giovedì, dicembre 25, 2003, ore 18:09

Buon natale…

 

Il viaggiatore come molti cerca appena possibile di passare il Natale con i suoi, se non altro perche’ questa festa molto bene si sposa con un pranzo in famiglia.

 

Auguro a tutti voi vicini e lontani di avere un simile felice Natale, al caldo di un caminetto circondati dai vostri cari.

 

Il piu’ bel ricordo di un Natale in trasferta, l’ho nell’altro emisfero a guardare la storia di Mother Goose nelle vetrine dei Grandi Magazzini, mentre suonava Downtown di Doris Day, per quanto possa essere bella la trasferta pero’ il periodo si sposa meglio con un riposo domestico, non importa ove la vostra casa e famiglia sia..

 

Il viaggiatore torna ai suoi parenti….
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domenica, dicembre 21, 2003, ore 22:54

Traguardi

 

Quando si raggiunge l’arrivo non importano i contrattempi, le difficolta’ o la stanchezza, un viaggio lungo come una corsa su fondo implica vi possano essere simili scenari.

 

Tempi difficili vengono rapidamente scordati, nel scendere dal colle i paesaggi sono finalmente conosciuti e la strada muta in discesa, la fatica scompare.

 

Il traguardo e’ il limite che ci siamo autoimposti, la destinazione che volevamo raggiungere, una volta arrivati possiamo finalmente riposarci, abbiamo ottenuto il risultato che volevamo, non importano le difficolta’, e’ tempo di consuntivi e nuovi progetti.

 

L’eventuale ritorno e’ ancora lontano sara’ occasione di nuovi progetti e nuove speculazioni.

 

Wild thing

You make my heart sing

You make everything groovy

Wild thing

 

Wild thing, I think I love you

But I wanna know for sure

Come on and hold me tight

I love you

 

Wild thing

You make my heart sing

You make everything groovy

Wild thing

 

Wild thing, I think you move me

But I wanna know for sure

So c'mon and hold me tight

You move me

 

Wild thing

C'mon, c'mon, wild thing

Shake it, shake it, wild thing

 

(Troggs – Wild thing)

                  

Il viaggiatore riposa….

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giovedì, dicembre 18, 2003, ore 22:44

Fischia il treno, romba il motore

 

Quando si e’ sul piede di partenza inizia quella frenesia, l’ansia della prestazione, saro’ all’altezza?

 

Ed allora via a riguardare le varie liste dei materiali, ci sono tutti I regali? Preso tutte le cose necessarie? Fatti I panini?

 

Un po’ come un uomo prima di un appuntamento galante che inizia ad annusarsi le ascelle, spargere dopobarba dapertutto, finire di nascondere la polvere negli angoli e dietro I divani.

 

Dubbi amletici sorgono improvvisi, avro’ preso tutte le cose adatte per il tempo necessario? Faccio una terza valigia?

 

Si puo’ autoconsumarsi senza fine in queste costanti verifiche, si puo’ ancora decidere di fregarsene e restare bloccati dall’assenza di qualche cosa che volevamo assolutamente prendere o si puo’ fare con la calma metodica di certe casalingheche spuntano la lista della spesa una voce alla volta, io preferisco l’ultima… mai deludere.. ;-))

 

E poi finalmente si e’ pronti, carichi di energie, il termos di caffe a fianco, grosso respiro e via con il vento in poppa rilassati con la strada che scorre ai lati e paesaggi che non si vedranno per tre settimane.

 

Il viaggio puo’ iniziare come tutte le avventure.

 

Somewhere over the rainbow
Way up high,
There's a land that I heard of
Once in a lullaby.

Somewhere over the rainbow
Skies are blue,
And the dreams that you dare to dream
Really do come true.

Someday I'll wish upon a star
And wake up where the clouds are far
Behind me.
Where troubles melt like lemon drops
Away above the chimney tops
That's where you'll find me.

Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly.
Birds fly over the rainbow.
Why then, oh why can't I?

