sabato, gennaio 31, 2004, ore 09:59

Nostalgia di casa?

 

Un’altra gornata di lavoro e in un momento di pausa dedico un po’ di tempo alle domande che spesso mi vengono fatte in merito al vivere all’estero.

 

Non e’ facile e te ne rendi conto quando devi andare da un medico e non parla la tua lingua, quando tu amante dei barbieri che ti tagliano I capelli in un certo modo devi provarne quattro prima di essere soddisfatto e non si parla di calcio(!!), quando per sbaglio ti sfondano la porta di casa gli ufficiari giudiziari per lasciarti un avviso di mora di un altro inquilino e via dicendo…

 

Ti rendi cosi’ conto che la scelta compiuta e’ in un certo qual modo irriversibile, che come diceva Celentano nel ragazzo della Via Gluck dopo otto anni tutto e’ cambiato e non e’ piu’ lo stesso ma non necessariamente perche’ vi e’ cemento al posto dell’erba, ma semplicemente perche’ sei cambiato tu e spesso purtroppo chi e’ rimasto non e’ cambiato affatto.

 

La modifica di orizzonti e prospettive diventa cosi’ un gap difficile da colmare, che finisce per creare ulteriore barriere laddove la lontananza di per se’ ne ha eretta una gia’ simile ad un muro di Berlino.

 

Ci si scopre cosi’ apolide, pensierosi su se e dove mettere radici, la carriera potrebbe richiedere ad esempio ancora un ulteriore trasloco, opportunita’ di lavoro potrebbero nascere in un altro paese, purtroppo/per fortuna per me l’Italia diventa sempre piu’ il Paese dei ricordi e meno il paese in cui realmente abitare.

 

Per fortuna si’, perche’ non e’ tutto nero, nell’aria si disperdono voci in mille lingue e gli amici sono di varia nazionalita’, all’estero gli italiani poi si sentono tutti molto piu’ fratelli, stranamente, certo ognitanto la nostalgia affiora soprattutto per la casa che si e’ perduta o forse che non e’ mai esistita.

 

Mi Buenos Aires querido
cuando yo te vuelva a ver,
no habrá más penas ni olvido.
El farolito de la calle en que nací
fue centinela de mis promesas de amor,
bajo su quieta lucecita yo la vi
a mi pebeta luminosa como un sol.
Hoy que la suerte quiere que te vuelva a ver,
ciudad porteña de mi único querer,
y oigo la queja
de un bandoneón,
dentro del pecho pide rienda el corazón.
Mi Buenos Aires
tierra florida
donde mi vida terminaré.
Bajo tu amparo
no hay desengaños,
vuelan los años,
se olvida el dolor.
Caminito cubierto de cardos,
la mano del tiempo tu huella borró;
yo a tu lado quisiera caer
y que el tiempo nos mate a los dos.
En caravana,
los recuerdos pasan,
con una estela
dulce de emoción.
Quiero que sepas
que al evocarte,
se van las penas
del corazón.
Mi Buenos Aires querido
cuando yo te vuelva a ver,
no habrá más penas ni olvido
.

 

(Mi Buenos Aires Querido – Gardel)

 

Il viaggiatore guarda le nuvole in cielo preannuciare tempesta…


































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venerdì, gennaio 30, 2004, ore 21:23

Little Town ovvero I quartieri sconosciuti

 

La prima volta che sono andato a Boston arrivavo stranito dal Belgio, la compagnia mi aveva procurato un miniappartamento con cucinetta da condividere con un collega.

 

Non tutte le cose erano sistemate al meglio, le mie valigie erano andate perse durante uno stop over a Linate e recapitate giusto in tempo per seguirmi nuovamente al di la’ dell’oceano(over the pond come sono soliti chiamarlo gli americani).

 

Ero un po’ perso, alienato appena sceso come talvolta capita a contatto con realta’ sconosciute, l’autonoleggio e’ incominciato con un “simpatico” imprevisto, il cambio era bloccato in stazionamento, un po’ di tentative e qualche domanda in seguito comprendemmo che per poter azionarlo il piede doveva prima posarsi sul freno.

 

Una rombante Pontiac Trans AM rossa fuoco, mi sentivo quasi Bud Reynolds in il Bandito e la Madama, peccato che il nostro itinerario gelosamente custodito prevedeva di prendere il Kennedy Tunnel che ci avrebbe tranquillamente immesso sulla superstrada e fatto uscire da Boston, ma il tunnel era chiuso.

 

Dopo due ore passate in mezzo al traffico e con svariate strade sbagliate giungevamo finalmente a destinazione, il giorno dopo seppi che il percorso normale prevedeva un tragitto di 40 minuti….

 

L’esperienza e’ continuata su simili toni per due settimane, solo una perla per darvi il tono, per riempire il serbatoio bisogna inserire la pompa a ghigliottina e solo dopo che non vi e’ piu’ uno sfiato possibile la benzina iniziera’ a scorrere, inutile dire che mi sono rivolto al benzinaio.

 

In questa situazione in cui le giornate si susseguivano con un ritmo fantozziano di scoperta di un modo diverso di vita siamo partiti in esplorazione del centro, che e’ effettivamente come Ally Mc Beal mostra ed in preda ad un freddo inusitato abbiamo deciso di rifugiarci da qualche parte per un caffe caldo.

 

Caso a voluto che vedessi un posto con una macchina a pressione, rapidamente dirottato il collega in quella direzione entravamo in una tavola calda, di fronte alla nostra richiesta di un caffe all’europea il garzone spariva all’interno per ritornare con un ragazzo di colore olivastro che curava la rosticcieria.

 

Con un’attenzione tutta particolare si dedicava al nostro ordine e portando I caffe ci domandava la nostra provenienza, uno volta scoperto da dove venivamo ci raccontava che veniva dal Brasile, spariva dietro al banco a prendere un piattino di biscottini e ci domandava la ragione della nostra presenza, una mezzora dopo al momento di pagare il conto rifiutava I nostri soldi mai dissi un “Obrigado” di maggior cuore.

 

Piccoli angoli di calore dispersi nella metropoli, sono quelli che mi fanno amare maggiormente le varie citta’, I viaggi successivi si sono dimostrati assai piu’ facili, ma il senso dell’avventura, della scoperta si era attenuato.

 

Salvo forse il giorno in cui con un amico l’altro inverno sono andato a Little Italy alla scoperta di una pasticceria che effettivamente serviva anche un ottimo caffe(per un costo triplo rispetto all’Italia), facevo ormai il pendolare dal New Hapshire al Massachusetts come tanti “commuters” ascoltando Dixie Chicks e Shana Twain alla radio.

 

E’ cosi’ partendo un collega per Boston questa settimana mi sono messo a suggerirgli destinazioni e ristoranti da non mancare, angoli di shopping da non perdere e mi sono reso conto che quel viaggio in realta’ avrei voluto farlo anche io….. Sono diventato cosi’ dipendente al nuovo? Che sia una droga che ti entra nelle vene?

 

When we were together i was blown away
just like paper from a fan
but you would act like i was just a kid
like we were never gonna last
now i've got someone who cares for me
he wrote my name in silver sands
i think you know you've lost the love of your life
(and you said) i was the best you've ever had
because i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
don't ever think you saw the best in me
there's a side you'll never know
cos love and loving are too different things
set your sites far too low
now i've got someone who cares for me
he wrote my name in silver sands
i think you know you've lost the love of your life
(and you said) i was the best you've ever had
because i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
it's only when i fall asleep
i see that winning smile
when my dreams just move along
you've lost the race by miles
yeah yeah yeah yeah yeah
yeah yeah yeah yeah yeah
yeah yeah yeah yeah yeah
(never had our love written in your plans)
yeah yeah yeah yeah yeah
because i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
you know i'm in demand
you see i'm in demand
you know i'm in demand
you know i'm in demand
you never had our love written in your plans
you know i'm in demand
you see i'm in demand
you need me in demand
you want me in demand

 

(In demand – Texas)

 

Il viaggiatore guarda con occhi bramosi le sue riviste di viaggi in offerta…



















































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giovedì, gennaio 29, 2004, ore 23:45

Eclissi

 

Scende lento il sole

Anticipando l’arrivo della luna.

Scruta ansioso l’orizzonte

Si racchiude nella sua grazia

E dolcemente si oscura

Rapida sale la luna,

A volte nuda, a volte coperta

Le stelle delicate l’accompagnano.

Insegue il suo amante poverina

Pochi saranno I loro incontri, sempre fugaci.

Quanto vorrei darti una coperta dolce luna

Quanto vorrei fermare il tempo

Ma sono ahime' un povero viaggiatore

E posso solo di voi cantare l’amore.

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giovedì, gennaio 29, 2004, ore 23:13

I piccolo gesti, le strane atmosfere...

 

Ancora un viaggio nel passato, una storia che non e’ mai nata, ma forse anche per questo mi piace custodirla, ricordarla, gesti gentili che hanno lasciato il segno.

 

Un paio di occhi sottili, splendidi ed affascinanti, una risata birichina, tutti elementi che mi hanno conquistato, personaggio che popolava le mie fantasie giornaliere e notturne da ragazzo, forse perche’ conosciuta in momenti in cui la bellezza era ancora in fieri ma si intuiva da molti particolari.

 

L’inizio e’ stato uno dei piu’ comuni anche se si e’ sviluppato in maniera inusuale, settimana bianca alle medie, ridente localita’ sciistica delle Dolomiti, I prof che accompagnano le loro figlie e figli, ed eccola li’ tutta sola, ma brava da morire a sciare, agile cerbiatto che spesso si rinchiude in se stessa e sfugge nella tana quasi a presagire l’arrivo di vari cacciatore.

 

Un prof per qualche ragione che non ho mai capito mi prende di mira e riesco a cumulare tre serate di punizione su 6 notti, credo un record negli annali scolastici, e si che ero una persona calma…

 

Lei affetta da alopecia giovanile con le ciglia quasi assenti, I capelli non lunghissimi e le sopracciglia sottili, io sorriso smagliante a cercare di attaccare bottone appena possibile, in una delle poche serate non a letto presto ci si ritrova con la serie infinita di lenti e complici un paio di belle canzoni con il coraggio a due mani le domando di ballare e come d’incanto un fiocco di neve incomincia a sciogliersi lentamente, sorride e parla, di tutto un po’ rapito ascolto.

 

La sera successiva quando ero in punizione ci siamo messi a chiacchierare a volume un po’ troppo elevato nella camera dei ragazzi e lei con una risata complice mi confida di aver fatto un po’ di rumore in camera perche’ la madre non lo notasse.

 

Durante il ritorno della gita lunghe conversazioni, mi racconta del conservatorio e delle ore spese ad esercitarsi al piano ed al violino, credo di averla idealizzata ben bene come solo un cuore di adolescente riesce a fare.

 

Non la rivedo lungamente, per tre anni se non un paio di volte da lontano, cerco di parlare con un paio di compagne del ginnasio di lei, scoprire furtivamente come andasse se fosse cambiata, ma pochi commenti e molto di parte e feroci come solo certi commenti femminili sanno essere.

 

Quando ecco un giorno la rivedo, sorriso smagliante e la chioma diventatalunga e fluente, le ciglia sono cresciute e cosi’ le sopracciglia, anche se solamente parzialmente, mi avvicino esitante le chiedo se fosse lei ed ecco che con quella sua voce particolare e molto palatale mi salute, si ricorda anche lei di me, la conversazione riprende, ci aggiorniamo sui rispettivi progressi.

 

Colpo di fortuna ha voluto che lei vada allo Scientifico a cinque minuti dalla mia scuola quindi ci ritroviamo a prendere lo stesso autobus per raggiungere le rispettive classi, inizia un rincorrersi alla fermata in cui piu’ o meno casualmente e la volta dell’uno o dell’altro di perdere l’autobus per ritrovarsi a prendere il successivo insieme, il tutto senza formalmente registrare l’orario dell’altro.

