Un’altra gornata di lavoro e in un momento di pausa dedico un po’ di tempo alle domande che spesso mi vengono fatte in merito al vivere all’estero.
Non e’ facile e te ne rendi conto quando devi andare da un medico e non parla la tua lingua, quando tu amante dei barbieri che ti tagliano I capelli in un certo modo devi provarne quattro prima di essere soddisfatto e non si parla di calcio(!!), quando per sbaglio ti sfondano la porta di casa gli ufficiari giudiziari per lasciarti un avviso di mora di un altro inquilino e via dicendo…
Ti rendi cosi’ conto che la scelta compiuta e’ in un certo qual modo irriversibile, che come diceva Celentano nel ragazzo della Via Gluck dopo otto anni tutto e’ cambiato e non e’ piu’ lo stesso ma non necessariamente perche’ vi e’ cemento al posto dell’erba, ma semplicemente perche’ sei cambiato tu e spesso purtroppo chi e’ rimasto non e’ cambiato affatto.
La modifica di orizzonti e prospettive diventa cosi’ un gap difficile da colmare, che finisce per creare ulteriore barriere laddove la lontananza di per se’ ne ha eretta una gia’ simile ad un muro di Berlino.
Ci si scopre cosi’ apolide, pensierosi su se e dove mettere radici, la carriera potrebbe richiedere ad esempio ancora un ulteriore trasloco, opportunita’ di lavoro potrebbero nascere in un altro paese, purtroppo/per fortuna per me l’Italia diventa sempre piu’ il Paese dei ricordi e meno il paese in cui realmente abitare.
Per fortuna si’, perche’ non e’ tutto nero, nell’aria si disperdono voci in mille lingue e gli amici sono di varia nazionalita’, all’estero gli italiani poi si sentono tutti molto piu’ fratelli, stranamente, certo ognitanto la nostalgia affiora soprattutto per la casa che si e’ perduta o forse che non e’ mai esistita.
Mi Buenos Aires querido
cuando yo te vuelva a ver,
no habrá más penas ni olvido.
El farolito de la calle en que nací
fue centinela de mis promesas de amor,
bajo su quieta lucecita yo la vi
a mi pebeta luminosa como un sol.
Hoy que la suerte quiere que te vuelva a ver,
ciudad porteña de mi único querer,
y oigo la queja
de un bandoneón,
dentro del pecho pide rienda el corazón.
Mi Buenos Aires
tierra florida
donde mi vida terminaré.
Bajo tu amparo
no hay desengaños,
vuelan los años,
se olvida el dolor.
Caminito cubierto de cardos,
la mano del tiempo tu huella borró;
yo a tu lado quisiera caer
y que el tiempo nos mate a los dos.
En caravana,
los recuerdos pasan,
con una estela
dulce de emoción.
Quiero que sepas
que al evocarte,
se van las penas
del corazón.
Mi Buenos Aires querido
cuando yo te vuelva a ver,
no habrá más penas ni olvido.
(Mi Buenos Aires Querido – Gardel)
Il viaggiatore guarda le nuvole in cielo preannuciare tempesta…
Little Town ovvero I quartieri sconosciuti
La prima volta che sono andato a Boston arrivavo stranito dal Belgio, la compagnia mi aveva procurato un miniappartamento con cucinetta da condividere con un collega.
Non tutte le cose erano sistemate al meglio, le mie valigie erano andate perse durante uno stop over a Linate e recapitate giusto in tempo per seguirmi nuovamente al di la’ dell’oceano(over the pond come sono soliti chiamarlo gli americani).
Ero un po’ perso, alienato appena sceso come talvolta capita a contatto con realta’ sconosciute, l’autonoleggio e’ incominciato con un “simpatico” imprevisto, il cambio era bloccato in stazionamento, un po’ di tentative e qualche domanda in seguito comprendemmo che per poter azionarlo il piede doveva prima posarsi sul freno.
Una rombante Pontiac Trans AM rossa fuoco, mi sentivo quasi Bud Reynolds in il Bandito e la Madama, peccato che il nostro itinerario gelosamente custodito prevedeva di prendere il Kennedy Tunnel che ci avrebbe tranquillamente immesso sulla superstrada e fatto uscire da Boston, ma il tunnel era chiuso.
Dopo due ore passate in mezzo al traffico e con svariate strade sbagliate giungevamo finalmente a destinazione, il giorno dopo seppi che il percorso normale prevedeva un tragitto di 40 minuti….
