venerdì, febbraio 27, 2004, ore 14:36

A ciascuno la sua scelta…

 

Oggi si viaggia nel ballo dopo aver letto tanti post anche a sproposito via con una rassegna e qualche opinione personale… argomento da fine settimana in fin dei conti.

 

Per me ci sono principalmente tre grosse scuole: europea, caraibica e latina, il tango argentino e’ un po’ a se’, e le danze folkloristiche o da sagra non sono prio il mio genere.

 

Scuola europea, cinque balli, molto impostata, rigida, di scarsa fantasia, in competizione si guarda la lunghezza dei passi, la compostezza e quanto siano sciolti I ballerini, mi diverte ogni tanto ma odio un po’ l’impostazione, I balli sono valzer Viennese, valzer inglese, foxtrot, tango europeo e quickstep.

 

Ballo onestamente foxtrot e valzer inglese, sono secondo me una simpatica deviazione dal ballo del mattone.

 

Scuola caraibica, meringue, salsa e mambo li ho in parte imparati da un’insegnante cubana, sono simpatici, allegri e senza impegno, scarsamente impostati e nella loro evoluzione di gruppo per quanto riguarda la salsa, rueda, esprimono la gioia di vivere.

 

Alla lunga purtroppo mi stufano e non riesco a gioirne fino in fondo, attribuitelo a limiti personali, spesso sono usati impropriamente per l’acchiappo, il meringue e’ di quella sensualita’ godereccia…

 

Scuola latina, il mio parere e’ di parte, facevo competizioni, ma vi trovo dei limiti e delle soddisfazioni; limiti in primo luogo, ambiente terribile, spesso vincolati dalle impostazioni, la gente nell’ambito non e’ sempre delle migliori, si vive con malattia il proprio fisico.

 

I balli sono rumba, la sensualita’ raffinata, la danza dell’amore vissuto con trasporto, risplende nei tempi lenti e prolungati cosi’ tanto nei movimenti da sembrare gesti infiniti; cha cha cha, quello che amavo maggiormente un ritmo sincopato associate a gesti esplosivi, fianchi conturbanti in movimento costante; paso doble, rappresentazione torero-animale, ballerino-ballerina l’uomo guida, nella sevillana per chi e’ stato in Andalusia e’ viceversa, gestualita’ raffinata, duende ripreso dal flamenco(ne faro’ un post a parte); samba, ritmi rapidi, che segano il fiato quando sei ormai distrutto, Jive saltelli impazziti su ritmi sincopati, un bel divertimento.

 

Tango argentino, liberta’ da costrizioni e tempi, fantasia all’opera, ballerino svincolato da ogni commando, ballerina che talvolta vorrebbe sfuggire alle richieste del partner come una donna recalcitrante o sfuggente.

 

E’ il ballo della contesa amorosa, della conquista, dei litigi, delle paci, dei ritrovamenti e delle nuove fughe, una sola parola come direbbe Gen, affascinante!

 

Snippet da una rivista:

 

Ti senti rigido come un pezzo di legno?

Tango Argentino o i "Classici": la postura del corpo non richiede particolare agilità.

Vuoi imparare subito?

Merengue: è facilissimo da affrontare per il principiante, che fin da subito può ballare e divertirsi.

Vuoi fare ginnastica mentre balli?

Rumba Cubana: non c'è parte del corpo che stia ferma quando balli oppure Boogie Woogie e Rock'n'Roll, avendo però cura di scegliere una scuola che faccia fare salti e almeno le acrobazie più semplici, oppure ancora Danze Folk romagnole: giri come una trottola saltellando per la pista.

Vuoi sciogliere il tuo corpo?

Merengue, balli cubani, Lambada, Charleston.

Vuoi curare il tuo portamento?

Flamenco, Paso Doble, Tango Argentino, i "Classici", Tip Tap.

Non senti il tempo?

I "Classici", Merengue, Boogie Woogie: il ritmo è talmente ben scandito che è praticamente impossibile sbagliare il tempo, se ti viene insegnato come tenerlo.

Vuoi essere libero di interpretare la musica?

Rumba, Charleston, Tip Tap, Tango Argentino (per il cavaliere).

Vuoi fare qualcosa di speciale con il/la tuo/a compagno/a nella vita?

Tango Argentino: è estremamente romantico ed affascinante.

 

 

Io non credo esistano limiti per imparare, se ci sono riuscito io con la mia scarsa coordinazione iniziale e rilevante massa penso che tutti con un minimo sforzo possano avvicinarsi a questo splendido e dannato mondo della danza, anche I single in cerca di compagni, laddove io non lo raccomandarei come unica opzione o come la principale.

Got a black magic woman
Got a black magic woman
I've got a black magic woman

Got me so blind I can't see
that she's a black magic woman
She's trying to make a devil out of me

Don't turn your back on me baby
Don't turn your back on me baby
Yes don't turn your back on me baby
Stop messing 'round with your tricks

Don't turn your back on me baby
You just might pick up my magic sticks
Got your spell on me baby
Got your spell on me baby
Yes you got your spell on me baby

Turning my heart into stone
I need you so bad, magic woman
I can't leave you alone

(Black magic woman – Santana)

Il viaggiatore inizia le musiche



















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giovedì, febbraio 26, 2004, ore 23:02

Quando la luna piena diventa arancione…

 

Film carinissimo alla TV oggi, confronto tra I nostril sogni d’infanzia e cosa abbiamo veramente a 40 anni, tema trattato con estema delicatezza.

 

The kid

Il protagonista voleva vincere I suoi demoni d’infanzia, ma nel farlo ha “”ucciso” anche I suoi sogni, il compleanno dei quarant’anni presenta il redde rationem.

 

Io l’ho detto in post passati le mie scelte le ho fatte e ne conosco le conseguenze, cosi’ come il protagonista, chissa se una volta quarantenne anche io riusciro’ a trovare una simile soluzione, so che al momento non la vedrei possibile ne’ ragionevole.

 

E’ bello pero’ talvolta guardare film simili e sperare nel lieto fine.

All the, small things 
True care, truth brings
I'll take, one lift
Your ride, best trip

Always, I know
You'll be at my show
Watching, waiting, commiserating

Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home
Na, Na.......

Late night, come home
Work sucks, I know
She left me roses by the stairs
Surprises let me know she cares

Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home
Na, Na......
Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home

Keep your head still I'll be your thrill, the night will go on, my little
windmill

Say it ain't so, I will not go, turn the lights off, carry me home
Keep your head still, I'll be your thrill, the night will go on, the night will
go on, my little windmill

Gettin' caught up in your game
When you say my name

(All the small things – Blink 182)

Il viaggiatore spegne lo schermo e riflette


























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giovedì, febbraio 26, 2004, ore 17:20

Tremila stelle

 

Ieri ho raggiunto I tremila contatti, sono incredulo, mi trovo bene a scrivere il blog, l’ho iniziato come esercizio di scrittura ed ho finito per trovarvi tanti, splendidi/e compagni/e di viaggio, non so come ringraziarvi della compagnia e delle tante attente ed acute osservazioni che ricevo ogni giorno.

 

Non voglio discutere della motivazione che mi ha spinto ad aprire il blog, per quello aspetto quota diecimila.. ah.. ah.. ah…

 

Oggi ho deciso di spiegare l’origine del nick dato che molti lo hanno chiesto, sono sempre stato innamorato della conversazione tra Ulisse e Polifemo in cui, lui risponde il mio nome e’ nemo, Nessuno e della conversazione successiva tra Polifemo ed I Ciclopi, in cui lui riporta che nessuno gli ha fatto del male.

 

Ci sono state fasi della mia vita in cui essere Nessuno e’ stata una bella e brutta condizione, bella per l’assenza di vincoli e di responsabilita’, brutta per gli avvenimenti che hanno portato a tale stato.

 

Ulisse era un personaggio astuto, intelligente ed amante dei viaggi, cosi’ l’associazione e’ nata anni fa e da allora e’ rimasta, ed anche ora che potrei cambiare mi ritrovo a scivolare con facilita’ in questa veste e rifuggo dall’abbandonarla.

 

Chi vorrebbe diventare come Priamo, in fin dei conti, per vedersi vecchio e con I figli portati via ad uno ad uno…. o essere burbero come un Agamennone che finisce per scegliersi una giovane sposa e portarsi la discordia in casa… no, no, meglio vagare per nove anni lontani da casa, salvo tornarci e non sentirla piu’ propria.

 

Say my name, say my name 
If no one is around you, say "baby I love you"
If you ain't runnin' game
Say my name, say my name
You actin' kinda shady
Ain't callin me baby
Why the sudden change?
Say my name, say my name
If no one is around you, say "baby I love you"
If you ain't runnin' game
Say my name, say my name
You actin' kinda shady
Ain't callin me baby
Better say my name

Any other day I would call, you would say
"Baby how's your day?"
But today it ain't the same
Every other word is uh huh, yea okay
Could it be that you are at the crib with another lady?
If you took it there, first of all, let me say
I am not the one to sit around and be played
So prove yourself to me
Or the girl that you claim
Why don't you say the things
That you said to me yesterday?

I know you say that I am assuming things
Something's going down that's the way it seems
Shouldn't be the reason why you're acting strange
If nobody's holding you back from me
Cause I know how you usually do
When you say everything to me times two
Why can't you just tell the truth?
If somebody's there then tell me who

What's up with this?
Tell the truth, who you with
How would you like it if I came over with my clique
Don't try to change it now
Sayin' you gotta bounce
When two seconds ago, you said you just got in the house
It's hard to believe that you
are at home, by yourself
When I just heard the voice
Heard the voice of someone else
Just this question
Why do you feel you gotta lie?
Gettin' caught up in your game
When you say my name

(Say my name– Destiny’s Child)

 

Il viaggiatore ringrazia con un inchino




















































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giovedì, febbraio 26, 2004, ore 00:01

Dilettanti, competitivi, agonisti, vogliosi di primeggiare

 

Conversazioni di ieri, di oggi e di tanto tempo fa, giorni che si mescolano tra loro, saro’ poi troppo bastian contrario?

 

Vado di seguito a spiegare…

 

Io ho praticato molti sport, forse troppi, tanti fin da dimenticarne qualcuno quando li elenco, questo ha sicuramente tolto la possibilita’ di primeggiare fino in fondo in uno particolarmente, se non altro per il limitato tempo che vi ho potuto dedicare.

 

Ho sempre odiato il dilettantismo, non per la voglia di imparare che presenta, ma per la scarsa costanza ed interesse a dedicarsi all’impegno, sono molto duro in merito, non fare una cosa se sai gia’ che non vi puoi lavorare sopra per migliorarne il livello.

 

Sono sempre stato competitivo o agonista a seconda del caso, lavoravo a fondo su quello che mi interessava, anche se non vi era necessariamente un ritorno adeguato, mi preparavo I miei programmi su cui mi ero lungamente documentato e via dicendo.

 

Ho sempre rifiutato gli assiomi tipo non si puo’ essere polivalenti e via dicendo, ho trovato piu’ facile la polivalenza che l’eccellenza, laddove per una basta un determinato impegno, per l’altra si deve lavorare con e sulla precisione, strumento non sempre facile che collide con una coscienza spesso recalcitrante.

 

Ho letto un post carino su di una partita a scacchi recentemente, l’autore parlava di una partita rovesciata da una situazione di particolare difficolta’, ora questo per me e’ un indice di amatorialita’/dilettantismo, non riuscirei a divertirmi, se fossi stato il suo avversario l’avrei costretto all’abbandono, sono un inguaribile competitivo, chi fosse voglioso di primeggiare per dileggiarlo ulteriormente gli avrebbe mangiato ogni singolo pedone, gicando al gatto ed al topo.