 

Il calore delle conversazioni aumenta e sembra che qualcosa stia per succedere quando io stupidamente compio una scelta sbagliata, dettata forse anche dalla mia timidezza nei suoi riguardi.

 

Questo ci allontana momentaneamente ed ognuno inizia a crescere I propri giri di amicizia e perdiamo di nuovo contatto, la rivedo un’ultima volta in riva al mare ad una delle feste estive che il circolo che frequentavo organizzava, ancora una volta sembra scoccare una scintilla, tutti e due siamo liberi ma ci blocchiamo, non era proprio destino come si suol dire.

 

Oggi sentendo un violino suonare ho ripensato a quella settimana bianca ed alla mia capacita’ di idealizzare certe persone senza mai riuscire a farle scendere dal piedistallo in cui le avevo messe per poterle raggiungere.

 

I'll do anything
For my sweet sixteen,
And I'll do anything
For little run away child
Gave my heart an engagement ring.
She took ev'rything.
Ev'rything I gave her,
Oh sweet sixteen.
Built a moon
For a rocking chair.
I never guessed it would
Rock her far from here
Oh, oh, oh, oh.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen.
Someone's built a candy brain
And filled it in.
Well I'll do anything
For my sweet sixteen
Oh I'll do anything
For little runaway child
Well, memories will burn you.
Memories grow older as people can
They just get colder
Like sweet sixteen
Oh, I see it's clear
Baby, that you are
All through here
Oh, oh, oh, oh.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen,
Someone's built a candy house
To house her in.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen.
Someone's built a candy brain
And filled it in.
And I do anything
For my sweet sixteen
Oh, I do anything
For little run away girl.
Yeah, sad and lonely and blue.
Yeah, gettin' over you.
How, how do you think it feels
Yeah to get up in the morning, get over you.
Up in the morning, get over you.
Wipe away the tears, get over you,
get over, get over...
My sweet sixteen
Oh runaway child
Oh sweet sixteen
Little runaway girl.
Gave my heart an engagement ring
She left everything
Everything I gave her
Sweet sixteen
Built a moon
For a rocking chair,
Never guessed it would
Rock her far from here
Oh, oh, oh
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen.
Someone's built a candy house
To house her in.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen
Someone's built a candy house
To house her in.
And I'll do anything
For my sweet sixteen
Oh, I'll do anything
For little runaway child.
Do anything
For my sweet sixteen
I'll do anything
For little runaway girl
Little runaway girl
Oh sweet sixteen
Oh sweet sixteen
Oh
 

(Sweet sixteen – Billy Idol)

 

Il viaggiatore sorride e richiude temporaneamente il libro dei ricordi…


















































































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giovedì, gennaio 29, 2004, ore 16:39

Il mondo dell’infanzia e le nostre coperte

 

Quali e quante cose ci hanno toccato in passato?

 

Nella mia lontana infanzia uno dei miei idoli erano I personaggi di Charles Schultz, The peanuts, ognuno di loro rappresentava un diverso aspetto della mia personalita’, Snoopy il fighetto e sognatore, Linus il genio al piano sempre attaccato alla sua coperta e Charlie Brown l’eterno sfigato.

 

Chissa’ perche’ ma Charlie Brown era quello per cui provavo piu’ simpatia, mi seccava il modo in cui Linus disdegnava le attenzioni di Lucy, Snoopy era fuori gara, dato che difficilemente riuscirei a vedermi come un cane, laddove sfogliavo deliziato le sequenze in cui preparava le sue valentine, l’indecisione con cui guardava la ragazza dai capelli rossi….

 

Chissa’ perche’ ma sentivo che Charlie Brown era capace di guidare una riscossa, un leader nato che tutti seguivano alla partita di baseball, anche se la sconfitta era certa e se non era il migliore dei pitcher.

 

C’e’ del grande in personaggi simili, insegnano che non tutti siamo vincenti, ma che dobbiamo sempre comunque provarci, la ragazzina dai capelli rossi e’ il troppo, la cosa aldila’ della nostra portata, una volta anche io ho indugiato con una ragazza dai capelli ambrati, banshees le chiamano in Irlanda, perche’ il loro canto preannuncia disgrazia e sua madre era irlandese.

 

Per un giorno e mezzo ho avuto il troppo e poi come tanti sogni purtroppo e’ finito in tante lacrime di lei ed una grossa delusione mia, ma per quel giorno ho sentito nelle orecchie Snoopy mormorarmi: “…questa volta ci sei riuscito e senza valentine…” e da allora le T-shirt di Joe Cool hanno un posto d’onore nel mio armadio.

 

Ho cosi’ imparato che non esiste il troppo ma solo quello che riusciamo a raggiungere o meno, come in tutto pero’ bisogna saper perdere, non sempre si puo’ vincere…

 

(All day, all day)
I don't know why, I don't know how
I thought I loved you, but I'm not sure now
I've seen you look at strangers too many times
A love-you-once is of a, a different kind
Remember when we felt the sun
A love like paradise, how hot it burned
A threat of distant thunder, the sky was red
And when you walked, you always - turned every head
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day) Domino dancing
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day, domino dancing)
I thought that when we fought I was to blame
But now I know you play a different game
I've watched you dance with danger, still wanting more
Add another number to the score
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day) Domino dancing
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day, domino dancing)
When you look around you wonder
Do you play to win?
Or are you just a bad loser?
(All day, all day)
(All day, all day)
I don't know why, I don't know how
I thought I loved you but I'm not sure now
I hear the thunder crashing, the sky is dark
And now a storm is breaking within my heart
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day) Domino dancing
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day, domino dancing)
 

(Domino Dancing – Pet Shop Boys)

 

Il viaggiatore ripensa a dei capelli fini come la seta e sogna di nuovo…



































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mercoledì, gennaio 28, 2004, ore 20:53

Crescere, è un viaggio a senso unico?

 

Tanti discorsi interessanti recentemente sentiti e discussi, come sempre mi ritrovo perso in mille pensieri e tutti ad uno ad uno che mi sfuggono tra le dita, mi aiutate a ritrovarli?

 

La crescita’ e’ un processo traumatico, si puo’ dire quel che si vuole ma non si puo’ maturare senza passare per varie esperienze e non tutte sono necessariamente piacevoli.

 

Spesso anzi, le brutte esperienze ci mettono alla prova e se non ci spezzano ci piegano quel tanto in piu’ che ci consente di raggiungere nuovi risultati.

 

Come nella danza vi sono tappe di transizione che fino a che non le si supera non si riesce a compiere la sequenza successiva, vi sono talenti a cui tutto riesce facile e vi sono I poveri mortali, categoria a cui mi pregio di appartenere, che passano allo specchio ore ed ore a flettere il piede per guadagnare nuove escursioni.

 

Talvolta si cade e ci si rialza, si piange e si ride ma soprattutto si vive, e quanto piu’ valore ha una vita vissuta nella fatica e nell’impegno di chi raggiunge con facilita’ il traguardo senza comprendere cosa vi e’ dietro come impegno e se malauguratamente cade una volta sola nella sua vita’ potrebbe anche non saper piu’ rialzarsi.

 

Oggi faccio un brindisi alla speranza, levo il calice agli astanti che possono dire io qui sono arrivato e quanti ostacoli ho superato, inizio un giro generale di pacche sulle spalle perche’ in fin dei conti siamo solo noi stessi responsabili dei nostril progressi.

 

Non importa quanto gli altri ci abbiano ferito, fuorviato, distratto, alla fine siamo arrivati dove siamo adesso ed una volta qui giunti chissa’ dove saremo domani? E quanti amici/che abbiamo incontrato che hanno fatto un passo con noi, magari rallentando finche’ eravamo in grado di progredire da soli? E quanti non contenti di cio’ ci hanno aiutato perche’ eravamo in difficolta’? Senza secondi fini?

 

Il viaggio talvolta prende direzioni strane, ma e’ pur sempre una splendida esperienza.

 

Met you by surprise, I didn't realize
That my life would change forever
Saw you standing there, I didn't know I cared
There was something special in the air

Dreams are my reality
The only real kind of real fantasy
Illusion are a common thing
I try to live in dreams
It seems as if it's meant to be

Dreams are my reality
A different kind of reality
I dream of loving in the night
And loving seems alright
Although it's only fantasy

If you do exist, honey don't resist
Show me a new way of loving
Tell me that it's true
Show me what to do
I feel something special about you

Dreams are my reality
The only kind of reality
Maybe my foolishness has past
And maybe now at last
I'll see how a real thing can be

Dreams are my reality
A wonderous world where I like to be
I dream of holding you all night
And holding you seems right
Perhaps that's my reality

Met you by surprise, I didn't realize
That my life would change forever
Tell me that's it true
Feelings that are cue
I feel something special about you

Dreams are my reality
A wonderous world where I like to be
Illusion are a common thing
I try to live in dream
Although it's only fantasy

Dreams are my reality
I like to dream of you close to me
I dream of loving in the night
And loving you seems right
Perhaps that's my reality

 

(La boum[Soundtrack –(Italia)Il tempo delle mele] – Richard Sanderson)

 

Un viaggiatore un po’ ubriaco per il brindisi si allontana barcollando sulle sue gambe…




































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martedì, gennaio 27, 2004, ore 13:23

Vizi e virtu’, qual’e’ la lista piu’ lunga?

 

Voglia di lavorare poca ed allora via ad un nuovo post, stimolato dalla richiesta di Stephanie, viaggio nel torbido oggi…

 

Credo l’itinerario debba passare per tappe obbligate quail I sette peccati capitali stilati da Gregorio Magno e che tanti oggi vedono ormai sorpassati.

 

Invidia

 

Non credo di aver mai invidiato nessuno, troppo sicuro di me stesso, forse la sola invidia andava a chi aveva tanti mezzi e sostegno dalla famiglia da non dover faticare.

 

Ira

 

Credo di essermi raramente lasciato andare all’ira, e se e’ accaduto era con persone a me vicine, capaci di ferirmi piuttosto che con estranei.

 

Lussuria

 

Uomo nacqui, con tutti I pregi ed I difetti del caso, ho sempre apprezzato le belle donne e non mi sono mai tirato indietro di fronte all’opportunita’, posso solo dire di essere sempre stato fedele con il corpo se non con la mente.

 

Gola

 

Dandy fui e sono per scelta, I piaceri della vita sono fatti per essere goduti secondo me e danno pepe alla nostra vita’, buona tavola, buon vino, arte mi fanno letteralmente impazzire, no alla gola non rinuncerei mai, ma proprio mai!

 

Accidia

 

Peggio ancora, sono fondamentalmente pigro, per quanto lavori come un matto, se potessi evitare una qualsiasi attivita’ farei la firma.

 

Superbia

 

Si , confesso sono spesso superbo, temo sia in parte anche colpa del segno zodiacale, leone, ma in fin dei conti non ho scusanti, amo gloriarmi ed essere al centro dell’attenzione, e’ veramente un vizio?

 

Avarizia

 

Sono indeciso, amo le mie cose, ma mi piace anche condividerle, tengo a tutto cio’ che ho ottenuto e non sono proprio felice di regararlo ad altri che nulla hanno fatto, direi moneta in bilico tra testa e croce.

 

Altri vizi? Tanti, sono logorroico, prosaico, mi piace parlare, non so stare zitto il piu’ delle volte, sono arrogante, spesso sono un po’ giu’ e non e’ facile tirarmi su(I love being in the blue), soffro il tempo, vivo in parte anche gli umori di chi mi circonda e via dicendo.

