domenica, novembre 30, 2003, ore 08:08

I will survive

Imbottito di te e miele cerco di ricordarmi di quando stavo bene, giorni felici senza il costante tormento della tosse, invano.

Vorrei passare piu' tempo avvolto nel mio piumino in piuma d'oca danese che e' cosi' accogliente, caldo, soffice; ma il lavoro chiama purtroppo. Guido nella pioggerellina che tutto avvolge e rende l'asfalto cosi' scivoloso, scaldato da un'artificiale aria condizionata, che non aiuta poi molto la gola sofferente.

Il mio appartamento sembra il luogo piu' accogliente quando sono in questi stati ed ad abbandonarla piange il cuore, ma come si suol dire "schei se' schei, o bezi se' bezi", o piu' semplicemente soldin fa soldin e con queste monete conto prima o poi di pagare la nuova casetta che tanto mi attira e tanto appare al di fuori dal mio budget.

Mi lascio guidare cosi' da Vonda Shepard in sottofondo e fantasmo di Ally Mc Beal e di Boston, ricordo che l'ultima volta in Fenuil Hall piovviginava anche li', un po' come nei telefilm passeggiavo con un amico tra i banchi illuminati ma vuoti, diretto ad un caffe italiano con dei dolci fenomenali ed un caffe simile al nostro anche se caro.

Boston per me e' forse la piu' europea delle citta' americane, un po' di colore ma senza tutti i grossi travagli delle big cities, mi piace prendere i tunnel, lasciare la macchina in un parcheggio coperto e passeggiare per il centro, anche se l'inverno e' un po' troppo freddo per i miei gusti.

Il Viaggiatore goes searching for his soul....

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sabato, novembre 29, 2003, ore 09:04

Uno scuotimento che perturba

Terzo giorno con il mal di gola e tosse, mal sopporto l'essere "ammalato", e' una condizione con cui faccio fatica a convivere. Sono il primo a rifugiarmi in pillole, sciroppi, tisane e via dicendo sino a che sto meglio.

Ho sempre avuto una predisposizione per due malanni fastidiosi: l'otite e l'herpes.

Per il primo cerco disperatamente di evitare le correnti d'aria, temo sia dovuto ad un padiglione auricolare stretto e purtroppo non vi e' molto da fare. Per il secondo ho scoperto le pillole di Zovirax(o comunque componenti basati sull'Acyclovir) e quando sento la stanchezza farsi viva o un pizzicore alle labbra mi tuffo sulle mie pastiglie che mi seguonoo fedeli in ogni viaggio.

Per il resto non sono un ipocondriaco o un fanatico dei farmaci ad ogni costo, ma quando ci vuole ci vuole e non sopporto le persone che schivano le cure a tutti i costi e poi finiscono per contagiarti..

Un febbricitante viaggiatore ritorna a girarsi in cerca delle sue coltri.

UlisseIlViaggiatore
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venerdì, novembre 28, 2003, ore 16:17

60 Questions

1. Che ore sono? Sempre troppo tardi

2. Nome che c'è nella tua carta di identità: Nessuno

3. Nomignolo: Nessuno fortunatamente
4. Numero di candele che avevi sulla tua ultima torta di compleanno? Troppe ho perso il conto…
L
5. Data in cui di solito spegni quelle candele? 3 Agosto

6. Animali domestici? Vorrei tanto ma non posso, lascio casa sola troppo spesso.
7. Altezza: 1.73

8. Colore degli occhi: chiari, grigi o azzurri

9. Numero di scarpe: 44-45
10. Occhiali? 11/10 Tie’

11. Piercing? Vade retro

12. Tatuaggi? Non mi piace l’idea

13. Quanto ti piace il tuo lavoro? Troppo

15. Colore preferito? Bordeaux

16. Hai già bevuto un troppo? Si, spesso

17. Ti sei già ubriacato(a)? Un paio di volte soltanto, molto difficile, dovrei bere parecchio
18. Ti sei già innamorato(a)? Yes!