 

Non mi piace perdere, ma lo accetto e so bene che in certe situazioni bisogna lavorare forte per primeggiare, come diceva un giocatore semiprofessionista di bridge con cui discutevo nel passato, bisognerebbe farlo per cio’ che realmente merita e puo’ eventualmente darci da mangiare.

 

Questa visione e’ molto dura e fors’anche cinica ed io all’epoca assai giovane detentore del titolo scolastico regionale di scacchi non lo capivo, con gli anni mi ritrovo a dire che forse aveva ragione e vedo che in realta’ ho finito per adottarla come criterio di distinzione tra gli ambiti in cui voglio competere, quelli in cui voglio essere in gara con altri e quelli in cui voglio primeggiare.

 

E' un mondo difficile
e vita intensa
felicita' a momenti
e futuro incerto
il fuoco e l'acqua
con certa calma
serata di vento
e nostra piccola vita
e nostro grande cuore

Porque voy a creer yo en el amor
si non me entiende no me comprenden tal como yo soy
Porque voy a creer yo en el amor
si me traiciona y me abandona cuando major estoy
No sabemos muy bien entre tu y yo
y aunque parezca no tienes la culpa la culpa es del amor

E' un mondo difficile
e vita intensa
felicita' a momenti
e futuro incerto

No puedo convencer a mi corazon
si yo no dudo y estoy seguro que el tiene razon
No voy a asesinar esa sensacion
si yo la quiero yo la deseo aunque me de' dolor
Yo no quiero sufrir pero aqui' estoy
y estoy sufriendo y no me arrepiento me cago en el amor

E' un mondo difficile
e vita intensa
felicita' a momenti
e futuro incerto
il fuoco e l'acqua
con certa calma
serata di vento
e nostra piccola vita
e nostro grande cuore

Porque voy a creer yo en el amor
si non me entiende no me comprenden tal como soy yo
Porque voy a creer yo en el amor
si me traiciona y me abandona cuando major estoy
No sabemos muy bien entre tu y yo
y aunque parezca no tienes la culpa la culpa es del amor
Yo no quiero sufrir pero aqui' estoy
y estoy sufriendo y no me arrepiento (me cago en el amor) me cago en el amor

Me cago en el amor
Me cago en el amor

Vita mia

E' un mondo difficile
 

(Me cago en el amor – Tonino Carotone)

 

Il viaggiatore fischietta quest’aria e pensa a dove meriti realmente primeggiare…






















































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mercoledì, febbraio 25, 2004, ore 00:23

Dialetti nostrani… strani tipi gli ibridi…

 

Una delle cose piu’ difficili da capire per chi parla con gli italiani tra gli stranieri e’ la nostra diversita’ in merito ai dialetti.

 

Forse perche’ tutte le altre nazioni hanno visto la cultura nazionale e con essa la lingua affermarsi prima della nostra il dialetto e’ diventata piu’ una questione di accento o pronuncia nel parlare la stessa lingua.

 

E cosi’ via a discernere tra nasalizzazione o meno di certe consonanti, aspirazione di certe vocali, presenza o meno di una serie di dittonghi, che per chi come noi italiani e’ abituato a lingue completamente diverse sembrano veramente sottigliezze di poco conto.

 

Io ho avuto ancora una volta esperienze particolari in merito ed ho finito per essere un ibrido, mia madre esule non per scelta ha adottato l’italiano in casa e cosi’ mio padre si e’ adeguato, il dialetto era assente da ogni conversazione con I nonni materni esuli anche loro e faceva qualche rara puntata nelle conversazioni infantili con la bisnonna e prozia paterna.

 

A scuola poi, alle medie insegnante di matematica romagnola, alle superiori per italiano una Toscana e per latino un Umbro mi sono ritrovato a parlare un italiano con scarse influenze dialettali, non che il dialetto non lo conosca, ma lo uso molto poco.

 

Per ragioni di studio e di lavoro poi ho fatto il pendolare con il Veneto, sorry la Marca Trevigiana, e il mio accento si e’ ancora piu’ stemperato, il colpo di grazia credo glielo abbiano dato I napoletani in ufficio o le recenti permanenze a Torino... 

 

Esempio che sempre cito e’ la conversazione occasionale in treno con un’altra passegera da Genova a Firenze, di ritorno da La Spezia, conversazione allegra come molte mi capitano recentemente lei che in chiusura mi domandava il mio luogo d’origine dato che non riusciva a distinguerlo dalla mia parlata in italiano.

 

In realta’ sono contento, l’accento triestino traslato in lingua italiana porterebbe ad un uso smodato di consonanti aperte, veramente all’eccesso, cosa da cui rifuggo con gioia, mi manca pero’ la soddisfazione di poter mimare bene l’altrui accento.

 

Molte parlate regionali mi affascinano, sono come melodie, la C aspirata toscana, la strisciata palatale romagnola, l’allegra R romana cosi’ persistente che sembra presente nell’aria per giorni, espressioni che cantano da sole.

 

Scherzando amici dicono io parlo due lingue, l’italiano ed il dialetto, io non saprei quanto questo ci sia veramente da scherzare in proposito…

 

[Cara, cosa mi succede questa sera

ti guardo ed è come la prima volta]
Che cosa sei
che cosa sei
che cosa sei...
[Non vorrei parlare]
Cosa sei....
[ma tu sei la frase d'amore cominciata e mai finita]
Non cambi mai,
non cambi mai,
non cambi mai...
[tu sei il mio ieri
il mio oggi]
proprio mai...
[E il mio sempre,
inquietudine ]
adesso ormai ci puoi provare
chiamami tormento dai,
già che ci sei...
[tu sei come il vento che porta i violini e le rose]
Caramelle
non ne voglio più...
[certe volte non ti capisco ]
le rose e i violini
questa sera raccontali a un'altra...
Violini e rose li posso sentire
quando la cosa mi va se mi va
quando è il momento
e dopo si vedrà...
 [Una parola ancora ]
Parole, parole, parole
[Ascoltami]
Parole, parole, parole
[Ti prego]
Parole, parole, parole
[Io ti giuro]
Parole, parole, parole, parole,
parole, soltanto parole,
parole tra noi....
[Ecco il mio destino, parlarti,
parlarti come la prima volta ]
Che cosa sei,
che cosa sei,
che cosa sei...
[No, non dire nulla,
c'è la notte che parla...]
cosa sei....
[La romantica notte]
Non cambi mai,
non cambi mai,
non cambi mai.../ [tu sei il mio sogno proibito]
proprio mai...
[É vero, "Speranza"]
nessuno mai ti può fermare
chiamami "Passione" dai,
hai visto mai...
[Si spegne nei tuoi occhi la luna
e si accendono i grilli..]
Caramelle
non ne voglio più...
[se tu non ci fossi
bisognerebbe inventarti]
La luna ed i grilli
normalmente mi tengono sveglia
mentre io voglio dormire e sognare
l'uomo che a volte c'è in te quando c'è
che parla meno
ma può piacere a me...
[Una parola ancora ]
Parole, parole, parole
[Ascoltami]
Parole, parole, parole
[Ti prego]
Parole, parole, parole
[Io ti giuro]
Parole, parole, parole, parole,
parole, soltanto parole,
parole tra noi....
[Che cosa sei ]
Parole, parole, parole
[Che cosa sei ]
Parole, parole, parole
[Che cosa sei ]
Parole, parole, parole
[Che cosa sei ]
Parole, parole, parole, parole,
parole soltanto parole, parole tra noi...
(Parole Parole Parole – Mina e A. Lupi)

Il viaggiatore apre il dizionario e studia…

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martedì, febbraio 24, 2004, ore 11:02

Vado al massimo

 

Post controverso, violento, diversi commenti in un certo senso lo guidano, odio un po’ I finti Vasco che credono che con I soldi dei genitori si puo’ fare la Baudeville.

 

Non sopporto chi crede di tutto sapere e mai ha realmente vissuto, troppi si beano di parole e modi di vivere con risorse non loro, come il figlio di Pappalardo che se non ha il contributo dei genitori per uscire di casa da li’ non si schioda, ma stiamo scherzando?

 

Gente con paghette da 50 euro che ti dice che vive solo se va a cento all’ora, io vengo da uno dei rione un po’ spostati, case popolari, gente di quartiere, della mia classe alle medie pochi sono riusciti veramente, un’infermiera, neomammina, una quasi laureata in lingue che si e’ sposato un benestante ed e’ traslocata e poco altro.

 

Ma proprio per questo e per aver visto le conseguenze di una vita a cento all’ora, conoscenti drogati per dire il minimo, so che preferisco marciare con un po’ di riserva anche perche’ se il carburante lo bruci tutto non ce n’e’ piu’.

 

Una volta uno di questi conoscenti mi diceva io alla macchina chiedo tutto quello che ha, io preferisco da sempre lasciarmi margini e fare puntate al massimo solo se mi interessa veramente, si percorre maggiori distanze ed in minor tempo credetemi.

 

Proprio per questo ho scoperto il mio amore per I diesel, durano a lungo e danno tanto in qualita’ e costanza, da quello che mi dicono il tutto e’ molto apprezzato in molte situazioni…

 

Meglio vivere ore da leoni ed un minuto sulla cresta della grande onda che andare al massimo e finir per girare su se’ stessi.

 

Per fare tutto cio’ bisogna in primo luogo aver fiducia in se’ stessi e mai lasciarsi andare per lo sconforto, canzone forte anch’essa… sorry:

 

J' m'en fous d'avance qu'on dise Diam's t'es trop perso
C'est pour tous les enfants d'art et de pur berceau
J'te parle à toi qui me comprends
Malgré mes fautes de langue
A toi toujours Open quand y'a trop de demande
Vas-y crie le si t'a la haine
Dis-le si c'est la merde en bas de chez toi
Mais de toutes façons ce sera la même
J' te parle à toi qui toujours pas trouvé de but
Qui cherche la fin sans même avoir comprit le début

{Refrain:}

Il faut briser la glace
Il ne faut pas s' voiler la face
Défends ton nom et ta place
Fonce, fonce.
Il faut briser la glace
Il ne faut pas s' voiler la face
Défends ton nom et ta place
Fonce
Mais surtout reste sûre de toi

J' vis la violence que j' vienne d'Afrique ou de Chypre
J' risque une balayette pour un sac Gucci
J' suis qu'une victime moi qui voulais la paix
J' prends plus le RER sûre de sortir entière
Mais j' suis pas seule
A la télé j'entends mes soeurs qui parlent de leur mal-être
Et de leur peine pendant des heures
Où est le bien vu
Qu'on m'arrache mon portable avec le sourire
Et que lorsqu'on m'agresse
J' suis incapable de courir
J' vis dans la crainte
Que dans mon verre il y ait de la drogue
J'évite les rues la nuit car le viol est à la mode
Sinik m'a dit tu sais ici c'est la merde
Pour t'en sortir il faut une patate d'enfer
Ou un grand frère
J' vis dans la crainte
Ma bombe lacrymaux dans la poche
J' suis parano
Car y'a trop de haine quand on m'approche
Y'a trop de mecs fonc-dés dès le matin
Il veut sa dose
Donc j'suis victime de l'arrachage de sac à main

{au Refrain}

J' veux pas t' faire de la peine mais plus t'ouvrir les yeux
J' sais pas si j' vois la trentaine comme un rêve ou comme un voeux
Quand moi j' rêve d'amour, de famille et d'accouchement
Certaines trouvent le courage de porter plainte pour attouchement
Dur à croire comme quand j'ai vu ma soeur en sueur
Un inconnu, un couteau, une fellation dans l'ascenseur
Ca pue la vérité parce que mes yeux en sont témoins
J' suis là, juste là crois pas que je revienne de loin
J' tai bousculé j' t'ai dis "pardon"
Tu m'as dis:"vas niquer ta race"
-"Mais j' t'ai dis pardon!"
Tu m'as mis un point dans la face
Alors maintenant quand on t'attaque ben t'es docile
Plus rien m'étonne vu que même un boulanger est pédophile
Trois petites garces sur M6 ont dit que les blanches couchaient facile
Hé cousine vas y avoue que tu tapines
C'était juste un puzzle de mots et de pensées
Que cette putain d'ambiance repose en paix

{au Refrain}

J' vis la violence j'ai encore peine à y croire
Ma concierge m'a dit:"t'es une pute car tu sors avec un noir"
J' vis la violence au jour le jour en attendant demain
D'ailleurs les keufs ils étaient où pour mon histoire de sac à mains?!
Tu me traites de "chienne", de "tinpe", de "salope"
Mais mec pourquoi tu t'énerves j' t'ai juste dis que j'ai pas de clope!
Elle voulait pas, mais tu l'as baisée pendant des heures
Hé tu rigoleras ou pas quand ils vont violer ta soeur?
Et des images j'en ai encore des tonnes
Regarde ta mère elle perd son job car elle veut pas sucer son boss
Bref sur ce j' crois que j' vais m'arrêter là
Mais j'oublie pas que pour un diam's on pourrait me couper le bras
J'oublie pas que pour un diam's on pourrait me couper le bras

Mon pote Kenedi m'as dit j'ai eu la chance de vivre dans un pav'
Mais pas assez loin du ghetto

{au Refrain, x2}
 

(Incassable – Diam’s)

 

Il viaggiatore e’ contento di aver lasciato il ghetto, ma non soffre I fighetti….






















































































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lunedì, febbraio 23, 2004, ore 22:10

Piccole ripicche… il valore della parola data

 

Una serie di fattori concomitanti mi porta a ritornare sull’argomento vita di coppia e viaggi comuni.