 

Cambierei qualcuna di queste caratteristiche? Sinceramente no, fanno tutte parte di quella persona che sono e che ho voluto diventare.

 

Le virtu’ sono troppo spesso professate per essere necessariamente reali in chi le ostenta, almeno questa e’ la mia opinione.

 

Je t'aime
oh, oui je t'aime!
moi non plus
oh, mon amour...
comme la vague irrésolu
je vais je vais et je viens
entre tes reins
et je
me retiens-je t'aime je t'aime
oh, oui je t'aime !
moi non plus
oh mon amour...
tu es la vague, moi l'île nue
tu va et tu viens
entre mes reins
tu vas et tu viens
entre mes reins
et je
te rejoins- je t'aime je t'aime
moi non plus
oh, mon amour...
comme la vague irrésolu
je vais je vais et je viens
entre tes reins
et je
me retiens
tu va et tu viens
entre mes reins
tu vas et tu viens
entre mes reins
et je
te rejoins- je t'aime je t'aime
oh, oui je t'aime !
moi non plus
oh mon amour...
l'amour physique est sans issue
je vais et je viens
entre tes reins
je vais et je viens
et je me retiens
non ! maintenant
Viens !
 

(Je t’aime moi non plus – Gainsbourg/Bardot)

 

Un viaggiatore soddisfatto ed un po’ perverso si commiata con una strizzata d’occhio…
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martedì, gennaio 27, 2004, ore 11:15

Ultimo Test fatto
Cattell's 16 Factor Test Results
Warmth ||||||||||||||||||||| 66%
Intellect |||||||||||||||||||||||| 74%
Emotional Stability ||||||||||||||| 46%
Aggressiveness |||||||||||||||||||||||| 74%
Liveliness ||||||||||||||||||||| 62%
Dutifulness ||||||||||||||| 46%
Social Assertiveness |||||||||||||||||||||||||||| 86%
Artistic Interests ||||||||||||||||||||| 70%
Paranoia |||||||||||||||||| 58%
Abstractness ||||||||||||||||||||| 70%
Introversion ||||||||||||||||||||| 62%
Anxiety ||||||||||||||| 46%
Openmindedness |||||||||||||||||||||||||||| 86%
Independence ||||||||||||||||||||| 70%
Perfectionism |||||||||||||||||| 58%
Tension |||||||||||||||||| 54%

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lunedì, gennaio 26, 2004, ore 22:44

Viaggio in noi stessi, conosci te stesso

 

We’re caught in a trap
I can’t walk out
Because I love you too much baby
Why can’t you see
What you’re doing to me
When you don’t believe a word I say?
We can’t go on together
With suspicious minds
And we can’t build our dreams
On suspicious minds
So, if an old friend I know
Drops by to say hello
Would I still see suspicion in your eyes?
Here we go again
Asking where I’ve been
You can’t see these tears are real
I’m crying
We can’t go on together
With suspicious minds
And be can’t build our dreams
On suspicious minds
Oh let our love survive
Or dry the tears from your eyes
Let’s don’t let a good thing die
When honey, you know
I’ve never lied to you
Mmm yeah, yeah

 

(Elvis Presley – Suspicious mind)

 

Serata introspettiva, tutto parte da un test, I pensieri si rincorrono come un bambino appresso ad un aquilone e la mente vola in libere associazioni, mai termine fu piu’ adeguato.

 

Ho sempre amato fare introspezione, credendo che la soluzione ai miei problemi fosse innanzittutto in me stesso, o in altri termini, visto che lo usano anche dei professori per intitolare dei loro libri, sono naturalmente portato a farmi delle seghe mentali.

 

Questa attivita’ si e’ modificata con il passare degli anni ed e’ evoluta insieme ai miei orizzonti, la psicologia ha avuto un largo impatto stranamente sulla mia vita, per iniziare uno psicologo della formazione mi ha consigliato quale scuola secondaria frequentare ad un incontro organizzato dalla scuola media, ma questa e’ un’altra lunga storia.

 

In seguito quando mi sono ritrovato a dover cambiare strada ho frequentato un lungo Corso di Pedagogia ed elementi di psicologia evolutiva e della comunicazione prima di uno stage a Modena con una serie di furie scatenate che spero mi abbiano apprezzato, un’esperienza formativa interessante ma che per un’altra serie di motivi non ha portato a niente.

 

Fino a che e’ avvenuto l’incontro con il behaviourismo, l’ambito principe della psicologia del lavoro nella persona di un selezionatore per un altro Corso a numero chiuso a cui volevo assolutamente partecipare da borsista, facile a dirsi 12 posti per 128 richiedenti ed io ero non residente.

 

Questa scuola psicologica cosi’ diffusa ritiene che dal comportamento di una persona si possa riconoscere chi questa persona sia e quali siano le sue motivazioni interne, le vere motivazioni e la facciata.

 

Per fare cio’ si utilizzano dinamiche di gruppo e test attitudinali, ora come per la macchina della verita’ se si conosce quale sia il profilo voluto lo si puo’ assolutamente ricreare barando, chi ha gestito classi intere con padronanza di se non avra’ mai problemi a fare un esercizio di gruppo con sei adulti, risultato finale sono entrato come ottavo ed un ragazzo che lavorava in comunita’ di recupero per tossici e’ arrivato decimo a confermare come dicevo che sapendo gestirsi non e’ impossibile rappresentare la figura voluta se si conosce gli osservatori ed I loro scopi.

 

Tutto cio’ accadeva 8 anni fa, ma curiosamente mi e’ tornato in mente oggi rivedendo certi test che avevo fatto recentemente, una delle grandi capacita’ dei psicologi behaviouristi e’ quella di aver analizzato I comportamenti umani ed averli distinti in categorie, la scuola piu’ moderna ammette che a seconda dello stato d’animo I risultati del test cambieranno ed incita a farli piu’ volte, ma quello che e’ interessante e’ che tali test rispecchiano il nostro stato d’animo e le nostre pulsioni del momento con un’ottima approsimazione.

 

Provare per credere: http://similarminds.com/personality_tests.html

 

I vari training sulla leadership e capacita’ di influenzare gli altri li prendono tutti come base, perche’ si parte dal principio che meglio conosce se’ stesso e’ in grado di meglio conoscere gli altri, come dire da segaiolo mentale a manager.. ma siamo poi cosi’ sicuri sia importante?

 

In realta’ credo di si, principalmente perche’ siamo responsabili di quello che facciamo e se ne conosciamo il perche’ sappiamo anche cosa vorremmo/dovremmo cambiare per agire diversamente.

 

Se ve lo chiedeste questa e’ la mia rappresentazione quotidiana: sono esternamente un 3W, ed internamente un 2W sul test dell’enneagramma mentre di seguito I risultati sul Meyers-Briggs:

 

ENTP - "Inventor". Enthusiastic interest in everything and always sensitive to possibilities. Non-conformist and innovative. 3.2% of the total population

 

Un viaggiatore introspettivo che si scopre a far parte di una minoranza della popolazione mondiale e ricomincia a farsi seghe mentali sul perche’…….

























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domenica, gennaio 25, 2004, ore 22:20

Ad ogni scenario la sua risposta e’ un vizio o…?

 

Tento di adattarmi a chi o cosa ho di fronte, per quieto vivere e perche’ non credo si possa essere cosi’ esclusivi da prescindere dal mondo che ci circonda, non sono un eremita e credo che la scelta opposta porti soprattutto in quella direzione.

 

Ho vissuto a contatto con ambienti molto elitari nel passato e laddove potevo apprezzarne certe caratteristiche dei membri che le componevano vedevo la volonta’ d’esclusione come un limite, spesso mi sentivo dire che era un’esigenza per non perdere tempo, ognuno ha la sua risposta credo.

 

[Live and Let die, in sottofondo nella versione di Paul Mc Cartney]

 

Sono abbastanza restio a concedere la mia amicizia e forse con la superficialita’ talvolta bilancio la volonta’ di restare a contatto con tutti, senza sacrificare I miei interessi personali e la volonta’ di crescere migliorandomi.

 

Da dove nasce questo atteggiamento? Non saprei forse in parte anche dalle letture, uno dei miei idoli d’infanzia e’ Nero Wolfe, personaggio creato da Rex Stout, in molte cose ho seguito I suoi suggerimenti: mai discutere di lavoro durante I pranzi, coltivare la migliore conversazione possibile, leggere un libro al massimo ogni quattro giorni, coltivare diversi interessi e lavorare in modo tale da permetterti gli altri interessi personali, e per finire frequentare I fornelli e non tollerare che un ospite non trovi un liquore sul carrello in soggiorno.

 

Abitudini un po’ dandy lo ammetto, ma cosa posso farci, ogni tanto bisogna ispirarci a qualcuno ed io sono sempre stato attratto dal genio, con tutti I suoi vizi e virtu’.

 

Il mio ospite e’ quindi sovrano e puo’ sempre contare su una conversazione brillante ed una scelta di superalcolici e vini pari se non superiore a quella di molte distillerie, sia in quantita’ che qualita’, deve solo portare compagnia, novita’ ed una mente pensante di cui si possa liberamente disporre.

 

Io credo si debba essere a proprio agio nel corpo e nella mente per esserlo nello spirito e faccio di tutto per predisporre queste condizioni nell’ambiente che mi circonda, quando viaggio mi adatto a cio’ che l’ambiente mi propone.

 

You saw me standing by the wall corner of a main street
And the lights are flashing on your window sill
All alone ain't much fun so you're looking for the thrill
and you know just what it takes and where to go.
Don't save a prayer for me now. Save it til the morning after
No don't say a prayer for me now. Save it til the morning after
Feel the breeze deep on the inside look down into the well
If you can you'll see the world in all his fire
Take a chance (like all dreamers can't find another way.)
You don't have to dream it all, just live a day.
Don't say a prayer for me now. Save it til the morning after
No don't say a prayer for me now. Save it til the morning after
Save it til the morning after. Save it til the morning after
Pretty looking road I try to hold the rising floods that fill my skin
Don't ask me why I'll keep my promise I'll melt the ice
And you wanted to dance so I asked you to dance
but fear is in your soul
Some people call it a one night stand but we can call it paradise
Don't say a prayer for me now. Save it til the morning after
No don't say a prayer for me now. Save it til the morning after
Save it til the morning after
Save it til the morning after
Save it til the morning after
Save it til the morning after
Save a prayer til the morning after

 

(Save a prayer – Duran Duran)

 

Il Viaggiatore finisce il suo whiskey con un brindisi a tutti voi……























UlisseIlViaggiatore
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sabato, gennaio 24, 2004, ore 22:25

Viaggio nella musica, l’ideale femminino

 

Swaying room as the music starts
Strangers making the most of the dark
Two by two their bodies become one
I see you through the smokey air
Can't you feel the weight of my stare
You're so close but still a world away
What I'm dying to say, is that
I'm crazy for you
Touch me once and you'll know it's true
I never wanted anyone like this
It's all brand new, you'll feel it in my kiss
I'm crazy for you, crazy for you
Trying hard to control my heart
I walk over to where you are
Eye to eye we need no words at all
Slowly now we begin to move
Every breath I'm deeper into you
Soon we two are standing still in time
If you read my mind, you'll see
It's all brand new, I'm crazy for you
And you know it's true
I'm crazy, crazy for you

 

(Crazy for you – Madonna)

 

NDR Madonna ha vinto il premio NRJ alla carriera in Francia.

 

Tutti I viaggi hanno un inizio ed il mio e’ cominciato piu’ di trenta anni fa, erano I pazzi anni settanta dell’Italia rampante ma ancora molto provinciale, non c’era Erasmus, l’Europa era un sogno ed io incominciavo a fare I primi passi e formare la mia identita’.