If happy little bluebirds fly
Beyond the rainbow
Why, oh why can't I

(Judy Garland - Over the rainbow)

Il viaggiatore sta levando le ancore e salpando…

 

 

















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mercoledì, dicembre 17, 2003, ore 20:19

Binari

 

Lunghe linee parallele che corrono ad inseguirsi l’una con l’altra, per distanze infinite, mezzi di trasporto affollati che incrociano diversi mondi ad ogni sosta in una stazione, porte scorrevoli che aprono e chiudono tante possibilita’, passato, presente e futuro vengono a mescolarsi sino a che diventa difficile districarli.

 

Quante destinazioni ho raggiunto in treno: Amsterdam, Sevilla, Granada, Edimburgo e via dicendo, viaggi interessanti, incontri fortuiti ma soprattutto una ricchezza acquisita da nuove conoscenze, conversazioni impossibili su treni bloccati per cambio binario o per guasti alla motrice in lingue straniere da me a mala pena padroneggiate, visite di doganieri alla ricerca di droga e situazione inconcepibili per la mia vita quotidiana.

 

Mi sono saturato nel fare il pendolare per un anno e mezzo, duecentocinquanta chilometri andare e altrettanti tornare per I primi sette mesi e solamente una cinquantina poi, quando il mezzo iniziava ormai a usurarmi,quante ore passate a studiare ed a leggere libri, quante chiacchierate con persone incontrate per caso, quali storie.

 

Il treno era giunto ad occupare uno spazio predominante nella mia vita, tanto che ne sono scappato il piu’ lontano possibile con grosso sollievo, presenza troppo opprimente, forse perche’ associata ai sacrifici, alle ore passate a ripetere calcoli binari alle cinque del mattino quando avresti voluto disperatamente dormire e con lo stress di una prova che non puoi sbagliare se vuoi risultare nei top dei frequentanti.

 

E la vita in parte e’ diventata cosi’ una serie di stazioni, soste temporanee fino a che I due silenziosi compagni intonavano il loro canto malizioso, per condurci alla stazione successiva, nuova tappa con nuove forze che salgono e compagni di breve o lungo corso che scendono, lasciandoci con sorrisi, lacrime e fazzoletti che sventolano, fino a che vogliamo continuare questo viaggio.

 

Se restiamo temporaneamente soli abbiamo I nostri libri, I cruciverba ed il panorama dal finestrino sempre nuovo e sempre diverso, con un sottofondo ricorrente di fischi di ciminiera e battito ritmato di metallo su metallo.

 

you keep saying you got something for me
somethin you call love but confess
you been messin where you shouldnt have messin
and now someone else is gettin all your best

well these boots are made for walkin
and that's just what they'll do
one of these days these boots are gonna walk all over you!

you keep lying when you ought to be truthin
you keep losin when you oughta not bet
you keep savin when you oughta be changin
now whats right is right, and you ain't been right yet

you keep playing where you shouldnt be playing
and you keep thinking that you'll never get burned
HA!
well i just found me a brand new box of matches, Yeah!
and what he knows, you ain't had time to learn

these boots are made for walkin
and that's just what they'll do
one of these days these boots are gonna walk all over you!

 

(N. Sinatra – These boots are made for walking)

Il viaggiatore si sporge dal finestrino a guardare il panorama…

























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martedì, dicembre 16, 2003, ore 22:18

Ripetizioni

 

Quante volte ci mettiamo a ripensare attivita’ compiute durante il giorno? Io spesso mi ritrovo a considerarle, a vedere dove potevo migliorarmi, cosa avrei potuto fare diversamente e via dicendo, in parte e’ il mio carattere che mi porta a cercare di migliorarmi anche nella routine.

 

Discipline severe come il ballo mi hanno molto aiutato in questo, non importa quanta fantasia, improvvisazione gioia volessi metterci, il tutto doveva essere premeditato, dovevano esseregesti che ripettessero la routine che aveva guidato alla gioia, non necessariamente la gioia stessa.

 

Un po’ finto, un po’ vero come tutte le cose della vita, finto perche’ provato a tavolino, vero perche’ in realta’ in precedenza sperimentato, lo spettacolo non tollera errori, o piuttosto errori possono esserci, ma non bisogna vederli.