 

1) E’ iniziata la nuova serie di Temptation Island in Belgio

 

2) Una conversazione con un’amica carissima su una serie di azioni fatta per ingelosire il proprio compagno.

 

Non sopporto I principi alla base della serie T.I., ne’ I piccoli screzi in una vita di coppia per una sola e semplice parola, la fiducia in me’ stesso dipende dalla mia capacita’ di alzarmi la mattina e guardarmi nello specchio senza sputarmi addosso.

 

Per poter compiere una simile attivita’ ho sempre seguito una regola semplicissima, mai tradire colei alla quale avevo di volta in volta offerto I miei favori, corollario di questo teorema vi e’ per me il fatto che tale fiducia sia ricambiata.

 

La serie televisiva presuppone che un vero amore debba essere tentato per vedere come persista alla tempesta del mondo esterno, beh, io ritengo che se e proprio perche’ vero amore alle intemperie ci resiste benissimo anche senza essere messo alla prova, se non vi resistesse, non lo farebbe in ogni occasione, non necessariamente solo di fronte alla platea televisiva.

 

Da cio’ consegue l’analisi sul corollario e la diversa visione che mi divide da questa cara amica, da tanto tanto tempo.

Per lei un vero amore deve essere dimostrato quotidianamente e piccole ripicche tipo uscite con degli ex se suscitano la gelosia del partner dimostrano che in realta’ si ha un reciproco interesse, per me storie simili sarebbero gia’ finite e purtroppo cosi’ e’ stato in passato.

 

Rifuggo dalla gelosia intesa come possesso, se non posso fidarmi di colei con cui dovrei vivere perche’ o come posso affidare a lei quanto ho di piu’ prezioso, il mio cuore e la mia mente.

 

E cio’ non significa che non tengo a lei o a quello che la storia significa poco per me, ma solamente che non sono disposto a scendere a tradire me stesso per amore di una storia persa in partenza visto il dislivello nei reciproci interessi.

Dammi solo un minuto, un soffio di fiato,un attimo ancora. 
Fa male dirselo, ora che venti avversi soffiano, sulla nostra fiaccola si spengono,sogni in un cassetto, di un castello per noi diventato bettola,
come una favola non si modifica.
Persa l’unltima lacrima, prima che il vento porti via con se l’ultima briciola del nostro amore, dove non c’è più sole e l’aria e gelida;
resto solo alla mia tavola pensandoti, sento gia i brividi, adesso abbraciami, 
basta nascondersi dietro parole a volte inutili, si è spento il fuoco che scaldava i nostri cuori, credici!
Ho il tuo profumo sulla mia pelle, non vedo più nel cielo le 2 stelle che brillavano, non vedo più i toi occhi che rispendono, 
quando con i miei si incrociano segnando l’equivoco.
Ricorda che dentro le tue lacrime nascondo l’ultimo fremito.
Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora.
Stare insieme è finito, l’abbiamo capito,ma a dirselo e dura. 
Voglio spiegarmi e adesso dammi solo un minuto per levarmi questo sapore amaro dal palato, sapore di passato di un amore sciupato, 
di qualche cosa di perfetto che poi è cambiato.
Non so di che dei due può essere la colpa, non mi importa, adesso ascolta, 
cio che conta è non bagnare con le lacrime una fiamma morta che si è gia spenta, 
potremmo piangere domani senza che l’altro ci senta, e attenda, questo non vuol dire che sia solo tu a soffrire, 
ma pensa che a star male adesso non possa servire, per poterci riunire, non è che voglia fuggire, ma preferisco non mentire, 
e tardi per capire, perché ad un tratto è arrivato il maledetto freddo che col suo ghiaccio ha coperto ciò che abbiamo fatto e detto 
e col suo viaggio si è portato il nostro caldo.
Con te vivevo un sogno ma ora sono sveglio. 
Come mai i tuoi occhi ora stanno piangendo?
Persa l’ultima lacrima prima che il vento porti via con sé l’ultima briciola.
Dimmi che era un sogno e c’ì stiamo svegliando!?.
Con te vivevo un sogno ma ora sono sveglio.
Dammi solo un minuto, un soffio di fiato,un attimo ancora.Stare insieme è finito, l’abbiamo capito,ma a dirselo e dura.
Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora. Stare insieme è finito, l’abbiamo capito, ma a dirselo e dura.
Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora.

(Un attimo ancora – Gemelli diversi)

 

Il viaggiatore purtroppo si e’ svegliato, qualcuno mi canterebbe una ninna nanna?
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lunedì, febbraio 23, 2004, ore 17:27

Panorami splendidi

 

Tornato dalla settimana piu’ riposato allo stress da ufficio, riusciro’ a meglio gestire I problemi quotidiani? Vedremo…

 

Viaggio tranquillo, compagnia particolare tra la suadente voce di Norah Jones ed un Ligabue d’annata, poco traffico e tante situazioni meteorologiche diverse come spesso succede.

 

Neve a Torino, tanta, poca sui bordi in Svizzera e poi pioggia in Francia, a catinelle, alle volte si vorrebbe veramente essere in aereo, ad ogni buon conto ancora un viaggio da annoverare tra quelli tranquilli.

 

Tanti acquisti ingrombravano il bagagliaio a ricordare che la macchina certi vantaggi ancora li ha, niente perquisizioni da parte di doganieri svizzeri a rallentarmi almeno stavolta.

 

Il bel paese era il solito, perso tra un magnifico sole, tante splendide nuvole ed una spruzzata di neve che non fa mai male, almeno si puo’ essere certi che qualcosa non cambia.

 

Panorami splendidi, che pero’ conducono a certe riflessioni, ma com’e’ che qui non cambia mai niente? Anni ed anni di discussione per essere sempre allo stesso punto, basta vedere il tempo ed I lavori che assillano Torino per la metropolitana da diversi anni.

 

Io solo a tornare dove lavoro devo vedere se vi sono nuovi edifice o se qualche compagnia ha traslocato, e la circolazione viene impattata da un aumento delle machine in circolazione e non da un senso di marcia che cambia senza alcuna ragione apparente.

 

Ma forse anche questa e’ la ragione per cui questo paese silente in cui gli anni si misurano in generazioni mi piace, in fin dei conti sai sempre cosa vedrai dietro ogni angolo dopo parecchi mesi, non cambia la c.d. confort zone, non devi riabituarti ad ogni ritorno ad una realta’ diversa, se solo tutto cio’ non significasse anche stagnazione quasi quasi mi piacerebbe.

 

Questa è la storia di uno di noi 
anche lui nato per caso in via Gluck
in una casa fuori città
gente tranquilla che lavorava
Là dove c'era l'erba ora c'è una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà?
 
Questo ragazzo della via Gluck
si divertiva a giocare con me
ma un giorno disse, vado in città
e lo diceva mentre piangeva
io gli domando amico, non sei contento?
vai finalmente a stare in città.
Là troverai le cose che non hai avuto qui
potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile!
 
Mio caro amico, disse, qui sono nato
e in questa strada ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire 
che è una fortuna per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati
mentre là in centro io respiro il cemento.
Ma verrà un giorno che ritornerò ancora qui
e sentirò l'amico treno che fischia così, "wa wa"!
 
Passano gli anni, ma otto son lunghi
però quel ragazzo ne ha fatta di strada
ma non si scorda la sua prima casa
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva 
solo case su case, catrame e cemento.
Là dove c'era l'erba ora c'è una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà
 
La la la... la lala la la...
Eh no, non so perché 
perché continuano a costruire le case
e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba,
non lasciano l'erba, non lasciano l'erba,
eh no, se andiamo avanti così
chissà come finirà, chissà...
 

(Il ragazzo della Via Gluck – Adriano Celentano)

 

Il viaggiatore riparte nella sua visita alla citta’ che lo ospita nuovamente cambiata…
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giovedì, febbraio 19, 2004, ore 21:47

Il vero valore dei voti, la capacita di autocoercizione

 

Conversazione con Stephanie, in commento al post di due giorni fa grosso quesito che lei mi pone credi veramente in un mondo senza violenza?

 

Io combattuto rispondo di seguito…

 

La violenza, per quanto negata puo’ avere purtroppo un valore “positivo” tieni tanto, troppo a qualcosa, qualcuno e come reazione a vederlo discusso, messo in crisi, attaccato diventi violento.

 

Io credo comunque in generale che come diceva Freud ricorre alla violenza chi non riesce a prevalere con il bene dell’intelletto.

 

Amo dire che vi sono diverse pulsioni in noi che lasciate senza controlli prevalgono, non necessariamente il nostro io profondo o le nostre passioni, ma semplicemente certe nostre deficienze, intese come mancanze.

 

Un esempio similare pe quanto mi riguarda potrebbe essere con la predisposizione all’herpes, simplex e zoster, quando mi affatico, o l’organismo soffre per altre affezioni rischio di avere una ricaduta, ho scoperto pero’ che prendendo delle pastiglie di Acyclovir prima di una crisi posso prevenirla o ridurne gli effetti.

 

Rimane una scelta mia come vivo con questo male che e’ latente in me, se lo governo o me ne lascio governare, una simile analogia compio in merito alle passioni.

 

So bee che sono soggetto ad otiti gravi ed acute, ma so anche che se non guido con il finestrino abbassato o esco con i capelli bagnati dalla doccia in una giornata ventosa difficilmente avrei crisi cosi’ ricorrenti, salvo che mi piace guidare d’estate e non con il finestrino abbassato a velocita’ anche sostenute.

 

So quindi che lasciando le mie passioni prevalere sulle mie precauzioni posso incorrere in un conto salato, sta a noi in ultima istanza governarci e non possiamo scaricare su altri il male che facciamo o che lasciamo ci venga fatto.

 

E’ una lezione dura e difficile, ma e’ forse la piu’ importante nel promuovere noi stessi e nel comprenderci piu’ a fondo, molto ne sono i presupposti ma tanti i vantaggi che ne derivano.