 

Compagna di viaggio irrompeva nella mia vita di adolescente con Borderline un’artista sopravvissuta fino al giorno d’oggi cambiando con me, credo sia la sola artista di cui conserve ancora qualche album in vinile ed ho quasi l’intera discografia su CD.

 

Forse da lei ho preso nei miei lontani 14 anni I terribili canzoni bianchi o nero in vellutino, accostati ad una cintura borchiata ed alla canotta nera o alla polo Bianca, certo e’ che popolava il mio immaginario e la ascoltavo e riascoltavo alla radio, era il periodo in cui tutte le ragazze si vestivano come in “Like a Virgin”, una follia collettiva, ma che rottura con l’ambiente conformista che ci circondava.

 

Da allora ne e’ passata tanta di acqua sotto I ponti, ma tant’e’ penso comunque di aver associato il mio ideale femmineo a donne di forte carattere e capacita’ di rottura con l’ambiente circostante, per non parlare poi della sorpresa di un ragazzo fan di una cantante invece di un gruppo.

 

Un anno fa un amico guardando I CD che avevo portato per un evento in compagnia rimarcava la predominanza di cantanti femminili, soprattutto da sole, ma anche in gruppo ed in effetti era cosi’ credo che nella mia discografia le cantanti vincano alla grande con Quattro album su cinque: Bonnie Tyler, Kilie Minogue, Toni Braxton, Roxana, Sugababes, Coors, Destiny Child, Cristina Aguilera, Pink, All Saints, Angie Stone, Missy Elliot, Aalyah, Ashanti, Blue Cantrell, Brittney Spears o ancora italiane come Loredana Berte’, Fiorella Mannoia e naturalmente Mina, o in francese come Helene Segara, Axelle Red, Lara Fabian o Natasha St. Pier, senza dimenticare la grande Piaf.

 

Non so cosa mi muova a preferire certe tonalita’, amo parecchi generi musicali, ma sono sicuro che una cantante mi muovera’ molto piu’ facilmente, toccandosi angoli nascosti del mio intimo, cosa assai piu’ difficile per un cantante.

 

Forse sono in parte ancora quell’adolescente che si chiudeva nella sua stanza ad ascoltare la radio e si sentiva chiuso in quelle quattro mura con un mondo fuori che aspettava di essere scoperto ed amicizie da fondare e quelle canzoni aiutavano a calmare le emozioni, placare l’animo, o forse me lo ricordo molto bene e con un po’ di nostalgia.

 

Il Viaggiatore accende lo stereo……

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sabato, gennaio 24, 2004, ore 14:20

Una vita da ospite

 

Sentimenti contrastanti nei riguardi di casa, ho continuato con le troppo ritardate pulizie, ma quante cose dovevo fare ancora, compreso bucato, spesso non sono a casa e quando lavoro torno tardi, finisce che casa diventa una tana da Troll…

 

Non arrivo ai livelli dei vari film americani su casa di single, ma la mia voglia di avere le mie cose sotto controllo ha prevenuto l’ingresso di una domestica e deteriorata la situazione generale, specie per quanto riguarda la disposizione dei diversi capi vestiari.

 

Forse dipende anche dalle dimensioni dell’appartamento, circa 90 metri quadrati, un college vive in un appartamento di dimensioni ridotte ad un terzo, io sarei da ricovero in manicomio in simili evenienze.

 

Tutto cio’ contribuisce ad uno stato d’animo in cui ogni tanto mi ritrovo a pensare che bello sarebbe passare di casa in casa come ospite, salvo poi alla fine scoprire che ci mancano le nostre comodita’…

 

Se organizzassero una competizione per gli appartamenti piu’ puliti sarebbe la vera volta che avrei uno stimolo per pulire tutto, di solito rinvio le pulizie maggiori ai tempi in cui ho ospiti in visita… in fin dei conti ho un minimo di amor proprio e non voglio causare disagio ai miei ospiti.

 

Baby, baby, baby
Baby, baby, I'm runnin' on
Faith , baby, baby
Baby, baby, baby

Come back baby,
I wanna play house with you

Well you might go college
You might go to school
You may have a pink Cadillac
But don't ya be nobody's fool

Now baby, come back, baby, come
Come back, baby, come
Yeah, come back, baby
I wanna play house with you

Well listen to me baby
Try to understand
I'd rather rather see you dead, little girl
Than to be with another man

Now baby, come back, baby, come
Come back, baby, come
Yeah, come back, baby
I wanna play house with you

Baby, baby, baby,
Baby, baby, baby, ba-ba-ba-baby, ba-baby,
Baby, baby, baby, baby, baby, baby, baby

Come back, baby
I wanna play house with you

Well you might go college
You might go to school
You may have a pink Cadallac
But don't ya be nobody's fool

Now baby, come back, baby, come
Come back, baby, come
Yeah, come back, baby
I wanna play house with you

Listen to me, baby
There's one thing you should know
Come on back and we can play a little house
And we can hang like we did before

Come back, baby, come
Come back, baby, come
Yeah, come back, baby
I wanna play house with you

Baby, baby, baby,
Baby, baby, baby, ba-ba-ba-baby, ba-baby,
Baby, baby, baby, baby, baby, baby, baby

Now, come back, baby
I wanna play house with you
Come back, baby
I wanna play house with you

(Baby, let’s play the house – Tom Petty and the Heartbreakers)

 

Il Viaggiatore torna alle pulizie……

 





































UlisseIlViaggiatore
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venerdì, gennaio 23, 2004, ore 23:32

E’ la fuga una via possibile?

 

Mi sento un po’ davanti a delle “sliding doors” che mi mostrino gli stessi eventi ripetuti, effetti dei programmi US che passano alla TV belga, mi ritrovo a rivedere lo stesso “Joe Milionarie” che vedevo a Boston lo scorso febbraio.

 

Mah.. finche non vedo un coniglio bianco blinkarmi sullo schermo del monitor ed iniziano a chiamarmi Neo.. non mi preoccupo… ;-)

 

Programmi come bachelor e Joe Milionaire in parte mi lasciano stupiti della natura umana, specie della visione che offrono dell’universo femminile, giovani virago che litigano e si contendono il fustaccione del caso a colpi di ammicamenti, serate in riva al mare, galoppate a dorso di cavallo, etc.

 

In parte forse e’ ancora cosi’ ma io spero sempre di poter salvare un’opinione migliore della controparte del mio universo, per cui posso provare un po’ di rispetto e che non sia invece necessariamente una procacciatrice di affari che cerca il portafoglio in grado di garantirle I suoi vizi/interessi.

 

L’uomo del caso spesso e volentieri si rivela piacione, con il sorriso smagliante, ma in realta’ sulle spine, terrorizzato di venire sommerso da un harem come pochi hanno a gestire.

 

Io in tutto cio’ vi vedo purtroppo la fuga dal quotidiano, la rappresentazione e la perdita di senso della realta’, un po quello che Giordana rappresentava recentemente in un film, con le ragazze che mirano a fare le veline e gli uomini ad inseguire I sogni di infanzia.

 

D’accordo che l’uomo porti a casa la pagnotta, mai rifiutata una visione del genere, o almeno una buona fetta, ma chi vive sulle spalle solo per poter esibita come un trofeo, no grazie… vade retro… come dico essere solo non sempre e’ una cosa che nuoce.

 

Move yourself
You always live your life
Never thinking of the future
Prove yourself
You are the move you make
Take your chances win or loser
See yourself
You are the steps you take
You and you and that's the only way
Shake, shake yourself
You're every move you make
So the story goes
Say you don't want to chance it
You've been hurt so before
Watch it now
The eagle in the sky
How he dancin' one and only
You, lose yourself
No not for pity's sake
There's no real reason to be lonely
Be yourself
Give your free will a chance
You've got to want to succeed
Owner of a lonely heart
After my own indecision
They confused me so
Owner of a lonely heart
My love said never question your will at all
In the end you've got to go

L

ook before you leap

Owner of a lonely heart

And don't you hesitate at all, no no
Owner of a lonely heart
Sooner or later each conclusion
Will decide the lonely heart

Owner of a lonely heart

It will excite it will delight
It will give a better start

Owner of a lonely heart

Don't deceive your free will at all
Don't deceive your free will at all
Owner of a lonely heart
Don't deceive your free will at all
Just receive it
(Owner of a lonely heart – Yes)

Il Viaggiatore talvolta non si fida o non riesce a fidarsi……

UlisseIlViaggiatore
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venerdì, gennaio 23, 2004, ore 16:29

Diversi livelli, l’occhio dell’osservatore

 

La percezione delle cose a seconda del background dell’osservatore mi ha sempre affascinato, un po’ come nella rincorsa infinita tra significato e significante mi ritrovo a rivedere diverse esperienze con occhi diversi, quale ricchezza di livelli.

 

Partendo da un film recente, trovi un commento di una blogger per il bel Tom Cruise, ogni riferimento e’ puramente voluto, un commento del mio vicino di sedia sulla “tazza ed il mestolo”(come esemplificare una cerimonia densa di significati come quella del te… ma non ti girar e passa..), un commento di mia sorella sui diversi dialetti giapponesi usati a seconda delle classi di chi parla, e tutto cio’ nasce dalla visione dello stesso film.

 

Inutile dirlo l’Ultimo Samurai mi e’ piaciuto, molto, l’ambientazione era semplicemente splendida, la scelta del regista di alternare I ritmi delle scene tra accellerati e slow motion inusuale ed interessante, solite pecche della cinematografia Americana, ma un film da vedere.

 

Avrei voluto discutere di Kurosawa, Rashomon, I sette samurai, Bushido, Ghost Dog per arrivare a questo film, la scena dei Ninja-su inviati come assassini e unici capaci di battere I fieri samurai era particolarmente ben pensata, ad es., ma gli astanti non avevano fatto I compiti a casa.

 

Potevo solo ripensare all’idea di un viaggio nel paese del Sol Levante, opportunita’ che si era presentata un anno fa e poi purtroppo rapidamente sfumata, ma che magra consolazione, avrei tanto voluto poter meglio condividere il mio entusiasmo.

 

Guidando e’ passata, forse e’ meglio cosi’ certi momenti possono essere belli se personali, o forse no… tutto sommato va bene cosi’ serata lunga finite bene e la cena al Tex-Mex e’ stata carina, con Gloria Estefan che accompagnava la digestione.

Libre... libre para expresar
Lo que siento en el corazon
No tengo que callar
Tienes... esa libertad tambien
Que es dificil de compartir
Y tu lo sabes bien
Hay que buscar la solucion
En vez de decir adios
Alguien tiene que escuchar
Oye este canto que ya va a empezar
Pronto los anos pasaran
Y no quiero un dia despertar
Y ver que es tarde ya
Algo... algo tiene que pasar
Si miramos alrededor
Esta por comenzar
Hablamos de amor... palabra comun
Y no lo ofrecemos nunca
Alguien tiene que escuchar
Oye este canto que ya va a empezar
Someday it’ll be alright
Changes happen overnight
Creo en el amor pero sin condiciones
Oye mi canto
Y en ayudarnos sin tener otras razones
Oye mi canto
Los celos y el odio son ya tradiciones
Oye mi canto
Hay que dejarlas atras
No buscar explicaciones

Oye mi canto

(Oye mi canto – Gloria Estefan)

 

Il Viaggiatore vorrebbe avere un paio di congas……

 

 































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mercoledì, gennaio 21, 2004, ore 22:39

Un libro gia’ scritto?

 

Al principio ero determinista, il nostro grande viaggio era tutto scritto a noi spettava solo il compito di seguire il copione come certi attori, poi ho sentito troppa costrizione in una visione del genere e l’ho lievemente modificata, ad includere la nostra liberta’ di pensiero e scelte compiute come scout che interpretano diverse impronte lasciate da chi ci ha preceduto.