 

Certi miei viaggi sono diventati cosi’ routine studiate a tavolino, non per questo meno interessanti ed importanti, il ballerino scopre presto infatti la seconda grossa verita’, ogni movimento non importa quanto piccolo, puo’ essere perfezionato ed ogni volta e’ lievemente diverso, talvolta anche brutto, ma dalle brutture si impara come dalle bellezze.

 

E cosi’ si inizia una eterna ricerca della perfezione, spezzando ogni movimento in passo, I passi sono misurati in tempi, che si spezzano in mezzi o semi-tempi, ed I mezzi in quarti, un lavoro certosino che deve fornirti quella certezza di esecuzione che prescinde dalle difficolta’, dall’ambiente circostante, che si basa solo sulla tua professionalita’.

 

E si comincia ad amare le routine piu’ del ballo stesso, sino a che ci si rende che questo e’ stupido e si ricomincia a cercare I sentimenti per lavorare a nuove routine, in una danza che come con il tango non si sa dove comincia e dove finisce e chi sia a guidare la coppia.

 

I viaggi lunghi per fortuna impiegano tempi lunghissimi a stufarmi, altrimenti mi sa che dovrei cercare nuovi itinerari, e non e’ forse l’amore il viaggio piu’ lungo che ci sia?J

 

Sooner or later, this happens to everyone
To everyone

You can live your life lonely
Heavy as stone
Live your life learning
And working alone
Say this is all you want
But I don't believe that it's true
'Cause when you least expect it
Waiting round the corner for you

Love comes quickly, whatever you do
You can't stop falling (Ooh ooh)
Love comes quickly, whatever you do
You can't stop falling (Ooh ooh)

You can live a life of luxury
If that's what you want
Taste forbidden pleasures
Whatever you want

You can fly away to the end of the end of the world
But where does it get you to?
'Cause just when you least expect it
Just what you least expect

I know it sounds ridiculous, but speaking from experience
It may seem romantic, and that's no defense
Love will always get to you

Sooner or later, sooner or later, this happens to everyone
To everyone

You can fly away to the end of the end of the world
But where does it get you?

 

(Pet Shop Boys - Love comes quickly)

 

Il viaggiatore si sporge pensieroso dalla fine del mondo…


































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lunedì, dicembre 15, 2003, ore 20:09

Mai porre limiti

 

Cosa e’ un semaforo? Un ostacolo di breve portata, certi giorni volano e passano senza neanche che ce ne accorgiamo.

 

Vivere a cuor leggero lo si chiama, allegria e manca di pensieri, che ti rendono simpatico ed ilare con tutti, rapido nei compiti quotidiani, facile a schivare I grossi impegni.

 

Energie conservate per attivita’ piu’ interessanti, come una molla che si sta pian piano caricando, rilassato per poter raggiungere limiti piu’ grandi.

 

Si perche’ talvolta la tensione e’ di ostacolo a prestazioni importanti, e’ un limite che ci autoimponiamo, laddove rilassati raggiungiamo traguardi piu’ lontani.

 

Le forze si accumulano, le pile si ricaricano, il motore inizia a rombare e l’orizzonte si reduce ad una linea ancora lontana che pero’ senti sempre piu’ vicina.

 

Non servono scorciatoie oggi, basta la velocita’, la velocita’ pura, ebbrezza di lasciarsi, perdere l’omnipresente controllo.

 

E lo stereo suona:

 

 

Faster Than the Speed of Night

 

I don't want to let another minute get by

They're slipping through our fingers, but we're ready to fly

The night'll be our cover and we'll huddle below

We got the music in our bodies and the radio

 

And when the morning arrives it'll all be gone

Disappearing in the crack of dawn

We better make our move now before the sun is awake

It's time to put up or shut up and to pick up the pace

 

And I don't want to let another minute get by

Love is going to get us while the moon is in the sky

We may be running out of night, but never running out of steam

We're acting on a hunch, and we'll be acting out a dream

 

