
In a world gone crazy
Torn between the roads
That we must choose
Win or lose
If every soul should lose it's way
If every face should lose it's name
Tell me who's gonna stop the rain?

(Oh, oh, oh)
(Oh, oh, oh)
(Oh, oh, oh)

Each day another boy and girl
Sets foot into this world
(Oh, oh, oh)
One reaches out to touch the sky
One never learns to fly
(Oh, oh, oh)
Where is it written in the stone
That any child should walk alone
Out on their own?
If no one tries to end this game
I find a way to ease the pain
Tell me who's gonna stop the rain?
(Oh, oh, oh)
Who's gonna stop
The rain?
I said who's gonna stop the rain?
Hey, hey, yeah

How many rivers must we cros before we learn
That the flood is rising high
And the bridges all have burned
Each time another dream is washed into the sea
It's another piece of you
It's another piece of
Me
Oh yeah
(Oh, oh, oh)

Sure as the blood runs through your veins
Sure as the falling rain, oh yeah
(Oh, oh, oh)
We'll taste the tears of each defeat
The bitter and the sweet, yeah, oh yeah
(Oh, oh, oh)
As the days grow colder
Wonder if we'll ever see the sun
When winter comes, yeah
If no one stands to take the weight
If no one answers to the blame
Tell me who's gonna stop the rain?

(Oh, oh, oh)
(Oh, oh, oh)
(Oh, oh, oh)

Who's gonna stop the rain?
If every soul should lose it's way
If every face should lose it's name
If no one tries to end this game
Or find a way to ease the pain
Who's gonna stop the rain?
(Oh, oh, oh)
If no one stands to take the weight
If no one answers to the blame
Who's gonna stop
The rain?
(Oh, oh, oh)
(Oh, oh, oh)
Who's gonna stop the?
 

 

(Who is going to stop the rain? – Anastacia)

 

Il viaggiatore e’ stanco ma cerca di non notarlo, oggi si sentiva veramente come un pompiere che spegne un fuoco alla volta e tutto intorno gliene accendono altri.














































































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martedì, aprile 20, 2004, ore 18:03

Il lato illuminato della strada…

 

Uno dei miei miti preferiti e’ quello di Sisifo che spinge e spinge un sasso su per la collina solo per vederlo rotolare a fondovalle quando e’ quasi giunto in cima, quando si dice testardaggine...

 

La mia attivita’ lavorativa e’ simile a quella del pompiere a cui viene data una bacinella per vuotare un fiume in piena, piu’ togli acqua, piu’ quella arriva a bagnarti, se non fai attenzione rischi di finire annegato.

 

In situazioni simili o riesci ad essere contento per ogni piccolo successo, leggi ogni cliente soddisfatto perche’ gli hai risolto il problema, o vieni sommerso dal diluvio di richieste che si sommano le une alle altre.

 

Alle volte tra di noi ci paragoniamo a pugili che sventagliano I guantoni a destra ed a sinistra alla cieca giusto per riuscire ad evitare la gragnuola di colpi che ci sta arrivando da ogni direzione.

 

Certo che capita che riusciamo a risolvere qualche cosa di importante ed allora per mezza giornata un po’ di soddisfatto riposo lo prendiamo, ma molto spesso questo non basta.

 

Vi e’ allora chi evade o chi si crea dei trucchi mentali per darsi sollievo, credo sia una strategia commune a parecchie situazioni lavorative stressanti, come quelle a contatto con il pubblico spesso sono.

 

Io tendo a guardare le cose dal loro lato bello, evito di lasciarmi contagiare dai ripetuti problemi incontrati, sono un professionista fino in fondo e mi rilasso, questo spesso viene apprezzato, altre volte irrita.

 

Quando arrivo alla fine della giornata pero’ mi ricordo di Sisifo e mi dico che domani il sasso lo ricomincio a spingere.

 

The long and winding road that leads to your door
Will never disappear.
I've seen that road before,
It always leads me here, lead me your door
Many times I've been alone
And many times I've cried
Anyway, you'll never know the many ways I've tried
But still they lead me back to the long and winding road.
You left me standing here
A long long time ago
Don't keep me waiting here,
Lead me to your door
Don't keep me waiting here,
Lead me to your door
The wild and windy night
That the rain washed away
Has left a pool of tears
Crying for the day
Don't leave me waiting here (don't keep me waiting)
Let me know the way
 

 

(The long and winding road – Paul Mc Cartney)

 

Il viaggiatore vorrebbe rinforzarsi per non sentire la fatica nel portare la roccia su per la collina.




















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domenica, aprile 18, 2004, ore 10:13

Risorse proprie e solidarieta’…

 

Ci sono giorni in cui si preferirebbe trovare un po’ di aiuto intorno, ci si sente, e magari lo si e’ anche, soli, un immenso mondo li’ fuori e noi piccoli con I nostri problemi alla merce’ di noi stessi e dei nostri desideri.

 

Lontano il periodo in cui si pensava da altri potessero arrivare risposte, genitori in primis e chi ci stava intorno in seguito, sempre bisogna trovare le risposte in noi stessi gli altri eventualemnte seguiranno.

 

E’ un lungo viaggio avvolti nel mantello dei viandanti a bussare alle porte di qualcuno quando fa freddo, per trovare un po’ di calore e compagnia umana, ma in fondo in fondo il calore del proprio cuore resta sopito, circondato da uno strato di giacchio che e’ difficile sciogliere.

 

Marinai si vaga di porto in porto per poter eventualmente fuggire tutto, noi stessi in primis o per trovare quella terra promessa di cui tanto vagheggiamo nei nostri sogni lucidi, illusione tra le illusioni.

 

Strano e’ che anche se ci giungiamo a quel paradiso tropicale che con il suo calore e le sue incredibili risorse ci offre un rifugio speciale abbiamo scoperto che non si riesce a tornare indietro e che molti dei nostril compagni di viaggio si sono fermata prima.