19. Hai già amato qualcuno al punto di piangere? Yes L

20. Hai già avuto incidenti in macchina? Due, una volta tamponato e una volta tamponante.

21. Insalata con cipolla o senza? 8-)) W la cipolla!
22. 2 porte o 4 porte? 4..di sicuro
23. Sprite o 7up? Entrambe

24. Coca Cola o Pepsi? Entrambe

25. Lemonsoda o Oransoda? Entrambe
26. Caffè normale o con panna? In ogni modo, ma non senza un po’ di latte..

27. Coperta o piumone? Il piumone
28. Lasciare o essere lasciati? possibilmente nessuno dei due
29. L'insalata che più ti piace? Scarola

30. Colore delle calze? Nero/ Blu scuro

31. Numero favorito? 3

32. Perché? Il triangolo perfetto 8-))

33. Zone in cui ti piace essere baciato(a)? Tutte
33. Zone in cui ti piace baciare? 8-)) Ovunque

34. Film preferiti? Matrix, Leon, Blues brothers

35. Frase di un film? Quando il gioco si fa duro I duri cominciano a giocare, animal house

36. Festa preferita? Nessuna, ogni giorno per me dovrebbe essere festa.

37. Piatto favorito? Pasta con il tartufo o fonduta di fontina valdostana.
38. Giorno della settimana? Saturday night fever

39. Canzone preferita? In the air tonight - P. Collins

40. Programma della televisione? Contano quelli esteri? The weakest link

41.Preferisci dare o ricevere? Dare

42.Sei mai stato nudo(a) al mare o in piscina? Da piccolo

43. Ristorante preferito? Thailandese
43 e mezzo. Bettola preferita? Tante!!!
44. Fiori preferiti? Orchidee scure

45. Materia meno interessante? M-A-T-E-M-A-T-I-C-A!!!
46. Bevanda alcolica? White Russian

47. Sport da vedere in TV? Tutto

48. Gelato? Firodilatte e nutella o zuppa inglese, non si discute!

49. Animale preferito? Pantera

50. Disney o Warner Bros? Entrambi

52. Ristorante o fast-food? Ristorante
53. Quando é stata l'ultima volta che sei stato all'ospedale ricoverato? 16 anni fa, frattura del setto nasale e trauma cranico.

54. Di che colore è il tappeto della tua stanza? non ho tappeti in stanza

55. Che nome aveva il tuo pupazzo preferito da bambino(a)? Nessuno

56. Quante volte hai fatto l'esame per la patente? Troppe(3, 1 da privatista…)

57. Come ti vedi da qui a 10 anni? Sempre lo stesso

58. L'ultima e-mail che hai ricevuto? Contano quelle lavorative?
59. Sei già stato condannato per qualche crimine? Ma scherziamo?

60. Qual é il negozio che sceglieresti per spendere tutti i soldi? Un negozio di elettronica!
61. Cosa fai di solito quando ti senti giù? Bevo

 

 

 

 



















UlisseIlViaggiatore
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giovedì, novembre 27, 2003, ore 23:36

E adesso musica!

Lo stereo suona in distanza ed io recupero, dolce navigazione tra blog diversi, feeling comune, voglia di evasione. Il mio quotidiano per fortuna non e' terribile, anzi, ma la malinconia quella si non mi abbandona, voglia di chiudersi in se' stessi, introspezione esasperata e la musica viene in soccorso.

Come dicevano i mitici ecco le "Good vibrations", quel sound che ti aiuta ad insaporire la tua giornata. Preso dal turbine quasi quasi ballo anch'io. Il ballo una delle mie tante passioni, disciplina estrema, che richiede tanta dedizione ed aiuta ad apprezzare le piccole cose(pensa se non riuscivi a stendere un piede e dopo un mese non lo riesci a stendere comunque ma 5 centimetri di estensione sono guadagnati ;-))).

Se non fosse per la malattia della forma fisica: una volta parlavo con il terzo ballerino di un teatro nazionale che collaborava ad uno spettacolo con noi, e raccontava come fosse un po' sovrappeso(1.81 per 69Kg!!!), ecco se non vi fosse questo elemento di follia sarebbe proprio un ambiente simpatico, da viaggiarci un po' se non lo avessi gia' fatto in passato :))))

Ma perche' mi sono avvicinato a questa disciplina poi? Tanti vi vedono un'evasione, mentre per me in gran parte era un tentativo di affermare il mio io, vincere la mia timidezza, come da arbitro salivo solo in cima a quella gabbia per gestire dodici forsennati in una finale, tanti si lasciano prendere la mano e coprono l'insicurezza con una falsa disciplina, io invece ho affrontato il toro senza muleta a viso aperto e mi piace pensare di aver vinto.

Quando adesso faccio corsi di comunicazione(public speakers come docenti) mi ritrovo a dover riprendere i trucchi di allora e padroneggiare ed usare quella paura di esporsi in pubblico, con tutti i nostri pregi e difetti.