 

Interviste interessanti viste di recente alla TV per diversi special, uno della BBC, uno di France2, elemento comune la giovane eta’ degli intervistati, giovani studentesse di colore a Cambridge, con una serie di tabelle ed in ogni riquadro una serie di punti o immagini a rappresentare il piano del proprio futuro, il successo non consente passi falsi e mancata programmazione.

 

Io in parte ero cosi’ ma casi della vita sono arrivato corto nella programmazione e mi ritrovo a prendere nuove decisioni, senza essere sicuro di aver completato I compiti precedenti, francamente me ne infischio.

 

Seconda intervista ad una giovane artista, insegnante di tango argentino a Buenos Aires, il giornalista come in un reality show a raccoglierne I pensieri e la vita di ogni giorno, frase per me molto vera: “Potrei vivere meglio all’estero, ma mi mancherebbero molte cose, qui me ne basta una sola, sottointendendo la danza”.

 

In un periodo della mia vita in effetti mi bastava una cosa a sormontare I tanti troppi problemi quotidiani, ora che quel periodo e’ passato ci sono tante cose di piu’ ma non necessariamente mi sento altrettanto compiuto, non direi che faccio a cambio, anche perche’ indietro non si torna mai, senza essere sicuri di non compiere gli errori gia’ fatti, ma e’ vero certe situazioni aiutano a procrastinare le difficolta, fino a che non diventano una scusa per sfuggire le responsabilita’, ma questa e’ un’altra storia.

 

Ah poter essere il libraio e vederli tutti in anticipo come Matrix, sai che scherzetti combinerei… va a finire che Mastrotta resta sposato ed il Pier Silvio si deve accontentare della Sconsolata, ma come diceva il buon Paolino Rossi questo sarebbe un sogno a rovescia.

 

Qui me rassurera
Devant mon miroir
M’aimera les jours
De cafard
Qui savourera mes p’tits plats
Y’a qu’à toi qu’ ça plaît
Si je devais partir
Pour de vrai
Il y aura toujours quelque chose de toi
Qui restera en moi
Tu seras toujours dans mes rêves, mes rides
Mes goûts, mes choix
Il y aura toujours un matin câlin
Que j’trainerai partout
Il y aura toujours quelque chose de toi … de nous
Qui me pardonnera
Si j’crashe ta vieille MG
Qui m’consolera quand j’pleure
Au ciné
A qui confierai-je mes regrets
Mes vrais sentiments
Ma vie je la voyais
Autrement
Il y aura toujours quelque chose de toi
Qui restera en moi
Tu seras toujours dans mes rêves, mes rides
Mes goûts, mes choix
Il y aura toujours un matin câlin
Que j’trainerai partout
Il y aura toujours quelque chose de toi … de nous
Il y aura toujours quelque part un vide
Qui s’remplit pas en moi
J’passerai mon temps à m’dire
Tu vois ça aurait dû être toi
Il y aura toujours une nuit infinie
Qui m’suivra partout
Il y aura toujours quelque chose de toi… de nous
Il y aura toujours une nuit infinie
Qui m’suivra partout
Il y aura toujours quelque chose de toi… de nous
 

(Toujours – Axelle Red).

 

Il Viaggiatore sfoglia la sua libreria e chiude I consuntivi……

 

 

































UlisseIlViaggiatore
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mercoledì, gennaio 21, 2004, ore 15:09

Tempo grigio… nulla di nuovo al fronte

 

Come al solito tempo coperto, le spalle vanno meglio, ma la testa e’ sul punto di scoppiare, conversazione alla cafeteria con il messicano, devo imparare a non lasciarmi andare nel conversare in spagnolo, tutto procede per il meglio fino a che mi mancano le parole, meglio chiudere finche’ si vince.…

 

Riflessioni nate da un carteggio con Stephanie sul valore del viaggio, la scuola francese di matrice Junghiana propende per la valenza esplorativa legata all’insoddisfazione di noi stessi, ad una frustrazione nei rapporti con I nostri genitori, mamma in primis… buon vecchio Jung, sempre legato a Freud da un doppio filo.

 

Io preferisco la visione neoromantica alla Mario Pratt per intenderci, del viaggio vissuto come una transizione, una rappresentazione della crescita o maturazione che dir si voglia dell’individuo, che attraverso la “quest” da ragazzo diventa uomo, questa iniziazione a mio modo di vedere si ripete, ancora ed ancora, in un perpetuo migliorarsi.

 

Cosa sono infatti le realta’ diverse se non una riproposizione di noi stessi in un ambiente diverso ed ancora sconosciuto? Come potremmo resistere al vento di cambiamento che questi paesi/scenari ci portano?

 

Il viaggio che sia in estensioni fisiche, traslocazione, o temporali, naturale scorrere del tempo, ha la capacita’ di farci crescere, sta a noi coglierla.

 

We been broken down 
the lowest turn 
and been on the bottom line 
sure ain't no fun 
but if we should be evicted from our homes 
we'll just move somewere else 
and still carry on 
Hold on, Hold on, Hold on 
 
The only way is up, baby 
For you and me, baby 
The only way is up 
For you and me 
 
Now we may not known 
Where our next meal is coming from 
 
But with you by my side 
I'll face what is come 
boy, I wanna thank you 
for loving me this way 
things may be a little hard now 
but we'll find a brighter day 
Hold on, Hold on, Hold on 
 

(The only way is up– Yazz).

 

Il Viaggiatore si guarda intorno e vede sempre le stesse cose in modo diverso……

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martedì, gennaio 20, 2004, ore 23:36

Alle volte capita… … e non si sa come reagire!

 

Week-end strano con amici/colleghi italiani, pomeriggio passato in scorribande nei negozi alla ricerca di un divano comodo, che chissa’ perche’ qui in Belgio risulta un acquisto cosi’ difficile se non a costi spropositati(3000 euri per un 3+2).

 

Serata vissuta in compagnia in un ristorantino serbo, prendendo un caffe alla turca come se ne trovano ancora pochi insieme con le crepe[palacinche] flambe(mi raccomando i fondacci non si bevono!), discussione prolungata su parecchi soggetti, animata come poche, argomento serio una volta tanto e la mia opinione richiesta come esperto date alcune frequentazioni passate e la mia storia personale.

 

L’argomento in se’ non era cosi’ facile, legami tra genetica, discendenza matrilineare e sionismo, rapporto con il diverso e via dicendo, specie perche’ si porta dietro una serie di retaggi culturali e preconcetti come al solito ho raccomandato una serie di letture che secondo me aiutano molto meglio di tanti saggi, esempio “Cosi’ giovane e gia’ ebreo” di Moni Ovadia o la visione di “un’estranea tra noi”, con una splendida Melanie Griffith.

 

Alla fine mi sono dovuto sbilanciare in una serie di considerazioni, che tralascio unico pensiero personale il fatto che spesso cerchiamo di esplorare il mondo ma purtroppo non conosciamo molti, troppi presupposti e proviamo tante, trope direzioni senza capire fino in fondo dove ci stanno conducendo, ne’ se siano necessariamente quelle giuste.

 

Come per tutte le buone conversazioni spero che tutti ne abbiano guadagnato una prospettiva diversa, io non amo mai prendere posizioni troppo decise, sono l’uomo del compromesso in fin dei conti e se non si esce litigando o scuotendo la testa a mio modo di vedere vuol dire che vi e’ un sostanziale pareggio(il discorso e’ partito da un documentario BBC sul processo di Norimberga).

 

Alle volte mi sorprendo a fare vita da filosofo pur lavorando come ingegnere, il nostro e’ decisamente un mondo strano, ma questo sarebbe un altro lungo discorso…

Pregherei
Pregherei se mi sentisse lui 
Chiederei 
Chiederei che ne sara’ di noi 
Gli direi 
Gli direi riprendi cio’ che vuoi 
Dammi lei
Dammi lui e’ tutto quello che ho 
Prendi il mio cibo e mangero’ le nuvole 
La mia chitarra prendi ed il vento suonero’ 
E la mia moto i piedi sanno correre 
Prendi il mio nome lei mi chiama amore ormai
Portati via tutti I gioielli miei 
Con I capelli miei io mi rivestiro’
Vivro’ Dio quei sogni che lui mi dara’
Riprendi tutto ma l’amore no 
Oh, dammi lei 
Oh, dammi lui 
Oh, adesso e sempre 
Spegni tutte le stele 
Ma questo amore che brilla piu’ del sole 
Non toccare 
Tu lascialo com’e’ 
Pregherei 
Pregherei se mi sentisse lui 
Chiederei 
Chiederei che ne sara’ di noi 
Gli direi 
Gli direi riprendi cio’ che vuoi
Dammi lei 
Dammi lui e’ tutto quell che ho 
Dammi il dolore io lo cambio in estasi 
Dammi la febbre da sentire I brividi 
E chi mi odia io l’amero’ 
Io con l’amore sopravvivero’ 
Oh, dammi lei 
Oh, dammi lui 
Oh, adesso e sempre 
Adesso e sempre di piu’ 
Puoi riprenderti il mondo  
Ma lasciaci l’amore che fa soffrire 
Non toccare  
Tu lasciaci cosi’
Io e lei
Io e lui
Pregherei 
Pregherei se mi sentisse lui 

(Pregherei– Scialpi/Scarlett).

 

Il Viaggiatore guarda le nuvole rincorrersi e ricorda……

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martedì, gennaio 20, 2004, ore 13:46

Viaggio in noi stessi

 

Alle volte mi odio un po’, spesso questo sentimento insorge da un problema d’ognigiorno su cui impatta una mia particolare condizione, mi odio dicevo perche’ e’ stata una mia scelta ad incrementare la portata dell’impatto della situazione, mentre forse non dovrei.

 

Un film meraviglioso, The crying game, uscito in Italia con il titolo di Moglie del soldato, riprendeva un detto egizio, di uno scorpione che uccide la rana che lo stava trasportando dall’altra parte del fiume condannando entrambi ad una spiacevole fine e come unica risposta si sente dire dallo scorpione che questa e’ la sua natura.

 

Anni di canoa, pesistica e palestra hanno contribuito ad ingrossare i trapezi ed i deltoidi, che per chi non lo sapesse sono i muscoli delle spalle, tre giornate con aria condizionata puntata sulla zona hanno provocato un’infiammazione come non l’ho vissuta mai prima, sono bloccato completamente ed ogni movimento mi causa dolori inusitati, ma in fondi dei conti me la sono voluta e …it’s my nature…

 

Automassaggi e pomate, magnesio e analgesici finora hanno ridotto il dolore e prodotto qualche effetto ma continuo ed essere tutto un ouch… se solo ogni tanto avessi optato per la danza invece della palestra…..

When I die and they lay me to rest
Gonna go to the place that's the best
When I lay me down to die
Goin' up to the spirit in the sky
Goin' up to the spirit in the sky
That's where I'm gonna go when I die
When I die and they lay me to rest
Gonna go to the place that's the best

Prepare yourself you know it's a must
Gotta have a friend in Jesus
So you know that when you die
He's gonna recommend you
To the spirit in the sky
Gonna recommend you
To the spirit in the sky
That's where you're gonna go when you die
When you die and they lay you to rest
You're gonna go to the place that's the best

Never been a sinner I never sinned
I got a friend in Jesus
So you know that when I die
He's gonna set me up with
The spirit in the sky
Oh set me up with the spirit in the sky
That's where I'm gonna go when I die
When I die and they lay me to rest
I'm gonna go to the place that's the best
Go to the place that's the best

(Spirit in the sky – Norman Greenbaum).