 

Tutto il mondo e’ oramai abitato e cosi’ sara’ anche per la nostra destinazione, ma chi ci e’ giunto prima di noi avra’ ancora energie ed entusiasmo per migrare nuovamente in cerca di nuovi lidi, laddove noi ci siederemmo all’aria aperta a ritemprarci, a coltivare energie per partire per nuove sfide, salvo quando forse ci renderemo conto di essere troppo vecchi per affrontarle.

 

A quell punto forse scopriremo che siamo stati maestri di noi stessi insieme alla migliore delle professoresse, la vita, che tutto ci mostra coperto da un velo che I nostri occhi e la nostra ragione devono ogni giorno saper perforare per poter comprendere la lezione.

 

You turn me on, you lift me up
And like the sweetest cup I'd share with you
You lift me up, don't you ever stop, I'm here with you

Now it's all or nothing
'Cause you say you'll follow through
You follow me, and I, I, I follow you

What you gonna do when things go wrong?
What you gonna do when it all cracks up?
What you gonna do when the Love burns down?
What you gonna do when the flames go up?
Who is gonna come and turn the tide?
What's it gonna take to make a dream survive?
Who's got the touch to calm the storm inside?
Who's gonna save you?
Alive and Kicking
Stay until your love is, Alive and Kicking
Stay until your love is, until your love is, Alive

Oh you lift me up to the crucial top, so I can see
Oh you lead me on, till the feelings come
And the lights that shine on
But if that don't mean nothing
Like if someday it should fall through
You'll take me home where the magic's from
And I'll be with you

What you gonna do when things go wrong?
What you gonna do when it all cracks up?
What you gonna do when the Love burns down?
What you gonna do when the flames go up?
Who is gonna come and turn the tide?
What's it gonna take to make a dream survive?
Who's got the touch to calm the storm inside?
Don't say goodbye
Don't say goodbye
In the final seconds who's gonna save you?

Oh, Alive and Kicking
Stay until your love is, love is, Alive and Kicking
Oh, Alive and Kicking
Stay until your love is, love is, Alive and Kicking
 

 

(Alive and kicking – Simple Minds)

 

Il viaggiatore guarda opuscoli sui Caraibi e fantastica.











































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venerdì, aprile 16, 2004, ore 15:47

Mordendo il biscotto della vita…

 

Oggi il termometro corteggia I 20 gradi e siamo in salita, il sole la fa da padrone e l’aria diventa frizzante, sembra quasi estate, gli alberi in fiore poi fanno la loro figura.

 

Strano a dirsi con questi tempi I battiti del mio cuore accellerano, e tutto intorno sembra agevolarlo, la musica aumenta il numero delle battute, il motore romba, sale di giri, il piede si fa piu’ pesante e la macchina si invola verso la liberta’, il finestrino scende ed una dolce brezza entra dal finestrino.

 

L’ultimo CD di Anastacia risuona nell’aria e la bocca si solleva in un sorriso che e’ allegria, ma anche gioia, di vivere, di assaporare giornate simili, di lasciarsi andare e di non badare una volta tanto a cosa il domani portera’ con se’.

 

Alle volte ci si e’ tanto abituati ad addentare I bordi e sbocconcellare certi cibi che si e’ quasi dimenticato che talvolta si puo’ essere ingordi e mordere I biscotti affondando nella frolla, lavorandoli nel palato, assaporandoli senza fine.

 

La vita in queste giornate sembra diversa, sembra che il tempo voli senza che si riesca mai a fare niente o forse si fa’ di tutto senza rendersene conto, perche’ si lavora con allegria.

 

Le finestre di casa sono ora aperte a far entrare un po’ d’aria nuova ed io sono una volta tanto finalmente soddisfatto, mi sa che devo tirare fuori il giubbotto estivo.

 

Credo abbiam perso la testa
o soltanto perso di vista
le cose più vere
nel mare in tempesta
e forse non basta
Ma confesso di avere paura
e non mi era ancora successo
paura del mondo
di te e a volte anche di me stesso
no, no, non passa
Abbiamo un battito
che batte come un martello
pneumatico in noi
ma se lo controlli
col senno di poi
non batterà mai
Abbiamo un battito sano
che ci prende la mano
come una moto che va
che va controvento
in velocità
è un rischio si sa
Se questo mondo non è mai
come lo volevi tu
se ti vien voglia di gridare
non fermarti più
È il battito animale
batte come non ce n'è
e c'ha un tiro micidiale
che ti prende
che ti porta via con sé
No che non smette di picchiare
fino a quando non sarà
il tuo battito normale
quell'istinto naturale che c'è in te

dentro te
Batte ogni volta che suono
con la mia band
Batte più forte
batte fino alla morte
a volte batte nella musica pop
e va contro tempo
è la parte di te
più vera che c'è
E allora prova a lasciarti andare
che ti sale su
va dritto al centro del tuo cuore
e non si ferma più
È il battito animale
batte come non ce n'è
e c'ha un tiro micidiale
che ti prende
che ti porta via con sé
No che non smette di picchiare
fino a quando non sarà
il tuo battito normale
quell'istinto naturale che c'è in te

dentro te
Batte e ribatte che sa di tribale
è il nostro essere naturale
che batte batte batte e si ribella
a questa nostra vita al mondo che
ci ha cambiato molto sì
ma non fino in fondo
no, no, no, non passa
E allora batte, batte, batte
interminatamente il battito animale
che è nella gente
e se lo vuoi ascoltare
ti dirà
no, no, no, non passa
(Abbiamo un battito)
(che batte come un martello)
(pneumatico in noi)
(ma se lo controlli)
(col senno di poi)
(non batterà mai)
(Abbiamo un battito sano)
(che ci prende la mano)
(come una moto che va)
(che va controvento)
(in velocità)
(è un rischio si sa)
 

 

(Il battito animale – RAF)

 

Il viaggiatore alza il volume e si lascia cullare dalla musica e canticchia certi motivi.





















































































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giovedì, aprile 15, 2004, ore 18:17

Laggiu’ in mezzo al mar…

 

Splendida canzone nella versione di Cochi e Renato, penso che a breve cambiero’ template, questa voglia di cambiamento ed iniziativa nasce anche dal numero di visitatori che sta per raggiungere la quota per me inaspettata e stellare di cinquemila contatti, grazie a voi tutti.