Devo trovare una nuova barriera da superare...

Il viaggiatore se ne va cullato da un pensiero triste che si balla(Il Tango)... 

 

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giovedì, novembre 27, 2003, ore 18:16

Quando il gioco si fa' duro....

Il risveglio il giorno dopo il viaggio e' sempre difficile, se poi come oggi si e' afflitti da un mal di gola sembra un incubo, ma come sempre bisogna reagire.

Quanto vorrei lasciarmi andare al disfattismo ogni tanto, ma la benedetta voce della coscienza e' li' che si fa sentire ed allora via a capofitto nella routine di nuovo ad affrontare vecchi problemi lasciati in disparte a causa della recente vacanza.

I problemi vecchi sono come amici malsani, vorresti che prima o poi si risolvessero e chiudessero, ma con un tuo intervento diretto, non facendo il grosso e lasciando ad un altro il compito di metterci il fiocchetto sopra come in un pacco regalo, se li ritrovi, di solito ti lasci andare ad un sorriso, in fin dei conti sai gia' di cosa si tratta.

I problemi nuovi sono la sfida all'orizzonte, adrenalina che pompa a mille fino alla risoluzione finale, il mondo e' veramente come un'ostrica, ci riserva sempre una perla dentro, a noi sta ad aprirla.

Il viaggiatore si adagia e guarda la luna....

 

UlisseIlViaggiatore
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giovedì, novembre 27, 2003, ore 00:20

Terra! Terra!

Quando si giunge alle adorate sponde un grido di liberazione si leva usualmente. Stessa reazione mi accoglie quando finisco di fare le scale, apro la porta, deposito le valigie e finalmente mi rilasso sul divano.

Una strana reazione di sollievo, un abbandono di fronte ad un'impresa portata a termine, quell'adagiarsi nella propria consapevolezza di aver fatto un passo in qualche direzione ed essere stato capace di passare nuovamente dal via, e come al Monopoli si vorrebbe passare alla cassa per ritirare le ventimila lire.

Ma e' poi vero? Non lo so, come sempre subentra dopo un po' l'urgenza dell'immediato, nuove cose da fare per prepararsi alla nuova giornata e l'impresa e' presto dimenticata, ahi quant'e' effimera la gloria.

Il viaggiatore riprende le usuali attivita' rinviate invano...

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lunedì, novembre 24, 2003, ore 23:04

E d'improvviso fu l'alba....

Spesso al sorgere del sole mi ricordo dell'inizio di Odissea 2001 nello spazio, con l'uomo preistorico che si prepara alla giornata e le maestose note di Cosi' parlo' Zarathustra in sottofondo.

Come tutti i buoni sportivi mi sono affacciato alla zona della cosidetta soglia, il limite delle prestazioni che il tuo fisico ti impone e che noi cerchiamo di spostare per raggiungere nuovi traguardi. Come tanti ho scoperto che tale limite e' puramente soggettivo e che allenamenti specifici consentono di aggirarlo e di spingersi piu' in la'.

Piu' in avanti negli anni ho infine riconosciuto che qualora si voglia accettare di pagarne il prezzo si puo' applicare tale ragionamento ad ogni attivita' fisica, si attinge alle proprie riserve mentali, si ignora la stanchezza e si prosegue, talvolta si raddoppia addiritura la distanza percorsa.

Non e' una soluzione che suggerirei a tanti, ma mi sono accorto che se ignoro lo stimolo del sonno o lo tacito con un breve pisolino posso sfuggire alla necessita' di dormire per un giorno intero, sino al sorgere dell'alba successiva, e cosi' e' iniziata la mia breve pausa lavorativa questo venerdi' sera, 1050KM percorsi in overdrive, concentrato solo sulla tappa successiva, un passo alla volta.

Come si suol dire spezzare un compito impossibile in tante parti possibili ciascuna ti consente di portarlo a termine, senza che il lavoro in toto non rifugga dall'idea di impossibilita' in capo ad una singola persona.

Il viaggiatore si ritempra dalla fatica e si lascia guidare nel dialogo da un pescatore con un solco lungo il viso, come una specie di sorriso...

UlisseIlViaggiatore
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giovedì, novembre 20, 2003, ore 23:37

Avvolti dalle nebbie

La routine aiuta come leggevo recentemente in un blog ad estraniarsi, quanto piu' e' ricorrente, oppressiva, tanto piu' si invoca l'adrelina, si parte in overdrive e si prosegue.