L’esperienza e’ continuata su simili toni per due settimane, solo una perla per darvi il tono, per riempire il serbatoio bisogna inserire la pompa a ghigliottina e solo dopo che non vi e’ piu’ uno sfiato possibile la benzina iniziera’ a scorrere, inutile dire che mi sono rivolto al benzinaio.
In questa situazione in cui le giornate si susseguivano con un ritmo fantozziano di scoperta di un modo diverso di vita siamo partiti in esplorazione del centro, che e’ effettivamente come Ally Mc Beal mostra ed in preda ad un freddo inusitato abbiamo deciso di rifugiarci da qualche parte per un caffe caldo.
Caso a voluto che vedessi un posto con una macchina a pressione, rapidamente dirottato il collega in quella direzione entravamo in una tavola calda, di fronte alla nostra richiesta di un caffe all’europea il garzone spariva all’interno per ritornare con un ragazzo di colore olivastro che curava la rosticcieria.
Con un’attenzione tutta particolare si dedicava al nostro ordine e portando I caffe ci domandava la nostra provenienza, uno volta scoperto da dove venivamo ci raccontava che veniva dal Brasile, spariva dietro al banco a prendere un piattino di biscottini e ci domandava la ragione della nostra presenza, una mezzora dopo al momento di pagare il conto rifiutava I nostri soldi mai dissi un “Obrigado” di maggior cuore.
Piccoli angoli di calore dispersi nella metropoli, sono quelli che mi fanno amare maggiormente le varie citta’, I viaggi successivi si sono dimostrati assai piu’ facili, ma il senso dell’avventura, della scoperta si era attenuato.
Salvo forse il giorno in cui con un amico l’altro inverno sono andato a Little Italy alla scoperta di una pasticceria che effettivamente serviva anche un ottimo caffe(per un costo triplo rispetto all’Italia), facevo ormai il pendolare dal New Hapshire al Massachusetts come tanti “commuters” ascoltando Dixie Chicks e Shana Twain alla radio.
E’ cosi’ partendo un collega per Boston questa settimana mi sono messo a suggerirgli destinazioni e ristoranti da non mancare, angoli di shopping da non perdere e mi sono reso conto che quel viaggio in realta’ avrei voluto farlo anche io….. Sono diventato cosi’ dipendente al nuovo? Che sia una droga che ti entra nelle vene?
When we were together i was blown away
just like paper from a fan
but you would act like i was just a kid
like we were never gonna last
now i've got someone who cares for me
he wrote my name in silver sands
i think you know you've lost the love of your life
(and you said) i was the best you've ever had
because i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
don't ever think you saw the best in me
there's a side you'll never know
cos love and loving are too different things
set your sites far too low
now i've got someone who cares for me
he wrote my name in silver sands
i think you know you've lost the love of your life
(and you said) i was the best you've ever had
because i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
it's only when i fall asleep
i see that winning smile
when my dreams just move along
you've lost the race by miles
yeah yeah yeah yeah yeah
yeah yeah yeah yeah yeah
yeah yeah yeah yeah yeah
(never had our love written in your plans)
yeah yeah yeah yeah yeah
because i'm in demand
you're thinking of the way you shoulda held my hand
and all the times you said you didn't understand
you never had our love written in your plans
but now i'm in demand
you know i'm in demand
you see i'm in demand
you know i'm in demand
you know i'm in demand
you never had our love written in your plans
you know i'm in demand
you see i'm in demand
you need me in demand
you want me in demand
(In demand – Texas)
Eclissi
Scende lento il sole
Anticipando l’arrivo della luna.
Scruta ansioso l’orizzonte
Si racchiude nella sua grazia
E dolcemente si oscura
Rapida sale la luna,
A volte nuda, a volte coperta
Le stelle delicate l’accompagnano.
Insegue il suo amante poverina
Pochi saranno I loro incontri, sempre fugaci.
Quanto vorrei darti una coperta dolce luna
Quanto vorrei fermare il tempo
Ma sono ahime' un povero viaggiatore
E posso solo di voi cantare l’amore.
I piccolo gesti, le strane atmosfere...
Ancora un viaggio nel passato, una storia che non e’ mai nata, ma forse anche per questo mi piace custodirla, ricordarla, gesti gentili che hanno lasciato il segno.