 

When you were young and your heart was an open book
You used to say life and let life
(you know you did, you know you did you know you did)
But in this ever changing world in which we live in
Makes you give in and cry
Say live and let die
Live and let die
Live and let die
Live and let die
What does it matter to ya
When you got a job to do
You gotta do it well
You gotta give the other fellow hell
When you were young and your heart was an open book
You used to say life and let life
(you know you did, you know you did you know you did)
But in this ever changing world in which we live in
Makes you give in and cry


(Live and let die – Paul Mc Cartney)

 

Il viaggiatore sta per issare le vele nuovamente riposato ed in pace con se stesso…



















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mercoledì, febbraio 18, 2004, ore 21:58

Emarginazione voluta o meno, viaggio nelle relazioni personali

 

Discussione serale sull’emarginazione, una storia finita di recente per degli amici e una storia di emarginazione, un’imposizione nei riguardi di quali circoli vadano frequentati ancora in comune e di quali no.

 

Come il mio post precedente testimonia io sono contrario ad ogni forma di violenza, ancora di piu’ per quella coercizione sottile che tende a mettere al margine chi non vogliamo piu’ frequentare per un motivo od un altro.

 

Nella vecchia Atene si procedeva con un pubblico voto nell’ Ostrakon quando si voleva espellere qualcuno dalla cittadinanza, al giorno d’oggi tale forma prende strade diverse, piu’ sottili.

 

Si esclude qualcuno da attivita’ comuni, lo si emargina a poco a poco, quasi che questo impatti meno, io stesso ho subito una tattica simile ed ho iniziato a rispondere in maniera altrettanto sottile, riciclandomi ad esempio con un ruolo diverso nella stessa compagnia.

 

Nel mio caso tale approccio attivo e non violento ha avuto diverse conseguenze, tra cui un forte litigio privato in cui io ho confermato che mai avrei compiuto una scelta deliberata di escludere chi mi era caro e la persona amata ha espresso la sua frustrazione nel vedermi relegato in un angolo a compiere attivita’ che mai si sarebbe aspettata da me, minori e diverse da quelle compiute fino a qualche mese prima.

 

I rapporti erano diventati tesi e purtroppo qualche settimana dopo la fine e’ giunta naturale perche’ non si era piu’ disposti a raggiungere compromessi reciproci.

 

Forse da quella esperienza ho ricavato una lezione importantissima, mai escludere chi ci e’ vicino, anche perche’ non e’ detto che in primo luogo le nuove compagnie siano la risposta ai problemi quotidiani e secondo chi escludiamo potrebbe rivelarsi successivamente la persona piu’ importante della nostra vita.

 

Il rapporto d’amore secondo me e’ come quello descritto nella canzone qui sotto, se manca una cosa del genere non e’ un vero rapporto d’amore.

 

Ame ou sœur
Jumeau ou frère
De rien mais qui es-tu
Tu es mon plus grand mystère
Mon seul lien contigu
Tu m'enrubannes et m'embryonnes
Et tu me gardes à vue
Tu es le seul animal de mon arche perdue

Tu ne parles qu'une langue aucun mot déçu
Celle qui fait de toi mon autre
L'être reconnu
Il n'y a rien à comprendre
Et que passe l'intrus
Qui n'en pourra rien attendre
Car je suis seule à les entendre
Les silences et quand j'en tremble

Toi, tu es mon autre
La force de ma foi
Ma faiblesse et ma loi
Mon insolence et mon droit

Moi, je suis ton autre
Si nous n'étions pas d'ici
Nous serions l'infini

Et si l'un de nous deux tombe
L'arbre de nos vies
Nous gardera loin de l'ombre
Entre ciel et fruit
Mais jamais trop loin de l'autre
Nous serions maudits
Tu seras ma dernière seconde
Car je suis seule à les entendre
Les silences et quand j'en tremble

Toi, tu es mon autre
La force de ma foi
Ma faiblesse et ma loi
Mon insolence et mon droit

Moi, je suis ton autre
Si nous n'étions pas d'ici
Nous serions l'infini

Et si l'un de nous deux tombe


(Tu es mon autre – Lara Fabian)

 

Il viaggiatore apre le braccia ad accogliere chi gli sta vicino, pace.


































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martedì, febbraio 17, 2004, ore 23:34

Una soluzione “karmica”

 

Il primo impatto con il buddismo, l’ho avuto a dieci anni, una pagoda di Singapore, un tempio birmano con uno dei test alla piccolo Budda, estrare un sasso a forma di palla dalla bocca di un leone.

 

Test fallito ma quanta pace e solerzia, il continuo miglioramento karmico faceva breccia nei miei pensieri, amavo l’idea del miglioramento personale come mezzo per una vita migliore, la ricerca della verita’ in noi stessi come mezzo per meglio relazionarsi con gli altri.

 

Due anni dopo visitavo la casa del Mahatma Gandhi a Bombey, quale l’impatto in tanta poverta’ di una casa con un suo ordine, il piccolo arcolaio che riposava in un angolo, una curiosita’ ed una voglia di conoscere, approfondire trovava un fulcro, un obiettivo.

 

Curiosita’ placata con diverse letture e con la visione di un film delicato come il piccolo Budda, curiosita’ che la lettura di un libro che ho appena cominciato risveglia, parla dei cercatori di verita’ come di coloro che possono meglio lavorare con chi gli sta intorno, si dscute di non violenza come mezzo per imporre la propria visione, necessario risultato ottenuto tramite il compromesso.

 

Questi pensieri quotidiani mi confermano nel mio credo che il viaggio con la sua capacita’ di presentarti realta’ diverse ti consente di intraprendere nuove vie nel viaggio piu’ importante quello all’interno di se’ stessi.

 

Oh yeah, oh yeah, oh yeah
Brothers, sisters, one day we'll all be free
From fighting; violence; people crying in the street
When the angels from above
Fall down and spread their wings like doves
We'll walk hand in hand
Sisters, brothers, we'll make it to the Promised Land

You and I
We'll walk the land
And as one, and as one
We'll take our stand

When the angels from above
Fall down and spread their wings like doves
We'll walk hand in hand
Sisters, brothers, we'll make it to the Promised Land

 

(Promise land– Style council)

 

Il viaggiatore continua a viaggiare senza muoversi, non e’ il massimo della pigrizia?
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lunedì, febbraio 16, 2004, ore 21:53

Ritmi diversi, sonnolenza e riposo

 

Sveglia ritardata, invece della solita levataccia prima delle sette, un languido torpore, rilassamento che consente al corpo di liberarsi di molte delle sue tossine.

 

Queste brevi ferie assolvono spesso a questo compito riescono a conciliarmi con realta’ diverse, meno affannate, giornate pigre, rilassate che eliminano lo stress della vita quotidiana.

 

Piccoli acquisti che placano lo spirito, qualche CD, qualche libro e talvolta dei DVD, sessioni di lettura che consentono di finire un libro come “Memorie di un gatto” di Regina Henscheid in una giornata e mezzo.

 

La cena etnica in un ristorante curdo, con la delizia dei dolci finali ed il caffe alla turca aromatizzato al cardamomo, placa lo stomaco e riempie di un languore infinito, la giornata di sole poi accompagna questi momenti di rilassamento e culla la mente tormentata.

 

Ancora una volta mi ritrovo ad assaporare questi istanti come una routine di rilassamento rei-chi, come vorrei non lasciarmi ridurre cosi’ in primo luogo dallo stress, ma questo e’ un pensiero che al momento dolcemente allontano in attesa che un’altra dolce notte sia trascorsa.

 

As those days go by you'll have me there to help you find the way.

The way I feel with you I know it's got to last forever.

And when the rain begins to fall

you'll ride my rainbow in the sky

And I will catch you if you fall

you'll never have to ask me why.

And when the rain begins to fall I'll be the sunshine in your life

 

You know that we can have it all and everything will be allright.

Time goes by so fast

You've got to have a dream

To just hold on.

All my dreams oflove began

With the reality of you.

You and I believe

That all our dreams will last forever.

And when the rain begins to fall

. . .

Though the sun may hide

We still can see

The light that shines for you and me

 

We'll be together all that we can be.

And when the rain begins to fall

 

(When the rain begins to fall – Pia Zadora)

 

Il viaggiatore finalmente si rilassa ed il suo battito da leone rallenta ad un ritmo che consentirebbe di fare le fusa…
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sabato, febbraio 14, 2004, ore 21:46

Acqua e cielo si uniscono insieme

 

Viaggio insolitamente rapido, tutti sembravano dirigersi verso le localita’ di montagna radio traffico dava 150 Km di code sparse per la Savoia e l’Alta Savoia ed io procedevo spedito sulla route de Soleil.

 

Fatto ancor piu’ strano anche il traffico cittadino sembrava assente per le localita’ dove ero solito trovarlo come Basilea e Strasburgo, media entusiasmante quindi, 9 ore per 1020 Km.

 

Vista l’assenza di traffico potevo permettermi di guardare il panorama, la Mosa scorreva splendida con una quantita’ notevole d’acqua, l’elevata portata consentiva alle chiatte di circolare e quindi ve ‘era una quantita’.

 

Il lago di Lucerna era splendido, azzurro, tanto azzurro che il sole sembrava specchiarsi nel nascondersi ed affacciarsi tra le nuvole, al Gottardo poi, tra le nuvole, le montagne e la neve sembrava vi fosse un’aurora boreale.

 

La radio diffondeva canzoni d’amore come per le migliori tradizioni di San Valentino ed io mi lasciavo cullare da quest’atmosfera soffice.

 

Ero cosi’ tranquillo che anche un inconveniente come l’essere fermato dai doganieri svizzeri che hanno perquisito la macchina con notevole accuratezza veniva rapidamente dimenticato con i chilometri che riuscivo a mettermi alle spalle.

 

Se ve lo domandate, no non portavo il tesoro Parmalat in macchina, ne’ le armi di Saddam, ne’ l’ecstasy da Amsterdam, anche se i miei tesori non li hanno scoperti…  cosa pensate… i CD!!!

 

you could have a steam train
if you'd just lay down your tracks
you could have an aeroplane flying
if you bring your blue sky back

all you do is call me
I'll be anything you need

you could have a big dipper
going up and down, all around the bends
you could have a bumper car, bumping
this amusement never ends

I want to be your sledgehammer
why don't you call my name
oh let me be your sledgehammer
this will be my testimony
show me round your fruitcage
'cos I will be your honey bee
open up your fruitcage
where the fruit is as sweet as can be

I want to be your sledgehammer
why don't you call my name
you'd better call the sledgehammer
put your mind at rest
I'm going to be-the sledgehammer
this can be my testimony
I'm your sledgehammer
let there be no doubt about it

sledge sledge sledgehammer

I've kicked the habit
shed my skin
this is the new stuff
I go dancing in, we go dancing in
oh won't you show for me
and I will show for you
show for me, I will show for you
yea, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, I do mean you
only you
you've been coming through
going to build that powerr
build, build up that power, hey
I've been feeding the rhythm
I've been feeding the rhythm
going to feel that power, build in you
come on, come on, help me do
yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, yeah, you
I've been feeding the rhythm
I've been feeding the rhythm
it's what we're doing, doing
all day and night

(Sledgehammer – Peter Gabriel)

 

Il viaggiatore si gode la lenta digestione di una farinata nell’attesa che il sonno lo colga…






















































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sabato, febbraio 14, 2004, ore 00:12

Il mondo attraverso gli occhi di altri

 

Un collega in visita da Boston, la ragazza studia a Parigi per prendere un minor in storia(la diversita’ dei sistemi educative meriterebbe un post da solo…), vedo questa citta’ attraverso I suoi occhi, ed assaporo la sorpresa.

 

E cosi’ lieto Cicerone mi ritrovo ad illustrargli la storia del paese, a proporgli sapori nuovi diversi al ristorante, a cogliere la sua emozione alla vista sempre impressionante della Grand Place.