 

Questo blog e’ nato da un’insolita intraprendenza, insolita per me, era giunto un momento di lanciarsi e mettersi alla prova, e molte delle risposte ricevute no me ne fanno rimpiangere un secondo la decisione.

 

Gli inizi sono stati stentati come tutti gli inizi, l’importante era continuare, insistere e cercare di migliorarsi, come in ogni attivita’ cominciata da poco.

 

Da bambino incominciai presto a nuotare, mi portavano I nonni paterni in un’amena localita’ vicino al confine allora Jugoslavo, Lazzaretto, come molti bambini della mia eta’, 3 anni e mezzo se ricordo bene, utilizzavo dei braccialetti di plastica gonfiati per aiutarmi nel galleggiare.

 

Gia’ l’estate successiva I bracciali non servivano piu’, mia nonna aveva stabilito che dovessi nuotare senza aiuti ed allora via a spingermi nel tuffo in acqua senza supporti.

 

Saltare nel mare e’ sempre una bella sensazione, fatto strano non sai mai come ti accolga se freddo o caldo, ma quando entri ti ritrovi circondato ed accudito, a lanciarmi dai moletti non ho mai avuto paura, anzi.

 

Anche nella vita alle volte bisogna gettarsi cosi’ allo sbaraglio, il piu’ delle volte anche se si teme di trovare la porta chiusa, ci si ritrovera’ circondati ed accuditi, specie se si e’ disponibili ai sacrifici.

 

L’indecisione non sempre paga ed alle volte si innervosisce chi da dietro o gia’ nel mare aspetta che noi ci si tuffi, ma quanto coraggio richiedono certi tuffi, specie se ci si e’ tolti da poco I bracciali.

 

Esistono molti mari, ma l’acqua e’ sempre la stessa, nuotare lo si impara una volta per sempre e ritorna utile quando meno te lo aspetti.

 

I get up, and nothing gets me down
You got it tough/I've seen the toughest around
And I know, baby, just how you feel
You've got to roll with the punches to get to what's real

Oh can't you see me standing here
I've got my back against the record machine
I ain't the worst that you've seen
Oh can't you see what I mean?

Might as well jump/Jump
Might as well jump
Go ahead, and jump/Jump
Go ahead, and jump

Ah - oh/Hey you/Who said that?/Baby how you been?
You say you don't know, you won't know/Until you begin

Well can't you see me standing here
I've got my back against the record machine
I ain't the worst that you've seen
Oh can't you see what I mean

Might as well jump/Jump
Go ahead, and jump
Might as well jump/Jump
Go ahead, and jump/JUMP

Might as well jump/Jump
Go ahead, and jump
Get it and jump/Jump
Go ahead, and jump
JUMP/JUMP/JUMP/JUMP
 

 

(Jump – Van Halen)

 

Il viaggiatore guarda il sole e pensa a quando bambino saltava, prendeva la scaletta, saliva e poi saltava di nuovo.

































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mercoledì, aprile 14, 2004, ore 16:52

Cambiamenti

 

Tanti dialoghi un po’ tristi recentemente, persone un po’ depresse da circostanze, casi della vita ed affini, io una volta tanto mi trovo a sorridere ed a cercare di risollevare con le battutine stupide che il sorriso spesso lo ottengono. Che abbia sbagliato mestiere?:)

 

Sono contento, si’, perche’ ogni mattina il sole splende all’orizzonte e qui le giornate sono cambiate e qualche albero in fiore lo si vede, tanto che la voglia di viaggiare sempre presente non e’ cosi’ pressante.

 

Mi capita di sorridere ogni giorno ed I livelli di energia aumentano tanto che mi sento di sprizzare scintille in giro e sono sempre allegro, per quanto stanco, chissa’ se durera’?

 

Molti colleghi stanno cambiando ruolo ed inizio anche io a guardarmi intorno ma non vedo urgenza, forse tra sei mesi un’anno, al momento, secondo me loro sono le prime avvisaglie di una brezzolina leggera che forse diventera’ vento e gonfiera’ anche le mie vele.

 

Il vento, bel fenomeno, conosco chi ne ricavava fastidio e mal di testa, io l’ho sempre amato fin da quando bambino mi sollevava e mi avrebbe portato via se la mano gentile di mia mamma o mia nonna non mi avesse trattenuto con se’, chissa’ dove sarei finito?

 

Stranamente quando ho fatto il mio solo ed unico corso di vela il vento era purtroppo assente cosi’ ho praticato il mio braccio nel pagaiare tramite timone ed odiato quel mio piccolo optimist cosi’ lento e goffo, salvo se era lui lo splendido rosso fiammante resinato Charlie Brown, un nome, una garanzia!8-))))

 

Credo di avere ancora a casa dei miei quel corpetto salvagente arancione, quale fastidio dava alle volte quando il sole picchiava ed il vento era assente nel caldo agosto, ma almeno ti sporgevi dal bordo e toccavi lui, l’energia, la freschezza, la presenza sempre rassicurante del mare, compagno di mille avventure e che oramai vedo solo nei miei sogni da questa citta’ continentale.