Mi ricordo al primo ritorno dalla East Coast, quando dovevo prendere ancora parecchie cose lasciate indietro nel rapido trasloco la decisione immediata di prendere la macchina il venerdi pomeriggio, guidare per 1300KM di notte, confidente nel jet lag ed arrivare a casa, conscio che la domenica dovevo prendere la via del ritorno al piu' tardi nel primo pomeriggio.

Il viaggio come al solito e' ben passato, con mezzora di sonno rubato al confine con l'Austria e la casa dell'infanzia, ormai abbandonata, che mi accoglieva come sempre nel mattino.

Queste attivita' si compiono con un forte senso di focalizzazione sul presente e con una costante estranazione dalla realta' circostante, come nella nebbia si riduce il proprio orizzonte ai pochi metri di visibilita' che ci sono concessi.

Una volta giunti a destinazione il rilassamento subentra ed il mondo circostante spesso ci sommerge, ricco in sensazioni, suoni e visioni, improvvisamente troppo carico di significati per la nostra ridotta sensibilita', "overestesia" come direbbero i greci di una volta.

Il problema a mio avviso non e' il ritrovato contesto del nostro compito, ma quando quel compito ci sommerge, estrania, tanto che finiamo per vedere solo quello; facciamo confidenza in aiuti esterni, stimolanti per continuare e sfuggirgli, sino a che inesorabile l'esaurimento giunge.

Quel temibile avversario che ci aspetta all'angolo e che non si puo' sempre sfuggire, eterno nemico di noi iperattivi, dolcemente si vendica degli strapazzi che ci siamo autoinflitti, sino a che la nebbia copre tutto e la luce si fa cosi' ovattata che non sappiamo piu' dove stiamo andando e perche'....

Il viaggiatore si incammina nella bruma notturna, consapevole che la nebbia e' in agguato....

UlisseIlViaggiatore
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mercoledì, novembre 19, 2003, ore 21:53

Nuovi ambienti, nuove risorse

Questo week-end probabilmente rientrero' ai lidi natii, questi lunghi viaggi in macchina sono spesso un break positivo, mi aiutano a ritemprarmi, il cambiamento e' un tonico, purtroppo la pausa sara' breve e devo aspettare meta' dicembre per le vacanze lunghe con il ponte natalizio.

Per noi europei e' abbastanza normale che in poco tempo si traversi diverse frontiere e si circoli in paesi diversi, io sono sempre  restato un po' sorpreso e piacevolmente impressionato dal tutto sin da quando giovane bigiavo scuola e prendevo il treno per Monaco di Baviera la sera per passare la giornata in trasferta e tornare il giorno dopo; il passaggio della frontiera ed i nuovi odori che giungevano dal finestrino creavano quell'idea di attraversamento di una soglia, di ingresso in un nuovo mondo che in qualche maniera mi aiutava ad uscire dal quotidiano e ritemprarmi.

Una sensazione che talvolta ho associato al sax che Warren Beatty suona lamentoso nel meraviglioso il "Paradiso puo' attendere", quella lagna costante che ti accompagna nel passare da una vita all'altra mentre rimani te stesso e riprovi a vincere la partita in un corpo diverso.

Un collega americano durante una gita in Germania mi raccontava la sua delizia nell'attraversare realta' tanto differenti, le due gite precedenti lo avevano portato in Francia ed Olanda e quella domenica eravamo in rotta per Colonia, in 6 giorni aveva potuto visitare 4 nazioni diverse e sentito parlare in una moltitudine di lingue diverse.

Io, purtroppo, non ho piu' lo stesso senso di stupore, ma mi accontento di traversare come un'ombra 4 frontiere in dieci ore, per giungere alla mia meta, forse per potermi nascondere meglio ho voluto imparare tante lingue, o forse sono diventato tanto tempo fa' un cittadino del mondo ed ho trovato pian piano la mia strada.

Il viaggiatore inizia a preparare i suoi bagagli..

UlisseIlViaggiatore
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mercoledì, novembre 19, 2003, ore 00:07

Un caminetto che brucia in mezzo alla stanza

Sono sempre stato affascinato da quest'immagine, il fuoco che scalda, accompagna, rinvigorisce, sara' il mio essere un segno di fuoco. Le braci sono come piccole creature che si spengono lentamente sussurandoti addio.

Amo il fuoco a legna e quel profumo tipico che emette bruciando, ho avuto questa esperienza in un paio di vacanze e mi e' sempre restata come un dei ricordi piu' belli come se solo in quel momento mi fossi completamente rilassato.