 

Sto per partire di nuovo, una settimana di riposo in lande piu’ comuni, torno in Italia a vedere il mio paese attraverso gli occhi di un quasi straniero, alla ricerca di una pausa per ritemprarmi e di un po’ di svago, anche se dovrei studiare, vediamo se come si suol dire dalle mie parti, gira il vento....

 

San Valentino non lo sento per fortuna e viaggiando posso evitare di vedere tutte le serate nei ristoranti a tema, chissa cosa trovero’ all’arrivo in Italia… un paese diverso o forse sempre lo stesso ma saro’ io a vederlo con occhi diversi?

 

I don't know what you're looking for
You haven't found it baby, that's for sure
You rip me up and spread me all around
In the dust of the deed of time

And this is not a case of lust, you see
It's not a matter of you versus of me
It's fine the way you want me on your own
But in the end it's always me alone

And I'm losing my favourite game
You're losing your mind again
I'm losing my baby
Losing my favourite game

I only know what I've been working for
Another you so I could love you more
I really thought that I could take you there
But my experiment is not getting us anywhere

I had a vision I could turn you right
A stupid mission and a lethal fight
I should have seen it when my hope was new
My heart is black and my body is blue

And I'm losing my favourite game
You're losing your mind again
I'm losing my favourite game
I've tried but you're still the same
I'm losing my baby
You're losing a saviour and a saint


(
My favourite game – Cardigans)

 

Il viaggiatore prepara le valigie…






























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mercoledì, febbraio 11, 2004, ore 21:34

Situazioni particolari...

 

Rubero’ un periodo ad una cara amica, mai frase fu piu' azzeccata, mi e’ piaciuto troppo in un e-mail recente come espressione e da quella frase sono partite molte riflessioni

 

Come ladri e gentiluomini

Ci nascondiamo in nicchie

Aspettiamo il momento e

Rubiamo tempo al tempo

La notte e’ il nostro regno,

Il silenzio il nostro tesoro,

Riflessioni come dolci compagni

Soli giungiamo al traguardo

Il mondo ci osserva e

Sornione ci sorride

 

Il rubare tempo al tempo e’ sempre stata una delle mie ossessioni, cominciando dal periodo della matura alle superiori quando mi sono bruciato lo stomaco e creato un’intolleranza al caffe puro pur di aggiungere ore di studio notturne alle mai sufficienti ore diurne.

 

Simili considerazioni per le lunghe trasferte notturne alla guida, che fosse da un arbitraggio, una competizione di danza o piu’ recentemente per spostarsi da paese a paese, il tempo e’ una cosi’ rara risorsa che si diviene anche ladri di notte pur di procacciarsela.

 

Chi meglio dei viaggiatori per rendersi conto che I ritardi si pagano in perse coincidenze, opportunita’ mancate e via dicendo; simile e’ la vita purtroppo che spesso ci domanda troppe attivita’ consecutive che vorrebbero monopolizzare il nostro tempo.

 

Ed allora via a cercare di rubarlo, a scapito di riposi, relax, momenti comunitari, pasti e la lista potrebbe continuare a lungo.

 

Solo successivamente ci rendiamo conto purtroppo che il tempo rubato e’ tempo negato a noi stessi, moneta che togliamo da una tasca per metterla in quella a fianco, possiamo versare la stessa acqua tante volte da un secchio all’altro e viceversa, ma il contenuto ahime non cambia.

 

Quello che prendiamo dobbiamo anche successivamente pareggiare, ma non e’ poi bello alle volte illudersi che vi e’ stato un guadagno su di una simile transazione?:)

 

Je tourne en rond
Tu sais que quelques fois je me sens seule et perdue
Est ce que tu me reviendras
Je tourne en rond
Tu sais que quelque fois je me sens loin de toi
Dis est ce que tu te souviendras de moi
Je tourne en rond
Sur la terre entière je me sens abandonnée
Dis est ce que tout ça va changer
Je tourne en rond
Pour habiter ma solitude de mon mieux
Moi qui ne sais qu'être deux
Je tourne en rond sans toi
Tu sais que quelque fois j'ai peur de toi
Je tourne en rond sans toi
Tu sais que quelque fois j'ai peur de moi

Turn around
Every now and then I get a little bit restless and I dream of something wild
Turn around
Every now and then I get a little bit helpless and I'm lying like a child in your arms
Turn around
Every now and then I get a little bit angry and I know I've got to get out and cry
Turn around
Every now and then I get a little bit terrified but then I see the look in your eyes

Je tourne en rond sans toi
Tu sais que quelques fois j'ai peur de toi
Je tourne en rond sans toi
Tu sais que quelques fois j'ai peur de moi

Et j'ai tant besoin de toi
Et j'ai tant besoin de ta voix
Je veux tomber dans tes bras
Je voudrais marcher dans tes pas
On invente les règles du jeu
Quand on est tous les deux
Ensemble nous irons jusqu'au bout du chemin
Je tiendrai dans ton ombre
Si tu me prends la main
Retiens moi si je sombre je suis ta prisonnière
Si loin de notre monde j'ai la tête à l'envers
J'ai vraiment besoin de toi
Si demain commençait ce soir
Si demain commençait ce soir

Il était une fois une femme amoureuse
Peut-être un p'tit peu trop rêveuse
Tant pis si j'en pleure tu as tous les droits sur mon coeur
Si demain commençait ce soir

Once upon a time there was light in my life
But now there's only love in the dark
Nothing I can say
A total eclipse of the heart
A total eclipse of the heart

Et j'ai tant besoin de toi
Et j'ai tant besoin de ta voix
Et je veux tomber dans tes bras
Je voudrais marcher dans tes pas
On invente les règles du jeu
Quand on est tous les deux

Together we can take it to the end of the line
Your love is like a shadow on me all of the time ( all of the time )

Retiens moi si je sombre je suis ta prisonnière
Si loin de notre monde j'ai la tête à l'envers

I really need you tonight
Forever's gonna start tonight
Si demain commençait ce soir

Il était une fois une femme amoureuse
Peut être un p'tit peu trop rêveuse
Tant pis si j'en pleure tu as tous les droits sur mon coeur

Total eclipse of the heart
Si demain commençait ce soir
Regarde moi droit dans le coeur

 

(Si demain(turn around) – K. Antonn/B. Tyler)

 

Il viaggiatore cerca di rubare tempo al tempo















































































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mercoledì, febbraio 11, 2004, ore 15:32

Viaggio nel cyberspace

 

Sono stato un fan del cyberpunk prima ancora che il genere venisse riconosciuto ufficialmente, quando Internet e’ esplosa ai livelli attuali mi sono ritrovato nella posizione di uno dei pochi che poteva dire l’avevo detto…

 

Ci sono ancora tante cose da migliorare e forse bisognerebbe anche migliorare noi stessi, ma sono come Negroponte e spero che I miglioramenti che derivino dal Web aiutino a far evolvere anche noi come persone.

 

Il collegamento in ufficio e da casa sono diversi in velocita’ ma simili in finalita’ estendono il mio essere, la mia capacita’ di percepire ad orizzonti piu’ ampii, e quale rapidita’ di risposta, un vocabolo in russo danza sullo schermo in pochi instanti quando serve.  

 

La velocita’ e’ il fattore determinante, la televisione ha decisamente reso obsoleti in merito I giornali, ma Internet sta offrendo ai quotidiani la rivincita con la sua capacita’ di offrire immediatemente accesso ai contenuti, anche per questo mai termine fu piu’ indicato di hyperlink.

 

E quail e quanti sono I cambiamenti che si susseguono grazie alla legge di Moore, non abbiamo purtroppo ancora I cowboys della matrice che Gibson dipingeva con tanto realismo, ma non credo sia mai detta l’ultima parola dando tempo al tempo.

 

Il web si e’ esteso cosi’ tanto che negli States sempre piu’ gente lo utilizza per non uscire di casa, aiuta moltissimo, ti serve qualcosa e la comperi online.

 

Per fare un esempio pratico va a finire che nel parlare al telefono con I miei ci ritroviamo a discutere su qualcosa scritto nel quotidiano locale, che io leggo appena arrivo in ufficio, laddove loro non prendono o sfogliano al bar.

 

Tutto cio’ pero’ fa nascere un quesito, ma dove siamo esattamente quando navighiamo, li’ alla scrivania davanti allo schermo, o fuori nel cyberspazio?

 

I heard you on the wireless back in Fifty Two
Lying awake intent at tuning in on you.
If I was young it didn't stop you coming through.
Oh-a oh
They took the credit for your second symphony.
Rewritten by machine and new technology,
and now I understand the problems you can see.
Oh-a oh
I met your children
Oh-a oh
What did you tell them?
Video killed the radio star.
Video killed the radio star.
Pictures came and broke your heart.
Oh-a-a-a oh
And now we meet in an abandoned studio.
We hear the playback and it seems so long ago.
And you remember the jingles used to go.
Oh-a oh
You were the first one.
Oh-a oh
You were the last one.
Video killed the radio star.
Video killed the radio star.
In my mind and in my car, we can't rewind we've gone to far
Oh-a-aho oh,
Oh-a-aho oh
Video killed the radio star.
Video killed the radio star.
In my mind and in my car, we can't rewind we've gone to far.
Pictures came and broke your heart, put the blame on VTR.
You are a radio star.
You are a radio star.
Video killed the radio star.
Video killed the radio star.
Video killed the radio star.
Video killed the radio star.
Video killed the radio star. (You are a radio star.)

 

(Video killed the radio star – The buggles)

 

Il viaggiatore continua I suoi viaggi online.




































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lunedì, febbraio 09, 2004, ore 18:17

Lo zen e l’arte del trampolino...

 

{Disclaimer – Questo post nasce per spiegarmi e scusarmi di certe affermazioni fatte senza offrire il necessario dettaglio, sono desolato per la sua lungaggine e per il voler prendere una posizione una volta tanto}.

 

Lunga discussione epistolare con una fanciulla giovane, allegro e con molte speranze nella vita che si alterna in alti e bassi come solo la vita sa fare a vent’anni, argomento I sacrifici ed il valore delle cose.

 

Io ci sono cresciuto nella cultura del sacrificio, salvo poi abbandonarne il credo per I motivi che mi accingo a presentare, per fornire un antefatto la cultura del sacrificio viene di solito installata dai parenti o dalle persone vicine che vogliono vedervi crescere consci del costo e della fatica che ottenere una o piu’ cose comportano.

 

Essa va di pari passo con la cultura del merito e della gallina domani piuttosto che l’uovo oggi, tutti principi validi che pero’ risentono un po’ del fatto che sono legati ad una situazione oggettiva e di fatto molto piu’ che ad una realta’ delle cose.

 

Veniamo all’esempio del saggio, tante persone al bordo della piscina ed a tutte viene chiesto di saltare piu’ in alto possibile, I genitori cominciano a fare il tifo, I nonni alzano gli striscioni e via dicendo.

 

Una parte si ferma per terra e da li’ inizia a saltare, ma per quanto slancio si diano solo quello riescono a saltare, una parte prende la scala per il trampoline da un metro e mezzo, laddove gli altri saltano, loro stanno scalando, per ottenere una possibilita’ migliore, sanno gia’ che del tempo prezioso verra’ perduto ma in fin dei conti quell risultato e’ quello che tutti vogliono da loro.

 

La scala purtroppo si interrompe, alcuni hanno grampini e scalette aggiuntive per loro preparate da previdenti genitori, altri sono li’ fermi a mezz’aria a domandarsi se non hanno sbagliato tutto e senza piu’ punti di riferimento, una parte delusa inizia a scendere I gradini per rinfoltire quelli che saltano a terra, una parte si ferma li’ a mezz’aria preda dell’indecisione ed I genitori iniziano a gridargli contro, sfaticati, incapaci e via dicendo un grupposcolo si slancia a cercare di raggiungere I bordi della scaletta.