 

Il Viaggiatore riprende con le sue contorsioni per raggiungere la sua schiena nel mezzo senza fortuna ed aumenta i tentativi di ottenere qualche effetto da uno stretching prolungato……

 

 






























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lunedì, gennaio 19, 2004, ore 23:47

A mali estremi, estremi rimedi?

 

Serata film ieri, l’ultimo boy scout con Bruce Willis, fino a che ho resistito prima di andare a letto, il film era in doppia serata e visto tante volte in fin dei conti.

 

Film in agrodolce, come tanti con l’eroe piu’ massacrato di Hollywood, forse anche per quello mi piace piu’ di altri, anche se fa il paio con la serie di die harder e con lo splendido l'Esercito delle 12 scimmie, forse per la sua finta realita’, quell'esplicito e chiaro lasciarsi andare ad un mondo di grigio in cui il protagonista deve cambiare ed uscire da un tunnel di fallimenti e chi lo circonda cerca il suo riscatto perche' crede ancora in lui.

 

L’incontro con l’idolo del passato lo porta ad agire ed uscire dal suo volontario rifugio, un ruolo che spetta spesso a compagni di viaggio occasionali, il personaggio mi piace molto perche’ e’ severo con se’ stesso e con gli altri, troppo severo forse, ma sempre a fin di bene, ed in fondo in fondo vi e’ un cuore tenero, che lascia trasparire quando vuole aprirsi.

 

Mi hanno talvolta rimproverato per una simile severita’ che colpisce soprattutto chi e’ piu’ vicino, perche’ anche se e’ a fin di bene, e’ invadente, spinge ai limiti, critica chi magari non se lo aspetta, spero di esser riuscito a lasciar trasparire in simil modo almeno ogni tanto il mio io interiore e la dolcezza nascosta.

 

Credo di si anche perche’ ogni tanto mi arriva conferma di una mia gentilezza, che io non sempre riconosco(…you are so nice..).

 

Tutto cio’ per arrivare come sempre ad una storia, quanto si riesce ad agire in maniera estrema per raggiungere I propri fini?

 

Chat domenicale con una “ragazza turca” residente locale, ha lasciato il suo paese per seguire quello che credeva essere l’uomo dei suoi sogni prima per l’Olanda e poi per il Belgio e tutto cio’ senza agli inizi avere la di lui conferma dell’interessamento ed hanno vissuto la loro storia per cinque anni cosi', alla prima analisi mi sembra bellissimo ed estremamente impulsivo.

 

Ad una seconda analisi, mi soffermo sui particolari, so che trovandomi di fronte ad una scelta simile ho gia' deciso di non farla, quindi sicuramente e’ piu’ decisa di me, dall’altro lato io ho lasciato il mio lavoro, famiglia, casa, paese in tre settimane con 2 valigie, una decisione che tanti mi ripetono comunque impulsive.. che dire al momento mi sembrava facile e logica, anche se poi cosi’ proprio non lo e’, per tutti almeno….

 

Forse come diceva il duca aspiriamo ad essere eroi solamente per un giorno o forse quel giorno contiamo di ripeterlo all’infinito per poterci fare quello che vogliamo come Albanese nel suo ultimo film.

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can beat them, just for one day
We can be Heroes, just for one day

And you, you can be mean
And I, I'll drink all the time
'Cause we're lovers, and that is a fact
Yes we're lovers, and that is that

Though nothing, will keep us together
We could steal time,
just for one day
We can be Heroes, for ever and ever
What d'you say

I, I wish you could swim
Like the dolphins, like dolphins can swim
Though nothing,
nothing will keep us together
We can beat them, for ever and ever
Oh we can be Heroes,
just for one day

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing will drive them away
We can be Heroes, just for one day
We can be us, just for one day

I, I can remember (I remember)
Standing, by the wall (by the wall)
And the guns shot above our heads
(over our heads)
And we kissed,
as though nothing could fall
(nothing could fall)
And the shame was on the other side
Oh we can beat them, for ever and ever
Then we could be Heroes,
just for one day

We can be Heroes
We can be Heroes
We can be Heroes
Just for one day
We can be Heroes

We're nothing, and nothing will help us
Maybe we're lying,
then you better not stay
But we could be safer,
just for one day

(Heroes – David Bowie).

 

Il Viaggiatore alza il volume dello stereo……




















































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venerdì, gennaio 16, 2004, ore 21:46

Il piccolo popolo, ovvero ma cosa ci fai in valigia?

 

Quasi finito di scaricare la macchina, I miei viaggi sembrano sempre cosi’ lunghi perche’ anche se sono tornado continuo a scaricare I bagagli per giorni a venire ed una volta aperte le scatole, I nylon, le valigie, mi lascio andare ai ricordi.

 

Il ritorno e l’operazione questa volta sono risultati particolarmente gradevoli, avevo tanti piccolo compagni che erano in minima parte con me gia’ dall’andata, ma molti si erano aggiunti strada facendo.

 

Ognuno portava la sua storia, I suoi racconti e la propria esperienza e la promessa di nuovi viaggi senza fine.

 

Di piccolo, medie o grandi dimensioni non mi interessa, io bado ai contenuti, non sono necessariamente una persona di facciata.

 

Vivo di anticipazione, anche se so che li avro’ tutti conosciuti intimamente per la primavera, ma nel frattempo, quanto mi avranno deliziato e prometto che li custodiro’ in seguito, insieme ai loro compagni che attendono in silenzio che io mi decida a far loro nuovamente visita.

 

Lo ammetto sono un maniaco, un vizioso, un drogato, che dei libri non riesce a fare a meno ad ogni viaggio mi fermo anche “per sbaglio” in libreria, in uno store Barnes & Nobles potrei morire d’inedia dalla quantita’ di libri che mi ritroverei a sfogliare ed ogni visita porta un ragguardevole peso sulla mia carta di credito.

 

Visto alcune domande in chat ecco una suddivisione parziale che non da interamente credito ai miei interessi, ma puo’ essere un’indicazione parziale, nuovi libri 33, di cui 6 presi alla famiglia dato che erano gia’ letti:

 

5 Fantascienza(1 William Gibson)

6 Fantasy(1 Bujold ed 1 Turtledove)

5 Mistery/Thriller(2 Elisabeth George, 2 James Patterson)

6 Legal Thriller(1 Grisham, 2 Steve Martini, 1 Scott Turow)

5 Spy story(3 Daniel Silva, 1 Tom Clancy)

6 Saggistica/Narrativa(1 Coehlo, 3 Maurensig, etc.)

 

Distribuzione sorprendentemente equa tra I vari generi che mi interessano, se pensate che manchi qualche autore fatemelo sapere, puo’ essere che sia gia’ li’ a prendere la polvere o puo’ essere che mi sia perso una buona lettura e non sia mai detto…..

Cuando das sin esperar
cuando quieres de verdad
cuando brindas de perdòn
en lugar de rencor
hay paz en tu corazòn

Cuando sientes compasiòn
del amigo y su dolor
cuando miras la estrella
que oculta la niebla
hay paz en tu corazon

Màs alla del rencor
de las lagrimas y el dolor
brilla la luz del amor
dentro de cada corazon

Ilusion, Navidad
pon tu sueños a valor
siembra paz
brinda amor
que el mundo entero pide màs

Cuando brota una oraziòn
cuando aceptas el error
cuando encuentras lugar
para la libertad
hay una sonrisa màs

Cuando llega la razòn
y se va la incomprensiòn
cuando quieres luchar
por un ideal
hay una sonrisa màs

Hay un rayo de sol
a travès del cristal
hay un mundo mejor
cuando aprendes a amar

Mas alla del rencor
de las lagrimas y el dolor
brilla la luz del amor
dentro de cada corazòn

Ilusion, Navidad
pon tu sueños a valor
siembra paz
brinda amor
que el mundo entero pide màs

Cuando alejas el temor
y prodigas tus amistad
cuando a un mismo cantar
has unido tu voz
hay paz en tu corazòn

Mas alla del rencor
de las lagrimas y el dolor
brilla la luz del amor
dentro de cada corazòn

Ilusion, Navidad
pon tu sueños a valor
siembra paz
brinda amor
que el mundo entero pide màs

(Mas alla – Gloria Estefan).

 

Il Viaggiatore apre il suo segnalibro…











































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giovedì, gennaio 15, 2004, ore 21:59

Casa?

 

Post suggerito da una rappresentazione onirica di Adele di una sua idillica magione.

 

Qual’e’ la casa di un viaggiatore? Io mi sono sempre sentito uomo di mondo, ho una mia rappresentazione di casa che include un caminetto e fuoco a legna come detto in post precedenti, ma non vedo una localita’ in particolare come responsabile di ospitarmi unicamente, perche’ dovrei autolimitarmi?

 

By the look in your eye I can tell you're gonna cry
is it over me?
If it is save your tears for I'm not worth it
you see?
For I'm the type of boy
who is always on the roam 
Wherever I lay my hat that's my home. I'm telling you that's my home.
you had a romance did you break it by chance over me!
If it's so I'd like for you to know
that I’m not worth it
you see?
For I'm the type of boy
who is always on the roam.
Wherever I lay my hat that's my home
that's my home.
Oh
you keep telling me
you keep telling me I'm your man.
What do I have to do make you understand?
For I'm the type of guy
who gives a girl the eye
everybody knows
But I love them and I leave them
Break their hearts and deceive them
everywhere I go.
Don't you know that I’m the type of man
who is always on the roam?
Wherever I lay my hat that's my home
Yeah
that's my home - I don't like it that way.
You know I can’t make it all alone sometimes that's the way
That's the way
I'm not saying
I'm not saying I don't love you.
Just got to do what I want to do
that's what I want to do
But I'm not saying
you don't mean nothing to me
I'm not saying that no
no - I just want my way.
You're everything a man could want
But sometimes
oh

have to go my own way.

 

(Wherever I lay my hat – Paul Young).

 

Ancora, post recente di Magghie sulla singletudine, a mio parere io la vedo come la capacita’ di vivere soli e non soffrirne ogni giorno, o forse di vivere soli proprio per non soffrire ogni giorno a seconda di come si veda la vita di coppia.

 

E la casa per me e’ legata a doppio filo allo scenario precedente, e’ il luogo dove si puo’ stare senza soffrire o dove ci si puo’ ricoverare da un viaggio, o dove si puo’ ospitare amici/che in visita, ma e’ quell luogo fondamentalmente nostro a cui si puo’ ritornare e ritemprarsi.

 

Tale casa puo’ essere il mondo, puo’ essere un’abitazione, puo’ essere un luogo fisico o anche mentale, ma e’ fondalmentalmente il nostro rifugio in tempi di intemperie.

 

Quello che ci accoglie nei tempi bui o quando fuori piove o quando ci sentiamo un po’ soli ed al freddo.

 

Il Viaggiatore ritorna al suo caminetto…

 

 

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mercoledì, gennaio 14, 2004, ore 19:31

Il fiume o il torrente, ovvero il bisogno dell’acqua

 

Non so se sia una cosa cosi’ commune, ma uno degli acquisti italiani e’ stato un The best di Paolo Conte e mi sono trovato a ripensare a Genova, canzone(Genova per noi) e citta’ splendida, nel testo si lascia sapientemente filtrare l’amore per il mare.

 

che ben sicuri mai non siamo

 

che quel posto dove andiamo

 

che ben sicuri mai non siamo

 

non c’inghiotte e non torniamo più.

 

Eppur parenti siamo in po’

 

di quella gente che c’è lì

 

che in fondo in fondo è come noi selvatica

 

ma che paura che ci fa quel mare scuro

 

e non sta fermo mai.

 

Trieste ha una canzone similare nel sentimento, ma purtroppo e’ in dialetto ed il senso si perderebbe se non lo si conosce, noi cittadini affacciati sul mare siamo attaccati alla sua presenza ed ogni volta che parto mi piange il cuore a pensare di non vederlo per un altro lungo periodo.