Un paio di occhi sottili, splendidi ed affascinanti, una risata birichina, tutti elementi che mi hanno conquistato, personaggio che popolava le mie fantasie giornaliere e notturne da ragazzo, forse perche’ conosciuta in momenti in cui la bellezza era ancora in fieri ma si intuiva da molti particolari.
L’inizio e’ stato uno dei piu’ comuni anche se si e’ sviluppato in maniera inusuale, settimana bianca alle medie, ridente localita’ sciistica delle Dolomiti, I prof che accompagnano le loro figlie e figli, ed eccola li’ tutta sola, ma brava da morire a sciare, agile cerbiatto che spesso si rinchiude in se stessa e sfugge nella tana quasi a presagire l’arrivo di vari cacciatore.
Un prof per qualche ragione che non ho mai capito mi prende di mira e riesco a cumulare tre serate di punizione su 6 notti, credo un record negli annali scolastici, e si che ero una persona calma…
Lei affetta da alopecia giovanile con le ciglia quasi assenti, I capelli non lunghissimi e le sopracciglia sottili, io sorriso smagliante a cercare di attaccare bottone appena possibile, in una delle poche serate non a letto presto ci si ritrova con la serie infinita di lenti e complici un paio di belle canzoni con il coraggio a due mani le domando di ballare e come d’incanto un fiocco di neve incomincia a sciogliersi lentamente, sorride e parla, di tutto un po’ rapito ascolto.
La sera successiva quando ero in punizione ci siamo messi a chiacchierare a volume un po’ troppo elevato nella camera dei ragazzi e lei con una risata complice mi confida di aver fatto un po’ di rumore in camera perche’ la madre non lo notasse.
Durante il ritorno della gita lunghe conversazioni, mi racconta del conservatorio e delle ore spese ad esercitarsi al piano ed al violino, credo di averla idealizzata ben bene come solo un cuore di adolescente riesce a fare.
Non la rivedo lungamente, per tre anni se non un paio di volte da lontano, cerco di parlare con un paio di compagne del ginnasio di lei, scoprire furtivamente come andasse se fosse cambiata, ma pochi commenti e molto di parte e feroci come solo certi commenti femminili sanno essere.
Quando ecco un giorno la rivedo, sorriso smagliante e la chioma diventatalunga e fluente, le ciglia sono cresciute e cosi’ le sopracciglia, anche se solamente parzialmente, mi avvicino esitante le chiedo se fosse lei ed ecco che con quella sua voce particolare e molto palatale mi salute, si ricorda anche lei di me, la conversazione riprende, ci aggiorniamo sui rispettivi progressi.
Colpo di fortuna ha voluto che lei vada allo Scientifico a cinque minuti dalla mia scuola quindi ci ritroviamo a prendere lo stesso autobus per raggiungere le rispettive classi, inizia un rincorrersi alla fermata in cui piu’ o meno casualmente e la volta dell’uno o dell’altro di perdere l’autobus per ritrovarsi a prendere il successivo insieme, il tutto senza formalmente registrare l’orario dell’altro.
Il calore delle conversazioni aumenta e sembra che qualcosa stia per succedere quando io stupidamente compio una scelta sbagliata, dettata forse anche dalla mia timidezza nei suoi riguardi.
Questo ci allontana momentaneamente ed ognuno inizia a crescere I propri giri di amicizia e perdiamo di nuovo contatto, la rivedo un’ultima volta in riva al mare ad una delle feste estive che il circolo che frequentavo organizzava, ancora una volta sembra scoccare una scintilla, tutti e due siamo liberi ma ci blocchiamo, non era proprio destino come si suol dire.
Oggi sentendo un violino suonare ho ripensato a quella settimana bianca ed alla mia capacita’ di idealizzare certe persone senza mai riuscire a farle scendere dal piedistallo in cui le avevo messe per poterle raggiungere.
I'll do anything
For my sweet sixteen,
And I'll do anything
For little run away child
Gave my heart an engagement ring.
She took ev'rything.
Ev'rything I gave her,
Oh sweet sixteen.
Built a moon
For a rocking chair.
I never guessed it would
Rock her far from here
Oh, oh, oh, oh.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen.
Someone's built a candy brain
And filled it in.
Well I'll do anything
For my sweet sixteen
Oh I'll do anything
For little runaway child
Well, memories will burn you.
Memories grow older as people can
They just get colder
Like sweet sixteen
Oh, I see it's clear
Baby, that you are
All through here
Oh, oh, oh, oh.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen,
Someone's built a candy house
To house her in.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen.
Someone's built a candy brain
And filled it in.