 

Quelli che si sono slanciati e la prendono la scaletta salgono al trampolino e vi trovano tanta gente, vi era chi partiva da li’, scesi tramite corde dal soffitto e vi e’ anche una scala che porta alla piattaforma dei tre metri, affolata ma vi e’ spazio per salire e qualche intraprendente incomincia questa nuova impresa, andando oltre I limiti che lui ed I parenti si erano prefissati.

 

La piattaforma dei tre metri e’ meno affollata, ma vi sono ancora nuovi inquilini, qualcuno sorprendentemente aveva approfittato di alcune gru messe a disposizione dai genitori e parenti, altri si erano issati con facilita’ spinti da parenti ed amicizie di famiglia e si intravede al centro una colonna cava per andare alla piattaforma dei cinque metri.

 

La paura incomincia pero’ a subentrare, a cadere dai cinque metri ci si puo’ fare male, il calcolo e le valutazioni si sprecano, quando altri salgono armati di paracadute prodotto dai parenti per la serie che non si sai mai che qualcosa vada storto.

 

Dice il saggio puoi continuare a saltare da terra ma per quanti sacrifici tu faccia e per quanto tu dimagrisca senza lo slancio di un trampolino tanto in alto non andrai, non importa quanto tu sia bravo o quanto tu accumuli giorno dopo giorno, se non ti e’ lasciata ricchezza ma solo ambizione da solo dovrai lottare contro chi e’ aiutato ed ha infinite risorse maggiori delle tue.

 

Come in tutte le storie la morale e’ spietata, ma nei miei trent’anni sono arrivato a conviverci se sono arrivato ai tre metri devo stare attento a mirare piu’ alto perche’ rischio di cadere e non c’e’ altro paracadute di quello che mi creassi da me.

 

PS. Quattro anni fa durante un viaggio in treno incontrai la mia versione del saggio, era una bionda bella, bellissima, tanto affascinante da sembrare offensivo, una figlia e ventisette anni portati in maniera tale che solo osservando intensamente I bordi degli occhi si capiva non era la diciannovenne che io ed il mio compagno di viaggi pensavamo. Il tailleur bianco avorio copriva forme che se la gravidanza aveva intaccato era difficile comprendere dove, come tutti I guru ci racconto’ la sua storia di ex-animatrice di villaggi turistici, sposata ad un miliardario libanese di origine giordana, mostrandoci foto incredibili e raccontandoci dei suoi tre lavori che portava avanti con tenacia per raccogliere il suo primo miliardo prima dei trent’anni, mi confermo’ nel mio pensiero che senza gli aiuti del marito per quanto capace avrebbe ottenuto miseri risultati, ma con una scaletta di riserva si stava issando al trampoline, mi auguro che tanti possano seguirla su quella strada.

Just a castaway
An island lost at sea
Another lonely day
With no one here but me
More loneliness
Than any man could bear
Rescue me before I fall into despair
I'll send an SOS to the world
I'll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle
A year has passed since I wrote my note
But I should have known this right from the start
Only hope can keep me together
Love can mend your life
But love can break your heart
I'll send an SOS to the world
I'll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle
Walked out this morning
Don't believe what I saw
A hundred billion bottles
Washed up on the shore
Seems I'm not alone at being alone
A hundred billion casatways
Looking for a home
I'll send an SOS to the world
I'll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle
Sending out an SOS

 

(Message in a bottle – Police)

 

Il viaggiatore si esercita con le scale


































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domenica, febbraio 08, 2004, ore 20:58

Toys for the big boys

 

Por una cabeza de un noble potrillo

que justo en la raya afloja al llegar

y que al regresar parece decir:

No olvides, hermano, vos sabes, no hay que jugar...

 

Por una cabeza, metejon de un dia,

de aquella coqueta y risueña mujer

que al jurar sonriendo, el amor que esta mintiendo

quema en una hoguera todo mi querer.

 

Por una cabeza

todas las locuras

su boca que besa

borra la tristeza,

calma la amargura.

 

Por una cabeza

si ella me olvida

que importa perderme,

mil veces la vida

para que vivir...

 

Cuantos desengaños, por una cabeza,

yo jure mil veces no vuelvo a insistir

pero si un mirar me hiere al pasar,

su boca de fuego, otra vez, quiero besar.

 

Basta de carreras, se acabo la timba,

un final reñido yo no vuelvo a ver,

pero si algun pingo llega a ser fija el domingo,

yo me juego entero, que le voy a hacer.

 

(Por una cabeza – Carlos Gardel)

 

Strana Domenica, tempo mutevole, vario, anche troppo, un susseguirsi di grandine, pioggia, sole, pioggia.

 

Il vicino rientra con la sua macchina nuova e vincendo una mia naturale ritrosia gli domando se posso vederla piu’ da vicino, e’ una nuova fiammante Mazda RX8, rossa, con gli interni in pelle rossa e nera, bella veramente, mi spaventa anche un po’ francamente con I suoi 220 cavalli ed un motore unico, un 3 motori rotativi Wankel da 900 cm cubici che oramai solo la Mazda utilizza e che parte da un progetto originariamente pensato per l’aeronautica.

 

Il mio rapporto con I cavalli si e’ spesso rilegato all’ippodromo, come Gardel spesso mi ritrovavo a sperare che quella testa si sporgesse ed il vincente fossi una volta io, francamente ho preso si e no qualche piccolo tris, ma mi ricordo domeniche vissute sul filo dell’adrenalina legata alla scommessa, il brivido del rischio.

 

Il mio rapporto con I motori ed I suoi cavalli e’ invece sempre stato contrastato, ho sempre ascoltato rapito certi rombi, ma il rischio di perdere il controllo di fronte all’irruenza di certe potenze mi spaventava.

 

Ho cosi’ preferito macchine dalla buona coppia a machine dall’accelerazione bruciante, seppur dalla connotazione sportiva, mi ricordo sempre la prima, una rombante Mini de Tommaso scura, 1300 cm cubici che davano 75 cavalli di potenza ad un agile carrozzeria, si scendeva letteralmente sui sedili, si rimbalzava ad ogni minima asperita accentuata dagli ammortizzatori sportivi ed il suono del motore era letteralmente ovunque, specie a velocita superiori ai cento quando la quarta lunga, lunghissima faceva il suo dovere, ma il motore raggiungeva numeri di giri cospicui.

 

Mi ricordo la nuova autostrada per Capodistria appena costruita e l’ebbrezza di arrivare al mare istriano ed ai suoi profumi passando per una tappa intermedia rapida, rapidissima quando approfittando della corta discesa iniziale il falsopiano scorreva via veloce nel rombo del motore ed il tachimetro restava costante sui centocinquanta, ah santa incoscienza della gioventu'.

 

La macchina per me e’ sempre stata questa grande amica e compagna sempre presente nei viaggi e custode dei miei ricordi, affidabile in ogni circostanza, ispirazione per serate di liberta’, vivace ballerina notturna che sapeva sempre ritrovare anche a tardaora la strada di casa e scortarmi sino all'uscio.

 

Come Helmut Newton mi ritrovo veramente a considerarla un “toy for a big boy” e cosi’ cerco di addolcirmi nel pensare che sto per perdere l’attuale, i suoi 136 cavalli mi lasceranno per allietare qualcun altro, e’ stata gentile con me nei 82 mila chilometri fatti insieme ma purtroppo il leasing aziendale scadra’ a luglio e devo cominciare a scegliere una nuova compagna che auspicabilemente faccia lo stesso per altri tre anni.

 

Ha lasciato un segno pero’ che molto difficilmente una nuova vettura potra’ raggiungere, e’ stata il raggiungimento di un sogno adolescenziale, la prima conferma di un percorso compiuto e di alcuni traguardi raggiunti.

 

Il viaggiatore pulisce I vetri e scalda il motore, ma accarezza i sedili pensoso….
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domenica, febbraio 08, 2004, ore 08:03

Orizzonti lontani...

 

Là-bas
Tout est neuf et tout est sauvage
Libre continent sans grillage
Ici, nos rêves sont étroits
C'est pour ça que j'irai là-bas
Là-bas
Faut du coeur et faut du courage
Mais tout est possible à mon âge
Si tu as la force et la foi
L'or est à portée de tes doigts
C'est pour ça que j'irai là-bas
N'y va pas
Y a des tempêtes et des naufrages
Le feu, les diables et les mirages
Je te sais si fragile parfois
Reste au creux de moi
On a tant d'amour à faire
Tant de bonheur à venir
Je te veux mari et père
Et toi, tu rêves de partir
Ici, tout est joué d'avance
Et l'on n'y peut rien changer
Tout dépend de ta naissance
Et moi je ne suis pas bien né
Là-bas
Loin de nos vies, de nos villages
J'oublierai ta voix, ton visage
J'ai beau te serrer dans mes bras
Tu m'échappes déjà, là-bas
J'aurai ma chance, j'aurai mes droits
N'y va pas
Et la fierté qu'ici je n'ai pas
Là-bas
Tout ce que tu mérites est à toi
N'y va pas
Ici, les autres imposent leur loi
Là-bas
Je te perdrai peut-être là-bas
N'y va pas
Mais je me perds si je reste là
Là-bas
La vie ne m'a pas laissé le choix
N'y va pas
Toi et moi, ce sera là-bas ou pas
Là-bas
Tout est neuf et tout est sauvage
N'y va pas
Libre continent sans grillage
Là-bas
Beau comme on n'imagine pas
N'y va pas
Ici, même nos rêves sont étroits
Là-bas
C'est pour ça que j'irai là-bas
N'y va pas
On ne m'a pas laissé le choix
Là-bas
Je me perds si je reste là
N'y va pas
C'est pour ça que j'irai là-bas.


(
La-bas– Jean Charles Goldman)

 

Sabato tranquillo, sabato disperse trascorso in mezzo alla gente, passeggiata nel viale occhi gettati qui e la’ alle vetrine, mi riapproprio del mio quotidiano, un quotidiano diverso, estero, che mi sono scelto quattro anni fa.

 

Questa citta’ continua a passarmi il suo calore che viene dalle mille lingue che ci sfiorano quando passiamo accanto a qualcun altro, come una Babele reale e non virtuale di cittadini europei finalmente, non necessariamente di una nazione particolare, ne’ di una citta’.

 

E’ stato questo che mi ha rapito in questa terra, e’ stato il fatto che un mese prima della partenza ai momenti del colloquio in cui mi e’ stata fatta l’offerta il taxista ed io ci siamo messi a parlare correntemente seppure non parlavo nella “douce langue” da qualche anno, ero gia’ a mio agio.

 

Non mi sono mai sentito ospite qui, per fortuna, solamente un po’ emigrante, un po’ alla Caruso con la nostalgia nel cuore, soprattutto per il mare e gli affetti lasciati, ed un po’ viaggiatore con quello spirito di cercare il “la-bas”, che solo chi ritiene che il qui non gli lascia sbocchi sceglie.

 

La serata di venerdi ci voleva, qualche riflessione seria su certi momenti per chiuderli e superarli, un po di melanconia rapita via da una sana dose di Cognac VSOP, un CD di Tango(Libertango, Malena baila il Tango, la Yumba, Volver e via dicendo) e le immagini sempre stupefacenti di Magritte e Van Gogh, tanto reali quanto negate il primo(Ceci n’est pas un pomme) e tanto descrittive seppur surreali in certe scelte di colori per il secondo.

 

L’arte talvolta e’ il vero tesoro dell’anima, specie se si accompagna ad una tardiva e buona conversazione con amici/che qui e la’.

 

Il viaggiatore ritorna al suo lavoro che impaziente lo reclama…



























































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venerdì, febbraio 06, 2004, ore 21:45

Labirinti, ovvero ma non... ?!?