Come alcuni sanno il viaggiatore sta' cercando casa ed oggi per sbaglio ho incontrato l'annuncio di una che se non e' la casa dei miei sogni ci va molto vicino, ad un prezzo accettabile, anche se fuori dal mio previsto budget, sono nuovamente a lanciare i dadi per decidere se visitarla, se prenderla, se rinunciare subito o dopo averla vista dal vivo.

Come al solito sentieri si aprono e ad ogni bivio esito come mio solito indeciso se seguire l'impulso o ragionare sui miei desideri, al momento temporeggio...

Un viaggiatore pensieroso in cerca di cartelli smarrisce la via del ritorno....

UlisseIlViaggiatore
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lunedì, novembre 17, 2003, ore 22:18

Meglio soli o male accompagnati?

Come nei viaggi con guida turistica vi sono persone che preferiscono i viaggi organizzati. Io scappo da queste avventure del circondario, queste trasferte del circolo aziendale, questo abbandonarsi ad altri per farsi spiegare la realta' circostante.

Il motivo comune e' la fretta che porterebbe ad affidarsi ad altri per prepararci alla realta' circostante, come se loro avessero una migliore predisposizione rispetto a noi per comprendere il mondo che ci circonda.

Io ho sempre rifiutato di accettare passivo quanto mi veniva proposto in ogni ambiente e per ogni argomento, forse questo mi rendeva tanto uno scolaro difficile, un allievo refrattario a conformarsi, orgoglioso nelle sue opinioni, viaggiatore alla ricerca della propria strada, anche se talvolta non era necessariamente la migliore o la piu' corta, ma non si impara forse anche dai propri errori?

L'autunno sta finendo e l'inverno arriva, un nuovo viaggio sta per incominciare, me ne vo' intonandogli parole antiche:

Les sanglots longs
Des violons
De l'automne,
Blessent mon cœur
D'une langueur monotone.

Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l'heure,
Je me souviens
Des jours anciens et je pleure;

Et je m'en vais
Au vent mauvais
Qui m'emporte
Deçà, delà
Pareil à la feuille morte

















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domenica, novembre 16, 2003, ore 22:30

Le gite, piccoli viaggi in allegria 

Sabato sono andato ancora in gita, le gite secondo me sono come gli aperitivi, sono un buon preludio ad un pasto interessante, ma non soddisfano fino in fondo.

Non sono mai un'amante del mordi e fuggi in nessun campo, secondo me, ogni esperienza specie se intensa va assaporata sino in fondo, punti positivi: non richiedono impegno costante, non sei legato necessariamente alla compagnia abituale e via dicendo.

In questo caso ho avuto nuovi estemporanei compagni di viaggio ma come al solito mi e' toccato fare l'autista, anche se mi perdo il panorama, non mi da' fastidio, mi sento impegnato in prima persona, padrone del mio destino.

La conversazione era varia ma non troppo, argomenti di conoscenza comune, training, lavoro, offere di lavoro, amici comuni, etc. Tutto sommato un bel viaggio, poco stress ed una diversione dall'usuale navigazione in solitaria, ma niente di eccezionale...

Questo e' forse un po' il problema, sono alla ricerca di nuove visioni, sensazioni forti che non mi facciano necessariamente perdere il controllo e queste situazioni sono difficili da ottenere con una gita.

Mah, quasi quasi mi faccio uno shampoo come avrebbe l'ormai disparso ottimo Gaber.

Il viaggiatore si incammina verso il mare...

UlisseIlViaggiatore
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domenica, novembre 16, 2003, ore 14:37

Le ossessioni del viaggiatore

Sono tante si sa, ma nel mio caso una e' particolarmente pressante e si innesta sul filone della sfida a se stessi, il gioco.

Io ho sempre amato il gioco, fin da piccolo inteso come sfida a se stessi, manifestazione di potenza, rappresentazione di quella "ubris", prepotenza/tracotanza/superbia, che nel teatro virtuale di un gioco si possono accettare, laddove in societa' sarebbe contro l'etichetta, le regole non scritte.

E cosi' iniziai a sublimare, sulle scacchiere, in quel sottile duello con un altro, che e' poi un altro se stesso, bianco e nero come due realta' della stessa medaglia, cosa siamo se non abbiamo una pietra di paragone?