And I do anything
For my sweet sixteen
Oh, I do anything
For little run away girl.
Yeah, sad and lonely and blue.
Yeah, gettin' over you.
How, how do you think it feels
Yeah to get up in the morning, get over you.
Up in the morning, get over you.
Wipe away the tears, get over you,
get over, get over...
My sweet sixteen
Oh runaway child
Oh sweet sixteen
Little runaway girl.
Gave my heart an engagement ring
She left everything
Everything I gave her
Sweet sixteen
Built a moon
For a rocking chair,
Never guessed it would
Rock her far from here
Oh, oh, oh
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen.
Someone's built a candy house
To house her in.
Someone's built a candy castle
For my sweet sixteen
Someone's built a candy house
To house her in.
And I'll do anything
For my sweet sixteen
Oh, I'll do anything
For little runaway child.
Do anything
For my sweet sixteen
I'll do anything
For little runaway girl
Little runaway girl
Oh sweet sixteen
Oh sweet sixteen
Oh
(Sweet sixteen – Billy Idol)
Il viaggiatore sorride e richiude temporaneamente il libro dei ricordi…
Il mondo dell’infanzia e le nostre coperte
Quali e quante cose ci hanno toccato in passato?
Nella mia lontana infanzia uno dei miei idoli erano I personaggi di Charles Schultz, The peanuts, ognuno di loro rappresentava un diverso aspetto della mia personalita’, Snoopy il fighetto e sognatore, Linus il genio al piano sempre attaccato alla sua coperta e Charlie Brown l’eterno sfigato.
Chissa’ perche’ ma Charlie Brown era quello per cui provavo piu’ simpatia, mi seccava il modo in cui Linus disdegnava le attenzioni di Lucy, Snoopy era fuori gara, dato che difficilemente riuscirei a vedermi come un cane, laddove sfogliavo deliziato le sequenze in cui preparava le sue valentine, l’indecisione con cui guardava la ragazza dai capelli rossi….
Chissa’ perche’ ma sentivo che Charlie Brown era capace di guidare una riscossa, un leader nato che tutti seguivano alla partita di baseball, anche se la sconfitta era certa e se non era il migliore dei pitcher.
C’e’ del grande in personaggi simili, insegnano che non tutti siamo vincenti, ma che dobbiamo sempre comunque provarci, la ragazzina dai capelli rossi e’ il troppo, la cosa aldila’ della nostra portata, una volta anche io ho indugiato con una ragazza dai capelli ambrati, banshees le chiamano in Irlanda, perche’ il loro canto preannuncia disgrazia e sua madre era irlandese.
Per un giorno e mezzo ho avuto il troppo e poi come tanti sogni purtroppo e’ finito in tante lacrime di lei ed una grossa delusione mia, ma per quel giorno ho sentito nelle orecchie Snoopy mormorarmi: “…questa volta ci sei riuscito e senza valentine…” e da allora le T-shirt di Joe Cool hanno un posto d’onore nel mio armadio.
Ho cosi’ imparato che non esiste il troppo ma solo quello che riusciamo a raggiungere o meno, come in tutto pero’ bisogna saper perdere, non sempre si puo’ vincere…
(All day, all day)
I don't know why, I don't know how
I thought I loved you, but I'm not sure now
I've seen you look at strangers too many times
A love-you-once is of a, a different kind
Remember when we felt the sun
A love like paradise, how hot it burned
A threat of distant thunder, the sky was red
And when you walked, you always - turned every head
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day) Domino dancing
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day, domino dancing)
I thought that when we fought I was to blame
But now I know you play a different game
I've watched you dance with danger, still wanting more
Add another number to the score
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day) Domino dancing
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day, domino dancing)
When you look around you wonder
Do you play to win?
Or are you just a bad loser?
(All day, all day)
(All day, all day)
I don't know why, I don't know how
I thought I loved you but I'm not sure now
I hear the thunder crashing, the sky is dark
And now a storm is breaking within my heart
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day) Domino dancing
(All day, all day) Watch them all fall down
(All day, all day, domino dancing)
(Domino Dancing – Pet Shop Boys)
Il viaggiatore ripensa a dei capelli fini come la seta e sogna di nuovo…
Crescere, è un viaggio a senso unico?
Tanti discorsi interessanti recentemente sentiti e discussi, come sempre mi ritrovo perso in mille pensieri e tutti ad uno ad uno che mi sfuggono tra le dita, mi aiutate a ritrovarli?