 

Durante la vacanza guardavo affascinato l’acqua del torrente scorrere nei canali direttamente dalla sorgente, incanalata eppure impetuosa, non so cosa farci ma l’acqua mi attira, fin da piccolo quando con mio nonno trattenevo il respiro e via sott’acqua per andare lontano, il piu’ lontano possibile in questa splendida realta’ ovattata, azzurra.

 

I miei polmoni sono diventati simili a quelli di un palombaro crescendo ed le nuotate sottacqua sono diventate piu’ lunghe, spesso senza pinne, a voler controllare la mia escursione nella sua estensione, a volerle dare limiti “umani”.

 

L’acqua ha questa capacita’ di mondare tutte le nostre preoccupazioni ed avvolgerci in un’amica coperta, come Daniel Auteil in “La ragazza sul ponte”(raccomando a tutti/e di vederlo se possibile(splendida Vanessa Paradis)) mi ritrovo a guardare l’acqua scorrere ovunque anche dai ponti nel caso dei fiumi.

 

Mi sono deliziato recentemente con un viaggetto a Dinand, ridente localita’ vallone costruita sull’argine della Schelda, quale il rapimento a poter passeggiare sull’argine vedendo l’acqua scorrere lenta ed inesorabile.

 

Il Viaggiatore vorrebbe proprio ritrovarsi a nuotare senza preoccupazioni…
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martedì, gennaio 13, 2004, ore 16:59

Il ritorno

Viaggio lungo come al solito, paesaggi incantati, dalle nevi austriache alle tempeste di pioggia belghe, 1300 Km in 12 ore scarse media buona calcolando certi stratempi.

Lavoro sempre con lo stesso ritmo, devo vedere come riesco a riprenderlo, poche ore di riposo, la macchina ancora da finir di scaricare ed il tran tran e’ gia’ ricominciato.

Anche la vita sembra cosi’ talvolta un ponte sotto cui l’acqua scorre e noi che ammirati guardiamo gli oggetti che passano alla deriva e passeggiamo sul bagnasciuga senza bagnarci I piedi, vorreste mai mettervi a nuotare?

Tempi tremendi qui, pioggie infinite, con temperature abbastanza elevate, 11 gradi, pero’ che bello il cielo cosi’ nero, nuvole che si sovrappongono ad alter nuvole come amanti che si incontrino ed allontanino.

Vorrei gia’ partire di nuovo, una vita in vacanza come diceva la mitica…

Hot sticky scenes you know what I mean
Like a desert sun that burns my skin
I've been waiting for her so long
Open the sky (and let her come down)
Here comes the rain I love the rain
Here she comes again
Rain
Rain
Rain

(Rain - The cult)

Il viaggiatore apre l’ombrello…









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venerdì, gennaio 09, 2004, ore 18:38

A gentile richiesta… il volo

 

Il mio amore per Leonardo nasce da due grossi stimoli la Gioconda(che non manco mai di visitare se mi reco al Louvre) e gli studi sul volo, mi ricordo ancora bambino delle elementari quando frustrato dall’impossibilita’ di replicare su foglio la magia del sorriso nonostante la copia carbone e mi rivolsi all’analisi dei modellini dei primitivi alianti.

 

Il primo volo compiuto in aereo 26 anni, un volo intercontinentale, splendida esperienza, con l’alba osservata fuori dal finestrino, rapito dai scarsi paesaggi intravisti e dai mille colori delle nuvole al variare della giornata.

 

Da allora molta acqua e’ passata sotto i ponti come si suol dire, devo dire la verita’, spesso negli ultimi tempi i voli sono diventati una battaglia contro la noia piu’ che un’esperienza vissuta con gioia o trepidazione.

 

Mia madre ha preso il suo primo volo per raggiungermi e vi era un po’ di apprensione per un primo volo quando il mezzo secolo di vita era gia’ passato, ma tutto sommato tutto e’ andato benissimo a parte qualche ritardo al decollo.

 

So benissimo che vi possono essere persone colpite dal terrore del volo, io francamente sono solamente sorpreso se vi sono decolli difficili, gli aerei di dimensioni notevoli riducono di molto la percezione del decollo e dell’atterraggio che sono momenti topici.

 

Non dico di arrivare agli eccessi di Meg Ryan in French Kiss quando Kevin Kline si mette a litigare con lei per distrarla dall’attenzione maniacale al decollo, ma decisamente un blando calmante tipo Lexotan ed un mezzo sonnifero alla partenza potrebbero aiutare a compiere il primo salto ed una volta questo fosse fatto il trampolino della vita si abbasserebbe ad ogni salto ed il mondo piu’ piccolo, con ogni destinazione piu’ vicina.

 

Basterebbe riuscire ad autorilassarsi, in situazione di tensione io rallento la respirazione, mi aiuta spesso a riprendere il controllo dei miei gesti e delle mie emozioni.

 

I used to think that I could not go on

And life was nothing but an awful song

But now I know the meaning of true love

I’m leaning on the everlasting arms

 

if I can see it, then I can do it

If I just believe it, there’s nothing to it

 

i believe I can fly

I believe I can touch the sky

I think about it every night and day

Spread my wings and fly away

I believe I can soar

I see me running through that open door

I believe I can fly

I believe I can fly

(oh) I believe I can fly

 

See I was on the verge of breaking down

Sometimes the silence can seem so loud

There are miracles in life I must achieve

But first I know it starts inside of me

 

Could I believe in it?

 

(I believe I could fly – R. Kelly)

 

Il viaggiatore guarda il cielo e sogna…

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giovedì, gennaio 08, 2004, ore 23:16

Lingue e dialetti

 

Simpatici post recenti guidano l’argomento odierno, un recente botta e risposta in latino con Elena ed i post in francese di Stephanie(Samy) con la reazione simpatica di Sara rivangano ricordi simpatici e meno.

 

Viaggi in Austria e Germania o Olanda dove ero costretto a condurre tutte le conversazioni perche’ ero l’unico che parlasse ad un livello minimo la lingua, un lungo ritorno in treno da Siviglia a Trieste, con la tratta spagnola bloccata temporaneamente ed una conversazione a spizzichi e morsichi con una argentina, parecchi spagnoli ed il capotreno e potrei continuare per ore.

 

Io le amo le lingue, talvolta incontro difficolta’, talaltra no, ma amo tentare di esprimermi con tutte, amo i viaggi perche’ mi consentono di praticarle laddove il lavoro non mi offrisse occasioni sufficienti e mi consentono di conoscere nuove persone, potenziali amici.

 

Noi italiani abbiamo purtroppo il vizio/vezzo di associare la capacita’ di parlare un dialetto al fatto di poter parlare una lingua in piu’, fosse vero…. Io associo la lingua parlata con la capacita’ di estendersi a raggiungere un’altra comunita’, altri individui e via dicendo.

 

Di qui anche i miei sforzi di qualche tempo fa con lo sloveno o recentemente con l’olandese, lingue a me decisamente ostiche, il dialetto invece a mio modo di vedere crea settarismo e non e’ capace di estendere un individuo, serve soltanto a creare comunita’ ed emarginare gli estranei.

 

Parlate, in ogni lingua, Babele non era la patria della confusione, bensi il regno della comunanza.

 

[Cara, cosa mi succede questa sera ti guardo ed è come la prima volta]

Che cosa sei

che cosa sei

che cosa sei...

[Non vorrei parlare]

Cosa sei....

[ma tu sei la frase d'amore cominciata e mai finita]

Non cambi mai,

non cambi mai,

non cambi mai...

[tu sei il mio ieri il mio oggi]

proprio mai...

[E il mio sempre, inquietudine ]

adesso ormai ci puoi provare

chiamami tormento dai,

già che ci sei...

[tu sei come il vento che porta i violini e le rose]

Caramelle

non ne voglio più...

[certe volte non ti capisco ]

le rose e i violini

questa sera raccontali a un'altra...

Violini e rose li posso sentire

quando la cosa mi va se mi va

quando è il momento

e dopo si vedrà...

[Una parola ancora ]

Parole, parole, parole

[Ascoltami]

Parole, parole, parole

[Ti prego]

Parole, parole, parole

[Io ti giuro]

Parole, parole, parole, parole,

parole, soltanto parole,

parole tra noi....

[Ecco il mio destino, parlarti, parlarti come la prima volta ]

Che cosa sei,

che cosa sei,

che cosa sei...

[No, non dire nulla,

c'è la notte che parla...]

cosa sei....

[La romantica notte]

Non cambi mai,

non cambi mai,

non cambi mai.../ [tu sei il mio sogno proibito]

proprio mai...

[É vero, "Speranza"]

nessuno mai ti può fermare

chiamami "Passione" dai,

hai visto mai...

[Si spegne nei tuoi occhi la luna e si accendono i grilli..]

Caramelle

non ne voglio più...

[se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti]

La luna ed i grilli

normalmente mi tengono sveglia

mentre io voglio dormire e sognare

l'uomo che a volte c'è in te quando c'è

che parla meno

ma può piacere a me...

[Una parola ancora ]

Parole, parole, parole

[Ascoltami]

Parole, parole, parole

[Ti prego]

Parole, parole, parole

[Io ti giuro]

Parole, parole, parole, parole,

parole, soltanto parole,

parole tra noi....

[Che cosa sei ]

Parole, parole, parole

[Che cosa sei ]

Parole, parole, parole

[Che cosa sei ]

Parole, parole, parole

[Che cosa sei ]

Parole, parole, parole, parole,

parole soltanto parole, parole tra noi...

 

(Parole Parole - Mina & Alberto Lupo)

 

Il viaggiatore parla, si sente, ma non capisce quale sia la lingua usata…

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mercoledì, gennaio 07, 2004, ore 22:42

Mezzi di locomozione

 

Molti mi chiedono del perche’ la macchina, ci sono varie ragioni, nonostante la scomodita’ che si associa a viaggi da mille e passa chilometri, di seguito un breve elenco.

 

L’aereo ed il treno mi privano di una forte autonomia, i viaggi in treno mi sono venuti a noia dopo un lungo periodo di pendolarismo, per l’aereo i limiti di bagaglio sono un grosso ostacolo, per entrambi il problema maggiore e la perdita di autonomia che associo al fatto di non avere un mio mezzo di locomozione.

 

La macchina e’ perfetta per trasportare gli acquisti che compio in Italia, primi tra tutti i libri, compresi anche DVD e piccole cose che non trovo in Belgio.

 

Ecco perche’ dato che non mi stanco alla guida, le autostrade tedesche sono particolarmente rapide scelgo la macchina, per fortuna il cruise control mi aiuta a rilassarmi nel percorso ed un buon accompagnamento musicale mi conforta.

 

Sur la mappemonde à vol d'oiseau

On se dit qu'on peut gagner gros

Qu'on a le ciel dans une goutte d'eau

On cherche tous un bon destin

La vie s'écoule entre nos mains

La joie la peine notre chemin

Traverser la vie sans billet de train

 

Sur la route.

 

La solitude la mauvaiseté

Ça fait rêver la liberté

Jurer qu'on ne s'ennuiera pas

Quand on aura du bien, tu vois

Et ce bonheur qui nous traverse

Pour un simple morceau de pain

Si tu as faim prends le mien

 

Si c'est pas l'Amérique

Ça y ressemble bien

 

Des fois j'aimerais être un oiseau

Pour pouvoir cracher de plus haut

Voir les maisons et les campagnes

Et mieux leur tourner le dos

On ira vendre nos sacs de roses

On prendra le train du matin

Sur tous les murs y’aura écrit

De la justice pas la vengeance

De la justice pas la vengeance

 

(Sur la route – Raphael)

 

La lunga strada comincia a dipanarsi di fronte al viaggiatore

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mercoledì, gennaio 07, 2004, ore 00:21

Tourbillon di amicizie, giri e rigiri

 

Dinamiche strane, serata etilica con delle amiche, quando torno mi ritrovo sempre ad avere un carnet degli appuntamenti e guai che X sappia che esco con Y…

 

Forse deriva dalle mie assenze prolungate dovute alla residenza all’estero, ma tutti/e sono felici di vedermi ma non riescono a mettersi d’accordo tra di loro; amici, li apprezzi per come sono e di piu’ non dimandare.

