venerdì, febbraio 27, 2004, ore 14:36

A ciascuno la sua scelta…

 

Oggi si viaggia nel ballo dopo aver letto tanti post anche a sproposito via con una rassegna e qualche opinione personale… argomento da fine settimana in fin dei conti.

 

Per me ci sono principalmente tre grosse scuole: europea, caraibica e latina, il tango argentino e’ un po’ a se’, e le danze folkloristiche o da sagra non sono prio il mio genere.

 

Scuola europea, cinque balli, molto impostata, rigida, di scarsa fantasia, in competizione si guarda la lunghezza dei passi, la compostezza e quanto siano sciolti I ballerini, mi diverte ogni tanto ma odio un po’ l’impostazione, I balli sono valzer Viennese, valzer inglese, foxtrot, tango europeo e quickstep.

 

Ballo onestamente foxtrot e valzer inglese, sono secondo me una simpatica deviazione dal ballo del mattone.

 

Scuola caraibica, meringue, salsa e mambo li ho in parte imparati da un’insegnante cubana, sono simpatici, allegri e senza impegno, scarsamente impostati e nella loro evoluzione di gruppo per quanto riguarda la salsa, rueda, esprimono la gioia di vivere.

 

Alla lunga purtroppo mi stufano e non riesco a gioirne fino in fondo, attribuitelo a limiti personali, spesso sono usati impropriamente per l’acchiappo, il meringue e’ di quella sensualita’ godereccia…

 

Scuola latina, il mio parere e’ di parte, facevo competizioni, ma vi trovo dei limiti e delle soddisfazioni; limiti in primo luogo, ambiente terribile, spesso vincolati dalle impostazioni, la gente nell’ambito non e’ sempre delle migliori, si vive con malattia il proprio fisico.

 

I balli sono rumba, la sensualita’ raffinata, la danza dell’amore vissuto con trasporto, risplende nei tempi lenti e prolungati cosi’ tanto nei movimenti da sembrare gesti infiniti; cha cha cha, quello che amavo maggiormente un ritmo sincopato associate a gesti esplosivi, fianchi conturbanti in movimento costante; paso doble, rappresentazione torero-animale, ballerino-ballerina l’uomo guida, nella sevillana per chi e’ stato in Andalusia e’ viceversa, gestualita’ raffinata, duende ripreso dal flamenco(ne faro’ un post a parte); samba, ritmi rapidi, che segano il fiato quando sei ormai distrutto, Jive saltelli impazziti su ritmi sincopati, un bel divertimento.

 

Tango argentino, liberta’ da costrizioni e tempi, fantasia all’opera, ballerino svincolato da ogni commando, ballerina che talvolta vorrebbe sfuggire alle richieste del partner come una donna recalcitrante o sfuggente.

 

E’ il ballo della contesa amorosa, della conquista, dei litigi, delle paci, dei ritrovamenti e delle nuove fughe, una sola parola come direbbe Gen, affascinante!

 

Snippet da una rivista:

 

Ti senti rigido come un pezzo di legno?

Tango Argentino o i "Classici": la postura del corpo non richiede particolare agilità.

Vuoi imparare subito?

Merengue: è facilissimo da affrontare per il principiante, che fin da subito può ballare e divertirsi.

Vuoi fare ginnastica mentre balli?

Rumba Cubana: non c'è parte del corpo che stia ferma quando balli oppure Boogie Woogie e Rock'n'Roll, avendo però cura di scegliere una scuola che faccia fare salti e almeno le acrobazie più semplici, oppure ancora Danze Folk romagnole: giri come una trottola saltellando per la pista.

Vuoi sciogliere il tuo corpo?

Merengue, balli cubani, Lambada, Charleston.

Vuoi curare il tuo portamento?

Flamenco, Paso Doble, Tango Argentino, i "Classici", Tip Tap.

Non senti il tempo?

I "Classici", Merengue, Boogie Woogie: il ritmo è talmente ben scandito che è praticamente impossibile sbagliare il tempo, se ti viene insegnato come tenerlo.

Vuoi essere libero di interpretare la musica?

Rumba, Charleston, Tip Tap, Tango Argentino (per il cavaliere).

Vuoi fare qualcosa di speciale con il/la tuo/a compagno/a nella vita?

Tango Argentino: è estremamente romantico ed affascinante.