La crescita’ e’ un processo traumatico, si puo’ dire quel che si vuole ma non si puo’ maturare senza passare per varie esperienze e non tutte sono necessariamente piacevoli.
Spesso anzi, le brutte esperienze ci mettono alla prova e se non ci spezzano ci piegano quel tanto in piu’ che ci consente di raggiungere nuovi risultati.
Come nella danza vi sono tappe di transizione che fino a che non le si supera non si riesce a compiere la sequenza successiva, vi sono talenti a cui tutto riesce facile e vi sono I poveri mortali, categoria a cui mi pregio di appartenere, che passano allo specchio ore ed ore a flettere il piede per guadagnare nuove escursioni.
Talvolta si cade e ci si rialza, si piange e si ride ma soprattutto si vive, e quanto piu’ valore ha una vita vissuta nella fatica e nell’impegno di chi raggiunge con facilita’ il traguardo senza comprendere cosa vi e’ dietro come impegno e se malauguratamente cade una volta sola nella sua vita’ potrebbe anche non saper piu’ rialzarsi.
Oggi faccio un brindisi alla speranza, levo il calice agli astanti che possono dire io qui sono arrivato e quanti ostacoli ho superato, inizio un giro generale di pacche sulle spalle perche’ in fin dei conti siamo solo noi stessi responsabili dei nostril progressi.
Non importa quanto gli altri ci abbiano ferito, fuorviato, distratto, alla fine siamo arrivati dove siamo adesso ed una volta qui giunti chissa’ dove saremo domani? E quanti amici/che abbiamo incontrato che hanno fatto un passo con noi, magari rallentando finche’ eravamo in grado di progredire da soli? E quanti non contenti di cio’ ci hanno aiutato perche’ eravamo in difficolta’? Senza secondi fini?
Il viaggio talvolta prende direzioni strane, ma e’ pur sempre una splendida esperienza.
Met you by surprise, I didn't realize
That my life would change forever
Saw you standing there, I didn't know I cared
There was something special in the air
Dreams are my reality
The only real kind of real fantasy
Illusion are a common thing
I try to live in dreams
It seems as if it's meant to be
Dreams are my reality
A different kind of reality
I dream of loving in the night
And loving seems alright
Although it's only fantasy
If you do exist, honey don't resist
Show me a new way of loving
Tell me that it's true
Show me what to do
I feel something special about you
Dreams are my reality
The only kind of reality
Maybe my foolishness has past
And maybe now at last
I'll see how a real thing can be
Dreams are my reality
A wonderous world where I like to be
I dream of holding you all night
And holding you seems right
Perhaps that's my reality
Met you by surprise, I didn't realize
That my life would change forever
Tell me that's it true
Feelings that are cue
I feel something special about you
Dreams are my reality
A wonderous world where I like to be
Illusion are a common thing
I try to live in dream
Although it's only fantasy
Dreams are my reality
I like to dream of you close to me
I dream of loving in the night
And loving you seems right
Perhaps that's my reality
(La boum[Soundtrack –(Italia)Il tempo delle mele] – Richard Sanderson)
Un viaggiatore un po’ ubriaco per il brindisi si allontana barcollando sulle sue gambe…
Vizi e virtu’, qual’e’ la lista piu’ lunga?
Voglia di lavorare poca ed allora via ad un nuovo post, stimolato dalla richiesta di Stephanie, viaggio nel torbido oggi…
Credo l’itinerario debba passare per tappe obbligate quail I sette peccati capitali stilati da Gregorio Magno e che tanti oggi vedono ormai sorpassati.
Invidia
Non credo di aver mai invidiato nessuno, troppo sicuro di me stesso, forse la sola invidia andava a chi aveva tanti mezzi e sostegno dalla famiglia da non dover faticare.
Ira
Credo di essermi raramente lasciato andare all’ira, e se e’ accaduto era con persone a me vicine, capaci di ferirmi piuttosto che con estranei.
Lussuria
Uomo nacqui, con tutti I pregi ed I difetti del caso, ho sempre apprezzato le belle donne e non mi sono mai tirato indietro di fronte all’opportunita’, posso solo dire di essere sempre stato fedele con il corpo se non con la mente.
Gola
Dandy fui e sono per scelta, I piaceri della vita sono fatti per essere goduti secondo me e danno pepe alla nostra vita’, buona tavola, buon vino, arte mi fanno letteralmente impazzire, no alla gola non rinuncerei mai, ma proprio mai!