There really isn't any time to lose

They're going to catch us if we wait until it gets too light

You're such a pretty boy

Let me show you what to do, and you'll do it

But you gotta move faster

Faster than the speed of night

Faster than the speed of night

Faster than the speed of night

It's all we ever wanted

And all we'll ever need

And it's slipping through our fingers

Faster than the speed of night

 

Let me show you how to drive me crazy

Let me show you how to make me feel so good

Let me show you how to take me to the edge of the stars and then back again

You've gotta show me how to drive you crazy

You've gotta show me all the things you want to happen to you

We've gotta tell each other everything we always wanted someone to do

 

I don't want to push you now and I don't want to rush

We're getting closer every second now, but close is not enough

The night'll be our cover and we'll huddle below

We got the music in our fingers and the radio

 

There really isn't any time to lose

We're going to lose it if we wait until it gets too light

You're such a pretty boy

Let me show you what to do, and you'll do it

But you gotta move faster

Faster than the speed of night

 

Faster than the speed of night

Faster than the speed of night

It's all we ever wanted

And all we'll ever need

And it's slipping through our fingers

Faster than the speed of night

 

Il viaggiatore prende la rincorsa….

 

 

 
 

 

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domenica, dicembre 14, 2003, ore 20:43

Preparativi

Pochi giorni al ritorno e gia' l'anticipazione comincia a diventare forte, so gia' che tanti chilometri diventeranno poche ore, che la gioia di rivedere terre in parte dimenticate mi faranno volare, che la pausa e' una necessita' per aver sollievo dalla tensione accumulata, che le persone attorno mi recuperanno a ritmi di vita piu' lenti per me ormai anomali.

Oggi quindi pulizie per lasciare casa in ordine, come un tempio da preservare per nuovi futuri riti, non voglio correre il rischio che resti spoglio per tanto prolungata assenza, e poi via a lavare i vestiti necessari, per tornare ad una vecchia casa che oramai e' solo un albergo, a persone che ogni anno diventano piu' distanti, ma che sento sempre legate a me.

Come vorrei che questi preparativi li potessimo fare anche nella vita, prepararci dentro e fuori in anticipo prima di ogni passo, pulire il nostro futuro per preservarlo quando torniamo al nostro passato e vivere sempre e comunque nel presente, fino anche alla fatidica 25ima ora che sempre manca e sempre possiamo raggiungere spostando l'orologio indietro di una.

In fin dei conti scegliamo noi come vivere ed in quale tempo, unica costante e' il nostro viaggio attraverso i diversi continuum.

On n'oublie jamais rien, on vit avec

Ce n'est jamais qu'une histoire
Comme celle de milliers de gens
Mais voilà c'est mon histoire
Et bien sûr c'est différent
On essaie, on croit pouvoir
Oublier avec le temps
On n'oublie jamais rien, on vit avec

Forse non sei stato mai
Il presente che vorrei
E sbaglio a fare tuoi
Quei progetti solo miei
Ma ho imparato a dire no
All'illusione che ci sei
Per vivere il ricordo che ho di noi

On a plusieurs vies, mais une seule grande histoire de coeur
Quand l'amour s'enfuie, il n'y a jamais de vainqueur
Si on pouvait tout refaire, balayer nos erreurs
On n'oublie jamais rien, on vit avec

Per ogni viaggio che faro'
Per ogni abbraccio che darai
So che mi proteggero'
Ma non mi dimentichero' mai
Ho capito che si puo'
Dire voglio e non vorrei
Per vivere il ricordo che ho di noi

Je n'avais plus la patience
D'espérer juste un sourire
Notre avenir se brisait
Sur l'autel des souvenirs
J'attendais une autre chance
Je ne l'ai pas vue venir
On n'oublie jamais rien, on vit avec

Quand tu lui disais "Je t'aime"
Tu entendais pour la vie
On n'oublie jamais rien
So che mi proteggero'
Ma non dimentichero' mai
On n'oublie jamais rien
C'est toujours le même problème
On croit ce qu'on a envie
On n'oublie jamais rien, on vit avec

Per vivere il ricordo che ho di noi
On n'oublie jamais rien, on vit avec...