 

 

Io non credo esistano limiti per imparare, se ci sono riuscito io con la mia scarsa coordinazione iniziale e rilevante massa penso che tutti con un minimo sforzo possano avvicinarsi a questo splendido e dannato mondo della danza, anche I single in cerca di compagni, laddove io non lo raccomandarei come unica opzione o come la principale.

Got a black magic woman
Got a black magic woman
I've got a black magic woman

Got me so blind I can't see
that she's a black magic woman
She's trying to make a devil out of me

Don't turn your back on me baby
Don't turn your back on me baby
Yes don't turn your back on me baby
Stop messing 'round with your tricks

Don't turn your back on me baby
You just might pick up my magic sticks
Got your spell on me baby
Got your spell on me baby
Yes you got your spell on me baby

Turning my heart into stone
I need you so bad, magic woman
I can't leave you alone

(Black magic woman – Santana)

Il viaggiatore inizia le musiche



















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giovedì, febbraio 26, 2004, ore 23:02

Quando la luna piena diventa arancione…

 

Film carinissimo alla TV oggi, confronto tra I nostril sogni d’infanzia e cosa abbiamo veramente a 40 anni, tema trattato con estema delicatezza.

 

The kid

Il protagonista voleva vincere I suoi demoni d’infanzia, ma nel farlo ha “”ucciso” anche I suoi sogni, il compleanno dei quarant’anni presenta il redde rationem.

 

Io l’ho detto in post passati le mie scelte le ho fatte e ne conosco le conseguenze, cosi’ come il protagonista, chissa se una volta quarantenne anche io riusciro’ a trovare una simile soluzione, so che al momento non la vedrei possibile ne’ ragionevole.

 

E’ bello pero’ talvolta guardare film simili e sperare nel lieto fine.

All the, small things 
True care, truth brings
I'll take, one lift
Your ride, best trip

Always, I know
You'll be at my show
Watching, waiting, commiserating

Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home
Na, Na.......

Late night, come home
Work sucks, I know
She left me roses by the stairs
Surprises let me know she cares

Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home
Na, Na......
Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home

Keep your head still I'll be your thrill, the night will go on, my little
windmill

Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home
Keep your head still, I'll be your thrill, the night will go on, the night will
go on, my little windmill

Gettin' caught up in your game
When you say my name

(All the small things – Blink 182)

Il viaggiatore spegne lo schermo e riflette


























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giovedì, febbraio 26, 2004, ore 17:20

Tremila stelle

 

Ieri ho raggiunto I tremila contatti, sono incredulo, mi trovo bene a scrivere il blog, l’ho iniziato come esercizio di scrittura ed ho finito per trovarvi tanti, splendidi/e compagni/e di viaggio, non so come ringraziarvi della compagnia e delle tante attente ed acute osservazioni che ricevo ogni giorno.

 

Non voglio discutere della motivazione che mi ha spinto ad aprire il blog, per quello aspetto quota diecimila.. ah.. ah.. ah…

 

Oggi ho deciso di spiegare l’origine del nick dato che molti lo hanno chiesto, sono sempre stato innamorato della conversazione tra Ulisse e Polifemo in cui, lui risponde il mio nome e’ nemo, Nessuno e della conversazione successiva tra Polifemo ed I Ciclopi, in cui lui riporta che nessuno gli ha fatto del male.

 

Ci sono state fasi della mia vita in cui essere Nessuno e’ stata una bella e brutta condizione, bella per l’assenza di vincoli e di responsabilita’, brutta per gli avvenimenti che hanno portato a tale stato.

 

Ulisse era un personaggio astuto, intelligente ed amante dei viaggi, cosi’ l’associazione e’ nata anni fa e da allora e’ rimasta, ed anche ora che potrei cambiare mi ritrovo a scivolare con facilita’ in questa veste e rifuggo dall’abbandonarla.

 

Chi vorrebbe diventare come Priamo, in fin dei conti, per vedersi vecchio e con I figli portati via ad uno ad uno…. o essere burbero come un Agamennone che finisce per scegliersi una giovane sposa e portarsi la discordia in casa… no, no, meglio vagare per nove anni lontani da casa, salvo tornarci e non sentirla piu’ propria.