 

C'était un cordonnier, sans rien d'particulier
Dans un village dont le nom m'a échappé
Qui faisait des souliers si jolis, si légers
Que nos vies semblaient un peu moins lourdes à porter
Il y mettait du temps, du talent et du coeur
Ainsi passait sa vie au milieu de nos heures
Et loin des beaux discours, des grandes théories
A sa tâche chaque jour, on pouvait dire de lui
Il changeait la vie

C'était un professeur, un simple professeur
Qui pensait que savoir était un grand trésor
Que tous les moins que rien n'avaient pour s'en sortir
Que l'école et le droit qu'a chacun de s'instruire
Il y mettait du temps, du talent et du coeur
Ainsi passait sa vie au milieu de nos heures
Et loin des beaux discours, des grandes théories
A sa tâche chaque jour, on pouvait dire de lui
Il changeait la vie

C'était un p'tit bonhomme, rien qu'un tout p'tit bonhomme
Malhabile et rêveur, un peu loupé en somme
Se croyait inutile, banni des autres hommes
Il pleurait sur son saxophone
Il y mit tant de temps, de larmes et de douleur
Les rêves de sa vie, les prisons de son coeur
Et loin des beaux discours, des grandes théories
Inspiré jour après jour de son souffle et de ses cris
Il changeait la vie 

 

(Il changeait la vie – Jean Charles Goldmann)

 

Il viaggiatore guarda il sole e sogna il mare.

























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martedì, aprile 13, 2004, ore 17:34

Uomini sbagliati

 

Sabato mi sono divertito con la visione alla televisione del diario di Bridget Jones, bella rappresentazione di una generazione di trentenni, molto inglese, tanto che per fortuna Muccino ha pensato a rappresentare gli equivalenti italiani nei suoi film.

 

Del film mi ha colpito una frase che echeggiava una dichiarazione sentita in autobus da tre ventenni qualche anno fa, la frase del film era detta ad un pranzo di quelli formali con conoscenti sposati e si chiedeva cosa hanno di sbagliato questi trentenni che non vogliono piu’ sposarsi.

 

Le ventenni dicevano che un ventiseienne che non si fosse gia’ sposato non lo avrebbero mai voluto come ragazzo perche’ qualcosa di sbagliato di sicuro doveva avercela.

 

Oggi il Corriere mi dice che anche se ci si sposa lo si fa con matrimoni tra simili e spesso per convenienza e inizio a pormi qualche domandina, del genere ma cosa c’e’ di sbagliato in me?

 

Io credo che in Italia purtroppo a ventanni a meno che figlio di papa’ molto difficilmente riesci a garantire una certa indipendenza alla coppia e quindi hai da un lato gli uomini che o se ne fregano e rifuggono ogni responsabilita’ facendo I farfalloni di fiore in fiore o si danno da fare e di fronti alle varie tigri femminili tendono a preferire un matrimonio di convenienza che poi si sa come finisce o una straniera che da’ meno difficolta’ iniziali legate alle aspettative.

 

Io una volta parlavo di matrimonio, ma sono finito come un uomo a mare, naufrago in mezzo alle tempeste, generate da diverse richieste di garanzie economiche, appartamento, mobili e via dicendo, da cio’ la mia estrema sensibilita’ in merito ad argomenti simili.

 

E’ proprio vero che quando si vorrebbe la bicicletta manca, e quando la si ha si e’ ormai perso la voglia di pedalare, strano mondo ci stanno lasciando I nostril genitori e brutto paese stiamo consegnando ai nostri eredi.

 

É l'uomo per me,

fatto apposta per me,

è forte con me e da uomo sa dir,

parole d'amor...

Ma ciò che amo in lui,

è il ragazzo che,

nasconde in sé...

É l'uomo per me,

è sicuro di sé,

da uomo so già,

i progetti che ha,

i sogni che fa...

Ma ciò che amo in lui,

è il ragazzo che,

nasconde in sé...

Mai nessuno saprà

separarlo da me,

ogni giorno saprò,

con lui restar...

É l'uomo per me,

sicuro di sé,

è forte con me e come un uomo sa dir,

parole d'amor...

Ma ciò che amo in lui,

è il ragazzo che,

nasconde in sé...

(É l'uomo per te) Ma è un ragazzo ancor per me...

(É l'uomo per te) Per questo trovo in lui l'amor....

(É l'uomo per te) Ma è un ragazzo ancor per me...

 

(L’uomo per me – Mina)

 

Il viaggiatore crede che una vita di coppia presuppone l’esistenza di una coppia.

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lunedì, aprile 12, 2004, ore 00:21

Nodi e complicazioni..

 

Si narra che Alessandro Magno dinanzi ad un dilemma che aveva bloccato molti intraprendenti giovani ovvero il Nodo di Gordio lo rissole con piglio militare tagliandolo con la spada.

 

Similmente Richard Powell nello splendido romanzo “il soldato” descrive Il protagonista che fanciullo ricostruisce Waterloo rapito dall’ammirazione per Napoleone come I fatti si erano svolti e il padre gli spiego’ come avrebbe travolto gli inglesi con una carica di cavalleria, cambiando la storia.

 

Alle volte ci sono risposte semplici ai dilemma piu’ intricati, non sempre la brutalita’ lascia spazio alle delicatezze, ma aiuta a risolvere situazioni complicate, lasciando delle macerie di cui bisogna tener conto in seguito.

 

L’indecisione ci porta a soppesare mille alternative e se protratta per lungo tempo all’inazione, alle volte e’ un bene rompere gli indugi e partire.

 

Cosi’ anche I casini che si sovrappongono gli uni agli altri, o li si prende uno alla volta o ci si da un bel taglio netto e si ricomincia, I tagli netti disfano l’opera e lasciano dei tronconi spezzati…. Bisogna vedere quale sia la cosa migliore.

 

Io sono una persona portata all’azione naturalmente, molto impulsivo, un mio ex-manager mi ha dato un ottima raccomandazione, siediti, respira e conta fino a dieci prima di parlare, da allora ho sempre preparato prima I discorsi e pensato almeno tre volte prima di agire.

 

Quanto mi mancano I momenti pero’ in cui partivo lancia in resta contro il castello lontano, ma anche questo temo faccia parte del crescere.