(H. Segara - L. Pausini)

 

Il viaggiatore continua i suoi preparativi...

 



















































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sabato, dicembre 13, 2003, ore 21:47

Un fuoco amico indico’ la via…

 

Giornata felice, giornata plumbea, pioggia infinita che scende dal cielo quasi a volerci mondare di tutte le preoccupazioni.

 

Percorso tranquillo, 350 km andata e ritorno su strade conosciute e tutto sommato non troppo trafficate, la solita folla ma anche quella era scontata, piccolo perle nel mercato: I contenitori di candele dalle foggie piu’ strane che rischiarano l’ambiente circostante, le piccolo cassette porta candele con la luce che sfugge dalle finestre, uno dei banchi che serve grigliate con un grosso calderone per il fuoco a legna ed una piastra circolare con I camerieri attorno a preparare I deliziosi e succolenti piatti di carne.

 

Nell’aria profumi di vin brule(Gluhewein), birre, te’ al rhum che si mescolano alle risate della gente, alle grida dei bambini in cerca di nuove delizie ad ogni banchetto dei dolci mentre la giornata scorre via lenta.

 

Un solo souvenir purtroppo, anche se significativo, una tazzina in ceramica celebrative del mercatino di quest’anno per il vin brule a forma di scarpone, blu scuro come scuro e’ il cielo che continua ad inviare acqua senza posa, forse a cercare di spegnere I fuochi che sono ovunque accessi.

 

Il fuoco ha sempre indicato la via a noi viandanti ed ancor oggi viene in aiuto, che sia il fuoco una via anche nell’amore?

 

Dalle mie parti si suol dire che in tanti di noi ci sono capacita’ nascoste come in una bronza coperta dalla cenere nel caminetto basta soffiare per ravvivare quell fuoco:

 

A fuego lento tu mirada, a fuego lento tú o nada

Vamos fraguando esta locura con la fuerza de los vientos

y el sabor de la ternura.

Sigue el camino del cortejo a fuego lento, a fuego viejo.

Sigue avivando nuestra llama con todo lo que te quiero

y lo mucho que me amas.

A fuego lento me haces agua, contigo tengo el alma enamorada

Me llenas, me vacías, me desarmas, ay ay ay amor cuando me amas

A fuego lento revoltosas caricias que parecen mariposas

Se cuelan por debajo de la ropa y van dejando el sentimiento,

amor forjado a fuego lento.

A fuego lento mi cintura, a fuego lento y con lisura

Vamos tramando este alboroto con la danza de los mares

y el sabor del poco a poco

Siguo el camino del cortejo,

a fuego lento, a fuego añejo

Sigo avivando en nuestra llama tantos días como sueños,

tantos sueños que no acaban

A fuego lento me haces agua, contigo tengo el alma enamorada

Me llenas, me vacías, me desarmas, ay ay ay amor cuando me amas

A fuego lento revoltosas caricias que parecen mariposas

Se cuelan por debajo de la ropa y van dejando el sentimiento,

amor forjado a fuego lento...

 

Roxana Arbelo

 

Il viaggiatore comincia a soffiare…

 

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venerdì, dicembre 12, 2003, ore 21:17

Souvenirs

 

Ogni viaggio che si riguardi ha dei ricordi, dei souvenir, cartoline, regali, piccolo oggetti di collezione che legano un momento particolare ad un oggetto, memoria sensoriale.

 

I souvenirs ci dicono chi eravamo, chi siamo e in parte almeno chi diventeremo purtroppo o per fortuna non possiamo prescindere dal nostro passato, ma solo prendere una nuova direzione.

 

Ogni tanto mi piace pensare di prendere una nuova direzione ogni giorno, ma in realta’ sono solo lievi spostamenti con certi legami tenui e forti a seconda, ma anche se mi piace l’idea di ripartire da capo e’ pur sempre un nuovo inizio su basi consolidate nel bene o nel male.