Accidia
Peggio ancora, sono fondamentalmente pigro, per quanto lavori come un matto, se potessi evitare una qualsiasi attivita’ farei la firma.
Superbia
Si , confesso sono spesso superbo, temo sia in parte anche colpa del segno zodiacale, leone, ma in fin dei conti non ho scusanti, amo gloriarmi ed essere al centro dell’attenzione, e’ veramente un vizio?
Avarizia
Sono indeciso, amo le mie cose, ma mi piace anche condividerle, tengo a tutto cio’ che ho ottenuto e non sono proprio felice di regararlo ad altri che nulla hanno fatto, direi moneta in bilico tra testa e croce.
Altri vizi? Tanti, sono logorroico, prosaico, mi piace parlare, non so stare zitto il piu’ delle volte, sono arrogante, spesso sono un po’ giu’ e non e’ facile tirarmi su(I love being in the blue), soffro il tempo, vivo in parte anche gli umori di chi mi circonda e via dicendo.
Cambierei qualcuna di queste caratteristiche? Sinceramente no, fanno tutte parte di quella persona che sono e che ho voluto diventare.
Le virtu’ sono troppo spesso professate per essere necessariamente reali in chi le ostenta, almeno questa e’ la mia opinione.
Je t'aime
oh, oui je t'aime!
moi non plus
oh, mon amour...
comme la vague irrésolu
je vais je vais et je viens
entre tes reins
et je
me retiens-je t'aime je t'aime
oh, oui je t'aime !
moi non plus
oh mon amour...
tu es la vague, moi l'île nue
tu va et tu viens
entre mes reins
tu vas et tu viens
entre mes reins
et je
te rejoins- je t'aime je t'aime
moi non plus
oh, mon amour...
comme la vague irrésolu
je vais je vais et je viens
entre tes reins
et je
me retiens
tu va et tu viens
entre mes reins
tu vas et tu viens
entre mes reins
et je
te rejoins- je t'aime je t'aime
oh, oui je t'aime !
moi non plus
oh mon amour...
l'amour physique est sans issue
je vais et je viens
entre tes reins
je vais et je viens
et je me retiens
non ! maintenant
Viens !
(Je t’aime moi non plus – Gainsbourg/Bardot)
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Cattell's 16 Factor Test Results
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Viaggio in noi stessi, conosci te stesso
We’re caught in a trap
I can’t walk out
Because I love you too much baby
Why can’t you see
What you’re doing to me
When you don’t believe a word I say?
We can’t go on together
With suspicious minds
And we can’t build our dreams
On suspicious minds
So, if an old friend I know
Drops by to say hello
Would I still see suspicion in your eyes?
Here we go again
Asking where I’ve been
You can’t see these tears are real
I’m crying
We can’t go on together
With suspicious minds
And be can’t build our dreams
On suspicious minds
Oh let our love survive
Or dry the tears from your eyes
Let’s don’t let a good thing die
When honey, you know
I’ve never lied to you
Mmm yeah, yeah
(Elvis Presley – Suspicious mind)
Serata introspettiva, tutto parte da un test, I pensieri si rincorrono come un bambino appresso ad un aquilone e la mente vola in libere associazioni, mai termine fu piu’ adeguato.
Ho sempre amato fare introspezione, credendo che la soluzione ai miei problemi fosse innanzittutto in me stesso, o in altri termini, visto che lo usano anche dei professori per intitolare dei loro libri, sono naturalmente portato a farmi delle seghe mentali.
Questa attivita’ si e’ modificata con il passare degli anni ed e’ evoluta insieme ai miei orizzonti, la psicologia ha avuto un largo impatto stranamente sulla mia vita, per iniziare uno psicologo della formazione mi ha consigliato quale scuola secondaria frequentare ad un incontro organizzato dalla scuola media, ma questa e’ un’altra lunga storia.
In seguito quando mi sono ritrovato a dover cambiare strada ho frequentato un lungo Corso di Pedagogia ed elementi di psicologia evolutiva e della comunicazione prima di uno stage a Modena con una serie di furie scatenate che spero mi abbiano apprezzato, un’esperienza formativa interessante ma che per un’altra serie di motivi non ha portato a niente.
Fino a che e’ avvenuto l’incontro con il behaviourismo, l’ambito principe della psicologia del lavoro nella persona di un selezionatore per un altro Corso a numero chiuso a cui volevo assolutamente partecipare