 

If you need me, call me.
No matter where you are,
no matter how far.
Just call my name.
I'll be there in a hurry.
On that you can depend
and never worry.
You see, my love is alive
it's like a seed that only needs
the thought of you to grow.
So if you feel the need for company,
please, mij darling, let it be me.
I may not be asble to express
the depth of the love I feel for you,
but a writer put it very nicely.
When he was away from the one he loved,
he sat down and wrote these words:
No wind, no rain
nor winter's cold
can stop me, babe
if you're my goal

No wind, no rain
can stop me, babe
if you wanna go

I know, I know you must follow the sun
wherever it leads
but remember
if you should fall short of your desires
remember life holds for you one guarantee
you'll always have me

And if you should miss my love
one of these old days
if you should ever miss the arms
that used to hold you so close, or the lips
that used to touch you so tenderly
just remember what I told you
the day I set you free

Ain't no mountain high enough
Ain't no valley low enough
Ain't no river wild enough

To keep me from you.

 

(Ain’t no mountains high enough – Diana Ross)

 

Il viaggiatore naviga in acque tranquille ed aiuta altri naviganti in difficolta’.

 

 

 














































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venerdì, aprile 09, 2004, ore 15:23

Albe, tramonti ed arcobaleni

 

Da bambino amavo I tramonti, durante uno dei viaggi per l’Australia sono restato affascinato al finestrino dell’aereo a guardare l’aurora e l’alba, quali colori incredibili, credo che foto simili rendano l’idea. 

Come il cielo riesca con diversi colori a rendere I nostri stati d’animo o talvolta riesca a cambiarcelo mi sorprende sempre, un po’ come l’arcobaleno che risplende tra le nubi a celare un tesoro nascosto alla sua fine.

 

La vita in fin dei conti e’ anche questo un alternarsi di colori, sta in noi vederli distinti ed apprezzarli per quello che sono invece di lasciarsi andare e considerarli un tutt’uno.

 

Uno dei vari cocktail che amo e’ il Tequila Sunrise, in un tumbler, tequila/succo d’arancia e sciroppo di granatina, e’ un po’ una parabola di tante vite o almeno della mia: l’amaro della tequila, il sapore di contorno del succo d’arancia ed un po’ di dolce sciroppo, che tende spesso ad accumularsi sul fondo.

 

Un bel diffuso arancio con una striatura di rosso, colori vivi, colori caldi messi li’ a mostrarci come si possa trovare anche nelle giornate piu’ fredde un po’ di calore attorno.

 

La memoria stessa tende a comportarsi cosi’, il dolce va sul fondo e pian piano l’amaro finisce per primo, per quanto liquore possiate metterci, lasciando sempre un sentore piacevole alla fine.

 

Un altro giorno passa ed il sole continuera’ a tramontare ed a sorgere.

 

You with the sad eyes
Don't be discouraged, though i realize it's hard to
take courage in a world, full of people,
you can lose sight of it
And the darkness inside you
will make you feel so small

But I see your true colors, shining through
I see your true colors, and that's why I love you
So don't be afraid, to let them show
Your true colors, true colors
Are beautiful, like a rainbow

Show me a smile, don't be unhappy
I can't remember when i last saw you laughing
If this world makes you crazy and
you've taken in all you can bear
You call me up- because you know I'll be there

I can't remember when I last saw you laughing
If this world makes you crazy
and you take in all you can bare
You call me up- because you know I'll be there

And I see your true colors, shining through
I see your true colors and thats why I love you
So don't be afraid to let them show
Your true colors, true colors,
True colors, are shining through
I see your true colors and that's why i love you
So don't be afraid to let them show
Your true colors, true colors
Are beautiful, like a rainbow

 

(True colours – Cindy Lauper)

 

Il viaggiatore augura a tutti voi nella blogosfera una buona Pasqua!































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giovedì, aprile 08, 2004, ore 16:52

Un mondo di sciuponi

 

Tanti post recenti su come sia la persona dell’altro sesso che ci affascini e come mai la sbandata la si prende sempre per il/la tipo/a sbagliato, il ribelle alla James Dean invece del troppo quotidiano ed accomodante Clark Kent.

 

Credo che ci sia sempre spazio per gli errori e si finisca per prendere le scelte giuste dopo una serie di tentativi, certi/e  non vogliono capirla e continuano a sbattere la testa o peggio le corna contro il muro.

 

Metto in conto quindi cotte ed errori di adolescenza e sospetto che tutti noi maturando capiamo come debba essere la nostra meta’ ideale, c’e’ anche chi ci scrive senza averla mai incontrata.

 

L’importante e’ essere sicuri in noi stessi, poi il/la fortunato/a ed I casi della vita riusciamo a gestirli, siano buoni e bravi o belli e maledetti, il mondo e’ bello perche’ vario.

 

Si puo’ sempre gettarsi dal grattacielo invece di prendere l’ascensore, l’importante e’ avere un paracadute, la fiducia in se’ stessi, e tenere sempre gli occhi aperti.

 

L’errore piu’ grosso che in molti/e facciamo e’ quello di costruire attorno al partner un ritratto con cui lo confrontiamo giornalmente, fino a che riusciamo a sovrapporli o che la differenza ci colpisca tanto da farci scappare.

 

I gusti personali poi sono tali e non sempre e’ detto che chi piace a qualcuno piaccia ad altri, le coppie sono belle proprio perche’ tali, in questa dualita’ nessuno e’ perfetto e questa e’ forse l’unica regola che c’e’ come direbbe il buon Ferradini.

 

Siamo tutti un po’ sciupauomini o sciupafemmine come direbbe Drake, salvo poi capire quando le cose funzionano veramente e perseguire, invece di lasciarle cadere come tante altre avventure, quelle sono le storie che realmente conteranno, le altre essendo dei piacevoli fatti di contorno.