 

Cambiamenti di ambiente aiutano e cosi’ questa sera mi preparo per I mercatini di Natale di Aachen, domani tuffo nella folla cosi’ allegra talvolta, cosi’ generatrice di fastidio talaltra, ma sempre arrembante, carica d’energia,di voci, di vita in un costante crescendo come un bolero.

 

Ed in sottofondo roca e calda la Piaf:

 

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait, ni le mal
Tout ça m'est bien égal
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé

Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux
Balayés mes amours
Avec leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zero

 

Il viaggiatore inizia una nuova danza….













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giovedì, dicembre 11, 2003, ore 12:22

Autostrade o statali?

 

Questo e’ decisamente un topic scaturito da una discussione recente, affascinante…

 

Io sono fondamentalmente una persona d’azione, soffro a stare con le mani in mano, vedo un problema e lo risolvo, questa attitudine l’ho temperata, ma e’ sempre presente.

 

In questo sfuggo alle perdite di tempo e sono una persona autostradale, specie perche’ faccio trasferte lunghe, mi prefiggo obiettivi molto lontani, do un’occhiata alla cartina, cerco le scorciatoie e via il piu’ rapido possibile.. anche magari superando il limite della velocita'... 40 mila KM all'anno lo dimostrano....

 

Ma e’ poi tutto qui?

 

In realta’ no, perche’ poi quando per necessita’ o opportunita’ devo abbandonare la strada principale trovo angoli in cui perdermi(consiglio a chi non l’ha visto di fare una volta il San Gottardo, I laghi in cima sono incredibili, per non parlare dei ruscelli, idem per il Tauren pasch o il San Bernardo d'estate).

 

Credo in parte di farmi piacere tutto cio’ che sono almeno in parte costretto a fare, trovare l’aspetto positivo ed abbandonarmi per il tempo necessario, salvo ripartire di fretta poi…

 

Ad ogni cosa il suo tempo, credo che sia un motto che mi confa’ molto.

 

Raro individuo maschio ad apprezzare lo shopping talvolta piu’ delle amiche, non ho mai rinunciato ad una sessione alle cabine lasciando parecchie commesse di stucco(certe mi ricordano ancora).

 

Concludendo, amo dedicare il giusto tempo alle cose, ma non per questo scelgo le strade piu’ lente…

 

Il viaggiatore si rilassa in contemplazione…

 

 

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mercoledì, dicembre 10, 2003, ore 19:28

Prima di partire per un lungo viaggio

Prima di partire per un lungo viaggio devi portare con te la voglia di non tornare più
Prima di non essere sincera, pensa che ti tradisci solo tu
prima di partire per un lungo viaggio,
porta con te la voglia di non tornare più prima di non essere d'accordo
prova ad ascoltare un pò di più prima di non essere da sola, prova a pensare se stai bene tu
prima di pretendere qualcosa, prova a pensare a quello che dai tu
non è facile però è tutto qui, non è facile però è tutto qui.
Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di adattarti

Io l'ho gia' fatto una volta e posso dire che anche se molte delle cose necessarie sono gia' presentate altre mancano, tipo chiudi le storie che sono appese, abbraccia i tuoi amici perche' e' l'ultima volta che li vedi cosi', preparati ai tempi peggiori sognando i tempi migliori, considera questa tappa come la chiusura di un ciclo, perche' tale e' in realta'.

Non tollero chi non riesce a comprenderlo, un lungo viaggio non e' uno scherzo, ci sono cose che ti mancheranno, la nostalgia ti colpira' talvolta, non importa quali e quante siano le soddisfazioni che troverai.

Come nel ballo non si esce dalla pista nel mezzo del percorso cosi' non si parte lasciando le cose a meta' perche' nessuno le completera' per te e ti restera' sempre la preoccupazione di non sapere cosa e' successo, eternamente sospeso in un movimento che nessuno puo' completare al tuo posto.

E certamente la certezza in se' e' il primo requisito, senza quella il viaggio si risolve in una di quelle disastrose gite guidate dove in un susseguirsi infinito di monumenti e non si riesce a godersi un sola singola destinazione, sempre di fretta a rincorrere il passo succesivo.

Il viaggiatore riprende il suo lungo viaggio....