 

Say my name, say my name 
If no one is around you, say "baby I love you"
If you ain't runnin' game
Say my name, say my name
You actin' kinda shady
Ain't callin me baby
Why the sudden change?
Say my name, say my name
If no one is around you, say "baby I love you"
If you ain't runnin' game
Say my name, say my name
You actin' kinda shady
Ain't callin me baby
Better say my name

Any other day I would call, you would say
"Baby how's your day?"
But today it ain't the same
Every other word is uh huh, yea okay
Could it be that you are at the crib with another lady?
If you took it there, first of all, let me say
I am not the one to sit around and be played
So prove yourself to me
Or the girl that you claim
Why don't you say the things
That you said to me yesterday?

I know you say that I am assuming things
Something's going down that's the way it seems
Shouldn't be the reason why you're acting strange
If nobody's holding you back from me
Cause I know how you usually do
When you say everything to me times two
Why can't you just tell the truth?
If somebody's there then tell me who

What's up with this?
Tell the truth, who you with
How would you like it if I came over with my clique
Don't try to change it now
Sayin' you gotta bounce
When two seconds ago, you said you just got in the house
It's hard to believe that you
are at home, by yourself
When I just heard the voice
Heard the voice of someone else
Just this question
Why do you feel you gotta lie?
Gettin' caught up in your game
When you say my name

(Say my name– Destiny’s Child)

 

Il viaggiatore ringrazia con un inchino




















































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giovedì, febbraio 26, 2004, ore 00:01

Dilettanti, competitivi, agonisti, vogliosi di primeggiare

 

Conversazioni di ieri, di oggi e di tanto tempo fa, giorni che si mescolano tra loro, saro’ poi troppo bastian contrario?

 

Vado di seguito a spiegare…

 

Io ho praticato molti sport, forse troppi, tanti fin da dimenticarne qualcuno quando li elenco, questo ha sicuramente tolto la possibilita’ di primeggiare fino in fondo in uno particolarmente, se non altro per il limitato tempo che vi ho potuto dedicare.

 

Ho sempre odiato il dilettantismo, non per la voglia di imparare che presenta, ma per la scarsa costanza ed interesse a dedicarsi all’impegno, sono molto duro in merito, non fare una cosa se sai gia’ che non vi puoi lavorare sopra per migliorarne il livello.

 

Sono sempre stato competitivo o agonista a seconda del caso, lavoravo a fondo su quello che mi interessava, anche se non vi era necessariamente un ritorno adeguato, mi preparavo I miei programmi su cui mi ero lungamente documentato e via dicendo.

 

Ho sempre rifiutato gli assiomi tipo non si puo’ essere polivalenti e via dicendo, ho trovato piu’ facile la polivalenza che l’eccellenza, laddove per una basta un determinato impegno, per l’altra si deve lavorare con e sulla precisione, strumento non sempre facile che collide con una coscienza spesso recalcitrante.

 

Ho letto un post carino su di una partita a scacchi recentemente, l’autore parlava di una partita rovesciata da una situazione di particolare difficolta’, ora questo per me e’ un indice di amatorialita’/dilettantismo, non riuscirei a divertirmi, se fossi stato il suo avversario l’avrei costretto all’abbandono, sono un inguaribile competitivo, chi fosse voglioso di primeggiare per dileggiarlo ulteriormente gli avrebbe mangiato ogni singolo pedone, gicando al gatto ed al topo.

 

Non mi piace perdere, ma lo accetto e so bene che in certe situazioni bisogna lavorare forte per primeggiare, come diceva un giocatore semiprofessionista di bridge con cui discutevo nel passato, bisognerebbe farlo per cio’ che realmente merita e puo’ eventualmente darci da mangiare.

 

Questa visione e’ molto dura e fors’anche cinica ed io all’epoca assai giovane detentore del titolo scolastico regionale di scacchi non lo capivo, con gli anni mi ritrovo a dire che forse aveva ragione e vedo che in realta’ ho finito per adottarla come criterio di distinzione tra gli ambiti in cui voglio competere, quelli in cui voglio essere in gara con altri e quelli in cui voglio primeggiare.