 

La mia donna è l’amica che non stanca
la mia banca, il mio avvocato,
la mia stella della sera
non è un gioco vivere con me
mi conosce come le sue mani
è innamorata ma sa sempre quel che fa.
La mia donna è un discorso complicato,
una canzone che mi toglie tutto il fiato,
mi assomiglia è una foglia al vento come me
sempre appesa al filo, di un pallone
fa il muso se è ferita
mi sveglio e se ne è andata.
Donne immaginate vere
grandi sfide dentro al nostro confine
ti affondano radici tenere
con un vestito di una notte sola
donne d’amore, donne d’avventura
che ti asciugano la pioggia dagli occhi
quando sei lontano dal tuo cuore
e sei cattivo e non sai più capire
perché stai male con te.
La mia donna è una palma spettinata
sa suonare e cucinare
e per giocare l’ho tradita
lei mi ha detto potrei farlo anch’io
stacci attento perché poi fa male
e gli occhi parlan chiaro
di più delle parole.
Donne in tasca e nei pensieri
che ci stancano e ci fanno parlare
due minuti di un amore insegnano
più di una vita a correre e cadere
cambiare albergo non ti serve a niente
le città, le stanze son tutte uguali
quando schiacci i tasti dei ricordi
quando hai capito tutto troppo tardi
e non puoi fare di più.
La mia donna è nel suo tempo migliore
proprio adesso che non è più la mia donna
ci parliamo mi capisce senza nostalgia
sono i tempi che erano sbagliati
potessi riprovare potessimo rifare

 

(La mia donna – Pooh)

 

Il viaggiatore non ha mai tradito, ma questa canzone gli ha sempre toccato il cuore e porta dietro tanti bei ricordi.








































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mercoledì, aprile 07, 2004, ore 17:35

Recipienti e contenuti

 

Considerazioni sparse in un giorno in cui il lavoro e’ molto ed il bel tempo latita, mentre la novalgina abbonda, ma proprio meteoropatico dovevo nascere?

 

Se la testa mi esplode mi arrestano per uso di arma impropria?

 

Strana cosa I contenuti, io ho smesso di scrivere umorismo quando mi sono reso conto che cio’ che mi faceva ridere non aveva lo stesso effetto sugli altri.

 

Ho da allora sempre preferito offrire una cornice che poi il quadro lo dipingesse chi guardava I contorni, tanto comunque ognuno di noi raffigura qualcosa di diverso nello stesso istante a guardarlo.

 

 

Magritte mi piace molto anche per questo, nega sempre anche l’evidenza, a partire dalla scritta questa non e’ una mela su di una mela, vi e’ una grossa verita’ nel fatto che la verita’ la costruiamo noi giorno per giorno e spesso vediamo cio’ che vogliamo vedere.

 

Tanti odiano la scuola perche’ offre una realta’ costruita, artefatta, una verita’, tanti la amano per lo stesso motivo, io sono un viaggiatore, come un mio magnifico antenanto passeggio per le strade con una lanterna alla ricerca della verita’, gia’ sapendo che magari e’ diversa il giorno dopo.

 

Quando mi chiedono di dare un training, una lezione, penso sempre ad instillare la mia stessa curiosita’, la voglia di discutere, di commentare, di non credere fino in fondo a quello che viene detto, e di chiedere, pensare con la propria testa e sbagliarsi o magari raffigurare il tutto in una maniera inaspettata.

 

Questo atteggiamento costringe a stare attenti ma dall’altro lato fornisce I mezzi per capire per conto proprio e per poter prendere la propria strada consci che ve ne sono altre che stiamo evitando.

 

She drove a long way through the night
From an urban neighborhood
She left her mother in a fight
For a dream misunderstood
And her friends they talk on corners
They could never comprehend

But there was always something different
In the way she held a stare
And the pictures that she painted
Were of glamour and of flair
And her boyfriend though he loved her
Knew he couldn't quite fulfill
He could never meet her there

She's never gonna be like the one before
She read it in her stars that there's something more
No matter what it takes, no matter how she breaks
She'll be the Queen of Hollywood

And the cynics they will wonder
What's the difference with this dream
And the dreams of countless others
All believing in TV
They see their handprints in a sidewalk
Flashing cameras on the scene
And a shining limousine

She's never gonna be like the one before
She read it in her stars that there's something more
No matter what it takes, no matter how she breaks
She'll be the Queen of Hollywood
She's believing in a dream
(Queen of Hollywood)
It's a loaded fantasy, yeah, yeah, yeah...

Now her mother collects cut-outs
And the pictures make her smile
But if she saw behind the curtains
It could only make her cry
She's got hand prints on her body
Sad moonbeams in her eyes
not so innocent a child

She's never gonna be like the one before
She read it in her stars that there's something more
No matter what it takes no matter how she breaks
She'll be the Queen of Hollywood, (Queen of Hollywood)
No she's never gonna be like the one before
She read it in her stars that there's something more
No matter what it takes and even though she breaks
She'll be the Queen of Hollywood
She's the Queen of Hollywood...
Queen of Hollywood, (Queen of Hollywood) and
Her friends still talk On Corners, (Queen of Hollywood)
Yeah yeah yeah-ie...
She's the Queen of Hollywood...
Queen of Hollywood... 

 

(Queen of Hollywood – The Corrs)

 

Il viaggiatore continua a credere che da qualche parte due piu’ due non faccia sempre quattro.


























































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lunedì, aprile 05, 2004, ore 23:35

Rischi controllati

 

Strana cosa il rischio, Io sono un po’ giocatore in questo, gambler, amo prendere rischi ma in determinate situazioni e mai per il rischio puro e semplice, una situazione su cui posso influire insomma.

 

Del trampolino ho detto in passato, si al trampolino ed alle piattaforme, le prime due ma non l’ultima, si alla velocita’ ma non in condizioni di asfalto viscido o per strade strette.

 

Ho una lunga serie di testimonianze e cicatrici a ricordarmi che il rischio e’ tale senza considerazione per le condizioni in cui viene preso, ma chissa’ perche’ mi sembra piu’ accettabile, come se l’incoscienza con dei limiti diventasse saggezza.

 

Mi ricordo a provare la pista di discesa dei mondiali di sci invernale a Sierra Granada senza I miei Salomon da speciale ipersciancrati, con dei sci a noleggio da 1.90 e scarponi larghini, a vedere per dei saltini sulle cunette con le inevitabili conseguenze del caso, poco male a cadere ci si rialza.