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martedì, dicembre 09, 2003, ore 23:24

Paese che vai

Il viaggiatore si adatta ad ogni paese visitato, perche' il folklore e' anche la capacita' di conoscere ed adottare le usanze locali, ci sono situazioni veramente particolari che talvolta e' difficile evitare e che possono causare seri imbarazzi culturali.

Esempio, ti avvicini alla guancia destra per dare la serie di doppi baci destra, sinistra come in Italia ed in Belgio invece i baci sono tre e vanno dati a partire da sinistra, negli States uno solo ed a partire ancora una volta dalla sinistra, di che rompersi la testa' finche' non ti ci si abitui...

Espressioni che salgono alla lingua e denotano immediatamente uno straniero e via dicendo. Ci sono pero' ricchezze infinite che ci fanno dimenticare tutto cio' e apprezzare la varieta', come trovare un vocabolo piu' delicato per definire qualcuno che non "chou chou" o "mon petit chou", o definizioni calde come "didons t'as l'air coquine aujourd'hui", liberamente traducibile come sembri proprio un "galletto"(farfallone) oggi, modi di dire che difficilemente una traduzione riesce a catturare.

Quale gentilezza in un "obrigado" portoghese, o quale ricerca del passato in un "hace muchissimo tiempo" spagnolo, sfumature che non sempre si colgono, ma che una volta che si iniziano a notare ci dicono che quella cultura la stiamo assimilando con tutto il bene e la crescita che cio' comporta, lavorando in un ambiente multinazionale questa ricchezza mi e' entrata nel sangue e so gia' adesso che se dovessi separarmene ne soffrirei profondamente, "oh Danny boy, the pipes, the pipes are calling, From glen to glen and down the mountainside. The summer's gone and all the roses falling, 'Tis you, 'tis you, must go and I must bide. But come ye back when summer's in the meadow, Or when the valley's hushed and white with snow. 'Tis I'll be there in sunshine or in shadow, ...."

Questa apertura, questa diversita' mi ha marchiato con il fuoco e non la vorrei perdere per nulla al mondo, cittadino del mondo e straniero in ogni paese.

Il viaggiatore riprende il suo viaggio, lo sturm und drang non da' pace, auf wiedersen....

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lunedì, dicembre 08, 2003, ore 22:18

Circle in the sands

Strano come sia ciclica a volte la vita, giri, rigiri e rigiri per vedere lo stesso panorama, gli stessi paesaggi ma con occhi diversi.

Il ballo mi ha insegnato che non si puo' subito volare, ma ad ogni passo nella giusta direzione possiamo fare tutta una serie di movimenti in piu' fino a che saliamo sul gradino piu' in alto e si ricomincia, non si finisce mai di imparare il passo base per usare i termini corretti.

Anche nella vita siamo cosi' una volta la mia aspirazione era guidare una certa macchina, potermi gustare in pace certi ristoranti, godere di certi superalcolici e via dicendo, salvo una volta giunto a quel gradino arrivare al nuovo giro di volta.

Se cio vale per tutte le soddisfazioni personali perche' non dovrebbe esserlo anche nei rapporti? Come in un lungo valzer iniziano una serie di giravolte, fino a giungere al gradino piu' alto e si spera che la nostra/il nostro partner del momento ci segua perche' sappiamo purtroppo che se cade/cadiamo non solo perdiamo la strada fatta, ma rischiamo di scivolare ancora piu' in basso.

Grave e' quando pensiamo di essere giunti alla fine della scala ed invece siamo ancora a mezza strada, siamo persi nelle nostre giravolte, la testa inizia a girare e in men che non si dica non siamo piu' in controllo, ma per terra, senza sapere esattamente cosa fare.

Maledette scale, sempre li' a ricordarci della possibilita' di errori, pochi fortunati passano incolumi o si fermano al livello che reputano loro dovuto, i viaggiatori vogliono giungere alla cima della torre, ma spesso la inseguono come un santo Graal, purtroppo a noi non accessibile.

Il viaggiatore ricomincia a scalare....

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domenica, dicembre 07, 2003, ore 23:47