Gli scacchi mi hanno marcato anche se li ho abbandonati giovane, forse perche' ancor piu' giovane ho iniziato, bruciando le tappe, frequentando quegli ambienti malsani che sono i circoli scacchistici, il regno dello stress e della tensione cosi' ben descritto da Maurensig nel brillante "La variante di Luneberg", ho poi conosciuto altri amici, la dama internazionale, il Risiko, lo Scarabeo, i giochi di carte, i giochi di strategia e via dicendo, ma per quanto mi hanno conquistato non sono riusciti a coinvolgermi altrettanto.

Negli scacchi vi sono giocatori sottili che guardano al risparmio, certosini, che fanno sacra guardia ai propri mezzi, e privilegiano il pezzo di piu' ampia portata, regolare nella sua risposta gli alfieri, lottano per diagonali per poter ottenere un successo che in realta' sarebbe di fronte a loro; altri sono i brillanti, i giocatori che ogni mossa e' una sorpresa, gli artisti della scacchiera, che amano talmente il gioco di teatro, la combinazione che magari sacrificano tutte le loro risorse per lo spettacolo, amano chiaramente il pezzo piu' contorto che vi sia, i cavalli.

Io sono un ibrido, piu' intrapredente del primo tipo e meno brillante del secondo, amo i rischi calcolati, datemi un alfiere ed un cavallo e vi faro' vedere meraviglie, unica necessita' un buon senso della posizione per non finire in trappola con i secondi e per scegliere il momento giusto per sorprendere i primi.

La vita sulla scacchiera e' un gran battaglia, piu' forse del mondo, in cui ogni mossa puo' portare alla perdizione, noi dobbiamo lottarci contro l'altro, ma anche contro noi stessi, vincere i nostri pregiudizi ed andare fino in fondo quando serve, non importa quante perdite subiamo, pur di ottenere lo scacco matto.

Il viaggiatore vi lascia per iniziare una nuova partita...

UlisseIlViaggiatore
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sabato, novembre 15, 2003, ore 22:56

I migliori compagni di viaggio

Non sono gli amici a cui sto pensando, ma quei strani oggetti che teniamo a lato del nostro letto, appoggiati sui mobili, vicini sul divano, i silenziosi compagni della nostra vita, che spesso urlano ma solo alla nostra fantasia, alla nostra mente.

Il primo viaggio l'ho compiuto al sicuro nella mia stanzetta e quelle quattro mura hanno iniziato a sparire, un po' come il bimbo che inizia a gattonare per vedere il mondo circostante cosi' il fruscio delle pagine che pian piano svogliavo mi accompagnavano in questa scoperta di realta' diverse, di altri mondi.

Strane storie, immaginifiche come ci si aspetta da un bambino, realta' forti di mondi esotici, storie di un pirata che si vestiva di un colore affascinante come il nero e viaggiava di isola in isola, gentiluomo turbato dalla sua storia personale, o storie di tugh, turbanti e principesse affascinanti, il passo da Salgari a Jules Verne e' stato immediato, e le storie sono diventate sempre piu' fantasiose ma sempre piu' interessanti e da allora i libri mi hanno accompagnato in ogni viaggio.

Piccole presenze rassicuranti che racchiudono tanti mondi che aspettano solo di essere esplorati, viaggi che arrichiscono giorno dopo giorno e ci preparano al mondo esterno.

Il viaggiatore ritorna alle sue letture....

UlisseIlViaggiatore
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venerdì, novembre 14, 2003, ore 22:30

Per Aspera ad Astra

Quali sono i limiti che ci diamo, come il mio omonimo Dantiano non vedo le colonne d'Ercole come un limite, ma forse come una sfida; il bello delle tappe secondo me e' passarle, come si suol dire la miglior sfida non e' se' con gli altri ma con noi stessi.

Un commento di un ex-collega ha lasciato il segno dentro di me, quando ho lasciato il lavoro la sua reazione e' stata di dire che c'e' chi prende un razzo e lo porta sulla luna e chi si sfracella al suolo in decollo, io credo semplicemente che se si decide di prendere la guida del razzo vuol dire che ci si sente pronti a guidarlo sulla luna ed oltre, perche' fermarsi alla luna come orizzonte vuol dire darsi dei limiti.

Il mezzofondista prende ogni giro come fosse l'ultimo ed e' questo il trucco per migliorarsi e migliorarsi, correre ogni giro come fosse l'ultimo e trovare nuovi sproni, nuove ragioni per percorrerlo di nuovo, in una rincorsa continua alla propria ombra sino a che non riesce a capire dove la propria figura inizi e finisca tanto si estende.