 

Sara’ che vivendo a mille KM dal piu’ vicino familiare ho un po’ di paura ad avere a che fare con un qualsiasi infortunio che potrebbe rendermi seppur parzialmente invalido, fatto sta che mi tengo d’occhio.

 

Strana situazione questa del fare il guardiano di me stesso, come un osservatore remoto che interviene prima che le cose volgano al peggio, alle volte il mio io interiore mi odia per questo.

 

Quante volte contare fino a dieci bastera’? Forse dovrei mettere la testa a posto prima o poi, preferibilmente poi.

 

Voglio una vita maleducata

Di quelle vite fatte, fatte così

Voglio una vita che se ne frega

Che se ne frega di tutto, si

Voglio una vita che non è mai tardi

Di quelle che non dormo mai

Voglio una vita di quelle che non si sa mai

 

E poi ci troveremo come le star

A bere del whisky al Roxy bar

O forse non ci incontreremo mai

Ognuno a rincorrere i suoi guai

Ognuno col suo viaggio

Ognuno diverso

E ognuno in fondo perso

Dentro i fatti suoi

 

Voglio una vita spericolata

Voglio una vita come quelle dei film

Voglio una vita esagerata

Voglio una vita come Steve McQueen

Voglio una vita che non è mai tardi

Di quelle che non dormi mai

Voglio una vita, la voglio piena di guai

 

E poi ci troveremo come le star

A bere del whisky al Roxy bar

Oppure non ci incontreremo mai

Ognuno a rincorrere i suoi guai

Ognuno col suo viaggio

Ognuno diverso

E ognuno in fondo perso

Dentro i fatti suoi

 

Voglio una vita maleducata

Di quelle vite fatte così

Voglio una vita che se ne frega

Che se ne frega di tutto, si

Voglio una vita che non è mai tardi

Di quelle che non dormi mai

Voglio una vita

Vedrai che vita, vedrai

 

E poi ci troveremo come le star

A bere del whisky al Roxy bar

O forse non ci incontreremo mai

Ognuno a rincorrere i suoi guai

E poi ci troveremo come le star

A bere del whisky al Roxy bar

O forse non ci incontreremo mai

Ognuno a rincorrere i suoi guai

 

Voglio una vita spericolata

Voglio una vita come quelle dei film

Voglio una vita esagerata

Voglio una vita come Steve McQueen

Voglio una vita maleducata

Di quelle vite fatte, fatte così

Voglio una vita che se ne frega

Che se ne frega di tutto, si  

 

(Vita spericolata– Vasco Rossi)

 

Il viaggiatore inspira e soffia due volte a lasciare un po’ di tempo prima di inspirare di nuovo e poter scaricare la tensione.

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lunedì, aprile 05, 2004, ore 01:16

Aprire la bocca e parlare…

 

All’inizio di questa avventura, prima ancora di trasferirmi a Bruxelles, ho capito che potevo fare il grande passo da una conversazione, erano due anni che non parlavo in francese ed averlo fatto senza pensarci e scivolare nelle vecchie abitudini era un grosso primo passo nell’entrare in questa nuova realta’.

 

Il fatto che non mi fossi adagiato sull’inglese utilizzato di recente era una chiara indicazione del fatto che potevo cambiare senza grossi poblemi, ero finalmente cittadino del mondo.

 

Verso I 6 anni ho iniziato a pensare in una lingua straniera e da allora non ho piu’ mollato questo vezzo, recentemente ho iniziato a rispondere al telefono con un “hallo” perche’ cosi’ non mi impegno su una lingua in particolare e poi scelgo, a seconda dell’interlocutore, per facilitargli la conversazione.

 

Le parole sono un mezzo splendido per fare arrivare certi messaggi secondo me e farlo in maniera che riesca agevole al proprio interlocutore e’ un dolce gesto che tutti dovrebbero tentare ove possibile.

 

Esprimermi in altre lingue, purche’ me ne fossi decentemente appropriato non l’ho mai sentito come un disagio, pensavo gia’ in quella lingua, da li’ alla parola la strada e’ in discesa, si tratta solo di governare il timone con attenzione, come in mezzo alle secche.

 

Alle volte poi ci riescono conversazioni brillanti in cui riusciamo a mettere tutti a loro agio, le parole fluiscono delicate per conto proprio e si pensa pure a cortocircuitare il cervello per non interrompere il fiume ormai in piena, indifferenti realmente a quello che si dice, ma piuttosto a come lo si dice.

 

Le parole spesso trovano strade a noi sconosciute, ma sono sempre ottimi compagne di viaggio in mezzo a questo turbolento e poliglotta mondo quotidiano.

 

Que reste t’il de notre histoire,
Deux ombres qui se séparent, sans même un regard
Des sanglots sur un répondeur
Des fleurs sèchées dans un classeur
La nuit glacée qui dessine
Les rêves à l’encre de chine
Je ne suis la pour personne
Ma vie m’emprisonne

Je veux des mots qui sonnent
Yé yé yé
Des chansons d’amour lancées sur les ondes
Pour faire tomber les murs du monde
Des mots qui résonnent
Yé yé yé
Je veux chanter l’amour chaque seconde
Pour que l’amour, un jour me réponde
Des mots qui sonnent

Des mois passés à attendre un sourire un geste tendre
Les souvenirs quand vient le soir
De deux ombres qui se séparent
Je ne suis la pour personne
Si tu m’abandonnes

Je veux des mots qui sonnent
Yé yé yé
Des chansons d’amour lancé sur les ondes
Pour faire tombé les murs du mondes
Des mots qui résonnent
Yé yé yé
Je veux chanter l’amour chaque seconde
Pour que l’amour, un jour me répond
Des mots qui résonnent

Juste des mots qui sonnent
Yé Yé Yé
Des mots qui sonne
Juste des mots qui sonnent

C'est comme un cadeau du ciel
Tout à coup
C'est le vol d’une hirondelle
Un éclaire échappée belle
Etincelle
Essentiel
En nous

 

(De mots qui resonnent – Jennifer)

 

Il viaggiatore ama lasciar vagare le parole e raccoglierle in seguito, quando si sono estese ed hanno proliferato in terreni fertili...















































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domenica, aprile 04, 2004, ore 00:31

Le piccole abitudini

 

Piccoli gesti si ripetono in una prassi consolidata sino a diventare abitudini da cui ci si stacca a difficolta’, piccolo cose che aiutano a creare una routine di conforto.