 

E' un mondo difficile
e vita intensa
felicita' a momenti
e futuro incerto
il fuoco e l'acqua
con certa calma
serata di vento
e nostra piccola vita
e nostro grande cuore

Porque voy a creer yo en el amor
si non me entiende no me comprenden tal como yo soy
Porque voy a creer yo en el amor
si me traiciona y me abandona cuando major estoy
No sabemos muy bien entre tu y yo
y aunque parezca no tienes la culpa la culpa es del amor

E' un mondo difficile
e vita intensa
felicita' a momenti
e futuro incerto

No puedo convencer a mi corazon
si yo no dudo y estoy seguro que el tiene razon
No voy a asesinar esa sensacion
si yo la quiero yo la deseo aunque me de' dolor
Yo no quiero sufrir pero aqui' estoy
y estoy sufriendo y no me arrepiento me cago en el amor

E' un mondo difficile
e vita intensa
felicita' a momenti
e futuro incerto
il fuoco e l'acqua
con certa calma
serata di vento
e nostra piccola vita
e nostro grande cuore

Porque voy a creer yo en el amor
si non me entiende no me comprenden tal como soy yo
Porque voy a creer yo en el amor
si me traiciona y me abandona cuando major estoy
No sabemos muy bien entre tu y yo
y aunque parezca no tienes la culpa la culpa es del amor
Yo no quiero sufrir pero aqui' estoy
y estoy sufriendo y no me arrepiento (me cago en el amor) me cago en el amor

Me cago en el amor
Me cago en el amor

Vita mia

E' un mondo difficile
 

(Me cago en el amor – Tonino Carotone)

 

Il viaggiatore fischietta quest’aria e pensa a dove meriti realmente primeggiare…






















































UlisseIlViaggiatore
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mercoledì, febbraio 25, 2004, ore 00:23

Dialetti nostrani… strani tipi gli ibridi…

 

Una delle cose piu’ difficili da capire per chi parla con gli italiani tra gli stranieri e’ la nostra diversita’ in merito ai dialetti.

 

Forse perche’ tutte le altre nazioni hanno visto la cultura nazionale e con essa la lingua affermarsi prima della nostra il dialetto e’ diventata piu’ una questione di accento o pronuncia nel parlare la stessa lingua.

 

E cosi’ via a discernere tra nasalizzazione o meno di certe consonanti, aspirazione di certe vocali, presenza o meno di una serie di dittonghi, che per chi come noi italiani e’ abituato a lingue completamente diverse sembrano veramente sottigliezze di poco conto.

 

Io ho avuto ancora una volta esperienze particolari in merito ed ho finito per essere un ibrido, mia madre esule non per scelta ha adottato l’italiano in casa e cosi’ mio padre si e’ adeguato, il dialetto era assente da ogni conversazione con I nonni materni esuli anche loro e faceva qualche rara puntata nelle conversazioni infantili con la bisnonna e prozia paterna.

 

A scuola poi, alle medie insegnante di matematica romagnola, alle superiori per italiano una Toscana e per latino un Umbro mi sono ritrovato a parlare un italiano con scarse influenze dialettali, non che il dialetto non lo conosca, ma lo uso molto poco.

 

Per ragioni di studio e di lavoro poi ho fatto il pendolare con il Veneto, sorry la Marca Trevigiana, e il mio accento si e’ ancora piu’ stemperato, il colpo di grazia credo glielo abbiano dato I napoletani in ufficio o le recenti permanenze a Torino... 

 

Esempio che sempre cito e’ la conversazione occasionale in treno con un’altra passegera da Genova a Firenze, di ritorno da La Spezia, conversazione allegra come molte mi capitano recentemente lei che in chiusura mi domandava il mio luogo d’origine dato che non riusciva a distinguerlo dalla mia parlata in italiano.

 

In realta’ sono contento, l’accento triestino traslato in lingua italiana porterebbe ad un uso smodato di consonanti aperte, veramente all’eccesso, cosa da cui rifuggo con gioia, mi manca pero’ la soddisfazione di poter mimare bene l’altrui accento.

 

Molte parlate regionali mi affascinano, sono come melodie, la C aspirata toscana, la strisciata palatale romagnola, l’allegra R romana cosi’ persistente che sembra presente nell’aria per giorni, espressioni che cantano da sole.

 

Scherzando amici dicono io parlo due lingue, l’italiano ed il dialetto, io non saprei quanto questo ci sia veramente da scherzare in proposito…

 

[Cara, cosa mi succede questa sera

ti guardo