 

Serata allegra si diceva, mi sono aggiornato sugli ultimi amoretti, visti gli ultimi acquisti e tagli di capelli, informato sullo stato degli studi, reso tutti edotti sulle ultime mie, il tutto con tranquillità, senza urgenza, ritmi tranquilli, tutto procede al meglio, sono veramente rilassato mentre preparo il rientro.

 

Une delle prossime serate conto di andare al cinema, incontro topico credo, per fortuna che adesso e’ impegnata, almeno sono piu’  tranquillo, se tutto procede bene va a finire che questa vacanza e’ stata quasi perfetta, vedremo ai saldi se trovo un buon paio di affari.

 

Quanto vorrei preservare tale stato d’animo nei mesi a venire.

 

Take this pink ribbon off my eyes

I'm exposed

And it's no big surprise

Don't you think I know

Exactly where I stand

This world is forcing me

To hold your hand

'Cause I'm just a girl, little ol' me

Don't let me out of your sight

I'm just a girl, all pretty and petite

So don't let me have any rights

Oh...I've had it up to here!

 

The moment that I step outside

So many reasons

For me to run and hide

I can't do the little things

I hold so dear

'Cause it's all those little things

That I fear

 

'Cause I'm just a girl.

I'd rather not be

'Cause they won't let me drive

Late at night

I'm just a girl,

Guess I'm some kind of freak

'Cause they all sit and stare

With their eyes

I'm just a girl.

Take a good look at me

Just your typical prototype

Oh...I've had it up to here!

Oh...am I making myself clear?

 

I'm just a girl

I'm just a girl in the world...

That's all that you'll let me be!

 

I'm just a girl, living in captivity

Your rule of thumb

Make me worry some

I'm just a girl, what's my destiny?

What I've succumbed to

Is making me numb

I'm just a girl. My apologies

What I've become is burdensome

I'm just a girl. Lucky me

Twiddle-dum there's no comparison

 

Oh...I've had it up to!

Oh...I've had it up to!!

Oh...I've had it up to here.

 

(I am just a girl – No doubt)

 

 

Toglietemi tutto ma non il mondo di conoscenze che mi circonda, vi abbraccio tutti…

 

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martedì, gennaio 06, 2004, ore 00:28

Il viaggio piu’ lungo e’ quello in noi stessi

 

Ho iniziato a leggere, il Principio di Dilbert di Scott Adams, massima interessante: vediamo piu’ facilmente l’idiozia negli altri che in noi stessi.

 

Fosse vero, da buon pseudopsicologo della comunicazione e dell’apprendimento(troppe poche letture e prassi per qualificarmi come un’esperto) ho sempre investigato su me stesso, come diceva il portale di Delfi ai viandanti:”Gnozi Seauton”, conosci te stesso.

 

Credo sia la prima base per intraprendere un viaggio con cognizione di causa e senza rischiare di perdersi, in ogni universo fisico o mentale dobbiamo conoscere le direzioni e dato che come insegna Wittgenstein, per prenderne di direzioni bisogna prima definirle, qualificarle, comprenderle, il miglior viaggio e’ quello che si compie in noi stessi.

 

Ho imparato da una lunga conversazione con una persona cara tempo fa che avevo il vizio di idealizzare la persona amata tanto da costringerla con difficolta’ a raffrontarsi con intransigenza con un modello perfetto e percio’ impossibile, per quanto la avessi odiata tale analisi all’epoca, non potevo che concordarvi a posteriori, spero di essermi migliorato da allora, se non altro conosco i miei limiti e so quali sbagli posso fare e come mitigare certi atteggiamenti.

 

Una delle risoluzioni per il nuovo anno e’ certamente quella di trovare punti di incontro piuttosto che spunti per uno scontro, riusciro’ a mantenerla?

 

Si vedra’ alla fine del viaggio…

 

Certe notti la macchina è calda e dove ti porta decide lei,

certe notti la strada non conta, quello che conta è sentire che vai,

certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei,

certe notti somigliano a un vizio e tu non vuoi smettere smettere mai,

certe notti fai un po' di cagnara, sentano che non cambierai più.

Quelle notti fra cosce e zanzare, fra nebbie e locali a cui dai del tu,

certe notti hai qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà,

certe notti coi bar che son chiusi, al primo autogrill c'è chi festeggerà.

Non si può restare soli certe notti qui,

chi s'accontenta gode, così così,

certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai,

ci vediamo da Mario prima o poi.

Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno no c'è,

certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te,

c'è la notte che ti tiene fra le sue tette, un po' mamma, un po' porca com'è,

quelle notti da farci l'amore fin quando fa male, fin quando ce n'è

Non si può restare soli certe notti qui,

che se ti accontenti godi, così così.

Certe notti son notti o le regaliamo a voi,

tanto Mario riapre prima o poi.

Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui, certe notti.

Certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi,

quelle notti sono proprio quel vizio che non voglio smettere smettere mai.

Non si può restare soli certe notti qui,

chi s'accontenta gode, così così,

certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai,

ci vediamo da Mario prima o poi.

 

(Luciano Ligabue – Certe notti)

 

Il viaggiatore comincia a scaldare la macchina

 

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domenica, gennaio 04, 2004, ore 20:49

Camminano tra noi

 

Ipotesi suggestiva, gli antichi dei camminano tra noi, ma non hanno piu’ i poteri di una volta perche’ noi non li adoriamo piu’, la presenta un libro letto di recente ‘American Gods’, protagonisti il signore degli inganni, Loki, ed il viaggiatore con un occhio solo colui che tutto vede Wutan il viaggiatore, accompagnato dai suoi due corvi saggezza e conoscenza, Odino.

 

Eroi solitari di un mondo che sta scomparendo, assaliti dai nuovi dei Internet, Televisione e Media, lottano per non scomparire, ricordati da pochi fedeli seguaci.

 

La teoria interessante che il libro presenta e’ la seguente: il mondo sta decisamente cambiando ed anche se le tematiche di fondo che ci animano sono sempre le stesse: amore, desiderio, superbia ed orgoglio, le loro manifestazioni sono diverse, ma non per questo le realta’ umane sono cambiate.

 

Incontri particolari mi colpiscono, a Capodanno una coppia di conoscenti ha litigato, sono rimasto sorpreso dalle ragioni che hanno addotto per la discussione e la riappacificazione, due anni fa stessa cosa era successa per una coppia di amici, non dico che comincio a farci il callo, ma sono sempre piu’ sconcertato da certi confronti e dall’immaturita’ che ogni tanto dimostriamo in situazioni cosi’ particolari.

 

Mi ricordo le mie discussioni d’amore con la ridotta percezione che si attribuisce ai ricordi, ma come dicevano recentemente altri amici, ci si abitua alla vita da single e si riesce difficilmente a riabituarci ai sacrifici di una vita in comune.

 

Mi sembra che poche persone siano disposte a fare compromessi e preferisca fuggire piuttosto che lottare per preservare una fiammella che si sta spegnendo, lotta difficile certo, ma che spesso paga tanto in seguito, altro che obbligazioni Cirio.

 

Hello darkness, my old friend,

I’ve come to talk with you again,

Because a vision softly creeping,

Left it’s seeds while I was sleeping,

And the vision that was planted in my brain

Still remains

Within the sound of silence.

 

In restless dreams I walked alone

Narrow streets of cobblestone,

’neath the halo of a street lamp,

I turned my collar to the cold and damp

When my eyes were stabbed by the flash of

A neon light

That split the night

And touched the sound of silence.

 

And in the naked light I saw

Ten thousand people, maybe more.

People talking without speaking,

People hearing without listening,

People writing songs that voices never share

And no one deared

Disturb the sound of silence.

 

Fools said i,you do not know

Silence like a cancer grows.

Hear my words that I might teach you,

Take my arms that I might reach you.

But my words like silent raindrops fell,

And echoed

In the wells of silence

 

And the people bowed and prayed

To the neon God they made.

And the sign flashed out it’s warning,

In the words that it was forming.

And the signs said, the words of the prophets

Are written on the subway walls

And tenement halls.

And whisper’d in the sounds of silence.

 

(The sound of silence – Simon & Garfunkel)

 

Il viaggiatore fischietta questo motivo……

 

 

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sabato, gennaio 03, 2004, ore 21:11

Un viaggio comincia dove altri si concludono

 

Passati alcuni giorni in un buon ritiro, chalet di montagna in legna con stufe in maiolica e acqua di sorgente, Museis , passeggiate nei boschi e sulla neve, una volta tornato come al solito tempo di consuntivi.

 

La situazione e’ molto piu’ tranquilla degli ultimi due anni, le corse affannose dietro ad una maggiore sicurezza economica ha ceduto a considerazioni di natura piu’ personale, al contrario di altri posso dire di aver chiuso certi cicli e devo sedermi a considerare con calma le diverse opzioni e scegliere le nuove direzioni.

 

La breve vacanza montana mi ha chiarito e confermato diverse opinioni, sono sicuro di aver compiuto scelte giuste quando ho iniziato il mio viaggio tre anni fa, sola delusione lo scoprire quante persone ho perso per strada e quante ne continuo a perdere, ma forse anche questo e’ crescere.

 

Compagni di viaggio erano stavolta anche persone di qualche anno piu’ giovani, non sono alla ricerca come Peter Pan di una serie di fanciulli con cui perpetuare una realta’ di giochi, o come qualche quarantenne dell’elisir per non vedere i primi capelli grigi(che per inciso e per fortuna ancora non ho), ma sono lieto della loro capacita’ di stupirsi per cose che ho fatto tanto tempo fa e che loro compiono per la prima volta, gioisco cosi’ di allegria riflessa.

 

Allo stesso tempo come Forrest Gump non voglio interrompere la mia lunga corsa senza aver prima ottenuto qualche risposta ai miei quesiti, ma ad oggi posso solo dire di essere soddisfatto del percorso compiuto finora se lo confronto ai dubbi che ancora affliggono alcuni miei amici/che e di cio’ per usare un eufemismo non e’ poco.

 

Spero che molti di voi bloggers e non si trovino in una simile situazione, come al solito ho fatto qualche risoluzione e per scaramanzia non ve la rivelero’ ma lo studio e un’abitazione sono tra i punti topici inclusi… ;-))

 

I migliori auguri a voi tutti di un buon proseguimento o di un lieto inizio.

 

I still haven't found what I am looking for - U2

 

I have climbed highest mountain

I have run through the fields

Only to be with you

 

I have run

I have crawled

I have scaled these city walls

These city walls

Only to be with you

 

But I still haven't found what I'm looking for

 

I have kissed honey lips

Felt the healing in her fingertips

It burned like fire                  

This burning desire

 

I have spoke with the tongue of angels

I have held the hand of a devil

It was warm in the night

I was cold as a stone

 

But I still haven't found what I'm looking for

I believe in the kingdom come

Then all the colors will bleed into one

Bleed into one

Well yes I'm still running

 

You broke the bonds and you

Loosed the chains

Carried the cross

Of my shame

You know I believed it

 

But I still haven't found what I'm looking for

 

Il viaggiatore continua a guardarsi intorno mentre la neve cade ed il fuoco scoppietta….

 

 

UlisseIlViaggiatore
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