 

Il caffelatte alla mattina, uno sguardo alla temperatura esterna ed un’occhiata alla finestra, risvegli che si susseguono, piccolo attivita’ tipo la verifica dell’orologio, e’ nuovamente Sabato.

 

Oggi ho proprio deciso di dare un taglio alle chiome che stanno raggiungendo nelle ultime propagini le spalle, non seguo mode o tagli particolari per I capelli so quello che mi piace e quello che non mi va.

 

Quando sono lunghi sopra le orecchie o riesco a sistemarli o altrimenti bisogna darci un taglio, tendo quindi a privilegiare tagli corti attorno alle orecchie per rinviare il piu’ in la’ possibile il momento dell’appuntamento con il barbiere.

 

Il barbiere e’ una di quelle cose che mi mettono in difficolta’, cosi’ come per il caffelatte mi sono abituato a certi sapori per il barbiere mi sono creato una serie di preferenze.

 

Mi piace parlarci, di argomenti qualsiasi, purche’ si parli, non supporto I silenzi, di solito leggo qualche minuto prima una rivista, questa volta Men’s Health(mi preoccupo della mia capacita’ di autolesionismo alle volte), senza preferenze reali per il sesso, maschio o femmina che sia non mi formalizzo, purche’ sappia quello che fa.

 

I miei capelli non sono troppo difficili, folti e sottili si lasciano tagliare facilmente, ma proprio per questo talvolta qualcuno si adagia e taglia con noncuranza, non considerando a fondo certe piccole difficolta’, ad esempio hanno una piega diversa ai lati ed a tagliarli troppo corti crescono poi come vogliono loro, rendendo difficile una piega qualsiasi.

 

I tagli squadrati mi danno l’aria di quello che sia passato per un paio di forbici ed un cartoccio, quelli tondi mi fanno l’aria da Pallone, per il resto mi adatto, purche’ vengano sfoltiti e non siano spettinati.

 

Una volta avrei strangolato la ragazza che mi aveva tagliato perche’ in preda ad un attacco di fan del compagno di Jennifer Aniston mi aveva fatto un taglio corto alla Brad Pitt, terribile.

 

Ho provato anche I capelli a spazzola e non mi vedo male, salvo che crescono troppo spesso, meglio sfumarli allora e sfoltirli moltissimo, cosi’ resisto un mese, un mese e mezzo o alle volte due.

 

A Bruxelles trovare il barbiere adatto alla bisogna e’ stata un po’ un impresa, quello del momento va bene 4 volte su 5 che laddove non e’ quello a cui sono abituato,e’ comunque una discreta percentuale per quello che mi riguarda.

 

Oggi ha optato per un taglio squadrato, la famigerata Quinta volta, almeno so che le prossime Quattro volte usciro’’ sorridente a specchiarmi nelle vetrine e non sentiro’ lo stomaco rivoltarsi per un’incipiente gastrite nel guardarmi allo specchio.

 

Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra una stella.
Sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla tua porta.
Bianco come la luna il suo cappello,
come l'amore rosso il suo mantello,
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone.
E c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli,
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose le sue mani sui tuoi fianchi.
Furono baci e furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle.
Dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta.
Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.
E come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.

 

(Canzone di Marinella – F. De Andre’)

 

Il viaggiatore cerca sempre il buono in quello che va storto...






























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sabato, aprile 03, 2004, ore 01:20

I migliori anni della nostra vita

 

Gli anni passano, ma tutto sommato hanno un loro equilibrio le due colonne del dare ed avere si equilibrano e il gioco ricomincia.

 

L’eterno togliere ed avere lascia il mare della nostra esistenza tutto sommato imperturbato, le tempeste sono temporanee e scompaiono rapide all’orizzonte, le siccita’ riducono di poco il livello dell’acqua.

 

Alle montagne si succedono le pianure, in quell’eterna alternanza che rende il paesaggio cosi’ vario ed interessante, nel suo succedersi al finestrino di un treno.

 

E cosi’ ancora ai mille litigi si succedono delle dolcissime paci, tese ed estenuanti ed agli angoli bui dei litigi si succedono le mattine serene dei sorrisi rasserenati.

 

L’inverno del nostro scontento alle volte giunge infine al termine…

 

On cherche les bons mots
Pour se pardonner
Sans qu'ils soient de trop
C'est compliqué
Surtout quand il faut
Ne plus s'aimer
Quand il faut
Ne plus s'aimer
On trouve les bons moments
Et le courage De laisser au temps
Faire son ouvrage

Même si ça brûle
A l'intérieur
Que ça se fait Dans la douleur
On gardera L'amour
Pour le meilleur

Même si ça hurle
Que ça fait peur
Qu'on n'est pas prêt
Pour d'autres coeurs
On se donnera
Toujours Le meilleur

Et l'on se remercie
Quoiqu'on en pense
Rester dans nos vies
C'est une chance
Surtout pour celui
Laissé sans défenses
Pour celui
Laissé sans défenses

Même si ça brûle
A l'intérieur
Que ça se fait
Dans la douleur
On gardera
L'amour
Pour le meilleur

Même si ça hurle
Que ça fait peur
Qu'on n'est pas prêt
Pour d'autres coeurs
On se donnera
Toujours... Le meilleur

Même si ça brûle
A l'intérieur
Que ça se fait
Dans la douleur
On gardera L'amour
On se donnera
Toujours ... le meilleur

 

(Pour le meilleur – Natasha St. Pier)

 

Il viaggiatore apre le finestre a far entrare aria nuova...






















































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giovedì, aprile 01, 2004, ore 17:04