Vi lascio ai vostri percorsi io sono preso dal mio ultimo giro....

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mercoledì, novembre 12, 2003, ore 23:51

La velocita'

Ogni viaggio credo abbia i suoi tempi, io spesso sono come un accellerato, cerco di saltare le tappe.

Vi sono parecchie ragioni credo per questo atteggiamento, la prima e la piu' semplice e' l'interesse per il nuovo, la noia della routine e la voglia di crescere, vi e' un'altra piu' latente, nascosta pero' che credo sia dovuta alla mia arroganza ed e' l'insoddisfazione per la mancanza di progressi, il fermarsi ad attendere gli altri, tanto peggio se si perdono la via.

Come in un trenino di macchine mi ritrovo in testa a fare da guida e sono insofferente del fatto che altri magari non tengano il ritmo, in un'assurda selezione darwiniana mi sento di spingere, spingere e spingere ancora, cosi' come il maratoneta che testa i suoi compagni di viaggio fino a lasciarli uno ad uno.

Ti ritrovi cosi' a scoprire ad un tratto che la strada piu' breve, rapida, veloce e' anche quella piu' solitaria seppur ricca di soddisfazioni personali.

Ed il viaggiatore riprende il cammino interrotto, perdendosi nel tramonto incipiente....

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martedì, novembre 11, 2003, ore 22:18

La Musica

La musica e' la compagna di viaggio ideale, non ho ancora scelto quale sia la migliore, credo che come ogni accompagnamento vi siano diverse soluzioni per diverse situazioni.

I trasferimenti in macchina sono i piu' frequenti ed a quelli mi ispiro nella mia analisi, talvolta di notte si preferisce suoni vitali, ritmati per non assopirsi alla guida, talaltra si preferisce armonie delicate, musica di sottofondo per evitare ansia e autorilassarsi in una comoda routine, macinando chilometri dopo chilometri.

Come in molte altre cose sono onnivoro, country/pop/r&b/hiphop/rock/classica mi vanno tutte bene, con una live preferenza per voci femminili, chissa forse spero di trovarvi compagnia, ad ogni buon conto la musica e' una grande ricchezza ed un buon CD a mio avviso cosi' come un buon libro e' un'acquisto che finisce per dare piu' di quanto si spende.

Un viaggatiore cantante riprende il suo cammino...

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domenica, novembre 09, 2003, ore 17:53

Le Lingue2

Un'altra giornata di lavoro e' finita ed il viaggiatore stanco tornato alla magione e', ripenso alle lingue e faccio un confronto con la mia finestra sul cortile il mio ICQ, quali mondi vi sono racchiusi e quali diversi mezzi d'espressione vi uso. Scrivo almeno in tre diverse lingue con i miei contatti, raramente chi mi scrive e' della nazionalita' del paese in cui e' residente.

Ma quante storie e come sono belle, e' come se ogni micromondo racchiudesse sfaccettature diverse e si impara tanto ma proprio tanto, che sia sempre cosi' ICQ o sono io ad attirare situazioni particolari?

Per fare un paio d'esempi vi e' l'Ucraina che vive e lavora in Israele con cui discorro in inglese, o la cinese di Hong Kong che ha vissuto un periodo a Santo Domingo ed ha il fidanzatino francese e via dicendo, sono le mie compagne di viaggio ed insieme a loro imparo a vedere il mondo con occhi diversi a comprendere altre realta'.

Eviti i giochi di parole con chi ha scarsa dimestichezza con la lingua e sei sempre pronto ad imparare. Ognuno di noi ha un sogno ed una passione in comune per i viaggi pero'. E su questa base si costruisce, fino a che uno prende un cammino diverso ed incontra nuovi amici.

La ricchezza di questi scambi e' a mio modo di vedere infinita, perche' e' come una sorgente da cui si beve e si beve, ancora ed ancora senza che l'acqua finisca mai.

Un viaggiatore in cerca di nuove sorgenti prende il proprio sentiero e si allontana....

 

 

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domenica, novembre 09, 2003, ore 11:34

Le Lingue

Quali lingue parla un viaggiatore? Molte e poche a mio avviso, molte male e poche bene, non siamo linguisti in fin dei conti vogliamo comprendere e farci comprendere,. ulteriori sforzi richiederebbero tanto del nostro tempo, che non sempre abbiamo a disposizione.