 

Storie comuni in questi giorni in Italia, due amiche carissime in situazioni simili pur con percorsi diversi e nessun punto evidente in comune, mi raccontano storie simili, il quotidiano viaggio alla ricerca di sbocchi per ritrovarsi alla fine di un percorso a rivedere lo stesso segnale del via, solo che al contrario del Monopoli non gli viene dato neanche il foglio da ventimila.

 

Ogni giro la pazienza si accorcia e le risorse si consumano, si teme di vedere la clessidra vuotarsi senza aver compiuto quello che ci si era prefissati e si riaggiustano gli obiettivi, le speranze, si adegua le ambizioni per cercare di rifare lo stesso percorso, con gli stessi problemi piu’ in fretta, magari riuscendo a saltare gli ostacoli in precedenza incontrati.

 

Alle volte cio’ riesce, alle volte ci si ritrova davanti di nuovo quell cartello e si inizia ad odiare il labirinto e chi in quel labirinto ci vive quotidianamente e ci sta’ intorno e la frustrazione sale a livelli d’ebollizione.

 

Tempo fa una persona mi ha fatto una domanda che ho odiato e che mai dimentichero’ per quanto era semplice e distruttiva nei riguardi di un tormento personale lungamente vissuto e provato sulla propria pelle, la domanda non era poi cosi’ cattiva:”Cosa ha fatto nel periodo…?”

 

Il problema era che quell periodo io l’avevo vissuto in un labirinto in cui le ambizioni di tutti intorno mi avevano spinto e travolto da un senso d’inutilita’ non sapevo esattamente come uscirne, per il mondo attorno tutto era continuato uguale, ma io avevo preso un loop che non sapevo come rompere.

 

Come un 33 giri roteavo a ritmi che altri avevano dettato su di un piatto piu’ grande delle mie possibilita’ e mi smussavo ed ammorbidivo cercando di raggiungerne I bordi, ma ero in realta’ trattenuto al centro.

 

Una volta che il piu’ grosso vincolo al restare al centro si e’ dissolto sono saltato via, sparato dal giradischi, in cerca di nuovi equilibri e suoni, era un mondo diverso e mi sono creato uno mio di percorso a contatto con gli elementi dello stereo, ma non piu’ da loro controllati, libero di decidere se suonare o tacere.

 

Ero sempre lo stesso ma in realta’ la guadagnata liberta’ mi faceva guardare in minima parte con invidia nei riguardi di quel piatto vuoto, era semplice in fondo, vi erano limiti delimitati, non conoscevo ancora I nuovi vincoli di questo piu’ grande labirinto.

 

Non pretenderei mai di credere che la mia risposta sia valida per chiunque altro, quello che posso offrire e’ la testimonianza che certi circoli li si puo’ spezzare magari con costi che non si concepiva neppure all’inizio e con tanta fatica, ma I problemi vissuti in quel periodo si relativizzeranno e si prendera’ coscienza di altre difficolta’.

 

Non e’ necessariamente una crescita solamente il guadagno della propria liberta’ ed indipendenza, io ci sono riuscito da solo, altri hanno trovato leve e punti d’appoggio per far saltare il tappo, non esiste una sola soluzione, ne’ io pretendo di aver la risposta a tutte le domande, ne dico che sia una situazione facile.

 

Il solo vero problema del male moderno che e’ la depressione e’ che ci assale e non sempre abbiamo gli anticorpi adatti per affrontarlo, specie quando siamo cosi’ sensibili al mondo esterno ed ai commenti degli altri e con poca fiducia in noi stessi.

 

Bisogna darsi tempo, riflettere e prendere scelte con un piano pronto a fronteggiare evenienze inaspettate e questo va contro l’eventuale corsa ad azioni e risposte immediate.

 

Come per un viaggio si lavora su libri e mappe, ma poi alla guida bisogna reagire ad un eventuale chiusura dell’autostrada da parte di un gruppo di camionisti scioperanti.

 

Shut up
Just shut up
Shut up [3x]
Shut it up, just shut up
Shut up
Just shut up
Shut up [3x]
Shut it up, just shut up

We try to take it slow
But we're still losin control
And we try to make it work
But it still isn't the worst
And I'm crazy
For tryin' to be your lady
I think I'm goin crazy

Girl, me and you were just fine (you know)
We wine and dine
Did them things that couples do when in love (you know)
Walks on the beach and stuff (you know)
Things that lovers say and do
I love you boo, I love you too
I miss you a lot, I miss you even more
That's why I flew you out
When we was on tour
But then something got out of hand
You start yellin when I'm with my friends
Even though I had legitimate reasons (bull shit)
You know I have to make them evidence (bull shit)
How could you trust our private lives girl
That's why you don't believe my lies
And quit this lecture

Why does he know she gotta move so fast
Love is progress if you could make it last
Why is it that you just lose control
Every time you agree on takin it slow
So why does it got to be so damn tough
Cuz fools in lust could never get enough of love
Showin him the love that you be givin
Changing up your livin
For a lovin transistion
Girl lip so much she tryin to get you to listen
Few mad at each other has become our tradition
You yell, I yell, everybody yells
Got neighbors across the street sayin
“Who the hell?!?”
Who the hell?
What the hell's going down?
Too much of the bickering
Kill it with the sound and

Girl our love is dyin
Why can't you stop tryin
I never been a quitah
But I do deserve betta
Believe me I will do bad
Let's forget the past
And let's start this new plan
Why? Cuz it's the same old routine
And then next week I hear them scream
Girl I know you're tired of the things they say
You're damn right
Cuz I heard them lame dame excuses just yesterday
That was a different thing
No it ain't
That was a different thing
No it ain't
That was a different thing
It was the same damn thing
Same ass excuses
Boy you're usless
Whhoooaaaa

Stop the talking baby
Or I start walking baby
Is that all there is [repeat]

(
Shut up– Black eyed peas)

 

Il viaggiatore si gusta il suo cognac, felice che certi cicli si sono chiusi per lui e dispiaciuto non lo siano ancora per altri.














































































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giovedì, febbraio 05, 2004, ore 23:10

Cibo e sesso sono poi cosi’ uniti?

 

Accostamento simpatico e volutamente forzato, nato dal test qui disponibile, io sono una buona forchetta e chissa se come il test lascia intendere questo sia necessariamente un lasciapassare per notte infuocate... certo film come chocolat e come l’acqua per il cioccolato lo lascierebbero intendere.

 

Io odio mangiare di fretta e spero sempre che chi non la vede cosi’ cambi idea di fronte a certi manicaretti.

 

Girando per l’Europa ho avuto il piacere di gustare varie cucine di scuola diversi e devo dire il vero l’esotico, il nuovo mi attire, mi sono scoperto un fan dei sapori delicate o iperpiccanti Thailandesi[che siano cosi’ anche I massaggi?:)], della cucina abbondante e ricca tedesca, dell’ambiguita’ della cucina cinese che cambia a seconda del paese in cui viene perpetuata e del mistero della cucina giapponese in cui individuare gli attuali componenti si rivela spesso una ricerca vana o per finire della varieta’ della cucina Latina, sia essa la croccante cucina messicana ricca in grano siano le grigliate argentine.

 

La cucina italiana poi mi piace come sempre, soprattutto per le molte diverse interpretazioni che se ne possono trovare a seconda della localita’, tipo la fiorentina di chianina, le tigelle modenesi, la carbonara con il guanciale laziale, la pastiera napoletana o il marzapane siculo, vorrei averla girata di piu’ l’Italia per conoscerne le mille ricchezze non solo culinarie.

 

Forse proprio l’aver gustato tante cose diverse ti permette di trovare quelli che sono I tuoi gusti veramente preferiti, riesci cosi’ a coltivarli ed a cercare di perpetrarli come tanti altri misfatti nel chiuso delle tue mura.. ;-)

 

Sono goloso lo ammetto, ma quasi mai ingordo, ho scoperto che l’ingordigia non paga, perche’ ad un certo punto il troppo finisce per diventare eccessivo e non si gusta neppure la migliore delle prelibatezze.

 

Ho visitato un ristorante gestito da uno dei cuochi ospiti della prova del cuoco, e posso confermare che in presenza della appropriate libagione tre ore al tavolo posso essere ben spese, come lo sono ancor di piu’ in tante altre attivita’, tutto sta a valutare bene le proprie resistenze, capacita’ e interesse del partner e degli eventuali astanti.

 

Triste col suo bicchiere di barbera
senza l'amore a un tavolo di un bar,
il suo vicino è in abito da sera
triste col suo bicchiere di champagne.
Son passate già quasi tre ore
venga ! Che uniamo i tavoli signor,
voglio cantare e dimenticare
coi nostri vini il nostro triste amor.
Barbera e champagne, stasera beviam
per colpa del mio amor, pa ra pa pa
per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
Ai nostri dolor insieme brindiam
col tuo bicchiere di barbera
col mio bicchiere di champagne.
Com'eran tristi e soli quella sera
senza la donna a un tavolo di un bar,
Longo, Fanfani, Moro, e giù barbera,
Gianni Rivera, Mao, e giù champagne.
Guardi stia attento, lei mi sta offendendo !
Huela come ti scaldi, ma va là,
vieni balliamo insieme questo tango
balliamo insieme per dimenticar.
Barbera e champagne, stasera beviam
per colpa del mio amor, pa ra pa pa
per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
Ai nostri dolor insieme brindiam
col tuo bicchiere di barbera
col mio bicchiere di champagne.
Colpa di quel barista che è un cretino
ci hanno cacciato fuori anche dal bar,
guarda non lo sapevo è già mattino,
si è fatto tardi ormai bisogna andar.
Giusto però vorrei vederla ancora
io sono direttore all'Onestà,
molto piacere, vede, io per ora
sono disoccupato, ma chissà.
Barbera e champagne, stasera beviam
per colpa del mio amor, pa ra pa pa
per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
Ai nostri dolor insieme brindiam
col tuo bicchiere di barbera
col mio bicchiere di champagne.

(
Barbera e champagne – Giorgio Gaber)

 

Il viaggiatore ripone le posate a lato del piatto e domanda il conto(sperando non sia poi cosi’ salato)…












































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mercoledì, febbraio 04, 2004, ore 22:52

Sogni dorati, un’utopia? Il letargo invernale

 

Il mio hotel preferito? Quello che ti lascia la scelta in merito a cuscini/guanciali e lenzuola….

 

Durante un recente soggiorno ad Amsterdam l’hotel forniva sei guanciali, di dimensioni diverse per I gusti dei vari ospiti, due come I nostrani, lunghi e stretti con un certo spessore, due quadrati alla francese, finiti in disparte e due sottili alla tedesca, messi di lato in caso volessi alzare un cuscino per leggere.

 

Materasso spesso e morbido ma non troppo e’ quello che mi ci vuole, coperta finite ai piedi del letto ed un doppio lenzuolo con il piumino, in verita’ mi sono abituato alla belga piumino senza lenzuolo, in piuma d’oca che mi avvolge delicatamente e fa caldo non importa quale sia la temperatura esterna...

 

Passiamo tanto del nostro tempo in letto anche durante I viaggi che una camera che soddisfi I miei requisiti e’ gia’ quasi perfetta e le giornate diventano piu’ lunghe, letti scomodi mi indispongono fin dall’inizio...

 

Mi sono adattato a dormire anche su pavimenti, specie durante veglioni di Capodanno, ma il ritorno ad una comoda cuccia faceva di me il cucciolo piu’ felice, 9 ore al giorno sarebbero per me la perfezione se solo riuscissi ad ottenerle, piu’ spesso vado in credito e recupero quando posso, soprattutto in vacanza.

 

Forse ho sbagliato, altro che viaggiatore dovevo fare il tasso ed andarmene in letargo!