Io sono contento se riesco ad ordinare e gestire in maniera semplicistica una conversazione, parlando parecchie lingue riesci a distinguere le assonanze, ma talvolta si fa anche confusione.

Ho scoperto che piu' sono stanco piu' facilmente inserisco parole di altre lingue nella conversazione in una lingua non mia; il problema piu' grosso l'ho avuto con la quarta lingua, iniziando a studiarla ho creato neologismi/espressioni nella terza, come se il mio cervello andasse in overlap.

Sono parzialmente giunto alla quinta ed alla sesta, superati i problemi di neologismi, ho visto come vado in overlap parlando come detto, chissa' che all'ottava il problema non si risolva e se ne presenti uno nuovo?:)

La vita e' bella perche' varia, e laddove un viaggio ha sempre un inizio, non vi e' detto necessariamente vi sia una fine..

Ulisseinperpetuomovimento prende congedo

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sabato, novembre 08, 2003, ore 22:20

In Viaggio

Quali mestieri si praticano in viaggio? Francamente non lo so, oramai ho perso il conto, troppi interessi e troppe opportunita', sono un po' l'ecclettismo fatto persona, per piacere? Non saprei ogni lavoro me lo sono fatto piacere, credo piu' che altro per soddisfazione di un lavoro ben fatto.

Perche'? Non lo so, ma ho sempre voluto mostrarmi professionale e raramente sono stato colto in fallo. Ne' come insegnante, ne' come istruttore, ne' come "homo informaticus", ne' come possibile imprenditore.

Avrei potuto prendere altre strade? Si' molto possibile, una carriera da maestro di scacchi se avessi continuato a giocare, una laurea in Scienze Politiche nel caso avessi passato l'esame a Sant'Anna, una laurea in Giurisprudenza se avessi terminato il mio primo Corso di studi, una vita da consulente in giro per l'Italia nel caso fossi rimasto al lavoro di prima, etc.

Sono forse limitate le strade nel futuro? Non credo, io vivo convinto che i limiti sono quelli che ti dai da solo, forse anche per questo ho passato l'esame di selezione ed ho iniziato un nuovo piano di studi.

Se solo fossi piu' convinto nelle mie scelte.... Mi lascio troppo facilmente distrarre, o forse continuo solo quello a cui realmente tengo in quel momento... Ad ogni buon conto il viaggio inizia con la nostra vita e forse continua anche dopo la nostra dipartita, non cerchiamo di fermarci a mettere paletti ed indicazioni, ma piuttosto guardiamo il panorama ed apprezziamo ogni nuovo mondo per quello che ci da' e per come ci fa' crescere.

UlisseIlViaggiatore
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sabato, novembre 08, 2003, ore 18:06

Le Soste

Una nuova giornata di lavoro finita. Il dolce riposo del letto, del mio letto. Uno degli oggetti piu' cari ci possa essere. Cuscino spesso e morbido, materasso alto e ben molleggiato, letto rigido ma non troppo, che bellezza; quanto mi manca nei miei viaggi quando devo adattarmi a cuscini striminziti o materassi sottili, ho finito per adattarmi alle usanze nordiche del piumino spessissimo in cui mi avvolgo rotolandomi nel letto e facendo a meno delle nostrane lenzuola e coperte.

Le soste in letto durano ore e talvolta vorrei durassero giornate per portare sollievo dalla stanchezza, se poi dolce compagnia e' il sonno allora la giornata e' perfetta. Sono finalmente a mio agio pigro una volta tanto lascio che la tensione si attenui e finalmente mi rilasso.......

UlisseIlViaggiatore
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sabato, novembre 08, 2003, ore 08:38

In partenza

Da dove incomincia il viaggio? Cos'e' il viaggio?

Il mio e' iniziato tanto tempo fa, contraddistinto da un continuo cambiamento di direzioni, ma la vita e' bella anche perche' varia. Come un marinaio finisco per essere inquieto se mi fermo a lungo in un porto, eternamente insoddisfatto di situazioni che si trascinano nella routine. Sono poi cosi' irrequieto o non ho trovato la mia pace per altri motivi?

Il bello del viaggio e' che incontri nuovi mondi, nuove realta' e nuovi compagni di viaggio, il brutto e' che se si fermano te li lasci alle spalle, dispersi nelle nebbie e difficili da  rintracciare, tenui legami che si rinsaldano con saltuarie missive.

Sogno? Son desto? Vaneggio?

Ilviaggiatorestanco prende congedo

 

 

UlisseIlViaggiatore
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