 

You must remember this
A kiss is just kiss
I sight is just a sigh
The fundamental things apply
As time goes by

And when two lovers woo
They still say, "I love you".
On that you can rely
No matter what the future brings
As time goes by

Moonlight and love songs
Never out of date
Hearts full of passion, jealousy and hate
Woman need man
And man must have his mate
That no one can deny

It's still the same old story
A fight for love and glory
A case of do or die
The world will always welcome lovers
As Time Goes By,
Oh j'en crève encore
Encore, encore, encore


(
As time goes by – Louis Armstrong)

 

Il viaggiatore guarda con desiderio il suo lettone…



























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mercoledì, febbraio 04, 2004, ore 10:51

Copiando da IAIA sono fermo al 9% Urgono Misure Estreme


 


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martedì, febbraio 03, 2004, ore 18:21

Una vita per gioco

 

Un collega americano ha appena venduto casa, si e’ licenziato per partire a Las Vegas a giocare a poker, chissa perche’ ma non ce lo vedevo proprio in uno scenario simile.

 

Per chi non lo sapesse negli States I tornei di poker hanno questo processo per bloccare quello che e’ il piu’ grande vantaggio del poker, il capitale, tutti partono con lo stesso numero di gettoni ed escono quando sono sbancati.

 

Io ho giocato e gioco un po’ a tutto, soprattutto giochi di strategia, trovo stimolino le sinapsi, e quindi sono a mio agio tra tresette, briscola, scopa, scopone, ramino, canasta, bridge, dama, blackgammon, poker, blackjack, risiko e via dicendo.

 

Sono estremamente competitivo nel gioco e se sono giochi d’azzardo mi fisso in anticipo un limite perche’ so gia’ che se no continuerei all’infinito.

 

Strano come nella vita sono meno giocatore, amo I rischi calcolati, non quelli presi tout court, allora si a sbilanciarsi sul mercato azionario, ma su di azioni “sicure” ad esempio, o ancora nella vita privata fare qualcosa di rischioso ma gia’ sapendo o intuendo che probabilmente il rischio paghera’.

 

Credo che alla fin fine ho troppa paura di perdere tutto e non solo quello che sono disposto a perdere e per questo non accetterei mai una scommessa da un milione di dollari, il rischio sarebbe troppo elevato.

 

Si dice che non si avra’ mai quello che si vuole realmente se non si e’ disposti a dare tutto per averlo, spero proprio non sia cosi’ perche’ allora ho perso in partenza.

 

Io credo che il credito va costruito con il tempo, a volte scommettendo poco, a volte rischiando di piu’ ma mai in maniera tale da esporsi ad un fallimento totale, perche’ a quel punto ci si ritroverebbe a dover ricominciare daccapo e cio’ non sempre e’ possibile, ne’ confortante.

 

Questo e’ il vero problema del poker, chi ha piu’ soldi puo’ rischiare n volte il tuo capitale con rialzi e bluff laddove ogni nostra giocata sarebbe appoggiata da tutte le nostre risorse, non sono cosi’ sconsiderato da accettare un gioco simile, specie in amore, preferisco alzarmi dal tavolo finche’ sono ancora in vantaggio.

 

Encore un effort
Quelques mois suffiront
Je suis presque mort
Quelques mois et c'est bon
Supprimer les traces la moindre trace
Ce qui reste de candeur
Un morceau de glace à la place du coeur
Et même si je m'améliore
Oh j'en rêve encore
Même cassé, ivre mort
Oh j'en rêve encore
Encore, encore
Ne plus rien sentir
Inconscient, minérale
Plus le moindre désir
Plus de peur ni de mal
Mais même si je m'améliore
Oh j'en rêve encore
Même en sachant que j'ai tort
Oh j'en rêve encore
Encore, encore
Vivant mais mort
N'être plus qu'un corps
Que tout me soit égal
Plus de mal
Et même si je m'améliore
Ton absence qui me mord,
Oh j'en rêve encore, encore,
Ton départ et mes remords,
Oh j'en rêve encore
Son corps à lui dans ton corps,
Oh j'en crève encore
Encore, encore, encore


(
J’en reve encore – Gerard De Palmas)

 

Il viaggiatore scaglia la moneta in alto, sara’ testa o croce?


































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lunedì, febbraio 02, 2004, ore 17:52

Strane somiglianze

 

Giornata riflessiva, pensavo ai tornei negli scacchi ed alla transumanza che si verifica alla fine di ogni partita, le tensioni che si accumulano e trovano sfoghi improvvisi ed inusitati sono stati ben descritti nella variante di Luneburg, per cui soprassedo, se non per dire che ho visto gente prendersi al collo per discussioni.

 

Ad ogni buon conto per chi non e’, e’ stato, sara’ scacchista procedo ad una descrizione delle operazioni per poi procedure nella descrizione dei miei pensieri mattutini.

 

Ad un torneo vi sono diversi giocatori, si gioca un numero predefinito di partite su di un tempo predefinito anch’esso, le mosse si registrano con una terminologia apposita da parte di entrambi I giocatori per evitare discussioni, all’inizio la posizione, il tavolo viene sorteggiato, poi incomincia la migrazione.

 

Ogni risultato ottenuto influenza la propria posizione futura e la scelta del nostro avversario, se vinci ti ritrovi a salire nelle scacchiere fino al primo tavolo, se perdi a scendere, un po’ come nel famoso motto la vita e’ fatta a scale, chi le scende e chi le sale.

 

La situazione e’ estremamente flessibile ed ogni risultato conta, I tatticismi si sprecano, chi perde I primi turni per incontrare avversari piu’ deboli, chi propone patte per avere la possibilita’ di non incontrare un giocare piu’ forte e via dicendo.

 

Di tutti I vari tornei giocati tre me ne sono andati particolarmente bene e ricordo con gioia, casualmente in ognuno di essi ho vissuto una situazione diversa, in uno sono arrivato in primo tavolo e da li’ non mi sono mosso(hai un controllo psicologico sull’avversario, si sente lo sfidante e si puo’ farlo crollare sui nervi), in uno ho perso un turno ed ho giocato alla rincorsa partendo dai tavoli bassi per finire nei primi trenta(era un torneo internazionale e mi sono portato a casa un bel premio), per finire nel terzo ho vinto qualche partita, perso in prima scacchiera e poi vegetato tra la Quinta e la dodicesima, giocando l’ultimo turno in terza.

 

Quello che pensavo in merito e’ che la dinamica dei tornei e’ molto simile alla vita, c’e’ chi prende scorciatoie, c’e’ chi prende strade strane e chi impavido procede diritto alla meta, ma alla fin fine dobbiamo tutti confrontarci con dei risultati al tabellone e vi e’ chi arriva in cima, chi a meta’ classifica e chi in fondo, e tutto in base ad un eguale dose di fortuna ed abilita’, alla fin fine molto dipende da chi incontri e come ti comporti con lui/lei.

 

Bisogna sempre fare il meglio possibile con le possibilita’ che ci vengono offerte e sulla base dell’avversario che il destino ci affida.

 

bien souvent je me demande

le but de ces efforts

le but de tout vouloir apprendre

de bouleverser mon sort

je cours après la perfection

mais je n' peux plus avancer

non plus m'arrêter

à quoi ça sert

ces sentiments profonds, oh non

je me sens de travers

à force de voir mon monde à l'envers

faut qu' je cesse de m'inventer des questions

non

à quoi ça sert

toutes ces nuits je me tourmente

je me culpabilise

des visions d' bonheur qui me hantent

les gens me stigmatisent

cette soif d'autodéfense me grise

mais je n'arrive pas à dessoûler

ni à me défouler

à quoi ça sert

ces sentiments profonds, oh non

à quoi ça sert

de me gaver de ces goûts éphémères

de vouloir me redorer le blason

non

à quoi ça sert

a quoi ça sert

saisis ta chance

me dit ma conscience

faut qu' je fasse quelque chose

avant que je n'explose

à quoi ça sert

mes sentiments profonds, oh non

je me sens de travers

à force de voir mon monde à l'envers

faut qu' je cesse de m'inventer des questions

non

à quoi ça sert

je n'ai plus de repère

à quoi ça sert


(
A quoi ca sert – Axelle Red)

 

Il viaggiatore osserva la scacchiera pensando alla prossima mossa


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domenica, febbraio 01, 2004, ore 23:18

Le grandi domande

 

Ieri sera ho visto “The mexican” alla TV, affascinato come al solito dalla performance di Julia Roberts, attrice che mi lascia sempre perplesso, l’apprezzo tanto da guardare il film eventualmente alla televisione, ma non da spendere I soldi di un biglietto del cinema.

 

Come era successo per Erin Brockovich, il film mi e’ piaciuto, seppur resto un po’ dell’idea che sia monocorda nel modo di recitare I personaggi, tutti sullo stesso tono, che sia Runaway Bride o che sia Pretty Woman, laddove queste donne per quanto forti sono ben diverse come estrazione e modi di vita.

 

Ad ogni buon conto, il film lasciava un paio di simpatiche riflessioni, lei tutta presa dalle sue riflessioni ed astio nei riguardi di Brad Pitt che si confidava con il killer gay che l’aveva formalmente in ostaggio.

 

Questo a dimostrare che laddove troviamo un’anima che ci dimostra simpatia e comprensione ci confidiamo con maggior facilita’ di chi ci sta vicino e magari ci sta portando a livelli di stress da esaurimento.

 

La frase motto e tormento del film poi e’ troppo bella per non far colpo in qualsiasi anima sensibile: “quando due persone si amano, e per una ragione o per l’altra diventano insofferenti o discutono senza fine, quale e’ il momento opportuno per lasciarsi? Mai”

 

Ora cosa simpatica nel film, lei non ci arriva subito, ma lui risponde all’istante, come a voler mostrare che uomo e donna ragionano in maniera diversa, seppure magari arrivano allo stesso risultato.

 

Io risponderei subito cosi’, salvo poi pormi il problema di tutte le coppie che si rompono e non hanno saputo trovare questa risposta, o forse non era vero amore?

 

Quesito che mi lascia riflettere a lungo ed a cui non so dare una risposta finale, quello che posso dire e’ che il vero amore merita di essere vissuto sino alla fine anche se questa purtroppo giunge alle volte anche contro il nostro volere.

 

You look into my eyes
I go out of my mind
I can't see anything
Cos this love's got me blind
I can't help myself
I can't break the spell
I can't even try

I'm in over my head
You got under my skin
I got no strength at all
In the state that I'm in

And my knees are weak
And my mouth can't speak
Fell too far this time

Baby, I'm too lost in you
Caught in you
Lost in everything about you
So deep, I
can't sleep
I can't think
I just think about the things that you do (you do)
I'm too lost in you
(Too lost in you)

ooh
Well you whispered to me
And I shiver inside
You undo me and move me
In ways undefined
And you're all I see
And you're all I need
Help me
baby (help me baby)
Help me baby (help me now)

Cos I'm slipping away
Like the sand to the tide
Flowing into your arms
Falling into your eyes
If you get too near
I might disappear
I might lose my mind
oooh

Baby, I'm too lost in you
Caught in you
Lost in everything about you
So deep, I
can't sleep
I can't think
I just think about the things that you do (you do)
I'm too lost in you
(Too lost in you)

I'm going crazy in love for you baby
(I can't eat and I
can't sleep)
I'm going down like a stone in the sea
Yeah, no one can rescue me
(No one can rescue me)
ooh ooooh

Oooh, my baby
Oooh, baby, baby, baby

Baby, I'm too lost in you
Caught in you
Lost in everything about you
So deep, I can't sleep
I can't think
I just think about the things that you do (you do)
I'm too lost in you (too lost in you)
oooh

I'm lost in you
I'm lost in you
I'm lost in everything about you
So deep (so deep), I can't sleep (no,no,no)
I can't think
I just think about the things that you do (you do)
I'm too lost in you
(Too lost in you)


(
Too lost in you – Sugababes)

 

Il viaggiatore si guarda dentro e non sa esattamente cosa ci vede..…






























































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